Inutile dipingere di verde gli errori del passato
“Marnati continua con le dichiarazioni megalomani e ora sostiene che il Piemonte abbia già anticipato la transizione ecologica. Ma è inutile dipingere di verde gli errori del passato. Per fortuna ammette: ‘abbiamo tanti progetti sparsi ma non c’è una visione strategica’. Esattamente: il Recovery Plan piemontese è fatto di rotonde di centri commerciali, varianti stradali per una media di mezzo milione di euro, monorotaie in mezzo alle vigne: oltre 1200 progetti all’insegna di marchette e bitume, senza alcuna regia né valutazione di quanto – per esempio – contribuiscano a ridurre le emissioni; molti vanno addirittura contro l’obiettivo della transizione ecologica” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commentando le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore all’Ambiente in occasione dell’appuntamento a Torino sulla transizione ecologica, in collegamento con il Ministro Roberto Cingolani e il Governatore piemontese Alberto Cirio.
“Chiedo al Ministro e all’Assessore come si concili la transizione ecologica con il progetto della Tangenziale est, o con i 195.000 mq di terreni agricoli che verranno asfaltati per ospitare il polo di Amazon a Orbassano. Il PNRR italiano è il meno coraggioso in Europa e il contributo piemontese è nullo se non peggiorativo. Credo, Ministro Cingolani, che la giustizia climatica e ambientale non possa aspettare altri 30 anni. E credo, Assessore Marnati, che una Regione indagata per reato di inquinamento ambientale dovrebbe sì anticipare la transizione ecologica: farlo davvero, non continuare a dichiararlo mentre agisce in senso opposto”.
Domani con una conferenza stampa alle ore 11 in Piazza Castello ang. Via Roma.
Alla Conferenza stampa di presentazione dei sei quesiti referendari co-promossi dal Partito Radicale e dalla Lega, saranno presenti Mario Barbaro, membro della Segreteria del Partito Radicale; Sergio Rovasio, Presidente dell’Associazione Marco Pannella di Torino; Edoardo Fiammotto, Scuola di Liberalismo; Avvocato Davide Mosso, dell’Osservatorio nazionale sulle carceri delle Camere Penali, Angelo Pezzana, Fondazione FUORI, già parlamentare radicale, Enrico Buemi, Segretario Regionale del Psi e Antonio Terrameo, Vice Segretario del Psi provinciale di Torino, Caterina Simiand, Direttrice del Centro Studi Salvemini.
Il Partito Radicale inaugura la campagna referendaria che inizierà in tutta Italia nella giornata di oggi e durerà fino al 30 settembre 2021. La campagna vedrà impegnate nelle strade e piazze dei Comuni italiani migliaia di attivisti di diverse organizzazioni politiche e associative. Sono previsti sin da oggi centinaia di tavoli di raccolta firme in tutta Italia e punti di raccolta nei Comuni italiani così come previsto dalla legge. A Torino sin da domani sono previsti diversi banchetti di raccolta firme in molti punti della città.
Il Partito Radicale fa appello ai cittadini per una grande mobilitazione di iniziativa civile e democratica che inauguri finalmente una stagione di riforme in materia di Giustizia, riforme attese da oltre 40 anni e che non sono più rinviabili.
“Le parole del Ministro Cingolani sui benefici della Tav che potrà ridurre l’inquinamento e salvaguardare l’ambiente rappresentano un deciso cambio di passo rispetto alle posizioni di un recente passato in cui la Torino – Lione era vista, anche da ministri del Governo Conte, come un’opera inutile e dannosa.
LIBRI / Franco Marini. Il popolare di Giorgio Merlo, Edizioni Lavoro, 2021
Polo del ‘900, Via del Carmine 14, Sala ‘900
Ingresso in sala ‘900 con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti,
registrandosi al seguente link: registrazione
Giorgio Benvenuto, già Segretario generale della UIL
Annamaria Furlan, già Segretaria generale della CISL
Enzo Ghigo, Presidente del Museo del Cinema, Torino
Gianfranco Morgando, Direttore della Fondazione Donat-Cattin
Modera
Paolo Griseri, Vice direttore de “La Stampa”
Sarà presente l’autore
I volontari di Torino Tricolore sono scesi in strada, ieri sera, per portare l’attenzione su furti e aggressioni che da tempo si stanno verificando in Crocetta.
Come Buona Destra esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per l’ondata di violenza fisica, verbale e culturale che si sta riversando sugli appartenenti alla comunità LGBT in questi giorni. Una deriva in atto da tempo che sta assumendo connotati spaventosi.
La mancanza di senso civico, di valori di comunità, di sensibilità della società contemporanea in molti strati sottoculturata, stanno portando ad una situazione intollerabile anche a causa dello sdoganamento degli istinti più beceri messa in atto da tempo da alcune forze politiche.
Negli ultimi giorni diversi episodi sono avvenuti in tutto il Paese e due emblematici hanno colpito Torino e l’Area Metropolitana.
Il caso di Orlando Merenda, il giovane diciottenne che è arrivato a togliersi la vita gettandosi sotto un treno solo pochi giorni fa. Un gesto che evidenzia tutta la sofferenza di un giovane uomo la cui unica “colpa”, per qualcuno, era quella di essere omosessuale. Una violenza che continua a perpetrarsi anche dopo la sua morte con decine di messaggi di insulto e di derisione che arrivano in continuazione sui suoi profili social.
Un gesto così estremo che non ha però impedito a Rosario Galfi, Consigliere Comunale di Venaria Reale, in quota Forza Italia, di esprimersi in modo indecoroso ed irricevibile durante il Consiglio Comunale di un paio di giorni fa. Durante la discussione della mozione riguardante l’adesione del Comune alla Carta dei Diritti Re.a.dy, le Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere, il Consigliere ha dichiarato: “Per me esiste una sola famiglia, il resto sono solo schifezze”. Parole che oltre ad andare in contrasto con le posizioni assunte dalla sua stessa maggioranza, insultano le famiglie arcobaleno ed i 120 mila bambini che ne fanno parte, associandoli ad “una schifezza”. Una posizione irricevibile da parte di un rappresentante delle Istituzioni, da un Amministratore di tutti i cittadini senza distinzione e che a causa del proprio credo evidentemente arretrato, un passo indietro lasciando l’incarico per chi è stato eletto ma che evidentemente non è in grado di rappresentare.
Episodi gravi che sono la punta dell’iceberg di una società decivilizzata, priva di valori di inclusione e che dovrebbero portare ad una profonda riflessione da parte di tutti coloro che cavalcano l’onda del disagio, dell’odio indicando in determinate categorie sociali il nemico contro cui volgere l’attenzione del proprio elettorato. Una deriva che si può combattere solo attraverso una forte azione culturale e sociale, a partire dalla scuola.
“Proprio perché crediamo ad una scuola inclusiva che sia parte attiva culturale nella lotta all’omolesbobitransfobia, una delegazione di Buona Destra sarà presente alla manifestazione organizzata da Torino Pride per Venerdì 2 Luglio sotto gli uffici scolastici regionali” – dichiara Claudio Desirò, Coordinatore Regionale della Buona Destra in Piemonte – “Lo faremo senza vessilli di partito per portare una testimonianza di vicinanza e solidarietà ad una comunità continuamente attaccata per motivi infimi e per sostenere una battaglia di civiltà e cultura”.
Comitati per la Buona Destra del Piemonte
Alleanze e schermaglie, la politica allo sbando
Cucciola la Ministra Laura Castelli. Ora pure condannata per diffamazione. Che cattivi questi magistrati e soprattutto cattivo Piero Fassino che si è sentito offeso dalle sue affermazioni. La più arrabbiata è Lidia Loredana Roscaneanu. Altra, se non principale parte offesa.
Castelli se la cava, per ora, con 10 mila euro tra costi processuali e parte civile da risarcire. Noccioline per lei che da tre anni percepisce lauti stipendi. Di dimissioni non se ne parla nemmeno e di chiedere scusa manco a parlarne. Chi tiene botta ( sembrerebbe) è Conte che chiede ai Grillini di scegliere tra lui e Grillo. Grillo, che una volta tanto ha le idee chiare: cari cinque stelle, io vi ho creato ed io vi distruggo.
Delirante dice che Giggino è stato il miglior ministro degli Esteri. E i due con i cinesi sono nel marasma totale. Chi si aggiunge nel delirio è l’ inafferrabile Toninelli che sostiene che da quando la Raggi è Sindachessa Roma è più pulita ed ordinata. Follia allo stato puro. Sicuramente gli antropologi avranno da studiare sui pentastellati. Cucciolo anche il prof Ugo Mattei. Tante parole rivoluzionarie e dopo un nulla di fatto. La sua lista non decolla e il ritiro è imminente. Pazienza, ce ne faremo una ragione. La notizia “piccante” è questa : Chiampa porta Lo Russo alla sezione di Rifondazione di Barriera di Milano. Via Baltea. Addirittura 15 persone, decisamente attempate, ma votano anche loro. E poi la destra incombe anche se, sembra, che Fratelli d’ Italia non sfondi. Del resto Torino è la città, o perlomeno è stata la città più antifascista d’Italia. Qualche ricordo, forse ‘c è ancora. Il capitano (Matteo Salvini) rilancia: sono un moderato, altro che camicie verdi di bossiana memoria. C’ è anche il bel gesto di Bartolomeo Giachino del ritiro dalla corsa a Sindaco nel nome di un centrodestra unito. Intanto, nei sondaggi Damilano è primo con oltre il 44 %, con più voti personali che della coalizione. Matteo Renzi deve ancora scegliere e Calenda gliela vuol far pagare al Pd sia a Roma che a Torino. Ma l’ altra notizia è che il Pd in città è il primo partito con oltre il 30 % . Però, niente male per la pattuglia di 1800 iscritti. Sui pentastellati non pervenuta alcuna notizia su che cosa faranno. Unica certezza l’odio puro per il Pd. Eppure nei sondaggi tra gli elettori dem, il 75% vorrebbe un accordo con loro. Direi quasi ovvio, visto che si giocherà tutto al secondo turno , a Torino come in tutta Italia. Il centro destra è certo del risultato finale: cappotto al Pd e cinquestelle. Possibile, al limite del molto probabile. Ma non è tutto. Le varie percentuali dei vari partiti faranno la differenza. Anche la singola tenuta dei vari leader nazionali. Non è un segreto che Meloni e Salvini si giocano chi fa il primo. E qui, diciamocelo, non bastano i numeri. Ci possono essere fattori esterni , in tutti i sensi. Si pensi all’amore di Salvini per Putin e a quello della Meloni per l’Ungherese Orban. Dunque sbagliato dare tutto per scontato. Un po’ come in Francia, dove la prevista vittoria della La Pen non è stata confermata dai fatti. Si vedrà, indubbiamente. Chi tiene duro è Mario Draghi. Ed ora facciamo i conti con un’ Italia interamente bianca, da quello che si vede due Italie. Una ancora preoccupata ed una che si sente e si comporta da liberata. Forse due facce della stessa medaglia ? Francamente non mi pare. La nostra solita divisione, un po’ manichea tra due fazioni. La solita divisione tra ” Guelfi e Ghibellini “. Tra chi va tutto bene e tra chi va tutto male. Ora, che le divisioni e dialettica sono il sale per la democrazia è indubbio. Come le elezioni amministrative. Con il ballottaggio, di fatto, si formano due schieramenti uguali e contrari. Ma è il dopo che preoccupa. Torino ha bisogno di ricomposizione ed unità della classe politica per rinascere. Facile nel dirsi e molto difficile nel realizzarsi. In politica ci dovrebbero essere avversari , non nemici. Grillo e la Castelli hanno fomentato odio e disprezzo, e ora ne pagano per primi le negative conseguenze. Piaccia o non piaccia di quel famoso 33 % c’ è rimasto ben poco. Tutto sta nel capire che fine faranno gli ex votanti dei 5 stelle. A Torino come in Italia. Insomma , magari mi sbaglio, ma la partita ritorna ad essere tra centro destra e centro sinistra. Come al solito, non ci rimane che dire, vedremo.
Patrizio Tosetto
PIAZZA CARIGNANO ALLE 18 PER RADICALI: 100 ANNI DI PARTITO COMUNISTA CINESE, 100 ANNI DI VITTIME. IL 1° LUGLIO IN PIAZZA CARIGNANO ALLE 18 PER IL CENTENARIO DEL PCC
Otto direttori lavori della manutenzione ordinaria del suolo pubblico circoscrizionale hanno appena presentato le dimissioni a fronte dell’impossibilità ad adempiere alla propria mansione con le scarse risorse fornite dall’amministrazione centrale:
soltanto 50mila euro all’anno per la sistemazione di strade e marciapiedi. Un importo troppo basso per poter gestire efficacemente il territorio che ha creato forti stress ai dipendenti delle otto Circoscrizioni che si trovano a far fronte a continue denunce penali e sopportare, da tempo, pesanti tensioni lavorative dettate anche dalle non chiare responsabilità sul suolo pubblico.
Al caso si è interessato il consigliere PD Angelo Catanzaro che a breve depositerà un documento e che aveva già presentato un’interpellanza approvata in Circoscrizione 1 in cui evidenziava la carenza del 60% del personale tecnico e amministrativo e la mancanza di assunzioni da parte del Comune dopo i pensionamenti.
«Le dimissioni dei direttori lavori circoscrizionali sono un segnale importante che mette in evidenza la totale incapacità dell’amministrazione di prendersi cura del suolo pubblico – dichiara Catanzaro -. Le strade e i marciapiedi di Torino sono piene di buche, i cittadini continuano a cadere e a farsi male, e a pagare il prezzo di questa situazione, oltre ai cittadini stessi, sono ingiustamente i direttori lavori e operativi decentrati che, anche volendo, non potrebbero far fronte alla mancanza di risorse. In tal senso il decentramento che tanto piace al Comune è stato un disastro e ha avuto la sola funzione di mettere in cattiva luce le Circoscrizioni ed il loro operato».
Il consigliere PD, ascoltando le richieste dei suddetti direttori lavori che attendono risposta alla loro azione, propone pertanto: «la discussione del modello “decentrato” adottato dal Comune e una “turnazione” dei funzionari addetti alla direzione lavori del suolo pubblico circoscrizionale, in modo da ridurre lo stress continuativo di questi dipendenti che, a queste condizioni, può pesantemente influire su varie patologie o crearne».