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Casa a Torino: nel 2024 compravendite +1,6% e prezzi +4%. Crescono le periferie: in testa Lingotto e Mirafiori

Il mercato immobiliare di Torino è in ripresa. Nel 2024 volumi e valori hanno il segno positivo, in città come in provincia. Torino registra 15.118 compravendite, l’1,6% in più rispetto al 2023, con un aumento medio dei prezzi del 4%. Lo rileva l’Osservatorio immobiliare 2024 condotto dal Centro Studi di Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali).

Nel resto della provincia l’andamento è analogo seppure più contenuto: con 19.486 transazioni il fuori porta segna solo lo 0,7% in più e prezzi in aumento di circa il 2,3%. Complessivamente, la Città metropolitana conta 34.604 vendite concluse, l’1,1% in più rispetto all’anno precedente.

“Le compravendite hanno ripreso slancio nella seconda metà dell’anno, sfiorando il +10% di scambi a Torino, dopo la frenata del 6% nel primo semestre e un 2023 in negativo”, spiega Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino. “Il principale motore della ripresa è stato il calo progressivo dei tassi sui mutui, scesi intorno al 3%, che hanno reso il tasso fisso nuovamente vantaggioso per chi cerca sicurezza a lungo termine”. Il 2024 – sottolinea la presidente Fiaip – ha evidenziato la stretta connessione del mercato immobiliare con il costo del denaro e del credito”.

Dall’elaborazione svolta da Fiaip Torino sui dati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate, il 95% delle case acquistate è stato effettuato da privati, con oltre il 40% che ha acceso un mutuo. Per il 72% si è trattato della prima casa, con una crescente attenzione alla classe energetica degli immobili e alla possibilità di stipulare il mutuo green con tassi agevolati.

In dieci anni (dal 2014 al 2024) i volumi scambiati sono aumentati del 67%, mentre negli ultimi quattro si è registrato un costante e lieve rialzo dei prezzi.

“Il mercato immobiliare si conferma dinamico e in salute, con compravendite in crescita e prezzi in aumento, sostenuti dall’inflazione e dalla riduzione dello stock immobiliare: una minore offerta permette una maggiore tenuta del prezzo di vendita – spiega la presidente di Fiaip Torino –. Tuttavia, l’inflazione induce a maggiore prudenza e a minore capacità di spesa, che sposta parte della domanda verso quartieri più economici, spesso vicini alle aree di prima scelta, dove gli immobili risultano più accessibili”.


ANALISI GENERALE

Per il secondo anno consecutivo, i prezzi al metro quadro registrano variazioni positive in tutte le aree della città, con incrementi più significativi nelle zone periferiche e semicentrali: Lingotto e Mirafiori Nord su tutti, Aurora, Madonna di Campagna, Mirafiori Sud, Barriera di Milano, Falchera, Parella e San Paolo. Un andamento che ha mostrato i primi cenni già nel 2023.

Gli aumenti dei prezzi sono trainati dal miglioramento di infrastrutture e viabilità. La nuova stazione della metropolitana e il Grattacielo della Regione hanno rilanciato il Lingotto, mentre il completamento di corso Grosseto ha favorito Madonna di Campagna e Borgo Vittoria. L’operatività della stazione Rebaudengo ha valorizzato Barriera di Milano, mentre interventi di riqualificazione a Borgo Valdocco e Porta Palazzo hanno avuto un impatto positivo su Aurora. Infine, l’apertura del polo commerciale To Dream – Urban District ha portato benefici a corso Romania, Barriera, Falchera e fino a Settimo Torinese.

PREVISIONI

“La prospettiva per il 2025 è di un generale miglioramento del mercato, con un lieve incremento di compravendite e prezzi, strettamente legato all’andamento dei tassi di interesse sui mutui”, spiega la presidente di Fiaip Torino, Claudia Gallipoli: “Un loro ulteriore calo potrebbe rendere i mutui più convenienti rispetto agli affitti, incentivando l’acquisto di immobili”.

Il sentiment tra gli agenti immobiliari Fiaip è positivo ma prudente: il 76% prevede stabilità, il 21% una crescita e solo il 3% teme un peggioramento. Per le compravendite, il 55% prevede stabilità e il 40% un incremento, mentre per i prezzi il 55% ipotizza un lieve rialzo (sotto il 2%), il 34% stabilità e l’11% un calo.

In sintesi, “c’è un cauto ottimismo per il 2025 – aggiunge Gallipoli -: se i tassi resteranno stabili o scenderanno, il mercato potrebbe rafforzarsi; in caso di volatilità, invece, rischierebbe di frenareAnche gli scenari geopolitici potrebbero influenzare il mercato: un inasprimento dei conflitti potrebbe generare incertezza e indurre un atteggiamento attendista, rallentando le compravendite”.

Nel 2025, a Torino si prevede un rafforzamento del trend attuale con una crescente domanda nelle periferie e nel semicentro. “Sempre più studenti fuori sede, sostenuti dalle famiglie, scelgono di acquistare piccoli appartamenti in zone come Aurora, Barriera e Mirafiori Nord e Sud, preferendoli all’affitto nelle aree universitarie o centrali”.

Questo andamento – conclude la presidente Fiaip – rende ancora più urgente intervenire sulla manutenzione stradale, la sicurezza, le infrastrutture e i servizi nei quartieri semicentrali e periferici, oltre che nel centro città, biglietto da visita anche per i tanti turisti”.

QUARTIERI E PREZZI

Nel 2024, i prezzi delle case a Torino aumentano in media del 4%. Tutte le zone sono in campo positivo, ma le crescite più significative si registrano nei quartieri semicentrali e nelle periferie dell’area sud e nord della città, grazie al miglioramento di alcune microzone. Queste aree, pur mantenendo valori inferiori alla media cittadina, registrano i maggiori rialzi per il secondo anno consecutivo.

Lingotto e Mirafiori Nord guidano la crescita con un +7,8% e un prezzo medio al metro quadro di 1.650 euro. Il Lingotto beneficia della nuova metropolitana, della piena operatività del Grattacielo della Regione e di una viabilità migliorata. Mirafiori Nord, invece, attrae domanda dalla vicina Santa Rita, che ha quotazioni più alte.

L’intera area sud è in crescita grazie a un ricambio generazionale e a un’offerta residenziale adatta a famiglie e studenti. Santa Rita (+4,5%, 1.850 €/mq), Mirafiori Sud (+6,8%, 1.570 €/mq), San Paolo (+5%, 2.100 €/mq) e Nizza Millefonti (+4,6%, 1.830 €/mq) offrono servizi, parchi e spazi verdi. Santa Rita, in particolare, vanta l’energia portata dagli eventi sportivi e musicali recenti.

Le periferie nord di Torino registrano percentuali di crescita significative nell’ultimo anno, pur mantenendo prezzi medi tra i più contenuti della città. “Dopo anni di calo, è naturale che questi quartieri mostrino segnali di ripresa – spiega Lucia Vigna, delegata Fiaip all’Osservatorio -. L’inflazione spinge al rialzo i prezzi, mentre le ristrutturazioni di appartamenti e palazzi contribuiscono ad aumentare i valori medi”.

Aurora segna uno degli incrementi più marcati con il +7% e prezzi medi di 1.520 euro al metro quadro. Il rilancio è trainato dalla riqualificazione di Borgo Valdocco di parte di Regio Parco e Porta Palazzo, dal miglioramento della viabilità su corso Principe Oddone e dal restauro di edifici storici. L’area beneficia inoltre dell’attrattiva della Nuvola Lavazza, del Campus Einaudi e dell’affaccio sulla Dora Riparia, rendendola interessante anche per gli studenti.

Madonna di Campagna registra uno degli incrementi migliori in città, il 6,8% (1.400 euro al mq). C’è una buona vivibilità, grazie ai tanti servizi, scuole, supermercati. È un quartiere che sta migliorando con la nuova viabilità di corso Grosseto. La fine del lungo cantiere dà respiro all’area con ricadute positive anche sulla vicina Borgo Vittoria, che registra il 5,2% nelle quotazioni e una media di 1.430 euro al metro.

Anche Barriera di Milano vede un aumento percentuale dei prezzi con il +5,4% e una media di 1.080 euro al metro quadro. “In particolare – spiega Lucia Vigna – è la zona nord-est a migliorare le quotazioni, tra piazza Rebaudengo, via Porpora e piazza Respighi, dove si concentrano immobili ristrutturati e stabili riqualificati. La vicinanza alla stazione Rebaudengo e il progetto di rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi, che ospiterà un nuovo polo universitario e il tracciato della Metro 2, danno ulteriore slancio all’area. Più penalizzata, invece, la parte sud di Barriera, verso corso Vercelli e corso Novara, che si fonde con Aurora fino a scendere verso il centro.

Restando nella zona nord, colpisce l’incremento delle quotazioni di Falchera, che registra il +6,4%, toccando finalmente la soglia dei 1.000 euro al metro quadro. “La crescita – spiega Vigna – è trainata dai progetti di riqualificazione e, soprattutto, dall’apertura del polo commerciale To Dream – Urban District, che ha rilanciato l’area. Anche il miglioramento della zona industriale di Settimo Torinese contribuisce all’attrattività del quartiere”.

Villaretto segna un +4,6% (1.150 euro/mq): “È un contesto residenziale con edifici più recenti, spazi verdi e villette a schiera, a differenza di Falchera che invece è caratterizzata da edilizia popolare. La carenza di servizi rimane una criticità, ma la vicinanza ai centri commerciali, tra cui To Dream, ne favorisce la crescita.

Anche Barca e Bertolla beneficiano delle riqualificazioni e del nuovo polo commerciale, registrando un aumento del 3,7% e raggiungendo in media 1.350 euro al metro quadro.

Nell’area ovest di Torino, i quartieri confermano la crescita dei valori già evidenziata nel 2023. Parella-Aeronautica registra il +5,5% con una quotazione media di 1.825 euro al mq, grazie alla vicinanza della metropolitana, agli interventi di riqualificazione edilizia e a nuove costruzioni.

Pozzo Strada segna un +2,9% (2.100 €/mq). È un quartiere residenziale, ben servito, protagonista di diversi progetti di efficienza energetica, come il complesso Teodosia. Sale anche Lucento con il +4% che porta il prezzo medio a 1.300 euro al mq, seguito dalle Vallette con il +3,5% e 1.200 euro al mq

Nelle zone semicentrali, San Donato registra il +4,3% (1.700 €/mq), con rialzi più marcati nelle vie tra corso Francia, via Cibrario e piazza Statuto, meno significativi invece i valori verso corso Regina e corso Umbria, fino a Parco Dora. Cit Turin resta sempre in quota con il 3% in più nei prezzi e una media di 2.680 euro al metro quadroBene anche Cenisia con il 2,6% (2.345 €/mq) grazie alla presenza di servizi e alla vicinanza dell’Energy Center del Politecnico e alle OGR.

San Salvario cresce del 3,5% attestandosi su 2.050 euro in media al mq. Vanchiglia segna un +3%, con 2.680 euro al metro: il quartiere offre un mix di eleganti palazzi storici ristrutturati che elevano il valore degli immobili, e stabili con appartamenti in buono stato più accessibili, rendendo la zona attrattiva sia per giovani e studenti, sia per investitori. Vanchiglietta segue la tendenza positiva con un +2,3% e un prezzo medio di 2.250 euro al metro.

Tra le aree più esclusive, Borgo Po – Gran Madre – Crimea registra un +2,4%, con valori tra i più alti della città (2.950 €/mq). Spostandosi verso San Mauro, le quotazioni scendono a 1.860 euro al mq con un +3,3%.

Bene anche la collina torinese: Cavoretto vede valori in risalita del +2,7% (2.310 €/mq), mentre l’intera area collinare cresce in media del 4,3% (2.525 €/mq).

Il centro di Torino registra un lieve aumento dell’1,5%. L’area di piazza San Carlo segna il rialzo maggiore, +2%, con i prezzi più alti della città e una media di 4.560 euro al metro quadro. Piazza Vittorio cresce dell’1,2% (3.620 euro/mq), mentre Piazza Statuto registra un +1,5% (3.000 euro/mq), beneficiando della vicinanza alla stazione di Porta Susa e alla metropolitana, che hanno incentivato ristrutturazioni e investimenti.

LA PROVINCIA

Il resto della provincia vede compravendite stabili, allineate ai volumi del 2023 con il +0,7%. I prezzi invece sono in leggero aumento, in media del 2,3%. Gli aumenti sono più marcati nelle zone di montagna con il +3,5% e nella cintura torinese con il +3%, mentre nelle aree più distanti dal capoluogo, come il Pinerolese e l’Eporediese, si limitano allo 0,5%.

“Il mercato si divide tra immobili nuovi o riqualificati, meglio se indipendenti con giardino, che trainano le quotazioni, e appartamenti obsoleti in condominio, che invece si svalutano”, commenta il vicepresidente Fiaip Torino, Andrea Franchetto.

Cresce la domanda di case indipendenti nella prima cintura, soprattutto se ben collegata a Torino anche con la rete ferroviaria (Moncalieri, Grugliasco, Collegno, Beinasco, Trofarello, Carmagnola), soluzioni che vedono le quotazioni aumentare anche fino l’8 e il 10%.

“Il mercato delle case da ristrutturare era stato rilanciato dai bonus fiscali – aggiunge Franchetto -. Oggi, però, con la riduzione delle agevolazioni e i costi di ristrutturazione ancora elevati, le abitazioni che necessitano di interventi significativi faticano a trovare acquirenti”.

“Inoltre, emerge il desiderio dei giovani, coppie e famiglie, di trasferirsi fuori città per uno stile di vita più sostenibile, allontanandosi dalla città, anche per ragioni di sicurezza, accettando minori comodità in cambio di un ambiente migliore e un maggiore controllo sui costi di gestione, evitando così le spese condominiali”, conclude il vicepresidente di Fiaip TorinoUna tendenza che trova riscontro anche nella crescita della collina di Torino, che vede prezzi salire del 4,3%.

BOX E POSTI AUTO

Il mercato dei posti auto e dei box segue l’andamento del settore residenziale e nel 2024 vede prezzi in crescita del 2,5% e volumi stabili rispetto all’anno precedente (0%). A Torino sono stati venduti quasi 6mila box e posti auto, mentre nel resto della provincia si riscontra un lieve calo del 2,7%. Complessivamente, le compravendite in tutta la provincia ammontano a 19.594, in flessione dell’1,9%.

“La domanda di box spesso accompagna quella dell’abitazione ed è in aumento, spinta dalla difficoltà di parcheggio e dalla crescente esigenza di sicurezza – spiega Luca Portinaro, delegato Fiaip all’Omi -. Tuttavia, molte soluzioni risultano inadeguate: box troppo piccoli per le auto moderne e silos progettati decenni fa spesso spingono gli acquirenti a preferire posti auto scoperti”.
“L’interesse per box e posti auto è in crescita soprattutto nei quartieri semicentrali e periferici 
– prosegue Portinaro –. Zone come San Salvario e Vanchiglia, caratterizzate dalla movida, così come così come Barriera di Milano e Aurora, ad alta densità abitativa, registrano una forte domanda di soluzioni protette per le auto”.

COMMERCIALE – NEGOZI E UFFICI

Il mercato dei negozi e dei laboratori registra nel 2024 un balzo nelle compravendite del 21,7% rispetto al 2023, mantenendo sostanzialmente prezzi stabili con il +0,5%. Dall’analisi svolta da Fiaip Torino sui dati provvisori dell’Agenzia delle Entrate, a Torino sono stati venduti 1.285 negozi e laboratori, mentre nel resto della provincia 699 (3,2%), complessivamente nel territorio provinciale si sono concluse 1.984 vendite, il +14,5%.

“Nel mercato immobiliare emergono due tendenze opposte: i negozi situati lungo le vie principali e di passaggio vedono un aumento dei prezzi grazie alla loro visibilità, mentre quelli nelle strade interne, meno richiesti, subiscono svalutazioni fino al 30-40%. Quando sfitti, il peso di tasse e spese rende difficile mantenerli, portando in alcuni casi (circa il 15%), se sussistono le condizioni, alla conversione in abitazioni”, spiega Luca Portinaro, delegato Fiaip all’Omi.

“I negozi rappresentano una risorsa fondamentale per la città – sottolinea Portinaro –: oltre a sostenere l’economia locale e la vita di quartiere, contrastano il degrado urbano grazie alla presenza attiva dei commercianti. È quindi essenziale incentivare misure come l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali e una revisione dell’IMU, adeguandola alle reali variazioni di valore degli immobili”.

Il mercato degli uffici registra volumi poco significativi: Torino conta 254 vendite di uffici nel 2024, in linea con l’anno precedente (0,4%), il resto della provincia vede 168 transazioni (+3%) complessivamente in tutta la provincia sono stati venduti 422 uffici (1,4%). I prezzi registrano un lieve aumento, il +1%.

PRODUTTIVO – CAPANNONI

Il mercato dei capannoni nel 2024 mostra un andamento altalenante. Secondo l’elaborazione Fiaip sui dati provvisori dell’Agenzia delle Entrate, il primo trimestre segna il +6,2% nelle compravendite rispetto allo stesso periodo del 2023, seguito da un calo nei due trimestri centrali (da aprile a settembre), entrambi con il -17%. L’ultimo trimestre invece, vanta una forte ripresa con il +27%, portando il totale annuo a 844 transazioni, in linea con il 2023 (+0,7%).

Tuttavia, rispetto al 2019, il mercato segna una crescita importante del +44,3% di transazioni.

“I prezzi sono aumentati nell’ultimo biennio tra il 2% e il 4%, con valori compresi tra 200 e 800 euro al metro quadro”, spiega Lucia Vigna, delegata Fiaip Torino all’Osservatorio“Le quotazioni dipendono da diversi fattori, tra cui la vicinanza alla tangenziale, la presenza di un’area di carico per mezzi pesanti, spazi ufficio e lo stato dell’immobile. Sono premiati i capannoni più moderni e tecnologici e quelli che hanno le altezze utili per le esigenze della logistica”.

Alessi (Fdi): “Un altro morto sulle rive della Dora”

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“Inaccettabile che la Città continui a ignorare le criticità che da anni denunciamo. Pusher e persone che consumano droghe ogni giorno sulle sponde della Dora dal ponte Mosca al ponte Bologna. Negli anni passati già diverse morti di overdose, nell’indifferenza della Città.”. Così Patrizia Alessi capogruppo Fdi in Circoscrizione 7.

Operazione dei carabinieri nella cintura torinese, 12 kg di droga sequestrati (anche nelle lattine delle bevande)

Tra i vari nascondigli, spunta il doppio fondo nelle lattine di bibite energetiche
Hanno tutti tra i 20 e i 30 anni le dieci persone arrestate e le cinque denunciate a piede libero dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Rivoli, in poco meno di un mese, per reati inerenti alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. La droga maggiormente sequestrata è risultata essere la marijuana, circa 10 kili, seguita poi dall’hashish (circa 1 kilo), dal crack (circa quattordici dosi) e dalla ketamina (una dose). Il denaro sequestrato, ritenuto presunto provento dell’attività di spaccio ammonta invece a circa 3.000 euro.
Il recupero più corposo, con circa 10kg di marijuana, è avvenuto lo scorso 18 marzo a Grugliasco, dove i Carabinieri della Stazione hanno trovato a casa e nella cantina di un giovane del posto la grossa quantità di sostanza stupefacente suddivisa in numerose buste di cellophane trasparente. Per l’ingente quantità l’uomo è stato dunque arrestato e portato in carcere.
Ma l’attività dei Carabinieri è frutto non solo di servizi appositamente predisposti per il contrasto all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti ma anche del regolare controllo alla circolazione stradale, come l’arresto avvenuto nei confronti di un ventenne, incensurato, lo scorso 16 marzo, “pizzicato” nelle strade di Alpignano alla guida della sua auto e trovato in evidente stato di alterazione psicofisica, probabilmente a causa dell’eccessivo consumo di alcol. Il rifiuto a sottoporsi agli accertamenti ha fatto scattare dei controlli più approfonditi, estesi anche al proprio domicilio a seguito del rinvenimento, sul posto, di alcune dosi di hashish. A casa il giovane deteneva, oltre a materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, anche un bastone telescopico di metallo di 19 centimetri, anch’esso sequestrato e per questo denunciato per “porto abusivo di armi”.
Tra i diversi arresti e denunce, risulta poi curioso il nascondiglio usato da un trentenne, fruttivendolo di professione, che nel frigo di casa, dentro doppi fondi artificiosamente ricavati da lattine di bibite gasate, ha celato oltre 200 grammi di hashish. Il giovane è stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Perché pedonalizzare piazza Maria Ausiliatrice?

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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Non ho nulla in linea di principio contro le pedonalizzazioni così come non ho nulla, sempre in linea di principio, contro l’uso dell’auto.
Il lavoro fatto in piazza Maria Ausiliatrice liberata dall’asfalto e arricchita dal porfido (tipico dei cortili salesiani) è una pregevole riqualificazione urbana  di una zona di Torino quasi morta per ragioni che sarebbe  troppo lungo spiegare.
Il centro di tutto resta però la basilica di Maria Ausiliatrice e ciò che resta di quella che fu la casa madre dei Salesiani, trasferita a Roma da molti decenni. Oggi lo stesso Ordine salesiano si è da tempo internazionalizzato nelle figure dei successori di Don Bosco.  I tempi di don Rua, don Rinaldi, don Ziggiotti sono preistoria. Ci sono istituti salesiani  storici come quello di Alassio in cui non ci sono più salesiani e le scuole sono gestite da laici. Anche i Salesiani hanno subito la crisi delle vocazioni e ciò porta a un baricentro dell’Ordine sempre più extra europeo, anzi  terzomondista.
Mi sono soffermato su queste osservazioni per domandarmi il senso di un’area pedonale in zona periferica della città non abitata perché tutti gli edifici della piazza sono o sono stati  dei Salesiani e, da quanto mi risulta, non utilizzati come abitazioni. Persino le edizioni salesiane della Sei non ci sono più. Non ci sono più neppure i negozi di oggettistica religiosa e di libri del passato. La piazza è quasi un deserto. Chi andrà a sedersi sulle nuove panchine? Chi utilizzerà la piazza per il passeggio? Chi transiterà per quella piazza diretto alla Basilica si troverà oggi impedito di andarci in auto che non saprà dove parcheggiare. C’è anche sulla destra della piazza una chiesa minore dove si svolgono i funerali ( “Maria Ausilistrice” è anche parrocchia). Con la zona pedonale ai funerali in chiesa  bisognerà accedere a piedi, anche gli anziani dovranno soggiacere alle nuove regole.
Ma soprattutto un’isola pedonale ha un senso se ci sono elementi attrattivi che portino a viverla. Li’ faccio difficoltà a vederli. L’isola non favorirà l’accesso alla basilica voluta da don Bosco e non farà rivivere di nuova vita Valdocco. C’è da sperare che a nessuno venga in mente di aprire nella piazza dei locali che magari possano favorire la movida.  Sarebbe davvero il massimo vedere snaturato un angolo di Torino decaduto perché la religiosità si è con il tempo smarrita. Mi piacerebbe sapere il pensiero del Sindaco di Torino che è un ex allievo salesiano credo abbastanza legato a quel mondo dì don Bosco che non fu solo un santo “sociale” , come oggi si vorrebbe far intendere.
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P. S. Riqualificare piazza Maria Ausiliatrice può  anche avere un senso di per sé  che a me sfugge, ma se  guardiamo le buche in tutte le vie e i  marciapiedi della città, forse c’è da domandarsi se la vera priorità non sia quella di rattoppare le vie e i corsi di Torino per tutelare la sicurezza dei cittadini.

Foto Mihai Bursuc

Askatasuna, misure cautelari per i ferimenti di poliziotti e carabinieri

Questa mattina la Digos di Torino sta eseguendo 8 misure cautelari per “resistenza aggravata a pubblico ufficiale” nei confronti di militanti  del centro sociale Askatasuna. I provvedimenti si riferiscono a  episodi di violenza avvenuti nei mesi scorsi durante manifestazioni, come l’assalto a un commissariato, in cui sono rimasti feriti quattro agenti del reparto mobile e un carabiniere. Le misure riguardano arresti domiciliari e obblighi di firma.

Aggressione con il machete, chiesti 14 anni per il “Conte”

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Il caso aveva destato grande clamore a Torino: la procura ha richiesto ieri una condanna a 14 anni di reclusione per il conte Pietro Costanzia di Costigliole, esponente di un’antica famiglia nobile piemontese. È accusato di tentato omicidio con un machete nel capoluogo piemontese ai danni di un “rivale in amore” che lo aveva fatto ingelosire. E così il  18 novembre del 2023 con un machete  tranciò una gamba in via Panizza al giovane Oreste BorelliI pubblici ministeri lo descrivono come «un personaggio di alta caratura delinquenziale». Invece suo fratello Rocco, è ritenuto dall’accusa pienamente coinvolto sue scelte: per lui sono stati  chiesti 9 anni di carcere.

Medico minacciato con una pistola puntata alla testa: “Devi salvare mia madre”

A  Torino,  un uomo ha minacciato un medico del 118 con una pistola puntata alla testa.

Il dottore stava cercando  di rianimare la madre anziana dell’aggressore che aveva problemi cardiologici.

L’episodio è accaduto in un appartamento nel complesso di  case popolari di corso Grosseto.

Qui i sanitari del 118 erano intervenuti dopo una richiesta di soccorso. Il fatto è stato denunciato dal sindacato infermieri Nursind.

Crisi aziendali in Piemonte, la situazione in Consiglio regionale

Nel corso del question time è stata data risposta, tra le altre, a tre interrogazioni concernenti altrettante crisi aziendali, quella della Magna a Rivoli presentata da Valentina Cera (Avs), della Antares Logistica di Rivalta posta da Alberto Unia (M5s) in provincia di Torino e la Sacal di Carisio di Simona Paonessa (Pd) nel Vercellese. L’assessore Gian Luca Vignale ha letto in Aula le risposte della vicepresidente della Giunta regionale, Elena Chiorino.

A Rivoli si tratta di 51 tra ingegneri e tecnici del centro di progettazione su 90 lavoratori complessivi. Secondo l’interrogante è il solito copione dove la multinazionale canadese che aveva acquisito l’azienda piemontese, dopo averne rilevato il prezioso know-how ne delocalizza l’attività all’estero. Per questo motivo si interroga la Regione su quali misure di tutela dei lavoratori intenda adottare. È stato risposto che la situazione è monitorata e che attualmente è in corso una Cigs per contratto di solidarietà. Inoltre, non risulta avviata alcuna procedura di licenziamento collettivo nello stabilimento di Rivoli e nessuna richiesta d’incontro da parte dei sindacati.

A Rivalta solamente 7 lavoratori, su 49 licenziati dalla Antares che aveva perso l’appalto con la Fogliasti Sas, hanno ricevuto proposte di riassunzione (con condizioni peggiorative) dall’azienda subentrante GB Service. Quest’ultima, che aveva escluso la riassunzione dei lavoratori precedenti, ha annunciato lo spostamento dell’attività presso il magazzino di Saluzzo. Il cambio d’appalto, per l’interrogante, si configura come un meccanismo per eludere diritti e tutele dei lavoratori. Rispondendo su come intenda intervenire, la nota della Giunta specifica che pur non essendoci alcuna procedura aperta trattandosi di un fine appalto, l’Esecutivo ha incontrato due volte le parti con il fine di offrire un tavolo di confronto. Il tavolo non ha prodotto risultati e i lavoratori non assorbiti in GB Service sono entrati in Naspi e potranno essere riorientati verso nuove opportunità lavorative con corsi di formazione.

La Sacal – Società Alluminio di Carisio, causa la crisi dell’automotive si è vista costretta ad uno stop nell’estate del 2024  e quindi il 3 marzo 2025 ha comunicato alle organizzazioni sindacali la procedura di licenziamento di tutte le maestranze, 120 lavoratori. Successivamente l’azienda ha rifiutato le proposte delle organizzazioni sindacali per evitare i licenziamenti. Per questo – sottolinea Paonessa – si rende necessario l’intervento della Regione per predisporre un tavolo di trattativa, oltre al monitoraggio della situazione. La procedura – è stato risposto – è ancora in fase sindacale e, qualora le parti non trovassero un’intesa, la trattativa proseguirà presso la Regione per la successiva fase amministrativa (30 giorni dalla comunicazione del mancato accordo). La situazione viene comunque costantemente monitorata dall’assessorato al Lavoro per favorire l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.

L’assessore Vignale ha aggiunto che attualmente ci sono anche 57 grandi imprese arrivate in Piemonte e che hanno aperto attività, mentre ci sono e saranno sempre singole aziende che avranno delle problematiche lavorative. Dobbiamo compensare con politiche industriali e con provvedimenti di attrazione. Possiamo salvare e rafforzare il nostro patrimonio manifatturiero con un saldo positivo.

 

La Giunta regionale ha anche risposto in Aula alle interrogazioni: 312 “Fondazione Circolo dei Lettori: perché non vengono rispettati i requisiti dell’Avviso pubblico per la nomina del Direttore o della Direttrice della Fondazione?” presentata da Alice Ravinale (Avs); 313 “Ritardo nella pubblicazione del bando regionale sui cantieri di lavoro” di Daniele Valle (Pd); 315 “Ritardi nella pubblicazione delle zone carenti di pediatria e conseguenze sull’assistenza ai minori” di Vittoria Nallo (Sue); 316 “Il Piano Regionale di Qualità dell’Aria e le sue ricadute sull’attività zootecnica, a che punto siamo?” di Claudio Sacchetto (Fdi). Risposta scritta è stata fornita invece alle interrogazioni: 317 “Interventi urgenti per mitigare i disagi derivanti dalla chiusura del ponte ferroviario e stradale di Bressana – Richiesta di fermate straordinarie dei treni deviati a Novi Ligure e Alessandria” di Pasquale Coluccio (M5s); 318 “Collegamento viario extraurbano tra SP 140 e 141: tenere fuori il traffico pesante della direttrice Candiolo-Castagnole dal centro abitato di None” di Roberto Ravello (Fdi); 319 “Percorso di tutela, quale percorso per le prestazioni non erogate direttamente dall’ASL di residenza” di Domenico Rossi (Pd) ; 322 “Crisi del settore automotive e licenziamenti presso il centro progettazione Magna di Rivoli (TO)” di Sarah Disabato (M5s).

Ufficio Stampa CRP

Riorganizzazione, la Regione Piemonte si ristruttura

Dopo la nomina dei Direttori continua la riorganizzazione della macchina regionale. La Giunta, su proposta dell’Assessore al Personale e all’Organizzazione Gian Luca Vignale, ha approvato nella seduta di questa mattina la nuova riorganizzazione dell’Ente, che modifica in profondità le proprie strutture dirigenziali.

L’opera ha riguardato, in particolare, 19 strutture soppresse, 23 di nuova costituzione ed oltre sessanta settori dirigenziali dell’Ente parzialmente o completamente modificati per avere una macchina regionale in grado di dare risposte più puntuali alle esigenze dei cittadini piemontesi.

 

Nascono nuovi settori, come quelli della Semplificazione e dell’Autonomia differenziata, nella Direzione Sanità esordiscono i settori dedicati ai nuovi IRCSS, ai progetti speciali e a quello dedicato alla salute mentale. In tema di Ambiente viene istituito il settore dedicato ai Grandi rischi ambientali, mentre in Agricoltura è potenziato il settore dedicato alla valorizzazione agroalimentare e ai distretti del cibo.

Legato allo Sviluppo Economico nasce il settore delle imprese cooperative, così come un settore dedicato esclusivamente alla logistica.

Come all’interno di un’azienda, anche la Regione Piemonte aveva necessità di rivedere parte della propria organizzazione per essere più efficiente e mettere il proprio capitale umano nella condizione di lavorare al meglio.

 

“La delibera di Giunta approvata questa mattina segna un importante passaggio nella riorganizzazione della struttura regionale spiega l’assessore Vignale ci permetterà di rendere più efficace la risposta della Regione su temi importanti che necessitano una specifica attenzione e personale dedicato. Un passo verso la semplificazione dei processi amministrativi regionali, anche per quanto riguarda la gestione stessa del Palazzo della Regione. Una riorganizzazione utile per imprese, enti locali e tutti i soggetti che si interfacciano quotidianamente con la Regione”.

Forse un infarto ha colpito l’autista del bus finito nel Po

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Un malore, forse un infarto o un aneurisma, potrebbe essere la causa della tragedia del bus precipitato nel Po e della morte di Nicola Di Carlo, l’autista del pullman giunto a Torino per accompagnare in gita un gruppo di studenti di Milano.

I primi risultati dell’autopsia sembrano dare corpo all’ipotesi che l’uomo non fosse in buone condizioni di salute prima dell’incidente. Ciò potrebbe aver compromesso la sua capacità di controllo del bus. Tuttavia, per una conferma definitiva sarà necessario attendere altri  accertamenti e l’analisi dei campioni di laboratorio, che dovrebbero fare luce sulla natura del malore.