Il blackout di questa mattina a Torino ha rischiato di portare a interruzioni nell’erogazione di acqua potabile. Smat – Società Metropolitana Acque Torino rassicura sul fatto che il rischio e’ stato scongiurato. Alle 10.35 si è verificato il problema alla rete elettrica che ha coinvolto l’impianto di potabilizzazione del Po in corso Unità d’Italia. Le linee di alimentazione che forniscono l’impianto si sono disattivate e Smat – comunica l’azienda in una nota – ha adottato il Piano di emergenza con l’inserimento di due gruppi elettrogeni, aumentando le portate dai campi pozzi esterni e concordando con i tecnici Ireti la riattivazione delle linee elettriche. Alle 13 Smat ha messo in funzione i gruppi elettrogeni che hanno garantito l’erogazione di ulteriori 400 litri al secondo. Grazie alle procedure adottate non vi è stata alcuna interruzione nell’erogazione dell’acqua.
La Giunta regionale ha approvato il Piano di gestione forestale delle proprietà della Città di Torino, che riguarda i Comuni di Torino, Baldissero Torinese, Pino Torinese, Moncalieri (ambito della collina di Torino) e Val della Torre quale strumento indispensabile per garantire una gestione sostenibile del patrimonio boschivo pubblico, nel rispetto degli equilibri ambientali e della biodiversità.
Il Piano comprende complessivamente 429 ettari, di cui 340 boscati e 232 interessati da gestione attiva, e definisce gli interventi necessari per assicurare la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio forestale di elevato valore naturalistico. Di questi, 121 ettari ricadono nell’ambito della collina di Torino, interessando il Parco naturale della collina di Superga, mentre 105,5 ettari sono compresi nella Zona speciale di conservazione collina di Superga. Altri 86,97 ettari ricadono interamente nella Zona speciale di conservazione Monte Musinè e Laghi di Caselette, confermando il particolare pregio ambientale delle superfici oggetto di pianificazione.
Per entrambe le Zone speciali di conservazione il Piano ha ottenuto il parere favorevole di incidenza ambientale da parte degli enti competenti, attestando la piena compatibilità degli interventi previsti con gli obiettivi di tutela degli habitat e delle specie protette.
Particolare attenzione è riservata anche alla conservazione del patrimonio genetico forestale. Il Piano comprende infatti tre boschi da seme riconosciuti dalla Regione Piemonte come materiali di base iscritti al Registro nazionale, ossia popolamenti forestali selezionati che conservano il patrimonio genetico più idoneo al territorio e dai quali vengono raccolti i semi destinati alla rigenerazione dei boschi: Collina di Superga – Basilica, Collina di Superga – Canarotto e Collina di Superga – Torre Pino. Per questi popolamenti sono previste specifiche prescrizioni gestionali finalizzate alla tutela delle piante portaseme.
L’approvazione del Piano si inserisce nella strategia regionale di valorizzazione del patrimonio forestale piemontese, orientata a coniugare tutela dell’ambiente, sicurezza del territorio e sviluppo sostenibile delle risorse naturali, ed è frutto di una stretta sinergia tra Regione Piemonte e Città di Torino.
L’assessore al Verde pubblico della Città di Torino Francesco Tresso afferma che«il Piano del Comune di Torino mette la città nelle condizioni di gestire il proprio patrimonio forestale in modo sostenibile, innovativo ed efficace, rispondendo alle esigenze dei cittadini e individuando le potenzialità della risorsa bosco nell’affrontare le criticità ambientali dei prossimi anni. Le aree boschive collinari torinesi (oltre 265 ha, con circa 177.000 alberi) svolgono una funzione fondamentale di regolazione idrica, sequestro e stoccaggio di carbonio, conservazione del suolo e della biodiversità, oltre ad essere una risorsa ricreativa unica per i cittadini: a differenza di un classico proprietario forestale, la Città di Torino non ha esigenze produttive, mentre l’obiettivo generale della pianificazione è migliorare la biodiversità ed erogare servizi ecosistemici, stimati in 20 milioni di euro all’anno. Uno strumento prezioso quindi, anche per innescare un circolo virtuoso di rispetto e tutela dei boschi collinari, aumentando la consapevolezza dei cittadini sul valore di questo patrimonio verde»
I temi della pianificazione forestale e della gestione sostenibile saranno al centro dell’incontro Pianificazione e progetti forestali nell’area MAB Collina Po, in programma martedì 15 luglio dalle ore 9.30 nel Grattacielo della Regione Piemonte. L’evento riunirà amministratori, tecnici ed enti della Riserva della Biosfera MAB Unesco Collina Po per approfondire il ruolo della pianificazione forestale come strumento di tutela della biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici e valorizzazione del patrimonio naturale del territorio.
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La Regione Piemonte approva l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria e avvia nuove misure anti smog, con interventi innovativi che consentono di raggiungere l’equilibrio emissivo. È quindi la prima Regione tra quelle del Bacino Padano, che comprende anche Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, a cancellare il blocco strutturale delle auto Diesel Euro 5, nei mesi da ottobre ad aprile, nell’area metropolitana di Torino e a Novara.
Il decreto, approvato dal governo nel luglio 2025 per le Regioni del Bacino Padano, prevedeva infatti l’entrata in vigore da ottobre 2026 del blocco per i veicoli Diesel Euro 5 nei centri urbani con più di 100 mila abitanti, quindi in Piemonte avrebbe coinvolto l’area metropolitana di Torino e Novara. Il blocco sarebbe scattato in assenza di misure compensative che la Regione Piemonte ha invece individuato grazie al lavoro della Struttura speciale avviata lo scorso anno e composta dalle direzioni regionali interessate, Arpa, Ires, Province e Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino e del Piemonte Orientale, enti di formazione e ricerca universitaria.
La Struttura speciale in questi mesi ha analizzato e individuato una serie di interventi finalizzati all’abbattimento degli inquinanti con un’azione coordinata che si sviluppa su più fronti: la mobilità, con incentivi per l’utilizzo di biocarburanti sui mezzi per il trasporto pubblico e per le auto private; sistemi di regolazione del traffico basati sull’intelligenza artificiale, interventi di rigenerazione urbana e potenziamento della mobilità pulita; l’agricoltura con la diffusione di colture che riducono la diffusione di gas e ammoniaca nell’aria, e l’energia, con incentivi per la manutenzione degli impianti di riscaldamento vetusti, l’installazione di quelli nuovi e meno inquinanti e con interventi di efficentamento energetico degli immobili e riduzione dei consumi.
L’ossatura del provvedimento si fonda sul confronto tra lo scenario sul confronto emissivo con l’attivazione del blocco dei veicoli Diesel Euro 5 e quello con le misure compensative attraverso l’impiego di modelli avanzati di qualità dell’aria in grado di riprodurre le complesse dinamiche atmosferiche che regolano il trasporto, la dispersione e l’accumulo degli inquinanti in atmosfera. Gli scenari evolutivi delle emissioni si fondano sulle elaborazioni del modello Gains (Greenhouse Gas and Air Pollution Interactions and Synergies) sviluppato dall’Iiasa, International Institute for Applied Systems Analysis. Dall’analisi emerge che, su scala regionale, i risultati sono comparabili in termini di emissioni e concentrazioni di No2 (biossido di azoto), di Pm10 e di Pm2.5, ovvero i tre inquinanti oggetto dei limiti fissati dalla normativa europea.
«Lo scorso anno abbiamo avviato il lavoro della Struttura speciale con l’obiettivo di scongiurare il blocco dei veicoli Diesel Euro 5, ovvero circa 307 mila in tutto il Piemonte. E’ stato fatto un grande lavoro tecnico e scientifico e oggi approviamo l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Marnati – per rafforzare e anticipare alcune delle misure già previste e introdurre azioni innovative e scientificamente validate, in grado di garantire una riduzione delle emissioni equivalenti a quella che sarebbe derivata dal blocco strutturale degli Euro 5. Siamo la prima Regione tra quelle del Bacino Padano che centra questo obiettivo e riesce a coniugare il rispetto dei parametri emissivi stabiliti dall’Europa con azioni sostenibili e senza penalizzare famiglie e imprese. La nostra strategia, scientifica e validata, punta su innovazione, tecnologia, incentivi e ricerca: dall’utilizzo dei carburanti rinnovabili alle nuove sperimentazioni per l’abbattimento degli inquinanti, fino agli interventi sul riscaldamento domestico e alla mobilità sostenibile. È un approccio concreto che mette insieme tutela della salute, sostenibilità ambientale e sviluppo del territorio».
«I dati ci dicono che il Piemonte sta andando nella direzione giusta – aggiunge l’assessore Marnati – Per la prima volta abbiamo raggiunto il rispetto del valore limite annuale del biossido di azoto su tutto il territorio regionale e continuiamo a registrare un progressivo miglioramento degli indicatori della qualità dell’aria. Questi risultati sono il frutto di un lavoro costante portato avanti insieme ad Arpa Piemonte, agli enti locali, alle imprese e ai cittadini».
«Prosegue il progressivo e continuo miglioramento della qualità dell’aria in Piemonte: le concentrazioni degli inquinanti sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura in particolare per i valori di biossido d’azoto nelle stazioni di traffico urbano e per il particolato PM10 che PM2.5 – dichiara il direttore di Arpa, Secondo Barbero – Permane, circostritto ad alcune stazioni urbane, la criticità per il mancato rispetto dei limiti in relazione all’indicatore sul
breve periodo del particolato PM10 anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti».
LE NUOVE MISURE PREVISTE DAL PIANO
La Regione incentiva, con una misura da 14 milioni di euro, l’uso dei biocarburanti HVO sui mezzi del trasporto pubblico e per le auto private Diesel Euro 5 e 6 (oltre 300 mila veicoli potenziali, di cui 270 mila auto private) prevedendo un incentivo annuo tra i 50 e i 100 euro sul prezzo del carburante grazie all’uso di carte bio-carburante. Grazie a un accordo con le compagnie petrolifere la quota di biocarburante disponibile sulla rete di distribuzione crescerà nei prossimi anni fino al 150 per cento, passando da subito dagli attuali 80-90 a circa 130-140 milioni di tonnellate/anno. L’avvio della misura è previsto nell’inverno 2026.
Il Piemonte è la prima Regione italiana a introdurre un incentivo per l’utilizzo dei biocarburanti HVO, sia per i mezzi del trasporto pubblico locale sia per le auto private diesel. Una misura, da 14 milioni di euro, che si integra con quelle strutturali e punta a tagliare da subito le emissioni di CO2, NOx e polveri sottili, senza attendere i tempi lunghi del rinnovo dei parchi veicolari: l’Hov già alla pompa può essere utilizzato nei motori diesel in circolazione. Una scelta che permette di coniugare la tutela dell’ambiente e lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la sostenibilità economica per le famiglie.
Altri 44 milioni sono destinati a diversi bandi che hanno il comune obiettivo di rendere le città più pulite e più sostenibili. Si tratta in particolare di 14 milioni assegnati alla Regione dal Ministero dell’Ambiente e di 30 milioni di fondi Fesr, che in linea con un utilizzo innovativo e trasversale delle risorse europee avviato da questa amministrazione regionale, vengono destinati a misure a favore per la qualità dell’aria.
In particolare sono previste misure di promozione del car sharing, incentivi per l’uso della bicicletta o dei mezzi pubblici nei tragitti casa-lavoro e per la realizzazione di velostazioni, sicure e protette dagli agenti atmosferici.
Nello stesso ambito sono all’avvio attività sperimentali, approfondite con Università di Torino e UPO, come la pulizia dell’aria, con cubi filtranti modulari, alimentati da fonti rinnovabili, in grado di abbattere polveri e ossidi di azoto in aree ad alta concentrazione di traffico o nei luoghi sensibili, come ad esempio scuole e ospedali. Si tratta di tecniche già adottate in alcune città europee: a Stoccarda e Monaco, grazie a finanziamento del Ministero per l’Ambiente della Baviera; a Rotterdam in Olanda, a Seoul in Corea del Sud, in Brasile, Cina ed India.
In campo anche sistemi di nebulizzazione d’acqua che catturano particolato e favoriscono l’assorbimento di gas inquinanti, come avviene in numerose città asiatiche particolarmente inquinate come Pechino, Dehli, Seul e Tokio. E’ poi prevista la sperimentazione di materiali innovativi, come le vernici e i rivestimenti fotocatalitici per strutture stradali, come ad esempio gli elementi di arredo urbano, le barriere antirumore, i new jersey che diventano così in grado di catturare gli inquinanti nell’aria e polverizzarli portandoli al suolo, da cui possono poi essere lavati.
Grazie al Bando Città rigenerative sono potenziati gli interventi di pedonalizzazione delle aree urbane, l’avvio di nuove Zone 30 e gli interventi di forestazione urbana.
A questo si aggiungono le risorse, 11,5 milioni di euro, per l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di infomobilità, per la gestione del traffico in tempo reale e la modulazione dinamica dei limiti di velocità per migliorare la fluidità dei flussi, riducendo emissioni e incidenti. Le sperimentazioni partiranno nell’area urbana di Torino in autunno.
Per quanto riguarda l’agricoltura, l’aggiornamento del piano prevede sostegni, finanziati con 10 milioni di euro, per la diffusione di colture di copertura autunno‑vernine in grado di aumentare la capacità del suolo e della vegetazione di assorbire l’ammoniaca e gli inquinanti nell’aria.
Con altri 14,4 milioni, vengono potenziate le misure per la riduzione delle emissioni dei sistemi di riscaldamento con incentivi per la manutenzione degli impianti più vecchi e inquinanti e per l’acquisto e installazione di nuovi sistemi a biomassa.
PRINCIPALI INTERVENTI FATTI O IN CORSO
Concorrono agli obiettivi del piano numerosi inteventi già in corso. Tra quelli principali si evidenziano i Bandi FESR destinati alla riqualificazione energetica, per 207 milioni di euro, il sostegno ad interventi per la riduzione delle emissioni ammoniacali in atmosfera, ulteriori 13 milioni di euro ), incentivi per l’acquisto di mezzi commerciali green per 10,36 milioni di euro, Piemove, la tessera che consente agli studenti universitari Under 26 di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblic, finanziata con 37,3 milioni di euro, il bando ambiti urbani 2022-2025 con 8,3 milioni di euro e infine gli incentivi per la sostituzione dei generatori di calore a biomassa legnosa con 9,5 milioni di euro.
Dopo i blackout che nelle ultime settimane hanno interessato diversi quartieri di Torino, il Consiglio di amministrazione di Iren ha deciso di imprimere un’accelerazione al piano di potenziamento della rete elettrica cittadina. La decisione è stata assunta nella riunione di oggi, durante la quale sono stati analizzati gli effetti delle eccezionali ondate di calore che hanno messo sotto pressione il sistema di distribuzione.
Le temperature elevate, protrattesi per diversi giorni, hanno infatti provocato un’impennata dei consumi di energia elettrica, cresciuti di circa il 30%, sottoponendo a un forte stress soprattutto le linee interrate della rete.
Il CdA ha espresso apprezzamento per il piano straordinario di gestione dell’emergenza predisposto dal management del Gruppo, chiedendo al tempo stesso di rafforzare ulteriormente le attività di monitoraggio e controllo per rendere ancora più efficace la risposta ai guasti.
Anche alla luce dell’ordinanza emanata dal sindaco di Torino, Iren ha deciso di accelerare il potenziamento degli organici nell’area torinese. Il piano prevede un incremento del 50% del personale operativo disponibile 24 ore su 24, sia dipendente sia esterno.
Parallelamente, il Consiglio di amministrazione ha confermato la volontà di anticipare il programma di investimenti infrastrutturali destinati alla rete elettrica del capoluogo piemontese. Entro il 2030 sono previsti investimenti per 515 milioni di euro, destinati al rafforzamento delle linee di media tensione e delle cabine primarie, all’aumento della resilienza della rete rispetto agli eventi climatici estremi e allo sviluppo di sistemi sempre più evoluti per il monitoraggio e la gestione dei guasti.
Nel corso della riunione il management ha illustrato anche le misure già adottate per fronteggiare l’emergenza. Tra queste figurano il rafforzamento delle squadre tecniche sul territorio con task force dedicate e 150 operatori disponibili giorno e notte, la riduzione dei tempi medi di intervento, l’impiego diffuso di generatori nelle aree più critiche, l’attivazione di presìdi straordinari nei punti della città con maggiore richiesta di energia e la priorità assicurata ai servizi essenziali e alle persone più fragili.
L’obiettivo è affrontare con maggiore efficacia eventuali nuove emergenze estive e, allo stesso tempo, rendere la rete elettrica torinese più moderna e resistente agli effetti di eventi climatici sempre più frequenti e intensi.
Le priorità dell’industria italiana nel nuovo bilancio europeo: confronto tra Confindustria e istituzioni
Le prospettive delle politiche europee dedicate alla crescita economica, alla competitività del sistema industriale e alla coesione territoriale sono state al centro dell’incontro “Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività”, promosso da Confindustria e Confindustria Lombardia insieme a Confindustria Piemonte, Confindustria Valle d’Aosta e Confindustria Liguria.
L’appuntamento ha riunito i rappresentanti del sistema confindustriale delle quattro regioni del Nord-Ovest, parlamentari europei e rappresentanti delle istituzioni territoriali per analizzare le prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, lo strumento attraverso cui l’Unione Europea definisce priorità strategiche e risorse economiche per il nuovo ciclo di programmazione.
Il confronto si è concentrato in particolare sull’evoluzione della politica di coesione e sui futuri strumenti europei destinati a sostenere la competitività delle imprese, favorendo un dialogo diretto tra il mondo produttivo e i decisori politici in una fase decisiva del negoziato europeo.
“La politica di coesione è una componente essenziale della competitività dei sistemi produttivi e dei territori europei. Per questo – ha detto Annalisa Sassi, vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali – riteniamo sia cruciale preservarne risorse adeguate, certe e prevedibili, evitando contrapposizioni tra territori e settori produttivi. L’Europa deve continuare a investire nella crescita, nell’innovazione e nella coesione, coinvolgendo pienamente il sistema delle imprese nella definizione delle strategie di sviluppo”.
Nel corso dei lavori, Confindustria Piemonte ha ricordato come il Programma regionale Fesr 2021-2027 abbia coinvolto oltre 3.300 imprese piemontesi, mobilitando più di 400 milioni di euro. L’associazione ha inoltre evidenziato il valore del confronto costante con la Regione, ritenuto determinante per individuare le reali esigenze del tessuto produttivo e adeguare gli strumenti di sostegno all’evoluzione del contesto economico.
Partendo da questa esperienza, Confindustria Piemonte ha avanzato alcune proposte per il futuro della programmazione europea, chiedendo procedure più semplici, minori adempimenti burocratici, processi standardizzati, tempi istruttori più rapidi, stabilità delle risorse e un confronto permanente con il partenariato economico nella definizione dei bandi.
“Si devono semplificare le procedure, riducendo gli oneri documentali, standardizzare i processi e accelerare le istruttorie. Garantire certezza e stabilità delle risorse, con dotazioni prestabilite nel tempo per consentire la pianificazione degli interventi e degli investimenti, mantenere un dialogo costante con il partenariato per calibrare i bandi sui bisogni reali” ha sottolineato nel suo intervento Confindustria Piemonte.
L’associazione degli industriali piemontesi si è soffermata anche sul Fondo Europeo per la Competitività (Ecf), osservando come i migliori risultati siano stati ottenuti laddove gli strumenti sono risultati semplici e facilmente accessibili, mentre procedure più articolate hanno limitato la partecipazione soprattutto delle piccole e medie imprese.
Da qui la richiesta di rafforzarne il profilo industriale.
“Si deve dare all’Ecf una vocazione industriale, non solo di ricerca: deve accompagnare i progetti dall’idea fino al mercato, non fermarsi alla fase sperimentale. Ecco perché servirà cambiare i criteri di valutazione: misurare il successo dell’Ecf non in pubblicazioni o progetti avviati, ma in capacità produttiva, posti di lavoro creati e filiere rafforzate”.
La tavola rotonda con i presidenti delle Confindustrie del Nord-Ovest ha quindi messo in luce le priorità condivise dai territori, evidenziando il peso strategico di un’area che rappresenta una parte rilevante del manifatturiero italiano, dell’export e della capacità innovativa del Paese.
“La Lombardia, dal canto suo, non può arretrare: ridurre e accentrare i fondi di coesione significherebbe interrompere bruscamente progettualità e percorsi virtuosi avviati in maniera condivisa da istituzioni regionali e imprese interpretando la attuale programmazione per attuare una politica industriale personalizzata sul nostro modello di sviluppo” ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato dal sistema Confindustria per contribuire alla definizione delle future politiche europee e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria italiana e garantire strumenti adeguati alle esigenze di sviluppo dei territori e delle imprese.
Per Francesco De Santis, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e lo Sviluppo, “In un contesto globale e geopolitico sempre più complesso e competitivo, l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno. Per questo, riteniamo che il prossimo QFP debba segnare una svolta rispetto al passato. L’impianto proposto dalla Commissione – con la scelta di porre la R&I al centro della strategia per la crescita dell’UE, potenziando il collegamento tra R&I e competitività – risponde a questi bisogni e presenta una portata strategica per il futuro dell’UE. Si tratta di un salto logico fondamentale: continuare a puntare sulla R&S, come fatto in questi anni dall’UE, ma con attenzione ai risultati, all’impatto, in termini di applicazione dei risultati”.
Giallo a Torino ieri verso le 23: un uomo e’ stato gambizzato, colpito da almeno due colpi di pistola tra via Salbertrand e via Crevacuore, in borgo Parella. L’aggressore è fuggito e l’uomo ferito è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria. Sul posto il 118 e la polizia scientifica. Potrebbe essere un regolamento di conti?
L’estate 2026 entra nel vivo con una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni e Torino si ritrova al centro di una situazione che sta mettendo a dura prova cittadini, servizi e infrastrutture. Da giorni il termometro supera stabilmente i 35 gradi nelle ore più calde della giornata, mentre la sensazione percepita risulta ancora più elevata a causa dell’umidità e del calore accumulato da asfalto, edifici e superfici urbane. A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono le temperature notturne, che faticano a scendere sotto i 24-25 gradi e non consentono un adeguato raffrescamento degli ambienti domestici.
Secondo le previsioni meteorologiche, il dominio dell’alta pressione africana è destinato a proseguire almeno fino ai primi giorni di luglio. Gli esperti non escludono che in alcune zone della pianura piemontese possano essere raggiunti o addirittura superati i 38 gradi, valori decisamente superiori alle medie climatiche del periodo. Una fase che preoccupa soprattutto per la sua durata: il caldo intenso, infatti, non si presenta come un episodio isolato ma come una condizione persistente destinata a protrarsi per diversi giorni consecutivi.
Le conseguenze sono ormai evidenti nella vita quotidiana. Le strutture sanitarie raccomandano particolare prudenza agli anziani, ai bambini e alle persone affette da patologie croniche, ma le difficoltà riguardano ormai l’intera popolazione. Nelle ore centrali della giornata le strade si svuotano, mentre cresce il ricorso a climatizzatori e sistemi di raffrescamento in abitazioni, uffici e attività commerciali.
Proprio l’impennata dei consumi elettrici è considerata una delle cause principali dei numerosi blackout che negli ultimi giorni hanno interessato Torino e diversi comuni dell’area metropolitana. Interruzioni improvvise della corrente hanno provocato disagi in abitazioni, negozi e uffici, con ascensori fermi, impianti di climatizzazione fuori uso e problemi alla viabilità a causa dello spegnimento di alcuni impianti semaforici. In diversi quartieri i cittadini hanno dovuto affrontare ore senza elettricità proprio nei momenti più caldi della giornata, aggravando ulteriormente una situazione già resa difficile dalle temperature eccezionali.
Le ripercussioni economiche non sono mancate. Attività commerciali, esercizi pubblici e strutture ricettive hanno segnalato danni e inconvenienti legati alle interruzioni del servizio elettrico
Si è conclusa ieri sera poco prima della mezzanotte, con il tradizionale spettacolo pirotecnico, la festa di San Giovanni 2026. Sono state quasi 47mila le persone che hanno raggiunto piazza Vittorio Veneto per assistere ai fuochi d’artificio, uno degli appuntamenti più attesi del programma dedicato al santo patrono di Torino.
Antipasto dello spettacolo pirotecnico un lungo momento di intrattenimento musicale che ha animato la piazza fin dalle 19. Grande successo per il Vertical Stage Block Party, con alcuni dj tra i più rappresentativi della scena nazionale e internazionale, con ospiti come Ensi e Willie Peyote, che si sono esibiti da quattro balconi affacciati su piazza Vittorio Veneto, trasformando uno dei luoghi simbolo della città in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Novità anche per le musiche dello spettacolo pirotecnico, con una colonna sonora inedita ideata dal cantautore e compositore Krano, fresco vincitore del David di Donatello. Un vero e proprio racconto musicale che ha reso omaggio alla storia e alla cultura musicale torinese, alternando brani di artisti appartenenti a epoche e generi diversi: da Fred Buscaglione ai Negazione, da Ennio Morricone ad Antonello Venditti.
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Dopo l’ordinanza emessa dal Sindaco della Città di Torino sui disagi relativi alla rete elettrica cittadina, Ireti comunica di “aver prontamente attivato al suo interno dal 19 giugno 2026 lo stato di emergenza, come previsto dalle proprie procedure rendicontate puntualmente all’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera).
Lo stato di emergenza era stato proclamato da Ireti, secondo le proprie procedure interne, anche nel periodo dal 24 maggio all’8 giugno 2026, in occasione della precedente ondata di calore verificatasi”.
Prosegue Ireti: “Come previsto dal piano, in entrambe le occasioni è immediatamente scattato il rinforzo delle squadre e dei mezzi operativi, incrementando la forza lavoro e arrivando fino a 100 tecnici espressamente dedicati alla gestione dell’emergenza.
Nelle ultime ore, anche per effetto dell’ordinanza, Ireti sta ulteriormente incrementando il numero dei tecnici, arrivando a un totale di circa 150 risorse disponibili 24 ore su 24, attingendo a dipendenti specializzati e formati per la gestione dell’emergenza da altri territori in cui è presente il Gruppo, da altre business unit, nonché attraverso il personale di fornitori esterni. Sono stati inoltre dirottate sulla gestione dell’emergenza tutte le squadre impegnate nei cantieri programmati per lavori non urgenti.
Ireti, infine, comunica che durante entrambe le emergenze, ha mantenuto contatti continui con gli organi istituzionali, con la polizia locale, con i mezzi di informazione e con gli stakeholder coinvolti a vario titolo nella gestione delle criticità”.

Ieri pomeriggio il tradizionale Corteo Storico, partito alle 18.30 dai Giardini Cavour, ha attraversato il centro cittadino per concludersi in piazza Castello. Intorno alle 19.45 la sfilata ha raggiunto piazza Palazzo di Città, dove si sono svolti alcuni dei momenti centrali della vigilia, alla presenza, tra gli altri, della Famija Turinèisa, del parroco del Duomo don Silvio Cora e della Banda del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino.
Don Silvio Cora ha benedetto i ceri e i Pani della Carità, consegnati al sindaco da Gianduja e Giacometta. A seguire, è stata consegnata al sindaco la laurea vincitrice del premio tesi di laurea su Torino, assegnato quest’anno a Simona Santoleri, autrice della tesi “Torino capitale del Liberty. Lineamenti per la redazione di un Atlante degli autori, delle opere, dei magisteri e delle committenze per la candidatura a città UNESCO dell’Art Nouveau”.

Il corteo è poi ripartito, per concludersi in piazza Castello, dove intorno alle 22 il Gruppo Storico Pietro Micca ha aperto le celebrazioni con i caratteristici spari a salve, preludio all’accensione del tradizionale Farò della vigilia, alla presenza del sindaco. La parte musicale è stata affidata a DJ Fede, con una selezione contemporanea di brani della tradizione piemontese.
“Festeggiamo la vigilia della festività del nostro Santo Patrono con la bellissima tradizione della cerimonia a Palazzo Civico e del corteo storico che coinvolge centinaia di persone che con entusiasmo ci ricordano l’importanza che ha la storia per la nostra città e soprattutto testimoniano un affetto profondo per le tradizioni di Torino – ha affermato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. L’augurio più grande che possiamo farci stasera è di continuare ad essere una città capace di guardare con fiducia al proprio futuro ma anche con orgoglio a quello che ha saputo costruire e che sta dimostrando alle tante persone che arrivano da fuori e la trovano meravigliosa”.

Domani, mercoledì 24 giugno, i festeggiamenti entreranno nel vivo. Dalle 18 alle 19.30, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai renderà omaggio al patrono con un concerto diretto dal maestro Riccardo Bisatti, con un programma dedicato alla grande tradizione del melodramma italiano, da Rossini e Bellini a Verdi, Ponchielli, Leoncavallo, Puccini e Wolf-Ferrari. Il biglietto costerà 5 euro.
Dalle 19, con ingresso dalle 18.30, piazza Vittorio Veneto si trasformerà in un grande palcoscenico urbano a cielo aperto con Vertical Stage® Block Party, progetto con direzione artistica e show design di Stefano Pesca, prodotto da Consiste Entertainment e ATS Service. Quattro balconi affacciati sulla piazza, accompagnati da sound system dedicati, ospiteranno una serata musicale che metterà insieme realtà torinesi e ospiti nazionali e internazionali: Angie Backtomono, Ciao. Discoteca Italiana, Mista P, Walshy Fire ed Ensi, con la conduzione di Manuela Grippi e Federico Sacchi Musicteller e la partecipazione di Davide D’Urso.

La Festa di San Giovanni si concluderà, come da tradizione, con lo spettacolo pirotecnico in piazza Vittorio Veneto, in programma al termine del concerto, intorno alle 23. Lo show sarà sincronizzato con una colonna sonora originale composta da brani di artisti torinesi, con due omaggi speciali: il tema de La donna della domenica di Ennio Morricone e Torinodi Antonello Venditti. La selezione e la supervisione musicale saranno affidate a Krano, nome d’arte di Marco Spigariol, vincitore del David di Donatello 2026 per la miglior canzone originale per il film Le città di pianura. Gli effetti pirotecnici saranno a basso impatto acustico e ambientale.
Nel corso della giornata non mancheranno gli altri appuntamenti in città: dalla sfilata di auto storiche del mattino ai concerti campanari di Campane in festa per San Giovanni, dalle aperture a tariffa ridotta di GAM, MAO e Palazzo Madama alla Messa solenne in Duomo con la distribuzione dei Pani della Carità. In programma anche l’apertura straordinaria del Sacrario Militare della Grande Guerra, le visite al Sommergibile Provana e al Museo del Mare, le attività sportive sul Po con beach volley, canottaggio, dragonboat, Palio in canoa e fiaccolata serale sul fiume, oltre alla Suonata alla Basilica di Superga, alla ScorriBanda di San Giovanni e ai concerti conclusivi dei campanili in diversi luoghi della città.
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