PRIMA PAGINA- Pagina 171

Meno cantieri d’estate in autostrada? Monitoraggio in Piemonte

Meno cantieri durante l’estate: questo l’impegno condiviso da tutte le società concessionarie che  hanno partecipato, insieme alla Regione Piemonte e al Ministero delle Infrastrutture, al secondo incontro plenario del tavolo tecnico di monitoraggio sui cantieri autostradali, coordinato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Marco Gabusi.

È stato un confronto operativo e concreto per coordinare le attività, ridurre i disagi e garantire la sicurezza della rete autostradale piemontese nei periodi di maggior traffico, dal ponte di San Giovanni a Torino all’esodo estivo ormai alle porte.

“L’obiettivo è chiaro: meno disagi, più sicurezza e informazione puntuale per i cittadini – ha dichiarato Gabusi – Questo tavolo sta funzionando, e la collaborazione tra Regione, Ministero e concessionarie si sta dimostrando efficace e risolutiva”.

La Direzione generale per le autostrade del Ministero delle Infrastrutture competente per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria ha confermato il pieno sostegno del Ministero e la validità del metodo di lavoro avviato. Particolare attenzione è stata dedicata ai flussi turistici diretti verso la Liguria, le aree dei laghi e la valle di Susa, tutte direttrici strategiche per l’economia e il turismo.

Tutte le concessionarie hanno condiviso la scelta di limitare al massimo i cantieri nei periodi più sensibili, privilegiando le ore notturne e le fasce meno trafficate.

A6 Torino-Savona. Autostrada dei Fiori comunica che entro venerdì 20 giugno, in occasione dell’esodo previsto per la Festività di San Giovanni, verrà ripristinato il transito su due corsie nei fine settimana in carreggiata sud (direzione Savona) in tre dei quattro cantieri inamovibili oggi presenti lungo la tratta Ceva-Altare (viadotti Batei/Spinzei, Strette I/Strette II e Pallare sud). La strettoia del quarto ed ultimo cantiere, relativa ai lavori di miglioramento sismico del viadotto Colla, sito tra gli svincoli autostradali di Millesimo ed Altare, verrà rimossa entro venerdì 27 giugno.

La concessionaria comunica inoltre che da venerdì 27 giugno, dalle ore 14 di ogni venerdì alle ore 12 di ogni domenica si potrà percorrere l’A6 in direzione mare per l’intero sviluppo senza incontrare alcuna strettoia ad una unica corrente veicolare per lavori, configurazione che non accadeva dal gennaio 2021. Le misure adottate consentiranno nei fine settimana la massima capacità di deflusso dell’infrastruttura ed un netto miglioramento della percorribilità della tratta e saranno rese possibili grazie alla conclusione di ulteriori sei importanti cantieri riguardanti l’ammodernamento di viadotti (Cento, Colla, Strette I, Strette II, Bormida di Pallare sud e Bormida di Mallare nord), cinque dei quali in carreggiata direzione Savona tra gli svincoli di Mondovì ed Altare e uno sulla carreggiata direzione Torino tra gli svincoli di Altare e Millesimo. In direzione Torino, restano confermate le misure già in essere, che prevedono dalle ore 12.00 di ogni domenica alle ore 12.00 di ogni lunedì di garantire due correnti veicolari.

A26 Genova-Gravellona Toce. Autostrade per l’Italia conferma che sono previste una serie di riduzioni importanti di cantieri e saranno sempre garantite due corsie per senso di marcia, ad eccezione del tratto Baveno-Carpugnino, dove è attualmente attivo l’ultimo cantiere che riduce la carreggiata: la sua rimozione è prevista per il 6 giugno.

I mesi di luglio e agosto saranno liberi da cantieri, fatta eccezione per la bretella di Santhià. Dal 25 agosto, e per circa due mesi, verrà avviato un nuovo cantiere in corrispondenza del ponte Orba, in prossimità di Ovada, anche in questo caso con il mantenimento di due corsie per senso di marcia.

Autostrada Asti-Cuneo. Nei mesi di giugno e luglio verranno ultimati i lavori previsti nel tratto Isola d’Asti-Costigliole/Govone con il ripristino di tutte e due correnti di traffico veicolari per entrambe le direzioni dal 27 luglio.

A4 Torino-Milano. Saranno presenti alcuni cantieri ad avanzamento progressivo, che garantiranno comunque sempre almeno due corsie per senso di marcia in diurno con relativo bassissimo impatto sulla scorrevolezza della circolazione.

Autostrada A32 Torino-Bardonecchia. Entro la prima settimana di agosto verranno rimossi tutti i cantieri con scambio di carreggiata. In particolare, saranno conclusi gli interventi di adeguamento della galleria Mompantero al d.lgs. 264/06, la riqualificazione della pavimentazione e dei giunti sui viadotti Deveys e Valentino, nonché interventi puntuali nella galleria Cels. In concomitanza delle ferie estive, dall’ 8 agosto al 25 agosto saranno installati cantieri puntuali con chiusura della corsia di marcia nella galleria La Perosa. Dalla prima settimana di settembre, in previsione della chiusura del Traforo del Monte Bianco, su tutta l’A32 non saranno più autorizzati cantieri con scambio di carreggiata. Saranno tuttavia consentite riduzioni di carreggiata con chiusura di una corsia, limitatamente alla tratta tra Susa e Oulx, e solo fino al 16 settembre.

I lavori dello svincolo di Chiomonte stanno proseguendo regolarmente senza causare particolari turbative al traffico, entro il 31 luglio saranno completati i lavori principali, relativi alle strutture dei viadotti delle nuove rampe.

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della chiusura programmata dell’uscita autostradale di Tortona, prevista dal 16 giugno per lavori di consolidamento del cavalcavia sulla SS35 nei pressi della rotonda “ex Liebig”. L’intervento, ritenuto non più rinviabile per motivi di sicurezza, avrà una durata stimata di circa quattro mesi e mezzo. La chiusura comporterà deviazioni obbligatorie per i mezzi pesanti verso il casello di Casei Gerola e Castelnuovo Scrivia, con ricadute importanti sui costi e sui tempi di percorrenza per le imprese del settore logistico e dell’autotrasporto. È stata ribadita l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul territorio e di valutare, in coordinamento con la società concessionaria e gli enti competenti, eventuali ulteriori misure di mitigazione per ridurre l’impatto sulle attività produttive locali.

“Il tavolo – ha concluso l’assessore Gabusi – continuerà a riunirsi per garantire un monitoraggio costante. In caso di criticità sarà attivato un confronto rapido e informale con videocollegamenti settimanali tra i soggetti coinvolti, così da intervenire tempestivamente e in modo condiviso”.

Condanna di 12 anni e sei mesi al “Conte” per il tentato omicidio con il machete

Pietro Costanzia di Costigliole il “Conte”, è stato condannato a 12 anni e 6 mesi per la vicenda del tentato omicidio con uso di un machete avvenuta a Torino. Al fratello Rocco  8 anni e 10 mesi. Per Pietro era stata chiesta dalla procura una condanna a 14 anni, mentre per Rocco 9 anni. Il 18 novembre 2023 il giovane tranciò una gamba in via Panizza ad un altro ragazzo,  Oreste Borelli, per una vicenda di gelosia legata alla fidanzata del primo.   Carlo Costanzia di Costigliole, il padre, era indagato per un falso contratto di affitto di una abitazione in Spagna così che  Pietro e la fidanzata risultassero conviventi. È stata inoltre disposta una provvisionale di 200mila euro a favore di Oreste Borelli (tutelato dall’avvocato che ha patteggiato 10 mesi per una vicenda di spaccio di cui si è saputo durante le indagini.

Inutile nasconderlo, siamo onesti: Barriera è il primo problema di Torino

La distanza tra Barriera con la metà della Città che sta bene in questi anni è aumentata tantissimo. Occorre dare subito e di più a chi abita in Barriera, non sono figli di un Dio minore.

 
Lettera aperta

Caro Direttore,
Dopo un’altra notte di violenza in Barriera e letti i giornali del mattino Ti scrivo.
Nel parlare della Costituzione  il Presidente Mattarella dice che garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio, il diritto al lavoro e la promozione della cultura diffusa superando il divario digitale. Conosco Barriera da oltre cinquant’anni da quando ci passavo quindicenne con mio papà per andare da San Mauro all’Enel di via Bologna 11 di fronte alla Nuvola, per capirci. Uno dei miei migliori amici abitava in via Cherubini. Una ragazza che mi piaceva lavorava alla ZIP di corso Giulio Cesare. Era un Quartiere dignitoso di Torino che stava accogliendo l’arrivo dal Sud di tanti nostri connazionali in cerca di lavoro e di una vita migliore. Ricordo l’ironia dei giornali  per coloro che coltivavano i pomodori sui balconi o nella vasca da bagno delle Case popolari di via Bologna. La differenza o la distanza dai Quartieri del Centro e della Collina c’era ma non enorme come oggi. Da quando ho iniziato a frequentare la Madonna della Pace per solidarietà con Don Stefano, il Parroco aggredito dagli spacciatori, entro in Torino passando da corso Giulio o da corso Vercelli e svolto in largo Giulio Cesare per contare gli spacciatori che hanno base in corso Palermo sul retro della Pace. Alla Domenica ci vado a Messa. Con i miei amici prima di Natale raccogliamo generi alimentari che portiamo alla Caritas della Pace dove assistono centinaia di famiglie che hanno poco da mangiare. Oggi c’è una distanza tra il reddito procapite di Barriera con i Quartieri del centro enorme. Ieri pomeriggio sono passato a prendere mia figlia che abita in zona Corso Dante per andare a visitare mia cognata ammalata in una clinica della Collina. Mentre da corso Vittorio attraversavo il Po e salivo in collina , di fronte a tanta bellezza mi son chiesto ma i miei amici di Barriera sono proprio figli di un Dio minore?  Ho ripensato al Sindaco che in Prefettura il  7 gennaio  2022 diceva che la sicurezza in Barriera è come a S. Rita o al Sindaco  che nel corso della Assemblea de La Stampa al Liceo Einstein chiedeva di non esagerare a raccontare la situazione di Barriera o a chi come Elisa Giordano che stamane in un articolo cerca in ogni modo di trovare qualche buona notizia in Barriera. Sono  stato educato a rispettare in ogni modo anche chi la pensa diversamente da me ma così si vuole nascondere la realtà di gente che ogni giorno, ventiquattr’ore al giorno,  vive male , molto male , il decadimento o il degrado di Barriera. Da oltre dieci anni Amministro una azienda a Genova e so che gli azionisti mi avrebbero già mandato a casa se io analizzassi la parte della mia clientela meno redditizia con lo stesso ragionamento del Sindaco o di Elisa. Siamo seri e onesti. Barriera e altre parti della Città vivono in condizioni distantissime dalla metà della Torino che sta bene. Quasi  metà dei torinesi che non riesce a risparmiare vive sperando che non capiti alcuno degli eventi che purtroppo  capitano nella vita perché non saprebbe come farvi fronte. Ma nella metà della Città che sta male c’è una parte che oltre a avere redditi bassi, oltre a non riuscire a risparmiare non ha un lavoro sicuro e vive in mezzo alla violenza e al pericolo di una aggressione. A questa gente il Sindaco ha detto che il Comune sta facendo un intervento di 30 milioni di recupero urbano e che è in costruzione la Linea 2 della Metro. Ma la linea 2 della Metro arriverà solo nel    2032.  Ma in Barriera c’è bisogno oggi di lavoro e di consumi che aiutino i negozi normali a stare in piedi e a rendere vitale il quartiere. In azienda se ho sedi che lavorano di meno vi sposto lavoro per mantenere alto il livello della attenzione e dell’impegno . Ecco perché dico e urlerò sempre più forte, come ho fatto per la TAV, di spostare subito in Barriera una attività pubblica che genera posti di lavoro. Perché se si continua a portare tutto al Lingotto, o S.Rita, alle OGR o in corso Marche,la distanza con Barriera aumenterà ancora. Ecco perché insisto nel chiedere di spostare in Barriera il Centro per la Intelligenza artificiale con i suoi posti di lavoro molto qualificati. In questo modo si porterebbe nuovo lavoro in Barriera, ci sarebbero ricadute sul commercio della zona e si darebbe a Barriera una prospettiva di un futuro ad alto livello, una riqualificazione nel vero senso della parola, una iniziativa che rappresenterebbe uno sbocco di alta qualità per i ragazzi che frequentano i Licei della zona che sono oggi insieme alle Parrocchie i luoghi della speranza e della solidarietà. Da anni in Barriera si vive molto peggio che nel resto della Città. Se la politica  come diceva Paolo VI è il più grande gesto di carità la Amministrazione della Città deve spostare ricchezza, cioè posti di lavoro di qualità e benessere in Barriera.
Mino GIACHINO

Allerta gialla per i temporali in Piemonte

L’instabilità meteo è in aumento e la Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla  da oggi lunedì 2 giugno per il Piemonte, con particolare attenzione alle aree a nord del Po. L’avviso è legato all’arrivo di temporali localmente intensi, con possibili grandinate, allagamenti e fenomeni di versante isolati.

Ieri, domenica 1 giugno si sono registrati i primi segnali di instabilità, con rovesci sparsi sull’alto Piemonte e fenomeni isolati sulle pianure occidentali, soprattutto in prossimità dell’arco alpino. Tuttavia, secondo Arpa Piemonte, sarà da lunedì che la situazione meteorologica peggiorerà sensibilmente.

Il principale flusso perturbato si abbasserà di latitudine, favorendo l’ingresso di correnti umide da sud-ovest e infiltrazioni di aria più fredda in quota. Questo porterà a un deciso aumento dell’instabilità, con rovesci e temporali, anche di forte intensità, che si alterneranno fino a metà settimana, soprattutto sui settori occidentali e settentrionali. Le zone sudoccidentali vedranno fenomeni più sporadici e meno intensi, mentre tra Astigiano e Alessandrino le precipitazioni saranno per lo più assenti, salvo occasionali piovaschi nelle aree prossime al confine con la Liguria.

“I giovani, l’Europa, le guerre”, chiude il Festival dell’Economia di Torino

Lunedì 2 giugno: giornata conclusiva del Festival con Marta CartabiaCharles (Chad) JonesBarbara PetrongoloNicholas SternAnthony VenablesMartin WolfLuigi Zingales. L’economista ucraino Yuriy Gorodnichenko e l’economista russo-americano Oleg Itskhoki chiuderanno la giornata al Teatro Carignano alle 18.00 riflettendo su “I giovani, l’Europa, le guerre“. A seguire il direttore scientifico Tito Boeri traccerà un bilancio dei temi emersi in questa edizione e condividerà alcune riflessioni conclusive sulle sfide che attendono le nuove generazioni del mondo.

Domani, lunedì 2 giugno, a Torino la quarta e ultima giornata del Festival Internazionale dell’Economia 2025, a cura di Editori LaterzaCollegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri.

Domani, lunedì 2 giugno, si concluderà l’edizione 2025 del Festival Internazionale dell’Economia con una giornata densa di incontri che confermeranno ancora una volta i tratti distintivi della manifestazione: pluralità di voci, attenzione alla complessità e rigore nell’analisi. Sarà il momento di tirare le fila di un’edizione che ha messo al centro “Le nuove generazioni del mondo“, affrontando i temi cruciali per comprendere e affrontare le sfide che ci attendono: dalla crisi demografica all’istruzione, dalla mobilità sociale alle trasformazioni dell’organizzazione sociale, famigliare e del mercato del lavoro.

La giornata si concluderà al Teatro Carignano, dove, dopo il dialogo dal titolo “I giovani, l’Europa, le guerre” (ore 18.00) tra l’economista ucraino Yuriy Gorodnichenko e l’economista russo-americano Oleg Itskhoki, il direttore scientifico del Festival Tito Boeri traccerà un bilancio delle quattro giornate. Un’occasione per raccogliere e condividere riflessioni, idee e proposte emerse nel corso delle quattro giornate e restituire una visione consapevole delle prove che attendono le nuove generazioni del mondo.

Una selezione degli appuntamenti della quarta giornata

Dopo “Generazioni” e “Mismatch”, la terza delle Parole chiave del Festival è “NEET” (Circolo dei lettori ore 10.00). Sui giovani Not (engaged in) Education, Employment or Training interverrà Alessandro Rosina, dopo l’introduzione di Alessandra Scandura, ponendo l’accento sullo spreco di risorse che questo fenomeno, che in Italia raggiunge livelli tra i peggiori in Europa, rappresenta e sulle possibili strategie per rispondere alla sfida di creare le condizioni per cui i giovani possano esprimere il loro potenziale.

Nel contesto di Torino Futura, iniziativa con cui la Città di Torino intende permeare tutti i grandi eventi culturali cittadini con azioni e attività specifiche rivolte a giovani e giovanissimi, il formato Economia Futura ospiterà “Manuale di sopravvivenza elettorale: dall’idea al voto” (Collegio Carlo Alberto, Classroom 3 ore 11.00): il workshop, curato da Youtrend, propone un’analisi critica e interattiva del sistema elettorale come elemento centrale della democrazia rappresentativa. Verranno esaminate le principali tipologie di sistemi elettorali e il loro impatto sulla rappresentanza e sulla distribuzione del potere politico. Attraverso attività partecipative, simulazioni e dibattiti, i partecipanti saranno coinvolti in una riflessione sulle sfide e le possibilità della partecipazione democratica oggi. Il workshop è riservato al pubblico under 35 e accessibile solo su prenotazione.

Il formato Confronti dedicherà, in questa giornata, diversi incontri al tema dell’inserimento delle nuove generazioni nel tessuto economico italiano e alle possibili strategie per favorire questo processo. GEI – Associazione italiana economisti di impresa cura il dibattito “Nuove generazioni e imprese” (Museo Nazionale del Risorgimento, Sala Codici ore 11.30), che sarà l’occasione per confrontarsi sull’emigrazione giovanile, sulla carenza di figure professionali qualificate, sulla scarsa attrattività del lavoro industriale, nonché sulla risposta delle imprese che attivano nuove politiche di assunzione. Dopo l’introduzione di Gianluca Toschi, interverranno Valeria Negri, Salvatore Poloni e Alessandro Rosina, coordinati da Alessandro Terzulli. All’importanza delle politiche giovanili a livello locale sarà dedicato “Dove dorme il futuro?” (Oratorio San Filippo Neri, Auditorium 14.30) con il contributo di Michela Favaro, Andrea Gavosto, Andrea Lecce, Patrizia Polliotto e Carlo Ratti, e il coordinamento di Maria Laura Di Tommaso. Le politiche giovanili locali mirano a migliorare le condizioni di studio per le nuove generazioni intervenendo in vari ambiti, come le strutture ricettive e l’accesso al credito. A questo processo, cruciale per lo sviluppo economico regionale, collaborano attivamente università, enti locali, corpi intermedi e istituzioni con finalità sociali.

Gli Incontri con l’autore, ospitati dal Circolo dei lettori e coordinati da Eva Giovannini, vedranno ospiti Andrea Garnero Roberto Mania, autori de La questione salariale (Egea), di cui discuteranno con Giorgio Airaudo Giulia Tancredi (ore 11.45). Nel pomeriggio interverrà Alberto Saravalle, autore insieme a Carlo Stagnaro di Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne) (Fuoriscena): Saravalle discuterà del libro con Marco Leonardi (ore 15.00).

Donne e mercato del lavoro nel XXI secolo” (Collegio Carlo Alberto, Auditorium ore 12.30) è il titolo dell’intervento di Barbara Petrongolo, che, dopo l’introduzione di Carlo Cambini, affronterà le radici della disuguaglianza di genere nel mondo del lavoro: dalle diverse scelte educative tra uomini e donne alla scarsa presenza femminile nelle carriere più remunerative, fino all’impatto sproporzionato della genitorialità sui guadagni delle donne. Petrongolo metterà in luce le cause di questa disparità e le iniziative che potrebbero aiutare le nostre società a progredire verso la parità di genere.

Giorgio Barba Navaretti e Marco Buti discuteranno il tema “La guerra dei dazi. Come andrà a finire?” (CAMERA, Sala Gymnasium ore 12.30), coordinati da Massimo Gaggi. Barba Navaretti e Buti analizzeranno le conseguenze economiche e geopolitiche della nuova guerra commerciale avviata da Donald Trump: gli effetti sulla produzione globale, sugli equilibri internazionali e sul rischio di escalation dei conflitti. Una riflessione sui legami tra tensioni commerciali e instabilità globale.

Luigi Zingales terrà un intervento dal titolo “I robot sostituiranno i bambini?” (Museo Nazionale del Risorgimento, Aula Camera Italiana ore 15.00), introdotto da Greta Ardito. In un contesto segnato da forte declino demografico in Occidente e da rapidi sviluppi nell’Intelligenza Artificiale, Zingales metterà a confronto due paure contemporanee: la riduzione della popolazione e l’aumento della disoccupazione tecnologica. Possono queste due crisi compensarsi a vicenda? E a quali condizioni i robot potrebbero realmente sostituire la forza lavoro delle nuove generazioni?

Marta Cartabia e Cass Sunstein discuteranno di “Università e libertà di espressione” (CAMERA, Sala Gymnasium ore 15.30), coordinati da Massimo Gaggi. La libertà di parola è un principio fondamentale nei campus universitari, dove il confronto tra idee diverse è alla base della formazione e della ricerca. L’incontro affronterà il delicato equilibrio tra tutela della libertà di espressione e necessità di regolamentazione, cercando di definire dove passi il confine tra una restrizione legittima e una inaccettabile.

La quarta giornata, e con essa il Festival, si concluderà con gli economisti Yuriy Gorodnichenko Oleg Itskhoki, il primo ucraino e il secondo russo-americano, protagonisti di un incontro il cui titolo riassume molti dei temi di questa edizione: “I giovani, l’Europa, le guerre” (Teatro Carignano ore 18.00). A seguire ci sarà spazio per un bilancio dei quattro giorni di Festival con il direttore scientifico Tito Boeri. Dopo tanti dialoghi, workshop, eventi e lezioni alla frontiera della ricerca, sarà l’occasione di riflettere su quanto emerso a proposito del tema al centro del Festival: le sfide che attendono le nuove generazioni del mondo.

I protagonisti della quarta giornata

Tra i protagonisti della quarta giornata Giorgio Airaudo, segretario generale CGIL Piemonte, Giorgio Barba Navaretti, professore di Economia all’Università degli Studi di Milano e presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto, Marco Buti, professore all’Istituto Universitario Europeo (EUI), già direttore generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea, Marta Cartabia, giurista, già professoressa di Diritto costituzionale all’Università Bicocca di Milano, presidente della Corte Costituzionale e Ministra della Giustizia, Michela Favaro, vicesindaca di Torino, Andrea Garnero, economista dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, Yuriy Gorodnichenko, professore di Economia a Berkeley e leader dell’Iniziativa Ucraina del Centre for Economic Policy Research (CEPR), Oleg Itskhoki, economista e professore di Economia presso la Harvard University, Charles (Chad) Jones, professore di Economia presso la Graduate School of Business della Stanford University e membro dell’American Academy of Arts and Sciences, Andrea Lecce, responsabile Direzione Impact, Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Marco Leonardi, professore di Economia all’Università degli Studi di Milano, Valeria Negri, direttrice del Centro Studi Territorio e Ambiente di Assolombarda, Barbara Petrongolo, professoressa di Economia presso l’Università di Oxford e direttrice del Programma di Economia del Lavoro del Centre for Economic Policy Research (CEPR), Patrizia Polliotto, segretaria generale della Fondazione CRT, Salvatore Poloni, presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), Carlo Ratti, architetto, urbanista e teorico dell’architettura, Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico dell’Osservatorio giovani dell’Istituto G. Toniolo, Alberto Saravalle, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Padova, Nicholas Stern, professore di Economia e governo presso la London School of Economics, dove dirige il Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment, Cass Sunstein, professore presso la Harvard Law School, dove dirige il Program on Behavioral Economics and Public Policy, Giulia Tancredi, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Anthony Venables, Senior Research Fellow presso il Dipartimento di Economia di Oxford, dove in precedenza è stato BP Professor of Economics, Gianluca Violante, professore di Economia alla Princeton University, dove è anche direttore del progetto Global Research in Digital Economics (GRID), Martin Wolf, firma economica del Financial Times, già economista alla Banca Mondiale, Luigi Zingales, professore di Imprenditorialità e Finanza alla Booth School of Business dell’Università di Chicago.

Tutti gli eventi del Festival sono a ingresso gratuito, e aperti al pubblico con accesso libero fino a esaurimento posti. Per alcuni appuntamenti potrebbe essere richiesta la prenotazione. Per rimanere aggiornati: www.festivalinternazionaledelleconomia.com

Scuole sicure e sostenibili: la Regione avvia la nuova programmazione di edilizia scolastica

Garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili, accoglienti, adeguati alle più recenti concezioni della didattica rappresenta una sfida che la Regione Piemonte affronta attraverso la programmazione, la pianificazione e la gestione di interventi finanziati con fondi comunitari, statali e regionali, per la messa a norma e in sicurezza, la ristrutturazione, la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici.

 

Fino al 30 giugno 2025 gli Enti proprietari o gestori di edifici scolastici pubblici possono esprimere i loro fabbisogni e caricare le proposte progettuali sul portale dell’Anagrafe Regionale dell’Edilizia Scolastica (ARES)modulo “Fabbisogni”, lo strumento a disposizione di Comuni e Province per la richiesta di finanziamenti per l’edilizia scolastica per interventi che vanno dalle nuove costruzioni, all’adeguamento e miglioramento sismico, all’efficientamento energetico, al superamento delle barriere architettoniche.

In questo modo la Regione scatterà una “fotografia” delle esigenze territoriali in materia di edilizia scolastica, che verrà sottoposta al Ministero dell’Istruzione e del merito, per proporre il proprio Piano Triennale di Edilizia Scolastica 2025-2027.

Si tratta di una fase propedeutica e preliminare, necessaria, intesa come manifestazione di interesse per l’accesso alla programmazione triennale. Gli Enti interessati dovranno in seguito presentare la propria candidatura effettiva partecipando al Bando regionale che sarà successivamente pubblicato.

Chiorino: “Costruire un quadro chiaro dei reali bisogni dei territori, per investire risorse in modo efficace e mirato”

“La scuola è il primo presidio educativo ed è nostro dovere garantire che i luoghi in cui si formano i cittadini di domani siano sicuri, moderni e adeguati  alla didattica contemporanea. Con questa nuova programmazione vogliamo costruire un quadro chiaro e aggiornato dei reali bisogni dei territori, per investire risorse in modo efficace e mirato” ha affermato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore all’istruzione e Merito della Regione Piemonte. “È un lavoro – ha concluso il vicepresidente – che richiede visione, concretezza e sinergia tra istituzioni: la Regione Piemonte è presente, con determinazione e senso di responsabilità, al fianco di Comuni e Province per offrire agli studenti ambienti scolastici all’altezza dei loro sogni e del loro futuro, e per garantire al personale scolastico luoghi di lavoro salubri, sicuri e dignitosi”.

Link presentazione candidature :

https://ediliziascolastica.regione.piemonte.it/moduli/ReReFES/

Maggiori informazioni:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/avvio-programmazione-regionale-materia-edilizia-scolastica-2025-2027

Torino, la burocrazia rallenta le aziende

La burocrazia continua a rappresentare un ostacolo imponente per le imprese italiane. Se, di fronte alle recenti crisi epocali, le aziende artigiane hanno saputo adottare strategie lungimiranti per fronteggiarle, quando si tratta di burocrazia sembra invece di combattere contro i mulini a vento. Sebbene non sia priva di utilità, la macchina burocratica si dimostra spesso inefficiente, costosa e responsabile di un enorme dispendio di tempo e risorse, sia per le imprese che per la stessa Pubblica Amministrazione.

A soffrire maggiormente sono le micro e piccole imprese artigiane. Secondo una recente ricerca di Confartigianato, un imprenditore di una piccola azienda deve dedicare ogni anno ben 238 ore solo per adempiere a obblighi burocratici, un carico di lavoro superiore di 56 ore rispetto alla media dei Paesi OCSE.

Una fotografia poco lusinghiera arriva anche dallo studio condotto nel 2024 dall’Università di Goteborg, che ha analizzato la qualità istituzionale delle Pubbliche Amministrazioni in 210 regioni dell’Unione Europea. Le regioni italiane, nel complesso, ottengono risultati modesti: la più virtuosa, il Friuli Venezia Giulia, si posiziona al 63° posto a livello europeo. Il Piemonte, invece, si colloca solo al 127° posto e al nono nella classifica regionale.

La complessità burocratica è evidente anche nei dettagli. Per avviare l’attività di un fabbro, ad esempio, è necessario affrontare una serie di adempimenti che comprendono: relazione tecnica sul ciclo produttivo, valutazione previsionale e definitiva dell’impatto acustico, autorizzazione per emissioni in atmosfera, autorizzazione agli scarichi e valutazione dei rischi. Tutto da presentare in duplice copia, per un totale di 1,95 chili di documentazione cartacea e costi professionali che si aggirano intorno ai 5.000 euro. E se il fabbro decidesse di assumere un apprendista? Dovrebbe prepararsi a investire non solo denaro, ma anche molta pazienza.

Anche nei lavori pubblici, la burocrazia si rivela una zavorra. Sempre secondo Confartigianato, in Italia occorrono in media 815 giorni — ovvero circa 2 anni e 3 mesi — per portare a termine una gara d’appalto per lavori come la riasfaltatura di una strada a doppia corsia lunga 20 chilometri.

“Da sempre chiediamo che la semplificazione degli adempimenti a carico degli imprenditori – commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – va realizzata con una sola istanza, una sola piattaforma informatica, una sola risposta e un solo controllo (la semplificazione del rapporto fra fisco e contribuente è possibile realizzarla, perché il Fisco possiede già le informazioni sui contribuenti, ad esempio con la fatturazione elettronica.).”

“Occorre, quindi, agevolare l’accesso a servizi pubblici digitali, semplificare normative regionali e favorire l’interscambiabilità documentale all’interno della P.A. – continua De Santis – Il livello di digitalizzazione dei servizi pubblici sono ancora troppo basse. A pagare il conto sono le aziende che sottraggono tempo prezioso e risorse economiche alla loro attività produttiva.”

Un segnale positivo è arrivato ad aprile, con l’approvazione da parte del Governo di un disegno di legge che prevede l’abrogazione di oltre 30.700 norme emanate tra il 1861 e il 1946. Una volta definitivamente approvata, la misura porterà a una riduzione del 28% del totale delle norme in vigore. “Si spera che i tempi di approvazione siano ragionevolmente brevi. – conclude De Santis – Il successo del Pnrr dipende proprio dal dialogo con i rappresentanti del tessuto produttivo, a partire da artigiani e piccole imprese, e dalla sua sostenibilità amministrativa, con il superamento degli ostacoli e delle lentezze nella gestione dei processi della PA.”

Sanità, superate le 65mila prestazioni sanitarie aggiuntive serali e nei fine settimana

La Regione Piemonte comunica di avere raggiunto e superato con largo anticipo l’obiettivo prefissato di 50.000 prestazioni sanitarie aggiuntive svolte al di fuori del normale orario di servizio. A meno di quattro mesi dall’avvio del piano, il totale ha già superato quota 65.000.

«Con un mese di anticipo abbiamo raggiunto e superato abbondantemente le 50.000 prestazioni extra-orario, cioè la sera e nei fine settimana, arrivando alle oltre 65.000. Siamo soddisfatti della risposta da parte delle Aziende sanitarie, degli oltre 5.000 professionisti e operatori del comparto sanitario che hanno dato la loro disponibilità e dei cittadini che hanno apprezzato la novità e che hanno potuto effettuare visite ed esami nei fine settimana ed in orari serali», dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

L’iniziativa, partita il 22 febbraio, ha coinvolto le aziende sanitarie piemontesi con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa, ampliando l’offerta di prestazioni in fasce orarie serali e durante i weekend.

«L’aver superato il tetto delle 65 mila prestazioni è un risultato straordinario certificato dall’apprezzamento di pazienti e portato come esempio a livello nazionale», aggiungono Cirio e Riboldi.

L’assessore Riboldi sottolinea come la riduzione delle liste d’attesa sia stata indicata come priorità ai direttori generali delle aziende sanitarie regionali, insieme all’equilibrio economico, considerato fondamentale per la sostenibilità del sistema. «La struttura dell’assessorato lavora ogni giorno, con le Aziende sanitarie, sul fronte del monitoraggio dei dati in tempo reale, con la Control room e il RUAS, Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, figura di raccordo con l’Osservatorio nazionale. Siamo orgogliosi che la presidente Meloni ed il ministro Schillaci abbiano indicato il Piemonte come una delle Regioni più attive su questo fronte e rinnoviamo l’impegno per riportare la situazione sotto controllo», afferma.

L’impatto del piano è stato significativo: oltre 65.000 cittadini hanno potuto usufruire di visite e prestazioni che, altrimenti, avrebbero potuto subire lunghi tempi d’attesa o rinunce.

«I risultati ottenuti dalla sperimentazione, anche a livello di apprezzamento dei pazienti, ci inducono ora a un’attenta analisi delle prestazioni maggiormente critiche e lavorare su quelle. Per questo motivo sono già in corso interlocuzioni con i ministeri competenti per definire le forme di un rifinanziamento dell’iniziativa; che permetta non solo di proseguire ma anche di avviare azioni strutturate nel tempo. Questi sono fatti concreti, apprezzati a tutti i livelli: il resto sono polemiche inutili e propaganda», conclude Riboldi.

I numeri del piano delle prestazioni aggiuntive

Dal 22 febbraio al 25 maggio, le aziende sanitarie piemontesi hanno effettuato oltre 65.000 prestazioni in orari serali e nei fine settimana, nell’ambito del programma straordinario per il contenimento delle liste d’attesa.

Adolescente in crisi d’astinenza da smartphone ricoverato al pronto soccorso

/

Il caso registrato all’ospedale San Luigi di Orbassano  desta particolare preoccupazione: un adolescente è stato ricoverato in osservazione per una crisi d’astinenza. Non da droghe o alcol, ma da smartphone.

Un episodio che potrebbe sembrare estremo, ma che in realtà rappresenta il segnale reale di un malessere sempre più diffuso in una generazione iperconnessa, spesso lasciata sola di fronte al potere invasivo del digitale.

«Quando è arrivato in pronto soccorso, mostrava gli stessi sintomi di una crisi d’astinenza da sostanze psicoattive. Ma in questo caso, l’oggetto della dipendenza era il cellulare», ha spiegato al Corriere della Sera il professor Gianluca Rosso, medico chirurgo e psichiatra, docente al Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.

Il giovane, accompagnato dai genitori, era in uno stato di forte agitazione psicomotoria. Panico, tremori e perdita di controllo hanno fatto scattare l’allarme tra i sanitari, evidenziando un quadro clinico tipico delle dipendenze patologiche.

La Regione collauda la telemedicina: “Nuova piattaforma a fine 2025”

Il Piemonte è tra le prime Regioni d’Italia a collaudare l’Infrastruttura Regionale di Telemedicina (IRT) per la realizzazione dei servizi di telemedicina

L’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, ha ricordato che «come annunciato a fine 2024 entro il primo semestre di quest’anno è partito il collaudo dell’IRT, che permetterà alle Aziende Sanitarie Regionali, per la fine dell’anno, di avviare i servizi di telemedicina sulla nuova piattaforma». Si tratta di un’importante evoluzione per il sistema sanitario piemontese, che mira a migliorare l’efficienza e la capillarità dei servizi grazie a strumenti tecnologici all’avanguardia. «Un passo importante verso l’innovazione e l’ammodernamento della sanità piemontese – ha proseguito Riboldi – e che permetterà di realizzare una rete capillare e moderna a disposizione dei professionisti sanitari e, di conseguenza, ai cittadini piemontesi, soprattutto quelli che abitano nelle zone più isolate della nostra Regione. La telemedicina deve diventare un pilastro della medicina territoriale e l’IRT va esattamente in questo senso, per raggiungere i cittadini direttamente nelle proprie abitazioni».

L’Infrastruttura Regionale di Telemedicina è progettata per offrire servizi fondamentali come televisita, teleconsulto, teleassistenza e telemonitoraggio di livello 1 e 2, oltre a prevedere attività di supporto, aggiornamento e manutenzione della stessa infrastruttura. Il tutto sarà possibile grazie ai fondi del PNRR, che destinano al Piemonte quasi 39 milioni di euro esclusivamente per lo sviluppo della telemedicina.

Il collaudo dell’IRT, coordinato da Simona Iaropoli in qualità di Responsabile Unico del Progetto, si è concluso positivamente entro le scadenze previste. L’attività ha coinvolto il Gruppo Regionale di Telemedicina, un team multidisciplinare composto da professionisti della sanità piemontese, chiamati a valutare complessivamente l’impatto e le funzionalità di questa innovativa infrastruttura.

«Per il collaudo – ha spiegato il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli – è stata individuata quale azienda pilota il Mauriziano, dove si sono svolti i test dei modelli di avvio di Televisita e Teleassistenza, primi tasselli dei servizi minimi di Telemedicina e che, per mezzo della tecnologia dell’IRT, consentono ai professionisti sanitari di espandere il perimetro dell’assistenza raggiungendo gli assistiti più fragili e con patologie croniche».