
Una mostra, fino al 30 settembre, celebra l’artista cui è intitolato l’omonimo Premio di Scultura
Tra coscienza civile e Spirito Sacro. Questo il titolo dell’omaggio allo scultore Umberto Mastroianni, tributato dal Museo Diocesano torinese, e inserito nell’ambito degli eventi per l’Ostensione della Sindone. La mostra è curata da Floriano De Santi, direttore dell’Archivio Umberto Mastroianni di Brescia. Nel suggestivo ambiente ubicato sotto il sagrato del Duomo, che reca preesistenze romane e paleocristiane, e lungo il percorso di salita alla Torre Campanaria, sono esposte una cinquantina di opere figurative, neocubiste e informali dell’artista molto noto anche a livello internazionale, che ha lasciato un segno importante a Torino con la cancellata mobile del Teatro Regio, dal titolo “Odissea musicale”, imponente insieme di fusioni in bronzo, lunga 24 metri e alta 4, che gli valse anche il conferimento della cittadinanza onoraria torinese. In quell’occasione la Regione Piemonte istituì il Premio Internazionale di scultura a lui dedicato.
Mastroianni, fiormatosi artisticamente negli anni Venti presso lo studio dello zio Domenico, uno dei più noti scultori accademici del periodo, si trasferisce a Torino nel 1926; dal 1933 espone regolarmente alle Sindacali nazionali e alle mostre organizzate dalla Promotrice di Belle Arti di Torino. Una sua Figura di atleta induce Filippo De Pisis a scrivere “Umberto Mastroianni è artista di grande talento, certo tra i migliori giovani d’Italia”. Nel 1935 partecipa alla Quadriennale di Roma, dove è presente per dieci edizioni fino al ’92 e, nel ’36, prende poi parte alla Biennale di Venezia, dove espone anche nel ’38, vedendosi riservata un’intera sala. Al ’45 risale l’incontro con gli artisti dell’Art Club, rafforzato dalla partecipazione nel ‘51 alla collettiva “Arte astratta e concreta in Italia”, alla Galleria nazionale d’Arte moderna di Roma, e nel ’45 vince con l’architetto Mollino il concorso per il Monumento al partigiano, in marmo di Carrara e pietra di Verres, al Cimitero Monumentale di Torino. Al ’61 risale l’incaricio di direttore dellì’Accademia di Belle Arti di Bologna e la sperimentazione di metodi e materiali non convenzionali, adatti per la loro duttilità a interpretare la sua nuova ricerca spaziale, negli stessi anni della sue prima esposizione di grafica. Il suo Monumento alla Resistenza a Cuneo viene salutato da Argan quale piena espressione della “poetica della Resistenza”, alternativa a quella di H. Moore.
Il Museo Diocesano presenta opere d’arte antica e moderna che ripercorrono la storia della diocesi torinese e rappresenta uno dei nodi più importanti del Polo Reale; la Torre campanaria del Duomo offre una splendida vista della cittàò da 40 metri di altezza.Si è svolta anche nei mesi scorsi la visita guidata alla mostra di Umberto Mastroianni e a quella sul Beato Angelico, Compianto sul Cristo morto, uno splendido dipinto su tavola proveniente dal Museo di San Marco di Firenze, la cui visita può costituire un momento di meditazione a coronamento di quella alla Sindone.
Mara Martellotta
Museo Diocesano, piazza San Giovanni 4.
Prenotazioni visita: 011/4429613.





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“Nutrirsi di luce” e raccontarlo in quadri, fotografie, disegni e arte povera. Ecco il tema più che mai attuale (in occasione dell’ “Anno della luce” e del “Nutrimento per il Pianeta” proposto dall’Expo) della mostra collettiva di arte contemporanea en plein air, a Moleto, in programma sabato 5 e domenica 6 settembre (dalle 13,30 alle 19,30); promossa dall’Associazione Culturale Artmoleto in collaborazione con l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni.
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