“È di tutta evidenza che il “centro” sarà presente d’ora in poi nella politica italiana. Non sigle
astratte o virtuali ma una presenza politica centrista attraverso una ‘federazione’. E quindi, com’è
del tutto naturale e scontato, un partito che raggruppa i vari movimenti e le forze che già
attualmente si riconoscono in questo campo politico. E le vicende politiche legate all’elezione del
Presidente della Repubblica di questi ultimi giorni non ha fatto che accelerare la formazione e
l’organizzazione di questo campo politico.
Ma, mentre decolla il progetto politico a livello nazionale, è sempre più necessario mettere in
campo questa intuizione a partire dalla ormai prossima consultazione amministrativa. Partendo
anche e soprattutto dal Piemonte e dalle principali città che andranno al voto. Avviare, cioè, un
progetto centrista che sia capace di aggregare anche parte di quel ‘civismo’ che rappresenta un
significativo valore aggiunto ai fini della vittoria elettorale nei capoluoghi di provincia e nei
principali Comuni che andranno a rinnovare i Sindaci e le amministrazioni locali.
‘Noi Di Centro’, dunque, fa un appello a tutti quei partiti e a quelle forze centriste che intendono
già avviare a livello locale il progetto che sarà destinato a caratterizzare la geografia politica
italiana nei prossimi mesi. E questo anche perchè dobbiamo prendere atto che sono saltate quelle
coalizioni ed alleanze che sino a poco tempo fa dominavano la politica italiana. Ovvero, la sinistra
alleata con i populisti dei 5 stelle e un centro destra che, per bocca dei suoi stessi protagonisti, si
è dissolto a livello parlamentare e politico”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro’
A dichiararlo è la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, intervenendo in merito alla conferenza di Eric Gobetti (nella foto piccola) “Fascismo e Foibe tra storia e propaganda” prevista per il 6 febbraio al Comala. “Gli stessi manifestanti che poche settimane fa si sono scontrati violentemente con gli agenti con la scusa di protestare contro la nuova sede dell’Esselunga, ora si rifanno vivi con un nauseante evento dal sapore giustificazionista proprio a ridosso del Giorno del Ricordo (10 Febbraio). Sulla locandina – prosegue Montaruli – campeggia addirittura una bandiera comunista titina, la stessa che fu il simbolo degli infoibatori. Mi auguro di sentire parole di sdegno e condanna anche da parte di quelle istituzioni cittadine che in precedenza si erano mostrate solidali con gli attivisti del Comala, dimostratisi nient’altro che militanti dei centri sociali con una palese ambiguità per la pulizia etnica delle foibe. Ogni offesa al ricordo dei martiri delle foibe è un insulto a tutta Torino e all’Italia intera”.