Marciapiedi ampi tra corso Inghilterra, corso Francia e altre strade limitrofe sono diventate circuiti per sfrecciare ad alta velocita’
Nel quartiere Cit Turin, tra corso Francia e le vie adiacenti, si sta consolidando una situazione che molti residenti percepiscono come sempre più critica. La convivenza tra pedoni, biciclette e motopattini elettrici, infatti, è diventata insostenibile, soprattutto a corso Francia, corso Inghilterra, via Cavalli, via Cialdini e la zona di piazza Bernini. Si tratta di assi stradali ampi, lineari, che di fatto si prestano a essere attraversati ad alta velocità da mezzi leggeri. Il problemi segnalati da molti cittadini sono: velocità elevate, manovre improvvise, scarsa attenzione agli attraversamenti pedonali e una generale imprevedibilità che costringe chi cammina a continui scarti per evitare il contatto. Le segnalazioni sono numerose e ricorrenti, ma fino ad ora niente di fatto. Anziani, famiglie con passeggini, persone con bambini piccoli, cittadini che portano a spasso i cani raccontano di situazioni di pericolo quotidiane; in particolare nelle ore di punta, o nei momenti di maggiore afflusso, l’impressione è quella di uno spazio urbano dove la priorità del pedone viene di fatto compressa se non ignorata dai diversi Marc Marquez e Tadej Pogacar de noantri. Si vedono, inoltre, monopattini con due o addirittura tre persone a bordo, dove l’instabilità e’ evidente, e guidatori senza casco; tutto questo alimenta un senso diffuso di impunità e di scarsa regolazione percepita. Piazza Bernini, nella sua parte piu’ larga, è diventata uno dei punti simbolo del problema: uno spazio pensato per la mobilità lenta viene attraversato senza apparente riduzione di velocità, trasformandosi di fatto in un corridoio di passaggio rapido. La domanda che molti si pongono è semplice, ma urgente: è davvero impossibile intervenire in modo efficace? Le regole esistono, ma la loro applicazione sembra frammentaria, difficile da controllare in modo sistematico e soprattutto poco percepita da chi utilizza questi mezzi. Inoltre non si vedono pochi mezzi della polizia locale appostati per impedire tali comportamenti. Il tema non riguarda solo la sicurezza stradale, ma anche la qualità della vita urbana e il rispetto reciproco negli spazi condivisi. Senza un equilibrio più chiaro tra mobilità sostenibile e tutela dei pedoni, il rischio è che aumentino tensioni e insicurezza in quartieri che, per conformazione, dovrebbero favorire la convivenza e non lo scontro tra velocità e fragilità.
Maria La Barbera

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