Il Consiglio regionale ha approvato, con 26 sì e 17 non votanti, l’adeguamento dell’addizionale Irpef alla nuova normativa nazionale. Con la legge di bilancio 2022 gli scaglioni passano da 5 a 4. Il provvedimento approvato mantiene la stessa addizionale regionale Irpef precedente e preserva anche alcune detrazioni, non più obbligatorie per la norma nazionale: riguardano le famiglie con più di tre figli, che godranno di una detrazione di 100 euro a figlio, e quelle con figli portatori di handicap fisici o psichici. Per loro la detrazione sarà di 250 euro a figlio. Le detrazioni si sommeranno all’assegno unico.
L’assessore al bilancio Andrea Tronzano ha sottolineato la volontà di non modificare le aliquote dell’addizionale e di mantenere alcune detrazioni: “Rappresentano un costo per la Regione di 11,241 milioni, ma pensiamo che sia un investimento in questo momento di difficoltà per le famiglie”, ha spiegato.
Per il relatore di maggioranza Matteo Gagliasso (Lega) il provvedimento è dovuto, ma non il mantenimento delle detrazioni: “In questo adeguamento alla legge nazionale le detrazioni all’addizionale Irpef sono mantenute come misure di sostegno economico-sociale”, ha detto.
Sulle detrazioni il relatore di minoranza Silvio Magliano (Moderati) ha parlato di “un segnale politico che va in una direzione giusta, perché sostiene sia le famiglie numerose, sia chi vive una condizione di particolare difficoltà”.
Per l’altro relatore di minoranza, Maurizio Marello (Pd), “l’adeguamento alla normativa nazionale non dovrebbe comportare un significativo scostamento rispetto al gettito complessivo Irpef”.
Marco Grimaldi (Luv), relatore di minoranza, ha chiesto una riforma nazionale dell’Irpef “nel segno della discontinuità. Oggi la riforma Draghi assicura vantaggi consistenti ai redditi medio alti, mentre non tutela i redditi più bassi”.
Ma per la Giunta va tutto bene
La risposta ricevuta in Consiglio Regionale al mio Question Time sul tema non fuga i dubbi e non dissipa le preoccupazioni: al momento i ritardi nei rimborsi delle spese extra raggiungono i quattro anni, mentre gravano sulle Pubbliche Assistenze, per quanto riguarda le convenzioni in forma estemporanea, i costi per l’acquisto dei DPI. Che le PA debbano pagare per svolgere il proprio servizio è assurdo: cambiare le cose è compito della Regione e ci aspettiamo che ciò avvenga in tempi brevi.
Non ci soddisfa e non ci tranquillizza la risposta della Giunta al Question Time sull’impatto del caro carburante sull’attività delle Pubbliche Assistenze. Affermare, come ha fatto l’Assessore Gabusi leggendo in Aula la nota dell’Assessore Icardi, che non sussistono problemi di sorta dal momento che le spese extra si rimborsano tramite rendicontazione è più una mezza bugia che una mezza verità: i ritardi nell’erogazione di questi rimborsi extra arrivano infatti ai quattro anni.
Regolamenti alla mano, le Associazioni che erogano servizi di trasporto sanitario e sociale dovrebbero presentare preventivi annuali e quindi ricevere, in anticipo, i vari acconti: i fondi arrivano invece, spesso, alla fine del mese successivo. Non è nemmeno questo il problema più grave: in caso di attività più costosa rispetto al preventivo, infatti, per esempio a causa di un maggiore numero di uscite richieste o, appunto, a causa dell’aumento del costo del carburante, il saldo è versato non prima di quattro o cinque anni.
Per quanto riguarda le collaborazioni in forma estemporanea, cioè i servizi pagati a chiamata, i parametri dei rimborsi risalgono al 2019, cioè prima che per le Pubbliche Assistenze gravassero i costi per i Dispositivi di Protezione Individuale anti-COVID e prima che i prezzi di benzina e gasolio schizzassero alle stelle: le Associazioni stanno, in molti casi, lavorando in perdita.
Non è accettabile che siano le Associazioni di Volontariato a pagare di tasca propria per svolgere la loro attività di soccorso ai piemontesi: la Regione garantisca rimborsi adeguati ed erogati per tempo.
Silvio Magliano
Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.
A CURA DI LINEAITALIAPIEMONTE.IT
Seguito da una lunga ovazione da parte dei parlamentari in piedi, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parla in videoconferenza al parlamento italiano.
Tocca i tasti più consoni allo spirito italico: bambini, legami familiari, pace. Ma avverte anche sulle conseguenze economiche del conflitto per l’Italia: i prezzi stanno crescendo e le esportazioni di mais, olio, frumento sono a rischio. La conclusione è che “abbiamo bisogno di altre sanzioni”. Draghi: “Siamo pronti a fare ancora di più”.
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“Sul caro energia e carburante il decreto del governo poteva e doveva essere più concreto. Siamo ancora in tempo per cambiare passo ma se anche il ministro Giovannini afferma che quanto fatto finora ‘non basta’ evidentemente bisogna fare di più”. Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione.
“Il governo deve lavorare per abbattere in maniera consistente il costo della benzina altrimenti le difficoltà che tanti settori produttivi lamentano si trasformeranno ostacoli insormontabili. Dopo due anni di pandemia che hanno messo in ginocchio intere filiere produttive – aggiunge Ruffino – non possiamo permetterci ricadute sociali drammatiche che segnebbero ancora di più interi aertori della nostra economia”.
Prc: “Acqua pubblica resta miraggio”
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
DEAMBROGIO: A 11 ANNI DAL REFERENDUM L’ACQUA PUBBLICA RIMANE UN MIRAGGIO. NO ALLA GESTIONE PRIVATISTICA DELLE MULTISERVIZI.
Il 22 marzo si celebra ovunque la Giornata Mondiale dell’Acqua. In vista di questo appuntamento Alberto Deambrogio, segertario regionale, ha dichiarato: “Il 22 marzo deve diventare un appuntamento di rinnovata mobilitazione di tutte le persone, che in Piemonte e altrove in Italia, si erano espresse per l’acqua pubblica nell’appuntamento referendario di 11 anni fa. Siamo di fronte al palese tradimento di quel risultato visto che, come ha sostenuto padre Alex Zanotelli, ‘nessuno dei sette governi che si sono succeduti ha rispettato la volontà del popolo italiano’. Oggi, in realtà siamo di fronte ad un ulteriore salto di qualità in senso negativo”.
“In particolare – continua Deambrogio – il governo Draghi concentra nel PNRR e nel ddl ‘Concorrenza’ le sue azioni per rovesciare completamente la logica vittoriosa del referendum del 2011. Da una parte infatti investe 4,3 miliardi verso le grandi aziende multiservizi del nord, dall’altra impone la privatizzazione dei servizi pubblici dei Comuni, includendo l’acqua, in spregio all’art. 118 della Costituzione”.
“Tra le multiservizi che riceveranno finanziamenti per gestire privatisticamente l’oro blu – continua ancora Deambrogio – ne troviamo una ben nota in Piemonte: Iren. Quest’ultima si prepara a fare grandi affari soprattutto al sud, proprio laddove sono nate esperienze positive di ripubblicizzazione come quella dell’Azienda Speciale di Napoli”.
“Oggi più che mai – conclude Deambrogio – è il momento di agire per ottenere lo stralcio dell’art. 6 del ddl ‘Concorrenza’ in modo da assicurare agli Enti Locali la possibilità di gestire l’acqua in modo diretto e democratico. Invito in questo a sostenere la campagna lanciata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica inviando la propria adesione a: segreteria@acquabenecomune.org. Il Piemonte ha una lunga tradizione di lotta, impersonata anche da figure di prestigio come Mariangela Rosolen, saprà dunque fare la sua parte non cedendo agli enormi interessi economici in campo”.
L’attuazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) a Torino come strumento per una mappatura cittadina
Approvata una mozione per il riordino delle politiche sulla disabilità alla quale si sono aggiunti gli emendamenti proposti da Simone Fissolo, Capogruppo dei Moderati, a proposito di PEBA per la realizzazione di una mappatura totale delle barriere architettoniche.
Il diritto alla mobilità e all’accesso a qualsiasi struttura non è sempre garantito per le persone con disabilità; le difficoltà create dalle barriere architettoniche sono all’ordine del giorno e, di fatto, ad alcuni nostri concittadini viene negato un diritto fondamentale.
La città di Torino è in ritardo su questo tema: la Quarta relazione sulle attività del Disability Manager della Città di Torino del 18 giugno 2021 precisa che la Città di Torino non ha predisposto il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
Da qui, la necessità di rielaborare repentinamente il cronoprogramma per la sua realizzazione e procedere quanto prima a mappare le barriere architettoniche e sensoriali della città.
Questi gli emendamenti alla mozione, per un consistente lavoro che la Città di Torino dovrà svolgere nel breve periodo.
Simone Fissolo: «Con questi emendamenti ho voluto concretizzare un impegno che avevo preso da tempo: una mappatura esaustiva e meticolosa della barriere presenti a Torino. Questo servirà a programmare le azioni in maniera chirurgica e veloce. Dobbiamo ricoprire strada per strada, verificando insieme alle associazioni attive nel campo della disabilità, che hanno più di qualcosa da segnalare a riguardo. Solo allora Torino sarà veramente di tutti.»
Fdi: “Aberrante l’affido culturale dei minori”
“I bambini della famiglie più umili o in difficoltà consegnati a quelle più agiate e fortunate perché possano andare al museo o al teatro con un affido temporaneo: è questa l’ultima follia targata Pd. Il pregiudizio che chi è più povero sia anche ignorante e non in grado di garantire un percorso di formazione e cultura ai propri figli è vergognoso e troverà sempre il no di Fratelli d’Italia. Se si vuole garantire ai bambini l’accesso alla cultura lo si fa sostenendo le loro famiglie, non usandoli come pacchi e strappandoli di fatto dai loro genitori e umiliandoli. Indagheremo su dove questo progetto aberrante viene praticato per ostacolarlo con ogni forza perché non accetto questa forma di discriminazione mascherata pure ipocritamente da aiuto” commenta il deputato torinese di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli a seguito dell’approvazione in una circoscrizione di torino di un odg a sostegno del c.d. Affidamento culturale “Inoltre, nelle mani di chi vanno questi bambini? Chi seleziona queste persone? Una mamma e un papà nonostante abbiano lo stipendio ridotto devono essere messi nelle condizioni di sostenere i propri figli. Povertà non è ignoranza. Abbiamo votato no a questo odg e chiediamo a tutti di tenere alta l’attenzione a difesa di bambini e delle loro famiglie” conclude Luca Maggia consigliere di Fratelli d’Italia in circoscrizione 4 di Torino.
In merito alla recente decisione della Giunta Cirio di attivare una campagna beneficiaria di raccolta fondi, con la collaborazione della Chiesa, a favore delle Residenze Sanitarie Assistenziali piemontesi, Alberto Deambrogio, segretario regionale Prc – Se ha dichiarato: “La scelta dell’amministrazione Cirio elimina con un solo colpo più di un secolo di lotte e conquiste per i diritti, riportando la situazione in pieno 800 e cioè allo Stato caritatevole; l’universalità diventa un puro rottame da abbandonare”.
“I non autosufficienti e le loro famiglie, che in Piemonte sono più di 30.000, – continua Deambrogio – si trovano a non essere considerati sia dalle politiche nazionali, senza legge quadro e senza investimenti sufficienti, sia a livello regionale con i noti tagli delle quote sanitarie esigibili per gli inserimenti dei pazienti nelle RSA. Tutto questo sta avvenendo di fronte all’osceno aumento delle spese militari appena votato a larghissima maggioranza”.
“Durante la pandemia – continua ancora Deambrogio – si è sentito spesso lo slogan ‘nulla sarà come prima’. Ora sappiamo che con la Giunta Cirio la pratica va verso l’approfondimento dei problemi del passato. Come sostengono CSA e Fondazione di Promozione Sociale occorre investire nell’inserimento in convenzione dei pazienti e mettere mano alla riorganizzazione delle RSA dopo la pandemia. Se ci sono situazioni in cui le strutture non sono a norma per ospitare i non autosufficienti a suon di tariffe salatissime (in media 3000 euro al mese) queste vanno rapidamente superate, mentre chi ha un parente da assistere deve trovare risposte in base a diritti che si fa finta non esistano”.
“È arrivato il momento – conclude Deambrogio – di unire gli sforzi per rilanciare una discussione pubblica e democratica sullo stato del diritto alla salute in Piemonte e nel Paese. Troppa gente finisce per gestire i propri drammi rinchiusa nella propria dolorosa solitudine. Sono assolutamente d’accordo invece con le proposte di mobilitazione di CSA e Fondazione di Promozione Sociale, l’intervento pubblico va ripreso proprio ora prima che l’800 caritatevole diventi il presente per troppe persone”