ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 609

Due parti di idrogeno e una di ossigeno

Due parti di idrogeno e una di ossigeno per dire “acqua”, in un pianeta che è fatto d’acqua per il 70%. Marco Paolini, in un suo monologo si chiedeva: “ Sulle rive dei fiumi, dei laghi, del mare – al confine dove l’acqua tocca la terra, dove l’asciutto diventa bagnato – com’è possibile piantare in terra un cartello con la scritta “privato”?. In sostanza poneva la domanda delle domande: ma di chi è l’acqua? La risposta logica sarebbe : è di tutti! E’ risorsa, diritto, elemento fondante come l’ aria e come l’aria di difficile conversione in merce. Il suo essere bene indiviso nei secoli di antiche civiltà che fermavano la proprietà sulle rive dei fiumi, non l’ha salvata dall’essere merce quando,  sull’ultima frontiera dell’West, per la prima volta nella storia, chi arrivava alla terra diventava anche padrone dell’acqua purché avesse un fucile per difenderla ( e i nativi d’America erano esclusi dalla gara perchè, partendo in loco, erano troppo avvantaggiati..sic!). E’ così che la possibilità di venderla e comprarla è diventata un’idea che ha fatto proseliti. Eppure l’acqua è un bene pubblico e deve essere garantita a tutti nel rispetto dei vincoli ambientali e al massimo livello di qualità, secondo principi di equità e solidarietà e con criteri di sostenibilità per preservarne la qualità e la disponibilità. Mai come in periodi di siccità e scarsità idrica ci si accorge di quant’importanza abbia l’acqua. L’acqua è un bene che va preservato attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini idrografici, la tutela dei corpi idrici e delle aree di salvaguardia. Va garantita la migliore manutenzione delle reti di distribuzione, combattendo ogni forma di spreco e governando l’uso della risorsa e la sua assegnazione per i diversi usi, con priorità per il consumo umano, garantendo l’obiettivo della sostenibilità attraverso incentivi al risparmio idrico e il rispetto di standard di qualità. E’ così difficile fare le cose seriamente?Se il problema principale diventa il prezzo è difficile non pensare alle conseguenze di svalutazione dell’intera razza umana, dal momento che essa rappresenta il 90% di ogni corpo umano. Dunque, che prezzo dare alla vita? Che valore, più o meno? Pagandola bene, sei bottiglie di acqua minerale? Conveniente,no?  E la scadenza? Se è una merce avrà pure una scadenza, non credete? Ironia a parte, quello dell’acqua è un tema troppo importante e vitale per non pensarci molto seriamente.

 

Marco Travaglini

Disarmo nucleare, la mobilitazione del Consiglio regionale

Sogno impossibile: l’eliminazione dei Paradisi fiscali e del puzzle delle tasse?

Si parla spesso dei guasti del “Villaggio globale”e delle sue contraddizioni e mi ritorna in mente una frase di Indro Montanelli sulla mole spropositata di lavoro dei giapponesi in confronto a quella degli italiani. Di anni ne sono passati molti e i giapponesi lavorano sempre allo stesso modo e, ora come allora, il rimedio è far lavorare meno i giapponesi (lo stesso vale per i cinesi ecc). Un altro guasto che ci dà la globalità è la possibilità di delocalizzare e produrre all’estero in Paesi meno costosi, ma anche altrettanto in Patria senza regole. Su un altro fronte, anche per le tasse vale la stessa cosa, in Belgio così come in Inghilterra e Irlanda, ma anche ad Hong Kong e Singapore e via di seguito, le tasse sono meno opprimenti e chi può vi si sposta. Ciononostante, dai risultati del recente scandalo sui “Paradisi fiscali”, salta fuori che chi deve pagarle, non si accontenta mai e non gli basta pagare meno, ma vuole praticamente azzerarle. Persino la regina di Inghilterra che, di tasse ne paga già con lo sconto, se ne è fatto uno ulteriore ricorrendo ad un Paradiso fiscale ed è così incappata nello scandalo dei “Paradise Papers”. Comunque sia, è in buona compagnia. Tanto per citare alcuni nomi eccellenti: Madonna e Bono, leader degli U2, il co-fondatore di Microsoft, Paul Allen, Noor di Giordania, il finanziere George Soros, Twitter, Facebook, Nike, Adidas e tanti altri. Accomunati tutti dal desiderio di non pagare e per questo nascondendo buona parte delle loro ricchezze nei paradisi fiscali, approfittando di scatole cinesi, del segreto bancario e delle scappatoie offerte dalla legge per evitare di pagare le imposte ricorrendo all’ingegneria finanziaria. Ma assieme all’evasione stavolta emergono anche legami inquietanti, come quelli che collegherebbero Wilbur Ross, segretario al Commercio del presidente Usa Donald Trump, a una società che vede tra i suoi comproprietari il genero del capo del Cremlino, Vladimir Putin. I Paradisi fiscali sono ben 19 e quindi c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma anche gli istituti giuridici per eluderle, come il Trust ( di origine anglosassone ha la finalità di separare dal patrimonio di un soggetto, alcuni beni per il perseguimento di specifici interessi a favore di determinati beneficiari oppure per il raggiungimento di uno scopo determinato). Tale strumento è considerato “legittimo” in virtù della ratifica anche Italia per via della ratifica della Convenzione dell’Aja del 1 luglio 1985, entrata in vigore il 1 gennaio 1992. A questo Istituto, ha fatto ricorso anche il primo ministro canadese Justin Trudeau con il Trust delle isole Cayman. Ma è in buona compagnia,infatti ce n’è un altro intestato all’ex generale Wesley Clark, già comandante supremo della Nato in Europa così come quelli per la gestione dei fondi segreti della multinazionale Glencore, quotata a Londra, nei suoi sforzi per assicurarsi diritti di estrazione nella Repubblica democratica del Congo senza dimenticare le operazioni offshore architettate da due miliardari russi per rilevare quote nei club di calcio della Premier League Arsenal ed Everton. Non entriamo nel merito dell’evasione, ma è iniquo (moralmente) che un’impresa possa spostare la propria sede legale in un altro Paese anche della stessa Unione Europea per pagarne di meno.Se nemmeno nella UE, dove si stabiliscono le misure di commercializzazione delle banane, non si riesce ad avere tassazioni uguali per tutti, figuriamoci che cosa può succedere nei 19 Paradisi fiscali che forse sono anche in numero maggiore!

 

Tommaso Lo Russo

 

 

Il futuro di Torino passa anche da sport ed eventi

STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto

Jimi Muttoni è amministratore delegato del Parco Olimpico. Ha importanti deleghe operative nonostante la giovane età ed una esperienza ventennale nel mondo dei concerti e degli eventi. Il Parco Olimpico è proprietario di quasi tutti i siti sportivi ed alberghieri nella provincia di Torino, costruiti o ristrutturati per la realizzazione delle Olimpiadi invernali del 2006. Spaziando da Pinerolo alla Valle di Susa, fino a Torino.  Insomma, un colosso locale tra sport e tempo libero ed iniziative culturali.  Dopo  regolare appalto la Live Nation in collaborazione con la torinese Set up ha “acquistato ” dalla Fondazione 20 marzo 2006. Jimi arriva da Set up. Ora Parco Olimpico è per 90% privato e 10% pubblico tant’è che il presidente è di indicazione pubblica.

Allora Jimi, ti diverti in questo lavoro?

Francamente mi divertivo più una volta dove la faceva da padrone la parte creativa della mia professione.

Troppa burocrazia?

Proprio così, e le pratiche per arrivate al risultato finale si sono complicate moltissimo.

Ti sta stretta l’attività amministrativa?

Questo no, anzi è stato un salto di qualità  interessante e ringrazio chi mi ha dato fiducia nonostante la giovane età.

Hai 42 anni li porti bene ma, mi scuserai, non sei proprio di primo pelo…

Conosci le realtà imprenditoriali locali, sono restie nel dare fiducia. Proprio per questo, ringraziando quelli che mi hanno dato fiducia io non voglio deluderli.

A proposito di imprese ed economia, sei ottimista o pessimista sul futuro di Torino e dell’Italia?

Forse ti stupirò, ma sono ottimista per Torino e pessimista per la nostra nazione.

Vero. Mi  hai stupito.

Torino è un ottimo laboratorio e quando i vari soggetti fanno squadra ottiene eccellenti risultati…nonostante una concorrenza spietata da parte di altre città. L’ Italia la vedo sempre più attorcigliata su sè stessa.

Avete continui rapporti di lavoro con le istituzioni locali.  Cosa ne pensi di questa giunta pentastellata?

Ho un buon e rapporto con l’assessore Finardi  È molto competente perché arriva dal mondo dello spot.  Del resto non ti saprei dire basandomi solo sulla mia esperienza.

Con i precedenti assessori allo sport non andava bene?

Non dico questo, ma dovevano impratichirsi essendo figli di scelte politiche e non di competenza.

La maggiore soddisfazione?

Diverse, sintetizzabili nell’ essere arrivato a contribuire alle iniziative di questa città. Come ho detto in passato un nuovo Rinascimento culturale .

Dunque soddisfatto?

Si.

Maggiore insoddisfazione, invece?

Appartenere ad una generazione che ha perso valori di appartenenza, nell’ essere eccessivamente individualisti.

 

***

Prima di salutarci lo ringrazio, anche perché mi ha fatto ringiovanire ricordandomi di essere stato, nel 1979, tra gli organizzatori dei concerti con Dalla, De Gregori e Peter Tosh, i primi passi dei grandi concerti.  Jimi chiede: meglio oggi o ieri? Sorrido.  Ora sei tu il Futuro.

Volpiano, riduzione tassa rifiuti con Mr.Pack

 Il calcolo effettuato sugli imballaggi in plastica depositati nel punto di piazza Italia

C’è tempo fino al 31 dicembre per maturare i punti necessari ad ottenere uno sconto sulla TARI grazie alla raccolta degli imballaggi in plastica per uso domestico effettuata nel punto Mr.Pack di piazza Italia. Il regolamento comunale prevede una riduzione della tariffa di 10 euro ogni 1.000 punti raggiunti, fino al massimo di 30 euro; il contribuente che accumula il maggior numero di punti ha diritto all’esenzione della TARI per l’anno di competenza. Il beneficio è subordinato alla presentazione della richiesta all’ufficio del Consorzio di Bacino 16 in via Trento 135 (Volpiano Palace). I punti vengono calcolati in proporzione all’anidride carbonica non emessa in atmosfera grazie al riciclo dei rifiuti; in linea di massima, ogni imballo vale 300 grammi di CO2, pari a 3 punti. La verifica dei punti raggiunti può essere fatta direttamente sul display di Mr.Pack. «Questo incentivo – sottolinea l’assessore all’Ecologia Andrea Cisotto – è importante sia per il risultato concreto, in termini di risparmio sulla Tari, per i cittadini, sia soprattutto per aiutare a comprendere l’importanza di una corretta raccolta differenziata, per non sprecare le risorse naturali e vivere in un mondo più sano».

A Marchionne 43 milioni di euro in azioni Fiat Chrysler

Al consigliere delegato di Fca, Sergio Marchionne, sono state assegnate 2.795.500 azioni di Fiat Chrysler, per un controvalore circa 43,75 milioni di euro. Le azioni gli sono state date grazie ai risultati di bilancio 2016, rispondenti ai target del piano industriale 2014-2018 per l’assegnazione delle performance shares. Ora il controvalore dei pacchetti azionari di Marchionne in Fca, Ferrari e Cnh va oltre  il mezzo miliardo di euro.

 

(foto: il Torinese)

Carità e media

 All’incontro volontari e giornalisti in collegamento con colleghi di Roma, Napoli e Milano


I rapporti tra il mondo della comunicazione e quello che opera a favore dei poveri oggi. Un tema delicato e di sempre maggiore attualità, sul quale si terrà una tavola rotonda promossa dalla Società San Vincenzo de Paoli, dal titolo “Carità e media”, in programma sabato 11 novembre prossimo, al Centro Congresso dell’ Unione Industriale di Torino. L’evento coincide con il 400esimo anno della fondazione del Carisma vincenziano e del ventesimo della beatificazione di Federico Ozanam. Sarà una preziosa occasione di confronto tra giornalisti, operatori dei media e volontari presenti nelle sedi di Torino, Milano, Roma e Napoli, che saranno in collegamento tra loro tramite un sistema di videoconferenza, che permetterà al pubblico e ai relatori di interagire indipendentemente dal loro luogo di provenienza. L’incontro sarà moderato dai giornalisti televisivi Alessandra Ferraro dela Rai e Cesare Davide Cavoni di TV2000. Vi prenderanno parte molte voci del mondo del giornalismo torinese e non, tra cui il giornalista Alberto Chiara, il direttore della testata del Tgr della Rai Vincenzo Morgante, quello di Avvenire Marco Tarquinio, il vaticanista de la Stampa, Andrea Tornielli, che si interrogheranno sul futuro del volontariato in un Paese che, come l’Italia, è destinato a invecchiare, e in cui aumenta sempre più l’età pensionabile, rendendo, così, sempre più difficile il reperimento di nuovi volontari che affianchino le associazioni. In questo contesto la comunicazione può diventare un ottimo veicolo per far conoscere i valori dell’associazione, raggiungere le persone che ne sono interessate e reperire nuove risorse per progetti futuri. Nel corso del convegno sarà anche possibile rivolgere domand agli esperti, presso il Centro Congressi dell’ Unione Industriale, in via Vincenzo Vela 17, dalle 15 alle 18 di sabato 11 novembre prossimo. L’ingresso è libero, ma essendo previsto un grande afflusso di pubblico, consigliamo di registrarsi via mail con nome, cognome e recapito telefonico scrivendo alla mail: caritaemedia@libero.it 

Mara Martellotta

 

 

Un Gran Tour dedicato a creatività e industria

Prenotazioni obbligatorie su www.abbonamentomusei.it, al numero verde 800329329 e presso Infopiemonte – Torino Cultura

L’edizione 2017 di Gran Tour si conclude con il tema “Creatività, Industria, Artigianato e Design” proposto quest’anno a partire dal riconoscimento di Torino come “Città Creativa UNESCO per il Design”. Gli itinerari proposti a Torino offrono l’opportunità di fare un viaggio nella “città che cambia” con percorsi che mettono al centro il patrimonio storico esistente e le numerose riqualificazioni in atto nel capoluogo piemontese. Il programma prevede originali passeggiate nei quartieri di Torino, tra passato e futuro, evidenziandone la trasformazione come nelle zone di Borgo Aurora – con opere come la “Nuvola” dell’azienda Lavazza-, il parco Dora sulla Spina3, i Quartieri Militari, la zona intorno alla stazione di Porta Susa e la straordinaria riqualificazione degli spazi delle OGR Officine Grandi Riparazioni che hanno recentemente riaperto al pubblico. Nel territorio regionale si avrà inoltre occasione di conoscere esempi di artigianalità e industrie d’eccellenza, capaci di coniugare tradizione e innovazione, oltre a esempi significativi di ri-uso di spazi produttivi e di archeologia industriale. Tra i percorsi proposti sono previsti un viaggio nella storia tessile del biellese, un originale itinerario dedicato alle testimonianze dello stile Liberty nella città di Asti, la visita all’azienda Borsalino di Alessandria e la scoperta di Carignano e Virle Piemonte, tra barocco e contemporaneo. Infine, la Regione Piemonte – Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport propone, per la prima volta nell’ambito di Gran Tour, uno speciale percorso del progetto BiblioTour Piemonte costituito da itinerari destinati a valorizzare  le biblioteche piemontesi o i luoghi d’importanti scrittori legati al territorio regionale. Il primo appuntamento previsto coinvolgerà la Biblioteca dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, all’interno di  un percorso che condurrà alla scoperta del rapporto millenario fra territorio, cibo ed enologia a Bra, nel cuore del Cuneese. Come sempre chi possiede l’Abbonamento Musei Torino Piemonte può aderire a tutti i percorsi usufruendo di una tariffa scontata, oltre ad accedere liberamente ai musei aderenti visitati in alcuni itinerari.

 

Ambiente, ricerca del Poli contro il rischio cancro

Uno studio del Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture pubblicato sulla prestigiosa rivista “Scientific Reports” del gruppo “Nature”

 

 Riuscire a rimuovere contaminanti cancerogeni dalle acque sotterranee mediante l’iniezione controllata di nanoparticelle di ferro in falda. Questo è il risultato raggiunto dal gruppo di ricerca di Ingegneria degli Acquiferi del Politecnico di Torino (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture – DIATI), guidato dal prof. Rajandrea Sethi. La ricerca, svolta nell’ambito del progetto europeo “Reground” (Programma quadro Horizon 2020), è stata pubblicata in questi giorni su Scientific Reports – prestigiosa rivista del gruppo Nature – tra i gruppi editoriali di maggior spicco nell’ambito della comunità scientifica internazionale. Le acque sotterranee rappresentano una delle risorse idriche più importanti, per qualità ed abbondanza: costituiscono circa il 30% delle acque dolci sfruttabili dall’uomo, mentre il restante 68% si trova accumulato nei ghiacciai e soltanto il 2% è disponibile in corpi idrici superficiali. La bonifica ed il ripristino ambientale dei sistemi acquiferi contaminati rappresenta quindi un tema di grande interesse ed attualità. Il team di ricercatori del Politecnico di Torino, composto da Carlo BiancoJanis PatiñoTiziana Tosco e Alberto Tiraferri, coordinati dal Prof. Rajandrea Sethi, svolge da anni ricerca di frontiera nell’ambito delle nanotecnologie applicate alla bonifica di falde inquinate, la cosiddetta Nanoremediation. Quest’ultima rappresenta uno degli approcci più innovativi ed avanzati oggi disponibili per la rimozione di contaminanti tossici e cancerogeni, quali solventi clorurati e metalli pesanti. Le nanoparticelle, grazie alla loro ridotta dimensione, vengono iniettate nel sottosuolo in corrispondenza dell’area contaminata, dove generano una “zona reattiva” in grado di rimuovere gli inquinanti dall’acqua di falda in tempi ridotti e con un’efficacia superiore rispetto agli approcci tradizionali. Se la reattività delle nanoparticelle nella rimozione dei contaminanti è comprovata, il controllo della fase di iniezione e quindi la formazione della zona reattiva rappresentano ancora uno degli aspetti critici e dei principali fattori limitanti nell’applicazione di questa tecnologia su vasta scala. In molti casi non è possibile controllare in modo efficace se e dove le particelle si depositeranno: una mobilità troppo limitata non consente una buona distribuzione delle nanoparticelle all’interno della zona reattiva, una mobilità eccessiva causa una perdita anche significativa di materiale, che si disperde nel sottosuolo senza venire a contatto con gli inquinanti. Lo studio pubblicato su Scientific Reports, dal titolo “Controlled Deposition of Particles in Porous Media for Effective Aquifer Nanoremediation”, presenta una strategia di iniezione innovativa capace di superare questo limite, consentendo pertanto di migliorare notevolmente il processo di Nanoremediation. “L’approccio che proponiamo – spiega Carlo Bianco – sfrutta l’iniezione sequenziale e modulata di una sospensione stabile di nanoparticelle e di un agente destabilizzante, che induce una migrazione ottimale delle nanoparticelle in falda e successivamente una deposizione controllata nella zona desiderata”. Un modello matematico, sviluppato dai ricercatori, supporta la progettazione delle fasi di iniezione, consentendo di adattare la procedura all’applicazione specifica. L’approccio è stato applicato con successo a scala di laboratorio per ottenere la deposizione controllata di nanoparticelle di ossido di ferro, materiale innovativo sviluppato nell’ambito del progetto europeo “REGROUND” per la bonifica di acquiferi contaminati da metalli pesanti. Il metodo proposto rappresenta un importante passo in avanti nel campo della Nanoremediation, in quanto, per la prima volta, è stato possibile controllare la distribuzione spaziale di nanoparticelle in mezzi porosi. Se applicato su scala reale, il metodo sviluppato permetterebbe una distribuzione controllata delle nanoparticelle in prossimità della zona contaminata, limitando la perdita di materiale reattivo con conseguente riduzione dei costi totali di bonifica e con un aumento dell’efficacia dell’intervento.

“Il Dialogo-Al Hiwar”. Ecco il nuovo numero

Focus su Arabia Saudita e le petromonarchie del Golfo Persico. La Turchia a un anno e mezzo dal fallito golpe in Turchia contro Erdogan, tra repressione e proteste internazionali. Il punto sul jihadismo nei Paesi musulmani e in Occidente. Che ne sarà del Kurdistan iracheno dopo il referendum di settembre, la ripresa di Kirkuk da parte dell’esercito iracheno e la fine del sogno dell’indipendentismo curdo. Sono questi alcuni degli argomenti trattati nel nuovo numero della rivista “Il Dialogo-Al Hiwar” del Centro Federico Peirone specializzato nello studio dei Paesi arabo-musulmani e sulla realtà plurale e complessa del mondo islamico allo scopo di favorire una proficua integrazione dei musulmani nella società italiana e di condividere con i lettori le iniziative di dialogo cristiano islamico in atto. Ampio spazio viene dedicato nella rivista alle nuove e timide riforme che avanzano in Arabia Saudita promosse dal giovane principe ed erede al trono dei Saud, Mohammed Bin Salman, figlio dell’anziano re Salman. Il Centro Federico Peirone è un organismo della Diocesi di Torino e ha sede in via Mercanti 10 a Torino. Fondato nel 1995 è dedicato alla figura di padre Federico Peirone, missionario della Consolata, docente di lingua araba e del pensiero islamico all’Università di Torino, antesignano del dialogo islamo-cristiano. É possibile abbonarsi alla rivista o acquistare i singoli numeri presso la sede del Centro Peirone.