PER LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE “LIBERI SUBITO” SUL “SUICIDIO ASSISTITO”
Obiettivo: 8.000 firme entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale del Piemonte quanto già fatto in Toscana e Sardegna, anche alla luce del caso di Alan, già noto come “Alberto” il primo caso di morte volontaria assistita in Piemonte.
Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): “Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, Regione Piemonte ha il dovere di intervenire”
Dopo il mancato esame della proposta di legge depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi anche in Piemonte, dopo il Lazio, la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 8.000 firme di cittadini e cittadine residenti in Piemonte entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.
La sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità organizzative con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.
La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente e tempestivamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:
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procedure certe per la verifica dei requisiti;
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uniformità sul territorio regionale;
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trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.
“Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Alan (già noto come ‘Alberto’ nella comunicazione legata al primo ricorso al suicidio medicalmente assistito in Piemonte) che proprio in Piemonte ha dovuto subire 8 mesi di condizioni di sofferenza insopportabili prima di ottenere ciò che avrebbe dovuto ottenere da subito: l’aiuto medica alla morte volontaria da parte della ASL e del Servizio Sanitario Nazionale. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, il Consiglio regionale del Piemonte ha il dovere di intervenire”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni,
“Ripartiamo dalla stessa piazza e con lo stesso strumento di partecipazione utilizzato nella scorsa legislatura: l’iniziativa popolare e le firme dei cittadini per una legge giusta, indifferibile, in linea con il dettato costituzionale così come quella che depositammo nel 2023.
Il Consiglio regionale del Piemonte avrà l’opportunità di prestare ascolto alle istanze dei cittadini piemontesi, recuperando quanto non ha voluto discutere nella scorsa legislatura.
Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali, alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni piemontesi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare” Davide Di Mauro e Lidia Sessa (Coordinatori della Cellula Coscioni Torino)oggi durante la conferenza stampa di presentazione all’avvio della raccolta firme.
Nel 2024 il Consiglio Regionale del Piemonte si era rifiutato di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni: i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Tale posizione è stata successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l’effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile. Alla luce di tale pronuncia, viene avviata una nuova iniziativa popolare volta a sollecitare il Consiglio regionale del Piemonte ad adottare misure analoghe a quelle già introdotte in Toscana e Sardegna, anch’esse promosse su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni.
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Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà
