ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 721

Apidge, Giovanna Musone alle Risorse umane

musone

“Questa decisione – spiega il Presidente Sina – in linea con le norme statutarie è stata stimolata dall’ampia richiesta proveniente dagli associati e dai simpatizzanti di tutta Italia”. E Massimo Iaretti, coordinatore regionale piemontese dell’associazione e componente del direttivo nazionale sottolinea che “la nomina di Giovanna Musone è un riconoscimento per il lavoro che è stato fatto a Torino ed in Piemonte nel primo anno di vita dell’associazione”

 

Giovanna Musone, avvocato del foro di Torino e dottore di ricerca in “Diritto privato comparato e processi di integrazione” (molto attiva anche sul fronte della lotta alla violenza contro le donne)  ha ottenuto un importante incarico nell’ambito di Apidge – Associazione Professionale degli Insegnanti di Discipline Giuridiche ed Economiche. Insieme all’avvocato Massimo Maria Molinari di Potenza, è stata chiamata a fare parte del “Dipartimento per il potenziamento delle risorse umane” dell’associazione, creato su impulso del Presidente Nazionale Ezio Sina. La nuova struttura, coordinata direttamente dall’Ufficio di Presidenza ha compiti di studio, ricerca, informazione, assistenza e tutela degli interessi rappresentati dai docenti di Discipline Giuridiche ed Economiche, coinvolti nel piano straordinario di assunzioni previsto dalla Legge 107 del 2015. Sia Musone che Molinari sono anche docenti di discipline giudiriche ed economiche nella classe A010. “Questa decisione – spiega il Presidente Sina – in linea con le norme statutarie è stata stimolata dall’ampia richiesta proveniente dagli associati e dai simpatizzanti di tutta Italia”. E Massimo Iaretti, coordinatore regionale piemontese dell’associazione e componente del direttivo nazionale sottolinea che “la nomina di Giovanna Musone è un riconoscimento per il lavoro che è stato fatto a Torino ed in Piemonte nel primo anno di vita dell’associazione, presentata ufficialmente a giugno alla presenza dell’assessore regionale Giovanna Pentenero e del deputato Fabio Lavagno”.

 

Gli interessati potranno direttamente fare riferimento all’indirizzo di posta elettronica: potenziamento.apidge@gmail.com”.

“UNE SIMPHONIE DE COULEURS”

La Provenza di Brigitte Jouvray Andreini nei quadri esposti alla “TeArt” di Torino

 

brigitte“Une simphonie de couleurs”/”Una sinfonia di colori”. Titolo migliore non poteva trovarsi per la bella personale (la prima in Italia) allestita dalla pittrice francese Brigitte Jouvray Andreini negli spazi dell’Associazione artistico-culturale “TeArt”, in via Giotto 14 a Torino, fino a sabato 17 ottobre (tutti i giorni, tranne il lun. e i festivi, dalle 17 alle 19; tel. 011/6966422). In parete, troviamo una ventina di quadri a tecnica mista, in cui si leggono in una sorta di vibrante e personalissimo “impressionismo astratto” (con il colore che si fa materia aggredendo nervosamente la tela) tutti i colori della sua Provenza: i gialli delle mimose e gli azzurri del cielobrigitte2 che si confonde col mare, accanto ai lilla della lavanda e ai verdi  marcati di una natura unica e sorprendente. Spazi pittorici, quelli dell’Andreini, aperti all’improvvisazione e all’immaginazione, in cui si muovono, a tratti, parvenze figurali, silhouettes orientaleggianti o quanto resta di secolari manieri, che conferiscono al narrato i toni intriganti del mistero. Ma anche della fiaba.

Il "ragioniere pesce del Cusio" e la bonifica del lago d'Orta

ORTA LAGOORTA PESCE RODARI

Nel 1978 Gianni Rodari scrisse una storia per la rivista Lo Strona in cui raccontava di aver incontrato sul molo di Pettenasco una strana creatura, metà uomo e metà pesce

 

“… dall’acqua calma del lago sta emergendo, sotto le vecchie tavole dell’imbarcadero, un nuotatore grondante, inghirlandato di alghe, con il vuoto di un pacchetto di sigarette sulla spalla destra. Egli si libera del vuoto (che del resto è a perdere), si scosta le alghe dagli occhi e mi saluta con un sorriso..”. Nel 1978 Gianni Rodari scrisse una storia per la rivista Lo Strona in cui raccontava di aver incontrato sul molo di Pettenasco una strana creatura, metà uomo e metà pesce. Era il ragionier Pesce che aveva deciso di combattere una solitaria battaglia – trasformandosi egli stesso in pesce – contro l’inquinamento che aveva ucciso, a quei tempi, il plancton e di conseguenza interrotto la catena alimentare. 

 

Più o meno negli stessi anni, infatti, Eugenio Montale  descriveva il lago d’Orta come un luogo “dove neppure un’anguilla/ tenta di sopravvivere“. La storia dell’inquinamento del lago d’Orta era iniziata nel 1926, quando a Gozzano, all’estremità sud del lago, sorse uno stabilimento della Bemberg S.p.A, che fabbricava rayon col metodo cupro-ammoniacale. Al termine del processo, le acque di lavorazione, fortemente inquinate da solfato di rame e di ammonio, erano sommariamente depurate e scaricate nel lago, con le immaginabili conseguenze. Pochi anni dopo la morte di Rodari (1980), alla fine degli anni Ottanta, venne avviata un’imponente azione di recupero del lago, coordinata dall’Istituto Idrobiologico sugli ecosistemi che ha sede a Pallanza, sul lago Maggiore.

 

Poiché le acque del lago erano estremamente acide, si pensò di curarlo somministrandogli del bicarbonato. A tonnellate, naturalmente. Dopo qualche tempo, la salute del lago andò rapidamente migliorando e da anni è tornata ottimale. Ora, i pesci e finanche i gamberi, che vivono solo in acque pulitissime, abbondano ed è facilissimo vederli anche dalle rive. La battaglia del Ragionier Pesce del Cusio (alla cui figura è dedicata l’opera dello scultore Mauro Maulini collocata presso il Forum di Omegna), che a tutti era parsa disperata, ha quindi avuto un esito positivo, dimostrando che la fantasia è sovente l’arma migliore di cui disponiamo.

 

Marco Travaglini

#stoptratta. La risposta salesiana all’emergenza migranti

Il progetto, nato in seguito alla visita di papa Francesco a Valdocco, casa madre dei Salesiani, nel giugno scorso prevede un ampio programma di sensibilizzazione e formazione nei cinque paesi dell’Africa subsahariana in cui i Salesiani sono presenti

 

ProfughiAiutiamoli a casa loro, ma facciamolo davvero. Sembra questo il tratto distintivo della campagna #stoptratta, promossa da Missioni Don Bosco e Vis – Volontariato internazionale per lo sviluppo presentata mercoledì 14 ottobre a Palazzo Lascaris, sede dell’Assemblea regionale. All’evento, promosso in collaborazione con la Consulta regionale europea, sono intervenuti la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino, delegata alla Consulta, il presidente di Missioni Don Bosco Valdocco Giampietro Pettenon, il presidente e il referente del Vis Nico Lotta e Agostino Sella, il responsabile della Pastorale sociale dei migranti della diocesi di Torino Sergio Durando e i missionari salesiani padre Estifanos Gebremeskel e Cesare Bullo, coordinati da Rossana Campa di Missioni Don Bosco. Il progetto, nato in seguito alla visita di papa Francesco a Valdocco, casa madre dei Salesiani, nel giugno scorso prevede un ampio programma di sensibilizzazione e formazione nei cinque paesi dell’Africa subsahariana in cui i Salesiani sono presenti – Ghana, Senegal, Nigeria, Costa d’Avorio ed Etiopia – affinché chi decide di partire sia informato sui gravi rischi che affronterà durante il viaggio e chi vuole restare abbia opportunità concrete, attraverso progetti di sviluppo specifici, per migliorare le condizioni di vita proprie e della propria famiglia L’obiettivo è contrastare il traffico di esseri umani attraverso la sensibilizzazione dei potenziali migranti sui rischi del viaggio verso l’Europa, dalla detenzione alla morte, fornendo informazioni utili attraverso i social network e contenuti nelle lingue locali per favorire una scelta consapevole. La campagna prevede inoltre progetti di sviluppo orientati a gruppi a rischio traffico o migrazione irregolare e concepiti sulla base delle esigenze emerse nei singoli paesi: in Senegal si punterà al rafforzamento della formazione professionale e dell’inserimento occupazionale a Dakar e a Tambacounda; in Ghana saranno sviluppate le attività formative in campo agricolo e per le donne. In Costa d’Avorio si prevede il rafforzamento del centro socio-educativo Villaggio Don Bosco a Koumassi, nella periferia popolare di Abidjan, e in Etiopia i primi interventi si concentreranno su borse di studio e programmi di supporto scolastico e nutrizionale per giovani a rischio.

 

Per informazioni e adesioni www.stoptratta.org

 

www.cr.piemonte.it

Chivasso, Identità Comune torna all'attacco

Per una stazione di interscambio tra la linea Aosta – Chivasso e la linea di Alta Velocità Torino – Milano nell’ambito del territorio comunale di Chivasso e per la realizzazione del comune unico

 

chivassoIdentità Comune, l’associazione di Chivasso che da tempo si batte per la realizzazione di una stazione di interscambio tra la linea Aosta – Chivasso e la linea di Alta Velocità Torino – Milano nell’ambito del territorio comunale di Chivasso e per la realizzazione del comune unico del Chivassese torna all’attacco. Sul primo argomento ha mandato una missiva ai primi cittadini della zona, partendo dalla ventilata intenzione di verificare, da parte della Regione, la possibilità di due fermate intermedie sulla linea ad alta velocità a Chivasso ed a Novara. “Appare evidente che l’area omogenea del Chivassese non può perdere questa occasione di sviluppo e deve inserire questo progetto nel proprio piano strategico”. Identità Comune sottolinea, a sostegno del progetto, era stato approvato un ordine del giorno dai Comuni di Castagneto Po, Chivasso, San Raffaele Cimena, San Sebastiano Po e Verolengo. E offre la propria collaborazione purché venga attivato immediatamente un tavolo di lavoro. Sul secondo punto, il cosiddetto Comune unico del Chivassese, occasione che deriverebbe dalla creazione dell’Aree omogenee all’interno della Città Metropolitana di Torino, due mesi fa circa era stata inviata una missiva a sindaci, assessori e consiglieri comunali degli enti locali presenti in tale ambito. L’unica reazione, però, è stata quella di Frediano Dutto, consigliere di minoranza a Lauriano. Adesso Identità Comune torna all’attacco con una nuova lettera per cercare di smuovere le coscienze degli amministratori su questo tema, domandando loro se intendono “dare un forte senso di cambiamento, come propone il nostro progetto forse un po’ rivoluzionario ma adeguato alla gravità della crisi da superare o lasciare il territorio senza una governance unitaria con una propria forza rappresentativa e progettuale, quindi in balia di scelte esterne che continueranno a penalizzarlo e depauperarlo”. E ricorda che nel Chivassese ci sono oltre 23mila giovani al di sopra dei 25 anni, del cui futuro le attuali amministrazioni dovranno farsi carico. La proposta del Comune univo è in piena sintonia con il libro edito dalle Edizioni Arianna “Democrazia a Km0” scritto dal segretario dell’associazione, Tomas Carini, che dedica un particolare spazio alla Carta di Chivasso, alla Comunità del Chivassese ed all’esperienza di Adriano Olivetti. Il libro, tra l’altro, è stato presentato a Chivasso dall’autore e da Sergio Conti, docente all’ateneo di Torino e presidente della Società Geografica Italiana.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

 

Papa Francesco scrive a Fassino per il Forum Mondiale

papa esclusiva pallone

Il pontefice auspica un “vero discernimento etico e per la creazione di economie e di imprese veramente libere”

 

In occasione del Terzo forum mondiale dello sviluppo economico locale – Led, Papa Francesco ha inviato una missiva al sindaco di Torino, Piero Fassino: “Le crisi mondiali hanno dimostrato che le decisioni economiche che” promuovono “il permanente incremento del profitto siano insostenibili e di per sé immorali”.  Il pontefice auspica un “vero discernimento etico e per la creazione di economie e di imprese veramente libere”.

 

(Foto: il Torinese)

Video storici su crpiemontetv

Dalla tradizionale fagiolata di Carnevale a Santhià  del 1934, alla vendemmia sulle colline dell’astigiano alla fine del primo conflitto mondiale, dalle mondine in partenza per le risaie vercellesi a metà degli anni Cinquanta, alla lavorazione del formaggio nel novarese nel 1976

 

storia crpÈ dedicata alla tradizione enogastronomica piemontese la seconda serie di filmati storici che il Consiglio regionale mette a disposizione sulla sua Social tv, grazie a un accordo con l’Istituto Luce. Dalla tradizionale fagiolata di Carnevale a Santhià  del 1934, alla vendemmia sulle colline dell’astigiano alla fine del primo conflitto mondiale, dalle mondine in partenza per le risaie vercellesi a metà degli anni Cinquanta, alla lavorazione del formaggio nel novarese nel 1976. Le sagre la fanno da padrone anche nella prima metà del secolo scorso. Dagli archivi dell’Istituto Luce sono stati selezionati i filmati della fiera dei marroni di Cuneo del 1936, quella del polentone a Monastero Bormida (1939) e del grano a Savigliano (1952) e le tradizionali fiere del vino di Asti (1946), del tartufo di Alba (1947) e del vitello grasso a Fossano (1952). Completa questa sezione la gara gastronomica “Il raviolo d’oro” di Asti (1957), dove il giornalista Occhiena ha vinto il più importante riconoscimento di bravura culinaria per un professionista della carta stampata con un “Pericolo giallo”, ovvero un risottino allo zafferano. I filmati, della durata di circa un minuto e mezzo, realizzati tra il 1934 e il 1976, sono visibili su crpiemonte.tv, nella sezione “Memoria”. L’iniziativa nasce da un accordo con l’Istituto Luce, che gestisce un archivio con 200.000 schede catalografiche, 4.000 ore di filmati e 400.000 fotografie da cui sono stati individuati poco meno di cento filmati, della durata di circa un minuto e mezzo, che, catalogati per materia, sono visibili su crpiemonte.tv nella sezione “memoria”.

 

 www.cr.piemonte.it 

 

I video:

 

A Santhià la tradizionale fagiolata di Carnevale (1934)

La fiera dei marroni a Cuneo (1936)

La fiera del polentone a Monastero Bormida (1939)

Vendemmia sulle Colline dell’Astigiano (1945)

La fiera del vino ad Asti (1946)

La fiera del tartufo di Alba (1947)

La sagra del grano a Savigliano (1952)

La XXVIII Fiera del vitello grasso a Fossano (1952)

Le mondine e la coltivazione del riso a Vercelli (1954)

Gara gastronomica “Il raviolo d’oro” ad Asti (1957)

La lavorazione del formaggio a Novara (1976)

Unitre Torino, prima In Italia per numero di iscritti e ore di lezione

mole cavallerizzaIl presidente Andrea Dalla Chiara inaugura l’ Anno Accademico 2015-2016 con una cerimonia nell’ Aula Magna dell’ Università

 

Centosettanta corsi, 4 mila associati. Con questi significativi numeri l’ Università della Terza Età-Unitre Torino si presenta al nastro di partenza del nuovo anno accademico 2015-2016,  che si inaugura il 14 ottobre (ore 11) nell’ Aula Magna dell’ Università, in via Verdi 8, a Torino “L’ Unitre- Torino non invecchia – sottolinea il presidente, Andrea Dalla Chiara – siamo una realtà vivace e dinamica che rappresenta un modello di grande attualità per le Unitre italiane e del mondo. Siamo primi in Italia per numero di iscritti e per ore di lezione, ben 5 mila. Ai nostri numerosi associati offriamo importanti momenti di aggregazione e di interesse culturale, con un costo di iscrizione che è di soli 90 euro”. Lo dimostrano la ricchezza e la varietà  dei corsi e dei laboratori, di cui è direttrice Lucia Cellino. Sono suddivisi in sette filoni, denominati “Collegi”: l’Artistico, il Creativo-Espressivo, il Letterario, il Linguistico, il Medico-Psicologico, lo Scientifico, lo Storico-Umanistico. La sede sociale e la maggior parte delle aule è in Corso Trento 13, presso l’ Educatorio della Provvidenza. Alta la qualità dei 200 docenti, professori universitari, primari, scienziati e intellettuali, come lo storico Gianni Oliva, uno dei più noti esponenti della cultura italiana, che quest’anno ha accettato di diventare il “testimonial” di “Unitre- Torino”; e il professore emerito Piero Galeotti, docente di Fisica sperimentale all’Università di Torino, a cui è stato intitolato il pianeta jr134, scoperto nel 1999. I corsi di Gianni Oliva e di Lucia Cellino, per la grande affluenza di iscritti, sono organizzati nella SALA 500 dell’Unione Industriale di Torino. Le materie trattate spaziano dall’ arte all’ astronomia, dall’ informatica ai laboratori, dalla letteratura alle lingue straniere, dalla medicina alla pittura, dalla psicologia alla storia. Vasto e interessante, in particolare, lo spettro dei corsi di lingua che riguardano l’ arabo, il cinese, il russo, l’ esperanto, il tedesco, oltre che l’ inglese, il francese e lo spagnolo. E non manca la “lenga” piemontese.Il nuovo anno accademico offre poi corsi di educazione alla salute, in tutte le sue sfaccettature (mediche, psicologiche, nutrizionali, per fasce di età), una rassegna di film che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica, lezioni di fotografia, ceramica, pittura e tecniche pittoriche, lezioni su civiltà dal passato glorioso, come l’ occitana e la franco provenzale, o meno note, come la tibetana.C’èanche spazio per l’ economia: il corso: “L’investimento perfetto: l’isola che non c’è”, offre nozioni di finanza, quanto mai utili per non inseguire pericolose chimere di guadagni facili; quello sulla ”Successione”, spiega come trasferire il patrimonio familiare nel migliore dei modi. Una grande attenzione viene dedicata al sociale e molte sono le iniziative di intrattenimento a carattere “ludico”, come la nascita del coro a cappella e il ricco calendario di commedie e di musical.

 

Per seguire le attività ci sono un canale Facebook molto attivo e il sito www.unitretorino.net.

 

 

UNITRE TORINO IN CIFRE

 

Associati: 4 mila

Corsi: 170

Ore di lezione: 5 mila

Docenti: 200

Matricole: 500

 

 

 

La tavola italiana è sempre più green

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CAMPAGNA2Un’analisi della Coldiretti è stata presentata a Torino

 

Le denominazioni di origine unite al biologico e alla filosofia del chilometro zero hanno dato alla tavola degli italiani  una “svolta green”. Lo sostiene un’analisi della Coldiretti, che è stata presentata a Torino a margine della mostra mercato “Italia del Bio”. Quest’anno la spesa supera i 20 miliardi di fatturato, per effetto di un orientamento consapevole nel  fare scelte guidate, oltre che dal prezzo, da concetti di salubrità e naturalità dei prodotti alimentari.

 

(Foto: il Torinese)
   

Tanti giovani soci per il nuovo Rotary Club Torino Lagrange

rotary lagrange 2

rotary l1rotary l3rotary l2Nonostante sia ancora in fasce, il nuovo sodalizio si è già attivato al fine di sostenere importanti progetti benefici per la città di Torino

 

Si è tenuta nella serata di ieri, sabato 10 ottobre alle ore 20.00, la Cerimonia di Consegna della Carta Costitutiva del nuovo Rotary Club Torino Lagrange. L’evento, che ha avuto luogo presso l’Aula della Camera Italiana al Museo Nazionale del Risorgimento, ha visto i riflettori puntati sul Governatore del Distretto Rotary 2031, Massimo Tosetti e soprattutto, sul neo Presidente del Rotary Club Torino Lagrange, Jonathan Bessone che ha ottenuto la consegna della Carta Costitutiva sotto gli occhi attenti di molte autorità e di oltre cento invitati.

 

L’atmosfera fortemente suggestiva ha creato una splendida cornice intorno all’apertura del nuovo Club (nato ufficialmente il 15 luglio scorso), che propone già da subito un impegno attivo, secondo le regole rotariane,  sia nel migliorare le condizioni di vita nelle rispettive comunità, sia nel promuovere la buona volontà internazionale tramite progetti, borse di studio, scambi culturali e sovvenzioni per iniziative umanitarie e di sviluppo.

 

Con la cerimonia di ieri, il Rotary International, la prima organizzazione di volontariato al mondo, ha esteso ulteriormente la sua presenza sul territorio torinese e lo ha fatto mettendo in risalto il punto di forza del 26° club: giovani soci, appartenenti a diverse categorie professionali che hanno come denominatore comune la volontà di costruire un progetto concreto per far del bene al servizio degli altri. Nonostante sia ancora in fasce, il nuovo Rotary Club Torino Lagrange, si è già attivato al fine di sostenere importanti progetti benefici per la città di Torino; un segnale che questa associazione, apolitica, aconfessionale e aperta a tutte le culture e fedi religiose, sia concretamente presente e continuerà ad esserci per contribuire al bene comune.

 

Ricordiamo inoltre, come simbolo d’orgoglio del Rotary, la lunga battaglia sostenuta da più di 20 anni contro la poliomelite, contesto nel quale ha ottenuto importanti sovvenzioni anche dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Dalle dichiarazioni del neo presidente Jonathan Bessone, si può apprendere come unendo l’impegno, la passione e lo spirito di servizio di tutti e trenta i Soci Fondatori, si possa creare una nuova realtà atta a realizzare concreti e importanti progetti su tutto il territorio.

 

Simona Pili Stella