ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 664

Il giro del mondo in 80 tazzine

E’ avvenuta  presso la sala stampa del CTO la scelta del vincitore del concorso creativo sul tema “Il giro del mondo in 80 tazzine. Un disegno per aiutare la ricerca” promosso da Costadoro S.p.A., storica casa produttrice di caffè per il settore dei pubblici esercizi, per sostenere la Fondazione Ricerca Molinette ONLUS. Il progetto che si è aggiudicato il concorso creativo è quello di Federico, il cui elaborato verrà rappresentato su 6000 latte da 2 kg di caffè Costadoro distribuite in Torino e Provincia, così come tutte le altre opere realizzate dai bambini che verranno esposte sul retro delle latte in un collage creativo, nonché in una mostra collettiva in reparto.

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A tutti i partecipanti – pazienti ospedalizzati nel reparto di Osteoncologia al Regina Margherita con un’età dai 4 ai 15 anni, sono andati i complimenti dell’AD di Costadoro, Giulio Trombetta che ha così commentato l’iniziativa “Ringrazio la Fondazione Ricerca Molinette ONLUS che ci ha dato l’opportunità di realizzare questa iniziativa che ha coinvolto i bambini stimolando la loro immaginazione e creatività, sostenendo concretamente le attività promosse dall’ente. Ci farebbe inoltre molto piacere in futuro poter ospitare i bambini e lo loro famiglie presso il nostro stabilimento.” Il Presidente della Fondazione Ricerca Molinette ONLUS Dott. Segre ha inoltre aggiunto: “Alla base dei valori  della Fondazione c’è l’amore per la nostra città e la consapevolezza di supportare una struttura ospedaliera all’avanguardia quale è la Città della Salute e della Scienza di Torino. Per questo, la donazione di Costadoro, ha per noi un doppio significato: testimonia l’impegno nel sostenere la ricerca, ma rappresenta anche un invito importante per tutte quelle aziende del territorio che volessero seguire il suo esempio nel valorizzare i nostri ricercatori. “

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costad2Ogni bambino ha infatti presentato un elaborato artistico dando spazio a qualunque tipo di creatività e tecnica: collage, decoupage, disegno, etc… purché rispettasse il tema assegnato ossia immaginare una tazzina in giro per il mondo. In occasione del concorso Costadoro si è impegnata a donare 3000 € ai progetti di Ricerca della Fondazione Ricerca Molinette. In particolare, la donazione verrà utilizzata per sostenere la struttura di Chirurgia Oncologica Ricostruttiva. La donazione assegnata coprirà 150 ore di Ricerca. La Fondazione Ricerca Molinette ONLUS è un ente non profit nato nel 2001 dall’iniziativa congiunta dell’Università degli Studi di Torino e dell’Azienda Ospedaliera “Città della Salute e della Scienza di Torino”. L’attività di ricerca è il cuore della Fondazione: non è legata a vincoli commerciali ma è animata dal desiderio dei ricercatori di innovare le terapie e le tecnologie per garantire sempre maggior sicurezza e benessere ai pazienti. Il nostro scopo è quello di sostenere in generale la ricerca sperimentale e la ricerca clinica, e di trasferirne i risultati per il miglioramento della diagnosi, terapia e qualità di vita di pazienti affetti da differenti patologie.

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Nelle foto della premiazione da sin a destra:

Dott. Ferracini, dirigente medico S.C Ortopedia Oncologia e Traumatologia del CTO; Giulio Trombetta, AD di Costadoro, Dott. Piana, Responsabile Gruppo di Ricerca, Federica Maltese, Responsabile Ufficio Fundraising e Comunicazione; Dott.ssa Congedo, Consigliera della Fondazione. Il disegno è del  vincitore Federico.

 

Generazione bilingue ed economia franco-italiana

Un’alleanza per il futuro. Centro dei Congressi. Sala Giolitti, Via Nino Costa 8, Torino 

Un eccezionale incontro «economia-educazione» che si rivolge ai Dirigenti o Direttori Risorse Umane di grandi imprese,  rappresentanti delle scuole superiori italiane EsaBac, genitori e studenti italiani

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Alla presenza di:

Renato Bellavita – Membro del Comitato Esecutivo della Camera di Commercio di Torino, Presidente del Comitato d’indirizzo del Protocollo territoriale per l’Alternanza Scuola-Lavoro.

Denis Delespaul – Presidente della Camera Francese di Commercio e Industria d’Italia.

Emanuele Chieli – Console Onorario di Torino.

Fabrizio Manca – Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte

e numerosi dirigenti di grandi imprese  ALSTOM Ferroviaria, CARTIER, MICHELIN, NORAUTO

 

A fine conferenza seguirà un aperitivo.Traduzione italiano-francese con studenti del Liceo francese Giono.Partecipazione gratuita.Iscrizione obbligatoria entro il 13 novembre:

Cliccare qui per iscriversi

 

 

Innovazione, accordo fra Regione e Denso spa

E’ stato firmato oggi a Roma, presso il Ministero dello sviluppo economico, l’accordo multiregionale fra Regione Piemonte, Ministero dello Sviluppo Economico, DENSO spa e Regione Campania. Questa la dichiarazione congiunta del presidente Sergio Chiamparino e dell’assessora alle attività produttive Giuseppina De Santis.

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“Abbiamo siglato un accordo senza dubbio positivo per il nostro territorio, che porterà a un primo investimento di oltre 10milioni di euro, cui seguiranno, in seconda battuta, altri 70 milioni di investimenti produttivi e significative ricadute occupazionali sull’innovazione. La firma di oggi è il risultato di un proficuo metodo di collaborazione con il Ministero e con le aziende che decidono di investire nel nostro territorio, e conferma l’importanza degli investimenti nella ricerca e del lavoro che la Regione, a dispetto delle voci critiche, sta portando avanti con determinazione. Viene altresì ribadita la centralità del Piemonte a livello internazionale come territorio di riferimento per il settore automotive ” Il costo complessivo dell’investimento è di 10,7milioni di euro (di cui 1,3 dalla Regione e 2,3 dal Ministero dello Sviluppo economico attraverso il fondo di crescita sostenibile), è prevista l’assunzione di 10 giovani in alto apprendistato, da formare in affiancamento alle attività di ricerca.Tale investimento in  ricerca e sviluppo, sarà la base di un successivo Piano di investimenti produttivi in Piemonte per circa 70milioni di euro,con ricadute occupazionali e sul tessuto produttivo più allargato.

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DENSO Thermal Systems S.p.A è il principale investitore giapponese in Italia e controlla  nel mondo 220 società per 146 mila dipendenti ed un fatturato di 36 miliardi di dollari. L’obiettivo delle attività in Piemonte (l’azienda ha uno stabilimento a Poirino) è la realizzazione di una nuova famiglia di prodotti (componenti e sistemi termici per la climatizzazione e il raffreddamento motore) con incrementate caratteristiche in termini di prestazioni, affidabilità/qualità e pesi per applicazioni su tutte le tipologie di veicoli.

(foto: il Torinese)

Essere metalmeccanici nell’era post-industriale

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Dal quarto piano di via Bologna 11 si gode del paesaggio cittadino . Fino alle colline, con un bel sole . Dario ed io parlando osserviamo , con le solite battute sulla trasformazione post industriale della città . Dario Basso da fine febbraio è segretario provinciale della Uilm la categoria dei metalmeccanici . Classe 1960, con presenza uilm2estremamente giovanile, con qualche  spruzzata di grigio che non guasta .  Da oltre vent’anni nel mondo sindacale da delegato, è partito dalla gavetta .  “Patrizio non sarà semplice questa nostra chiacchierata , hai un po di pazienza?” Sicuramente, cosi ” tocco con mano ” una tua mattinata .

Governare 22 dipendenti o funzionari non è poi così semplice . Mentre si parla più persone bussano e chiedono consigli e pareri su problemi sindacali. Dario si dà qualche secondo per sintonizzarsi e poi risponde . Il telefonino fa il resto .

Sempre cosi?

“Sì, dopo devo portare il saluto ad un corso di formazione. Dai, ci riusciremo”.

Prima domanda : rapporti tesi con la Fiom?

“No. Le tensioni erano dovute all’accordo Fiat . Sono sempre stati ottimi nelle altre aziende. Ottimi i rapporti con gli altri segretari d Fim e Fiom”. lingotto citta

Ti piace il tuo lavoro ?

“Sicuramente ci vuole tanta passione . Non è una professione ma un lavoro di servizio per gli altri . Non solo per gli iscritti . Con Napoli ci contendiamo il primato nazionale . Direi sana competizione . Abbiamo anche noi subito la crisi ma il rinnovamento di linea politica ci ha salvato dalla possibile estinzione”.

La maggiore soddisfazione?

“Salvare e creare nuovi posti di lavoro”

Maggiore delusione?

“Il rovescio : essere impotenti verso operazioni di delocalizzazione e relativa perdita di posti di lavoro” .

Ottimista o pessimista ?

“Realista e convinto che anche il sindacato possa e debba fare per mantenere l’industrializzazione nella nostra realtà produttiva”

Ha avuto ragione,ci siamo riusciti . Scendendo le scale constato che la Uil è un sindacato vivo . Almeno a Torino .

Patrizio Tosetto

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“We love Arquata”, il Piemonte per i terremotati

consiglio lascarisParte da un gruppo di mamme di alcuni Comuni del Piemonte (Poirino, Canale, Cellarengo, Chivasso, Montà, Alba, Villastellone) l’iniziativa “We Love Arquata” a sostegno delle popolazioni, e in particolare dei bambini, colpite dal terremoto nel Centro Italia. La costituenda associazione culturale “Api di Carta” ha allestito presso le scuole medie di Poirino un centro per la raccolta di indumenti, coperte, lenzuola, scarpe, libri, materiale d’igiene e generi alimentari di prima necessità, da destinare ai bambini terremotati dell’Italia centrale.
“Una gara solidarietà che è partita da giovani mamme e da amministrazioni locali con tanti volontari che danno un contribuito in questa situazione difficili. Il Piemonte, per le tragedie vissute, ha compreso nel tempo cosa vuol dire avere a che fare con le emergenze, per questo abbiamo costruito un sistema di prevenzione e intervento di grande livello. Il Consiglio regionale insieme ai piemontesi deve fare in modo che questo sia un primo inizio a sostegno delle popolazioni terremotate”, ha spiegato la vicepresidente del Consiglio regionale, Daniela Ruffino.ruffino lascaris
“We Love Arquata” è realizzato in collaborazione con la Consulta Femminile regionale e si coordina con la direzione scolastica del comprensorio di Arquata, Pescara del Tronto e Acquasanta Terme, “una collaborazione che nasce dall’attenzione della Consulta per le popolazioni in difficoltà e in particolare verso i bambini” come dichiarato dalla vicepresidente Alessandra Parigi.
“Abbiamo scelto di richiamarci alle api per la loro laboriosità – ha spiegato Chiara Pelassa, cofondatrice dell’associazione — il materiale nei prossimi giorni verrà inviato a bordo di un tir. Partirà inoltre una colonna costituita da un furgone della Croce Verde di Villastellone, un fuoristrada dell’associazione nazionale Alpini, un furgone della sezione Alpini di Giaveno e Valgioie, e un pickup dell Aib di Montà”.
“Partiremo per il centro Italia venerdì 11 novembre per tornare il giorno dopo – ha concluso Manuela Appendino di “Api di Carta” – non intralceremo in alcun modo i soccorsi, siamo decise nel portare avanti la missione ma con la testa sulle spalle. Porteremo circa 220 scatoloni che in questi giorni stanno aumentando grazie alle donazioni dei privati, 90 scatoloni di abbigliamento, materiale didattico, prodotti per la cura”.Alla presentazione hanno partecipato, inoltre, Simona Chiavero dell’associazione, il sindaco di Villastellone e il vicesindaco di Poirino.

Eternit, un inquietante legame con gli internati del Reich?

Che legame c’è tra la ormai infinita vertenza Eternit e la seconda guerra mondiale ? Nella complessa vicenda potrebbe entrare un element che, se confermato – pur non avendo rilevanza processuale perché in ogni caso sarebbe prescritto dal decorso del tempo – avrebbe sicuramente un forte impatto emotivo e servirebbe a riscrivere, sia pur in parte la storia degli “schiavi del Reich”, nel secondo conflitto mondiale. A Berlino c’era uno stabilimento che produceva cemento – amianto ed apparteneva ed era gestito dalla Eternit Svizzera.

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In una nota, Ezio Bonanni, avvocato, difensore di parte civile anche nel processo Eternit Bis e presidente dell’Osservatorio nazionale amianto – Ona spiega che “molto probabilmente nel corso del secondo conflitto, l’impianto è stato trasformato in un campo di lavoro forzato per prigionieri di guerra, italiani, polacchi, ucraini e solamente ora, faticosamente, si sta tendando di ricostruire la storia di questi schiavi moderni, rintracciando i parenti o gli ormai pochi superstiti”. I fatti sarebbero avvenuti nel periodo tra il 1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre ed il 1945 sino al crollo del Reich tedesco. Al momento, ovviamente, non ci sono certezze ma due sono i fatti: a Berlino nel periodo era operante uno stabilimento Eternit e nello Stalag III D della capitale tedesca furono circa 38mila i prigionieri di guerra italiani internati, facenti parte delle numerosissime squadre di lavoro impiegate in lavori di costruzione o industria. “Ovviamente la multinazionale – continua la nota di Bonanni – afferma di non possedere conferme in proposito, di voler procedere ad indagini, a avverte che la maggior parte dei documenti aziendali dell’epoca non esistono più”. Quindi l’Eternit non avrebbe comunque categoricamente escluso, né smentito la nota del presidente Ona, la possibilità che siano stati impiegati ai lavori forzati centinaia di deportati tra il 1943 ed il 1945. Ci sarebbe poi una singolare coincidenza sullo Stato dove i prigionieri di guerra venivano impiegati. La medicina nazista del lavoro, decisamente all’avanguardia nella tutela dei lavoratori del Reich (l’uomo doveva essere una macchina perfetta da guerra e da lavoro), aveva colto già dal 1939 il legame esistente tra l’esposizione all’amianto ed il mesotelioma pleurico. E, come ricorda in una scheda sul manufatto l’Inail, “La prima nazione al mondo a riconoscere la natura cancerogena dell’amianto, dimostrandone il rapporto diretto tra utilizzo e tumori e a prevedere un risarcimento per i lavoratori danneggiati, fu la Germania nazista nel 1943”. Di qui un interrogativo angosciante: se venisse dimostrato che i prigionieri di guerra italiani lavorarono l’amianto, i nazisti vollero punirli per il “tradimento” dell’8 settembre, consci del pericolo cui li esponevano ? E’ una domanda cui forse, adesso, la ricerca storica e le verità processuali potranno dare una risposta. Ma anche qui c’è molto lavoro da fare. E Ona lancia un appello “a farsi avanti, se vi fossero superstiti o parenti di chi possa avere lavorato l’amianto nello stabilibimento di Berlino”.

Massimo Iaretti

 

 

Toma e peperone, ecco l’impatto economico delle fiere

PEPERONE23Che impatto hanno le fiere o le manifestazioni di una certa rilevanza sull’economia locale ? E’ la domanda che un amministratore o un organizzatore attento di deve porre nell’allestire ormai qualsiasi evento che vada al di là del mero volontariato. Così lunedì 14 novembre, alle ore 13. Nella sala stampa della giunta regionale, in piazza Castello 165, verranno presentato i risultati della ricerca universitaria sull’impatto economico, sociologico e turistico che hanno avuto sul territorio due manifestazioni di notevole rilievo nel panorama piemontese, che si sono svolte quest’anno nella Città Metropolitana di Torino. Una è la sessantasettesima edizione della Sagra del Peperone di Carmagnola, l’altra è la numero venti della Mostra regionale della Toma di Lanzo e dei Formaggi d’Alpeggio che si è tenuta ad Usseglio. Ad illustrare le conclusioni cui è pervenuto lo studio ci saranno Giuseppe Attanasi, docente dell’Università di Strasburgo e della Bocconi di Milano e Valentina Rotondi, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sarà presente l’assessore regionale all’agricoltura, Giorgio Ferrero. Infine, e non poteva essere altimenti, viste le premesse, si concluderà con una degustazione di prodotti del territorio.

Massimo Iaretti

 

 

Laboratori di cucina in carcere, così il cibo aiuta a rieducare

valletteIl cibo come mezzo di rieducazione e inclusione sociale in carcere. È questa l’idea di fondo alla base dei laboratori di cucina per le detenute, promossi e finanziati dalla Consulta delle Elette del Piemonte e organizzati dalla cooperativa Orso.

Dopo Vercelli, l’iniziativa ha previsto un ciclo di incontri all’Icam di Torino. Il sesto e ultimo incontro che si è svolto venerdì 4 novembre. L’Icam è una struttura, ospitata in una palazzina ristrutturata nell’aprile 2015, situata presso la casa circondariale Lorusso e Cutugno e destinata ad accogliere le detenute con figli al di sotto dei 6 anni. Attualmente sono presenti 7 detenute con 9 bambini, di cui uno di appena un mese.

Le consigliere regionali intervenute sono state ricevute dal direttore del carcere, Domenico Minervini, che ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa e ha auspicato la continuazione della collaborazione con la Consulta delle Elette. La visita è poi proseguita all’Icam, dove le elette hanno incontrato le detenute con i loro figli e hanno fatto loro dono di una dotazione di prodotti d’igiene per l’infanzia e di dolcetti, con il contributo anche di un gruppo di consiglieri regionali. Per l’occasione, le detenute hanno preparato e offerto un buffet di stuzzichini e gustosi “finger food”, tema culinario al centro dell’ultimo incontro.

Il laboratorio di cucina si propone come elemento costitutivo di un percorso rieducativo che comprende istruzione, formazione, relazione con il proprio corpo e la propria storia, confronto sociale, anche nella realtà vissuta quotidianamente con le altre detenute, in un ambiente fortemente multietnico. Il percorso di educazione alimentare all’Icam di Torino ha previsto sei laboratori tematici che si sono conclusi con la preparazione di alcune ricette. Gli incontri precedenti sono stati incentrati sulla stagionalità dei cibi e l’importanza della frutta e verdura nella dieta quotidiana, la cucina dell’infanzia fra sapori e ricordi del passato, gli impasti di base per i dolci, la cucina multietnica e gli ingredienti che vengono da lontano e la cucina per bambini per nutrire i piccoli in modo sano e invitante.

ec – www.cr.piemonte.it

Fondazioni liriche, i rappresentanti del Regio protestano a Venezia

Nella giornata del 4 novembre, i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche provenienti da tutta Italia si sono radunati di fronte al Teatro La Fenice di Venezia per protestare contro l’articolo 24 della legge 160/2016 che prevede una decurtazione fino al 50% della retribuzione, l’assenza di progettualità in ambito culturale e musicale e il declassamento generale dei teatri lirici italiani, realtà famose in tutto il mondo, da parte del Governo.

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Numerosissimi i lavoratori dell’Arena di Verona, il cui corpo di ballo sta subendo il licenziamento collettivo mentre gli altri comparti sono forzatamente a casa per due mesi senza stipendio. Oltre a loro, presenti i lavoratori del coro, dell’orchestra, del corpo di ballo, i tecnici e gli amministrativi del Teatro La Fenice di Venezia e quelli provenienti dal Comunale di Bologna, dal Verdi di Trieste, dal Teatro dell’Opera di Roma, dalla Scala di Milano, dal Massimo di Palermo e dal Regio di Torino. Il maestro del coro della Fenice di Venezia Claudio Marino Moretti ha guidato il coro del Teatro nell’esecuzione estemporanea del Va pensiero di Giuseppe Verdi e il maestro del coro del Massimo di Palermo Piero Monti si è unito per esprimere la sua solidarietà a tutti i lavoratori. Anche il sovrintendente della Fenice di Venezia Cristiano Chiarot ha dato il suo sostegno ai lavoratori, ospitando sul palcoscenico l’intera delegazione di tutte le 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane per la lettura di un comunicato di denuncia da parte delle segreterie nazionali sindacali prima dell’inizio dello spettacolo. Caloroso l’applauso del pubblico presente per la prima mondiale dell’opera Aquagranda di Filippo Perocco al termine della lettura del comunicato.

5 novembre 2016

Il Comitato del lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche

A Torino il centro per la tecnologia sostenibile

POLITECNICOScienza e tecnologia combattono i cambiamenti climatici dopo Parigi 2015 nel rinnovato centro IIT di Torino, con la collaborazione scientifica del Politecnico di Torino

Affrontare la sfida posta dal riscaldamento globale del nostro Pianeta richiede un cambiamento di paradigma, una vera e propria rivoluzione ormai non più procrastinabile. La Conferenza delle Parti COP21 di Parigi (dicembre 2015) ha vincolato 195 Paesi a mettere in campo azioni concrete per far sì che l’incremento di temperatura della superficie terrestre conseguente all’effetto serra sia contenuto ben al di sotto dei 2°C: ora si tratta di capire come raggiungere questo obiettivo.

Lo sviluppo di tecnologie innovative per contrastare il riscaldamento globale è proprio la missione del nuovo Centre for Sustainable Futures dell’Istituto Italiano di Tecnologia (CSF@PoliTo) che svolgerà la sua attività di ricerca anche con la collaborazione scientifica del Politecnico.

La mission del nuovo Centro verrà presentata giovedì 10 novembre 2016 alle ore 10.00 nell’Aula Magna del Politecnico.Nel corso della mattinata, il Direttore del Centro, Guido Saracco, illustrerà le linee guida della ricerca e sviluppo in risposta ai principali problemi di sostenibilità indotti dal riscaldamento globale.

Seguirà quindi una tavola rotonda, nel corso della quale la questione della lotta ai cambiamenti climatici sarà dibattuta con esponenti di alto profilo del mondo della ricerca (Marco Gilli, Roberto Cingolani, Gunter Pauli) dell’industria (Roberto Casula, Agostino Re Rebaudengo, Dario Giordano) e dell’economia (Cristina Balbo, Alessandro Marangoni, Gabriele Galateri di Genola), per formulare infine un messaggio chiaro che possa ispirare i policy makers a farsi parte attiva per la soluzione di queste problematiche.

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Presentazione

Giovedì 10 novembre 2016 – ore 10.30

Aula Magna Politecnico di Torino, C.so Duca degli Abruzzi, 24 – Torino

 

Il programma della giornata su:

http://www.politocomunica.polito.it/events/appuntamenti/(idnews)/8264