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Ecco perchè l’Assemblea degli Industriali torinesi può essere molto importante 

Giachino: “Il Confronto col Governo avverrà prima della presentazione della Legge di Bilancio. Si presentano i dati reali della economia torinese e piemontese se si vogliono chiedere misure importanti. Urso va sostenuto.  Se Riparte Torino aumenterà anche la crescita economica italiana”

L’ Assemblea degli industriali torinesi, tenuto conto della debolezza politica del Consiglio Comunale e del Consiglio regionale , sarà il momento più importante dell’anno per Torino. L’Italia ,come ha detto il Fondo Monetario , quest’anno e il prossimo anno vedrà il suo PIL crescere la metà della media europea. La bassa crescita della economia torinese sicuramente è una delle cause della bassa crescita italiana. Ecco perché la Assemblea di quest’anno che vedrà intervenire mezzo Governo sarà questa volta più importante della Assemblea degli industriali lombardi, per influire sulla azione del Governo e sulla prossima Legge di Bilancio . Se riparte Torino ne avrà benefici importanti la economia nazionale.
Torino e’ la capitale della filiera industriale più importante del Paese e di questa filiera oggi è il centro della crisi. A Torino e in Piemonte oltre a Mirafiori opera un terzo dell’indotto dell’auto . Un settore che ha trainato lo sviluppo del dopoguerra , anche se poco amato dai torinesi e dagli italiani . Nel 1989 al termine dell’era GHIDELLA in Italia si producevano 1.900.000 auto e la FIAT era la prima per quota di mercato in Europa. Errori della Famiglia,  in primis la cacciata di Ghidella, errori della Città che, dando  per scontato nel 93 che l’industria non sarebbe stata così più importante ,punto’ tutto sul turismo, sulla cultura e sul loisir senza accorgersi che il valore aggiunto dell’industria per la nostra economia era molto più alto. Dal 2001 al 2019 Torino ha perso 19 punti di PIL rispetto a Bologna.
La colpa maggiore delle Amministrazioni fu capire in grave ritardo che la crisi della industria non era assolutamente pareggiata né dal turismo né dai nuovi settori.
 Nessuna Città europea ha difeso così poco la sua grande azienda come Torino. Nessun Paese ha difeso così poco la sua filiera industriale più importante . In Spagna lo scorso anno si son prodotte due milioni di auto. Tutti responsabili dal Comune al sindacato. Il primo sciopero a aprile 2023. Usati male anche gli incentivi statali su cui mi ero battuto molto . Il governo giallorosso addirittura non disse nulla al momento della vendita ai francesi. Il disimpegno della famiglia da Torino è forse la pagina meno bella della sua storia. L’avvocato Agnelli non sarà assolutamente contento. Io conto molto sull’impegno di Urso e del Governo perché venga corretta in Europa la sciagurata direttiva green fortemente voluta dalla sinistra e perché si riduca con forza il costo della energia se si vuole recuperare competitività . La crisi del settore auto il settore che ha la più grande ricaduta economica sul territorio incide sicuramente nella bassa crescita della economia italiana .Gli effetti su Torino sono più importanti perché qui la “fabbrica delle fabbriche” come è meglio definire il settore ha generato un sistema industriale in grado di costruire un’auto intera. Le amministrazioni comunali si sono illuse , sbagliando, di sostituire ciò che si stava perdendo nel settore col turismo, la cultura e gli eventi ma non è stato così. Non è bastata neanche la forte crescita dell’aerospazio  e così Torino da venticinque anni cresce meno della media nazionale. Aver capito tardi la o bassa crescita ha impoverito la Città . I ritardi gravi nella costruzione della TAV e del Terzo Valico , il mancato completamento della tangenziale hanno impedito la crescita della logistica in Piemonte , un settore importante che in Germania invece ha più del doppio della occupazione rispetto all’Italia. Il calo della economia torinese che vale il 55% della economia piemontese colloca la nostra Regione , che trent’anni fa era seconda alla Lombardia , tra l’ottavo e il decimo posto tra le regioni italiane. Il calo della crescita economica ha penalizzato soprattutto i redditi più bassi e ha fatto aumentare le diseguaglianze cosicché oggi la metà della Città che sta male sta peggio di quattro anni fa. Torino e’ la capitale della disoccupazione e tra le prime per disoccupazione giovanile. Torino soffre economicamente e socialmente ma ha ancora grandi potenzialità nel suo know how, nella qualità del suo Politecnico , della sua Università e nei suoi Centri di ricerche privati.
Ecco perché il Governo deve puntare anche su Torino e sulle sue potenzialità  per rilanciare la crescita della economia nazionale . E’ stato importante assegnare alla nostra Città il Centro per la Intelligenza artificiale che potrà essere strategico anche nello sviluppo della nuova mobilità , dalla guida autonoma in la.
Alla difesa del settore auto Torino deve aggiungere un grande sforzo nelle Infrastrutture.
La TAV ,l’opera più importante,va avanti troppo lentamente  e l’entrata in esercizio solo nel  2033-34 e’ obiettivamente grave. Paghiamo un prezzo alto alle lotte dei NOTAV, alla forte opposizione della sinistra , agli errori di chi ha l’incarico di realizzarla. Qualcuno non capisce che i ritardi costano molto alla economia piemontese e determinano cambiamenti nelle decisioni degli investimenti in logistica . Se 2/3 delle nostre esportazioni vanno in Europa e’chiaro che TAV, Monte Bianco , Terzo Valico , Brennero sono L priorità’ assolute.
Il Piemonte paga anche i ritardi nella costruzione del Terzo Valico così come il mancato completamento della Tangenziale di Torino costa molto ai pendolari e alla nostra economia . Anche le Banche debbono fare di più nella difesa del nostro settore industriale  Non capisco perché non si sia istituito un forte Fondo garanzia al credito per il settore dell’indotto auto il settore che sta pagando di più la folle delibera europea. Ecco perché sono convinto che la Assemblea degli Industriali di Torino non sarà solo una passerella. Quella del 2013 fece sua la mia proposta di portare a Torino la Autorità dei Trasporti. Quella di quest’anno mi auguro porti a un Patto per Torino nel quale Governo , Enti Locali e imprenditori si impegnino per rilanciare economia e lavoro cosicché i detentori torinesi dei capitali decidano di scommettere sulla nostra Città come ha chiesto giustamente il Cardinal Repole.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO già sottosegretario alle Infrastrutture

Auto in crisi, futuro incerto per l’economia: Torino rischia

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Il settore dell’automotive sta vivendo una fase di profonda trasformazione e incertezza, che a Torino e in Piemonte assume una valenza particolarmente delicata. L’area che per decenni è stata il cuore pulsante dell’industria automobilistica italiana, con la Fiat prima e poi con Stellantis, oggi affronta una crisi strutturale dovuta a una combinazione di fattori: la transizione verso l’elettrico, il rallentamento della domanda in Europa, la riorganizzazione delle strategie produttive globali e la perdita progressiva di occupazione.

Negli ultimi anni, la produzione automobilistica in Italia ha subito un calo costante, e il Piemonte ne è uno degli epicentri. I dati diffusi dai sindacati mostrano che Stellantis ha ridotto di diverse migliaia il numero di dipendenti nel Paese, con una parte consistente degli esuberi concentrata tra Torino e Mirafiori. Lo storico stabilimento torinese, simbolo del “miracolo industriale” del Novecento, è oggi al centro di un difficile processo di riconversione: la produzione della Fiat 500 elettrica, su cui si erano riposte molte speranze, non ha raggiunto i volumi attesi, e l’azienda ha dovuto fare ricorso a cassa integrazione e programmi di uscite volontarie per centinaia di lavoratori. Le linee produttive funzionano a ritmo ridotto e, in più occasioni, sono state sospese per mancanza di domanda.

Le cause di questa crisi sono molteplici. Da un lato, la transizione ecologica impone investimenti enormi per aggiornare impianti e competenze, mettendo in difficoltà i territori che per decenni hanno basato la loro forza su motori termici e componentistica tradizionale. Dall’altro, la concorrenza internazionale — in particolare dei produttori cinesi di veicoli elettrici a basso costo — sta erodendo quote di mercato, mentre l’Unione Europea si trova a dover bilanciare le politiche ambientali con la tutela della propria base industriale. A ciò si aggiunge la strategia di Stellantis, che tende a razionalizzare la produzione su scala europea, concentrando le catene di montaggio nei siti più competitivi e lasciando in secondo piano alcuni stabilimenti italiani.

Le ripercussioni per il Piemonte sono significative. Oltre agli effetti diretti sull’occupazione nelle fabbriche torinesi, si osservano difficoltà diffuse nella rete dei fornitori locali, composta da centinaia di piccole e medie imprese specializzate in componentistica meccanica, elettronica e servizi di supporto. Molte di queste aziende rischiano di non reggere l’urto della trasformazione se non riusciranno a riconvertire rapidamente le proprie produzioni. Tuttavia, la regione conserva un patrimonio di competenze tecnico-industriali e di ricerca di altissimo livello, sostenuto da poli universitari e centri di innovazione che potrebbero diventare un punto di forza nella filiera dell’elettrico, della mobilità sostenibile e delle tecnologie digitali applicate all’automotive.

Per evitare che la crisi si traduca in un declino irreversibile, occorre un impegno coordinato tra istituzioni, imprese e sistema formativo. Le priorità riguardano la riqualificazione dei lavoratori, il sostegno alla riconversione delle PMI, la creazione di infrastrutture per la produzione di batterie e componenti per veicoli elettrici, e una politica industriale capace di attrarre nuovi investimenti. Alcune iniziative in questa direzione sono già in corso, ma serviranno tempi rapidi e strategie condivise per restituire competitività a un comparto che ha costruito la storia economica e sociale del Piemonte.

La crisi dell’automotive torinese, insomma, non è solo la fine di un ciclo produttivo, ma il segnale di una transizione epocale. Se affrontata con visione e coraggio, potrebbe diventare l’occasione per ridisegnare il futuro industriale della regione, mantenendo viva una tradizione manifatturiera che ha dato al Paese alcuni dei suoi momenti più alti di innovazione e sviluppo.

Mezzi pubblici, 4 milioni di biglietti contactless venduti a Torino: +51% nel 2025

 

Sono sempre più numerosi i cittadini che preferiscono il biglietto digitale per muoversi a bordo di bus, tram e met Metropolitana. Nei primi nove mesi del 2025 sono stati venduti oltre 4 milioni di biglietti City 100 tramite il sistema Tap&Go, che permette di pagare con la carta contactless direttamente sui mezzi. Un numero davvero importante, che segna un aumento del 51% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Cresce anche il numero degli abbonamenti e dei carnet di sosta acquistati tramite l’app GTT SostApp: 79 mila, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2024.

In parallelo, le vendite via app ed e-commerce dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale rimangono solide. L’abbonamento più acquistato sull’e-commerce è l’Under 26 mensile, mentre il biglietto più richiesto continua a essere il City, seguito dal Daily, con numeri in crescita anno su anno e mese su mese.

Nel percorso di innovazione digitale rientra inoltre l’introduzione dei nuovi biglietti digitali da 48 e 72 ore, approvata ieri dalla Giunta Comunale su proposta dell’assessora Chiara Foglietta. I nuovi titoli, disponibili a breve sull’app TO Move, affiancheranno le versioni cartacee “Tour” con una tariffa agevolata che incentiva l’utilizzo delle soluzioni digitali.

“I dati diffusi da GTT confermano che la digitalizzazione è ormai una leva strutturale per rendere il trasporto pubblico più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze delle persone – dichiara l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. – Questi risultati sono il frutto di un lavoro condiviso tra Città e GTT per promuovere una mobilità sempre più moderna e accessibile, capace di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità del servizio. La transizione digitale, infatti, non è solo una questione tecnologica: significa costruire un sistema di trasporti più equo, sostenibile e integrato, che incentivi l’uso del mezzo pubblico e contribuisca agli obiettivi di neutralità climatica che Torino si è posta”.

In arrivo anche nuove funzionalità dedicate all’infomobilità per l’app TO Move, che offrirà una mappa interattive e aggiornamenti in tempo reale sui mezzi e sulle fermate. Sarà inoltre possibile accedere agli avvisi sul servizio, per ricevere aggiornamenti immediati sulla rete.

TORINO CLICK

Al Mauriziano il robot – chirurgo asporta un polmone con due adenocarcinomi

Un complesso intervento di chirurgia toracica è stato portato a termine con successo all’Ospedale Mauriziano di Torino grazie alla combinazione tra chirurgia robotica e un trattamento farmacologico personalizzato. La procedura, una pneumonectomia sinistra (asportazione completa del polmone), è stata eseguita su una paziente di 70 anni che aveva precedentemente seguito un percorso di chemioterapia e immunoterapia neoadiuvante per ridurre due adenocarcinomi di grandi dimensioni localizzati nel lobo superiore e in quello inferiore.

«Si tratta di un’operazione rara e complessa, con un rischio elevato di complicanze, ma resa possibile dalle buone condizioni generali della paziente e dagli effetti positivi del trattamento preoperatorio», spiega Alberto Sandri, responsabile della Chirurgia toracica del Mauriziano, affiancato dai dottori Lorena Costardi e Stefano Ganio.

L’intervento, durato circa quattro ore, è stato condotto interamente con tecnica robotica a quattro accessi, che ha permesso di limitare le incisioni, ridurre il trauma operatorio e favorire una ripresa più rapida, secondo il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery). Questo approccio, che punta a ottimizzare il recupero postoperatorio, consente una minore degenza e un ritorno più veloce alla normalità.

Il caso è stato seguito da un team multidisciplinare che ha coinvolto diverse professionalità del Mauriziano, coordinate dal Centro Accoglienza e Servizi (CAS) per i pazienti oncologici. «Oltre alla determinazione della paziente – sottolinea Sandri – è stato decisivo il lavoro di squadra tra oncologi, anestesisti, pneumologi, fisiatri, fisioterapisti e personale infermieristico. Solo con un approccio condiviso è possibile garantire la migliore presa in carico».

La combinazione di chemioterapia e immunoterapia perioperatoria, oggi tra i trattamenti più innovativi in ambito oncologico, ha lo scopo di contenere localmente la malattia e migliorare l’esito chirurgico. Tuttavia, rappresenta una sfida per il chirurgo per via delle modificazioni indotte nei tessuti e nei linfonodi dalla risposta immunitaria. Nonostante ciò, la paziente ha lasciato l’ospedale in buone condizioni e sta recuperando rapidamente, con controlli clinici che confermano un’evoluzione favorevole.

L’équipe di Chirurgia toracica del Mauriziano si occupa delle principali patologie oncologiche del torace — polmoni, mediastino e parete toracica — integrando le tecniche robotiche con quelle tradizionali per unire precisione e minimo impatto chirurgico, sempre sotto la guida diretta del chirurgo alla consolle.

«Il successo di questo intervento – commenta Franca Dall’Occo, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano – è il risultato della sinergia tra competenze cliniche, tecnologia e collaborazione tra professionisti. È grazie a questa integrazione che la chirurgia robotica riesce a tradursi in un reale beneficio per i pazienti».

Sulla stessa linea, Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, sottolinea: «Disporre di tecnologie all’avanguardia e di professionisti altamente qualificati consente alla sanità pubblica piemontese di offrire cure di eccellenza. Il caso del Mauriziano dimostra, ancora una volta, la qualità e l’efficacia del nostro sistema sanitario».

Le aree cani a Torino. Interventi necessari e possibili chiusure (come quella del Giardino Lamarmora)

A Torino i cani sono sempre più numerosi, se ne contano circa 85.000. Questi meravigliosi animali da compagnia sono amici, membri della famiglia, vere e proprie terapie per diverse patologie, contribuiscono molto alla socialità tra le persone e contribuiscono a rendere migliori le nostre vite; meriterebbero per questo spazi adeguati a farli correre liberi ed entrare in contatto tra loro tuttavia la disponibilità e soprattutto la qualità degli spazi a loro dedicati resta limitata, soprattutto nella prima Circoscrizione. Le aree cani recintate rappresentano uno strumento fondamentale per la sicurezza, il decoro urbano e il benessere animale, consentendo agli amici a quattro zampe di muoversi sotto la sorveglianza, fondamentale, dei proprietari.

Come si sa, infatti, l’area cani è l’unico luogo pubblico dove questi ultimi possono essere lasciati senza guinzaglio, anche se a volte questa regola non viene applicata. Nonostante gli sforzi del Comune, le aree disponibili spesso risultano insufficienti o troppo vicine alle abitazioni, causando problemi di rumore e di gestione. In alcune zone ci sono già state delle chiusure e in molte altre c’è un sostanzioso bisogno di manutenzione urgente: recinzioni, illuminazione, pavimentazioni e servizi complementari come fontanelle e panchine, infatti, sono spesso carenti.

Particolarmente delicata è la situazione dell’area verde di fronte al Tribunale di Torino, conosciuta come Giardino Caserma Lamarmora. Questo spazio pubblico, oggi utilizzato anche come area sgambamento, rischia di essere ridotto o trasformato per far posto ad un nuovo complesso commerciale con supermercato Esselunga, parcheggi interrati e strutture ricettive. Una scelta, questa, che potrebbe ridurre ulteriormente gli spazi verdi a disposizione dei cittadini, che si stanno battendo perché’ questo non avvenga, compromettendo la qualità della vita e il diritto ad avere spazi destinati al tempo libero degli animali.

Le aree cani, sebbene spesso trascurate, svolgono un ruolo sociale importante: favoriscono l’incontro tra residenti, l’attività fisica e il rispetto delle regole urbane. La loro tutela dovrebbe quindi diventare una priorità nelle scelte urbanistiche.

È necessario pianificare interventi partecipati, garantire vincoli per l’uso del suolo verde e prevedere alternative adeguate quando uno spazio viene destinato a nuove costruzioni. In mancanza di un equilibrio tra sviluppo urbano e spazi verdi, il rischio è che la città diventi meno vivibile, non solo per i cani, ma per le persone che oggi contano su questi luoghi. La sfida per Torino resta aperta: valorizzare le aree cani e gli spazi verdi senza sacrificarli alle esigenze commerciali, garantendo qualità della vita e benessere per tutti.

Un suggerimento ulteriore sarebbe poi quello di migliorare ancora di più le aree dividendole in base alla taglia degli animali consentendo così a chi ha un cane di piccola taglia di poter vivere ancora più serenamente il tempo passato all’interno degli spazi dedicati.

Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali.
(Immanuel Kant)

Per informazioni sulle aree cani cittadine: Areacani.it

Maria La Barbera

Eredità Agnelli, un altro giallo: la donazione a Edoardo

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Una bozza di atto di donazione relativa a quote della società Dicembre da Gianni Agnelli al figlio Edoardo, datata 14 novembre 2000, sarebbe stata ritrovata nel corso di perquisizioni effettuate in alcuni studi legali e notarili nell’ambito dell’indagine penale condotta dalla Procura di Torino sull’eredità Agnelli, avviata diversi anni fa.

Il documento, incompleto, non firmato e mai convertito in atto definitivo, reca la dicitura “bozza” e un timbro del 14 novembre 2000. Secondo quanto emerge, l’Avvocato avrebbe previsto la donazione al figlio Edoardo della nuda proprietà, riservandosi l’usufrutto generale vitalizio, di una quota del valore di 5 miliardi di lire della Dicembre, la holding di famiglia.

Il giorno successivo alla redazione del documento, il 15 novembre 2000, Edoardo Agnelli perse la vita. La bozza, insieme ad altri documenti, è oggi al centro della causa civile promossa da Margherita Agnelli contro i tre figli John, Lapo e Ginevra Elkann.

Una tela sparita di Delleani torna alla Gam dopo 40 anni

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Paesaggio con figure e temporale sullo sfondo (1899) di Lorenzo Delleani  torna alla Gam di Torino. Qui era stata rubata insieme ad altre tele negli anni Ottanta.

Dopo oltre quarant’anni a restituirla sono stati i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Monza, incrociando i dati del database che contiene 1,2 milioni di opere d’arte rubate con quelli di gallerie d’arte e case d’asta. Il quadro  era in vendita  in una casa d’asta del Bresciano con una base che partiva da mille euro. L’opera era stata venduta da una ignara signora che l’aveva avuta  in eredità dal padre che aveva avuto in dono il dipinto come compenso per avere installato un impianto antifurto in una galleria d’arte di Torino. “Qui non ci sono indagati ma c’è il ritorno a casa di un’opera d’arte – ha spiegato all’Ansa il maggiore Michele Minetti, comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza -. La nostra attività quotidiana è quella di controllare case d’asta e gallerie per verificare quello che hanno in vendita e confrontarlo con il nostro database che è il più ampio che abbiamo al mondo”. Alla riconsegna del quadro era presente anche il sindaco, Stefano Lo Russo, che ha ringraziato i carabinieri per il lavoro fatto e ha evidenziato come la Gam sia “un polo culturale che deve continuare ad avere una grande ambizione e ha bisogno di un piano di rilancio.”

Torino capitale dell’innovazione con AI & VR Festival Multiverse World, al Museo del Cinema

La Città di Torino si prepara a brillare come capitale dell’innovazione con la IV edizione dell’AI & VR Festival Multiverse World, promosso da ANGI, Associazione Nazionale Giovani Innovatori. L’evento è ospitato nella suggestiva cornice del Museo Nazionale del Cinema e ha preso il via la sera del 13 ottobre, con una cerimonia di apertura alla Mole Antonelliana, simbolo di innovazione e di avanguardia tecnologica.

La cerimonia ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali e del panorama dell’innovazione, tra Marco Porcedda, Assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Torino, Maurizio Marrone, assessore alle Politiche Sociali e dell’integrazione socio sanitaria, Emigrazione, cooperazione decentrata e internazionale, usura e beni confiscati  Politiche della Casa, delle famiglie e dei bambini della Regione Piemonte: Patrizia Paliotto, segretario generale della Fondazione CRT, Barbara Graffino, membro del Consiglio generale della Fondazione Compagnia di San Paolo,  Elena Maria Baralis, prorettore del Politecnico di Torino, Alessandro Giglio Vigna, Presidente della Commissione Affari Europei della Camera dei Deputati, Michele Vietti, presidente ANFIR (Associazione Nazionale Finanziarie Regionali).
L’evento, realizzato con il supporto di partner istituzionali come il Parlamento Europeo e Rai Cinema, e il sostegno della Compagnia di San Paolo,  CRT e ANFIR, si configura come un’occasione unica per esplorare le frontiere  dell’intelligenza artificiale e realtà virtuale, settori chiave per il futuro del nostro Paese.

“L’ AI & VR Festival rappresenta un momento di confronto cruciale- dichiara il Presidente ANGI Gabriele Ferrieri- tra istituzioni, imprese e mondo accademico per promuovere un’innovazione responsabile e sostenibile. Vogliamo ispirare talenti, statue e imprese a cogliere le opportunità offerte da AI e VR, contribuendo alla competitività  dell’Italia”.

Il14 ottobre, secondo giorno del festival, aperto al pubblico fino a esaurimento posti e segui ile in streaming sui canali dell’agenzia DIRE, sarà  dedicato a panel, workshop e sessioni interattive che esploreranno le applicazioni pratiche di AI e VR in settori come industria 4.0, cybersecurity, educazione e intrattenimento.
Tra i protagonisti della giornata un parterre d’eccezione con Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio, Finanze e Programmazione Economica, Sviluppo delle attività produttive e internazionalizzazione della Regione Piemonte, Riccardo di Stefano, delegato nazionale Confindustria Open Innovation, già Presidente nazionale del Gruppo Giovani, Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Giancarlo Rocchietti, Presidente del Club degli Investitori, Antonio Maria Tambato, Direttore della Direzione Innovazione e transizione digitale, Agenzia per l’Italia Digitale, tra gli altri.

L’AI & VR Festival Multiverse World si conferma un evento imperdibile per professionisti, studenti,  imprenditori e appassionati,  offrendo opportunità di networking e collaborazione con i protagonisti del mondo digitale, un viaggio nel “Multiverse World” per scoprire come AI e VR stiano plasmando il futuro.

Mara Martellotta

We Change! Il futuro del parco del Valentino secondo la visione dei cittadini

 

Si è chiuso “”We Change! Per un clima migliore”, il progetto di ascolto, dialogo e co-progettazione sul futuro del Valentino promosso da Imbarchino, in collaborazione con Banda Larga APS, Va Lentino SRL società benefit e Bike Pride, sostenuto da Patagonia e con il supporto operativo della Città di Torino e di Bike Pride.

I torinesi sognano un Valentino più accogliente e partecipato, capace di coniugare la relazione con il naturale urbano al divertimento, il relax alla sperimentazione di nuove forme di socialità. Promosse la tutela della biodiversità, la pulizia e la manutenzione, l’offerta culturale e sportiva, l’accessibilità e le infrastrutture; da rivedere e migliorare invece la sicurezza. Sono questi, in estrema sintesi, i risultati raccolti attraverso “We Change!”.

Il progetto ha coinvolto dapprima 611 persone che hanno partecipato ad una survey (consultabile sul sito www.imbarchino.space) che ha permesso di raccogliere opinioni, abitudini e desideri di chi frequenta abitualmente il parco. La surey è stata propedeutica all’avvio dei due tavoli tematici di co-progettazione – uno dedicato a Verde e Mobilità sostenibile, l’altro ad Arte, Cultura e Sport – che hanno coinvolto cittadini, assessori e tecnici del Comune di Torino, referenti degli spazi e delle società sportive che operano all’interno del parco, esperti accademici e professionisti.

Il questionario ha permesso di conoscere il sentiment dei torinesi, e non solo, rispetto al Valentino, luogo attualmente interessato da importanti lavori di riqualificazione con fondi PNRR, che ne stanno ridisegnando il volto insieme alle aree limitrofe. Agli utenti è stato anche chiesto di valutare cosa funziona e cosa dovrebbe essere migliorato, esprimendo un voto compreso tra 1 e 5 stelle ed esprimendo la propria preferenza per possibili implementazioni. Promosse le aree verdi e la biodiversità (con una media di 3.6 stelle su 5) e la pulizia e manutenzione (3,1 su 5) anche se l’83% dei rispondenti chiede più cestini per differenziare i rifiuti. Migliorabili l’offerta culturale e sportiva (2,9 su 5 la valutazione media e il 56% dichiara che visiterebbe più spesso il Parco se l’offerta di eventi fosse più ampia) l’accessibilità e la segnaletica (2,8 su 5 la valutazione media e il 67,3% chiede più percorsi senza barriere architettoniche); le infrastrutture e gli arredi urbani (2,6 su 5 la valutazione media con un significativo 85,4% dei rispondenti che richiede più bagni pubblici e il 61,7% aree coperte per ripararsi dal sole e dalle pioggia). Bassa la percezione della sicurezza – valutata con una media di 2,2 stelle su 5 – con richieste di miglioramenti in particolare sull’illuminazione notturna (il 47,8% dei rispondenti lo richiede) e la sorveglianza (45% lo richiede).

La survey ha fatto emergere come la sfida principale per il futuro del Valentino sia quella di tenere insieme due anime: da un lato la natura, la biodiversità e il bisogno di un rifugio urbano nel quale riconnettersi con la natura e fare attività fisica e dall’altro la cultura, il divertimento e la sperimentazione di nuove forme di socialità. Un parco capace di accogliere la diversità, che non ospiti soltanto eventi ma che sia motore di comunità, rimanendo uno spazio pubblico aperto e accessibile a tutte le tipologie di persona.

La seconda fase del progetto si è sviluppata su due tavoli tematici, che hanno visto la partecipazione degli assessori comunali Domenico Carretta (Sport e Grandi eventi), Chiara Foglietta (Mobilità), Rosanna Purchia (Cultura) e Francesco Tresso (Verde e Cura della città), con l’obiettivo di far emergere proposte concrete per il futuro del parco a partire dai risultati della survey. Strumenti di partecipazione civica, potenziamento delle infrastrutture e delle reti di trasporto pubblico e delle piste ciclabili, nuovi servizi per i ciclisti, aumento dei punti di accesso al fiume, iniziative di educazione ambientale rivolte a cittadini e scuole, coordinamento tra gli attori attivi nel parco e strumenti di governance partecipata, sono alcune delle proposte emerse dai tavoli e condivise dagli stakeholders.

“Il progetto We Change! è stata un’esperienza importante di ascolto e co-progettazione, capace di restituire le voci dei cittadini su uno degli spazi simbolo della città – hanno dichiarato gli assessori comunali coinvolti nel progetto -. Il Parco del Valentino è un luogo che unisce natura, cultura e socialità, e la partecipazione così ampia dimostra quanto i torinesi lo sentano come parte della propria identità collettiva. I risultati emersi ci offrono spunti concreti per orientare le prossime azioni in un’area che è al centro di uno dei più importanti progetti di riqualificazione della Città degli ultimi anni. La collaborazione tra cittadini, enti e associazioni che ha animato We Change! è la strada giusta per costruire insieme un Valentino più accogliente, accessibile, e vivo, all’altezza delle aspettative di chi lo frequenta ogni giorno”.

“L’Imbarchino è stato il primo locale del Parco a riaprire nel 2019 e questo ci ha permesso di seguire da vicino il suo cambiamento, svolgendo un ruolo di apripista – ha dichiarato Lorenzo Ricca, presidente dell’associazione Amici dell’Imbarchino e amministratore delegato di Va Lentino SRL società benefit – Con We Change! abbiamo coinvolto la cittadinanza nel percorso di trasformazione che il Valentino sta vivendo e oggi siamo pronti a contribuire con azioni coordinate per tradurre in realtà molte delle proposte emerse.”

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Dopo 30 anni ecco il nuovo piano regolatore per ridisegnare Torino

Dopo 30 anni l’amministrazione comunale si avvia a dotare la città di un nuovo Piano Regolatore Generale. Il progetto preliminare del nuovo Piano sarà pronto per essere approvato dalla giunta nel mese di dicembre per poi approdare, all’inizio del nuovo anno, al vaglio del Consiglio Comunale.

Il Piano è il principale strumento dell’amministrazione per governare l’assetto del territorio comunale: detta regole, stabilisce limiti e indica, progettandolo, il futuro della città, tanto nelle sue aree di sviluppo quanto nella trasformazione del tessuto urbano consolidato. Quello ad oggi in vigore fu adottato nel lontano 1991 e approvato nel 1995, opera di Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi.

A tracciare la road map delle prossime tappe e analizzare le linee guida del lavoro è stato l’incontro “Il nuovo piano regolatore. Disegnare oggi la Torino del futuro”, che si è svolto ieri pomeriggio al Campus di ESCP Business School di via Andrea Doria.

“Il nuovo Piano Regolatore – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo – vuole essere un patto per il futuro di Torino: un impegno condiviso tra cittadini, istituzioni e imprese per costruire una città più innovativa, sostenibile e inclusiva. È il progetto di uno sviluppo economico fondato su ricerca, produzione avanzata e lavoro di qualità, che genera opportunità condivise e rafforza la coesione sociale. Torino consolida il suo ruolo di cuore dell’area metropolitana e della Regione, per dare forma a un sistema urbano integrato, competitivo e sostenibile. È una città saldamente ancorata alle sue radici ma che sa guardare al futuro, con un’incentivazione urbanistica allo sviluppo degli insediamenti produttivi a vocazione manifatturiera e legati all’innovazione. Allo stesso tempo, rilancia la propria vocazione internazionale, aprendosi a reti di conoscenza, cultura e impresa capaci di attrarre talenti e investimenti. La Torino che abbiamo in mente guarda al mondo senza perdere il legame con le proprie comunità e cresce unendo innovazione e giustizia sociale, sviluppo e solidarietà, futuro e identità”.

Sul palco, dopo il primo cittadino si sono alternati l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, Piero Boccardo di Urban Lab, la direttrice del Dipartimento Urbanistica ed Edilizia Privata della Città Emanuela Canevaro e la dirigente del servizio nuovo Piano Regolatore Daniela Cevrero.

Il Piano fornisce una road map per i prossimi anni, indicando direzioni chiare per l’innovazione, la formazione e lo sviluppo economico, promuovendo la vocazione della città alla produzione avanzata con spazi flessibili e ibridi; le infrastrutture e la mobilità, posizionando Torino come hub delle connessioni europee e locali con trasporti sostenibili ed efficienti; il riuso e la rigenerazione, per riattivare il potenziale degli edifici e delle aree urbane sottoutilizzate; i quartieri e la comunità, valorizzando le centralità di tutti i quartieri e garantendo un’equa distribuzione dei servizi di prossimità; la casa e l’inclusione, ampliando l’offerta di alloggi per tutti gli abitanti e integrandoli con servizi e spazi pubblici; la cultura, lo sport e il tempo libero, rafforzando l’identità culturale di Torino e offrendo opportunità di creatività e svago in tutta la città; la salute e la sostenibilità promuovendo ambienti di vita sani integrando pianificazione, cura e resilienza climatica; i parchi e gli spazi pubblici, rafforzando le infrastrutture verdi e blu per una migliore qualità della vita.

La base di partenza del lavoro è stato il punto di vista dei cittadini con la campagna di ascolto “Voci di quartiere” che, negli ultimi tre anni, ha coinvolto oltre 10mila persone e 320 diverse organizzazioni in momenti di discussione sul territorio nei 34 quartieri della città. Un lavoro restituito dalle dieci mappe di Voci di Quartiere, realizzate da Urban Lab, che ha chiesto a 10 illustratori e illustratrici che vivono a Torino di “leggere” le informazioni ricevute e interpretarle attraverso la propria cifra stilistica. Le singole mappe, relative a ogni territorio di intervento, saranno distribuite dalle Biblioteche Civiche e dai Bibliobus a partire da domani.

A partire dall’ascolto del territorio e sulla base delle linee guida approvate due anni fa dalla giunta, ha preso avvio il lavoro tecnico per la redazione del nuovo Piano Regolatore. L’intero processo è stato coordinato dal servizio “nuovo Piano Regolatore” della Città di Torino, che ha raccolto i contributi del dipartimento Urbanistica ed edilizia privata e degli altri settori comunali coinvolti. Grazie al contributo economico della Compagnia di San Paolo, la Città ha affidato alla propria società in-house InfraTo il compito di individuare un gruppo di professionisti dedicato a supportare gli uffici comunali nella fase di redazione degli elaborati cartografici e normativi. Nel corso del lavoro gli uffici si sono avvalsi anche dei contributi della Città Metropolitana, del Politecnico, dell’Università di Torino e dell’Università Iuav di Venezia. Il team si è inoltre arricchito della consulenza dell’urbanista Amanda Burden e dei suoi colleghi, presenti oggi in sala per la presentazione pubblica, messa a disposizione gratuitamente per la Città da Bloomberg Associates, società che lavora con città di tutto il mondo ed è parte di Bloomberg Philanthropies.

Nel complesso, il gruppo che ha lavorato al nuovo Piano conta complessivamente tre Atenei universitari, coinvolti attraverso quattro diversi Dipartimenti, tre consulenze specialistiche e un team di 66 persone (36 donne e 30 uomini) con un’età media di 37 anni impegnate nella stesura del Piano Regolatore seguendo quattro sfide: un insieme di regole semplici, sicure, abilitanti con norme chiare, procedure lineari e tempi certi; un ecosistema professionale più forte aprendo la filiera, confrontandosi con modelli internazionali e valorizzando il ruolo del pubblico; le centralità di Torino nella geografia europea con connessioni con la cintura, l’asse Milano-Genova, la Francia e l’Europa (attraverso alta velocità, corridoi); l’attivazione di capitale e visioni con risorse private e istituzionali, mobilitate da progetti credibili e strumenti di co-investimento.

Il nuovo Piano Regolatore di Torino nasce da un’osservazione attenta della realtà. La città sta attraversando un’importante fase di trasformazione, tra grandi opere e manutenzioni ed è tra le prime città italiane ad aver dato avvio a tutti gli oltre 300 cantieri finanziati con le risorse del Pnrr. È una città che accoglie nuovi abitanti e studenti. Più di 12mila sono solo i turisti che ogni giorno arrivano in visita (+145 per cento dal 2002 al 2024). Torino si rafforza come centro di innovazione e impresa. È la seconda città italiana per ecosistema dell’innovazione e del valore di impresa, con 626 startup e PMI innovative, 31 incubatori e acceleratori, 15 venture capital, 400 business angels, 250 milioni di fondi raccolti per startup nel 2024 con un +288% del 2023. Ma Torino è anche una città verde e vivibile con più di 55 metri quadrati verdi per abitante, oltre 70 chilometri di sponde fluviali, dove il 93 per cento della popolazione vive a meno di 300 metri da un’area verde, 500mila metri quadri di aree industriali sono state convertite in spazi verdi e sono disponibili più di 200 chilometri di piste ciclabili.

Numerose sono inoltre le grandi trasformazioni urbane in corso o in fase di avvio sul territorio, da investimenti pubblici, privati o partenariati tra pubblico e privato come la riqualificazione della Cavallerizza Reale, la trasformazione del Valentino, l’avvio della realizzazione della Linea 2 della metropolitana, lo studentato con servizi sanitari di prossimità nell’ex ospedale Maria Adelaide, il quartiere di housing sociale ai laghetti di Falchera, la stazione Bus Fossata e l’attiguo hotel, il Social Hub a Ponte Mosca, la riqualificazione dell’area ex Gondrand, il palazzo Pietro Micca (ex sede Rai), lo scalo Vallino, il Dora Park ex Vitali, l’area ex Ogm.

Dati e informazioni che scattano una fotografia del presente per riconoscere i trend che stanno influenzando lo sviluppo della città. Da questa base parte il nuovo Piano Regolatore: leggere la Torino di oggi per progettare quella di domani.

foto © Urban Lab

“Il nuovo Piano Regolatore – sottolinea l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni – nasce da una convinzione semplice: Torino può accettare la sfida del cambiamento senza smarrire la propria identità. Per farlo abbiamo scelto di dotarla di uno strumento capace di guidare nel tempo trasformazioni complesse, una struttura adattiva che sappia implementare usi e bisogni diversi nel tempo. Il Piano mette al centro i quartieri, riconoscendoli come luoghi di prossimità dove si intrecciano servizi, comunità e opportunità. Quella che ci accingiamo ad approvare non è soltanto una norma urbanistica ma il contributo che offriamo ai torinesi di domani per una città sostenibile, innovativa, accessibile, dove innovazione e qualità della vita crescono insieme”.

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