Il tribunale regionale ha respinto il ricorso degli attivisti contro l’ordinanza del Municipio che stabilisce l’abbattimento del presidio in frazione San Giuliano, all’uscita dell’autostrada Torino-Bardonecchia
Incominciano i problemi per il nuovo sindaco di Susa, Sandro Plano, che pur essendo iscritto al Pd – partito ufficialmente pro Tav, dal governatore Sergio Chiamparino al segretario regionale Davide Gariglio – è schierato in modo aperto contro la realizzazione del collegamento ad alta velocità Torino-Lione.
Il primo cittadino, che ha vinto le elezioni per soli 8 voti rispetto al sindaco uscente di centrodestra Gemma Amprino, non dovrà vedersela soltanto con i colleghi di partito ma, da oggi, anche con la sentenza del Tar del Piemonte.
Il tribunale amministrativo regionale, infatti, ha respinto il ricorso degli attivisti No Tav contro l’ordinanza del Municipio di Susa che stabilisce l’abbattimento del presidio in frazione San Giuliano, proprio all’uscita dell’autostrada Torino-Bardonecchia. Il presidio, con la decisione del Tar è quindi confermato come abusivo, così come indicato nel provvedimento dell’ amministrazione guidata Amprino.
Si prevedono nuove scintille politiche, e non solo, nella valle che sembra non trovare mai pace.
(Foto: il Torinese)
La storia infinita dei Murazzi finisce qui. Agli amanti della Movida resterà la consolazione di poter fare le ore piccole fino alle 3 anzichè alle due, dopo la deccisione del Comune. Fatto sta che, invece, le tanto decantate iniziative di “Estate ai Murazzi”, che avrebbero dovuto prendere il via tra qualche settimana, sono morte sul nascere.
L’ indagine congiunturale dell’Unione Industriale di Torino spinge le imprese locali ad un cauto ottimismo, formula che sta a significare: la crisi c’è ancora ma stiamo lentissimamente progredendo. Alle fine del primo trimestre di quest’anno i primi segnali positivi si intravedono, ma è troppo presto per parlare di autentica ripresa. Una “ripresina” forse sì. La produzione industriale, gli ordini e l’ occupazione stanno crescendo poco per volta, idem per l’export mentre diminuisce la cassa integrazione. 





Alla fine della partita i tifosi hanno abbandonato mesti la piazza. Sarà per la prossima volta con l’Uruguay
Una serata da ricordare quella che si è svolta martedì 17 giugno per commemorare l’anniversario della prima proiezione del secondo kolossal della storia del cinema mondiale. Cabiria torna a vibrare sulle note della partitura di Ildebrando Pizzetti (autore della Sinfonia del Fuoco) e Manlio Mazza, restaurata e diretta da Timothy Brock e la partecipazione del Coro Maghini di Torino diretto da Carlo Chiavazza.
Il civico 33 di via Po, da cui prende il nome questa rubrica. Qui avvenne la prima proiezione pubblica per un pubblico scelto, organizzata a Torino il 7 novembre 1896 da Vittorio Calcina (fotografo ufficiale di casa Savoia) in una sala dell’Ex Ospizio di Carità
In sei anni, dal 2008 al 2014 il tasso dei giovani disoccupati in Piemonte è cresciuto in modo preoccupante. Le indagini di Banca d’Italia e Ires Cgil fotografano la situazione: nella fascia tra i 15 e i 24 anni la quota di disoccupati è passata dal 14,9 al 40,2%; tra i 25-34 dal 6,7 al 15,1. Ma il dato più eclatante riguarda Torino dove, nella stessa fascia, chi non ha lavoro raggiunge quota 46,4%. Insomma, quasi un disoccupato su due, il dato peggiore di tutta l’Italia del Nord. E i ragazzi che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione sono passati dal 13,5% al 22,3%. Il dato incoraggiante, però, è che la prima parte del 2014 segna una diminuzione del calo dell’occupazione.
Con la tradizione non si sbaglia mai, è rassicurante e non riserva brutte sorprese. E cosa ci può essere di più tradizionale di San Giovanni?
La città doveva essere blindata con la realizzazione di una “zona rossa” impenetrabile per tutelare gli statisti. Si calcola che tra dignitari e accompagnatori, circa mille persone sarebbero arrivate a Caselle, altro punto nevralgico per le forze dell’ordine
Per ora l’arma segreta del duo Chiamparino/Fassino è una lettera. Per scongiurare la dipartita dell’Authority dei Trasporti, arrivata al Lingotto un anno fa e già sul punto di sparire causa decreto sulla Pubblica Amministrazione Il sindaco di Torino e il presidente della Giunta Regionale hanno preso carta e penna per scrivere al premier Matteo Renzi per assicurarsi che ” il Governo confermi l’Authority dei Trasporti: Pur comprendendo l’obiettivo di razionalizzazione che ispira la decisione di unificare in una unica sede le diverse Authorities – aggiungono Fassino e Chiamparino – la decisione di stabilire la sede dei Trasporti a Torino deriva da ragioni che tutte mantengono oggi la loro validità”. 