Amici di Moncalieri mi hanno inviato questa foto poco rassicurante relativa alla tangenziale di Torino vista dalla Ferrovia Torino -Genova. Puoi far verificare urgentemente?
Grazie e buon lavoro
già sottosegretario ai trasporti
Dal 20 al 24 ottobre 2025 si celebra la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa da EU-OSHA – Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, con il coinvolgimento delle Regioni e delle parti sociali. L’edizione 2025 conclude la campagna triennale dedicata al tema “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Salute e sicurezza sul lavoro nell’era digitale”, che pone l’attenzione sulle opportunità e le sfide della trasformazione digitale.
Le attività di vigilanza e controllo
In Piemonte i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL) delle ASL garantiscono la vigilanza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, attraverso inchieste e accertamenti su malattie professionali e infortuni, iniziative d’informazione e formazione e assistenza ai lavoratori e alle aziende.
Le cause di infortunio
Le principali cause di infortunio grave sono riferibili a carenza di informazione, mancanza di procedure di sicurezza, assenza di misure di emergenza e sottovalutazione del rischio.
I Piani mirati di prevenzione
La Regione Piemonte attua modelli di assistenza e supporto alle imprese nella prevenzione dei rischi per raggiungere i lavoratori socialmente più svantaggiati, generalmente occupati in microimprese e in mansioni che comportano maggiore esposizione a rischi.
In particolare ha attivato la diffusione di buone pratiche, la formazione sui rischi specifici alle figure della prevenzione delle imprese, la sollecitazione all’autovalutazione e canali di comunicazione diretta con gli SPreSAL delle ASL.
La Rete WHP Regione Piemonte
La rete dei luoghi di lavoro che promuovono salute (Workplace Health Promotion, WHP) contribuisce a migliorare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori, incoraggiando, nei luoghi di lavoro, azioni e cambiamenti organizzativi e comportamentali attraverso l’attuazione di interventi riconosciuti come pratiche raccomandate. Nell’ambito del Piano Regionale di Prevenzione, DORS – Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute (ASL TO3) e la Comunità di pratica regionale hanno realizzato l’istantanea “La Rete WHP Regione Piemonte” che descrive le modalità di adesione, i vantaggi e le principali azioni che devono mettere in atto le aziende aderenti. Inoltre è stato tradotto il Decalogo dell’azienda che promuove salute prodotto dall’Agenzia di salute pubblica della Catalogna, uno strumento di informazione e sensibilizzazione che riassume principi e azioni che devono guidare le aziende nel promuovere la salute dei lavoratori e della comunità di cui fanno parte.
“Storie di infortunio”
Il progetto, realizzato da DORS e Regione Piemonte, valorizza l’inchiesta infortuni attraverso storie che utilizzano gli elementi della narrazione per proporre soluzioni efficaci per la prevenzione. Le storie sono scritte dagli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASL piemontesi. Nel complesso, 115 storie di infortunio, 7 podcast di racconti di infortuni in formato audio e i libri “Vittime” e ”Invisibili”, raccolte di racconti nati con l’idea di valorizzare l’impegno di quanti si sono sforzati di restituire umanità e sentimento ai protagonisti delle inchieste e alle vittime di infortunio.
“Sicuramente in bosco”, sicurezza e formazione nelle attività forestali
La Regione Piemonte e IPLA promuovono per il 21 ottobre un incontro tecnico – informativo a Roccabruna (CN) dedicato alla prevenzione degli infortuni e alla promozione della sicurezza nelle attività selvicolturali. L’evento ha l’obiettivo di promuovere la cultura della sicurezza nel settore forestale, favorire la formazione pratica e il confronto diretto tra operatori del settore, diffondere buone pratiche operative e soluzioni tecnologiche innovative per ridurre il rischio nelle attività di abbattimento, movimentazione e allestimento del legname. Durante la giornata sono previste dimostrazioni pratiche in bosco, con particolare attenzione all’uso in sicurezza di escavatori forestali e verricelli e alle tecniche di abbattimento controllato. Tutti i dettagli dell’evento sono disponibili qui.
La Regione Piemonte ha formalmente manifestato al vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Esteri Antonio Tajani la disponibilità a contribuire alla missione umanitaria per la ricostruzione della Striscia di Gaza candidandosi al coordinamento del supporto sanitario pediatrico.
La proposta, sottoscritta dal presidente Alberto Cirio e dagli assessori alla Sanità Federico Riboldi, alla Protezione civile Marco Gabusi e alla Cooperazione internazionale Maurizio Marrone, è stata inviata alla Farnesina a seguito della recente riunione operativa del Governo dedicata agli interventi di ricostruzione nei territori palestinesi.
«Il Piemonte è pronto a fare la propria parte – hanno dichiarato il presidente Cirio e gli assessori Riboldi, Gabusi e Marrone – mettendo a disposizione le sue eccellenze sanitarie, in particolare l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, punto di riferimento internazionale per la cura dei bambini in condizioni critiche. Il nostro obiettivo è contribuire alla rinascita del sistema sanitario pediatrico di Gaza offrendo formazione, assistenza clinica e supporto operativo alle strutture locali».
In particolare, in coerenza con le linee guida del Ministero degli Esteri, la Regione Piemonte propone di organizzare programmi formativi per il personale sanitario palestinese su emergenze pediatriche, chirurgia, terapia intensiva e malattie infettive, sviluppare protocolli clinici e gestionali per gli ospedali pediatrici, attivare canali di teleassistenza e consulenza clinica a distanza con i centri piemontesi di eccellenza, condividere conoscenze organizzative e gestionali per la riorganizzazione dei reparti pediatrici danneggiati dal conflitto, allestire strutture di assistenza o ospedali da campo, sul modello dell’unità EMT2 utilizzata in Turchia dopo il terremoto del 2023.
«La ricostruzione – sostengono presidente e assessori – non può prescindere dal rafforzamento delle competenze e delle capacità locali. Il Piemonte intende offrire un contributo concreto e duraturo, in collaborazione con la Farnesina e con le organizzazioni internazionali impegnate in Medio Oriente».
La Regione ha inoltre espresso nella lettera inviata al vicepresidente Tajani la disponibilità ad avviare un tavolo operativo con il Ministero degli Esteri per definire nel dettaglio le modalità di collaborazione e coinvolgere i propri enti sanitari e le organizzazioni non governative piemontesi già attive nella zona.
Torna domenica l’appuntamento con il Bike Pride, giunto alla quattordicesima edizione. Sotto il tema “Velomobilità. Una città per tutte le ruote”, la manifestazione promossa da FIAB invaderà pacificamente la zona sud di Torino rilanciando la richiesta di spazi urbani sempre più equi e accessibili.
La giornata prenderà il via fin dalla tarda mattinata al Parco Colonnetti, dove i partecipanti troveranno stand informativi, laboratori per grandi e piccoli, una ciclofficina e punti ristoro. Il via della pedalata collettiva è fissato per le ore 14. Il percorso, lungo circa 14 km, collegherà i quartieri di Mirafiori Sud, Lingotto, Nizza Millefonti, Santa Rita e Crocetta.
Spiega Ammj Traore, Presidente di Fiab Torino Bike Pride “Il tema riflette una richiesta chiara: ripensare la progettazione urbana per garantire accessibilità a tutte le tipologie di mezzi a pedali – dalle bici tradizionali a quelle a pedalata assistita, dalle cargo bike ai tricicli e alle handbike. Riconosciamo le infrastrutture realizzate negli anni, ma pensiamo si possa fare un passo ulteriore verso l’eterogeneità dell’utenza. Il Bike Pride è una festa collettiva per vivere la città con lentezza e in armonia, ma anche un momento per pensare a che spazi vogliamo.”
L’evento si svolge in un contesto di forte crescita della mobilità ciclabile a Torino: negli ultimi sei anni (dal 2019) sono stati registrati oltre 21,8 milioni di passaggi sui contatori cittadini e la rete ciclabile complessiva ha raggiunto i 295 km, con un ulteriore ampliamento di 15 km previsto entro il 2026.
“Dal 2022 abbiano realizzato 61,2 chilometri di infrastrutture ciclabili, di cui 54 chilometri di piste ciclabili e il resto di corsie ciclabili. e grazie a un investimento di 32 milioni di euro della Fondazione CRT, nell’ambito del progetto ‘Torino Cambia – Spazi che uniscono’, potremo destinare un ulteriore milione e mezzo di euro al rifacimento della segnaletica, partendo dalle strade con il manto migliore, per rendere le corsie ciclabili più sicure e facilmente riconoscibili. – sottolinea l’assessora – La vivibilità delle nostre strade – aggiunge – dipende però anche dal rispetto reciproco. Troppo spesso le corsie del trasporto pubblico o quelle ciclabili sono ostruite da auto o mezzi che non dovrebbero trovarsi lì. Per questo è fondamentale un cambiamento culturale basato sulla consapevolezza e sul rispetto degli spazi comuni. Eventi come il Bike Pride svolgono un ruolo chiave nel coinvolgere i cittadini e nel promuovere questa consapevolezza condivisa.”
Novità di questa edizione è il lancio di una mappatura partecipata dei punti critici della rete ciclabile cittadina. Sviluppata da FIAB in collaborazione con associazioni e cittadini, l’iniziativa mira a raccogliere dati precisi per migliorare sicurezza, manutenzione e segnaletica della rete esistente.
Il Bike Pride si inserisce inoltre nel più ampio progetto “Cicli naturali: urban biodiversity by bike”, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che integra salute, sostenibilità ambientale e benessere urbano.
La partecipazione alla pedalata è libera e gratuita, aperta a tutti.
Per maggiori informazioni e dettagli sul percorso e sul programma: www.bikepride.net
TORINO CLICK
Le prenotazioni dal 14 ottobre. 150 le aziende che hanno aderito
“Fabbriche Aperte Piemonte – Dentro il cuore del Piemonte industriale, per scoprire il valore di chi crea valore”, ritorna con la sua sesta edizione per consentire al grande pubblico di visitare i luoghi della produzione industriale, aperti straordinariamente per l’occasione, ed affermare l’immagine di un territorio luogo della manifattura intelligente, dell’innovazione e del saper fare.
Tra il 23, 24 e 25 ottobre i cittadini interessati potranno visitare le 150 aziende che hanno aderito, rappresentative delle principali filiere produttive che compongono l’economia piemontese: dall’aerospazio all’automotive, dal tessile all’agrolimentare, dalla meccatronica alla chimica e farmaceutica, dal tessile ai servizi avanzati. La ripartizione per provincia è la seguente: Alessandria 12, Asti 8, Biella 14, Cuneo 20, Novara 9, Torino 78, VCO 4, Vercelli 5.
Per le prenotazioni, possibili dal 14 al 22 ottobre, occorre utilizzare il sito www.fabbricheapertepiemonte.it, dove è possibile consultare l’elenco, che comprende una breve descrizione delle attività e le informazioni di tipo logistico per poter effettuare la visita. I posti disponibili sono 16.100.
«Con questa nuova edizione – sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio – vogliamo dimostrare la grande opportunità che i fondi europei hanno rappresentato negli ultimi anni e continueranno a rappresentare per il nostro sistema produttivo, oltre ad accrescere la consapevolezza delle capacità manifatturiere di cui disponiamo. Viene ulteriormente amplificato
il concetto della fabbrica come luogo di produzione di valore, elemento strategico e identitario della tradizione industriale del Piemonte nel passato, nel presente e nel futuro».
«L’apertura straordinaria delle aziende aderenti intende accendere i riflettori sulla manifattura di eccellenza e sull’innovazione tecnologica mediante la dinamica esperienziale delle visite agli stabilimenti – evidenziano gli assessori alle Attività produttive Andrea Tronzano e alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati – In questo modo il pubblico può rendersi conto direttamente del ricco patrimonio industriale del Piemonte, che vanta eccellenze a livello internazionale, ed avere l’opportunità di conoscere alcuni dei Poli creati per favorire la diffusione dell’innovazione e lo scambio di competenze tra Atenei, centri di ricerca e imprese».
Fabbriche Aperte Piemonte, co-finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, è anche l’occasione per rendere evidenti ai cittadini i diversi modi di utilizzare al meglio le risorse europee. Infatti, oltre il 40% delle imprese partecipanti ha beneficiato delle misure Fesr per l’efficientamento energetico, per l’innovazione dei processi produttivi, per la riqualificazione degli edifici o dei macchinari, per l’accesso al credito o il supporto agli investimenti in ricerca e sviluppo, con un investimento di oltre 73 milioni di euro, che rappresenta un impegno significativo del sistema pubblico-privato verso lo sviluppo sostenibile del comparto industriale.
Roma, 18 ottobre 2025 – La deputata Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, ha lasciato la vicepresidenza del Movimento 5 Stelle, annunciando la decisione durante il Consiglio nazionale riunito in videoconferenza.
La parlamentare ha spiegato che il suo gesto nasce dall’esigenza di “rimettersi in discussione” e rilanciare un dibattito interno, invitando il M5S a recuperare autonomia e identità politica (sottinteso: dal Pd).
Le dimissioni arrivano a pochi giorni dal voto online che dovrebbe confermare Giuseppe Conte alla guida del Movimento, e vengono lette come un segnale di tensione verso la linea attuale.
Tragedia sul lavoro questa mattina nel cantiere di Torino Esposizioni, in corso Massimo d’Azeglio, dove un operaio di 41 anni di origine egiziana è morto. Secondo le prime informazioni è andato in arresto cardiaco a seguito di un incidente. Nonostante i sanitari abbiano effettuato le manovre di rianimazione non è stato possibile salvarlo.
Il cordoglio del sindaco Stefano Lo Russo: “La Città di Torino, partecipe nel dolore, si stringe intorno al cordoglio della famiglia di Andy Mwachoko, il lavoratore che ha perso la vita questa mattina nel cantiere di Torino Esposizioni.
Ai suoi cari va il pensiero di tutta la nostra comunità”.
Davanti a oltre 800 tra imprenditori e manager, si è svolta questa mattina l’assemblea annuale dell’Unione Industriali Torino. All’evento hanno partecipato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
La relazione del presidente Marco Gay si è aperta con un suggestivo video, realizzato con l’intelligenza artificiale, che immaginava la Torino del 2100. Le immagini si sono concluse con una panoramica sul pubblico in sala: “Questo video inizia qui. Inizia qui perché abbiamo una certezza: la nostra ambizione e il nostro impegno sono gli stessi con cui ci siamo lasciati un anno fa (…). Mettere in campo ogni sforzo e ogni energia per contribuire a rendere la nostra città e il nostro territorio luoghi di crescita e innovazione”.
Nel suo intervento, Gay ha espresso preoccupazione per il quadro geopolitico internazionale: “Al di là dell’Atlantico si sta imponendo un nuovo codice nel linguaggio diplomatico (…). Ciò che più ci preoccupa è la costante incertezza di quello che è e che sarà”, pur riconoscendo come “in Italia godiamo di stabilità politica: per noi imprenditori è essenziale”. Ribadendo l’importanza dell’Europa, ha ammonito che “dobbiamo riformare le politiche, non i princìpi”, invitando a ridurre frammentazioni e burocrazia: “Siamo fermi a guardare cosa fanno gli altri”.
Riguardo alla Legge di Bilancio, il presidente ha richiamato la necessità di un equilibrio tra vincoli e crescita: “Il rispetto dei vincoli comunitari non deve diventare il motivo per non fare (…). Una crescita dello 0,5% non è una vera crescita”. E ha aggiunto: “Gli equilibri di finanza pubblica non si tengono senza investimenti e senza crescita”, sottolineando l’urgenza di agire su innovazione, intelligenza artificiale, fiscalità e costo dell’energia.
Sul fronte industriale, Gay ha ricordato che il settore “vale 510 miliardi di euro, pari al 23,4% del PIL nazionale e al 26% a Torino”, invitando gli imprenditori a una scelta chiara: “Vogliamo essere ambiziosi o continuare a difenderci?”.
“Al nostro Paese serve una politica industriale con una visione almeno triennale (…). Ma non è pensabile di fare sviluppo e crescita con queste risorse”, ha osservato riferendosi ai limiti del bilancio statale e alla misura del superammortamento.
Guardando a Torino, Gay ha sottolineato come “è già da tempo il momento del coraggio”, rilanciando il tema della mobilità: “Abbiamo la filiera, il know how, l’ingegneria e allora abbiamo bisogno che tutti si prendano degli impegni chiari”.
Ha poi ricordato i progressi del tessuto produttivo locale: “In dieci anni le aziende di Torino sopra i 5 milioni di fatturato sono cresciute del 37% e i dipendenti del 24% (…). È il segnale che nessuno sta ‘divorando’ il presente, ma stiamo investendo sul domani”.
Proiettandosi verso il 2030, Gay ha indicato i settori chiave della crescita globale — aerospazio, robotica, chip, energia, medicina, nanomateriali e alimentazione — e il ruolo strategico che Torino può giocare: “Essere la città dove uomo e macchina convivono in un prodotto industriale di eccellenza (…). Vogliamo essere centro sperimentale per il volo dei droni e per la medicina del futuro”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione: “La rivoluzione tecnologica comporta una rivoluzione che è anche culturale (…). Dobbiamo superare tutte le resistenze per rafforzare la collaborazione tra sistema educativo e sistema produttivo”. E ancora: “I giovani sono il nostro presente e a loro dobbiamo prima di tutto l’attenzione delle nostre scelte”.
Sul mondo delle imprese, Gay ha annunciato il progetto “Destinazione crescita”: “La crescita dimensionale sarà un requisito per stare nel futuro da protagonisti (…). Ma la crescita non è un fatto individuale. È un esercizio collettivo”, ribadendo l’importanza delle grandi infrastrutture e delle misure straordinarie per la competitività.
In chiusura, un appello alla responsabilità e all’ottimismo: “Noi abbiamo la responsabilità di proporre, è il nostro compito (…). È il momento di recuperare e alimentare quell’ottimismo industriale che ha sempre distinto la nostra città (…). Un posto dove l’industria c’è, ma certamente la nuova industria continuerà a esserci e troverà casa”.
Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino tre giovani per rapina aggravata in concorso.
Attorno alle due mezza di domenica, una coppia di amici a passeggio lungo la riva del Po è stata avvicinata, all’altezza di via Sineo, da tre giovani cittadini egiziani che, dopo aver chiesto loro una sigaretta, li hanno aggrediti utilizzando uno spray urticante.
I tre, tutti di 20 anni, sono riusciti a impossessarsi della borsetta della ragazza e dello zaino del ragazzo, per poi fuggire in direzione di via Balbo.
I poliziotti dei “Falchi” della Squadra Mobile torinese, acquisite le descrizioni, hanno svolto attive ricerche in zona, fino a quando hanno notato il gruppetto in Viale dei Partigiani e, seguendoli fino a via XX Settembre, dove li hanno fermati.
Addosso ai giovani, gli investigatori hanno rinvenuto alcuni documenti sottratti a una delle vittime, che le sono stati riconsegnati, nonché un coltello a lama fissa e lo spray urticante utilizzato durante la rapina.
Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto come misura l’obbligo di presentazione alla P.G.