Due parti di idrogeno e una di ossigeno per dire “acqua”, in un pianeta che è fatto d’acqua per il 70%. Marco Paolini, in un suo monologo si chiedeva: “ Sulle rive dei fiumi, dei laghi, del mare – al confine dove l’acqua tocca la terra, dove l’asciutto diventa bagnato – com’è possibile piantare in terra un cartello con la scritta “privato”? “. In sostanza poneva la domanda delle domande: ma di chi è l’acqua? La risposta logica sarebbe : è di tutti! E’ risorsa, diritto, elemento fondante come l’ aria e come l’aria di difficile conversione in merce. Il suo essere bene indiviso nei secoli di antiche civiltà che fermavano la proprietà sulle rive dei fiumi, non l’ha salvata dall’essere merce quando, sull’ultima frontiera dell’West, per la prima
volta nella storia, chi arrivava alla terra diventava anche padrone dell’acqua purché avesse un fucile per difenderla ( e i nativi d’America erano esclusi dalla gara perchè, partendo in loco, erano troppo avvantaggiati..sic!). E’ così che la possibilità di venderla e comprarla è diventata un’idea che ha fatto proseliti. Eppure l’acqua è un bene pubblico e deve essere garantita a tutti nel rispetto dei vincoli ambientali e al massimo livello di qualità, secondo principi di equità e solidarietà e con criteri di sostenibilità per preservarne la qualità e la disponibilità. Mai come in periodi di siccità e scarsità idrica ci si accorge di quant’importanza abbia l’acqua. L’acqua è un bene che va preservato attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini idrografici, la tutela dei corpi idrici e delle aree di salvaguardia. Va garantita la migliore manutenzione delle reti di distribuzione, combattendo ogni forma di spreco e governando l’uso della risorsa e la sua assegnazione per i diversi usi, con priorità per il consumo umano, garantendo l’obiettivo della sostenibilità attraverso incentivi al risparmio idrico e il rispetto di standard di qualità. E’ così difficile fare le cose seriamente?Se il problema principale diventa il prezzo è difficile non pensare alle conseguenze di svalutazione dell’intera razza umana, dal momento che essa rappresenta il 90% di ogni corpo umano. Dunque, che prezzo dare alla vita? Che valore, più o meno? Pagandola bene, sei bottiglie di acqua minerale? Conveniente,no? E la scadenza? Se è una merce avrà pure una scadenza, non credete? Ironia a parte, quello dell’acqua è un tema troppo importante e vitale per non pensarci molto seriamente.
Marco Travaglini
Si parla spesso dei guasti del “Villaggio globale”e delle sue contraddizioni e mi ritorna in mente una frase di Indro Montanelli sulla mole spropositata di lavoro dei giapponesi in confronto a quella degli italiani
professione.
Ho un buon e rapporto con l’assessore Finardi È molto competente perché arriva dal mondo dello spot. Del resto non ti saprei dire basandomi solo sulla mia esperienza.
appartenenza, nell’ essere eccessivamente individualisti.


torinese e non, tra cui il giornalista Alberto Chiara, il direttore della testata del Tgr della Rai Vincenzo Morgante, quello di Avvenire Marco Tarquinio, il vaticanista de la Stampa, Andrea Tornielli, che si interrogheranno sul futuro del volontariato in un Paese che, come l’Italia, è destinato a invecchiare, e in cui aumenta sempre più l’età pensionabile, rendendo, così, sempre più difficile il reperimento di nuovi volontari che affianchino le associazioni. In questo contesto la comunicazione può diventare un ottimo veicolo per far conoscere i valori dell’associazione, raggiungere le persone che ne sono interessate e reperire nuove risorse per progetti futuri. Nel corso del convegno sarà anche possibile rivolgere domand agli esperti, presso il Centro Congressi dell’ Unione Industriale, in via Vincenzo Vela 17, dalle 15 alle 18 di sabato 11 novembre prossimo. L’ingresso è libero, ma essendo previsto un grande afflusso di pubblico, consigliamo di registrarsi via mail con nome, cognome e recapito telefonico scrivendo alla mail: caritaemedia@libero.it 

specializzato nello studio dei Paesi arabo-musulmani e sulla realtà plurale e complessa del mondo islamico allo scopo di favorire una proficua integrazione dei musulmani nella società italiana e di condividere con i lettori le iniziative di dialogo cristiano islamico in atto. Ampio spazio viene dedicato nella rivista alle nuove e timide riforme che avanzano in Arabia Saudita promosse dal giovane principe ed erede al trono dei Saud, Mohammed Bin Salman, figlio dell’anziano re Salman. Il Centro Federico Peirone è un organismo della Diocesi di Torino e ha sede in via Mercanti 10 a Torino. Fondato nel 1995 è dedicato alla figura di padre Federico Peirone, missionario della Consolata, docente di lingua araba e del pensiero islamico all’Università di Torino, antesignano del dialogo islamo-cristiano. É possibile abbonarsi alla rivista o acquistare i singoli numeri presso la sede del Centro Peirone.