Provinciale 254 del Pian del Frais, prosegue la manutenzione

 TERMINATA LA CHIUSURA AL KM 6+500

Proseguirà ancora per almeno per un mese il cantiere per la manutenzione straordinaria della Strada Provinciale 254 del Pian del Frais tra il km 2+750 e il km 6+600. Le restrizioni alla circolazione comprendono il limite di velocità a 30 km orari, il divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli e, nei tratti in cui è necessario, un senso unico alternato regolato da impianto semaforico o da movieri. La ditta esecutrice, la Batistini Costruzioni Generali S.r.l., ha chiesto una ulteriore proroga della regolamentazione della circolazione, per completare le lavorazioni.

La provinciale SP 254 che collega Meana di Susa al Pian del Frais ha una carreggiata che presenta alcune criticità, legate in particolar modo alla presenza di muri di sostegno ammalorati e alla carenza e/o inefficacia di alcune barriere stradali esistenti.

Grazie ai fondi derivanti dai canoni idrici, sono stati progettati ed appaltati i lavori di manutenzione straordinaria, per un importo complessivo di 500.000 euro.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI

– Intervento 1 sulla diramazione 1 della Provinciale 172 al km 0+600: l’intervento che prevedeva la realizzazione di cordoli, barriere e ripristini di murature è terminato, salvo un breve tratto di barriera bordo laterale ancora da installare e le operazioni di scarifica e formazione del nuovo tappetino di usura

– Intervento 2 sulla Provinciale 254 al km 3 e al km 3+600: completati il ripristino dell’opera di sostegno, la realizzazione del cordolo in cemento armato e l’installazione delle barriere bordo ponte. Rimane da completare l’installazione delle barriere bordo laterale e la bitumatura

– Intervento 4 sulla Provinciale 254 km al 4+250: in questo intervento che è ancora da realizzare, è prevista la sola sostituzione delle barriere bordo laterale.

– Intervento 5 sulla Provinciale 254 al km 6+500: è stata realizzata la riprofilatura della parete rocciosa per consentire un minimo di allargamento della sede stradale, essenziale per avere lo spazio per posizionare la barriera di sicurezza a valle. Per la realizzazione dell’intervento 5, per la demolizione del versante roccioso si è reso necessario chiudere il tratto stradale al transito per circa una settimana, con deviazione del transito sulla strada comunale che si congiunge con la SP 254 più a monte. I lavori sono stati ritardati di qualche giorno a causa delle difficolta dell’impresa appaltatrice per il trasporto di un mezzo idoneo a eseguire la demolizione del versante roccioso, ma si sono comunque completati nel tardo pomeriggio di venerdì 26 giugno.

Nelle prossime fasi lavorative la strada rimarrà aperta seppur con alcune limitazioni e si cercherà di programmare i lavori per arrecare minor danno possibile a residenti e turisti.

Torino, dopo il caldo i temporali: pioggia, vento e grandine. Da domani temperature in calo

Dopo giorni segnati da un caldo eccezionale, il tempo è cambiato improvvisamente su Torino e su gran parte del Piemonte. Nel pomeriggio di oggi mercoledì 1 luglio una perturbazione ha attraversato la regione, dando origine a temporali anche intensi che hanno portato piogge abbondanti, raffiche di vento e, in alcune zone, grandinate.

Nel capoluogo piemontese il cielo si è rapidamente oscurato dopo ore di afa. In poco tempo sono arrivati i primi rovesci, accompagnati da fulmini e tuoni, con un brusco abbassamento delle temperature che ha posto fine, almeno temporaneamente, all’ondata di calore che da diversi giorni interessava il territorio.

I fenomeni hanno interessato in momenti diversi anche le province di Cuneo, Biella, Novara e Vercelli, oltre a numerose aree alpine e pedemontane, dove il contrasto tra l’aria molto calda accumulata nei giorni scorsi e l’ingresso di correnti più fresche ha favorito lo sviluppo di celle temporalesche particolarmente attive.

In alcune località si sono registrati rovesci di forte intensità, accompagnati da raffiche di vento capaci di rendere difficoltosa la circolazione e provocare la caduta di rami. Le precipitazioni, concentrate in un arco di tempo limitato, hanno inoltre determinato allagamenti localizzati nelle aree maggiormente colpite.

Secondo le previsioni meteorologiche, la fase di instabilità è destinata ad attenuarsi nel corso della serata. Con il passare delle ore i temporali tenderanno infatti a spostarsi verso est, lasciando spazio a schiarite sempre più ampie. Le temperature continueranno a diminuire rispetto ai valori eccezionali registrati nei giorni scorsi e durante la notte il clima sarà decisamente più fresco.

Per giovedì 2 luglio è attesa una giornata nel complesso stabile su Torino e sulla maggior parte del Piemonte. Qualche annuvolamento potrà interessare i rilievi nelle ore più calde, dove non si esclude qualche isolato rovescio, ma in pianura dovrebbe prevalere il sole.

Anche il quadro termico cambierà sensibilmente. Le massime resteranno estive, ma senza raggiungere i picchi che hanno caratterizzato la lunga ondata di caldo. Dopo diverse notti tropicali, torneranno inoltre valori minimi più contenuti, con condizioni più favorevoli soprattutto nelle ore notturne.

Folk Club, Arci: “Serve una proposta di legge”

 

Dopo la chiusura del Folk Club, Arci Piemonte scende in campo e chiede un incontro urgente al Presidente della Regione. «Il sistema attuale di finanziamento è fallimentare e non tutela i luoghi della cultura: servono strumenti strutturali, a partire dai live club fino a tutti gli spazi culturali e teatrali indipendenti, con attenzione alle aree marginali e interne» afferma Andrea Polacchi, presidente di Arci Piemonte. Definisce la serrata del Folk Club «una ferita per Torino e un allarme per tutto il Piemonte».

La solidarietà

«Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle Acli, a Paolo Lucà, ai volontari, alle socie e ai soci e a tutta la comunità che ha fatto di quello spazio di via Perrone uno dei luoghi più importanti della musica dal vivo in Europa. Non chiude solo un circolo: chiude un presidio culturale, con oltre 1.700 concerti e migliaia di artisti passati su quel palco – afferma Polacchi – La vicenda del Folk Club non è un caso isolato: è il sintomo di un problema strutturale».

La proposta

Arci Piemonte accusa la Regione di non avere una politica regionale specifica per la musica dal vivo e per gli spazi culturali. La musica continua a essere sostenuta dentro bandi competitivi e generalisti, con criteri che faticano a riconoscere il valore e la continuità di questi luoghi.
Quando – come emerso in questi giorni – più di un terzo dei soggetti aventi diritto resta fuori dal contributo, il problema non è il singolo esito: è il modello.«Non è più sufficiente ragionare per bandi su singoli progetti. Un progetto finisce; uno spazio resta: produce lavoro, tiene insieme una comunità e genera un capitale sociale imprescindibile. Bisogna sostenere i luoghi dove la cultura nasce e si produce ogni giorno – i live club, i circoli, i teatri e le sale indipendenti – non soltanto gli eventi che li attraversano».

Per questo, Arci Piemonte chiede un incontro al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il primo passo, concreto – già sperimentato con successo dall’Emilia-Romagna – è una legge sui live club che riconosca e sostenga i luoghi della musica dal vivo.
«Ma quel passo non basta e non può bastare: è altrettanto importante, e per noi decisivo, legiferare sull’intera scena degli spazi culturali e teatrali indipendenti – spiega Polacchi – Servono due impegni distinti e complementari – il riconoscimento dei live club e una legge di più ampio respiro sugli spazi della cultura – con un’attenzione particolare alle aree marginali e interne, dove questi luoghi, oltre che centri culturali, sono anche infrastrutture di welfare di comunità».

Che il bisogno sia reale lo dicono i numeri. L’altissima partecipazione a bandi come “Space[s]”, con un numero di proposte molto superiore alle risorse disponibili, dimostra che in Piemonte esiste una scena viva, numerosa e di qualità, che esprime una domanda che non può essere elusa. La chiusura del Folk Club diventa l’occasione per cambiare passo: dalla logica del bando competitivo a una politica strutturale per gli spazi della cultura.

Rivoli, il recupero dell’acquedotto storico

Presentato oggi l’intervento di riqualificazione del fabbricato di via Montegrappa angolo via Mazzini realizzato da SMAT in collaborazione con la Città di Rivoli.

Il fabbricato, costruito tra il 1939 ed il 1950, ospita una stazione di pompaggio, “l’impianto di sollevamento San Rocco” affidato a SMAT, Società Metropolitana Acque Torino che gestisce il servizio idrico integrato per la Città di Rivoli dal 2003.

L’impianto di San Rocco, dove sono installate due pompe sommerse, consente il sollevamento dell’acqua dalla rete bassa alla rete alta di Rivoli, incrementando la pressione da circa 2 bar fino a 8 bar (serbatoio Castello), con una portata media di 60 l/s, pari a circa 5.400 m³/giorno.

Tale portata dipende principalmente, in modo inversamente proporzionale, dall’integrazione dell’acqua proveniente dall’Acquedotto della Valle di Susa, che viene immessa direttamente nella rete alta e che, ad oggi, è pari a circa 70 l/s.

Il progressivo ampliamento della rete di distribuzione collegata all’Acquedotto per la Valle di Susa ha aumentato i Comuni collegati alla dorsale dell’Acquedotto che preleva l’acqua dalla Diga di Rochemolles e la distribuisce dopo la potabilizzazione presso l’impianto SMAT di Bardonecchia. La portata derivata dall’Acquedotto di Valle sarà gradualmente incrementata per evitare la formazione di torbidità nelle condotte”, ha spiegato il Presidente SMAT, Paolo Romano.

Nel territorio di Rivoli SMAT distribuisce circa 14.000 m³/giorno, provenienti principalmente dalla centrale di Tetti Neirotti, dall’Acquedotto della Valle di Susa e dalle centrali minori di Orsiera e Via Rosta.

A Rivoli SMAT ha curato il restauro dell’esterno dell’edificio e, in particolare, il rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura piana e del gocciolatoio, la sostituzione delle gronde e dei pluviali, la disostruzione delle caditoie stradali, il lavaggio delle facciate con trattamento preventivo contro la crescita di microrganismi, la rimozione delle parti di intonaco ammalorate dai muri e dal cornicione, la stuccatura, l’esecuzione del nuovo intonaco e la relativa rasatura, la tinteggiatura delle facciate, dei cornicioni ed il ripristino della scritta “Acquedotto Municipale”, il lavaggio delle inferriate, delle porte e dei portoni con successiva tinteggiatura ed il restauro completo del portoncino di ingresso, nonché il restauro della fontanella ed il ripristino del rubinetto antichizzato.

Il recupero dell’edificio storico dell’Acquedotto Municipale restituisce alla città un luogo che fa parte della sua memoria e della sua identità. Non si tratta soltanto di un intervento di manutenzione, ma della volontà di preservare e valorizzare un patrimonio che racconta la storia dei servizi pubblici e dello sviluppo della nostra comunità.

Ringrazio SMAT per aver condiviso questo percorso con la Città di Rivoli, dimostrando come sia possibile coniugare l’efficienza di un’infrastruttura strategica con l’attenzione alla qualità dello spazio urbano e alla tutela del nostro patrimonio. Restituire decoro a un edificio storico significa prendersi cura della città e offrire ai cittadini un segno concreto di rispetto per la sua storia e per il suo futuro“, ha commentato il Sindaco Alessandro Errigo.

La cultura al centro: i fondi della Regione per rinnovare i musei piemontesi

3,1 MILIONI DI EURO PER INVESTIMENTI STRUTTURALI. FINANZIATI TUTTI GLI 85 PROGETTI AMMISSIBILI

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura: «I musei non sono più luoghi da visitare in silenzio, ma spazi vivi dove crescono comunità, famiglie e nuove generazioni».

Dopo anni di attesa la Regione Piemonte riporta al centro gli investimenti strutturali destinati ai musei con un bando da 3,1 milioni di euro, che finanzierà tutti gli 85 progetti risultati ammissibili, ovvero tutte le domande che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando.  Una misura che segna il ritorno di uno strumento strategico che rappresenta un cambio di passo nelle politiche culturali regionali. Una scelta che arriva in un momento in cui il sistema culturale piemontese dimostra tutta la propria vitalità: nel 2024 i musei della regione hanno raggiunto quasi gli 8 milioni di visitatori, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente, mentre il Piemonte ha registrato oltre 16,8 milioni di presenze turistiche, confermando come cultura e turismo siano oggi due leve strettamente connesse dello sviluppo regionale.

L’obiettivo del bando è rafforzare proprio una rete museale sempre più moderna, diffusa e capace di valorizzare tanto i grandi poli culturali quanto i musei dei territori, autentici presìdi di identità, memoria e partecipazione. Vogliamo musei più grandi, più accessibili, più innovativi e sempre più capaci di essere luoghi di aggregazione per famiglie e giovani. La cultura non è soltanto tutela del patrimonio, ma un investimento strategico che genera sviluppo, occupazione, turismo e qualità della vita nei nostri territori.

Gli interventi finanziati consentiranno di ampliare e riqualificare gli spazi museali, rinnovare gli allestimenti, migliorare l’accessibilità e la fruizione per tutti i cittadini, abbattere le barriere architettoniche, introdurre nuovi strumenti di visita attraverso QR Code, contenuti digitali e percorsi in Lingua dei Segni Italiana (LIS), oltre a realizzare opere di efficientamento energetico, conservazione del patrimonio e messa in sicurezza delle strutture.

«Con questo bando diamo concretezza a una nuova idea di museo. Vogliamo luoghi sempre più accessibili, innovativi e aperti, capaci di parlare alle persone e di diventare punti di riferimento per la vita delle comunità. Per noi il museo non è più uno spazio da attraversare in silenzio, ma un luogo vivo, dove si impara, ci si incontra, si condividono esperienze e si costruiscono relazioni. È uno spazio di aggregazione per le famiglie, un luogo di crescita per bambini e ragazzi, un presidio culturale che dialoga con le scuole, con il territorio e con il turismo. Investire nei musei significa investire nelle nuove generazioni. Significa offrire ai giovani luoghi in cui conoscere la propria storia, sviluppare senso di appartenenza e diventare protagonisti della vita culturale delle proprie comunità. È questa la visione politica che guida la Regione Piemonte: una cultura che non resta chiusa nelle sale espositive, ma esce, coinvolge, crea opportunità, genera sviluppo e migliora la qualità della vita dei cittadini. Il Piemonte possiede un patrimonio straordinario. Il nostro compito è metterlo nelle condizioni di innovarsi, crescere ed essere sempre più attrattivo. Ogni euro investito nella cultura produce valore, occupazione, turismo e futuro. È questa la direzione che abbiamo scelto e che continueremo a perseguire» dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

La Regione Piemonte torna a investire nei musei con l’obiettivo di costruire luoghi sempre più capaci di parlare alle nuove generazioni, favorire la partecipazione dei giovani e rendere il patrimonio culturale uno strumento di crescita per l’intera comunità.

Sere d’estate al San Carlone ad Arona

Dal 2 luglio con visite guidate al tramonto e concerti

Dal 2 luglio tornano le Sere d’estate al San Carlone, calendario di appuntamenti serali a cura di Archeologistics, presso la statua di San Carlo Borromeo ad Arona, uno dei luoghi simbolo più iconici del lago Maggiore .
L’iniziativa propone un’esperienza suggestiva capace di unire cultura, storia e musica, oltre che momenti conviviali, offrendo al pubblico l’occasione di vivere  momenti piacevoli presso il colosso in una veste inedita, immersa nella luce del tramonto e nella cornice panoramica del lago.
Si tratta di aperture oltre l’orario normale di visita, dopo le 18.30, per godere delle temperature più fresche, ammirare il panorama con un poco di aria dalla terrazza e allo stesso tempo conoscere la storia di questa statua che, dal 1698, domina la città di Arona e il lago Maggiore.
Ogni appuntamento prevede una visita guidata per ripercorrere le tappe della vita di San Carlo e della progettazione e realizzazione di questa opera colossale, per scoprire alcune curiosità e il legame con la Statua della Libertà di New York e per immergersi nel significato artistico e religioso del San Carlone.
Durante le visite  si potrà vivere anche l’esperienza un po’ adrenalinica di salire all’interno della statua fino alla testa del Santo, percorrendo la famosa scala alla marinara, un’occasione unica per ammirare la struttura interna e apprezzare la lavorazione delle lastre di rame da dentro.
Le aperture serali sono arricchite da momenti speciali, quali concerti e cocktail presso la vicina e panoramica Terrazza Paradiso, che renderanno ancora più suggestivi questi momenti serali.
Le Sere d’estate al San Carlone rappresentano un invito a vivere il monumento oltre la tradizionale visita turistica, trasformandolo in un luogo di incontro, scoperta e condivisione,  capace di valorizzare uno dei simboli più amati del lago Maggiore.
Il programma prevede  le  seguenti date: giovedì 2 luglio visita guidata e cocktail alla Terrazza Paradiso come giovedì 13 agosto; giovedì 9 luglio visita guidata e concerto,  con musiche di Handel, Mozart, Mendelssohn e Bizet, arrangiamenti pensati per valorizzare le diverse combinazioni timbriche dell’Echo Vox Ensemble, offrendo al pubblico un’esperienza musicale coinvolgente e originale. Giovedì 16 luglio in programma una visita guidata serale , sabato 29 agosto a chiudere la rassegna sarà  una serata speciale accompagnata dalla musica della Anomala Brass Band, visita che introdurrà il pubblico alla scoperta del monumento e della sua storia, mentre l’esibizione musicale contribuirà a creare un’atmosfera festosa e coinvolgente.

Email statuasancarlo@ ambrosiana.it

Mara Martellotta

Case popolari, Conticelli (PD): “Basta annunci”

 “LA REGIONE PIEMONTE QUANTIFICHI QUANTI FONDI SERVONO PER I TREMILA ALLOGGI SFITTI SOLO NELLA PROVINCIA DI TORINO”
“Di quanto sono lievitati oggi i cento milioni malcontati necessari per intervenire con manutenzione ordinaria e straordinaria sulle case popolari del Piemonte ad oggi non assegnabili? I vertici di Atc Torino Piemonte centrale, auditi questa mattina in commissione regionale non hanno fornito alcun dato rispetto alle necessità e neppure rispetto ai fondi in arrivo in Piemonte dal Piano Casa nazionale e/o dall’annunciato Piano casa della Giunta Cirio. Eppure sono 3000 gli alloggi vuoti solo sull’ area metropolitana, di cui 1606 su Torino. Il presidente di Atc Piemonte nord ha quantificato a spanne stamattina interventi per 60 milioni solo sul patrimonio abitativo di Vercelli, Novara, Biella e Verbania, quindi la cifra di cento milioni rischia di essere ormai obsoleta.
Il fondo nazionale sarà ripartito sulla base delle esigenze quantificate, cosa arriverà al Piemonte senza stime e quantificazioni?
“È evidente che, al di là degli annunci e dei comunicati, c’è una totale assenza  di  interlocuzione politica sul tema case popolari.
Di quale entità è il rapporto annuo  fra il patrimonio Atc sfitto e quello messo in disponibilità dei comuni per le assegnazioni?
Il Fondo sociale per le morosità ha coperto tutte le necessità degli  aventi diritto?
Domande rimaste senza risposta. Attendiamo che l’assessore venga ad interloquire con la commissione consiliare in merito alle politiche abitative.
“Sull’autorecupero, a fronte di 250 alloggi dichiarati idonei e di oltre 1000 domande pervenute, il presidente Atc conferma  che sono una trentina i contratti siglati. Non lo rimarchiamo per sminuire la misura, ma per rimetterla nella sua giusta proporzione: l’auto recupero può essere un ausilio, una risposta di completamento , ma per rispondere alla necessità di patrimonio abitativo disponibile servono misure strutturali e investimenti programmati.
Intanto sui Piani di parternariato pubblico privato abbiamo appreso che non c’è via Pergolesi, in Barriera di Milano, e non abbiamo  avuto certezze su corso Lecce e su corso Grosseto.
Lo dichiara Nadia Conticelli
consigliera regionale PD e vicepresidente II commissione pianificazione territoriale; urbanistica; edilizia residenziale; trasporti e viabilità.

I collegamenti Arriva tra Porta Nuova, Porta Susa e l’aeroporto

Corse fin dalle prime ore del mattino e a tarda sera e collegamenti diretti tra Porta Nuova, Porta Susa e lo scalo aeroportuale. Disponibili diverse soluzioni tariffarie e agevolazioni dedicate alla stagione estiva

 

Torino, 1 luglio 2026 – Con l’avvio della stagione estiva e l’incremento dei viaggi aerei verso le principali destinazioni nazionali e internazionali, Arriva Italia conferma il proprio impegno nel garantire collegamenti frequenti e accessibili tra il centro di Torino e l’aeroporto cittadino.

La linea 268 collega quotidianamente le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa con l’aeroporto di Caselle, offrendo un servizio attivo sette giorni su sette e pensato per rispondere alle esigenze di chi viaggia per vacanza, lavoro o studio. Oltre alla capillarità degli orari, il collegamento si caratterizza per la presenza di numerose corse Express che consentono di raggiungere lo scalo senza fermate intermedie. Grazie alle elevate frequenze e ai collegamenti diretti con lo scalo, il servizio rappresenta inoltre un’alternativa concreta all’utilizzo dell’auto privata per raggiungere l’aeroporto.

Il collegamento rappresenta inoltre una soluzione ideale sia per chi parte da Torino sia per chi raggiunge la città in aereo, consentendo di spostarsi rapidamente tra Torino Airport, il centro cittadino e le principali stazioni ferroviarie utilizzando il trasporto pubblico.

Nei giorni feriali il servizio mette a disposizione oltre 65 corse per direzione, mentre nei fine settimana e nei giorni festivi le partenze superano le 40 corse. Più della metà dei collegamenti feriali è effettuata in modalità Express, con tempi di percorrenza di circa 30 minuti da Porta Susa e circa 35 minuti da Porta Nuova.

Particolare attenzione è dedicata alla copertura delle fasce orarie più richieste durante il periodo estivo. Le prime partenze dal centro città sono programmate fin dalle prime ore del mattino (4:45 nei feriali e 4:15 nei festivi), consentendo di raggiungere agevolmente i primi voli della giornata, mentre gli ultimi collegamenti dall’aeroporto – ultima corsa a mezzanotte – permettono di servire anche gli arrivi serali.

Il collegamento è disponibile tutti i giorni dell’anno e consente di acquistare il titolo di viaggio attraverso diversi canali, tra cui il sistema contactless EMV a bordo, l’app Arriva MyPay, il servizio Chat&Go su WhatsApp, l’e-store Arriva,  e le rivendite autorizzate.

Per la stagione estiva Arriva Italia rende inoltre disponibili diverse soluzioni tariffarie dedicate, tra cui promozioni e agevolazioni per specifiche categorie di viaggiatori e nuclei familiari. Tutte le informazioni su orari, modalità di acquisto e offerte in vigore sono consultabili alla pagina dedicata sul sito torino.arriva.it.

Dolce estate: le proposte più fresche e golose per accompagnare ogni momento della giornata

Con l’arrivo della bella stagione, il desiderio di dolcezza non svanisce, ma si trasforma. Cerca la freschezza, la leggerezza e il profumo della frutta, senza mai rinunciare all’eleganza della grande tradizione pasticcera. Dalla colazione sotto i primi raggi del mattino fino al dessert da gustare nelle calde serate estive, l’estate 2026 si preannuncia ricca di novità golose. Un viaggio sensoriale guidato da cinque eccellenze del territorio torinese – Galup, Spegis, Marchetti e Racca – che hanno saputo reinterpretare la stagione calda con creatività, rispetto per la materia prima e un pizzico di refrigerante golosità.

Galup: il Panettone che profuma d’estate incontra il gelato

Chi ha detto che il panettone sia un piacere esclusivamente invernale? C’è un modo nuovo, conviviale e raffinato di vivere il grande lievitato anche sotto l’ombrellone, ed è firmato Galup. Torna infatti la collezione Panettone D’Amare, la proposta estiva da 750 grammi realizzata con impasto di tipo Milano, lievito madre storico e una lentissima lavorazione di 40 ore che garantisce una morbidezza straordinaria.

Accanto ai già amati abbinamenti Limone e Basilico e Pesca e Yogurt (quest’ultimo nato dalla sinergia con Latterie Inalpi), la vera novità dell’estate 2026 è il gusto Lampone, Fragola e Ciliegia: un mix vivace che racchiude i colori e i profumi delle giornate più luminose. Ma la vera rivoluzione dell’anno è l’incontro con la nuovissima linea di gelati Galup (rigorosamente gluten free e prodotti da Golosi, azienda del gruppo TCN). Otto gusti in coppetta – tra cui spiccano l’inedito gusto panettone, la crema pistacchio, sacher e rinfrescanti combinazioni di frutta e cioccolato – pensati per dialogare alla perfezione con una fetta di Panettone D’Amare. Per adesso, questa esperienza completa si può vivere esclusivamente nello store Galup di via Andrea Doria a Torino, impreziosito dalle vetrine artistiche nate dalla creatività degli studenti dello IED Torino.

Le “Moussebox” da passeggio di Alessandro Spegis

Per chi cerca una sosta che sia al contempo fresca, cremosa e leggera, la risposta è nella bottega di Alessandro Spegis in via Monferrato nell’elegante quartiere della Gran Madre di Dio di Torino. Spegis ha racchiuso l’intensità del cioccolato e la vivacità della frutta estiva nelle sue innovative Moussebox, pratiche confezioni nate per essere gustate comodamente “da passeggio” o sul divano di casa.

Le combinazioni giocano su contrasti perfetti e consistenze vellutate. Potrete lasciarvi tentare dalla freschezza assoluta della Mousse al cioccolato, panna e fragole fresche, oppure optare per l’abbraccio confortevole della Mousse fondente con crema Gianduia e nocciole. Per gli amanti dei sapori decisi, la linea si arricchisce con la combinazione tra l’aroma profondo del cacao fondente e la nota acidula e rinfrescante dei frutti di bosco. Una coccola fresca e golosa ad ogni cucchiaiata.

I sorbetti del territorio di Alberto Marchetti

Il gelato, quando è firmato Alberto Marchetti, diventa un racconto liquido della biodiversità piemontese. Per l’estate, il maestro gelatiere punta tutto sulla purezza e sulla stagionalità dei sorbetti, selezionando la frutta direttamente dai piccoli produttori locali per preservarne l’anima autentica.

Tra i gusti più rappresentativi di questa stagione spiccano due eccellenze frutticole: l’Albicocca Tonda di Costigliole, una varietà pregiata coltivata nel saluzzese, e il celeberrimo Ramasin della Val Bronda. Quest’ultima è una piccola susina aromatica tipica del Piemonte occidentale, riconosciuta come Presidio Slow Food. Trasformata da Marchetti in un sorbetto magistrale, la susina sprigiona un sapore intenso, zuccherino e piacevolmente acidulo, ideale per rigenerare il palato nelle ore più calde della giornata.

Fabrizio Racca: l’alta pasticceria che nasce nei campi e nei frutteti

L’estate è anche il momento perfetto per scoprire il “dietro le quinte” dell’alta pasticceria di Fabrizio Racca. Per il designer del dolce torinese, ogni creazione nasce molto prima di entrare in laboratorio: nasce nei campi, grazie al lavoro simbiotico con i produttori. Le sue torte e le sue monoporzioni dalle linee pulite ed essenziali celebrano quest’anno le eccellenze del territorio nel raggio di pochi chilometri.

I piccoli frutti estivi – lamponi, more, mirtilli e fragoline di bosco – arrivano freschissimi da Lagnasco per farcire crostate di frutta, crostate di frutti di bosco, crostatine ai lamponi e dessert al cucchiaio. e dessert al cucchiaio. Nota di merito per le albicocche Tonde di Costigliole: Racca ha concordato con il produttore una maturazione completa sulla pianta per raggiungere una dolcezza straordinaria (fino a 18° Brix). Ben tre quintali di questi frutti estivi sono stati già assicurati per essere trasformati in confettura artigianale, che andrà a farcire le sue iconiche Sacher autunnali. E per le creme e le mousse estive? Il segreto è il latte intero e non titolato proveniente dall’agricoltura simbiotica dell’azienda Erbalatte di Savigliano, che dona alle preparazioni una struttura e una genuinità uniche. Una filosofia, quella di Racca, che unisce l’estetica contemporanea al profondo rispetto per l’ambiente e per i ritmi della natura.

Il gran finale: l’estate sottozero di Papalele

Per chiudere in bellezza questo viaggio tra le dolcezze estive, non si può non fare tappa a Torino da Papalele, una vera e propria oasi del fresco che ridefinisce l’arte del sottozero. Qui l’estate si declina in creazioni audaci e dissetanti, a partire dai loro gelati stagionali. Per i palati più curiosi spiccano accostamenti inediti come Alta Quota (un balsamico incontro di latte, germogli di abete bianco e limone fermentato), il sorprendente Cocco infestato (con ortica e gocce di cioccolato), il freschissimo Gin Garden (ispirato al gin tonic con lime e botaniche mediterranee) e il vibrante Mela +, che unisce mela verde, sidro e foglie di menta.

Se invece cercate i grandi classici della casa, i gusti signature non deludono mai: lasciatevi avvolgere da Romance, un gelato vegano alla mandorla di Noto impreziosito da scorze di mandarino candite e scaglie di cioccolato fondente salato, oppure dallo Scoiattolo, una golosa nocciola a base di latte di avena con croccante e l’immancabile crema gianduia Papale.

E per chi nelle giornate più afose cerca solo il brivido della purezza? La risposta è nella selezione delle loro granite, un perfetto equilibrio di frutta e freschezza: dalle tradizionali Mora di gelso e Mandorla, fino alle varianti più aromatiche e dissetanti come Lime e foglie di menta, Anguria, o l’originale Melone e foglie di basilico. Il modo perfetto per salutare l’estate, un cucchiaino alla volta.

Le strade di Cit Turin trasformate in piste da corsa per monopattini e biciclette

Marciapiedi ampi tra corso Inghilterra, corso Francia e altre strade limitrofe sono diventate circuiti per sfrecciare ad alta velocita’

Nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e le vie adiacenti, si sta consolidando una situazione che molti residenti percepiscono come sempre più critica. La convivenza tra pedoni, biciclette e motopattini elettrici, infatti, è diventata insostenibile, soprattutto a corso Francia, corso Inghilterra, via Cavalli, via Cialdini e la zona di piazza Bernini. Si tratta di assi stradali ampi, lineari, che di fatto si prestano a essere attraversati ad alta velocità da mezzi leggeri. Il problemi segnalati da molti cittadini sono: velocità elevate, manovre improvvise, scarsa attenzione agli attraversamenti pedonali e una generale imprevedibilità che costringe chi cammina a continui scarti per evitare il contatto. Le segnalazioni sono numerose e ricorrenti, ma fino ad ora niente di fatto. Anziani, famiglie con passeggini, persone con bambini piccoli, cittadini che portano a spasso i cani raccontano di situazioni di pericolo quotidiane; in particolare nelle ore di punta, o nei momenti di maggiore afflusso, l’impressione è quella di uno spazio urbano dove la priorità del pedone viene di fatto compressa se non ignorata dai diversi Marc Marquez e Tadej Pogacar de noantri. Si vedono, inoltre, monopattini con due o addirittura tre persone a bordo, dove l’instabilità e’ evidente, e guidatori senza casco; tutto questo alimenta un senso diffuso di impunità e di scarsa regolazione percepita. Piazza Bernini, nella sua parte piu’ larga, è diventata uno dei punti simbolo del problema: uno spazio pensato per la mobilità lenta viene attraversato senza apparente riduzione di velocità, trasformandosi di fatto in un corridoio di passaggio rapido. La domanda che molti si pongono è semplice, ma urgente: è davvero impossibile intervenire in modo efficace? Le regole esistono, ma la loro applicazione sembra frammentaria, difficile da controllare in modo sistematico e soprattutto poco percepita da chi utilizza questi mezzi. Inoltre non si vedono pochi mezzi della polizia locale appostati per impedire tali comportamenti. Il tema non riguarda solo la sicurezza stradale, ma anche la qualità della vita urbana e il rispetto reciproco negli spazi condivisi. Senza un equilibrio più chiaro tra mobilità sostenibile e tutela dei pedoni, il rischio è che aumentino tensioni e insicurezza in quartieri che, per conformazione, dovrebbero favorire la convivenza e non lo scontro tra velocità e fragilità.

Maria La Barbera