ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 732

Bagnasco: "Legalità ma anche accoglienza"

“Se una società si chiude nella paura e non garantisce la sicurezza per tutti non è una comunità di vita e di destini”

 

SINDONE SICUREZZA“La sicurezza e la legalità devono convivere con l’accoglienza nei confronti delle persone disperate”: così il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco, in occasione della sua visita alla Sindone. Dice l’alto prelato: “Sicurezza e legalità – riporta l’Ansa -sono un dovere preciso di uno stato democratico e civile  ma questo dovere non può essere chiusura e non accoglienza verso chi è disperato. Se una società si chiude nella paura e non garantisce la sicurezza per tutti non è una comunità di vita e di destini”.

 

(Foto: il Torinese)

Eternit, Guariniello cancella l'ombra del "ne bis in idem"

La prossima udienza preliminare davanti al Gup è prevista per martedì

 

eternit bandiereVenne il giorno delle repliche e la procura di Torino è scesa in campo per cancellare l’ombra del ne bis in idem dal procedimento Eternit bis. L’udienza preliminare di ieri, giovedì, ha visto i pubblici ministeri Gianfranco Colace e Raffaele Guariniello contestare punto punto su quanto era stato affermato nella precedente seduta dai difensori di Stephan Schmidheiny, gli avvocati Alleva e Di Astolfo. In particolare Guariniello ha citato dottrina e sentenze, anche delle Sezioni Unite della Cassazione per dimostrare che i due processi, Eternit uno e due, non sono la ripetizione dello stesso capo d’accusa e per rafforzare tale tesi ha anche utilizzato le motivazioni della sentenza di Cassazione che aveva annullato i due pronunciamenti del Tribunale e della Corte d’appello di Torino per intervenuta prescrizione del reato di disastro. La prossima udienza preliminare davanti al Gup è prevista per martedì, con una breve replica della difesa.  Poi il magistrato potrebbe anche riservarsi sulla decisione se il processo si farà o meno.

 

Massimo Iaretti

Vito Mancuso per Madian: “Serve Dio per vivere bene”

Alla Chiesa di San Giuseppe in Via Santa Teresa 22 a Torino si terrà la presentazione del Bilancio Sociale 2014 di Madian Orizzonti Onlus

 

madian2La presentazione si aprirà con una lectio magistralis del teologo Vito Mancuso dal titolo “Serve Dio per vivere bene”. Vito Mancuso, docente di Storia delle dottrine teologiche all’università degli studi di Padova, è autore di numerose opere tra le quali “L’anima e il suo destino”, “Io e Dio”, “Obbedienza e Libertà”, “La vita autentica” e “Questa vita” uscito nell’aprile del 2015. Dopo la lectio magistralis si passerà all’illustrazione del Bilancio Sociale 2014 della Onlus dei religiosi camilliani di Torino, bilancio che è stato realizzato seguendo sia i più accreditati principi internazionali in materia di responsabilità sociale sia le indicazioni previste nel Metodo Piemonte per il Bilancio Sociale redatto nel 2008 dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo, Torino, dal dipartimento di Management dell’Università di Torino, dalla Direzione Risorse Finanziarie della Regione Piemonte e dall’Ires Piemonte. L’Università e l’Ordine hanno collaborato anche per questa terza edizione alla redazione del Bilancio Sociale di Madian Orizzonti, mettendo a disposizione la metodologia e fornendone la validazione per garantire, quindi, quei requisiti di oggettività e correttezza necessari quando si redige un rendiconto. Il Bilancio Sociale illustra, nelle tre parti che lo compongono (identità, rendiconto e relazione sociale) la storia dei Camilliani torinesi nel secolo scorso, le attività svolte, i progetti realizzati, il rendiconto 2014 con il calcolo e la distribuzione del valore aggiunto. Al di là del lavoro svolto e dei numeri questo bilancio cerca di trasmettere la passione che contraddistingue Madian Orizzonti, l’attenzione alle persone, il primato dell’uomo sulle cose. Ecco perché, nel presentare il Bilancio Sociale 2014, Madian Orizzonti Onlus vuole non solo guardare all’anno passato ma anche a quello che verrà e in particolare al più importante evento che la Chiesa si sta apprestando a vivere: il Giubileo straordinario che Papa Francesco aprirà l’8 dicembre prossimo.

 

Indicativo del Giubileo è il numero 50 e per questo Madian ha pensato di realizzare, come segno di restituzione, di giustizia e di diritto, alcuni progetti che riguardano 50 persone, realtà, famiglie.

 

In Torino:

la Comunità Madian oggi accoglie 50 ammalati stranieri.

Tante famiglie residenti in città non hanno la possibilità economica di pagarsi la spesa mensile: la Comunità Madian paga la spesa a 50 famiglie

 

In Haiti:

Madian Orizzonti Onlus sta terminando la costruzione a Jérémie dell’ospedale per la cura delle lesioni cutanee, gestisce a Port au Prince il Foyer Saint Camille e il Foyer Bethléem dove sono accolti 31 bambini disabili, e constatato che a 4 anni dal terremoto moltissime vivono ancora sotto tende di fortuna e altrettante famiglie vivono all’aperto ha già costruito 2 villaggi con 10 case per 10 famiglie. Il progetto si propone di arrivare a 5 villaggi con 50 case per 50 famiglie.

 

In Armenia:

Madian Orizzonti Onlus gestisce dal 1992 l’ospedale Redemptoris Mater (costruito in seguito al devastante terremoto del 1988) e 21 ambulatori per la medicina di base. Il progetto è di adottare 50 famiglie aiutandole a scaldare le loro case durante il lungo e freddo inverno armeno, ad acquistare generi alimentari di prima necessità per far crescere i loro bambini.Sono solo alcune proposte per vivere in modo alternativo questo anno giubilare e per continuare le molteplici attività che Madian Orizzonti Onlus già svolge a favore dei poveri del mondo.

 

Per quanto riguarda “i numeri” del Bilancio il valore aggiunto raccolto e distribuito da Madian nel 2012 è stato di 1 milione e 773 mila euro (era 1 milione e 122 mila euro nel 2013) che sono stati erogati alle missioni di Haiti (67% del totale), della Georgia (22%), dell’Armenia (3%) e dell’Argentina (1%, delle Filippine(3%), del Kenya (1%), dell’India (1%), dell’Indonesia (2%).La remunerazione del personale della Onlus è pari al 6% del totale delle risorse raccolte e distribuite nel corso dell’anno (era il 9% nel 2013).Il costo dell’attività gestionale e istituzionale volta alla raccolta è del 10% rispetto a quanto raccolto e distribuito nel corso dell’anno (era il 26% nel 2013).

 

Madian Orizzonti, la Onlus dei padri Camilliani di Torino, è stata fondata nel 2005: opera in Georgia, in Armenia, in Argentina e ad Haiti, in India, Kenya e Indonesia costruendo e gestendo ospedali e scuole e seguendo progetti in ambito socio-sanitario. Nelle Filippine – nelle Isola di Samar e Leyte colpite nel novembre 2013 dal Tifone Yolanda – sta finanziando, grazie al contributo della Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi, la costruzione di 75 barche da pesca che il tifone ha distrutto aiutando, così, l’economia locale a risollevarsi. La Onlus prende origine dalla comunità Madian composta da Padre Adolfo Porro, Padre Antonio Menegon e Padre Joaquin Paulo Cipriano. 

Ritmi travolgenti e mani in pasta con i Laboratori di CasaOz

casaoz festa

Largo al divertimento e all’inventiva che caratterizzano tutte le attività che l’associazione svolge per i bambini che si trovano ad affrontare la malattia, in modo da garantire loro e alle rispettive famiglie un percorso di ristrutturazione della “normalità”

 

A conferma di quanto viene svolto quotidianamente a CasaOz il 13 giugno la Onlus mette in campo tutte le performance in ambito artistico per dare visibilità ai tanti Laboratori che qui vengono continuamente svolti.  Alle 14.30 si apriranno le porte della Onlus per iniziare alle 15 con uno Spettacolo di teatro preparato durante il corso dell’anno e interamente realizzato dai ragazzi ospiti di CasaOz: il tutto sarà basato su danze, musiche e recitazioni tratte dalla famosa storia de “Il Mago di Oz” (a cui la stessa Associazione si è ispirata per il proprio nome).

 

Seguirà verso le 16.30 un’esibizione pratica da parte dei ragazzi che hanno partecipato al particolare “Laboratorio del battito”, in cui verrà dato sfogo alla forza dirompente dei tamburi liberata ad un ritmo travolgente. Per rinfrescare i palati è poi previsto un breve pit stop alle 17.30 dedicato alla merenda a base di gelato, per poi riprendersi con grinta per il gran finale.  Per chiudere in bellezza infatti è atteso un “esercizio di stile” aperto a tutti i presenti, che saranno chiamati a prendere parte al Laboratorio di argilla per realizzare il proprio animaletto. Il frutto della creatività di ognuno potrà essere portato a casa per ricordo. In questo contesto verranno esposti i preziosi lavori svolti dai bambini durante gli appuntamenti di Arte terapia.

 

Largo quindi al divertimento e all’inventiva che caratterizzano tutte le attività che CasaOz svolge per i bambini che si trovano ad affrontare la malattia, in modo da garantire loro e alle rispettive famiglie un percorso di ristrutturazione della “normalità”. Un impegno che la Onlus ha assunto 8 anni fa e che continua a portare avanti, essendo arrivata ad accogliere, ad oggi, complessivamente circa 1200 persone.

 

Per informazioni: 011.6615680 – www.casaoz.org

 

L’Associazione CasaOz Onlus rivolge i propri servizi di accoglienza, sostegno e accompagnamento ai bambini ed ai loro nuclei familiari che si trovino a vivere l’esperienza della malattia, qualunque essa sia. CasaOz ha iniziato a operare nel maggio 2007 a Torino ed è innanzitutto una casa per i bambini malati, fratellini e sorelline sane, genitori, figli di genitori malati. Tutte le attività di CasaOz sono volte al conseguimento di un obiettivo generale: la ristrutturazione della “normalità” e l’uscita dall’isolamento sociale provocato dalla malattia stessa. Da luglio 2011 sono attive anche le ResidenzeOz, 4 mini-appartamenti arredati e completi di accessori per le famiglie che vengono a Torino per far curare i propri figli presso gli ospedali della città. Sempre all’interno della sede è attivo un progetto pilota che promuove iniziative di residenzialità extra-familiare per adolescenti e giovani con disabilità, volto all’educazione alla gestione autonoma di sé in vista di un pieno inserimento sociale.  Dall’inizio della sua attività CasaOz ha aiutato circa 1200 persone provenienti da 27 paesi diversi (in particolare Italia, Europa Est, Africa). Il funzionamento attuale di CasaOz è assicurato da uno staff qualificato e da circa 90 volontari che si avvicendano nell’accompagnamento quotidiano delle attività.

 

Sei milioni in arrivo per mille aziende agricole

MUCCHE AGRICOLTURAArpea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura ha emanato un decreto di pagamento sui fondi del Piano di sviluppo rurale

 

Oltre 6 milioni di euro giungeranno presto nelle casse di 1074 aziende agricole piemontesi, in quanto Arpea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura ha emanato un decreto di pagamento sui fondi del Piano di sviluppo rurale.Nel decreto sono state incluse un considerevole numero di aziende che in questo ultimo anno e mezzo non avevano più potuto accedere ai contributi comunitari per effetti dell’operazione Bonifica, volta ad individuare a livello nazionale una serie di irregolarità nelle richieste di contributi comunitari. Il decreto ministeriale 1922 pubblicato il 16 maggio, fortemente voluto dalla Regione Piemonte e da Arpea, ha fornito i mezzi giuridici per verificare con maggior puntualità e precisione la posizione delle imprese, permettendo di individuare quelle estranee a comportamenti illeciti e riammetterle ai benefici comunitari.“Con questa operazione – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero – Arpea immette nel sistema agricolo piemontese una sostanziosa iniezione di liquidità, particolarmente importante in un momento difficile come quello che viviamo”.

 

www.regione.piemonte.it

Ecco le novità del Piano paesaggistico

PO COLLINAVALENTINO3La Giunta regionale ha riadattato il Piano paesaggistico, strumento di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, naturale e culturale piemontese, realizzato d’intesa con il Ministero dei Beni, delle attività culturali e del turismo

 

 

La novità rispetto al documento elaborato nel 2009 è la ricognizione meticolosa dei beni e delle aree tutelate, oggetto anche di un fitto programma di consultazioni: 365 beni tutelati, più di 200 laghi, 1700 fiumi, torrenti e corsi d’acqua, 106 parchi e riserve, 90 zone di interesse archeologico, circa 460mila ettari di montagna, nonché ghiacciai, circhi glaciali e boschi. Il Piano è stato arricchito con i dati relativi ai perimetri dei beni paesaggistici di tutto il Piemonte, per la prima volta digitalizzati e resi disponibili agli enti locali. Un lavoro, nel complesso, enciclopedico, durato diversi anni e realizzato in Italia solo da poche altre Regioni.“Uno strumento importante – commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Urbanistica e Programmazione territoriale e paesaggistica, Alberto Valmaggia – non solo per quanto riguarda la nuova disciplina dei beni paesaggistici, ma anche per il grado di approfondimento delle informazioni e delle indicazioni contenute, rivolte alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio paesaggistico del Piemonte ma anche alla gestione delle trasformazioni, per fondare sulla qualità del paesaggio e dell’ambiente lo sviluppo sostenibile dell’intero territorio”.

 

La riadozione del Piano è stata considerata opportuna alla luce degli approfondimenti effettuati dopo il 2009, in relazione anche alle osservazioni pervenute. Il Ppr è stato infatti sottoposto ad un’attenta rilettura e a un complesso processo di revisione e integrazione dei suoi aspetti conoscitivi, cartografici e normativi, che ha portato a una nuova formulazione di tutti gli elaborati. Una lettura più agevole, norme più semplici, informazioni cartografiche più precise, contenuti aggiornati: questi gli obiettivi della revisione, finalizzata a garantire una maggiore tutela e valorizzazione dell’intero territorio piemontese. Si è provveduto alla ricognizione e alla perimetrazione degli immobili e delle aree oggetto di “dichiarazione di notevole interesse pubblico”, nonché delle zone tutelate per legge. I beni sono rappresentati a una scala di maggior dettaglio in grado di consentirne la precisa identificazione, in una tavola di piano e in un nuovo elaborato del Ppr, il Catalogo dei beni paesaggistici del Piemonte.

 

A partire dalla data di adozione, le perimetrazioni dei beni paesaggistici e le prescrizioni contenute sono sottoposte alle misure di salvaguardia previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Non sono quindi consentiti sugli immobili e nelle aree tutelate interventi in contrasto con le prescrizioni delle norme di attuazione. Gli elaborati sono pubblicati sul sito della Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio, in modo che chiunque possa prenderne visione e far pervenire entro i successivi 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione le proprie osservazioni, anche ai fini della valutazione ambientale strategica (Vas). Secondo Valmaggia, “non sono da sottovalutare le indicazioni che entreranno in vigore una volta approvato il piano e che contribuiranno, attraverso il lavoro delle amministrazioni locali e dei professionisti, ad integrare e valorizzare il paesaggio, letto nelle sue molteplici componenti quale risorsa ed elemento strategico per lo sviluppo del nostro territorio”.

 

(pdevita – www.regione.piemonte.it – Foto: il Torinese)

Amianto, che brutta storia: se ne parla a Report

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In particolare si spiega di come l’Italia ancora importa asbesto e lo stesso viene utilizzato, nonostante il clamore mediatico, e non solo, dei processi Eternit

 

Questa sera, domenica, alle ore 21.45, nell’ambito dell’ultima puntata della serie primaverile di Report, la trasmissione di giornalismo di inchiesta, su Rai Tre, condotta da Milena Gabanelli, si torna a parlare di amianto. In particolare si parla di come l’Italia ancora importa asbesto e lo stesso viene utilizzato, nonostante il clamore mediatico, e non solo, dei processi Eternit. Sull’argomento aveva presentato una interrogazione anche il deputato piemontese Fabio Lavagno, che è stato informato dalla Rai della messa in onda della trasmissione. Questo il comunicato emesso dalla Redazione di Report.

 

PER L’ETERNIT. Com’è andata a finire

di Giorgio Mottola

Nel 1992 l’Italia ha messo al bando la lavorazione, l’importazione e la commercializzazione di amianto. A distanza di 23 anni abbiamo scoperto però che non tutti rispettano questo divieto. Un documento del Governo indiano ha, infatti, indicato l’Italia come il primo importatore di amianto. Secondo dati ufficiali, abbiamo continuato a comprare e vendere eternit fino allo scorso anno. Abbiamo anche scoperto che c’è ancora chi nel nostro Paese continua ad usarlo. Di chi si tratta lo scopriremo domenica, e non è un’azienda qualsiasi.    

 

Massimo Iaretti

 

‘Noi siamo con voi’ contro la persecuzione religiosa

magliano

L’iniziativa è promossa dagli esponenti delle comunità religiose e dei movimenti per la pace e della società civile del Piemonte

 

Quasi cinquanta comunità laiche e religiose di Torino e del Piemonte parteciperanno la sera di mercoledì 10 giugno alla manifestazione intitolata “Noi siamo con voi”, marcia di solidarietà per tutte le vittime delle persecuzioni religiose nel mondo. La marcia partirà alle 20 davanti al Municipio di Torino. Attraversando la zona di Porta Palazzo, da sempre tradizionale punto di ritrovo delle comunità straniere a Torino, il gruppo arriverà al Sermig in piazza Borgo Dora dove alle 21 troveranno spazio e voce molte testimonianze di solidarietà.La manifestazione è stata promossa dal gruppo interreligioso coordinato da Giampiero Leo, con il patrocinio e sostegno dal Consiglio regionale del Piemonte.

 

“L’appoggio alla manifestazione del 10 giugno – sottolinea il presidente Mauro Laus – è maturato nella cornice del Comitato per i diritti umani, il nuovo organismo istituito dal Consiglio regionale con lo scopo di istituzionalizzare le occasioni di incontro e di confronto sui temi più delicati che interessano la collettività, uno spazio dove ogni diversità sia percepita come una ricchezza e il contrasto ad ogni forma di discriminazione sia inteso come un dovere di tutti. Da presidente dell’Assemblea legislativa piemontese, rivendico la laicità del mio approccio quale contributo al valore dell’evento poiché proprio la laicità in uno Stato democratico è garanzia di libertà religiosa e di libertà di espressione per ogni cittadino.L’iniziativa è stata approvata e condivisa con entusiasmo da numerosi soggetti: il mondo variegato delle associazioni e comunità laiche cattoliche presenti a Torino (è stata annunciata anche la partecipazione dell’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia), i valdesi, la rappresentanza della chiesa luterana, il nuovo rabbino della comunità ebraica della città, gli induisti, i buddisti, i mormoni.

 

hanno aderito anche molti esponenti della vasta comunità musulmana a Torino: lo ha assicurato Younis Tawfik del Centro culturale italo-arabo Dar al-Hikma, insieme al portavoce della associazione islamica delle Alpi, Brahim Baya. “Questa non sarà una manifestazione contro l’Islam ma una iniziativa di solidarietà umana a cui prenderanno parte anche sette moschee di Torino, l’associazione dei Giovani Musulmani e le comunità religiose islamiche di Torino. Una presa di posizione importante per noi, perchè oggi non si può stare nel grigio”. Alla presentazione della marcia – che si è svolta il 5 giugno in Consiglio regionale – hanno partecipato anche il professor Claudio Torrero dell’associazione Interdependence and Religions For Peace e Bruno Geraci, promotore del Manifesto di Torino che verrà presentato mercoledì sera al Sermig. Erano presenti i due vicepresidenti del Consiglio regionale Daniela Ruffino e Nino Boeti

 

“Federico Patellani: professione reporter”

PATELLANI290 foto in bianco e nero, articolate in 5 sezioni, raccontano l’Italia del dopoguerra che rialza la testa e lo fanno alla maniera di Patellani; professione fotoreporter che, con infinita sensibilità (prima di tutto), mette a fuoco e testimonia la vita vera

 

“E’ difficile fondere in una sola fotografia i valori documento-bellezza. Sta qui la classe del fotografo”. Federico Patellani -primo fotogiornalista italiano ed uno dei più importanti del XX secolo- enunciava così la formula in grado di coniugare informazione ed immagini, riunendo in una solo figura due modi di raccontare la cronaca e il mondo. A lui -che di classe ne aveva da vendere- è dedicata la mostra torinese (da domani fino al 13 settembre) a Palazzo Madama- Corte Medievale, curata da Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi. Un allestimento che ha molti punti di forza: rientra nel programma “Neorealismo. Cinema, fotografia, letteratura, musica, teatro. Lo splendore del vero nell’Italia del dopoguerra 1945-1968” (progetto del Museo Nazionale del Cinema di Torino); è inserito nel calendario ufficiale di ExpoTo e nasce dalla collaborazione tra Palazzo Madama, Museo di Fotografia Contemporanea e Silvana Editoriale.

 

90 foto in bianco e nero, articolate in 5 sezioni, raccontano l’Italia del dopoguerra che rialza la testa e lo fanno alla maniera di Patellani; professione fotoreporter che, con infinita sensibilità (prima di tutto), mette a fuoco e testimonia la vita vera. Punta l’obiettivo su città e paesaggi martoriati dai bombardamenti, ricostruzione e ripresa economica, meridione e Sardegna. Ma fornisce anche la briosa cronaca del cinema italiano che si riprende; immortala scrittori, artisti, poeti e svela le grandi speranze che animano i primi concorsi di Miss Italia. Le immagini in mostra, per lo più scattate per i giornali, sono state selezionate dal ricchissimo corpus conservato oggi presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo e rappresentano le tappe  principali della sua carriera: dalla fine della seconda guerra mondiale alla metà degli anni 60, quando si dedicò soprattutto alla fotografia di  viaggio.PATELLANI1

 

-Nato a Monza nel 1911 da un’antica famiglia milanese, dopo gli studi classici si laurea in legge; ma la vita lo condurrà poi su altri sentieri. Il coup de foudre che spariglia le carte dei progetti è nel 1935, quando (come ufficiale del genio) partecipa alle operazioni militari in Africa Orientale con la Leica al seguito e porta a casa il primo reportage: viene pubblicato dal quotidiano milanese “L’Ambrosiano” e da quel momento la fotografia sarà il suo mestiere. Dapprima una lunga collaborazione con “Il Tempo”, settimanale di Alberto Mondadori che si ispira allo stile della famosissima “Life”, riadattandolo all’italica realtà. E’ l’alba di un nuovo modo di fare giornalismo attraverso il  foto-testo, ovvero, ampi servizi fotografici commentati da lunghe didascalie. Nel 40 è in Jugoslavia a documentare le operazioni militari dell’esercito italiano, l’anno seguente è la volta della campagna di Russia, con lo pseudonimo di Pat Monterosso.

 

E’ nel 43 che realizza il famoso reportage sulla Milano bombardata ma, soprattutto, rivendica la legittimità del suo lavoro nel celebre articolo “Il giornalista nuova formula” (editoriale “Domus”), delineando contorni e sostanza di una figura inedita che si abbevera alla fonte del cinema documentario e di attualità, cattura immagini  “viventi, attuali, palpitanti”, sa cogliere il movimento e il sensazionale.Traccia la strada attraverso prestigiose collaborazioni con i maggiori periodici italiani (tra cui “Epoca” e “Oggi”) ed imbastisce una fitta rete di rapporti professionali con le più importanti testate straniere. Colto ed innamorato del suo lavoro, realizza importanti reportage, (come quello sui minatori di Carbonia), racconta la cronaca di un’Italia che vuole a tutti i costi dimenticare il passato e creare nuove opportunità.

 

E’ anche in prima fila a narrare il costume e a testimoniare la nascita dell’industria editoriale, confrontandosi con artisti, intellettuali e letterati della levatura di Thomas Mann, Carrà, Ungaretti, Vittorini, Soffici e de Pisis. Cresciuto alla scuola del cinema (nel 41 lavora con Mario Soldati al film  “Piccolo mondo  antico”) la sua traiettoria incrocia le carriere di Carlo Ponti, De Laurentiis e Lattuada (di cui sarà aiuto regista per “La lupa”) e con loro stabilisce preziosi sodalizi professionali. E’ così che ritrae anche i beniamini del cinema: da Totò alla Loren, da Ingrid Bergman alla Lollobrigida e ancora Silvana Mangano, Anna Magnani, Fellini e la Masina, Visconti e De Sica.

 

PATELLANI3Dimostra poi una notevole lungimiranza quando nel 52 fonda la “Pat photo pictures”; primo step di agenzia fotogiornalistica moderna, con free lance sparsi in tutto il mondo a scattare immagini da vendere alle testate giornalistiche italiane e straniere. Lui, con abilità ed impegno, progetta e realizza reportage fotografici e cinematografici nei cinque continenti, che faranno la storia del fotogiornalismo. Importante anche il segno lasciato con le esperienze televisive, i documentari (“Viaggio nei paesi di Ulisse” e “Viaggio in Magna Grecia”) e i reportage da Congo Belga e Kenya. Inarrestabile, lavorerà fino all’anno prima della sua morte, testimone del mondo fino all’ultimo con il servizio da Ceylon, nel 1976. Oggi, passeggiare tra le immagini della mostra, significa attingere emozioni dalla preziosa testimonianza visiva degli anni dell’Italia del riscatto e restare incantati dallo sguardo di questo fotoreporter più attuale che mai.

 

Laura Goria

 

 

 

 

 

 

Leonardo e l'importanza del disegno, la Sanguigna esposta ancora per un giorno

PALAZZO MADAMAIl ritratto esposto fino a martedì 2 giugno. Come per Monna Lisa si sono fatte molte supposizioni, se per questa alcuni hanno pensato alla trasposizione del viso della madre per la sanguigna hanno visto la trasposizione del viso del padre perché, datata 1515, ritraeva un uomo troppo vecchio per essere il maestro

 

Custodito nella Biblioteca Reale di Torino ed ora in mostra a Palazzo Madama fino a martedì 2 giugno, la sanguigna di Leonardo è ritenuta l’unico autoritratto sicuro del maestro anche se corrispondenze si possono trovare in alcuni disegni come “Il vecchio seduto” di Windsor  del 1513, nel giovane personaggio de “ L’ adorazione dei Magi” del 1482 degli Uffizi e forse nel profilo di guerriero del 1475 nel British Museum di Londra. Indubbiamente Leonardo dava al disegno importanza eguale alla pittura considerandolo non solo in funzione di questa ma anche fine a sé; il Vasari stesso nelle Vite afferma che egli riuscisse attraverso questa tecnica a esprimere il concetto raggiungendo “Cosa divina” il chiaro scuro. Dei tanti disegni rimastici, anche se molti sono andati perduti, a cominciare dal primo sicuramente suo “il paesaggio della veduta sull’ Arno” osservato dalle pendici del Montalbano del 1473, agli studi per “l’Adorazione dei Magi”, alle grottesche teste maschili, ai dolci visi femminili a punta d’argento, agli studi anatomici, nessuno come questo piccolo foglio di 33,5 x 21,6 cm. è universalmente conosciuto e quasi idolatrato nella stessa misura della Gioconda rispetto gli altri dipinti.leonardo

 

Come per Monna Lisa si sono fatte molte supposizioni, se per questa alcuni hanno pensato alla trasposizione del viso della madre per la sanguigna hanno visto la trasposizione del viso del padre perché, datata 1515, ritraeva un uomo troppo vecchio per essere il maestro; altri hanno ritenuto che si tratti della raffigurazione del padre disegnata nel 1503 in quanto Leonardo era troppo malandato per avere capacità artistica così elevata pochi anni prima della morte. Tesi che non hanno avuto seguito in quanto nel 1515, documentato da chi gli fu vicino, l’artista molto malato dimostrava più della sua età ma la genialità non si era spenta e chi meglio di lui, da sempre appassionato di fisiognomica, poteva rendere la propria immagine come ritratto dell’anima oltre che fisica in modo così espressivo. Proprio per questo l’autoritratto di Torino rimane da sempre nell’immaginario collettivo quale “felice memoria di Leonardo” come asserisce il Vasari nelle “Vite”.

 

 Giuliana Romano Bussola

 

(Foto: il Torinese)