LIFESTYLE- Pagina 107

Il Digiuno Intermittente spiegato dal dr. Enrico Riggi    

La pratica del digiuno intermittente ha origini molto antiche, a cominciare da alcune abitudini religiose (Ramadan e Quaresima) e dalle consuetudini alimentari degli uomini primitivi, soggetti molto spesso a periodi di scarsità di cibo. Studi scientifici nel XX secolo hanno rivelato i benefici per la salute del digiuno già considerato da Ippocrate, nella Grecia antica, come uno strumento purificatore per anima e corpo.
Ne abbiamo parlato con il dr. Enrico Riggi, specialista a Torino in Medicina Anti-Aging, la cosiddetta Medicina della Longevità, ovvero come contrastare e rallentare i processi degenerativi dell’invecchiamento e quindi migliorare la qualità della nostra vita.
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Dr Riggi, si parla moltissimo di digiuno intermittente, di cosa si tratta esattamente?
“Inizio subito precisando che non stiamo parlando di una terapia dimagrante, si tratta di una pratica essenzialmente purificante. Faccio un esempio: se mangio un piatto di pasta il mio stomaco si svuoterà in 45 minuti, poi ne serviranno altri 45 per essere assorbito dall’intestino e altri 45 per venire distribuito nell’organismo; a questo punto avremo bisogno di un periodo di riposo ma se mangio nuovamente non permetto che questo riposo necessario avvenga. Il digiuno intermittente facilita dunque il riposo, lascia il tempo all’organismo di non lavorare e di auto pulirsi, vengono così eliminate le tossine e le cellule morte, questo periodo viene definito ‘calma insulinica’. Infatti quando mangiamo abbiamo un picco di insulina perché il glucosio la fa salire ed infiamma l’organismo”.
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Esistono vari tipi di digiuno intermittente, come si possono dividere?
“Abbiamo il metodo 16/8, in cui digiuno per 16 ore e posso mangiare nelle restanti 8 ore, ad esempio dalle 12.00 alle 20.00 e questo è il sistema più adottato e sostenibile.
Ci sono persone che preferiscono saltare la cena, mangiando alle 17.00 e altre che preferiscono cenare e non fare colazione. Nelle ore di digiuno posso bere acqua, caffè, tisane ma devo evitare assolutamente lo zucchero, posso assumere degli integratori ma niente di calorico, quindi neanche i dolcificanti.
Un altro tipo di digiuno è quello delle 12 ore: cena alle 19.00, colazione alle 7.00 e nuovamente cena alle 19. Dobbiamo lasciare il tempo alle difese antiossidanti di agire; dopo il digiuno consiglio un pasto proteico, ad esempio due uova e una fetta di pane.
C’è poi chi preferisce fare uno o due digiuni completi di 24 ore alla settimana ed infine ma un po’ estremo, da fare ogni 3/4 mesi, 72 ore di digiuno in cui assumere solo 400 calorie per poter sostenere il metabolismo, fornite da verdura cruda (sedano, carote, finocchi). In questo modo dopo 18/20 ore l’organismo sintetizza le sirtuine, le proteine della longevità, e’ come se si facesse pulizia in casa (autofagia), da qui effetti positivi sulla digestione, sulla pelle e sul microbiota”.
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Tutti possono praticare il digiuno intermittente?
“ Non possono farlo i diabetici, le persone con disturbi alimentari, le donne in gravidanza o che allattano e gli atleti e comunque ogni persona è un caso a sé, io consiglio sempre ai miei pazienti di fare una serie di esami per capire quale tipo di digiuno è più idoneo e quali integratori assumere in base alle loro carenze. Tutto ciò è possibile anche contattandomi via email, info@dottenricoriggi.it, e facendo poi delle videochiamate”.
DIDIA BARGNANI

Il valore delle esperienze multisensoriali: quando i sensi diventano memoria

In un mondo in cui la frenesia spesso riduce le esperienze a momenti fugaci, cresce l’interesse per percorsi capaci di lasciare un segno duraturo. Al centro di questa ricerca si collocano le esperienze multisensoriali, che coinvolgono simultaneamente più sensi, trasformando una semplice attività in un ricordo vivido e memorabile.

Perché i sensi contano

Gli studi di neuroscienze confermano ciò che molti hanno sperimentato almeno una volta: l’olfatto, il gusto, la vista e l’udito sono in grado di risvegliare emozioni profonde, spesso legate a memorie personali. Un profumo può riportare a un’infanzia lontana, una musica può cambiare la percezione di un sapore. Non si tratta solo di suggestione, ma di un processo complesso che mette in relazione stimoli sensoriali e aree emotive del cervello.

Le esperienze che stimolano più sensi non sono dunque semplicemente più piacevoli: sono più intense, complete e difficili da dimenticare.

L’esempio di Torino

Un caso emblematico arriva da Torino, dove è nato The Nose Experience, definita la prima esperienza al mondo che unisce profumi e cocktail. Qui la degustazione diventa un viaggio: ogni drink è accompagnato da una fragranza studiata per amplificare le percezioni, creando un intreccio di stimoli che va oltre il semplice assaggio.

Il valore aggiunto non è solo nell’offerta originale, ma nella capacità di costruire un contesto immersivo, in cui il partecipante diventa protagonista. Profumi, sapori, luci e atmosfera dialogano, dando vita a un racconto sensoriale unico.

Un trend in crescita

Non si tratta di un caso isolato. Dal turismo enogastronomico agli eventi culturali, dal marketing esperienziale fino alla ristorazione, sempre più realtà stanno puntando sulla dimensione multisensoriale come leva di differenziazione. Le ragioni sono evidenti: un’esperienza che coinvolge tutti i sensi non si limita a intrattenere, ma costruisce un legame emotivo con chi la vive.

L’esperienza come patrimonio personale

In definitiva, il valore delle esperienze multisensoriali risiede nella loro capacità di trasformare un momento in memoria. Non un consumo effimero, ma un patrimonio personale che resta.

In un’epoca in cui i prodotti si assomigliano sempre più, a fare la differenza non è ciò che si offre, ma ciò che si fa vivere. E in questo, le esperienze multisensoriali rappresentano la nuova frontiera.

 

Prenotazione evento:  TNE Classic edition | The nose experience 

Cipolle e zucchine ripiene

Le verdure ripiene hanno un sapore semplice ed antico, costituiscono un ottimo piatto unico e sono adatte ad ogni occasione. Semplici verdure che con pochi ingredienti si trasformano in una pietanza appetitosa.

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Ingredienti

3 cipolle bianche

3 zucchine tonde

3 etti di prosciutto cotto

80gr. di parmigiano grattugiato

2 uova

Sale, pepe, olio, timo, pangrattato q.b.

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Sbollentare in acqua salata le zucchine e le cipolle o, in alternativa, cuocerle a vapore per circa 5 minuti. Lasciar raffreddare, tagliare le verdure a meta’ e togliere la polpa interna con un cucchiaio. Preparare il ripieno. Tritare il prosciutto cotto con la polpa delle cipolle, amalgamare il tutto con le uova, il parmigiano, il sale, il pepe ed un pizzico di timo. Farcire le verdure con il ripieno, spolverizzarle con il pangrattato, sistemarle in una teglia foderata con carta forno e irrorarle con un filo d’olio. Cuocere a 180 gradi per circa 30/40 minuti. Servire caldo o tiepido con una semplice insalata.

Paperita Patty

FANTASTICANDO Fiera della Creatività e della Fantasia

11 – 12 ottobre 2025
Polo Fieristico Riccardo Coppo – Casale Monferrato (AL)

Un evento magico per grandi e piccini, dove fantasia e meraviglia prendono vita!

Queste le aree tematiche della Fiera:

Personaggi e ambientazioni ispirati alla saga di Harry Potter, Botteghe di Diagon Alley con laboratori di magia tenuti dagli insegnanti di Hogwarts, Tornei di Quidditch nel campo dedicato, Escape Room “Fuga da Azkaban,”Scenografia del binario 9 ¾ per selfie, Fabbrica di Cioccolato con tanti dolci, fontane di cioccolato e i personaggi ispirati alla saga, Laboratori di cioccolato dove i bambini potranno creare e decorare le proprie golosità, Ufficio Postale dei Desideri, dove la Fatina incontrerà i bimbi, con tante sorprese, Maneggio incantato con pony “unicorni”, Luna park gonfiabile con scivoli e saltarelli, Area intrattenimento animazione, truccabimbi, tornei e giochi Legoland, Stand artigiani creativi con oggettistica realizzata a mano a tema fantasy, gadget, accessori, giochi, presepi artigianali e articoli da collezione, Ristorante piemontese e birrificio artigianale, Street food con golose specialità dolci e salate

…e tante altre sorprese! 

L’evento è organizzato da D&N eventi S.R.L. in collaborazione con l’Associazione Creare col cuore, UMA, Chocolè, Eventi Doc, Dolce Party e con il patrocinio della Città di Casale Monferrato

Puoi acquistare i Biglietti online sul sito https://www.fierafantasticando.it/la-fiera/  oppure direttamente in Fiera.

Orari di apertura:https:
sabato e domenica ore 10:00 / 22:00

x info: info@fantasticando.it

Miss Italia, il sogno diventa realtà: 12 le ragazze da Piemonte e Valle d’Aosta

Ormai Miss Italia è in dirittura finale. Sono dodici le ragazze del Piemonte e Valle d’Aosta, in partenza per le Marche dove, dal 2 al 5 settembre, si terranno le prefinali nazionali  presso il Centro Vacanze De Angelis di Numana, in provincia di Ancona.
La manifestazione quest’anno ha raggiunto la sua 86esima edizione e vedrà la partecipazione alla finalissima del 14 settembre, a Porto San Giorgio , di quaranta ragazze selezionate tra tutte le regioni italiane. Venti di loro rappresenteranno le diverse aree del Paese, mentre le altre saranno scelte tra le duecento prefinaliste in partenza oggi.
Le ragazze sono state scelte  attraverso 450 eventi in tutta Italia.
“È stata un’edizione bellissima, con ragazze splendide e motivate, ma anche determinate ad arrivare fino in fondo – spiega Mirella Rocca, agente esclusivista di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – abbiamo avuto selezioni a cui hanno partecipato anche cinquanta ragazze per me questo è motivo di grande orgoglio. Miss Italia non è  solo un concorso di bellezza, ma anche un percorso professionale per tutte le ragazze che iniziano senza esperienza per poi ritrovarsi protagoniste di veri e propri spettacoli. Il mio compito, infatti, è  quello di formare con rigore e insegnare loro a stare su un palcoscenico, a sfilare, recitare e a mettersi in gioco. Il mio sogno è  quello di riportare, dopo Francesca Bergesio nel 2023, ancora una volta la corona in Piemonte o Valle d’Aosta”.
Per il Piemonte e la Valle d’Aosta accedono di diritto alla finalissima del 15 settembre in diretta su Ray Play e San Marino TV
Beatrice Bo  Miss Piemonte 2025, 21 anni di Brandizzo
Alycia Ferrero Miss Valle d’Aosta, 19 anni di Borgaro.
Beatrice Bo ha conquistato la giuria con la sua avvenenza e il fascino. Alta 1.80 per 61 chili, è una ragazza con molte doti e una grande passione, il tennis, che pratica a livello agonistico anche come istruttrice presso il Club Tirumapifort di Chivasso.
Alycia Ferrero, 19 anni, due occhi azzurri e di Borgaro come Cristina Chiabotto, rappresenterà i monti della valle d’Aosta. Studia  Moda e Cultura d’Impresa e sogna la grande fiction dove desidererebbe ricoprire un ruolo da protagonista.
Le prefinaliste sono: Vanessa Pillitteri, Miss Rocchetta Bellezza 2025, 24 anni di Torino, impiegata nell’azienda di famiglia; Alessia Hoxa, Miss Eleganza 2025, di Torino 20 anni studentessa; Giorgia Riondino, Miss Sorriso 2025, 19 anni di Villastellone, studentessa; Sofia Carrier, Miss Cinema 2025, 19 anni, di Bagnolo Piemonte (Cn), studentessa; Rebecca Avattaneo, Miss Sport Givova 2025, 20 anni, di Orbassano, impiegata in una clinica odontoiatrica; Valeria Sofia Vicari, Miss Social Piemonte Valle d’Aosta 2025, di Vercelli, atleta e studentessa; Giorgia Centola, Miss Torino 2025, 22 anni di Piobesi, studentessa; Beatrice Boaglio, Miss Mont Blanc 2025, di Bagnolo Piemonte  (Cn), criminologa; Beatrice Sartori, Miss Framesi 2025, 24 anni, di Invorio (No), ballerina; Martina Peretti, Miss Miluna 2025, di Volvera, laureata in Mediazione Linguistica.
Mara Martellotta

A San Raffaele Cimena torna Sentiero Verde

Riprendono sabato 6 settembre a San Raffaele Cimena gli appuntamenti di “Sentiero Verde 2025”, il calendario annuale delle iniziative dell’associazione Camminare lentamente, patrocinato dalla Regione Piemonte e dalla Città metropolitana di Torino, con un piacevole itinerario di 6,5 km con 300 metri di dislivello positivo nelle pianure e nelle colline chivassesi. Partendo da via Moie, abbandonate le ultime case della Piana, l’itinerario scelto inizialmente seguirà il percorso e le indicazioni della millenaria Via Francigena nel tratto tra Torino e Chivasso. Con un percorso tortuoso su stradine sterrate fra i campi si raggiungerà la sponda destra del Po all’interno del Parco degli Argini. Si seguirà poi il corso del Po tra campi e risaie, fino ad un’ampia svolta verso destra. Da qui il percorso si riavvicinerà alla collina e sarà possibile visitare la Tenuta Cimena dell’azienda agricola Pochettino, dove si coltiva con passione il Riso San Raffaele, che unisce tradizione e qualità. La Tenuta Cimena, immersa nel Parco del Po Torinese, è anche sede della fattoria didattica “Happy farm-Ponies Rice”. Dalla Tenuta Cimena si raggiungerà poi l’ex strada statale 590, che sarà attraversata e abbandonata dopo poche centinaia di metri, per prendere a destra via Fasella e iniziare una ripida salita su asfalto. Ad una curva si proseguirà a destra nel bosco e si raggiungerà il sentiero di collegamento tra la zona degli Abruzzi e il Bosco della Croce, tra i sentieri numero 97 e numero 96 della Collina Torinese. La salita nel bosco si addolcirà man mano e si apriranno suggestivi punti panoramici sulle Alpi e sulla pianura chivassese e vercellese. Si arriverà poi al Parco della Rimembranza, in cima alla collina del borgo Alto, il nucleo più antico del Comune di San Raffaele, sviluppatosi a partire dal X secolo attorno al castello. All’arrivo a San Raffaele Alto i partecipanti potranno immergersi nell’atmosfera del Moon Festival tra musica, performance, arte, luce e paesaggio. Il rientro alpunto di partenza a San Raffaele Cinema sarà possibile con le navette gratuite del Moon Festival. Si consigliano scarpe da trekking o con suola antiscivolo. Il ritrovo dei partecipanti è fissato a San Raffaele Cimena in piazzale Bosio (via delle Moie) almeno 15 minuti prima della partenza dei due gruppi, che sono in programma alle 15 e alle 17.

Per iscriversi e partecipare alla passeggiata gratuita occorre compilare il google form https://forms.gle/iaTSwAzn6W4WwrAy5
Per informazioni si possono chiamare i numeri telefonici 349-7210715 o 380-6835571, scrivere a camminarelentamente2@gmail.com o consultare il sito Internetwww.camminarelentamente.it

Festeggiamenti di San Vito a Omegna, gli Organizzatori: “La Kermesse prosegue anche il 2 settembre“

“Per recuperare gli show rinviati causa maltempo”

Confermati invece gli appuntamenti del weekend, inclusi gli spettacolari fuochi piromusicali.  Martedì sera di scena è la volta di ‘Voglio Tornare Negli Anni Novanta’.

“La perturbazione di passaggio nel Nord Italia ha costretto anche il Comitato di Festeggiamenti di San Vito a estendere la durata della manifestazione, eccezionalmente, anche martedì 2 settembre. E questo al fine di garantire il regolare svolgimento del ricco programma di spettacoli in cartellone per l’edizione 2025. Purtroppo le condizioni meteorologiche avverse hanno determinato la sospensione del programma dei festeggiamenti di San Vito nelle serate di mercoledì e giovedì, 27 e 28 agosto”.

Lo rendono noto in una nota stampa diramata ai media del territorio gli Organizzatori della celebre kermesse nazionale, fra le più antiche in Piemonte e in Italia.

La nota poi prosegue: “In previsione di un netto miglioramento del meteo per i prossimi giorni, sono pienamente confermati gli eventi programmati, con particolare riguardo alla secolare processione con l’urna di San Vito e la benedizione del lago e delle imbarcazioni prevista per sabato 30 agosto e il grandioso spettacolo piromusicale di domenica 31 agosto (fiore luminoso all’occhiello della festa). Lunedì 1° Settembre il programma è confermato con una serata di ballo in piazza. L’attesissimo appuntamento “voglio tornare negli anni ’90” verrà riproposto il giorno Martedì 2 settembre alle ore 21,30, grazie al prolungamento del periodo dei festeggiamenti sino a tale data, fatto eccezionale nella storia di San Vito, ma necessario per svolgere regolarmente gli intrattenimenti previsti”.

Punto forte tra i maggiori a richiamare pubblico da ogni dove alla manifestazione è il grande ‘Banco di Beneficenza’ con centinaia di ricchissimi premi, inclusa una autovettura, oggetti di informatica, tecnologia, elettrodomestici, telefonia e molto altro ancora.

Maggiori informazioni sul sito www.sanvito-omegna.it.

Ansia, come tenerla a bada e vivere più sereni

Prima parte

Ma quante persone ansiose si incontrano di questi tempi?!?! Sarà che le persone, soprattutto dopo la pandemia Covid, sono sempre più condizionate (schiacciate?) da un senso di dilagante precarietà, determinato anche dal fatto che tutto cambia a una rapidità a cui mai avevamo assistito in passato, creando insicurezza e disagio. Sarà che si fa sempre più forte in tante persone la sensazione di un oscuro e immanente “pericolo dietro l’angolo”…

Fatto sta che l’ansia è davvero dilagante e sempre più diffusa, con rilevanti e negative conseguenze, sia a livello individuale che sociale. Forse anche a causa del fatto che oggi le persone sono più fragili di un tempo, meno “resilienti”, un po’ sempre “sul filo del rasoio” E quindi molto più ansiose. Ma cos’è l’ansia e perché molti ne soffrono o ne hanno sofferto?

Spesso non riusciamo ad individuare una vera causa per le nostre paure e angosce. Che possono essere allora vissute come insensate, sensazione che rende ancor più faticoso e frustrante uno stato che, oltre che assai spiacevole, può diventare molto doloroso. Eppure l’ansia di per sé non é negativa, e dal punto di vista evolutivo ha un significato altamente adattivo, poiché ci segnala che siamo di fronte ad una situazione di potenziale pericolo.

E ci motiva ad attivare le nostre risorse per fronteggiare un’eventualità dannosa per la nostra integrità fisica e/o mentale. Se non provassimo ansia in situazioni oggettivamente pericolose, saremmo portati a sottovalutarne i rischi e ad incorrere in danni anche seri, poiché un conto è essere coraggiosi e altra cosa essere avventati…

Nella sua dimensione sana, quindi, l’ansia ci segnala una situazione potenzialmente problematica o rischiosa e ci prepara e motiva a risolvere il problema o ad affrontare il pericolo nel modo migliore.
Il vero problema è quando l’ansia diventa invece una spia e una sirena di pericolo frequentemente o perennemente accesa, o accesa in momenti inopportuni o senza un vero pericolo all’orizzonte.

Allora non solo perde la sua utilità, ma può diventare un molesto rumore di sottofondo ai nostri pensieri, un insopportabile retrogusto in tutte le nostre emozioni, una sfiancante attivazione fisica di un corpo sempre teso contro un pericolo perennemente incombente anche se, in realtà, inesistente o decisamente inferiore a come lo percepiamo… Come tenerla a bada, dunque? Ne parleremo su Il Torinese con il post della prossima domenica.

(Fine della prima parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

Teresa, la ragazza che ama saltare in alto

Reportage di vita, sogni e coraggio

“Le persone entrano nella tua vita per una ragione, una stagione o una vita intera.” La frase di Brian A. “Drew” Chalker sembra scritta per lei: Teresa Belluco. Perché, nonostante il poco tempo, la sua presenza ha inciso come una traccia indelebile.
Teresa aveva 15 anni, viveva in provincia, apparteneva a quella generazione Gen Z che spesso immaginiamo immersa nei social e distratta dai libri. Ma Teresa era diversa: un concentrato di energia e curiosità, con mille passioni e amici, che riempivano le sue giornate. Amava la ginnastica artistica, il salto in alto, i libri, e soprattutto i gatti — “se potesse, riempirebbe la casa di felini”, raccontava sorridendo la mamma Lucia.
Poi la diagnosi: un sarcoma raro. Una parola pesante, che avrebbe potuto schiacciarla. E invece Teresa ha deciso di viverci dentro appieno. Non si è chiusa, non ha rinunciato ai suoi sogni. Come lei, sono grintosi, tutti i bambini e gli adolescenti oncologici ancora oggi. Che cadono e si rialzano. Teresa ha scelto, poi, di partecipare volontariamente a un trattamento sperimentale in fase iniziale, negli Stati Uniti, contribuendo alla ricerca medica.

Oggi la sua voce non è scomparsa. Vive tra le pagine di un libro che porta il suo nome: Io sono Teresa Belluco. Una storia vera, un viaggio tra Italia, America e Olimpiadi 2024. Di Terry&Lucy. Edizione EBS print. Un romanzo-verità nato dalla penna della madre, ma costruito come un grande diario dalla voce narrante di Teresa, arricchito dai ricordi, emozioni vere, dei compagni di classe, degli insegnanti, dalle amiche più scatenate, degli allenatori e allenatrici. Dentro ci sono i suoi temi scritti sui banchi di scuola, i messaggi vocali inviati di corsa, le foto un po’ sbiadite, i video improvvisati e i frammenti di social che ogni adolescente lascia in giro.
Il risultato è sorprendente: 364 pagine intense, ma capaci di farsi leggere d’un fiato. Non solo da chi la conosceva, ma anche da chi inciampa nella sua storia per caso. E si affrontano temi importanti e delicati.

Diceva con tenacia: “Se non è per me, sono informazioni mediche per progredire e migliorare nella cura di altre persone”.

La magia di Teresa è proprio questa: unire mondi diversi. C’è la nonna Paola, novant’anni compiuti, che per la prima volta ha imparato a leggere un e-book pur di seguire la storia di una ragazza che ha conosciuto per un attimo attraverso uno schermo, grazie al figlio Alberto. Ma che ha amato subito. Ci sono ragazzi e ragazze che di solito non leggono, ma che hanno passato notti d’estate a sfogliare il libro, a seguire le disavventure pazze di Teresa; incuriositi anche dai QR code inseriti nei capitoli. Ci sono genitori che ancora non riescono a toccarlo: “Troppo dolore, non siamo pronti”, confessano. E va bene così. Ognuno ha il suo tempo.
Lucia, la mamma, racconta che scrivere è stato come tenere viva una promessa: “Non volevo che Teresa fosse ricordata solo per la malattia. Lei era molto di più. Una ragazza piena di vita, di sogni, di futuro. Era ed è, un’ anima, da Vispa Teresa”.
E così, Io sono Teresa Belluco diventa non solo un libro, ma una testimonianza. Un invito a non lasciare mai in sospeso i propri sogni, a non rinunciare a saltare in alto, come Teresa faceva in pedana.

Oggi il volume è disponibile su tutte le principali piattaforme online, in versione cartacea, eBook e audiolibro, con la voce intensa e vibrante di Giada Sabellico. Ma le emozioni non finiscono con la lettura: su Spotify prende vita la playlist “Io sono Teresa Belluco”, che raccoglie le canzoni citate nel libro e quelle che Teresa portava nel cuore, trasformando le pagine in note e le parole in melodia.
Il percorso continua anche sul sito www.hopeforteresa.it, dove è possibile, scoprire iniziative e sostenere progetti in Italia e all’estero. Tra questi spicca il podcast “Una zebra in corsia”, ideato da Chiara Pennuti, già in preparazione con la sua seconda stagione. Un lavoro di squadra, nato per diffondere conoscenza in team, ricerca e soprattutto speranza insieme.
E poi ci sono loro: i ragazzi e le ragazze con Sarcoma che hanno conosciuto Teresa, condividendo con lei un tratto di strada, un frammento di vita, un sorriso. Geremia, Nora, Angela, Yinuo, Alberto, Mia, Vittoria, Seth, Callan, Connor, Alberica: nomi che diventano storie, voci che si intrecciano in un unico coro, quello della resistenza e della bellezza.
Così, tra parole, musica e testimonianze, Io sono Teresa Belluco diventa molto più di un libro. Diventa un invito a credere nella vita, nei sogni, nella forza di una comunità che non smette di cercare la luce.

Lucia Manzinello