Biraghi Spa, la più importante azienda di trasformazione casearia del Piemonte e realtà imprenditoriale di eccellenza del territorio, annuncia di aver concluso l’accordo per l’affitto dei locali di Piazza San Carlo occupati in passato dallo storico negozio Paissa e di aver provveduto oggi alla copertura delle vetrine con un apposito steccato, che nel design riproduce quello che fino a ieri era l’allestimento visibile dai passanti e che avrà la funzione di protezione del cantiere destinato a prendere l’avvio nelle prossime settimane.

Nei locali della centralissima piazza che viene comunemente definita “il salotto della città” Biraghi Spa ha in progetto la realizzazione di uno store che coniugando tradizione e contemporaneità offra ai cittadini e ai turisti, sempre più numerosi nel capoluogo piemontese, la possibilità di conoscere e acquistare – oltre alle produzioni “premium” dell’azienda di Cavallermaggiore, dal pregiato gorgonzola Dop al cremoso burro di panna fresca di centrifuga – una ampia selezione di prodotti di eccellenza della regione, di tipologia e ambito gastronomico estremamente vario. L’impegno di Biraghi Spa in questa iniziativa testimonia il forte legame dell’azienda con il territorio e la volontà di valorizzare e promuovere presso un pubblico sempre più ampio di consumatori le produzioni di qualità del territorio.
A proposito di Biraghi…
Biraghi, garanzia di bontà e di qualità non solo in Italia ma a livello internazionale, sostiene da sempre la filiera di produzione italiana e si distingue nel proprio settore di riferimento grazie alla capacità di coniugare l’esperienza nella tradizione casearia con le più moderne tecniche di produzione. Biraghi raccoglie e lavora circa 425.000 litri di latte al giorno, per un totale di 155 milioni di litri l’anno. Negli stabilimenti di Cavallermaggiore avvengono tutti i processi di raccolta e lavorazione del latte, producendo formaggi e prodotti lattiero caseari senza conservanti: circa 310.000 forme di Gran Biraghi l’anno e circa 200.000 forme di Gorgonzola D.O.P., oltre a Ricotta e Burro.
In attesa dell’approvazione del Bilancio di previsione 2018-2020, ogni mese gli uffici regionali potranno garantire la propria operatività spendendo in dodicesimi quanto stabilito nel previsionale incardinato in prima Commissione
dei tempi di discussione dei documenti di bilancio venga meno la funzione programmatoria dell’Assemblea, lasciando campo totalmente libero alla Giunta.
Nei giorni scorsi è fallita la Borsalino. Una azienda simbolo del 
Ė passato in giunta il Piano triennale degli interventi per contrastare la violenza di genere, in attuazione della legge 4/2016, per il quale lunedì scorso è stato espresso nella IV Commissione del Consiglio regionale del Piemonte parere favorevole all’unanimità:
Panettoni e pandori artigianali made in Piemonte, la produzione supera di oltre il 20% quella del 2016.
L COMMENTO
lusso, quali gli stranieri Kering o Richemont. Come a Milano, dove la Fondazione Cologni con la ginevrina Fondazione Michelangelo ha progettato di realizzare nel 2018 all’ Isola di San Giorgio a Venezia, nel contesto della prossima Biennale di Architettura, una grande nostra intitolata Homo Faber, interamente incentrata sui mestieri d’arte. Ma sempre a Milano, e sempre nel 2018, l’Amministrazione Comunale ha programmato a Palazzo Reale l’allestimento di un’esposizione intitolata Luxus, curata da Stefano Zecchi, che discende da quella omonima allestita quest’anno ai Giardini a Venezia nell’ambito della scorsa Biennale d’Arte, la cui concezione non riguarda tanto il denaro o il mercato quanto l’affermazione della bellezza come principio essenziale, estetico ed etico, della nostra cultura e delle nostre arti applicate. Torino e il Piemonte non possono stare a guardare, magari attendendo la cessata produzione di un’altra loro storica industria iconica: diciamo la Lancia, tanto per tirare a indovinare…
Le feste di Natale fanno registrare un aumento delle spese in prodotti alimentari per un totale stimato in 14,6 miliardi di euro a livello nazionale
embra incredibile, ma il momento del maggior successo del Salone del Libro di Torino coincide con la sua maggior crisi. Quando uno dei componenti del consiglio di amministrazione ci manifestò le sue preoccupazione a Cheese ne rimanemmo sconcertati e stupefatti. Possiamo però dire che la notizia ci sorprese?
Torino che dovrà competere non con l’omologo Salone di Milano, ma anche con una città che proporrà anche la rinnovata “Print4you“. In altre parole: due Saloni in uno.
Intanto la pianificazione della 31a edizione del Salone è alle porte e prevedere come andrà a finire senza rallentamenti l’attività organizzativa, sarà impresa ardua. A tal fine, la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura ha siglato un Protocollo d’Intesa assieme alla Fondazione Circolo dei lettori e alla Fondazione Cultura Torino, che prevede il distacco funzionale del personale della Fondazione per il Libro presso le altre due fondazioni culturali.
utilizzare, il “rinascimento ” del nuovo Salone del Libro ce lo auguriamo tutti. Nella cabina di regia, presieduta da Massimo Bray, i vertici di Fondazione per il Libro Mario Montalcini, Michele Petrelli e Nicola Lagioia; per il Circolo dei lettori Luca Beatrice e Maurizia Rebola; per la Fondazione Cultura Torino Angela La Rotella e per l’ Associazione Editori Amici del Salone Gaspare Bona e Isabella Ferretti).
valuta la capacità dei loro siti web di rispondere alle esigenze dei clienti. Con il nuovo sito di internet banking,Intesa Sanpaolo non solo ha ottenuto uno score di 86/100, piazzandosi al terzo posto sulle tredici banche prese in considerazione quest’anno da Forrester, ma è anche la banca che più ha migliorato la propria
posizione rispetto alla precedente edizione del report, crescendo di ben 30 punti. Un progresso che avvalora la strategia messa a punto da Intesa Sanpaolo per innovare l’esperienza multicanale dei clienti e sviluppare una serie di funzioni necessarie alla gestione della “banca di tutti i giorni”, nel quadro di una profonda trasformazione digitale del business che ha coinvolto processi, piattaforme e servizi.
Nonostante sia uno dei primi musei in Italia per numero di visitatori, al Museo del Cinema dall’inizio di dicembre i sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione dei 77 dipendenti