Ravinale (Avs): “il carbonio resta tossico anche a Torino”

“Le molecole di Carbonio a Torino sono meno tossiche” aveva detto l’assessore all’Ambiente Marnati in un’intervista del Corriere della Sera. E noi avevamo subito formulato un’interrogazione per sapere su quali dati e quali studi scientifici potesse portare a supporto di quella che, per noi, è sembrata subito una tesi campata in aria. Oggi la risposta alla nostra interrogazione è arrivata: come volevasi dimostrare, non c’è nessuna minore tossicità del carbonio a Torino. Lo studio di UniTo pubblicato su Environmental Research che misura due centraline di rilevamento, uno a Torino e l’altra a Cavallermaggiore, di cui si è parlato in questi giorni e posto dall’assessore alla base della sua risposta in aula, registra infatti soltanto la presenza di diverse tipologie di carbonio nel PM10 – in particolare black carbon derivante da combustibili fossili e biomassa, più tossico, e carbonio organico, meno tossico – con impatti diversi a seconda delle stagioni e delle condizioni atmosferiche.

Quello che ci preoccupa, al di là dello strafalcione, è l’impostazione: prima le molecole “meno tossiche”, poi la colpa alla sabbia del Sahara per l’innalzamento dei PM10, sempre con l’obiettivo di mettere in discussione i parametri a cui si fa riferimento per valutare la insalubrità dell’aria.  L’unica conseguenza logica sarebbe correggere i valori di concentrazione del PM sulla base della tossicità, ma siccome questa cambia in continuazione a causa del variare delle condizioni meteorologiche, del rapporto tra particolato primario e secondario e della combinazione unica di fonti di emissione presenti in ogni area geografica l’operazione è virtualmente impossibile da gestire. Ed è per questo che l’OMS, nonostante questo tipo di evidenze, continua a raccomandare valori limite quantitativi, peraltro sempre più bassi. Senza parlare del fatto che tutti questi studi riguardano il solo PM10, mentre è almeno dal 2015 che l’OMS ha rilevato che i principali rischi derivano dal PM 2,5, non oggetto di questi studi.

Nel frattempo la pioggia della giornata di oggi, che concederà una tregua dall’inquinamento e dal semaforo rosso, è l’unica vera “misura compensativa” vista finora in grado di limitare le emissioni: quelle previste dal Piano della Qualità dell’aria restano sulla carta e ancora non c’è uno straccio di finanziamento in grado di sostenerne la sperimentazione. E ricordo che se la Regione non trova né applica le fantomatiche misure compensative, dal 1° ottobre 2026 scatterà, dopo due anni di rinvii in extremis, il blocco permanente ai diesel euro5.”

ALICE RAVINALE AVS

Referendum, incontro di FdI a Rivoli

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolto ieri presso la Sala Consiliare del Comune di Rivoli un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia, promosso dal Circolo cittadino di Fratelli d’Italia per approfondire le ragioni del “Sì”

L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di informazione

rivolto ai cittadini, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro i contenuti dei quesiti referendari e le possibili ricadute sul sistema giudiziario italiano.

Nel corso della serata sono intervenuti il coordinatore cittadino del Circolo Fratelli d’Italia di Rivoli Nicola Carlone, che ha introdotto i temi del referendum e illustrato il significato politico e istituzionale della riforma proposta, e l’avvocato Ennio Galasso, giurista e componente del comitato Sì-Riforma che ha offerto un approfondimento tecnico e giuridico sui quesiti referendari, analizzandone gli aspetti più rilevanti e rispondendo alle domande del pubblico presente.

Il Circolo di Fratelli d’Italia Rivoli desidera ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando interesse e attenzione verso un tema centrale per il funzionamento dello Stato di diritto, così come tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro.

Il referendum rappresenta uno strumento fondamentale di partecipazione democratica e momenti di informazione pubblica come quello di ieri, consentono di approfondire i contenuti delle proposte e il formarsi di un’opinione consapevole.

Il Circolo continuerà nelle prossime settimane a promuovere occasioni di informazione e confronto sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e favorire una partecipazione ampia e informata al voto.

Una insolita crostata alla crema di mele

/

Le torte di mele, declinate in numerosissime varianti, non deludono proprio mai…Provate questa insolita e squisita crostata, il suo cremoso ripieno vi conquisterà!

Ingredienti

Frolla: 180gr. di farina, 100gr. di burro, 60gr. di zucchero, 2 tuorli, un pizzico di sale.

Farcia: 4 grosse mele Renette, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai di zucchero, 100gr. di cioccolato amaro 70%, un pizzico di cannella

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, avvolgere in pellicola e far riposare in frigo per 30 minuti.
Pelare e tagliare 3 mele a tocchetti, cuocere con il vino, lo zucchero e la cannella sino a quando si saranno spappolate. Lasciar intiepidire e aggiungere mescolando il cioccolato.

Stendere la frolla in una teglia rotonda foderata con carta forno, bucherellare il fondo e riempire con la crema di mele. Affettare la mela rimasta, spruzzarla con il succo del limone e posarla sulla crema, cospargere con un poco di zucchero. Cuocere in forno statico a 220 gradi per 45 minuti.

Paperita Patty

La città che cambia: nuovo complesso sportivo nell’area della Piscina Sempione

 

La Giunta comunale ha approvato oggi, su proposta degli assessori al Verde Francesco Tresso e allo Sport Domenico Carretta, il riconoscimento di pubblico interesse per la proposta di project financing relativa alla progettazione, realizzazione e gestione di un nuovo complesso sportivo nell’area della Piscina Sempione, in via Gottardo.

Il progetto, presentato dalla società Supera, del gruppo spagnolo Sidecu, prevede un partenariato pubblico-privato finalizzato alla realizzazione di un impianto sportivo polivalente che comprende spazi dedicati al fitness e al wellness, piscine coperte e scoperte, campi polivalenti e un parcheggio interrato, all’interno di un’area di proprietà comunale di circa 23mila metri quadrati.

La proposta progettuale contempla inoltre la stipula di una convenzione con la Città di Torino per garantire condizioni agevolate di accesso alle attività sportive e la promozione di corsi e iniziative rivolti in particolare alle famiglie e alle persone anziane. L’obiettivo è favorire una più ampia partecipazione alla pratica sportiva alla cittadinanza e, allo stesso tempo, arricchire la rete di impianti sportivi della città, contribuendo alla riqualificazione di un’area che attualmente versa in condizioni di forte degrado.

L’avviso pubblico finalizzato a raccogliere eventuali altre proposte, rispetto a quella presentata, è scaduto in data 19 gennaio 2026 e non ha registrato manifestazioni di interesse. Trascorsi i 60 giorni previsti dalla normativa, l’iter proseguirà ora con la fase negoziale della procedura, durante cui verranno definiti i contenuti finali del progetto. L’intervento dovrà garantire la piena sostenibilità economico-finanziaria e risultare coerente con gli interessi pubblici della Città.

“Questo progetto rappresenta un’opportunità significativa per il recupero e la valorizzazione di un’area oggi in stato di forte degrado – commenta l’assessore Tresso -. L’intervento consentirà di restituire alla comunità uno spazio riqualificato, capace di integrare funzioni sportive e sociali, con un’attenzione al contesto urbano e ambientale”.

“Un progetto di rigenerazione urbana profonda con un obiettivo chiaro: restituire decoro e piena fruibilità a uno spazio pubblico di oltre 23mila metri quadrati, trasformandolo in un polo sportivo polivalente all’avanguardia, un complesso moderno con piscine, aree fitness e wellness, e campi sportivi, il tutto perfettamente integrato nel parco – aggiunge l’assessore Carretta -. Il futuro convenzionamento del Centro con la Città garantirà l’accesso facilitato alle attività sportive per le fasce più fragili, con corsi e programmi specificamente pensati per le famiglie del territorio. È un iter ambizioso, che punta a restituire ai cittadini un luogo di aggregazione, salute e sicurezza”.

TorinoClick

Interplay, 26esima edizione del festival di danza contemporanea

Dal 26 maggio a Torino  diretto da Natalia Casorati

Il festival Interplay è giunto alla sua 26esima edizione e torna a Torino come uno degli osservatori più lucidi sulla danza contemporanea in Italia. Sotto la direzione artistica di Natalia Casorati e curata dall’associazione culturale Mosaico Danza, la rassegna vedrà protagonisti dal 26 maggio al 27 giugno 2026, con due appuntamenti speciali il 3 luglio e il 16 settembre, tre teatri, cinque spazi multidisciplinari e numerosi contesti outdoor, dai quartieri centrali alle periferie, in un dialogo costante tra arte e città.

Il cartellone conta 28 spettacoli e 9 prime nazionali: 14 creazioni italiane, 12 proposte internazionali da 7 Paesi europei e 3 extraeuropei, per un confronto dinamico che intreccia visioni poetiche, astratte, coreografiche e eterogenee. Tra le voci internazionali figura la compagnia belga WOOSHING MACHINE, che apre il festival con “Ma l’amor mio non muore/Epilogue”: Carlotta Sagna, Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella pongono con graffiante autoironia una domanda bruciante sul destino dei nostri corpi. Lëila KA presenta “Maldonne”, creazione corale per cinque danzatrici, nominata per l’International Dance Prize 2025 al Sadler’s Wells di Londra: fragilità, ribellione e identità plurali del femminile in una partitura che va da Shostakovich a Lara Fabian.

Il collettivo (LA)HORDE, direttori del Balletto Nazionale di Marsiglia, coreografi del Celebration Tour di Madonna, propone “People Used to Die” per i 15 danzatori di Equilibrio Dinamico, trasformando i codici del club underground in una riflessione potente su massa e memoria del corpo. Completano il panorama GN/NC, Gui Nader e Maria Campos, con “Natural order of things”, la compagnia spagnola ERTZA con il duo mozambicano UN’WE, sulle diseguaglianze del mondo globalizzato, e il coreografo libanese Bassam Abou Diab, con una creazione partecipativa nata in residenza al Living Lab di Mosaico Danza.

Il programma nazionale restituisce con forza la vitalità della danza contemporanea italiana: la compagnia Zebra, di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi, propone “Pas de cheval”, ironico duetto di Andrea Costanzo Martini e Francesca Foscarini, che smonta con ironia le dinamiche di potere nello spettacolo dal vivo. La pluripremiata Lost Movement  porta nel quartiere di Barriera di Milano “dancehALL”, creazione techno-urban in cui quattro stili di ballo diventano un rito collettivo pulsante. Il focus nazionale si infittisce con la prima nazionale di “Studi per M.” di Stefania Tansini, Premio UBU 2022, ispirata a Marcel Proust e alla memoria sensoriale del corpo, e con il ritorno di Daniele Ninarello, che trasforma la trasmissione del movimento in gesto politico e poetico. A chiudere la sezione Francesco Marilungo, Premio UBU 2024 come miglior spettacolo di danza, con “Cani lunari”: ritualità, trance e immaginari del femminile arcaico sono sospesi tra terrestre e divino con il paesaggio sonoro di Vera di Lecce, tra elettronica ibrida e tradizione salentina. Il focus nazionale si concluderà il 3 luglio con Claudio Massari, che proporrà “STRANO”, un universo interiore caotico e poetico, dove il corpo diventa campo di tensione tra desiderio, costrizione e immaginazione.

Interplay è da sempre un festival che intercetta il talento nascente: Adriano Bolognino, reduce dall’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, propone un duetto sulla fragilità dei legami umani; Francesca Santamaria, selezionata da Aerowaves, propone la sua satira sulla performatività digitale; Parini Secondo, con il musicista Bienoise, trasforma il salto della corda in partitura sonora. Vittorio Pagani indaga i meccanismi di produzione della danza; Pablo Ezequiel Rizzo mette in dialogo iconografie antiche e contemporanee con il premiato “Sex.exe”; a chiudere sarà il collettivo Lattea con “Moraine Capitolo I”, anteprima attenta alla sostenibilità con costumi della Fondazione Pistoletto, perché anche il modo in cui si crea la danza è già un atto politico e poetico.

Interplay non è soltanto un festival che vuole mostrare, ma anche pensare: il 26 maggio il talk “Le forme della danza” apre una riflessione sull’eredità artistica di Anna Sagna, pioniera torinese della danza moderna, con il professor Alessandro Pontremoli dell’ateneo torinese e il collettivo Vie. Il 4 giugno “PANIC ROOM. Giovani corpi, urgenze del presente” trasforma il palco in laboratorio: artisti come Bolognino, Porcelli e (LA)HORDE dialogheranno con il direttore della Fondazione TRG Emiliano Bronzino e l’associazione Tiarè su identità, immaginazione e costruzione di sé nelle nuove generazioni.

Info: per il programma completo e le modalità d’accesso agli spettacoli visitare il sito www.mosaicodanza.it

Mara Martellotta

Sorpreso dai carabinieri con pettorine e berretti delle forze dell’ordine

Una segnalazione al 112 da parte del proprietario di una villetta a Volpiano ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri per un presunto tentativo di furto in abitazione.

Giunti sul posto, i militari hanno notato un’auto di grossa cilindrata parcheggiata nelle vicinanze della casa. Alla vista della pattuglia, il veicolo è ripartito improvvisamente a forte velocità, dando il via a un inseguimento che ha coinvolto le stazioni dei carabinieri di Volpiano e Settimo Torinese.

Dopo alcuni chilometri i militari sono riusciti a bloccare l’auto in fuga. Due degli occupanti sono però riusciti a scappare a piedi, mentre il terzo, un 52enne originario dell’Astigiano con numerosi precedenti, è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale e del veicolo.

All’interno dell’auto i carabinieri hanno trovato un vero e proprio “kit del truffatore”: parrucche, pettorine e berretti con simboli della Polizia Locale, ricetrasmittenti con auricolari e numeri e lettere magnetiche utilizzate per comporre targhe clonate. Il veicolo era inoltre equipaggiato con sirene e dispositivi luminosi simili a quelli delle forze dell’ordine.

Dai successivi accertamenti è emerso anche che sull’auto erano state applicate targhe false, probabilmente utilizzate per commettere reati.

L’uomo è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto in abitazione e possesso di segni distintivi contraffatti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ivrea, proseguono ora per rintracciare i due complici riusciti a fuggire

Controlli a Caselle: 12 rimpatri da inizio anno

La Polizia di Stato è da sempre impegnata a garantire la sicurezza attraverso la sorveglianza delle frontiere, nello specifico il personale della Polizia di Frontiera dello scalo aereo di Torino Caselle svolge quotidianamente capillari controlli anche documentali.

Le verifiche delle frontiere dell’Area Schengen, a partire dal 12 ottobre 2025, prevedono l’impiego del nuovo sistema Entry Exit di controllo di cittadini provenienti da Paesi terzi, attraverso procedure automatizzate e di rilevazione delle biometrie, che consentono, tra l’altro, di contrastare la frode di identità e l’abuso di documenti di viaggio.

Nel corso di tali attività nei primi due mesi dell’anno sono stati respinti alla frontiera, e rimpatriati nel paese di provenienza, 12 cittadini stranieri sprovvisti di titolo per entrare nel territorio nazionale.

Le motivazioni per i quali sono stati eseguiti i rimpatri sono varie: dalla mancanza del visto di ingresso, all’assenza di garanzie idonee per la permanenza in Italia (come l’assenza di denaro sufficiente al soggiorno, di prenotazioni alberghiere o di un biglietto di ritorno). Inoltre, attraverso un’accurata analisi delle banche dati di polizia e del passeggero è stato possibile contrastare il fenomeno dei cc.dd. “overstayers” inibendo l’ingresso a coloro che si sono presentati alla frontiera dopo aver già soggiornato in Italia per un periodo superiore ai 90 giorni lungo l’arco dei 180 giorni. 4 cittadini stranieri tratti in arresto a seguito di esecuzione di ordini di carcerazione per reati connessi ad attività di spaccio di stupefacenti.

Sei cittadini stranieri sono stati indagati in stato di libertà poiché intercettati mentre, con documenti falsi, tentavano di imbarcarsi su voli diretti nel Regno Unito.

Un soggetto è stato denunciato in stato di libertà poiché cercava di imbarcarsi per un volo in partenza per Dublino con passaporto alterato/contraffatto

Infine, si sono registrati 3 indagati in stato di libertà per un furto aggravato commessi all’interno del Duty Free dell’aeroporto. L’identificazione degli autori di tali furti è stata possibile attraverso l’uso dell’avanzato sistema di telecamere di sicurezza installato presso l’aeroporto di Torino e grazie all’attività di analisi da parte dei poliziotti che, attraverso una capillare attività di osservazione delle immagini, hanno ricostruito il percorso dei malfattori fino all’imbarco del gate.

Sono circa 234615 le persone controllate, nei primi due mesi dell’anno, dal personale della Polizia di Stato alla Frontiera di Caselle.

Il museo delle torture e dei serial killer, per capire cosa non dovrebbe mai succedere

In tempi di guerra un museo che insegna la pace

 

Anche a Torino, come a Praga, Amsterdam, Chicago e’ arriva lo scorso dicembre il Museo delle Torture e dei Serial Killer alla Promotrice delle Belle Arti, in via Diego Balsamo Crivelli, 11 nel parco del Valentino. In un momento storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, femminicidi, aggressività e violenza diffuse questa esposizione è uno strumento fondamentale per mostrare ciò che non dovrebbe mai più accadere. Millecinquecento metri quadrati di testimonianze vive, oggetti, documenti e narrazioni del tempo dell’Inquisizione segnati dal terribile violenza del frate domenicano spagnolo Tomás de Torquemada, noto per essere stato il primo e più famoso Grande Inquisitore della Spagna, ruolo che ha ricoperto dal 1483 al 1498. Famoso per aver perseguitato e bruciato migliaia di persone, il frate spagnolo ha autorizzato l’uso di terribili strumenti di tortura. Nel Museo ne sono esposti un centinaio fra cui la Ghigliottina, la Sedia Inquisitoria su cui l’imputato sedeva nudo mentre le cinghie lo stringevano lentamente e gli aculei gli penetravano nella carne, il Banco di Stiramento un tavolo su cui la vittima con i piedi e le mani legati agli argani viene appunto stirata fino alla dislocazione di spalle, gomiti, ginocchia.

 

Questi reperti provengono dal Museo del Martirio e della Tortura di Milano (che ha tanto interessato gli abitanti del capoluogo lombardo e continua a interessarli e dal Museo di Criminologia di San Giminiano (Siena). C’è poi la sezione gratuita dedicata ai più famosi Serial Killer della storia recente fra cui Ed Gein noto come il “Macellaio di Plainfield (Wisconsis) o Donato Bilancia condannato a 13 ergastoli per i suoi omicidi. il Museo è un’occasione per imparare che la storia non è un insieme di date, ma un patrimonio di esperienze che può guidare le scelte del presente. Dal punto di vista didattico, il museo rappresenta una risorsa unica per scuole e università: favorisce l’educazione civica, stimolando nei giovani un senso critico rispetto a temi come la pace, la giustizia e i diritti umani; Questo museo, dunque, non celebra la violenza, ma la denuncia perché solo comprendendo il passato possiamo costruire un futuro diverso.

 

Aperto fino a metà giugno

Promotrice delle Belle Arti

Via Diego Balsamo Crivelli 11

Torino

Info – Museo delle Torture dei Serial Killer, cell. 337300086

 “Messer Tulipano” dedica un fiore speciale alla regina Elisabetta 

Dal 28 marzo al 26 aprile prossimo si potrà ammirare al castello di Pralormo la rassegna “Messer Tulipano”, giunta alla sua 26esima edizione.
“L’impiantamento di oltre 130 mila tulipani è sempre rinnovato nelle varietà e nel progetto colore – spiega Consolata Pralormo – ma quest’anno nasconde un tulipano speciale, il Princess Elizabeth, che fu dedicato alla regina Elisabetta II d’Inghilterra. Tra le tante varietà curiose, una collezione di tulipani botanici, ma anche un percorso nel sottobosco dedicato ai tulipani conosciuti già dal 1600, come le varietà botaniche che possono considerarsi le varietà ‘antenate’ dei tulipani. Si tratta di tulipani che nascono nei boschi, soprattutto in Asia, ed in genere sono alti dai 15 ai 20 centimetri, con foglie sottili”.

La manifestazione coinvolge tutto il parco, progettato dall’architetto di corte Xavier Kurten, artefice dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude in Piemonte. Nei grandi prati sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico originario. Le aiuole serpeggiano tra gli alberi secolari, mentre nel sottobosco emergono ciuffi di muscari, di narcisi e di giacinti.
Novità di quest’anno sarà la mostra “SOLOFIORI”, accolta nell’Orangerie del castello, curata dall’artista e storica dell’arte Marcella Pralormo. SOLOFIORI esporrà un nucleo di dipinti, carnet di viaggio e piccole sculture, che raffigurano i fiori di artisti contemporanei che lavorano a Torino e in Piemonte. Rendere eterno un fiore è il tema della ricerca artistica che l’esposizione propone. Vi partecipano artisti che lavorano con diverse tecniche, dall’acquerello all’olio, fino alla scultura. Questa mostra collettiva intende portare a conoscenza dei visitatori artisti di qualità e appartenenti a diverse generazioni, da quelle degli anni Quaranta fino alle più giovani. Sono esperti maestri dell’acquerello piuttosto noti, come Anna Lequio e Stefano Faravelli, artisti naturalisti come Cristina Girard e Anna Regge, e artisti che lavorano con pigmenti e olio, come Paolo Galetto, ma anche nomi meno noti e giovani. Esporre queste opere una accanto all’altra darà vita a un’opera floreale collettiva, una sorta di grande bouquet variegato, frutto delle diverse personalità artistiche in mostra, che ci ricorda che l’arte è necessaria perché rende eterna la Natura.

Quest’anno il cancello del castello sarà aperto verso l’azienda agricola, dove su una collinetta Consolata Pralormo ha sparso bulbi in modo naturalistico; i visitatori potranno fare un picnic fra i tulipani, accanto a un vialetto di ciliegi giapponesi, che ad aprile sono fioriti come nuvole rosa. Oltre ai più di 130 mila tulipani nel parco, quest’anno sono previste alcune varietà speciali piantate in cassette olandesi per poterle ammirare da vicino. Si potrà apprezzare il tulipano a “fior di giglio” dal gambo sottile e con petali appuntiti, quelli viridiflora con le fiammate verdi, dove sembra che sia il gambo verde a proseguire sui petali dai vari colori, famiglietta a mazzetto su un unico stelo, i parroquet dal gambo movimentato e i petali spettinati, i frils con i petali frastagliati, oltre a quelli che durante la fioritura mutano di colore.

“Un bosco sarà dedicato ai narcisi di tante varietà – racconta Consolata Pralormo – accanto a uno dei laghetti, un fiume di muscari blu simulerà l’acqua pervinche blu. Ai bordi dello stagno, dove abitano le rane, che io definisco le diverse de ‘dive del crepuscolo’, perché cantano solo alla sera.
Nella serra antica, arrivata a Parigi ed eseguita dai fratelli Lefevre nel 1890, si potrà ammirare una collezione di orchidee, e nel piccolo giardino su cui si affaccia la serra il tulipano nero “Queen of the night”, che suscita sempre curiosità se piantato insieme a tulipani bianchi e rosa. Infine, nel bosco, vi sarà il viale degli uccellini, dedicato ai bambini, che potranno scoprire le varie specie presenti nel parco. Si racconta cosa mangiano, che nidi fanno, e si potrà leggere una fiaba illustrata tratta dalla biblioteca del castello, che contiene libri dal 1400 e la collezione di libri per l’infanzia dal 1800. Si segnala una attrezzata zona shopping che propone eccellenze del territorio, prodotti stagionali dei produttori agricoli, miele e marmellate artigianali, delizie gastronomiche, vini DOC, cosmetici naturali, tessuti, articoli per la casa, piante, fiori e prodotti per rinnovare il giardino e il terrazzo”.

Mara Martellotta

Nucleare: oltre la paura, un incontro a Torino

Sabato 14/03/2026, a Torino, presso l’Hotel Torino Centro in corso Inghilterra 33, si terrà l’incontro “Nucleare: oltre la paura – Evidenze, emozioni e tecnologie per il futuro dell’Italia”, promosso dal Partito Liberaldemocratico Torino.

«Il convegno nasce dall’esigenza di riportare il dibattito pubblico su un terreno più informato», ha dichiarato Simone Tealdi, organizzatore dell’evento, «il tema del nucleare viene troppo spesso affrontato tramite slogan, timori o contrapposizioni ideologiche. Da psicologo che si occupa di ecoansia so che la paura climatica e la paura del nucleare possono convivere e alimentarsi a vicenda. Noi vogliamo invece creare uno spazio di confronto tra competenze scientifiche, tecniche e psicologiche per aiutare i cittadini a distinguere dati ed emozioni».

Il segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, ha dichiarato: «Il PLD di Torino aveva già promosso, a novembre 2025, un importante evento sull’ecoansia, e continua a focalizzare la sua attenzione sui risvolti sociali delle politiche energetiche. Noi siamo a Torino, la città dell’integrazione e dell’attenzione al sociale, ma anche del fare, dell’operosità. È questo lo spirito con cui vogliamo affrontare le politiche per il futuro: rafforzare l’autonomia energetica, riprogettare l’industria secondo criteri sostenibili. Nell’attuale contesto di crisi, lo sviluppo dei territori dipenderà sempre di più da scelte strategiche che mettano al centro questi fattori»

L’incontro sarà moderato da Francesco Bussola (dottore di ricerca in fisica e divulgatore). Oltre a Tealdi interverranno Giuseppe Gravela (responsabile nazionale Energia e Ambiente PLD), Marco De Pietra (Comitato Nucleare e Ragione), Stefano Monti (presidente AIN), Massimo Sepielli (già dirigente Enea).

Francesco Aglieri Rinella

Segretario Provinciale di Torino

del Partito Liberaldemocratico

Simone Tealdi

Segreteria Provinciale PLD Torino

(Politiche giovanili e salute mentale.

Sostenibilità energetica e ambientale)