La torinese Fanceat, azienda di food delivery che porta a casa tua la grande cucina dei ristoranti stella Michelin, è l’unica startup made in Italy tra le 5 selezionate da Just Eat per far parte del suo Food Tech Accelerator, il primo acceleratore di business inglese dedicato esclusivamente al settore food.

L’obiettivo è quello di individuare e sostenere le migliori idee per innovare la tecnologia legata al cibo e anticiparne il futuro. Sono 5 le aziende europee che hanno dimostrato a Just Eat di essere sufficientemente creative e geniali da poter “trasformare e fare la differenza nella food tech industry”. E una di queste è Fanceat, unica italiana accanto a 4 britanniche. Un investimento di £20,000, l’acquisizione del 5% della società e un programma intensivo di 10 settimane a Londra per lavorare e crescere, guidati del colosso del food delivery e dei suoi prestigiosi partner (Google, Twilo, Amazon e Dreamstake). Just Eat infatti offre ai vincitori un accesso privilegiato ai canali di investimento, una guida nello sviluppo del business e l’esperienza di una realtà affermata. Ma che cos’è Fanceat? Si tratta di un servizio che recapita a casa un box con tutto l’occorrente per preparare un menù gourmet ideato da un grande chef, anche stellato. I ristoranti del network inviano tutti gli ingredienti pre-lavorati per ricreare in pochi minuti piatti da chef a casa propria, senza bisogno di strumenti particolari o grandi esperienze ai fornelli. Tutto ciò che richiede abilità, strumentazione professionale o tempo viene realizzato dal ristorante e consegnato ai clienti in 24h in tutta Italia. Se si desidera provare la cucina di un ristorante di Bologna ma si risiede a Torino non c’è problema! A casa arriverà un kit pronto per l’uso, istruzioni annesse. 5 minuti e le tagliatelle al ragù, come vuole la tradizione, saranno in tavola.
Nata nel 2015 (a lanciarla tre ragazzi – Carlo Alberto Danna, Giulio Mosca e Tommaso Cremonini – età media 25 anni, ai quali oggi si sono uniti Nathalie e Lorenzo) oggi Fanceat non è soltanto una realtà di successo ma è anche l’idea made in Italy più promettente del settore food nel panorama europeo.
Torna a Torino, dal 1° dicembre all’Epifania, in piazza Castello l’albero luminoso e sonoro alto 23 metri
















particolare. Il gianduiotto altro non è che un concentrato di piemontesità in due ingredienti base tipici del territorio: nocciole piemonte IGP e cioccolato. Il savoiardo è un biscotto il cui nome contiene già la perfetta geolocalizzazione: leggeri e friabili, nascono in quella che fu la regione della Savoia. Il vermouth è un prodotto che nasce a Torino duecentotrenta anni fa proprio a lato di Piazza Castello. C’è un racconto del territorio dietro questi tre semplici prodotti che vengono mescolati tra di loro per dare vita al Dolce Torino, il dessert proposto come alternativa al classico Bonèt presso L’Osto del Borgh Vej.
piatti di pesce in menù. Non mancano, tuttavia, i classici agnolotti del plin al sugo d’arrosto, i tajarin, la battuta di fassona, il vitello tonnato preparato senza la maionese come vuole l’antica tradizione.La cantina dei vini è ben fornita e sembra un magnifico giro, in cui ogni regione d’Italia è adeguatamente rappresentata. Il locale, una trattoria elegante, si affaccia su una della piazzette più carine di Torino, Piazza IV Marzo, a pochi passi dal Duomo, centro nevralgico della movida della città. Buon appetito, quindi.

Forum, coordinato dal team redazionale di Gambero Rosso. Sono 70 i relatori tra chef, maestri pasticceri e cioccolatieri, barman, pizzaioli e panificatori, ristoratori, comunicatori, come gli chef Davide Oldani, Igles Corelli, Giancarlo Perbellini, Giorgione, il maestro pasticcere Iginio Massari, il pizzaiolo Enzo Coccia.