ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 665

Quale futuro nelle mani dei robot?

Sabato 18 febbraio, dalle ore 17.30 il dott. Rossano Schifanella – Università degli Studi di Torino – parlerà di “Le macchine pensanti: un viaggio tra utopia e realtà”Qual è e quale sarà l’impatto dei robot sulla società? Oggi si parla di Industry 4.0, ossia della quarta rivoluzione industriale, di fabbriche automatizzate in cui il lavoratore non avrà più alcun compito manuale. 

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Vengono progettati robot in grado di “replicare” ogni attività umana: la produzione industriale, l’esplorazione dei pianeti, dei fondali marini e l’assistenza ai malati (robot badanti). Abbiamo robot dotati di intelligenza, di capacità di apprendere e di prendere decisioni (le auto che si guidano da sole). L’Human Brain Project punta in futuro a realizzare un supercomputer in grado di simulare il funzionamento di un cervello umano. Robot pensanti, quindi, dotati di una moralità, cioè della facoltà di decidere quello che si può o non si può fare, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Quali saranno le conseguenze di questa trasformazione? È corretto che i robot possano definire in propria autonomia un obiettivo? Queste sono solo alcune delle domande a cui il ciclo di incontri “Quale futuro nelle mani dei robot?” intende rispondere. Evento gratuito presentando il biglietto di ingresso al Museo interattivo, fino ad esaurimento posti disponibili.

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Ore 17.30

Le macchine pensanti: un viaggio tra utopia e realtà
a cura del dott. Rossano Schifanella – Università degli Studi di Torino.

L’applicazione estensiva di sistemi di intelligenza artificiale a molteplici aree del sapere umano ha cambiato e cambierà radicalmente nei prossimi decenni molti aspetti della nostra vita quotidiana, basti pensare alla robotica applicata a sistemi di produzione o alla medicina, ad algoritmi che ci consigliano che cosa guardare o comprare, ai sistemi di guida autonoma.

L’incontro approfondirà le principali caratteristiche delle macchine intelligenti moderne, che cosa sono e non sono in grado di compiere oggi e che cosa saranno molto probabilmente in grado di compiere in futuro con esempi concreti in differenti campi di applicazione. Analizzeremo le opportunità sottolineate dagli enormi investimenti dei grandi colossi internazionali della tecnologia, insieme ai risvolti etici, sociali e alle preoccupazioni espresse da più parti sul rapporto tra macchine e uomo. L’incontro vuole essere un percorso di informazione in grado di fornire gli strumenti per discernere utopia e realtà nel complesso dibattito sulle future frontiere dell’intelligenza artificiale.

Il verde urbano per la mitigazione dell’inquinamento

VALENTINO2Il Museo Regionale di Scienze Naturali, la Società Botanica – Sezione Piemonte e Valle d’Aosta, il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino, presentano la conferenza dal titolo: Il verde urbano per la mitigazione dell’ inquinamento atmosferico – Arredo o filtro intelligente?, a cura di Enrica Roccotiello, dottore di ricerca in Scienze Ambientali e in Botanica Applicata all’Agricoltura e all’Ambiente presso il valentinoLaboratorio di Biologia Vegetale, Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – Università degli Studi di Genova.

L’impiego di specie vegetali in ambiente urbano ha un alto valore estetico e paesaggistico ed esercita una benefica influenza psicofisica sulla popolazione. Tuttavia il verde urbano svolge anche un’importante azione di sbarramento nei confronti degli inquinanti atmosferici, ma le piante rappresentano ben più di una semplice barriera verde. Durante l’incontro si andrà alla scoperta delle interazioni di alcune specie vegetali con gli inquinanti aerodispersi, per ragionare su quali nuovi approcci siano necessari per l’uso di un verde funzionale alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico nelle città.

(foto: il Torinese)

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Evento: Il verde urbano per la mitigazione dell’inquinamento atmosferico – Arredo o filtro intelligente?

Giorno: venerdì 10 febbraio 2017

Orario: 16,00

Sede: Aula Magna – Orto Botanico, Viale Mattioli 25 – Torino

Ingresso: libero

Informazioni: annalaura.pistarino@regione.piemonte.it

 

Dall’ombra di Chernobyl alla ricerca di un sorriso

smile onlusL’Associazione SMILE ONLUS per la Bielorussia, nata nel 1994, ha lo scopo principale di sostenere le famiglie e i bambini bielorussi che si trovano ancora in difficoltà dopo l’incidente nucleare avvenuto nell’anno 1986. Grazie all’impegno costante nel tempo e alle campagne di sensibilizzazione, nel tempo l’Associazione ha contato più di 1.800 iscritti. Come opera: Periodicamente, vengono organizzate spedizioni di aiuti umanitari : medicinali, attrezzature mediche ed ospedaliere, cancelleria e materie prime alimentari, destinati e consegnati direttamente alle comunità locali dei villaggi gemellati di Babici, Rovenskaia Sloboda e Odziatici. Questi villaggi rurali, sono situati in una zona fortemente contaminata (più di 3 curie per Kmq) nella provincia di Gomel, vicino a Rechitza, a poche decine di chilometri dalla centrale nucleare. Chi resta in quei villaggi, ha di fronte un futuro incerto. Per questo occorre un aiuto affinché si possa migliorare la qualità di vita delle famiglie e dei loro bambini. L’accoglienza: Ogni anno, più di 150 bambini, vengono ospitati presso le nostre famiglie residenti nelle province di Biella, Vercelli, Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Imperia, Milano e Pavia, sia durante il periodo estivo che durante le Festività Natalizie. Il gruppo Maira conta 25 famiglie e chiede a tutti coloro che fossero interessati all’iniziativa di informarsi con i referenti di zona. Entra anche tu a far parte dell’Associazione! Ospitare un bambino bielorusso significa condividere un’indimenticabile esperienza umana e di solidarietà. Raccogli tutto il tuo AMORE e DONALO a chi è meno fortunato.

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“PROFONDO”

Presentazione del libro di KATARINA VILVETOVA-MORLINO Sabato 11 febbraio 2017 ore 15.00 OPEN SPACE, C.SO SAVONA 111 MONCALIERI – TO

Katarina è un “ex-bambina” di Chernobyl in Italia da alcuni anni, oggi ne ha 25 e lavora viaggiando tra l’Italia e Bielorussia. La presentazione sarà accompagnata dalla dott.ssa Patrizia Sciolla che parlerà di amore e spiegherà il funzionamento dell’accoglienza dei bambini bielorussi. Chi acquisterà una copia del libro farà un’offerta all’Associazione di Chernobyl a cui l’autrice devolverà parte del ricavato.

Per info visitare il sito: www.smileonlus.it

Visita anestesiologica. Perché è necessaria e importante?

AnestesiaDi Tiziana Inversi *

 

La visita Anestesiologica ….perché è necessaria e così importante? Prima di effettuare qualsiasi tipo di intervento chirurgico e di conseguenza l’anestesia è fondamentale effettuare la visita anestesiologica. In cosa consiste? Il soggetto che deve entrare nel percorso dedicato agli interventi chirurgici da effettuarsi in regime di elezione e quindi non di urgenza viene chiamato per effettuare la visita anestesiologica programmata. Al momento della prenotazione al soggetto viene ricordato di portare con sé tutta la documentazione riguardante il percorso clinico della sua vita. Per l’anestesista è molto importante sapere se il soggetto in passato ha avuto dei problemi di salute Importanti, in particolare delle patologie riguardanti gli apparati respiratorio (Asma, Enfisema polmonare, Tubercolosi polmonare, Bronchiectasie, insufficienza respiratoria di qualsiasi natura); circolatorio (Infarto miocardico, insufficienze valvolari cardiache, disturbi circolatori da occlusione di vasi arteriosi/arteriopatie dei vasi epiaortici o delle arterie iliaco-femorali) coagulopatie, neuropatie, patologie dell’apparato gastro-intestinale, del fegato, del metabolismo (ad esempio diabete), del connettivo, patologie autoimmuni come il Lupus, l’artrite reumatoide ed altre ancora, malattie rare… E’ importante per l’Anestesista sapere se il soggetto in passato abbia subito interventi chirurgici importanti ai diversi apparati ed organi e quali farmaci assume, in particolare se si tratta di farmaci salva vita oppure no, se abbia mai avuto embolia polmonare o ictus ischemici o emorragici o dei TIA. Se ha subito interventi chirurgici salvavita.

Perché insisto su queste problematiche? Perché spesso il soggetto che si presenta alla visita Anestesiologica non è sufficientemente informato o ha trascurato parti importanti del suo percorso Anestesia 2clinico-diagnostico. Per l’Anestesista sono importanti tutte le informazioni che riguardano lo stato di salute del paziente ed il suo percorso clinico in quanto in funzione di questo la scelta anestesiologica può essere diversa perché le patologie associate a quella per cui il pz. deve essere operato aumentano le comorbilita’ ed il rischio anestesiologico; pertanto l’Anestesista dovrà scegliere l’anestesia più giusta e meno rischiosa per il paziente stesso. Quindi per concludere la visita anestesiologica non deve essere affatto sottovalutata dal paziente, che non deve quindi dimenticarsi di arrivare alla suddetta con tutta la documentazione necessaria per una valutazione seria ed approfondita. L’Anestesista al momento della visita effettua l’esame obiettivo generale senza trascurare nulla (esame obiettivo cardiaco, polmonare, valutazione della pressione etc…), nonché la valutazione degli esami effettuati ed eventualmente la richiesta per esami diagnostici aggiuntivi in modo che il paziente giunga all’intervento in situazione di maggior sicurezza per la sua salute. Il rischio anestesiologico è un valore numerico che viene dato al paziente proprio in funzione del suo stato di salute generale e non solo quindi per la patologia per cui verrà operato. Quindi vengono prese in notevole considerazione per questa valutazione le eventuali patologie associate che rappresentano le comorbilita’.

 

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*Anestesista Azienda Città della Salute e della Scienza – Molinette

Torino 03-02-2017

inversi

 

La montagna piemontese costruisce nuovi percorsi

La Montagna piemontese costruisce nuovi percorsi, nuovi progetti di promozione e nuove opportunità turistiche, per tutti i gusti e per tutte le età. Se ne parlerà mercoledì 8 febbraio a Susa, dalle ore 10, nella sala consiliare del Municipio, all’interno del convegno concerto in montagna“Marketing e promozione turistica. La montagna insegna”, promosso da Regione Piemonte e Uncem, con il Comune e l’Unione montana Valle Susa. Un’iniziativa che conclude il progetto regionale Alpi Estive, che ha permesso il rifacimento del sito bottegadellalpe.it, primo portale di e-commerce di prodotti agroalimentari delle Alpi, e di editare il nuovo catalogo “La Montagna per tutti”, con itinerari di un giorno e di MONTAGNA PIEMONTEuna settimana nelle vallate, adatti a terza età, famiglie, giovani, studenti. Due opportunità che confermano la forte collaborazione dell’Assessorato e della Direzione Turismo, Cultura, Sport della Regione con il sistema di Enti locali della montagna.  Il convegno permetterà di fare il punto sulla stagione invernale, ma soprattutto, con diversi relatori impegnati a diversi livelli nella valorizzazione del territorio, di delineare le opportunità per primavera ed estate.

Massimo Iaretti

 

Intesa Sanpaolo presenta Banca ITB

Nasce la “prima banca di prossimità in Italia”, con l’arrivo dei servizi di Banca 5® di Intesa Sanpaolo nelle tabaccherie di tutta Italia, di cui 1.300 convenzionate in Piemonte.

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Un’offerta semplice e completa, che include carte di credito, prestiti, conto corrente, assicurazioni e servizi

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“Cambiare per continuare a crescere”, questo il tema dell’incontro organizzato da Intesa Sanpaolo, ITB, Federazione Italiana Tabaccai e Logista per presentare alle tabaccherie del territorio la “nuova” BANCA SANPAOLOBanca ITB, dopo il perfezionamento a dicembre dell’acquisizione del controllo totalitario da parte di Intesa Sanpaolo. Ha aperto i lavori Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo; a seguire gli interventi di Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, Salvatore Borgese, Direttore Generale Banca ITB, Pilar Colàs, Direttore Operations Logista Italia, Giovanni Catelli, Vicepresidente Federazione Italiana Tabaccai. In chiusura Claudio Bertolo, Presidente FIT Torino e Provincia, ha simbolicamente siglato l’accordo, in rappresentanza delle circa 1.300 tabaccherie convenzionate nella regione. Banca ITB, fondata nel 2008, è la prima banca online in Italia che opera nel settore dei sistemi di pagamento ed è dedicata alla rete delle tabaccherie, la più capillare sul territorio nazionale. L’integrazione nel Gruppo Intesa Sanpaolo, con la sua collocazione nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, è coerente con le iniziative di crescita indicate nel Piano di Impresa 2014- 2017 del Gruppo, in particolare con lo sviluppo della banca multicanale e del modello di Banca 5®, focalizzato su fasce di clientela con un potenziale di sviluppo nell’utilizzo dei servizi bancari, perché permette in particolare di:

– fare leva sull’attuale rete di oltre 22.000 tabaccherie convenzionate con Banca ITB, per l’acquisizione e lo sviluppo di fasce di clientela oggi non servite dal modello di Banca 5®;

– creare una banca rete di prossimità, focalizzata sull’instant banking, complementare – e con minori costi – rispetto all’attuale rete di filiali, che sarà sempre più focalizzata su consulenza e servizi a valore aggiunto.

banaca san paolo tabaccheria

L’offerta Banca 5® che potrà essere messa a disposizione nelle tabaccherie aderenti, prevede cinque aree di prodotto: conto, carte, assicurazioni, prestiti e servizi. Le principali aree di sinergie derivanti dall’integrazione di Banca ITB sono riconducibili al cross selling di prodotti su clientela già di Intesa Sanpaolo servita nelle tabaccherie, dall’acquisizione di nuovi clienti che si rivolgono al canale delle tabaccherie (bacino potenziale circa 25 milioni di clienti, di cui circa 12 milioni già clienti della rete di banca sanpaolopunti operativi partner di Banca ITB), dallo sviluppo di nuovi prodotti e servizi dedicati al canale tabaccherie e dalle sinergie di costo generate dalle tabaccherie come punti operativi più leggeri rispetto alle filiali bancarie. 2 Tutta l’attività verrà assistita dalle nuove filiali on line lanciate dalla Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, con personale specializzato nella consulenza a servizio della clientela attraverso canali telefonici e digitali.

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Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori: “Con questa operazione abbiamo realizzato la prima Banca di prossimità in Italia. La nostra offerta sarà semplice ma completa e disponibile a tutti i cittadini ai prezzi più accessibili del mercato.”

Salvatore Borgese, Direttore generale Banca ITB: “Banca ITB, attraverso l’ingresso nel gruppo Intesa Sanpaolo, potrà ambire a un modello realmente unico di banca digitale nel panorama italiano e internazionale. Presso le tabaccherie convenzionate, ai servizi di pagamento e incasso attualmente erogati attraverso il terminale, si affiancheranno corner multimediali e piattaforme digitali a BALBO INTESA BANCA SAN PAOLOdisposizione della clientela.”

Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria: “Oggi celebriamo, sul nostro territorio, il completamento di un innovativo modello di servizio, che realizza ancora di più e concretamente la vicinanza alla clientela, migliorandone la customer experience. In Piemonte, con l’integrazione delle reti di Intesa Sanpaolo e Banca ITB, quadruplicano i punti di contatto con i nostri clienti, mantenendo un potenziale di ulteriore crescita. Siamo il più capillare operatore del Paese rispetto a qualsiasi settore, un esempio in Europa”

Vitamine musicali all’ospedale Sant’Anna

s anna cesa 4Venerdì 3 febbraio nell’Aula Magna Dellepiane dell’Ospedale S.Anna la Prof.ssa Chiara Benedetto, Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, ha presentato l’ampliamento della piattaforma di ricerca e azione”Cultura & salute”. In seguito a una fase di sperimentazione del progetto “Vitamine musicali”, musica dal vivo tesa a migliorare il tono emozionale delle pazienti, dei loro cari e del personale, che ha interessato per circa tre mesi il Day Hospital oncologico dell’Ospedale S.Anna, la Fondazione ha annunciato di voler estendere l’esperienza anche ad altri reparti, Maternità e sala di s anna cesa 5attesa del Day Surgery. L’esperienza è stata infatti valutata e definita come “straordinaria ed esaltante” da personale e pazienti e confermata da un focus group condotto dai ricercatori del Prof. Pier Luigi Sacco, economista della Salute. Si tratta di un progetto di rete con le istituzioni culturali musicali territoriali in collaborazione con AVO ( Associazione Volontari Ospedalieri ) , Inner Wheel, Soroptimist International Club di Torino, Ars Nova – Magica Torino e gli Amici della Filarmonica TRT, un modello esportabile e autofinanziato. Altri partner del progetto sono il Consevatorio Giuseppe Verdi, Festival Mito, Accademia di Santa Pelagia, Xenia Ensemble. Il progetto è seguito anche dai Maestri Mario Giovanni Calisi e Anton Mario Semolini. Sono intervenuti alla presentazione del progetto Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università degli studi di Torino, che ha definito l’iniziativa ” degna di nota in quanto aggiunge un tassello importante al percorso di s anna cesa 8umanizzazione delle cure oltre a regalare un momento di benessere, attraverso una performance artistica a tutte le pazienti in un momento particolare della loro vita”. Ed inoltre Grace Rabacchi, Direttrice Sanitaria del Presidio Ospedaliero S.Anna, Gaston Fournier- Facio, Coordinatore Artistico della Filarmonica TRT, Antonella Parigi e Francesca Leon, rispettivamente Assessore alla Cultura della Regione Piemonte e della Città di Torino. Antonella Parigi si è detta profondamente convinta della connessione tra Cultura, Welfare e Sanità intesa anche come benessere sociale e ha annunciato da parte del suo Assessorato una serie di di s anna cesa 2progetti volti a sperimentare concretamente questo nesso. La mattinata è stata allietata dalle note del Maestro Calisi al pianoforte e da alcuni artisti delle varie istituzioni musicali coinvolte che si sono esibiti con vari strumenti. “Vitamine musicali” si colloca nel progetto che la Fondazione ha varato nel 2010 con le istituzioni culturali del territorio. Tra gli esiti si ricorda il Passaporto Culturale con Palazzo Madama, consegnato dai medici alle famiglie dei nuovi nati come benvenuto che consente il libero accesso in museo come raccomandazione per una buona crescita fin dai primi passi. Inoltre il “Cantiere dell’Arte” con la regia del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli , che sta trasformando progressivamente il S.Anna : attraverso azioni di pittura collettiva ingressi, corridoi, sale d’attesa e reparti sembrano un giardino.

Helen Alterio

(foto di Raimondo Cesa)

 

Ecco come prevenire le amputazioni per cause vascolari

Specialisti di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, riuniti a convegno a Torino, hanno proposto il lancio di una campagna di informazione che coinvolga anche medici di base e pazienti. Si potrebbe evitare il 50% degli interventi, che hanno gravi ricadute psicologiche e generano costi rilevanti per il Servizio Sanitario Nazionale.

 

Lanciare una campagna di informazione sulla prevenzione delle amputazioni per cause vascolari, che solo in Piemonte sono più di 1.000 all’anno (10 mila in tutta Italia), e creare un protocollo diagnostico-terapeutico per consentire una tempestiva individuazione delle ostruzioni delle arterie degli arti inferiori. E’ la proposta fatta dalla “Rete formativa delle Chirurgie vascolari del Nord Ovest” al convegno organizzato venerdì 3 febbraio al Castello del Valentino di Torino.

valentino maiorano

Alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, chirurghi vascolari, radiologi, interventisti, diabetologi, vulnologi, provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, hanno analizzato numeri e criticità e raccolto idee, pareri e ricette che diventeranno materiale per un “corto” da inviare agli addetti ai lavori per condividere con tutti i professionisti (a cominciare dai medici di base) “percorsi di diagnosi e cura”.

“L’arteriosclerosi, questo diffuso e devastante “tumore” tipico della società moderna e industriale – ha detto il professor Claudio Novali, direttore della Divisione di Chirurgia Vascolare dell’ospedale di Cuneo – è la principale causa di morbi-mortalità nella nostra società, se consideriamo il coinvolgimento di cuore, cervello, visceri e arti. Quando le arterie colpite sono quelle degli arti inferiori, i primi sintomi sono la difficoltà alla deambulazione, i crampi, i piedi freddi, fino ad arrivare alla comparsa di lesioni ulcerative o vere e proprie sofferenze dei tessuti periferici (dita dei piedi) causa di necrosi e cancrene”.

“Purtroppo l’esperienza clinica quotidiana – ha proseguito Novali – fa emergere come molti pazienti arrivano a stadi avanzati della malattia senza essere mai stati sottoposti all’esame della pulsazione delle arterie, cioè dei battiti, a livello del piede sul dorso e sullo stinco. Un gesto molto importante specialmente nella popolazione degli ultrasettantenni”. Eppure le arteriopatie ostruttive delle arterie degli arti inferiori (Aocp) sono una importante causa di disabilità che colpisce dal 5 al 8% la popolazione, superando il 20% nei soggetti sopra i 70 anni e con incidenza ancora superiore quando associata a diabete, obesità, ipercolesterolemia e fumo.

Ecco dunque l’appello a una maggiore formazione e informazione su questa patologia, spesso ignorata o sottovalutata da istituzioni e media. “Delle oltre 1000 amputazioni che nel 2016 si sono effettuate nei reparti di Chirurgia Vascolare del Piemonte – ha concluso Novali – oltre il 50% potevano essere evitate con diagnosi precoci. Gli interventi hanno gravi ricadute psicologiche sugli ammalati, e sui loro familiari, ma non si possono ignorare anche le conseguenze economiche per il servizio socio-sanitario. Solo in Piemonte si potrebbero risparmiare alcuni milioni di euro.

 

Linea di confine, spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni * 

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quaglieni….Settimo Torinese non ce l’ha fatta. Capitale italiana della cultura 2018 sarà Palermo. Non poteva accadere diversamente. Ma è stato importante che Settimo si sia piazzata tra le dieci città finaliste , forse l’unica che non abbia ricordi storico-artistici  importanti come Recanati, Trento , Ercolano, Aquileia, ad esempio. Il riconoscimento , per altro, è un premio non alla “città più bella e ricca di storia”, ma alle sue capacità di progetto in campo culturale. In questo senso, non appare così scontata la supremazia di Palermo che ha invece  vantato soprattutto il fatto di essere “una delle capitali del Mediterraneo, espressione delle diverse culture che dialogano con il mondo arabo”. Infatti il suo progetto non è affatto entusiasmante, come non può esserlo il suo sindaco, persona , umanamente  anche simpatica (che ho conosciuto in settimo stemmaconvegni siciliani  su Giovanni Gentile),ma politicamente piuttosto datata, sia pure- a scanso di equivoci- mille volte meglio di Ciancimino e di quasi tutti gli altri sindaci, esclusa l’unica donna-sindaco, Elda Pucci. Settimo – e non altre città del Piemonte- si è classificata tra le prime dieci. Un motivo di riflessione per tanti sindaci  del Piemonte. Settimo, periferia di Torino e città post-industriale, non avrebbe, in passato, mai potuto ambire a questo risultato. Un mio compagno di scuola che lì viveva, una volta mi disse, tra il serio e il faceto, che a Settimo c’è spesso la nebbia perché la città, per pudore ,tende a nascondere la sua bruttezza.  Invece è riuscita a primeggiare . C’è da domandarsi il perché. Le sue attività culturali sono diventate via via sempre più vivaci ed attrattive ,anche se ritengo che la perla sia la sua biblioteca che ha avuto un direttore fuori ordinanza come Eugenio Pintore. Anni fa una docente dell’Università del Piemonte Orientale che non aveva mai letto il famoso libro di Julien Benda “Il tradimento dei chierici”-pare incredibile,ma è così- cercava quel libro e me lo chiese in prestito. Nel timore che il libro, con una preziosa annotazione di Bobbio ,non tornasse indietro,mi attivai per segnalarle dove l’avrebbe  potuto richiedere. L’unica palermo 1biblioteca che lo possedeva era quella di Settimo Torinese. Fu una piacevole sorpresa, poi capii cos’era quella straordinaria biblioteca, epicentro e motore della cultura non effimera a Settimo e non solo. Se la città si è piazzata tra i primi dieci, credo lo debba soprattutto alla sua biblioteca.

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…. Il breve discorso del presidente del consiglio comunale di Torino Fabio Versaci, trentenne pentastellato , in occasione della Giornata della Memoria, è stato considerato “imbarazzante”. L’ho risentito in video ed ho provato rispetto nei suoi sala ROSSAconfronti,non foss’altro perché non si è rivolto agli uffici e non ha letto il solito testo paludato. Ha parlato della sua esperienza di studente che visitò un campo di sterminio.  Certo ,Versaci riflette una scuola che non insegna la storia,ma a me,francamente, sembrano più imbarazzanti quei politici che si fanno scrivere tutto e leggono spesso anche malamente. Lo attendo il 10 febbraio al Giorno del ricordo delle foibe. A quello interverrò personalmente e lo ascolterò con interesse. Temo molto che la scuola che ha frequentato non gli abbia mai parlato di foibe e di esodo.

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….Il quartiere San Salvario si è scoperto improvvisamente periferia di Torino, salvario notteabbandonato alle mani della microcriminalità. Abbiamo sentito dire per anni che San Salvario aveva imboccato la strada giusta con la movida che rende la vita difficile ai residenti.  Io conosco degli intellettuali che hanno scelto quel quartiere  per risiedervi, in quanto ,ovviamente, multietnico.  Una moda cretina che camuffa forse anche l’idea molto più banale di comprarsi casa a costo più basso. I veri intellettuali radical-chic restano infatti nei loro palazzi nel centro cittadino o magari in zona precollinare dove non vogliono i profughi in via Asti,pur invocando l’accoglienza di tutti, senza eccezioni,purché restino distanti da dove risiedono lor signori.La realtà di San Salvario-salvo qualche isolato verso corso Vittorio o dopo corso Marconi- è che il quartiere  non è migliorato affatto:alla malavita,alla sporcizia,alla prostituzione e alla droga, ha aggiunto anche la movida. L’insicurezza dei cittadini è palpabile,ma nessuno agisce di conseguenza. Lo scorso anno mi hanno invitato a parlare presso i locali della biblioteca di quartiere della storia di San Salvario: è stata un’esperienza tragicomica  confrontare il passato,certo non molto significativo,ma borghesemente decoroso,con un presente ,a dir poco, problematico ,di fronte a quattro gatti di uditori.

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….I ristoranti torinesi sono in decadenza. Certamente è causa della crisi, ma anche del decadimento del gusto. Già tanti anni fa Mario Soldati, il primo scopritore della cultura del cibo tanto prima di Carlin Petrini, mi diceva che per mangiare bene bisognava andare in provincia. Amava la locanda della Posta di Cavour dove  da almeno calamaro-pesce-cibotre generazioni tengono alto il nome del ristorante preferito da Giolitti. A Torino mal si adattava. Se oggi rivivesse,Mario si troverebbe spiazzato.  Ho preso in un uno dei pochi ristoranti dove continuo ad andare, malgrado la dieta ferrea che mi sono imposto, una pessima guida edita a scopo pubblicitario da un quotidiano per palati non proprio sopraffini. Mi sono trovato tra proposte sconvolgenti,alla ricerca di ricette bislacche che puntano solo sull’inventiva di cuochi  un po’ velleitari e saccenti che sgomitano per far parlare di sé. Gente che cerca la visibilità più che i risultati in cucina dove si deve faticare in silenzio. I veri esperti gastronomi  ci sono ed il migliore è indiscutibilmente Luca Ferrua ,l’unico degno di Soldati ed anche del dimenticato Sandro Doglio, il gentiluomo di campagna per antonomasia che sapeva apprezzare gli antichi e semplici sapori di un tempo. Ma la cucina torinese non offre più le delizie  di un tempo. Oggi si assiste  a Torino all’imbastardimento di tutto, persino di quella cucina toscana che sotto la Mole  aveva i suoi templi, ormai chiusi da vinolento-3anni, come il” Firenze”, le” Duchesse”, la “Cittadella” prima versione ,il ” Mon Ami” dove si gustava un “paglia e fieno” che non ho più potuto assaporare. L’altra sera ho mangiato una ribollita che quasi sicuramente proveniva da una scatola. Un orrore. Edoardo Ballone un tempo fu giudice, non sempre imparziale, di buoni locali, ma allora era facile promuovere perché i buoni locali c’erano: i” Due Lampioni”, “la Vecchia Lanterna”,” il “Rendez- Vous” e parecchi altri. Resiste solo il” Vintage 1997″, erede del mitico “Tiffany” dove andavo a cena con Spadolini ( e Giulio Einaudi ci offriva una bottiglia del suo dolcetto) e lo storico “Gatto Nero” che resiste al tempo che logora. Non c’è più un ristorante di pesce che valga la pena, per non dire dei ristoranti cinesi. La vecchia birreria” Mazzini” (dove andavano a cena comunisti e liberali “progressisti” e dove c’era una celebre  pasta e fagioli) ha chiuso da tempo i battenti. Certi locali storici dove andavano ex partigiani e intellettuali di sinistra, come l’”Osvaldo” di via Mercanti ,come il ristorante dell’albergo Canelli dove si davano appuntamento gli uomini del CLN piemontese(ricordati in una lapide sicuramente scomparsa) hanno abbassato da tempo le saracinesche.  Si dovrebbe parlare anche del  modo di accogliere i clienti, del SALAME PIEMONTE VINO CIBOservizio a tavola, dell’arredamento e di tanti altri aspetti che rendono gradevole un ristorante o anche solo una trattoria: oggi la linea   di demarcazione  non è così netta, forse neppure nei prezzi. I camerieri torinesi non conoscono le lingue ed è raro un menu bilingue. Se si pensa che Torino si vanta di essere una città turistica, nella ristorazione forse è davvero riuscita a diventare “turistica” nel senso deteriore. A Firenze, a Roma, a Bologna, a Palermo ,ad esempio, io riesco ancora a distinguere il turistico da evitare dal tipico da conoscere. A Torino è diventato quasi impossibile. Di poco turistico ,nel senso migliore della parola, i locali torinesi hanno le chiusure la domenica, nel mese di agosto e nel periodo di Natale.  Cosa direbbe Soldati oggi ? Posso immaginarlo, ma non lo scrivo. Il nuovo che avanza, non riesco ad apprezzarlo e forse sono io che sbaglio.

*direttore del Centro Pannunzio

Parkinson, nasce il Centro di riferimento regionale

medico sanitaPer la malattia e i disturbi del movimento della Città della Salute di Torino

Nasce il Centro di riferimento regionale esperto di terzo livello per la malattia di Parkinson e i disturbi del movimento dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Leonardo Lopiano). Un’iniziativa fortemente voluta dall’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta e dalla Direzione aziendale (Gian Paolo Zanetta) per dare risposta ad un bisogno crescente nei confronti di una patologia in rapido aumento. La malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa più comune dopo la malattia di Alzheimer. E’ una malattia cronico-progressiva che può provocare una significativa disabilità motoria. La prevalenza è di circa 0,3% nella popolazione generale e circa l’1% nei soggetti di età superiore ai 60 anni. Colpisce in Italia circa 250.000 persone, numero destinato a raddoppiare nei prossimi 15 anni dal momento che ogni anno si registrano circa 6.000 nuovi casi, con un’incidenza da 1,5 a 2 volte maggiore negli uomini rispetto alle donne. Si calcola che in Piemonte vi siano 15-20.000 pazienti e che questo numero sia destinato ad aumentare nei prossimi anni a causa dell’aumento della spettanza di vita media. La malattia è infatti più frequente in età avanzata, ma esiste anche una significativa incidenza di casi ad esordio precoce e, più raramente, giovanile con molti pazienti ancora in età lavorativa. La malattia di Parkinson provoca pesanti ripercussioni sulla qualità di vita di migliaia di famiglie, soprattutto perchè non esiste ancora una cura definitiva della malattia.

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Appare pertanto fondamentale mettere in atto modelli terapeutico-gestionali appropriati e sostenibili per ottimizzare il trattamento dei pazienti. La regione Piemonte si propone come regione leader in questo ambito in accordo con il recente Piano Nazionale Cronicità che prevede l’istituzione di Centri Parkinson altamente qualificati.

“Credo fermamente nella necessità di creare un Centro di riferimento per la malattia di Parkinson in Piemonte, anche perché le stime degli esperti ci dicono che il numero dei pazienti colpiti è destinato a raddoppiare nei prossimi 15 anni – sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta -. La Città della Salute è nei fatti e già da tempo il luogo ideale per ospitare il Centro, per l’attività già intrapresa negli ultimi anni e per le elevate professionalità di cui dispone. Proprio lunedì, nel corso dell’ultima seduta di Giunta regionale, abbiamo approvato la delibera che istituisce la Struttura, che si occuperà delle cure ma anche della ricerca. La Regione Piemonte ha voluto anche fornire i nuovi indirizzi per la presa in carico dei malati”.

Il Centro svolge attività ambulatoriali, di Day Hospital, di Week Hospital e di degenza ordinaria dalla diagnosi fino alle terapie più avanzate ed ha ampliato le proprie competenze estendendole all’intero ambito dei disturbi di movimento (parkinsoniani degenerativi atipici, tremori, distonie, mioclonie, atassie e coree). Il Centro regionale utilizzerà spazi ambulatoriali dedicati e letti di degenza per la gestione di pazienti ad alta complessità, soprattutto in fase avanzata di malattia. Svolge inoltre un’intensa attività di ricerca sulla malattia di Parkinson e sui disturbi del movimento promuovendo oppure partecipando attivamente a numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali.

L’attività ambulatoriale riguarda tutti i Disturbi del movimento (m. di Parkinson, parkinsonismi, sanitadistonie focali e generalizzate, tremori, ipercinesie), i pazienti sottoposti a terapie interventistiche (Stimolazione Cerebrale Profonda, infusione intestinale di levodopa tramite PEG) ed il trattamento con tossina botulinica delle distonie focali. I pazienti parkinsoniani afferenti al Centro sono circa 1.500, mentre i pazienti distonici che eseguono la terapia con tossina botulinica sono circa 300. I ricoveri in Week-Hospital riguardano pazienti per i quali è necessario un iter diagnostico più complesso e pazienti in fase avanzata che necessitano di una revisione terapeutica; inoltre pazienti da selezionare per le terapie interventistiche e pazienti che eseguono il follow-up. I ricoveri in W-H riguardano spesso pazienti provenienti da tutta la regione Piemonte e da altre regioni. I ricoveri in Degenza Ordinaria riguardano casi ad elevata complessità (pazienti in fase molto avanzata con rilevante comorbilità e disabilità motoria-cognitiva). I neurologi del Centro continueranno inoltre a svolgere l’attività di monitoraggio intra-operatorio durante gli interventi di Neurochirurgia Stereotassica, eseguiti dal professor Michele Lanotte, altro fiore all’occhiello dell’Azienda e della regione.

Il Centro di riferimento avrà il compito di ottimizzare il percorso diagnostico-terapeutico-riabilitativo LETTO OSPEDALEmultidisciplinare dei pazienti all’interno della Città della Salute, tramite protocolli che riguardano l’interazione con le numerose Strutture che intervengono nella gestione del paziente parkinsoniano. L’interazione con altre Strutture riguarda la diagnosi (Medicina Nucleare, Radiologia, Genetica Medica, Medicina Interna, Neuropsicologia), il trattamento (Medicina Fisica e Riabilitazione, Dietetica e Nutrizione Clinica, Otorinolaringoiatria – Foniatria, Medicina del Sonno, Terapia del Dolore, Neuro-Urologia, Psichiatria) e le terapie della fase avanzata (Neurochirurgia Stereotassica Oncologica e Funzionale per gli interventi di Stimolazione Cerebrale Profonda, Chirurgia Generale ed Endoscopia Digestiva per il trattamento con infusione intestinale di levodopa tramite PEG). Tale interazione riflette la complessità della malattia di Parkinson, che durante la sua progressione porta all’insorgenza di numerosi sintomi motori e non-motori.

sant'anna ospedaliIl Centro ha inoltre l’obiettivo di sviluppare un funzionamento a rete con gli altri Ambulatori Parkinson della regione e con il territorio fino al domicilio dei pazienti e si propone pertanto come riferimento per l’attuazione di percorsi diagnostico-terapeutici-riabilitativi anche in ambito territoriale e regionale. A tal proposito, in accordo con le esigenze dell’Assessorato alla Sanità e della Direzione aziendale, verranno avviati l’aggiornamento dei percorsi (PDTA) e l’attuazione della Rete regionale Parkinson.Un altro aspetto rilevante riguarda l’attività di ricerca ed i trials clinici: il Centro potrà attrarre un maggior numero di fondi per la ricerca clinica applicata e coordinare progetti regionali.

Un ultimo ma ancora più importante aspetto sarà l’interazione con le Associazioni dei pazienti, sempre più impegnate in prima linea nella gestione della malattia. Recentemente tutte le Associazioni della regione Piemonte si sono unite in un modello a rete ed ora avranno un Centro di riferimento con il quale interagire e migliorare l’assistenza del paziente parkinsoniano in tutto il Piemonte.