
“I giudici che hanno emesso la sentenza dovrebbero andare in mezzo a quelle imprese che hanno subito minacce”
Quali sono state le reazioni all’assoluzione dal reato di terrorismo nei confronti dei quattro attivisti No Tav? “Se non è associazione con finalità terroristiche incappucciarsi e organizzare l’attacco allo Stato, qualcuno mi deve spiegare cosa sia.
E’ molto positiva comunque la condanna a 3 anni e 6 mesi, mi auguro che i Pm facciano ricorso e li ringrazio perché hanno avuto coraggio”. E’ quanto dichiara all’Ansa il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che aggiunge: “i giudici che hanno emesso la sentenza dovrebbero andare in mezzo a quelle imprese che hanno subito minacce”.
Ieri un manipolo di No Tav incappucciati ha occupato la carreggiata dell’autostrada del Frejus nei pressi di Giaglione, hanno esposto uno striscione e acceso fumogeni. Altri No Tav hanno occupato il treno 2012 Milano-Torino, che è stato fermato dalla polizia alla stazione di Novara.
Si è anche verificato un attacco informatico al sito web della procura di Torino, rivendicato da Anonymous, mentre centinaia di attivisti si sono radunati per una manifestazione a Bussoleno, in Val Susa.
Il sito No Tav: “Non si può esultare per una sentenza del genere, con i 4 notav dietro alle sbarre, ma quantomeno per una volta la sentenza non ha dato credito alla vendicativa e persecutoria linea di condotta della procura di Torino, che è bene ricordarlo, nasce nelle viscere dei fantasmi tanto cari all’ex procuratore Giancarlo Caselli, coordinatore della crociata contro i notav”.
(Foto: il Torinese)


IL GHINOTTO DELLA DOMENICA

Una quarantina i voli sospesi a Caselle (oltre a quelli cancellati per sempre da Alitalia). Ma il top si è registrato in metropolitana dove nessuno dei 70 dipendenti si è presentato a lavorare
“E’ bene che ci sia rispetto reciproco tra governo e sindacati e che non ci siano esasperazioni come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese”. Così il presidente Giorgio Napolitano ai giornalisti, prima di lasciare Torino alla fine della sua visita, in riferimento allo sciopero e alle manifestazioni dei sindacati. Cgil e Uil sono infatti scesi in piazza anche a Torino contro il il Jobs Act e la legge di Stabilità del governo. Il corteo era guidato dalla leader sindacale Susanna Camusso e da Alberto Tomasso, segretario regionale Cgil con il suo collega Gianni Cortese della Uil Piemonte. L’allarme – come ha già scritto il Torinese – riguarda anche la nostra regione dove, la prossima primavera, con la fine della cassa integrazione rischiano di finire sulla strada 30mila lavoratori. 




