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Il sindaco Rossetti: “la messa in sicurezza di Bardonecchia non puo’ attendere. O i soldi necessari o tratterremo l’Imu”

“ In cinque anni avremo la cifra necessaria per fare tutti i lavori”

A 72 ore dalla nuova esondazione che ha colpito Bardonecchia, il sindaco
Chiara Rossetti lancia una sorta di ultimatum: “il nostro è un territorio fragile. Ne siamo
perfettamente consapevoli. Non possiamo accontentarci di stanziamenti a singhiozzo.
Conosciamo i lavori che devono essere fatti ed anche le risorse necessarie. Per l’esondazione
di due anni fa abbiamo ricevuto 5 milioni di euro, ne servono sei volte tanto”.

Soldi, precisa il sindaco di Bardonecchia, che “si potrebbero avere semplicemente trattenendo
l’importo dell’Imu, pari a 6 milioni di euro, che, ogni anno, il nostro Comune manda a Roma.
Sapremmo perfettamente come spenderli ed in cinque anni potremmo garantire la messa in
sicurezza del paese con tutti gli interventi necessari”.

“E’ l’ora della concretezza – ribadisce Chiara Rossetti – dobbiamo dare risposte ai nostri cittadini.
Non possiamo aspettare e non possiamo accettare sterili polemiche di chi ricerca le ‘colpe’ di
Bardonecchia nell’edilizia degli anni passati. Quello che è successo già due volte, negli ultimi
due anni, anche se con modalità molto diverse, potrebbe ancora verificarsi in qualsiasi
momento”.

“Adesso bisogna agire ed in fretta. Se non avremo i finanziamenti necessari in tempi molto
brevi, tratterremo i soldi sul territorio. Lo dobbiamo a Bardonecchia, ai suoi residenti, alle tante persone che da anni la frequentano. Lo dobbiamo a Franco Chiaffrino, nostro amico e
concittadino, che ha perso la vita travolto dall’acqua e che in questi giorni piangiamo” conclude il sindaco di Bardonecchia.

 

Sicurezza nelle stazioni ferroviarie: in autunno un bando per rafforzare la Polizia locale

“È in programma per il prossimo autunno un bando rivolto alle Amministrazioni locali per l’acquisto di divise e strumenti tecnici per la Polizia locale che avrà una dotazione finanziaria potenziale di 900 mila euro”. Lo ha annunciato l’assessore regionale Enrico Bussalino, rispondendo all’interrogazione presentata da Alberto Unia (M5s) sul tema “Stato d’attuazione dell’ordine del giorno 177 – Sicurezza nelle aree delle stazioni ferroviarie piemontesi”.

Nel suo intervento, Unia ha ricordato che “lo scorso febbraio il Consiglio aveva approvato l’ordine del giorno per impegnare la Giunta ad attivarsi per migliorare la sicurezza e la legalità nelle stazioni ferroviarie piemontesi e nelle aree limitrofe”. Il documento approvato chiedeva di coinvolgere le Prefetture e i Ministeri competenti per istituire un tavolo di confronto finalizzato a individuare misure concrete per contrastare criminalità e degrado nelle zone ferroviarie. “Era stato anche proposto di valutare la possibilità di un sostegno economico da parte della Regione Piemonte per l’implementazione di strumenti di sorveglianza e il rafforzamento della presenza delle Forze dell’Ordine nelle zone più critiche. Le promesse elettorali del centrodestra rimangono lettera morta” ha precisato Unia.

L’assessore Bussalino ha replicato spiegando che “Il ruolo della Regione, costituzionalmente, non è direttamente operativo ma di promozione e supporto. In questo quadro si collocano il Patto per la sicurezza urbana del Comune di Torino, siglato nel corso della precedente legislatura, e tutti i patti locali ancora in fase di attuazione, atti a garantire la sicurezza dei territori. Il 19 marzo, inoltre, in un incontro con l’assessore alla Sicurezza torinese è emersa l’esigenza di individuare risorse aggiuntive. Per il personale della Polizia locale, ogni anno, è predisposto un bando sulla gestione associata di funzioni comunali che ha previsto e prevede l’assunzione di agenti”.

Come uscire dalla crisi di Torino? Ci provano i giovani imprenditori e professionisti di Yes4To

Nell’ultima classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle città, Torino è scivolata al 58/mo posto, perdendo ben 22 posizioni. Eppure può offrire molte opportunità alle giovani generazioni, purchè la si sappia rigenerare. Lo sostengono le 20 associazioni giovanili di imprenditori e professionisti riunite in Yes4To, che hanno presentato alcune loro proposte alla classe dirigente cittadina. L’incontro si è svolto in un luogo simbolo per le future generazioni: la Escp Buiness School di via Andrea Doria, dove si tengono master internazionali cui sono iscritti più di mille allievi.

Si è trattato della tappa finale del progetto Top City, una lunga riflessione sul rilancio della città, che, come ha ricordato la vice sindaca di Torino, Michela Favaro, sta affrontando due gravi problemi: l’inverno demografico e la transizione del suo tessuto economico.

Ebbene, secondo i giovani di Yes4To, per far risalire Torino nelle classifiche sulla qualità della vita e quindi trattenere anche i suoi giovani talenti bisogna innanzi tutto partire dalla “rigenerazione” delle periferie. Si deve coinvolgerle e valorizzarle con eventi culturali, mostre, incontri, spettacoli, anche “notti bianche” adatte a tutte le generazioni, in modo da sottrarre spazi al degrado e al malaffare.

Ma non basta, bisogna insegnare ai giovani ad orientarsi nel mondo del lavoro. E allora YES4To ha messo a punto il progetto “DocenTo” per favorire la preparazione degli insegnanti (ma anche dei genitori) attraverso incontri con esperti che operano sul campo (imprenditori, professionisti, mondo della cooperazione). Ultima, ma non meno importante, è la proposta di far incontrare il mondo delle giovani start up con la fitta rete di imprese storiche, perché dal confronto si sviluppino modelli imprendtoriali più adatti al futuro.

“Manderemo queste proposte scritte tutti i decisori e i portatori di interessi –afferma Guseppe Buonocore, neo coordinatore di Yes4To – noi pensiamo di poter essere una cerniera fra imprese, istituzioni, associazioni e mondo della politica per fare in modo che i giovani investano su Torino. Qui c’è un ecosistema valido: ottime università, incubatori, Fondazioni bancarie fra le più importanti d’Italia. Ma bisogna fare squadra perché il futuro non può più ruotare solo intorno al mondo dell’auto”.

Clima, che tempo fa: sarà davvero l’estate più calda di sempre?

Parla l’esperto di Arpa Piemonte che ci spiega cosa ci aspetta nei prossimi mesi e ci raccomanda di scaricare l’app Arpa+Piemonte per restare aggiornati.

È diventata quasi una formula ricorrente, un ritornello che accompagna l’arrivo dei primi caldi: “Sarà l’estate più calda di sempre”. Ma si tratta solo di percezione o i dati confermano questa tendenza? Per fare chiarezza, abbiamo interpellato Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, che monitora costantemente l’andamento climatico e le condizioni ambientali sul territorio.

Ingegner Barbero, l’estate è appena iniziata, ma possiamo già dire che giugno 2025 è stato da record?

No, ma per pochi decimi di grado. Il mese appena trascorso si colloca al secondo posto nella serie storica 1958, dopo il memorabile 2003. La temperatura media regionale del mese, registrata dalle stazioni meteoidrografiche di Arpa Piemonte è stata di 20.33 °C contro 20,87 °C del 2003. L’anomalia termica sta investendo tutto il mediterraneo centro occidentale. Secondo i dati più recenti del servizio Copernicus Marine Service (CMEMS), la temperatura del mediterraneo ha superato di ben 5°C la media climatologica di inizio giugno, valore mai osservato.

Quali scenari ci aspettano da qui a settembre? Sono previste ondate di calore estreme o fenomeni anomali?

I modelli meteorologici prevedono anche a luglio un’alta pressione che dovrebbe rimanere salda su gran parte d’Europa, con il massimo centrato sull’Europa centrale e quindi con un anticiclone africano che potrà portare aria calda anche alle nostre latitudini. Rimane una debole possibilità di flussi limitatamente più instabili in area mediterranea tra il sud-Italia e il nord-Africa, dove l’anomalia barica risulta meno marcata.

Ad agosto il geopotenziale sembra salire oltre la media in misura più marcata sull’Europa centro-settentrionale, mentre, ancora una volta, non si possono escludere locali intrusioni fresche e instabili in area mediterranea.

In ogni caso, un anticiclone che per tutta l’estate mostra un’anomalia positiva estesa sul dominio europeo fino alle alte latitudini, lascia intendere che risalendo dal nord-Africa interessi con valori elevati anche il Piemonte e l’Italia. Qui eventuali episodi instabili si presenteranno come brevi interruzioni all’interno di una stagione estiva che, nel complesso, si preannuncia decisamente calda.

A giorni disporremo di nuove previsioni stagionali per il prossimo trimestre e vedremo con maggiore confidenza gli scenari per i prossimi mesi.

Lo scorso anno eventi meteo intensi, come le grandinate su Torino, hanno provocato gravi danni. Esiste il rischio che si ripetano anche quest’anno?

La forte anomalia ed i grandi quantitativi di vapore acqueo in atmosfera rendono probabili temporali violenti, con grandine anche di grosse dimensioni, raffiche di vento e fulminazioni.

Ad oggi, 2 luglio 2025, qual è ufficialmente l’estate più calda mai registrata in Piemonte (e in Italia)?

Al momento risulta la seconda più calda dal 1958, tutto dipenderà dai prossimi mesi.

Ci sono consigli o raccomandazioni che vuole darci?

Seguire sempre i bollettini che Arpa Piemonte quotidianamente pubblica sul sito dell’Agenzia perché essere informati è un passo fondamentale. In particolare per il periodo estivo è sempre bene verificare il grado di disagio delle ondate di calore, bollettino che può essere anche scaricato direttamente sullo smartphone con l’applicazione Arpa+Piemonte.

Lori Barozzino 

Bardonecchia saprà risollevarsi grazie alla forza della sua gente

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Che il siciliano Nello Musumeci, ministro dormiente per la protezione civile, accusi Bardonecchia di aver “costruito dove non si doveva” appare un’affermazione azzardata e non provata. Forse Musumeci che si è reso noto per l’infelice frase sulla sobrietà della festa del 25 aprile, non sa  che il rischio idrogeologico riguarda il  94% dei comuni italiani e sicuramente non sa nulla della Valle di Susa danneggiata dal vandalismo dei No tav.
A Bardonecchia si è costruito negli anni secondo le conoscenze tecniche del periodo e ciò che ha fatto la Sindaca Chiara Rossetti è encomiabile sotto ogni punto di vista. Musumeci prima di parlare avrebbe dovuto accorrere a Bardonecchia insieme ai suoi esperti per prendere visione dei fatti. Bardonecchia  è paese del Nord e non del Sud che spesso vive di assistenzialismo clientelare se non di espedienti. Sa affrontare i problemi subito secondo lo stile piemontese. E’ gente laboriosa che vive in montagna e sa bene come il turismo possa venire compromesso  da un nonnulla. Musumeci non sa o dimentica come  il  pazzesco domicilio coatto a Bardonecchia circa mezzo secolo fa di delinquenti siciliani abbia avuto effetti nefasti sul paese. Sono fatti che un ministro non può ignorare. Due anni fa proposi ad un club di cui ero socio ,di destinare un service a Bardonecchia alluvionata. Non si fece nulla e si continuò a mandare soldi all’estero per le missioni più disparate. Devo dire che cominciai a non credere più in quel club che ignora il Piemonte. Chiara Rossetti con la sua inesausta passione civile resta il punto di forza, serio e costruttivo, per Bardonecchia e i suoi abitanti e turisti. Il 14 agosto sarò a parlare a Bardonecchia e sono certo che da tempo la vita sarà tornata normale.

Ordinanza “anti caldo” anche in Piemonte per chi lavora esposto al sole

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha firmato oggi l’ordinanza “anti-caldo” che regola le condizioni di lavoro in situazioni di esposizione diretta e prolungata al sole. L’ordinanza entrerà in vigore domani e sarà valida  fino al 31 agosto. Lo rende noto un comunicato della Regione.
In particolare, “ove non sia possibile introdurre misure del riduzione del
rischio” l’ordinanza stabilisce il divieto di lavoro in condizioni di esposizione diretta e prolungata al sole, ai lavoratori del
settore agricolo, florovivaistico e nei cantieri edili ed affini, per attività classificabili come “attività fisica
intensa” sul sito web https://www.worklimate.it/scelta-mappa/#caldo o altre attività equiparabili, tra le
12:30 e le 16, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito web dedicato
https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisicaalta/ riferita a “lavoratori esposti al sole”
con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”.
Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione raccomanda poi ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche.
«Siamo all’inizio della stagione estiva, ma abbiamo già avuto giornate con temperature molto elevate: per questo la Regione Piemonte ha voluto approvare un’ordinanza che garantisce la sicurezza dei lavoratori esposti al sole nelle ore più calde della giornata. L’ordinanza ricalca nella sostanza quella che avevamo approvato lo scorso anno, che era stata frutto del confronto con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo comune di tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro», dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
«Abbiamo voluto intervenire con un’ordinanza specifica che salvaguardi i lavoratori più esposti al sole nelle ore maggiormente calde della giornata – aggiunge l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Le limitazioni previste devono essere applicate in particolari condizioni, cioè quelle in cui è a repentaglio l’incolumità e la salute dei lavoratori, la cui salvaguardia è la nostra priorità».

Bardonecchia è ferita ma non si arrende

Il giorno dopo la nuova esondazione che ha colpito il paese, Bardonecchia, ferita ed addolorata per la scomparsa di Franco Chiaffrino, si appresta ad accogliere in sicurezza quanti avevano programmato e vorranno trascorrere un periodo di vacanza tra le sue montagne.

A differenza di quanto avvenuto due anni fa, l’area più colpita dalle piogge di ieri è molto più limitata, vicino al ponte in cui si trova la confluenza dei torrenti.

In paese, invece, come conferma il sindaco Chiara Rossetti, la situazione è molto vicino alla normalità:

“Gli alberghi sono tutti operativi – dice il sindaco Chiara Rossetti – la località è raggiungibile, la via ferroviaria è agibile sino a Bardonecchia, l’autostrada è aperta, le attività proseguono, i negozi sono tutti aperti. Noi procediamo con le operazioni di pulizia e messa in sicurezza ma tutto il resto è assolutamente fruibile”. E sulla situazione della strada statale 332, la sindaca Rossetti anticipa “ho notizie che entro domani mattina potrà essere riaperta”.

“Confermiamo tutte le iniziative della Stagione – aggiunge il presidente del Consorzio turistico Giorgio Montabone – Bardonecchia è assolutamente pronta a vivere al meglio questa stagione estiva. Tutti gli operatori sono pronti a fare la loro parte”.

“Bardonecchia è di nuovo pronta
ad accogliere gli amanti delle montagne e continua a essere la meta intatta e facile da raggiungere in auto e in treno che tutti conoscono. – afferma la presidente degli albergatori Beatrice Bosticco –
Il nostro più grande desiderio adesso è offrire splendide vacanze estive a tutti!”.

 

“Cresci Piemonte”: la legge che accelera le varianti urbanistiche per spendere i fondi europei

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La legge speciale “Cresci Piemonte”,  voluta dal presidente Alberto Cirio, entra nel vivo grazie all’ultima delibera approvata dalla Giunta regionale. L’obiettivo è chiaro: semplificare e velocizzare le procedure urbanistiche, dimezzando i tempi per l’approvazione delle varianti, soprattutto per gli interventi finanziati con fondi europei, Pnrr, ma anche risorse statali e regionali.

Tra le novità introdotte, anche i progetti strategici di soggetti privati superiori ai 5 milioni di euro di investimento potranno beneficiare delle procedure semplificate. È stata istituita una cabina di regia per monitorare i tempi delle varianti urbanistiche negli otto capoluoghi piemontesi — Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli — con un’attenzione particolare a Torino, impegnata nella revisione del Piano Regolatore. Proprio per la città, il “Cresci Piemonte” dimezza i tempi della seconda conferenza di pianificazione, riducendoli da 120 a 60 giorni.

Un’altra novità significativa è la nascita del Tavolo di confronto per elaborare una nuova legge urbanistica regionale, adeguando la normativa risalente al 1977 alle esigenze attuali, in collaborazione con i principali portatori di interesse del comparto.

Il presidente Alberto Cirio ha spiegato:
«Questa legge nasce dalle sollecitazioni degli enti locali e delle associazioni di categoria e dall’esigenza di avere procedure semplificate e tempi ridotti per le varianti urbanistiche in modo da poter spendere in tempo le risorse del Pnrr e i fondi europei. In queste settimane abbiamo raccolto gli spunti dai vari soggetti coinvolti e messo a punto una norma che si applica anche ai Comuni più grandi, a partire da Torino, alle prese con l’approvazione dei nuovi piani regolatori».

L’assessore all’Urbanistica Marco Gallo ha sottolineato:
«L’obiettivo è incentivare lo sviluppo del Piemonte per renderlo più attrattivo agli occhi degli investitori, con riflessi positivi in termini di ricaduta occupazionale. L’attuale durata e complessità delle procedure può rappresentare una limitazione alla “messa a terra” delle risorse, soprattutto quelle stanziate per un periodo circoscritto, come accade per i fondi del Pnrr».

Anche l’assessore agli Enti locali Enrico Bussalino ha evidenziato l’importanza della misura:
«Un provvedimento importante per gli enti locali. Ai Comuni più grandi garantiamo una sburocratizzazione concreta, mentre ai più piccoli offriamo semplificazione e contributi significativi per redigere le varianti urbanistiche e rafforzare la loro capacità di programmazione».

Secondo Roberto Ravello, presidente della I Commissione Programmazione e Bilancio:
«L’avvio di un iter più snello e l’adozione di normative semplificate aumentano il grado di fiducia del territorio agli occhi degli investitori, con effetti economici e occupazionali significativi. Si tratta di un passo decisivo anche per promuovere la rigenerazione urbanistica e il recupero delle aree urbane».

Mauro Fava, presidente della II Commissione Pianificazione territoriale e urbanistica, ha aggiunto:
«Questo rappresenta un buon punto di partenza: dobbiamo lavorare quanto prima a una nuova legge urbanistica che consenta al Piemonte di rigenerarsi in modo concreto ed efficace».

Il testo della delibera riduce in modo sostanziale le tempistiche: per le varianti strutturali senza la necessità di Vas (Valutazione ambientale strategica), la prima conferenza passa da 60 a 30 giorni, la seconda da 90 a 45 giorni, mentre i termini per la pubblicazione e la presentazione delle osservazioni si accorciano da 60 a 30 giorni. In presenza di Vas, i tempi restano coordinati con la normativa nazionale.

Per le varianti semplificate, i termini per la pubblicazione e il parere finale si dimezzano da 30 a 15 giorni, se la Vas non è richiesta. Inoltre, sarà possibile utilizzare la variante semplificata anche in assenza del progetto edilizio, a condizione che l’area interessata sia inferiore ai dieci ettari.

Il nuovo pacchetto di norme, una volta approvato, resterà valido fino al 2030 e riguarderà investimenti potenziali superiori a 5 miliardi di euro (5,17 miliardi per la precisione) legati alla necessità di modificare i piani urbanistici e rispettare le stringenti tempistiche di rendicontazione. Tra queste risorse: 1,7 miliardi di fondi Pnrr, 1,5 miliardi di fondi Fesr, 820 milioni del Programma Sviluppo e Coesione 2021-2027, 400 milioni del Programma Operativo Complementare e oltre 750 milioni destinati allo sviluppo rurale.

La scelta della Giunta Cirio di approvare la legge speciale “Cresci Piemonte”, estendibile fino al 31 dicembre 2030, punta a garantire strumenti straordinari per ridurre la burocrazia. Come spiegano Cirio e Gallo:
«Nella sostanza significa che per cambiare i Piani Regolatori e per poter spendere i soldi che si sono ottenuti dall’Europa, un Comune, invece di utilizzare un anno, chiude la pratica in sei mesi poiché tutte le scadenze e tutti i termini che erano previsti dalle leggi regionali che disciplinano questa materia vengono ridotti. Il “Cresci Piemonte” servirà in particolare per accelerare e permettere ai Comuni di avere uno strumento in più, ai cittadini oneri burocratici in meno. Tutto questo senza allentare l’attenzione sulla tutela ambientale e paesaggistica: agiamo sulle procedure non sul merito».

Infine, per sostenere i Comuni più piccoli, l’articolo 8 della legge stanzia 1,4 milioni di euro per i prossimi anni, risorse destinate prioritariamente ai Comuni con meno di 5mila abitanti e alle Unioni dei Comuni, con la possibilità di ulteriori fondi in caso di assestamento di bilancio.

Esplosione in via Nizza: aperta inchiesta per disastro colposo

Prende sempre più corpo l’ipotesi di una fuga di gas. Questa sarebbe la causa dell’esplosione che ha provocato la morte di un uomo di 35 anni e il ferimento di cinque persone nell’esplosione di ieri in via Nizza a Torino, in un condominio al civico 389. L’alloggio sottostante a quello sventrato all’ultimo piano è uno dei più danneggiati e farebbe quindi pensare a questa ipotesi. I residenti in questo appartamento erano in vacanza all’Isola d’Elba. La procura della Repubblica sta esaminando tutti gli elementi a disposizione.  E’ stato aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti. Italgas è intervenuta nel frattempo sul posto per mettere in sicurezza la rete

Dopo via Roma la Sala Rossa vuole pedonalizzare le piazze Lagrange e Paleocapa

Mentre proseguono i lavori per la pedonalizzazione del tratto di via Roma da piazza San Carlo a piazza Castello, una mozione approvata  in Sala Rossa (prima firmataria Dorotea Castiglione, M5S) invita l’Amministrazione comunale a includere le piazze Lagrange e Paleocapa all’interno del progetto di pedonalizzazione di Via Roma.

“Questo al fine di una più completa riqualificazione dell’asse storico e commerciale che va da Piazza Castello alla stazione ferroviaria di Porta Nuova”.

Il documento approvato dal Consiglio comunale chiede pertanto di avviare in via sperimentale, con il coinvolgimento della Circoscrizione 1, la pedonalizzazione delle due piazze che fiancheggiano simmetricamente piazza Carlo Felice.

La proposta di mozione, messa ai voti, ha ricevuto 25 sì, l’unanimità dei votanti.

Prima della votazione, sono intervenuti a sostegno del documento i consiglieri e consigliere Tony Ledda e Lorenza Patriarca (PD), Sara Diena (Sinistra Ecologista), Silvio Viale (Radicali + Europa) e Ferrante De Benedictis (FdI), mentre hanno espresso alcune perplessità e annunciato la non partecipazione al voto i consiglieri Pierlucio Firrao (TO Bellissima) e Simone Fissolo (Moderati). L’assessora Chiara Foglietta ha dato parere positivo sul provvedimento a nome della Giunta comunale.

(C.R. – Ufficio stampa del Consiglio comunale)