Ieri, sabato 22 gennaio, una vasta e variegata rete di associazioni e movimenti, ha voluto ricordare il fatto storico che, esattamente il 22 gennaio di un anno fa, le Nazioni Unite hanno approvato il Trattato per l’abolizione delle armi nucleari.
Ad oggi hanno sottoscritto il suddetto trattato circa 60 Nazioni, a partire dallo Stato del Vaticano.

Il presidio è stato organizzato, dunque, sia per sollecitare anche il nostro Parlamento ad aderire, sia per promuovere una politica di pace, di legalità internazionale e di tutela dei diritti umani.
La manifestazione, molto partecipata, è stata coordinata da Zaira Zafarana e Paolo Candelari a nome del Coordinamento A.G.i.TE., in collegamento con il M.I.R. e con analoghe organizzazioni internazionali. Molti gli interventi dei rappresentanti di associazioni, movimenti, coordinamenti ecc. Particolarmente sottolineati e apprezzati dagli organizzatori, sono stati i saluti dei rappresentanti delle Istituzioni: Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale di Torino, a nome del Sindaco della Città Stefano Lo Russo, e Giampiero Leo, vice presidente del Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte, a nome del presidente dello stesso (e del Consiglio regionale) on. Stefano Allasia, e del presidente della Regione Piemonte on. Alberto Cirio.
Ci voleva un bravo giornalista come Lodovico Poletto e un bravo militare come il Generale LUZI per dirci che dietro al fenomeno delle Baby Gang c’è la mancanza di lavoro e di opportunità. Al Signor Generale vorrei dire che il COVID ha fatto esplodere alcune situazioni ma le cause sono più lontane e stanno nella pochissima crescita economica degli ultimi venticinque anni e ai ristori insufficienti per partite IVA e settore commercio. Basta andare a chiedere ai Parroci delle Parrocchie dei Quartieri più difficili. Penso sovente al Parroco della Madonna della Pace che dalla finestra vede gli spacciatori e chiede ai benefattori di
Dopo i pois in largo Montebello, le fioriere in via Santa Giulia: i primi e le seconde bocciati senza appello dalla Soprintendenza. La vicenda del cosiddetto “urbanismo tattico” nel quartiere Vanchiglia sta assumendo tratti grotteschi. Ci chiediamo come sia possibile che la precedente Giunta non abbia interloquito per tempo con la Soprintendenza prima di procedere alla realizzazione di questi interventi “creativi”, ora inevitabilmente bocciati. Tante le segnalazioni giunte dai residenti del quartiere, del quale mi sono occupato a lungo nei miei dieci anni in Sala Rossa. A questo punto sarebbe giusto che a pagare i costi necessari per la rimozione delle fioriere non fosse il Comune, cioè i cittadini torinesi, ma la passata Giunta. Le due fioriere avrebbero dovuto tracciare una chicane per rallentare il flusso veicolare lungo via Santa Giulia. Ora spetterà alla nuova Giunta trovare una soluzione che rispetti le direttive, con perdita di tempo, preziose energie e risorse.