TORINO: ATTIVITA’ FISICA E SPORTIVA IN CITTA’
di Paolo Michieletto
“La nuova generazione ha fretta, vive in un’epoca tecnologica e va sempre di corsa…e adesso queste nuove macchine che si muovono autonomamente (auto-mobili) sembrano poter raggiungere anche i 30 chilometri all’ora…”. Sembra attuale ma è un brano tratto da un giornale dei primi del ‘900. Come dire, nulla di nuovo sotto il sole. Ma c’è un però…(italiano discutibile, ma efficace…).
Se da una parte la velocità ha un fascino innegabile, la volontà di raggiungere in fretta i risultati è un’esigenza delle anime meno nobili. Almeno in ambito sportivo. Infatti, tutto ciò che in poco tempo si raggiunge in altrettanto meno tempo si perde. E il mondo attuale visualizza ragazzi molto giovani sempre più “gonfi”, sempre più muscolati ma ben definiti. La televisione e i giornali esaltano virtù di prodotti che in poco tempo consentono di raggiungere risultati mai visti e spettacolari (cioè degne di essere rappresentate in uno spettacolo). E intanto i ragazzi delle palestre crescono, …, di misure, di apparente sicurezza e sfrontatezza al limite della sapienza “animale”. Sì, animale. Quando la presunta superiorità si afferma sulla propria prestanza fisica capiamo che il tempo dell’uomo delle caverne è tornato, e il più “grosso” il più forte, forse, era quello destinato ad avere la preda migliore e i servigi degli altri. Esiste una maglietta con loghi divertenti che rappresenta l’evoluzione darwiniana dell’uomo dalla scimmia all’uomo sapiens: probabilmente è destinata a continuare decrescendo con il ritorno dell’uomo “palestris farmacus”.
E’ difficile ipotizzare aspetti così definiti senza interventi esterni, ma la possibilità esiste, ancorché
raggiungibili in anni e anni di duro lavoro sportivo e sacrifici alimentari (cioè rendere sacro il momento di colazioni, pranzi e cene). Il dubbio mi assale quando chi si presenta di fronte non pratica sport agonistico, non ha gare, non muove null’altro che pochi pesi e si vanta di fare poco e apparire in “cotal guisa” per grazia ricevuta.
In altre epoche a tali affermazioni seguivano “pece e piume”, ma si sa i tempi dei ciarlatani sono finiti da lungi… e la libertà di parola sui social ha reso tutti scrittori degni di Voltaire e Carducci… (sempre che qualcuno di loro li conosca). E allora cosa dire se non … fate attenzione!
A chi legge e si muove nel variegato mondo dello sport del fitness suggerisco un attento esame dell’interlocutore, attraverso alcune semplici domande: presidente della repubblica italiana? Ultimi tre libri letti? Il referendum prossimo di cosa parla? Attività sportiva praticata, a quale livello e a che età hai smesso? Probabilmente a tre su quattro non sapranno rispondere e ad una non credete che alla metà della metà (come diceva un antico saggio) e poi ancora un pochino meno… .
A chi pratica sport del fitness in questo modo…non posso dire nulla: non solo non leggerà queste righe, ma se anche capitasse, non capirebbe che le ho scritte per lui e per lei, affinché il suo domani possa essere pieno di salute, reale e non gonfiata.
Paolo Michieletto















Dagli stellati più eleganti ai ristorantini con l’iconica tovaglia a scacchi: la guida è decisamente trasversale e racconta le diverse tavole come fossero capitoli di un romanzo utilizzando vari stili narrativi


Si inizia con le celebrazioni per i 60 anni della Fiat 500, diventata icona ‘cool’, e si finisce alla Jaguar Xkss, prima supercar al mondo. La 35/esima edizione prevede i festeggiamenti per i 70 anni della Ferrari 166 Spyder corsa e i 90 della Aston Martin International, gli incontri per appassionati di veicoli da corsa ed elaborazioni. Verranno anche festeggiati i 70 anni della Lambretta. Saranno esposte le auto e le moto più belle, grazie agli sponsor come Brc Gas Equipment, azienda leader di impianti a gas, e Pakelo Motor Oil. Automotoretrò è accompagnata per l’ottavo anno consecutivo dalla kermesse Automoracing, dedicata al mondo delle corse e delle alte prestazioni.

Ecco, ci sono alcuni posti in cui il vino è messo un po’ più al centro della scena rispetto ad altri. Posti in cui, tuttavia, anche la carta delle pietanze è studiata con cura.
Mise en place essenziale, servizio attento, ma non ingessato, cura maniacale della cantina e piatti studiati con attenzione hanno fatto sì che il locale, nato nell’autunno del 2015, già nel 2016 entrasse di diritto nella pubblicazione “I Maestri del Gusto di Torino e provincia”.
raggruppa insieme tutti quei posti che permettono di fare un viaggio alla scoperta dell’offerta culinaria del torinese. Sono luoghi che raccontano il gusto di un territorio, grazie alla professionalità delle persone che si impegnano per regalare momenti di puro piacere culinario agli ospiti. È un lavoro da artigiano e la base per svolgerlo al meglio è sempre una: la passione. Solo così si può diventare dei veri “Maestri del Gusto”, come il cuoco de La Casa del Barolo, Domenico Paone. Buon appetito, quindi.
Novembre è uno dei mesi più ricchi di appuntamenti interessanti per la città di Torino.








