ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 665

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

.

“Nell’intera  faccenda MOI  il grande assente appare lo Stato.  Se io parcheggio in sosta vietata vengo subito multato… mille clandestini occupano da anni una struttura pubblica ,senza che gli organi comunali e statali abbiano il coraggio di intervenire”

***

Emanuele Artom

La Comunità israelitica torinese ha ricordato il giovane partigiano Emanuele Artom, fatto prigioniero e ucciso dopo atroci sofferenze il 7 aprile 1944.Anche lui, appartenente ad una nota famiglia ebraica torinese, si era formato in quella fucina di libere intelligenze che fu il liceo d’Azeglio. Sul sito del liceo si tende a ricordare soprattutto quel periodo eroico con Augusto Monti. Ci furono allora anche altri bravissimi professori ,come ci sono stati anche dopo il 1945.Artom fu catturato dai fascisti in val Pellice . Era insieme al suo amico Ugo Sacerdote, futuro alto dirigente industriale. Ugo si salvo’ , Emanuele venne fatto prigioniero. Sacerdote, uomo difficile, ma anche sincero amico che venne a rendere omaggio a Martini Mauri a cui nulla lo accomunava, se non il partigianato , pur con fazzoletti diversi, sentiva forte il legame con l’amico .Fu lui a indurmi a scriverne anni fa. Emanuele era soprattutto un intellettuale libero che avrebbe occupato sicuramente un posto di rilievo nella cultura italiana e nell’Universita’ nel dopoguerra. Una grande intelligenza perduta, una figura eroica che ha ancora molto da insegnare ai giovani d’oggi.

***

Il MOI e i torinesi 

La  situazione del MOI ( ex Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso)  è  da tempo  insostenibile e grottesca: oltre mille clandestini occupano  una struttura pubblica , devastandola e commettendo svariati reati. Appare di tutta  evidenza l’ incapacità dello Stato e del Comune di Torino di risolvere la vergognosa questione, malgrado l’impegno del nuovo Prefetto di Torino Renato Saccone. Il sindaco/a  forse appare non rendersi pienamente  conto del degrado di un’intera zona della città. La nuova giunta 5S cerca di affrontare il problema a parole …, affidandosi a Cooperative, non ben precisati mediatori ed addirittura ai centri sociali (in qualità di consulenti???) . Da ultimo, si è fatto vivo come mediatore anche l’arcivescovo Cesare Nosiglia che apparirebbe  come una sorta di deus ex machina. Nell’intera  faccenda il grande assente appare lo Stato.  Se io parcheggio in sosta vietata vengo subito multato…mille clandestini occupano da anni una struttura pubblica ,senza che gli organi comunali e statali abbiano il coraggio di intervenire.  Il cittadino, per non dire chi abita nella zona del MOI non è più in grado di capire.

***

Biennale, costi e tagli

In tre giorni di incontri quanto costa, anche solo di pubblicità, la Biennale della democrazia? Una pubblicita’ invadente che neppure una grossa attività commerciale si può permettere, si sarebbe detto un tempo, di stile berlusconiano. È lecito in democrazia pretendere un bilancio pubblico di una serie enorme di eventi, una vera e propria indigestione di parole, quasi tutte a senso unico? C’e’ la necessità di questa kermesse torinese ? Io ho dei forti dubbi. Persino un liceo di periferia ,l’Einstein, ha inserito nel suo orario di lezione una scuola di democrazia, per non parlare della scuola di buona politica del prof. Bovero , pupillo di Bobbio. La democrazia, direi ,si impara praticandola, votando, partecipando alla vita politica, più che ascoltando i soliti maestri, non sempre ottimi, a voler essere gentili. Nel contempo, dal Comune giunge la notizia di un taglio del 30% alla cultura, di fronte a cui i grandi enti, Regio, Stabile, Egizio ,quasi non hanno fatto una piega. La giustificazione è quella già tirata fuori da Chiamparino quand’era sindaco: gli asili hanno la priorità. Gabriele Ferraris su “Torino7” denuncia la mistificazione pubblicitaria che si rivela piuttosto vecchia. La mia esperienza mi induce a pensare che i tagli avvengano soprattutto sui piccoli ad alcuni dei quali, dai tempi di Chiamparino, è negato qualsiasi contributo. Una delle prime cose da tagliare ,o almeno da ridurre, sarebbe proprio la Biennale dell’ovvietà ideologica che anche quest’anno si è rivelata assai poco democratica ed assolutamente illiberale.

***

Valdo Fusi e i morti di Salo’

Il 6 novembre 1956 Valdo Fusi, eroico combattente scampato alla fucilazione al Martinetto dei primi di aprile 1944, scriveva in una lettera pubblica : ” Dove sono sepolti i combattenti di Salo’ ? Se non hanno sepoltura ,dovremmo essere noi resistenti a provvedervi. Se sul piano delle idee nessuna conciliazione sara’ mai possibile (…) tra uomo e uomo è necessaria la più illuminata apertura dell’animo (…) . Dobbiamo cancellare ogni traccia della guerra civile ,sul piano umano . ” Che lezione umana, cristiana e civile ! Grande Valdo! Dalla Liberazione erano passati solo 11 anni. Ci sono idioti che hanno persino negato l’esistenza di una guerra civile in Italia. C’e’ voluto il libro di un partigiano e funzionario dell’Archivio di Stato ,Claudio Pavone, per incominciare a farlo capire.

***

LETTERE (inviare a quaglieni@gmail.com)

Ho letto della morte del filosofo Armando Plebe ,alessandrino che studio’ a Torino.Fu eletto anche senatore a Torino. Perché nessuno ne ha scritto? Anche lei nel coro?

Ettore Filippi

.

Non ne ho scritto perché Plebe si rivelò uno studioso non particolarmente degno di attenzione, se non per certi suoi scritti su Aristotele e prima su Marx. In Sicilia, dove ha insegnato, i giornali lo hanno ricordato, ma obiettivamente le sue giravolte politiche sono state troppe e poco credibili. Da marxista divenne saragatiano e poi missino. Poi voleva entrare nei radicali e poi ancora tornò a sinistra. Il diritto a cambiare idea è sacrosanto , per un filosofo è poi quasi un dovere d’ufficio perché la ricerca non ha mai fine. Ma le scelte politiche, specie se eletti in Parlamento, sono altra cosa. E un briciolo di coerenza ci vuole. I torinesi che incautamente lo votarono come missino, si sentirono traditi. E fece bene Pannella a non accoglierlo nel Partito Radicale. Forse qualcosa di lui resterà. Il convegno promosso a Torino nei primi anni Settanta contro una certa egemonia culturale fu un atto di coraggio e io mi rammarico di averlo attaccato in quell’occasione in modo troppo aspro. Ma il resto delle sue scelte non hanno dato seguito ad una buona intenzione perché l’idea di Plebe non era animata dalla libertà , ma dal gusto di stupire, dopo essere stato per tanti anni un marxista assolutamente acritico.

pfq

 

 

Pena di morte, il caso Arabia Saudita

FOCUS  / di Filippo Re

Nonostante il record di esecuzioni l’Arabia Saudita è al vertice del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Come prescritto dalla sharia (la legge religiosa) la pena di morte in Arabia Saudita è prevista per vari reati tra i quali, omicidio, stupro, rapina a mano armata, traffico di droga, stregoneria, sodomia, omosessualità, sabotaggio, gioco d’azzardo, ateismo, apostasia e adulterio. Benvenuti in Arabia Saudita, tra i primi tre Paesi al mondo che applicano la pena di morte, dove giustiziare le persone è una prassi quotidiana. E tutto questo è un elenco incompleto dei reati per i quali nel regno wahhabita si possono subire 1000 frustate, affrontare 20 anni di prigione o essere decapitati in piazza. Secondo l’interpretazione wahhabita, in Arabia Saudita, la legge coranica viene applicata in modo severo e rigoroso, unico Paese islamico a considerare il Corano come una sorta di Costituzione. Il venerdì, dopo la preghiera di mezzogiorno, cominciano a saltare le teste. Davanti a un folto pubblico eccitato ed entusiasta si procede al taglio della mano per i ladri, la decapitazione per gli assassini e la lapidazione per gli adulteri. Più di 150 persone sono state giustiziate nel 2016 in Arabia Saudita, secondo Amnesty International, e 158 condanne a morte erano state eseguite nel 2015, il numero più alto negli ultimi due decenni.

Si tratta in gran parte di teste mozzate davanti alla gente, “alla mongola” si potrebbe dire e nonostante quel che accade nel Paese arabico, l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad, presiede il comitato consultivo del Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Con stupore e turbamento, ma tocca proprio a Riad vigilare sul rispetto dei diritti umani nel mondo. Una decisione che è stata molto criticata a livello internazionale, anche perchè è giunta dopo la sentenza di condanna a morte del ventenne Ali Mohammed Al Nimr, arrestato a 17 anni per aver partecipato a una manifestazione contro l’offensiva militare saudita nello Yemen che provoca migliaia di vittime civili. Condannato alla decapitazione e successiva crocifissione fino alla putrefazione del cadavere. Il soggiorno in Arabia Saudita continua. Il caso di Ali ha scosso l’opinione pubblica nel mondo mentre le organizzazioni umanitarie per i diritti umani hanno chiesto l’annullamento della condanna e si sono appellate alle grandi potenze affinchè intervengano sul regime di Riad. Un’altra vicenda che ha fatto il giro del pianeta è quella di Raif Badawi, blogger saudita accusato di apostasia per i suoi articoli sul rapporto tra religione e politica nel Paese.

Le pubblicazioni, divulgate su internet, gli hanno causato una condanna a 10 anni di reclusione e 1000 frustate. La cosa peggiore è proprio il crimine religioso come l’apostasia e l’ateismo. Circa il 7% della popolazione saudita non è di religione islamica e la professione del Cristianesimo è vietata nel regno così come è vietato tenere in casa la Bibbia, crocifissi e le immagini dei santini. Cristiani e credenti di altre religioni possono pregare solo chiusi in casa. Per far osservare la legge è stata creata la polizia religiosa, un corpo di polizia speciale attivo giorno e notte. La scimitarra segue come un’ombra i cittadini sauditi. Anche l’omosessualità è severamente punita in Arabia Saudita e si rischia la decapitazione come per la stregoneria e le arti magiche. Per l’adulterio la legge saudita opta invece per la lapidazione. Sono migliaia gli uomini e le donne provenienti dalla Sri Lanka che lavorano in Arabia Saudita come domestici o autisti. É recente il caso di una domestica dello Sri Lanka assunta in una famiglia di Riad. La donna, 45 anni, sposata, è stata arrestata per adulterio e condannata alla lapidazione. Secondo i giudici sauditi, la donna, madre di due figli, avrebbe confessato la sua colpa. Avrebbe avuto una relazione con un uomo non sposato il quale è stato condannato a una pena più lieve, 100 frustate. Autorità governative e leader religiosi hanno chiesto al governo saudita di sospendere la sentenza di morte. Negli anni scorsi un’altra donna srilankese era stata condannata a morte sulla base della sua confessione estorta con la minaccia e senza il sostegno di un interprete. L’esecuzione fu attuata nel 2013 dopo cinque anni di battaglie legali e appelli alla clemenza.

Filippo Re

(dalla rivista “Il Dialogo – al Hiwar” del Centro Federico Peirone)

 

Torino vuole il turismo sostenibile

Un gruppo di lavoro svilupperà progetti in tema di promozione turistica legata alla mobilità sostenibile, alla realizzazione di ecocamping, aree camper e strutture ricettive certificate dal marchio Ecolabel Europeo, all’organizzazione di grandi eventi, alla ristorazione e ad altro ancora.

Lo ha deciso  la Giunta comunale, approvando una deliberazione presentata dagli assessori Stefania Giannuzzi e Alberto Sacco, sull’iniziativa “Verso un turismo sostenibile”.

“La designazione da parte dell’ONU per il 2017 dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile  – sottolineano gli assessori all’Ambiente e al Turismo – rappresenta una grande occasione per la nostra città. È importante per Torino costruire un’identità forte e un sistema che lavori per favorire uno sviluppo del territorio rispettoso dell’ambiente e capace di mitigare l’impatto ambientale prodotto dal crescente numero di visitatori”. “Oggi – aggiungono gli assessori – sono ancora largamente sottovalutate alcune opportunità che potrebbero ulteriormente rafforzare la vocazione turistica  della città – sia come meta in sé e come punto di appoggio per viaggi di ecoturismo, sia come luogo di turismo eco-compatibile. Torino, oltre a essere una capitale d’arte e di cultura, gode infatti di un immenso patrimonio naturalistico, anche riconosciuto recentemente dall’Unesco come Riserva di Biosfera”. Il gruppo di lavoro sarà costituito dalle direzioni comunali Ambiente e Turismo, con cui collaboreranno “Turismo Torino”, altri settori della Città,istituzioni e associazioni, soggetti pubblici e privati interessati a contribuire allo sviluppo del programma.

 

(foto: il Torinese)

L’Unione europea, fra passato e futuro

“La ricorrenza cui abbiamo voluto dedicare un Consiglio aperto, su sollecitazione dell’Aiccre, è tanto più importante da celebrare perché si colloca in un momento storico molto difficile per l’Unione europea e rappresenta un’opportunità per rilanciare il processo politico europeo. Questo patrimonio che ci appartiene, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia e che soprattutto nelle politiche ambientali ha prodotto risultati importanti, non può disperdersi in politiche sbagliate e a causa degli interessi di singoli governi. Mi auguro quindi che queste celebrazioni non siano solo parate fotografiche di Capi di Stato, ma ci conducano all’assunzione di un nuovo rinvigorito impegno a difendere le ragioni di un’Europa unita, che possa reggere il confronto con il mondo e con i suoi giganti”.Queste le parole del presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, che ha inaugurato la seduta aperta del Consiglio regionale sull’Unione europea, a 60 anni dai Trattati di Roma, che si è svolta oggi, a Palazzo Lascaris.“I cittadini del Piemonte chiedono all’Europa  le stesse fondamentali cose che si aspettano dai livelli di governo locali e nazionali: debellare il gigantismo burocratico, ridurre l’imposizione fiscale che causa troppe vittime tra le imprese, attuare politiche coordinate per favorire i giovani e l’occupazione”, è intervenuta la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte e presidente della Consulta regionale europea, Daniela Ruffino.“È compito in primo luogo delle nostre istituzioni dialogare con l’Unione, saperne cogliere tutte le opportunità che offre a favore dei nostri territori e farla percepire alle comunità locali quale realtà utile, irrinunciabile e vicina. In tale senso, per quanto riguarda l’attività dell’Assemblea regionale, un ruolo davvero importante è rappresentato dalle azioni di comunicazione e sensibilizzazione svolto dagli Organismi consultivi, in particolare la Consulta europea”.Un excursus storico sulle tappe che hanno portato all’Unione europea, fra grandi idealità e battute d’arresto, è stato tracciato da Davide Rigallo, segretario regionale dell’Aiccre, che ha messo in luce la necessità di avviare un processo di revisione istituzionale per sbloccare il motore decisionale dell’Ue: “è una condizione necessaria ma non sufficiente, a cui deve seguire anche una reale dialettica politica a livello europeo, partecipata e democratica”.

ec- www.cr.piemonte.it

(foto: il Torinese)

Comau guida le aziende verso l’industry 4.0

Un corso di alta specializzazione – organizzato da Comau ed ESCP Europe – rivolto a manager e aziende che vogliano innovare metodi, processi e soluzioni per affrontare la rivoluzione digitale in corso nel mondo manifatturiero

Per rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione, caratterizzato dalla richiesta di tecnologie e competenze sempre più all’avanguardia, nell’ottica dell’Industry 4.0, Comau ed ESCP Europe inaugurano oggi il nuovo Executive Master in “Manufacturing Automation & Digital Transformation”. Si tratta di un percorso formativo dedicato alle imprese che intendano innovare i propri sistemi di produzione e a tutti coloro che desiderino perfezionare le proprie conoscenze, tecniche e gestionali, per poter affrontare le sfide della digitalizzazione nel campo dell’automazione industriale.

Il Master, organizzato da Comau in partnership con la Business School ESCP Europe e in collaborazione con alcune tra le più prestigiose Università internazionali (Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Technische Universität München), si terrà nelle sedi della Comau Academy e di ESCP Europe, in Gran Bretagna, Germania e Italia. Il corso di studi prevede la frequenza di 260 ore di attività di formazione in aula e di 80 ore da fruire in modalità e-learning. Le lezioni, che si terranno totalmente in lingua inglese, da marzo 2017 a gennaio 2018, sono organizzate in quattro differenti moduli didattici: Factory of the Future, Product & Process Innovation, Automation & Digital Manufacturing Design and Development e Automation & Digital Manufacturing Management.

Le attività didattiche sono tenute dai migliori Manager Comau e docenti di ESCP Europe, con la partecipazione di visiting professors appartenenti al network delle Università che collaborano al progetto. I moduli teorici sono affiancati da una sessione di formazione pratica, con un percorso di project working che permette ai partecipanti di sperimentare sul campo, direttamente in azienda, le conoscenze teoriche acquisite per la gestione dei processi industriali della nuova smart factory.

Molteplici sono le competenze innovative, a livello tecnico e gestionale, che l’Executive Master in “Manufacturing Automation & Digital Transformation” ha l’obiettivo di perfezionare: identificare tutte le necessità e le opportunità connesse ai processi produttivi tipici della digital manufacturing; sviluppare un pensiero strategico volto a guidare il cambiamento tecnologico e organizzativo in atto in ambito 4.0; mettere in connessione dipartimenti tecnici e addetti allo sviluppo di nuovi prodotti e processi per favorire l’implementazione dei sistemi di automazione; contribuire attivamente allo sviluppo di soluzioni di automazione industriale attraverso l’adozione di sistemi di produzione efficienti, di analisi dei costi e tecniche di pianificazione finanziaria; comprendere le caratteristiche dei sistemi di produzione che prevedono l’interazione uomo-macchina; gestire portafogli complessi e tecnologicamente avanzati di forniture e fornitori; realizzare attività di valutazione per la progettazione di nuovi sistemi di produzione; guidare un team di risorse umane con un approccio efficace.

«L’avvio del nuovo Executive Master in “Manufacturing Automation & Digital Transformation” è la dimostrazione concreta di come Comau, attraverso la sua Academy e il suo network di partnership internazionali, sia sempre all’avanguardia nelle attività di formazione ad alta specializzazione, capaci di rispondere ma soprattutto di anticipare le nuove tendenze e i nuovi bisogni del mercato nel settore industriale afferma Donatella Pinto, Head of HR di Comau -. Questo nuovo percorso di formazione conferma inoltre tutto il nostro impegno nella creazione di nuove competenze, non solo per i giovani futuri manager dell’industria di domani, ma anche per tutti quei professionisti, provenienti da un contesto aziendale, che intendano ampliare e rafforzare le proprie skills in ambito digital, grazie alla lunga e consolidata expertise della Comau Academy»

Giovanni Scarso-Borioli, Direttore Accademico di ESCP Europe London campus afferma che “in un mondo in cui gli amministratori delegati di alcune delle più grandi organizzazioni mondiali sono guru in campo tecnologico, c’è un crescente richiesta da parte del mercato sia di manager capaci di sviluppare know-how tecnologico, sia di ingegneri dalle crescenti capacità manageriali e di leadership. Questo è il motivo per cui abbiamo creato il Master in Manufacturing Automation and Digital Transformation in partnership con Comau, un programma che abbraccia in pieno la vision della nostra business school. ESCP Europe crede nel potere della costante trasformazione e del progresso e, in questi giorni – prosegue il Prof. Scarso-Borioli – gli avanzamenti della tecnologia digitale stanno aumentando esponenzialmente le opportunità per l’innovazione”.

Fiume Dora, il tratto delle ferriere torna a cielo aperto

Sarà nuovamente a cielo aperto, a Torino, il tratto del fiume Dora compreso tra via Livorno e corso Principe Oddone. I lavori stanno per iniziare e saranno pronti entro l’autunno. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino Guido Montanari ha spiegato che l’operazione permetterà  di completare il recupero complessivo dell’ area industriale dismessa. “un risanamento ambientale di notevole importanza, – ha sottolineato – che cittadini e abitanti attendevano da tempo. Consentirà di attrezzare un’altra porzione di Parco Dora, estendendo la piena fruibilità del polmone verde sorto sul contesto dismesso e degradato delle ferriere novecentesche”.

(foto Drone Piemonte)

La città tra finanza islamica e tagli alle scuole cattoliche

Per il Sindaco Chiara  Appendino (il più amato d’Italia, da recenti statistiche) è giunto il momento di permettere una “colonizzazione” di banche islamiche per incoraggiare e incentivare i musulmani a comprare immobili sotto la Mole.

A dirlo, lei stessa ieri in un intervista rilasciata su Sky nella quale ha annunciato che “ è auspicabile a Torino la costituzione di banche islamiche che adottino una finanza conforme alla Sharia”.

Parole che per alcuni, tuonano come un serio e preoccupante segnale per il futuro perché adesso, davvero, non si comprende più quale sia il reale percorso che trama chi governa la nostra Città.

Mentre gli attentati terroristici rivendicati dall’Isis sono all’ordine del giorno, e proprio a Torino sabato scorso con provvedimento del Ministro dell’Interno Marco Minniti è stato espulso un cittadino marocchino per motivi di sicurezza dello Stato in quanto aveva intrapreso un percorso di radicalizzazione, considerando il nostro un Paese di miscredenti, arrivando persino nel 2012 a rifiutare il giuramento per ottenere la cittadinanza italiana ritenendo che l’osservanza della nostra Costituzione avrebbe offeso la sua religione perché non rispetta i dettami della Sharia, l’amministrazione grillina torinese lavora proprio per favorire una finanza a misura di Sharia, la legge islamica che in materia di finanza prevede il divieto di chiedere interessi sui prestiti  poiché apportano profitto alla posizione più forte indebolendo ulteriormente chi contrae il debito, e investimenti responsabili senza speculazione.Se così fosse, è facilmente deducibile che ci sarebbe una disparità assoluta di vincoli di accesso al credito tra chi contrae mutui con le “nostre” banche e chi invece, per appartenenza religiosa si rivolge agli istituti islamici.

Non si tratta di generalizzare: certo che non tutto l’Islam è terrorismo, ma ci si chiede se le nostre regole e tradizioni cattoliche avrebbero la stessa benevola accoglienza nei Paesi Arabi.

 

L’ annuncio arriva dopo aver ospitato il Turin Islamic Economic Forum ad inizio marzo e obbligando la Città in quelle giornate ad assumere costumi leciti secondo il Corano, halal friendly, Chiara Appendino ha così deciso che per integrare meglio i musulmani e incoraggiarli ad acquistare immobili in Italia, è necessario avviare una colonizzazione islamica delle banche conformi ai principi della Sharia.

Se a questa manovra del sindaco Appendino seguono in parallelo i tagli alle scuole cattoliche (motivate da “prevedibili” ragioni di Bilancio) la riflessione d’obbligo, semplicemente stando al recepimento dei messaggi che ci pervengono dal mondo arabo-musulmano è che il loro piano di colonizzare l’Occidente attraverso l’acquisizione di capitale, dunque comprarci, ove non riescono a sottometterci o convertirci avanza.

E’ ormai noto, nonostante i tentativi di beatificazione del Sindaco Appendino come esempio virtuoso di amministrazione a Cinque Stelle, che il gioco di Chiara è molto lontano dai principi con i quali si era presentata a chi le ha dato fiducia, al di là del meglio o peggio sulla tenuta dell’asfalto in Città, oltre che sulla totale mancanza di attenzione ai problemi delle periferie e di chi le vive che neanche un popolo bue potrebbe accettare, figurarsi i Torinesi che con dignità ogni giorno affrontano rassegnati (forse) aumenti delle tasse, (ma gli assessori della Giunta Cinque Stelle continuano a viaggiare in auto blu e no, non c’è stato nessun taglio di stipendio della Sindaca, come aveva ipotizzato di fare) la sicurezza che non c’è come dovrebbe, e le corsie preferenziali su sanità, asili, case popolari a cui gli immigrati continuano ad avere accesso. Se poi questo modello di governo dovesse venire promosso su base nazionale, dato che non viene taciuta l’ipotesi di candidare a Premier Chiara Appendino, forse è giunto il momento di soffermarsi a valutare, prima di votare, con chi si ha poi a che fare nella realtà.

 

CV

(foto: il Torinese)

 

Innovation marketing

Offrire il prodotto giusto al cliente giusto, un must per tutte le aziende

di Antonio De Carolis

Le aziende moderne lavorano oggi su più fronti per acquisire e mantenere un posizionamento da leader sul mercato.La competizione non è più legata al solo prodotto e alla sua qualità, ma anche e soprattutto a una serie di altri fattori fondamentali, tra i quali la distribuzione, il prezzo, il package e la comunicazione.Quest’ultima, in particolare, è strategica per trasferire al più alto numero di consumatori possibili le reali caratteristiche del prodotto/servizio offerto ed i vantaggi che esse porteranno se decideremo di effettuare l’acquisto.Ci piace pensare che la comunicazione pubblicitaria rappresenti lo strumento con il quale l’azienda riesce a far vivere un’esperienza sensoriale, molto prossima a quella dell’utilizzo del bene proposto.Ma quali sono i canali che un’azienda può utilizzare? Tantissimi !!!

Una decina di anni fa avremmo sinteticamente detto:

TV, radio e cinema per la pubblicità sui media.

Giornali e riviste per la pubblicità sulla stampata

Insegne, vetrofanie, espositori per la pubblicità sul Punto Vendita

Biglietti da visita, cataloghi, flyer, gadget per la pubblicità diretta

.

Molti, ma comunque ristretti rispetto a quelli che oggi si vanno ad aggiungere attraverso internet.Il web infatti non sostituisce, ma affianca la pubblicità tradizionale con le sue innumerevoli possibilità. Il sito non è la sola possibilità, anzi molti sostengono che comunicare solo attraverso il sito sia come avere un negozio e non farlo sapere a nessuno.

 

Non è pensabile, se si vogliono raggiungere risultati concreti, non considerare attività come l’e-mail marketing, l’e-commerce, la pubblicità sui motori di ricerca, il SEO (Search Engine Optimization) per posizionarsi meglio degli altri competitor nei risultati di ricerca insieme a tutte le altre varianti connesse quali ad esempio SEM ( search engine marketing) e SEA (search engine advertising) oltre al video marketing (brevi video inseriti sul web) e i social network, sino ad arrivare al marketing virale per i più esperti. Come possiamo ben capire stiamo parlando di un mondo dove la competenza è indispensabile perché i budget che le aziende hanno a disposizione sono sempre più contenuti rispetto al passato. Al di sotto di un certo livello di investimento, però, è meglio non scendere perché, come affermava Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica americana, “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo”. Il marketing ideale, si sa, mira a fornire strumenti che consentano all’azienda di produrre ciò che il mercato ricerca, evitando investimenti inutili e magazzini pieni di merce invenduta e, recentemente, per cercare di avvicinarsi a quest’obiettivo ci si è affidati alle neuroscienze. Per definirle meglio, possiamo chiedere aiuto al premio Nobel Eric Kandel che, attraverso il libro “Principi di Neuroscienze”, edito da C.E.A. Casa Editrice Ambrosiana – Divisione di Zanichelli Editore, aiuta a comprendere i processi mentali attraverso i quali le persone percepiscono, agiscono, imparano e ricordano. Questa nuova frontiera prende il nome di neuromarketing e studia i fenomeni psicologici che spingono una persona a fare certe scelte anziché altre quando ci trova, ad esempio, di fronte ad uno scaffale di un supermercato e si deve comprare un pacco di pasta.

 

Tutti noi siamo consumatori, e ogni nostra scelta identifica le nostre preferenze e i nostri “comportamenti tipo” quando siamo in fase d’acquisto, Se condividiamo queste informazioni con altri, non sarà difficile profilarci al meglio proponendoci solo prodotti che sono realmente di nostro interesse. Molto probabilmente non ce ne rendiamo sempre conto ma, quando affermiamo di conoscere i gusti di nostra moglie, nostro figlio o un nostro amico, stiamo facendo una profilazione. E’ un po’ la logica del barman che, quando ci vede entrare nel locale, ci riceve con un sorriso e ci dice: “Signore buongiorno! Le servo il solito?” Anche se, per alcuni di noi, tutto ciò potrà sembrare eccessivo, “invadente” e forse anche non sempre rispettoso del privato, ricordiamoci che quest’attività rappresenta “lo strumento” e di per sé ’ uno strumento è sempre “neutro” fino a quando non viene utilizzato in un modo o in un altro.. E’ l’utilizzo di queste informazioni o il loro abuso a rendere lo strumento asfissiante e poco gradito quando qualcuno vuole venderci qualcosa “a tutti i costi”. La preparazione professionale e la capacità di relazione di chi svolge attività di marketing o di vendita fanno la vera differenza e rendono uno strumento sofisticato un valido aiuto o un elemento negativo della negoziazione. Le aziende, per evitare comportamenti inadeguati e estremamente nocivi per la branding reputation, investono sempre di più nella preparazione delle proprie risorse anche perché il consumatore finale è sempre più esperto e ben conosce gli argomenti da utilizzare per tutelare la propria privacy e garantirsi la massima trasparenza. Dobbiamo sinceramente osservare che queste tecniche sono di grande supporto per arrivare prima possibile ad offrire “il prodotto giusto al cliente giusto” e limitano possibili acquisti inadeguati e inutili perdite di tempo. In chiusura però, ci piace pensare che la volubilità e la sensibilità di ognuno di noi siano tali da modificare ogni tipo di ricerca o di studio e questo serve a mantenere sempre vivo quell’alone di imprevedibilità che ci rende diversi uno dall’altro.

Buon lavoro a tutti e buoni acquisti .

 

 

Antonio DE CAROLIS

Presidente CDVM Club Dirigenti Vendite e Marketing

presso Unione Industriale di Torino

www.cdvm.it

Assegno di ricollocazione per tremila disoccupati

Sono 3.000 in Piemonte i disoccupati che stanno ricevendo in questi giorni le lettere della Regione Piemonte e dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) con le quali vengono invitati ad aderire all’Assegno di ricollocazione, la nuova misura sperimentale che si propone di aiutare chi ha perso un lavoro a trovarne un nuovo. Lo hanno reso noto l’assessore regionale al Lavoro, Gianna Penteneroe il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte. L’importo dell’Assegno va da 1.000 a 5.000 euro a seconda dell’occupabilità del lavoratore: non sarà dato direttamente al lavoratore ma agli operatori dei servizi per l’impiego (centri per l’impiego e agenzie accreditate) solo se  sarà raggiunto il risultato cioè un contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi. Intanto è partito a fine dicembre il buono servizi al lavoro, misura regionale complementare che si rivolge ai disoccupati con o senza ammortizzatori e ai soggetti svantaggiati: finora sono state prese in carico 2.880 persone i cui 2.345 disoccupati e 535 svantaggiati: 292 sono state inserite in tirocinio, 160 sono stati avviati al lavoro. Pentenero e Del Conte hanno visitato il Centro per l’impiego di Rivoli, Prima Industrie e andranno nel pomeriggio nello stabilimento Fca di Mirafiori.

“Sono due – ha dichiarato Del Conte – le strade che stiamo percorrendo. La prima è quella volta ad agevolare il riassorbimento nel mondo del lavoro delle persone che ne sono state espulse. Proprio in questi giorni è partita la fase sperimentale dell’Assegno di ricollocazione, che coinvolgerà 30.000 persone in tutta Italia. La seconda mira a prevenire la disoccupazione giovanile, attraverso l’alternanza scuola-lavoro. È importante avvicinare gli studenti alle imprese, perché ci sono competenze che non si imparano ex cathedra. Per questo abbiamo sviluppato un piano di formazione e di servizio di tutoraggio per le scuole, dove verranno inviati dei ‘facilitatori’ che affianchino gli istituti nelle pratiche burocratiche e nei rapporti con le imprese, attività per cui spesso non hanno le risorse”.

www.regione.piemonte.it

Il robot che insegna matematica agli studenti

In classe fino a maggio un’iniziativa didattica innovativa di Fondazione CRT con Dschola e Comau per circa 3.000 studenti piemontesi dai 6 ai 19 anni

 


Un robot per aiutare gli studenti a imparare materie scolastiche curricolari, come matematica e arte, stimolandone la capacità di apprendimento attraverso l’uso interattivo delle nuove tecnologie. È l’obiettivo del progetto Robo-Scuola, realizzato dall’associazione Dschola in partnership con la Fondazione CRT e Comau per circa 3.000 studenti piemontesi dai 6 ai 19 anni e un centinaio di docenti. Fino a maggio saranno coinvolte complessivamente 38 scuole, di cui 14 primarie, 11 secondarie di primo grado e 13 secondarie di secondo grado, che già partecipano al progetto Diderot della Fondazione CRT.

Robo-Scuola è un’iniziativa didattica innovativa, sia per le modalità di lavoro proposte sia per le sue finalità: per la prima volta, infatti, l’apprendimento scolastico in classe viene facilitato da una collaborazione interattiva “studente-robot”. Per gli alunni non si tratterà di cimentarsi con lo studio della Robotica – come già accade in diverse realtà scolastiche – ma di utilizzare il robot come un vero e proprio strumento didattico, capace rendere più intuitiva e affascinante la comprensione di normali materie di studio, quali la matematica e l’arte.

Il progetto Robo-Scuola è l’esempio concreto di come le tecnologie avanzate possano essere utilizzate per sviluppare una nuova modalità di apprendimento, capace di integrare e supportare al meglio gli strumenti e le metodologie didattiche tradizionali insieme e accanto agli insegnanti. A lavorare tra i banchi di scuola con i giovani alunni sarà progettato e realizzato da Comau in modalità “aperta”, proprio per essere utilizzato a fini didattici ed educativi.

“Attraverso uno strumento come il robot, vicino al ‘linguaggio’ dei ragazzi, portiamo nelle scuole del territorio metodologie didattiche ad alta innovazione, capaci di diventare vere e proprie best practice per il Paese – afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –. Robo-Scuola viene sperimentato per la prima volta nelle classi del progetto Diderot della Fondazione CRT, che offre ogni anno a migliaia di studenti l’opportunità di avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline in ambiti molto vari, affiancando e integrando il lavoro quotidiano svolto dagli insegnanti”.

“Comau è orgogliosa di partecipare ad un progetto innovativo come Robo-Scuola, insieme a dei partner di grande valore come la Fondazione CRT e l’associazione Dschola e a numerose scuole del territorio piemontese – afferma Donatella Pinto, Responsabile delle Risorse Umane di Comau –. Questo programma di studio dimostra concretamente l’importanza che i robot possono assumere anche in un contesto educativo e con finalità didattiche. Il robot assume infatti i caratteri di uno strumento di lavoro per allievi e insegnati, utile per sviluppare nuove competenze all’interno di un panorama formativo in continua evoluzione e aperto al cambiamento”.

Ogni scuola coinvolta partecipa al progetto con tre diverse classi: gli studenti sono chiamati a frequentare un modulo specifico, che prevede una lezione di arte o di matematica, della durata di 100 minuti, facilitati dalla presenza di un divulgatore scientifico. Gli alunni dovranno imparare in primo luogo a conoscere come funziona un robot e i quali sono i suoi componenti, assemblandone alcune parti. Il robot che verrà “creato” in aula sarà poi utilizzato dagli studenti per svolgere le diverse attività didattiche. I risultati di apprendimento raggiunti grazie a Robo-Scuola saranno valutati dai docenti in base a parametri e obiettivi stabiliti nelle fasi preliminari del progetto.

Per facilitare l’apprendimento della matematica, ad esempio, gli studenti delle scuole primarie avranno il compito di movimentare sagome di figure geometriche mediante un robot su cui è montata una pinza, per poi collocarle in un’area definita di cui dovranno calcolare il perimetro. Nelle scuole secondarie, invece, grazie a un robot dotato di uno strumento grafico, gli allievi dovranno individuare dei punti nello spazio e tracciare delle curve su un piano cartesiano.

Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie che frequenteranno il modulo di arte, invece, il progetto Robo-Scuola sarà dedicato alle invenzioni di Leonardo da Vinci, che verranno studiate e confrontate con l’uso delle moderne tecnologie robotizzate. Grazie all’impiego del robot saranno eseguite le operazioni tipiche di alcune macchine inventate da Leonardo: ad esempio, la capacità di movimentazione di oggetti condotta da un robot attraverso una pinza, sarà messa in analogia con quella della gru ideata dal famoso scienziato.

Oltre al percorso didattico in aula, il progetto Robo-Scuola dà agli istituti coinvolti anche la possibilità di partecipare a un bando di concorso sul tema della “cooperazione tra robot ed esseri umani”. Entro l’8 aprile 2017 gli studenti dovranno inviare un elaborato (foto, video, disegno, ecc…) al comitato organizzatore.