Inaugurazione dell’Anno giudiziario questa mattina al Palagiustizia di Torino. Edoardo Barelli Innocenti, presidente della Corte di Appello del Piemonte, ha parlato di “luci e ombre” a proposito delle recenti riforme: “ci si aspettava velocizzazione e semplificazione. Se non si attenua il flusso dei procedimenti in entrata, in primo e in secondo grado, o non si forniscono efficaci strumenti nel settore civile ma soprattutto in quello penale, non potrà migliorare sensibilmente la situazione”.
Istituito per ricordare e onorare le vittime della Shoah e tutti coloro che furono torturati e uccisi nei campi di sterminio nazisti, per tanto tempo il Giorno della Memoria è stato un monito affinché tali orrori non potessero ripetersi.
E tante volte questo giorno, istituito il 27 gennaio, in ricordo della liberazione del campo di Auschwitz avvenuta nel 1945 , è stato celebrato con manifestazioni istituzionali, politiche e culturali che hanno ricostruito la cornice storica in cui si generò quell’abisso dell’uomo chiamato Olocausto.
Una cornice storica (il secondo conflitto mondiale, la follia del disegno di Hitler e dei suoi alleati) immaginata come non più ripetibile e ormai consegnata al passato. Ma siamo certi che è proprio così, visto ciò che accade nel mondo? E’ normale guardare al conflitto in Ucraina o in altre realtà del mondo dove i riflettori sono spenti con sufficienza, assuefazione? Non ha insegnato nulla il conflitto balcanico e gli orrori sull’uscio di casa, sull’altra sponda dell’Adriatico dove trent’anni fa tornavano guerre e assedi, massacri e campi di concentramento? Davvero non avvertono i segnali di un pericoloso imbarbarimento anche nelle cose più minute, nella vita di tutti i giorni? Forse è davvero tempo che si colga l’occasione del Giorno della Memoria per fare tutti uno sforzo in più. Negli ultimi anni in Italia sono stati registrati migliaia di reati legati a razzismo, identità di genere e disabilità. Sono aumentati i casi di incitamento alla violenza, le aggressioni fisiche, gli atti di vandalismo. Ancora oggi molti, sottovalutando o giustificando, li considerano fatti isolati, singoli, sporadici, frutto di qualche esaltato. La cosa più grave, anzi gravissima, è che questi atti sono favoriti da un clima generale, da un silenzio complice o ancora peggio dalla quotidianità di un linguaggio feroce, dalla brutalità di certa politica, da una cultura immorale e cinica, da una indifferenza che rende “normale” assistere a questi episodi. C’è un intollerabile grumo di crimini d’odio che comprende tutte quelle violenze perpetrate nei confronti di persone discriminate in base all’appartenenza vera o presunta ad un gruppo sociale, identificato sulla base, dell’etnia, della religione, dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere o di particolari condizioni fisiche o psichiche. Autoritarismo, xenofobia, razzismo, sessismo, esaltazione di disvalori: il volto del fascismo in Italia, e non solo, ha costanti che si ripetono. E non bastano i discorsi pieni di buone volontà, le parole rassicuranti per mettere al riparo dai pericoli che derivano dai discorsi d’odio fondati su inesistenti idee di superiorità, di intolleranza e conseguentemente di razzismo e discriminazione. Celebrando il giorno della Memoria e riflettendo su cosa hanno rappresentato Auschwitz e il sistema concentrazionario nazista si deve tenere presente che la dittatura del Terzo Reich si fondava, esattamente come il fascismo, sul principio di discriminazione. Senza quel principio non avremmo avuto gli orrori successivi, l’orrore dei “vernichtungslager” ( i lager di nullificazione ), l’eliminazione dei cittadini tedeschi “difettosi”, l’assassinio degli oppositori politici, l’olocausto dei deportati e la Shoah degli ebrei. Una tragedia immane resa possibile perché uno Stato aveva fondato la propria legittimazione sul principio di disuguaglianza. L’accettazione di quel principio, come ricordò Luciano Violante tempo fa, “ha prodotto come “conseguenza normale” il passaggio dalla negazione dei diritti degli ebrei al loro sterminio, con l’applicazione rigorosa di principi di efficienza e un”organizzazione razionale basata sull’applicazione metodica e quotidiana di operazioni burocratiche che Hannah Arendt descrisse, nel loro insieme, come la banalità del male”. Non ci si può voltare dall’altra parte quando si diffondono in maniera inquietante i germi dell’intolleranza, della discriminazione, dell’odio. Non si può far finta di non udire e non vedere quando si sentono pronunciare parole violente contro rifugiati e migranti, bestialità razziste nello sport con striscioni e cori da stadio, saluti fascisti esibiti senza vergogna, manifestazioni nostalgiche del ventennio , ostilità gratuite contro i diversi, stupri e violenze sulle donne, addirittura attacchi a Papa Francesco per le sue parole di umanità e accoglienza. Non si possono minimizzare i gesti di odio e vendetta antisemita quando si imbrattano con frasi ingiuriose e minacce le abitazioni di figlie nipoti di deportati nei lager. Non si può immaginare una scuola che non affronti lo studio della storia contemporanea e l’indagine su questi fenomeni che hanno segnato tragicamente il Novecento e che hanno lasciato profonde tossine nella società odierna. Se lo Stato democratico, le istituzioni repubblicane, i partiti e la società tutta non reagiscono riaffermando con più forza il valore delle persone e della comunità, il rispetto di diritti e doveri sociali, i principi di democrazia e solidarietà, sarà più alto il rischio che ogni singolo si senta autorizzato e persino incitato a valicare i confini del vivere civile, a insultare chi vuole, ad aggredire chi dissente o gli da solo fastidio, a umiliare chi è debole e diverso, e in ultima analisi, a farsi giustizia da se. Il Giorno della Memoria è un’occasione da non sprecare per riflettere su tutto questo.
Marco Travaglini
Il Governatore della Lombardia Attilio Fontana dice “No” all’Oval di Torino come impianto per il pattinaggio in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026.
Secondo Fontana Chiara Appendino, da sindaca, rifiutò di far partecipare Torino ai Giochi invernali insieme a Milano e Cortina e quindi “le Olimpiadi devono restare in Lombardia e in Veneto”. Ma il sindaco di Torino Lo Russo e il presidente del Piemonte Cirio rilanciano la disponibilità, affermando che l’Oval, già praticamente allestito per il pattinaggio su ghiaccio, eviterebbe i costi abnormi per allestire nuovi impianti “lombardo-veneti”.
Le Ex Officine Grandi Motori ripartono
E’ stata votata all’unanimità, durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, la delibera proposta dell’Assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, relativa al Programma Integrato (PR.IN) in variante al PRG, sulla Zona Urbana di Trasformazione denominata ambito ”9.33 AMIANO”, meglio conosciuta come area “Ex Officine Grandi Motori”.
Il PR.IN è uno strumento urbanistico in variante al PRG attuale, e definisce le destinazioni d’uso che si potranno insediare, ridisegnando l’intera area, estesa per circa 70.000 mq e dismessa da molto tempo, che verrà trasformata con nuovi servizi e funzioni per la città.
“L’area Ex OGM – sottolinea l’Assessore Mazzoleni – è uno dei grandi tasselli della dismissione industriale, particolarmente importante data la sua vicinanza con il centro e il suo rapporto col tessuto urbano circostante. Questa riqualificazione segna una svolta nella trasformazione della zona nord di Torino: un’area complessa che da tempo aveva perso la sua originaria funzione produttiva, trova nuove vocazioni con un interessante mix funzionale, che comprende spazi e servizi a disposizione dei cittadini”.
Questa trasformazione doterà la Città di nuovi spazi da vivere: la “nuova” via Cuneo, che diventerà un percorso pedonale alberato, la piazza pubblica “rialzata” (soluzione che ha permesso di risolvere un problema tecnico di dislivello) accanto al “Lingottino”, e infine il grande giardino di 15 mila metri quadrati con spazi attrezzati, il tutto completato all’opportunità di aperture di bar e ristoranti. L’area potrebbe divenire un interessante e nuovo punto di ritrovo e di aggregazione sociale spontanea e integrazione sociale.
La dotazione di spazi pedonabili, permeabili e alberati, oltre a permettere una nuova accessibilità e godibilità dell’intera area verde, assicureranno la riduzione delle emissioni inquinanti di CO2, salvaguardando la salute pubblica.
Ripercorrendo da nord a sud, lungo via Damiano e corso Vigevano, verrà recuperato, con la collaborazione della Soprintendenza, l’edificio noto come “la Basilica”, con l’insediamento di attività commerciali, dotata di uno spazio adibito a parcheggio pubblico. L’area che affaccia sui corsi Vigevano e Vercelli, sarà dedicata alla residenzialità universitaria e temporanea con la ristrutturazione del citato Lingottino, e la realizzazione di una nuova manica lungo corso Vigevano.
Altro nodo rilevante sarà lo sviluppo di un polo logistico incentrato sul rispetto degli obiettivi ambientali di sostenibilità. Tra questi, ricopre un ruolo chiave la promozione della mobilità ecologica all’interno dell’area e su tutto il territorio torinese: la consegna al cliente finale sarà su mezzi di trasporto elettrici.
Le ricette del medico di base verranno caricate sulla tessera sanitaria così da poter ritirare i medicinali prescritti solo la presentando la card in farmacia a partire da oggi. Le ricette online saranno lette direttamente. Soddisfatto l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi: “E’ un servizio molto importante, che riduce i fogli di carta e accelera i tempi”. I cittadini si possono iscrivere sul sito salutepiemonte.it o chiedere di iscriversi in farmacia.
Vasta operazione della polizia a Torino contro lo spaccio di droga in Barriera di Milano. Grazie a giorni e giorni di appostamenti e di immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, sono state arrestate 75 persone, sequestrati circa un chilo di cocaina, crack e 500 grammi di eroina, oltre a circa 50mila euro in contanti. E’ stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana presso la Polizia e il divieto di dimora nel Comune di Torino.
L’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta ha incontrato i rappresentanti di Dott, Bird, Link e Helbiz, i quattro operatori che hanno ottenuto il punteggio più alto al termine della procedura di selezione per la fornitura dei servizi in sharing con monopattini. È stata l’occasione per l’assessora per ribadire cosa la Città si attende dalle aziende, con le quali ci sarà la massima collaborazione per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Lo scorso settembre, infatti, a distanza di due anni dall’introduzione del servizio sul territorio, sono state aggiornate le linee guida per l’individuazione dei fornitori del servizio di noleggio dei monopattini elettrici. L’obiettivo fondamentale era mantenere il servizio di mobilità sostenibile ma al contempo riorganizzarlo e razionalizzarlo sul territorio e incentivare un uso più responsabile.
Si è voluto trovare una soluzione al problema dell’eccessivo numero di veicoli in città, della sosta irregolare e dell’abbandono dei monopattini, di intralcio alle persone che si muovono a piedi e pericolosa per le persone con disabilità motorie e visive, a cui far fronte anche attraverso il tempestivo recupero dei mezzi da parte degli operatori. Altra priorità era garantire un servizio omogeneo sull’area metropolitana e coordinato con il trasporto pubblico.
A questo scopo il numero di operatori sul territorio è stato ridotto a quattro, che potranno disporre di una flotta di 750 veicoli ciascuno. È previsto un aumento, dai 1300 oggi a disposizione, degli stalli per il parcheggio dei monopattini, corredati da segnaletica orizzontale e verticale dedicata. La Città collaborerà inoltre con le aziende selezionate per predisporre campagne di formazione e sensibilizzazione con l’obiettivo di incentivare un utilizzo responsabile, per salvaguardare la sicurezza dei conducenti e degli altri utenti della strada.
Alla modifica delle linee guida è seguita l’indizione del bando per la selezione dei fornitori dei servizi, terminata a metà dicembre.
“Il passaggio a una mobilità sostenibile è essenziale per la trasformazione ecologica delle città” commenta l’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. “In questo processo, il facile utilizzo, l’integrazione con il trasporto pubblico, una migliore interconnessione con gli altri comuni rappresentano requisiti importanti per il successo di un servizio ‘green’ come quello del noleggio dei monopattini, che al tempo stesso deve trovare un modo sereno di convivere con gli altri utenti della strada, evitando che i monopattini possano circolare in zone vietate o su marciapiede o che vengano abbandonati in sosta selvaggia.”
Nei prossimi giorni ciascun operatore sottoscriverà con la Città di Torino una convenzione che partirà il 1 febbraio 2023, con scadenza al 31 ottobre 2025. Prima della stipula, le aziende fornitrici dei servizi dovranno sottoscrivere una polizza fideiussoria per far fronte agli oneri di recupero dei mezzi da parte della Città nel caso di abbandono o sospensione dell’attività da parte dell’operatore e una polizza assicurativa con massimali di almeno 5 milioni per la responsabilità civile verso terzi, inclusiva di eventuali danni causati agli utenti del servizio, e almeno 5 milioni per la responsabilità civile personale del conducente.
Andrea Giaretta, Regional General Manager Sud Europa di Dott, dichiara: “Siamo fieri di essere stati selezionati come primo operatore, a riconoscimento della sicurezza dei nostri monopattini, dotati tutti di frecce direzionali, e dell’efficienza del nostro personale altamente qualificato. Torino è la prima città in cui abbiamo lanciato il nostro servizio in Italia nel 2019. In questi anni ci siamo impegnati per costruire un’area operativa di 80 km2, che serve oltre un milione di abitanti dei comuni di Torino, Collegno, Moncalieri, Nichelino e Rivoli. Continueremo a investire collaborando con l’Amministrazione di Torino e tutti i Comuni che vorranno unirsi a noi nell’offrire un servizio di micromobilità efficiente, ordinato e sicuro.”
“Siamo orgogliosi di essere stati selezionati per proseguire il nostro percorso insieme alla Città di Torino: nel 2019 abbiamo portato per primi il servizio di micromobilità in città, per poi estenderlo anche ad alcuni comuni dell’area metropolitana, condividendo con l’Amministrazione l’importanza di una micromobilità equa in tutti i quartieri” ha dichiarato Waleed Wasti, Country Manager di Bird. “L’avvio del servizio con partner di mobilità selezionati garantirà ai cittadini standard di qualità elevati: Bird intende mettere a disposizione di Torino le migliori tecnologie per una guida sicura e l’esperienza acquisita in oltre 450 città in tutto il mondo.”
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato ed entusiasti di poter avviare una nuova e più evoluta fase di sharing dei monopattini elettrici a Torino, supportando l’Amministrazione nel percorso per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi di sostenibilità ambientale” ha dichiarato Matteo Ribaldi, Senior Public Affairs & Business Development Manager di LINK by Superpedestrian, che ha poi aggiunto: “Continueremo nel solco già tracciato di una progressiva inclusione delle aree più periferiche e di un’interconnessione funzionale con i Comuni limitrofi e faremo rete con i differenti attori del trasporto per uno sviluppo positivo, sostenibile e sicuro della mobilità urbana.”
“Siamo entusiasti di poter continuare a offrire i nostri servizi alla Città di Torino, città chiave della micromobilità elettrica” ha dichiarato Luca Santambrogio, Country Manager di Helbiz. “Siamo orgogliosi di poter offrire ai suoi abitanti una soluzione sostenibile e conveniente per tutti gli spostamenti quotidiani.”
di Roberto Rossi
I benzinai ricevuti in Prefettura
Oggi, mercoledì, alle 10, prima giornata di sciopero, i benzinai saranno in Prefettura, in piazza Castello, dove la Faib-Confesercenti ha organizzato un presidio.
Una delegazione sarà ricevuta dal Prefetto e consegnerà un documento con le richieste della categoria.
E’ partito nella serata di ieri lo sciopero di 48 ore consecutive degli impianti di distribuzione di carburante. La protesta, indetta dalle organizzazioni sindacali dei benzinai terminerà, per ciò che riguarda la rete ordinaria, alle ore 19 di domani, giovedì 26 gennaio.
La legge prevede che durante lo sciopero dovrà comunque essere garantito un servizio minimo. A Torino saranno 47 i distributori che resteranno aperti durante i due giorni della protesta.
Si tratta degli impianti di via Loria 1/G e corso San Maurizio 40/L, nel territorio della circoscrizione 1; corso Agnelli 4/D, corso Agnelli 109/F, via Artom 2/a, piazzale Caio Mario 430, via Guido Reni 167, corso Orbassano 374/D, corso Siracusa fronte 120, corso Tazzoli 183/A, via Vigliani 176/A nella circoscrizione 2; via Cialdini 22/A, corso Racconigi 194/D, largo Racconigi 191/E (angolo via Malta), corso Trapani 79/G, nella circoscrizione 3; piazza Chironi 12/G, via Cossa 150, via Lessona 84/A, corso Marche 9/A, corso Telesio 15/G, corso Umbria 18/G nella circoscrizione 4; corso Grosseto 284, corso Grosseto 162/A, corso Grosseto 338 (angolo via Sansovino), strada Pianezza 385/A (angolo corso Regina Margherita), via Sansovino 55/A, corso Toscana 43/A nella circoscrizione 5; piazza Bottesini 10/G, via Botticelli 62/A, strada Settimo 110/A, strada Settimo 368/Bis/A, corso Romania 460, strada San Mauro 135/A, Lungo Stura Lazio 150/A, corso Vercelli 272/A, stazione di servizio “Stura Nord” nel territorio della circoscrizione 6; corso Casale 329/A, corso Casale 400/A, corso Casale 292/A, corso Casale 412/A, via Cigna 40/B nel territorio della circoscrizione 7; corso Giambone 75, corso Marconi 19/P, corso Maroncelli 50, piazza Muzio Scevola 2/A, piazzale San Gabriele Di Gorizia 181/E, corso Unione Sovietica 93/A nel territorio della circoscrizione 8.
Agnelli, torinese e cosmopolita fuori ordinanza
IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni
Vent’anni ci separano dalla morte di Giovanni Agnelli e difficilmente dimenticherò il clima straordinario che si creò nel Duomo di Torino per i suoi funerali in cui si mescolavano autorità importanti e semplici cittadini. Fuori dal tempio migliaia di operai Fiat che accolsero con un applauso il feretro di Agnelli e con i fischi il presidente del consiglio Berlusconi.
Cosa resta dell’avvocato dopo vent’anni?
Già nel centenario della nascita non ci fu a Torino nessuna iniziativa degna per ricordare un torinese cosmopolita fuori ordinanza, davvero unico nella storia della città.
Finora forse quasi nessuno ha colto la necessità di storicizzarlo, andando oltre i miti e oltre le facilidemonizzazioni.
Ad esempio, al Liceo “d’Azeglio”, dove lo commemorai vent’anni fa, il giovane Agnelli venne rimandato in tutte le materie per un 7 in condotta, ma, appena ottenuta la Maturità, Agnelli, ufficiale di Cavalleria, partecipò alla campagna di Russia e a quella in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale.
Due aspetti contrastanti che rivelano una personalità poliedrica.
L’avvocato nel 1966 subentrò a Valletta nella presidenza della Fiat. Sentì la necessità di fare della Fiat un’impresa davvero internazionale, ma con la mente e il cuore saldamente a Torino. Oggi non è più così.
Va ricordato che Agnelli trovò un sindacato troppo ideologico che non ebbe solo l’intenzione di difendere i dipendenti, ma di mettere in crisi l’azienda. Gli anni terribili successivi all’autunno caldo videro in fabbrica anche dei fiancheggiatori del terrorismo e un clima di scontro frontale che solo la marcia dei Quarantamila riuscì ad arginare. La politica non seppe fare la sua parte ed Agnelli cedette alla seduzione dell’assistenzialismo statale indotto dalla politica dell’ad Romiti.
La Fiat non seppe prevedere neppure la concorrenza straniera che stava minacciando il mercato italiano fino ad allora egemonizzato daisuoi marchi. Essa incominciò a perdere capacità produttiva e competitività. Il prestigio internazionale del suo Presidente servì a portare i giochi olimpici invernali a Torino, ma non fu sufficiente a preservare un marchio in crisi.
Credo si possa parlare di un autunno della Fiat che divenne un gelido inverno con la morte del suo presidente.
Piero Bairati fu lo storico rigoroso e imparziale di Valletta, Agnelli meriterebbe un lavoro simile a quello che pubblicò la Utet in una collana ormai estinta.
Ebbi modo di conoscerlo, di parlare e di cenare anche con lui e con donna Marella. L’amicizia con Mario Soldati, con Jas Gawronski e con Giorgio Forattini mi ha consentito di conoscere bene l’avvocato.
Era uno uomo sofisticato, ma anche semplice. Jas Gawronski ha da poco pubblicato da Aragno un libro in cui c’è anche un ritratto dell’amico che merita grande attenzione.