Una giornata dedicata alla scoperta dei migliori vini provenienti da diverse regioni d’Italia, con la possibilità di incontrare i vignaioli che li producono.
(ultimo ingresso ore 17:30)


Buonissima si è aperta, come ogni anno, con la cerimonia del premio Bob Noto, presso la Centrale Nuvola Lavazza, mercoledì 22 ottobre scorso. Quest’anno la giuria ha celebrato il talento del grande gastronomo e fotografo torinese, scomparso nel 2017, premiando Alain Passard. Un visionario della cucina contemporanea e un fotografo designer ironico, era Bob Noto. Un amico per molti grandi chef, che ha contributo a scoprire e a portare al successo. Prima di tutto era un appassionato di gastronomia, a tutti i livelli.
Buonissima, come ogni anno, celebra l’arte di Bob Noto, grande talento scout della ristorazione del nostro tempo, omaggiato fin dalla prima edizione con il premio a lui dedicato. In occasione e dell’inaugurazione ufficiale di Buonissima 2025, ad aggiudicarselo è stato lo chef Alain Passard, a capo del leggendario, tristellato e vegetariano “Arpège”, di Parigi, premiato dalla giuria per il tema del “Talento”. Ogni anno, infatti, il premio va alla ricerca di uno chef che rappresenti una delle tante qualità di Bob Noto, per omaggiarlo premiando chi in cucina possa portare avanti al meglio.
Passard, vincitore di quest’anno, va ad aggiungersi al palmarès dei vincitori delle edizioni precedenti: Andoni Luis Aduriz, del Mugaritz, premiato per la qualità “Irriverenza”, nel 2021; Massimiliano Raffaele Alajmo, delle “Calandre”, per “Ironia”, nel 2022; Renè Redzepi, del “Noma”, per “Creatività”, nel 2023, e Mariella Organi, nel 2024, responsabile di sala de “La Madonnina del Pescatore”, per “Empatia”.
La giuria del premio, presieduta dalla moglie di Bob Noto, Antonella Fassio, è composta dagli chef Ferran Adrià e Paolo Griffa, dall’editore Marco Bolasco, da Sara Peirone e dagli ideatori di Buonissima Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino, ha così motivato la scelta di premiare Alain Passard: ”È il cuoco che incarna perfettamente l’importanza che hanno sensibilità, perseveranza, talento e visione alla guida di una cucina. Mai schiavo eccessivamente della tecnica, dialoga con la materia, i colori e le sue personali emozioni, riuscendo nell’era moderna, viziata dalla globalizzazione, ad esprimere una linea editoriale propria. Lo stile e il talento di questo cuoco sono unici, e alla sua tavola siedono politici, uomini dell’alta finanza, ma anche giovani curiosi e appassionati gourmet che vanno in pellegrinaggio da lui, capace di abbracciare ben due generazioni di clienti. Il talento, dunque, non ha età e dimostra che innovare è possibile, quando oltre al cuore si esprimono carattere, costanza e amore per ciò che si fa ogni giorno restando in cucina”.
“Ricevere il premio Bob Noto rappresenta un’emozione intensa – ha commentato lo chef Alain Passard – Bob era uno spirito libero, curioso e visionario, con uno sguardo unico sul mondo della cucina. Essere riconosciuto per il talento, valore che lui celebrava con tanta passione, è un onore profondo. Il mio lavoro si nutre del gesto e della sensibilità nei confronti della natura. Sapere che tutto questo trova una risonanza così importante, mi commuove sinceramente”.
“Bob Noto è stato un amico e un maestro che ha trasformato la passione in linguaggio universale – ha dichiarato Giuseppe Lavazza, Presidente del Gruppo Lavazza – La sua capacità non risiedeva solo nell’intuito estetico o nella conoscenza profonda della gastronomia, ma nel sapere e vedere oltre, nell’unire mondi, apparentemente distanti, con naturalezza e ironia. Bob riconosceva il talento negli altri per farlo emergere, senza mai imporsi, con curiosità, rispetto, con quella leggerezza che nasce solo con una grande competenza. Oggi, attraverso questo premio, celebriamo il talento come forza che genera dialogo, cultura e innovazione, proprio come Bob ci ha insegnato”.
“Il premio Bob Noto, nato per onorare mio marito nell’ambito che più amava e che abbiamo maggiormente condiviso, è oggi alla quinta edizione – dichiara Antonella Fassio, moglie di Bob Noto e Presidente della Giuria del premio – per me è un grande onore, grazie a chi con lavoro e passione lo tiene vivo ogni giorno”.
Buonissima è promossa dall’Associazione di Promozione Sociale EatBìn, realizzata con il patrocinio della Città di Torino per la Regione Piemonte e della Camera di Commercio di Torino. L’evento è ideato e organizzato da To Be Company, leader in Italia nella produzione di eventi enogastronomici e corporale.
Mara Martellotta
Dal 23 al 25 ottobre 2025, Novara e la sua provincia celebrano la sesta edizione dei Paniscia Days, un evento gastronomico che rende omaggio alla tradizione locale.
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/paniscia-days-2025-gusto-e-tradizione-novarese
Foto P. Migliavacca

Il Parco della Burcina è situato nel territorio dei comuni di Biella e di Pollone. Si tratta di un’area naturale protetta di circa 57 ettari, sull’omonimo Colle Burcina, una dolce collina a ridosso delle prealpi biellesi.
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
In questa occasione, Giulio Trombetta consegna il premio “Miglior Dispensa in Osteria” a Fattoria Borrello – Osteria del Maiale Nero (ME) e racconta il caffè come espressione di sostenibilità, etica e cultura del gusto.
Ieri, alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, il team Costadoro ha partecipato alla presentazione della Guida Osterie d’Italia 2026, storica pubblicazione firmata Slow Food che raccoglie oltre 1.900 segnalazioni tra osterie, ristoranti, enoteche con cucina e agriturismi, premiati per l’attenzione alla cucina territoriale, alla qualità degli ingredienti e all’autenticità dell’accoglienza.
Durante l’evento, Giulio Trombetta, Amministratore Delegato della torrefazione torinese, è salito sul palco per consegnare il premio “Miglior Dispensa in Osteria” a Fattoria Borrello – Osteria del Maiale Nero di Raccuja (ME): realtà strettamente legata al Presidio Slow Food del suino nero dei Nebrodi che combina ristorazione e didattica agricola, offrendo una cucina basata quasi esclusivamente su materie prime autoprodotte, nel pieno rispetto del territorio e della biodiversità locale.
“Siamo orgogliosi di premiare una realtà come Fattoria Borrello, che condivide con noi l’attenzione alla qualità e la cura nella scelta delle materie prime” – dichiara Giulio Trombetta. “Per noi di Costadoro, come per tutti gli osti presenti oggi, adottare processi produttivi consapevoli è alla base di un prodotto buono, pulito e giusto. Consegnare questo riconoscimento è un’occasione per affermare ancora una volta che, dietro ogni tazzina di caffè o piatto servito, può esserci una scelta etica, sostenibile e consapevole.”
La partecipazione alla presentazione della guida si inserisce all’interno di un percorso di collaborazione sempre più stretto tra Costadoro e l’universo Slow Food. Dalla presenza a Cheese 2025, l’evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo tenutosi a Bra lo scorso settembre, all’adesione alla Slow Food Coffee Coalition, fino all’inserimento annuale in catalogo di un caffè riconosciuto da Slow Food, l’azienda ribadisce il proprio sostegno alla rete internazionale promossa dal movimento, condividendone a pieno i principi fondanti: buono, pulito e giusto.
Da sempre, Osterie d’Italia rappresenta una fotografia autentica della cucina italiana più sincera, capace di custodire la memoria gastronomica dei territori e valorizzare chi produce nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali.


Dopo 12 anni il negozio di Michela e Domenico, frutta e verdura a Km.0, si è spostato in corso Moncalieri 246 a Torino, dove gli ampi spazi consentono la vendita di una maggiore quantità di prodotti.

“Abbiamo deciso di ingrandirci, unendo la nostra produzione a quella di Agrilady di Cambiano, in modo da poter offrire ai nostri clienti una più ampia varietà di scelta- mi spiegano Michela e Domenico- nel nuovo negozio abbiamo la possibilità di preparare verdure cotte (senza condimento), ad esempio peperoni arrostiti, verdure grigliate, peperoni con bagna cauda e tante altre specialità anche su ordinazione dei clienti. Agrilady è da sempre l’azienda che trasforma i prodotti dei nostri orti : crema di zucca, di spinaci, salsa di pomodoro, giardiniera, zucchine del contadino, marmellate di frutta e di ortaggi”.
Da Cascina Broglia e Agrilady, per gli amanti del caffè, è’ nato anche un angolo dedicato a questa bevanda: tramite un amico colombiano che tratta solo caffè raccolto a mano da piccoli produttori locali, e’ possibile acquistare alcune varietà molto particolari sia macinate che in grani, parliamo di Arabica “Sabor Cafe’ “, la miscela più pregiata, più dolce che viene coltivata in altitudine. Una curiosità: è possibile assaggiare, tra le altre, la varietà Gesha, un’arabica monorigine, la preferita dall’attuale Imperatore del Giappone.
Non mancano grissini artigianali, vini del nostro territorio prodotti da Costa Caterina, azienda di Castagnito: Barbera, Dolcetto, Nebbiolo, Arneis, Roero e Moscato d’Asti e ancora il riso San Raffaele, l’unico riso prodotto in provincia di Torino (San Raffaele di Cimena); seguendo il disciplinare della Provincia, nei tipi carnaroli, carnaroli integrale e basmati.
Molti i prodotti venduti da Domenico e Michela che fanno parte del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese, nato per valorizzare e sostenere le imprese locali del territorio.
E poi ancora, ovviamente, frutta e verdura di produzione locale in gran quantità: i cavolfiori di Moncalieri, i tenerissimi fagiolini Pongo, raccolti a mano, i rari carciofi piemontesi che si raccolgono in tarda primavera fino a giugno, insalatine appena raccolte, etc.
Agrilady aspetta tutti i clienti, vecchi e nuovi, all’inaugurazione che si terrà venerdì 31 ottobre, giorno di Halloween, infatti i bambini,durante il pomeriggio, potranno essere truccati da una “ trucca bimbi” che li trasformerà in piccoli, terrificanti mostri.
La prima ragione per cui il cambiamento può essere destabilizzante sta nel fatto che cambiare significa, inevitabilmente, lasciare indietro una parte di noi. Che si tratti di chiudere una relazione o di dover apportare significativi cambiamenti nel nostro modo di lavorare, di dover cambiare casa o di accettare la perdita di una persona cara.
Di un bene a cui tenevamo molto, o di qualsiasi altro cambiamento la vita ci imponga. Se ci pensiamo bene in ogni cambiamento, piccolo o grande che sia, qualcosa dentro di noi “muore”. E, che ne siamo o meno consapevoli, ci crea uno stress emotivo, e traumi, in genere piccoli e impercettibili, ma talvolta devastanti.
Anche quando il cambiamento non ci viene obbligatoriamente imposto, ma parte dal nostro desiderio e dalla nostra volontà, si porta sempre dietro una certa quantità di stress e di ansia…
È soprattutto per questa ragione che molte persone sono perennemente indecise di fronte alla scelta di un cambiamento da loro comunque desiderato.
Oppure in grande e talvolta insormontabile difficoltà nell’adattarsi a un cambiamento che viene imposto da condizioni non dipendenti dalla loro volontà. Succede quando abbiamo la sensazione che il “costo” in termini di energie e tempo da spendere, di stress e di difficoltà, superi il beneficio del cambiare o dell’adattarsi positivamente al cambiamento.
E quindi siamo bloccati dal dubbio, dall’incertezza, dalla resistenza, e non riusciamo a scegliere.
Il primo passo per superare questa impasse consiste nel prendere consapevolezza della fatica e dello stress emotivo che si accompagna al cambiamento, e nel non aver timore a guardarlo e a esprimerlo.
Perché per evolvere, che é una delle conseguenze positive dello scegliere e dell’accettare il cambiamento, abbiamo necessità di elaborare quello stress. Al contempo è però utile e necessario contemporaneamente focalizzare i benefici del “nuovo che avanza”. Se è vero che nel cambiare si lascia una parte di sé, è altrettanto vero che una nuova parte di noi è pronta a sbocciare!
(Fine della seconda parte dell’argomento).
Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.
Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.
16 giorni di festa alla Pellerina, con birra Paulaner, cucina tipica bavarese, concerti live e un nuovo Villaggio Oktoberfest all’aperto. Sicurezza e accessibilità grazie all’accordo con GTT e Taxi Torino.
Il cuore dell’evento è il grande padiglione da 3.000 m²con oltre 2.500 posti a sedere , affiancato dal Beer Garden e dal Villaggio Oktoberfest , per una capienza complessiva di circa 3.500 posti.
Protagonista assoluta è la birra Paulaner, servita nei tradizionali boccali da un litro ( Maß ) da oltre 70 giovani in abiti tipici bavaresi, dirndl per le ragazze, lederhosen per i ragazzi , affiancati dalle immancabili Bretzeline, con i loro cesti di brezel caldi.
La cucina a vista è guidata dallo chef piemontese Fulvio Marengo, con 40 addetti, che prepara ogni giorno stinchi, schnitzel, gulasch, spätzle e tante altre specialità bavaresi, con proposte anche vegetariane, gluten-free e menù per bambini. I prodotti provengono da artigiani trentini e produttori locali del territorio torinese. Tutti i menù sono sul sito della festa.
Anche quest’anno è alta l’attenzione alle ricadute economiche sul territorio, con oltre 200 giovani locali assunti e l’utilizzo di maestranze torinesi.
Ai mostri microfoni l’Assessore al commercio del comune di Torino Paolo Chiavarino.
FRANCESCO VALENTE