All’assemblea ordinaria di Finpiemonte del 30 maggio, la Regione chiederà che la Finanziaria regionale rinunci al ruolo di intermediario finanziario. Questo in sintesi il contenuto della proposta di atto deliberativo della Giunta regionale presentato in prima Commissione dalla Giunta regionale, necessario per fornire gli indirizzi al rappresentante regionale. In sostanza verrà chiesta la cancellazione dall’albo degli intermediari finanziari previsto dal Testo unico bancario. Come emerso dalla breve discussione e dagli interventi dei rappresentanti dell’Esecutivo, si tratta di un ripensamento del ruolo di Finpiemonte rispetto alla visione originaria di riorganizzazione societaria intrapresa due anni fa.Successivamente in congiunta con la terza Commissione è proseguito l’esame del disegno di legge 258 “Promozione della cittadinanza”: sono stati approvati gli articoli 9, 10, 11 e 11 bis. Tra queste disposizioni ce ne una che promuove i corsi di formazione per tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati. Un’altra, invece, istituisce una Conferenza regionale triennale sull’immigrazione.
Piazza vittime dello stadio Heysel
L
a piazzetta compresa tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino, nei pressi della biblioteca civica “Italo Calvino” (Circoscrizione 7), da questa mattina è intitolata alle Vittime dello stadio Heysel. Durante la cerimonia, nella quale sono intervenuti il presidente del Consiglio Comunale, Fabio Versaci, il presidente della Circoscrizione, Luca Deri, il dirigente della Juventus, Gianluca Pessotto, il presidente dell’Associazione dei famigliari vittime dell’Heysel, Andrea Lorentini e la presidente del Comitato di Reggio Emilia “Per non dimenticare Heysel”, è stata ricordata la tragedia avvenuta 33 anni fa, durante la quale morirono 39 persone, prima della finale di Coppa dei Campioni, Juventus Liverpool. Versaci ha sottolineato l’importanza del ricordo e delle immagini di quella sera come testimonianza “della partita della morte”, di “una partita di calcio che diventa
teatro di morte”. Sono il ricordo, ha evidenziato, che viene troppo spesso infangato da cori e striscioni negli stadi. Pessotto ha rimarcato come ci sia ancora poco rispetto per questa tragedia “che non appartiene a nessuna tifoseria, una tragedia italiana ed europea, troppo spesso messa da parte e dimenticata”. Dopo lo scoprimento della targa, alla quale ha preso parte anche la sindaca Chiara Appendino, è stata inaugurata la mostra “Per non dimenticare Heysel”, di Massimo Tadolini che sarà visitabile nei seguenti giorni e orari: lunedì 15.00/19.45 – martedì e mercoledì h. 14.00/19,45 – da giovedì a sabato dalle 8.15/14.00
Giovani e cittadinanza attiva
Con le iniziative “Y.L.A. Young Leader in Action” e “Startyouthup, giovani in movimento”

Il Comune di Volpiano ha approvato il progetto «Y.L.A. Young Leader in Action», rivolto ai giovani e sviluppato in collaborazione con il Comune di Settimo Torinese, per la «promozione della cittadinanza attiva» attraverso la «partecipazione alla vita e allo sviluppo della comunità territoriale» e la «responsabilizzazione dell’autonomia». Il progetto prevede, tra l’altro, alcune attività presso il centro Club House di Volpiano, con laboratori di teatro ed eventi sul territorio gestiti insieme all’associazione culturale Toto e all’Informagiovani. L’iniziativa è finanziata dalla Regione Piemonte nell’ambito del bando per il sostegno alle attività dei centri di aggregazione giovanile. La giunta comunale ha inoltre approvato il progetto «Startyouthup, giovani in movimento», proposto da Re.Te Ong con l’adesione dell’Unione Net e finanziato dalla Compagnia di San Paolo, che si pone l’obiettivo di rafforzare capacità, competenze e spirito critico nei ragazzi tra 14 e 25 anni, favorendo inoltre «processi di inclusione, integrazione e scambio intergenerazionale, esaltando i principi di uguaglianza e contrastando ogni forma di violenza e discriminazione». Il progetto ha durata triennale, dal 2018 al 2020, e prevede numerose attività come percorsi di orientamento scolastico e lavorativo, corsi di informatica e lingue straniere, laboratori artistici e creativi, gestione di un blog, seminari su bullismo e cyberbullismo; a Volpiano il supporto organizzativo viene fornito attraverso l’Informagiovani.
EndeavorX arriva in Italia
Si è tenuto nei giorni scorsi il primo Selection Day del percorso promosso dalla Fondazione CRT

Con il primo Selection Day alle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino, è approdato mercoledì 23 maggio in Italia EndeavorX: il programma lanciato da Endeavor Italia, in partnership con Fondazione CRT, per gli imprenditori che dimostrano di avere il potenziale per essere parte della rete internazionale di Endeavor e giocare un ruolo di primo piano nell’ecosistema imprenditoriale locale.
Già introdotto con successo in altri Paesi, tra cui Brasile e Grecia, il percorso si rivolge agli imprenditori le cui aziende non hanno ancora raggiunto le dimensioni necessarie per superare il rigoroso processo di selezione del network internazionale (e.g. fatturato annuale tra i 500.000 e 1 milione di euro).Un panel composto da mentor della rete di Endeavor ha selezionato oggi i 6 partecipanti a EndeavorX tra i 12 candidati precedentemente identificati dal team di Endeavor Italia con il supporto di B Heroes ed EY.
Gli imprenditori scelti avranno l’opportunità di intraprendere un percorso di mentorship
personalizzata di sei mesi, partecipare a eventi di networking con top business leader internazionali, accedere al capitale tramite la rete di investitori che collaborano con Endeavor. Obiettivo finale del programma: accelerare la crescita degli imprenditori e della loro azienda, e renderli pronti per affrontare gli ulteriori step di selezione previsti dal modello Endeavor, fino all’International Selection Panel (ISP), la valutazione finale della loro candidatura a entrare nel network da parte di un panel internazionale di venture capitalist e imprenditori di successo.
“Scopo di Endeavor è promuovere la crescita economica di lungo periodo attraverso la selezione, il mentoring e l’accelerazione di imprenditori ad alto potenziale”, spiega Raffaele Mauro, Managing Director di Endeavor Italia. “Con EndeavorX abbiamo l’opportunità di farlo anche con imprenditori provenienti da realtà più piccole ma dalle grandi potenzialità, capaci e intenzionati a migliorare, per accompagnarli verso un modello di sviluppo positivo e fruttuoso non soltanto per loro stessi ma anche per tutta l’economia italiana e internazionale”.
“Insieme a Endeavor lanciamo la prima iniziativa legata allo sviluppo dell’imprenditoria ad alto potenziale presso le OGR”, afferma Massimo Lapucci, Direttore Generale OGR e Segretario Generale della Fondazione CRT. “Insieme ad altri partner, tra cui anche acceleratori d’impresa internazionali, vogliamo creare un ‘ecosistema tech’ e posizionare sulla mappa Torino come luogo ideale per le startup e la ricerca e come centro di connessione tra talenti e capitali”.
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About Endeavor Italia
Endeavor Italia nasce nel 2016 grazie a una rete locale di donatori e fa parte di Endeavor Global, l’organizzazione non-profit che dal 1997 supporta imprenditori ad “alto potenziale” nell’accesso a talento, mercati e capitali su scala globale attraverso il proprio network. Ad oggi Endeavor ha selezionato oltre 1.658 imprenditori in 30 paesi che hanno generato 700.000 posti di lavoro per un fatturato complessivo, nel solo 2016, di 10 miliardi di dollari.
Per informazioni: www.endeavoritaly.org
“Credete nei vostri sogni: realizzarli è possibile e si può arrivare molto in alto!”. Lo ha detto Arturo Brachetti il 23 maggio, alla cerimonia di assegnazione dei Premi “Studia e Lavora” e “Lavoro dignitoso” promossi da Sicurezza e Lavoro nell’ambito del Campionato del Cappuccino, organizzato da Engim Piemonte e ospitato nel Teatro Le Musichall di cui Brachetti è direttore artistico.
Proprio su quel palco – ha spiegato l’artista – a 16 anni ha cominciato “da sfigato” a fare i primi giochi di prestigio, per poi arrivare a girare per tutto il globo, diventando il miglior trasformista del mondo! Prima però ha dovuto fare molta gavetta, studiare e perfezionarsi continuamente. A lui stesso, prima di diventare un affermato professionista, è capitato di fare i cappuccini mentre lavorava come portiere d’albergo.Sono stati due i riconoscimenti assegnati per celebrare la quinta edizione del Premio “Studia e Lavora” a giovani che, con passione e determinazione, hanno affrontato un percorso formativo e hanno poi trovato una buona occupazione. A Cristhian Herrera, ex allievo Engim e ora stimato professionista, è stata consegnato un piatto artistico realizzato da Artecopia per Sicurezza e Lavoro e consegnato da Arturo Brachetti e da Laura Polito, avvocato di Sicurezza e Lavoro. A Roberto Longo – in video collegamento da New York dove vive e lavora nel ristorante coreano Jungsik (2 stelle Michelin) – la targa del Premio, con la seguente motivazione: “Giovane professionista appassionato del proprio lavoro, dopo una breve esperienza nel settore odontotecnico e un primo approccio al mondo della ristorazione, ha capito che il suo futuro era nelle sale di ristoranti e alberghi. Conseguita la qualifica professionale di operatore servizi ristorativi sala e bar, ha lavorato in numerosi locali in Italia e all’estero, sino ad arrivare a un prestigioso impiego come sommelier a New York. Cercando sempre nuove esperienze e aggiornando la propria formazione, ha imparato una mentalità lavorativa vincente confrontandosi con i migliori professionisti del settore”.

“Siamo orgogliosi di essere in questo splendido teatro, finalmente riaperto al pubblico – ha dichiarato Laura Polito – per consegnare i Premi Studia e Lavora e Lavoro dignitoso insieme ad Arturo Brachetti, alle Istituzioni e naturalmente all’Engim Piemonte. Motivare i giovani a intraprendere un serio percorso professionale e ad aggiornarsi continuamente è un impegno che portiamo avanti da anni. Crediamo che proprio l’esempio di storie di successo di giovani lavoratori e lavoratrici e di aziende virtuose che investono su di loro – come quelle dei vincitori di quest’anno e delle scorse edizioni – possano stimolare ragazze e ragazzi nell’affrontare con speranza e determinazione le sfide del mondo del lavoro”.È stata quindi assegnata la seconda edizione del Premio “Lavoro dignitoso” a Turin Palace Hotel srl, rappresentata da Matteo Marzot, accompagnato dalla dipendente Lamia Lamanna. Hanno consegnato la targa Arturo Brachetti, Gianna Pentenero, assessora Istruzione, Lavoro e Formazione professionale Regione Piemonte, e Marco Muzzarelli, responsabile del Campionato del Cappuccino e direttore Engim Piemonte Artigianelli. Questa la motivazione: “Per l’attenzione e la responsabilità nella gestione delle risorse umane, in particolare dei giovani. L’azienda ha formato e valorizzato nel tempo giovani lavoratori e lavoratrici, anche attraverso percorsi di alternanza scuola/lavoro, scegliendo di investire su giovani torinesi motivati ed entusiasti per rilanciare una prestigiosa struttura alberghiera”.“Il Campionato del Cappuccino e il Premio Studia e Lavora valorizzano la professionalità – ha dichiarato l’assessora Gianna Pentenero – e servono a dimostrare le proprie capacità. Un’occasione importante per verificare le competenze e le capacità che ragazze e ragazzi hanno potuto acquisire durante il proprio percorso formativo. Il fatto che venga premiata anche un’azienda per il ‘Lavoro dignitoso’ testimonia inoltre l’attenzione che il mondo imprenditoriale piemontese dedica alla formazione e alle opportunità occupazionali rivolte ai giovani”.“A Le Musichall è stato messo in scena il valore dei giovani – ha detto Marco Muzzarelli, direttore Engim Piemonte Artigianelli – un buon auspicio per chi vuole costruirsi una professione e diventare protagonista del proprio futuro, come è accaduto ai vincitori del Premio Studia e Lavora”.
Open Day IVG al Sant’Anna
Giovedì 24 maggio per la prima volta in Italia si terrà un OPEN DAY per presentare le modalità di accesso e di funzionamento del servizio di IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza), dalle ore 17,30 alle ore 19,30 presso l’Aula Dellepiane dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino (via Ventimiglia 3), che da quarant’anni garantisce l’applicazione della legge 194/78 a Torino ed in Piemonte. Nel 2016 si è rivolto al Sant’Anna il 47% delle donne che hanno praticato una IVG in Piemonte. La percentuale diventa del 76% per la provincia di Torino e sale all’87% per la città di Torino. Nel 2016 il Sant’Anna ha praticato il 3,74 degli aborti in Italia e il 5,7% degli aborti dopo il 90° giorno (ITG). Nel 2017 sono state eseguite 2811 IVG fino a 90 giorni e 254 dopo i 90 giorni. La RU486 è stata utilizzata in oltre il 50% dei casi. La percentuale di aborti medici in day hospital ha raggiunto il 47,5%. Gli aborti chirurgici in Day Hospital sono stati il 52,5%. Attualmente i ginecologi del Sant’Anna sono 83, 51 (61,4%) “obiettori” e 32 (38,5%) “non obiettori di coscienza”, dei quali 24 attivamente coinvolti nell’esecuzione degli interventi e nei turni di servizio.
Lavorare oggi
I cambiamenti del mondo del lavoro investono oggi innumerevoli campi: dalla tecnologia all’organizzazione della produzione, dalla salute ai sistemi di protezione sociale, dalle disuguaglianze sociali alla mobilità delle persone e ai fenomeni migratori, dalla formazione al ruolo delle donne nella società. Per indagare questi cambiamenti, Ismel – Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali, ha organizzato, fino al 25 maggio, “lavoro_innovazione. La Settimana del lavoro”. Un ciclo di conferenze, incontri, visite ad imprese, eventi artistici sul tema delle traiettorie tecnologiche, organizzazione e lavoro che ha preso il via lunedì 21 maggio a Palazzo Lascaris. “Il lavoro, con la casa, è l’elemento fondamentale del diritto di cittadinanza. Per questo i padri costituenti scelsero di citarlo esplicitamente nel primo articolo della Costituzione – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Nino Boeti durante i saluti – lavoro e innovazione stanno insieme e rappresentano un pilastro della nostra civiltà. Il nostro paese continua ad avere gli strumenti per essere leader nella manifattura avanzata e per dare risposte ai ragazzi preparati che oggi cercano posti di lavoro altrove. Abbiamo bisogno di un paese semplice, con una PA che facilita e una giustizia che garantisce”. La giornata è stata introdotta da Giovanni Ferrero, presidente Ismel, e moderata dal giornalista economico di Repubblica, Paolo Griseri. In apertura del ciclo dedicato a Luciano Gallino, di cui verranno letti dei testi all’inizio di ogni sessione, una lectio di Aldo Geuna (Università di Torino) su intelligenza artificiale e robot, e di Mario Calderini (Politecnico di Milano) su innovazione sociale e finanza. Nel pomeriggio sono entrate invece nella discussione le parti sociali in un seminario presieduto da Tiziano Treu (Cnel) dal tema ‘Politiche di sviluppo e lavoro. Quale ruolo delle parti sociali?’ che vede la partecipazione di Franco Martini (Segretario Nazionale Cgil), Luigi Sbarra (Segretario Generale Cisl), Guglielmo Loi (Segretario Nazionale UIL), Maurizio Stirpe (Confindustria), Mauro Lusetti (Legacoop), Daniele Vaccarino(Cna).
fmalagnino – www.cr.piemonte.it
Guido il cavaliere delle coop
Emozionante intervistare un Cavaliere della Repubblica. Se poi questa persona nel 1982 ti ha insegnato come ” fare il cooperatore ” è ancora più emozionante. Il professore Guido Matinata nel 2001 viene insignito di questa importantissima onorificenza. Per lui è importante e fondamentale insegnare. Lo ripete più volte orgoglioso: ho fatto per 42 anni l’insegnare. Non solo passione. Ma anche l’indipendenza ed autonomia economica. Saper fare sempre il proprio dovere attraverso il proprio lavoro.
Cuneo. Sigillo d’ Oro 2013 per il lavoro svolto nella provincia.
sistema delle cooperative. Oggi nel collegio sindacale Ed oggi Lusetti presidente Nazionale lega Coop ha voluto partecipare all’ assemblea di bilancio.Fondazione Crt, al via gli Stati Generali
Prendono il via gli “Stati Generali” della Fondazione CRT: una fase di discussione, lunga sei mesi e aperta al territorio, per ridisegnare mission, vision e strategie per il prossimo decennio. L’obiettivo? Rilanciare il proprio ruolo di “motore” della crescita, della qualità della vita, dello sviluppo del Piemonte e della Valle d’Aosta in una dimensione internazionale, di fronte alle sfide poste dalle trasformazioni dell’economia e della società che impattano sulle famiglie, sulle imprese, sulle istituzioni.

A oltre un quarto di secolo di distanza dalla propria istituzione nel 1991 – coincidente con la nascita di gran parte delle Fondazioni di origine bancaria, riconosciute dalla Corte Costituzionale quali “espressioni delle libertà sociali” con due storiche sentenze (n. 300 e 301) del 2003 – la Fondazione CRT pone le basi per una possibile evoluzione degli strumenti e delle modalità di azione, anche alla luce della recente riorganizzazione del terzo settore in Italia. Un’azione, quella della Fondazione CRT, sempre significativa e coneffetti anticiclici durante la crisi economico-finanziaria nazionale e internazionale: oltre 38.000 gli interventi sostenuti finora (per l’arte, la cultura, la ricerca scientifica, la formazione dei giovani, il welfare, l’ambiente, il sistema di protezione civile e di primo intervento), per un impegno erogativo superiore a 1,6 miliardi di euro, cui si sono aggiunti importanti investimenti, come la recente riqualificazione delle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino.

“Diamo il via oggi a questa nuova avventura degli ‘Stati Generali’ per orientare la traiettoria futura della Fondazione a partire da ciò che siamo – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Abbiamo fatto grandi cose in 25 anni, messo in campo risorse sempre più importanti per iniziative di interesse collettivo e di utilità sociale. Sono state compiute scelte coraggiose, anticipatrici e vincenti, sia sul fronte della gestione del patrimonio con la precoce diversificazione degli investimenti, sia sul fronte dell’attività istituzionale, come la prevalenza dei progetti a regia interna rispetto agli interventi ‘a pioggia’ e la sperimentazione di forme di intervento ispirate agli approcci più moderni della Venture Philanthropy e del Social Impact Investing. Innovare nel solco dell’esperienza è il traguardo che vogliamo raggiungere”.“Più territorio e più Europa: è su questi due livelli che la Fondazione CRT lavorerà nei prossimi dieci anni, per esprimere al meglio la propria missione e il proprio ruolo di player fondamentale della filantropia, autonomo nell’agire e indipendente dalla banca conferitaria– prosegue il Presidente Quaglia –. Vogliamo rafforzare questa nostra identità rispetto alla percezione, tuttora diffusa, di fungere da mero ‘bancomat’ degli enti locali o da finanziatore di generiche progettualità, i cui effetti reali per la collettività sono, a volte, non pienamente compresi e valutati”.

“Due elementi, tra gli altri, caratterizzano oggi la Fondazione CRT in modo particolare: il grande sforzo compiuto in questi ultimi anni sul fronte dell’efficientamento gestionale e del rafforzamento del patrimonio con ottimi risultati di bilancio, e una crescente attenzione alla dimensione internazionale per rendere più forti le organizzazioni del territorio – dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT e Presidente dell’European Foundation CentreMassimo Lapucci –. Attraverso la partecipazione attiva alle reti europee della filantropia, come EFC ed EVPA, e grazie allo sviluppo di iniziative in partenariato con Nazioni Unite e istituzioni statunitensi, la Fondazione CRT svolge un fondamentale ruolo di ‘ponte’ verso l’Europa e il mondo con un duplice obiettivo: attrarre nuove eccellenze e progettualità internazionali e, nello stesso tempo, ‘esportare’ best practice e iniziative che hanno origine sul territorio stesso”. Ente privato non profit intermedio tra Stato e mercato, la Fondazione CRT può quindi ripartire dopo i primi 25 anni di attività con una nuova visione del futuro, consolidando e rilanciando il proprio ruolo strategico. Un ruolo non solo come soggetto erogatore di risorse – i frutti della gestione del patrimonio originato storicamente dal risparmio delle comunità – ma anche come hub di competenze e conoscenze. Il tutto, con effetti reali diempowerment dei territori, utili a “reincollare” frammenti di società, a ricomporre dualismi e fratture tra centri e periferie (geografiche e non), a correggere “sfasature” tra competitività economica e coesione sociale, tra le componenti saldamente agganciate ai processi di innovazione e alle dinamiche internazionali e quelle, invece, più vulnerabili, che chiedono inclusione e protezione.

Si tratta di reimpostare su basi rinnovate la relazione, da un lato, tra il fluire dei protagonisti della finanza globale, delle imprese multinazionali, dei big delle tecnologie e delle infrastrutture di rete e, dall’altro, i luoghi della dimensione territoriale dell’economia e della vita quotidiana, che oggi si “sfarinano” e sembrano cedere alla retorica della chiusura identitaria.Al centro c’è il ridisegno di una funzione con valenza collettiva della Fondazione CRT, capace di generare utilità sotto forma di investimenti sociali, soluzioni per l’inclusione e l’innovazione. Una funzione visibile, ad esempio, nel mobilitare “capitale paziente” per incentivare la sostenibilità piuttosto che la redditività a breve dei progetti, e nel reggere finanziariamente i rischi dell’innovazione promuovendo iniziative non immediatamente “bancabili” a impatto sociale e ambientale positivo. E ancora: nell’attrarre nuove risorse sul territorio – in aggiunta a quelle derivanti dalla gestione eccellente del patrimonio della Fondazione – agendo su altri assi dell’offerta europea, quali la BEI (Banca europea degli investimenti) e il FEI (Fondo europeo per gli investimenti), a fronte di una probabile prossima decurtazione da parte della UE dei fondi strutturali a sostegno dello sviluppo economico e dell’occupazione (in primis, FESR-Fondo europeo di sviluppo regionale e FSE-Fondo sociale europeo).

Questa operazione “sistemica” degli “Stati Generali” è stata preceduta da una fase preparatoria, che ha visto impegnati, per alcuni mesi, il Consiglio di Amministrazione di FCRT, il Consiglio di Indirizzo e le sue articolazioni interne, in una proficua riflessione comune (anche con proposte e contributi scritti) sulla natura e sul ruolo della Fondazione, accompagnata da momenti di confronto e di approfondimento con un gruppo di “saggi”, non direttamente impegnati nelle istituzioni e nella politica, ma profondi conoscitori della realtà economica, sociale, culturale del territorio e capaci di visione, che Fondazione ringrazia e del cui contributo ancora si avvarrà. Tale operazione si articolerà ora in un percorso di ascolto e coinvolgimento di una molteplicità di soggetti, quali istituzioni,organismi di rappresentanza economica, sociale, culturale, opinion leader, stakeholdere responsabili della “famiglia” allargata di Fondazione CRT con tutti i suoi strumenti operativi: Fondazione Sviluppo e Crescita-CRT, Società consortile per azioni OGR-CRT, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea-CRT, REAM SGR SpA, La Scialuppa CRT Onlus-Fondazione Antiusura, Fondazione Ulaop Onlus.“Il percorso di riflessione, proposto dal Presidente e condiviso dal Consiglio di Amministrazione e di Indirizzo, vedrà la partecipazione attiva anche di tutta la struttura della Fondazione CRT”, spiega il Segretario Generale Massimo Lapucci.L’attenzione al pluralismo dei territori, vera e propria costante dell’attività della Fondazione CRT, caratterizzerà l’intera “road map” di interviste e incontri, sia tematici sia per quadranti territoriali, secondo un approccio “maieutico” verso i soggetti pubblici locali e verso il tessuto civico e imprenditoriale delle comunità. La Fondazione CRT avvia gli “Stati Generali” in un momento in cui altre realtà –istituzioni e organizzazioni sociali, culturali, del mondo dell’impresa – hanno intrapreso simili lodevoli iniziative. Si sta delineando, pertanto, un “mosaico” di riflessioni collettive entro cui si collocherà, integrandosi, anche il tassello della Fondazione CRT per un traguardo comune: individuare insieme la strada per rilanciare il territorio con le sue eccellenze, dando ad esso una prospettiva di futuro.

“Quali sono i bisogni – conclude il Presidente Giovanni Quaglia – cui la Fondazione CRT sarà chiamata a rispondere nei prossimi dieci anni? La polarizzazione sociale, l’emergere di povertà non solo economiche, una proiezione demografica al 2030 di tre persone anziane per ogni giovane residente, la prospettiva di affrontare la rivoluzione dell’industria 4.0 con un ‘esercito’ di lavoratori più vecchi rispetto ad altre regioni d’Europa, le difficoltà occupazionali per gli under 35 qualificati, le fragilità dei millennials tra globalità tecnologica e marginalità educative, le emergenze ambientali e la cronicità dell’inquinamento sono solo alcune delle sfide che ci attendono nel prossimo futuro. Vogliamo affrontarle al meglio, con le modalità di intervento più idonee ed efficaci per contribuire a uno sviluppo equilibrato, sostenibile, solidale e giusto, affinché lo stare bene collettivo sia molto di più della semplice somma di tutti gli stare bene individuali”.
Ho provato ad accostare un ritratto di Peppino Impastato con alcuni paesaggi che disegnano il territorio della Sicilia perché cercavo di cogliere i segni che solcano l’espressione del suo volto, per provare a comprendere quanto la speculazione edilizia e la violenza hanno ferito, e qualche volta ucciso, la bellezza del territorio siciliano. Il giornalista Peppino Impastato, morto ammazzato, scrisse delle parole profondissime sulla bellezza, in cui invitava la gente a saperla riconoscere, per poterla difendere contro i suoi nemici. Il principe Myskin, il protagonista del romanzo L’idiota di Dostoevskij è un uomo buono, fiducioso degli uomini, dallo sguardo sincero e puro, come solo i bambini sanno esprimere, disse che: “La bellezza salverà il mondo”. Salvatore Settis scrisse nel suo libro Paesaggio, costituzione e cemento che la bellezza non salverà proprio nessuno, se nessuno salverà la “bellezza” quando la speculazione edilizia, la spietata cementificazione del territorio, che cresce senza nessuna relazione con la crescita demografica, l’economia neoliberale che produce città senza cultura, continuano ad avanzare, le loro fameliche mani sul territorio e la civiltà. La bellezza è intesa come la cura verso l’ambiente e il paesaggio che abbracciano un territorio, non è un vezzo elitario, accessibili solo a pochi. Questa infatti è il frutto del genere umano, è la cura di chi lavora la terra. La parola cultura ha una radice che si riferisce al lavoro nei campi, è l’atto di trasformazione del mondo. È la cura di ciò che è sacro. È culto e contemplazione. Questo è paesaggio, l’incontro tra l’uomo e la natura che produce cultura. Come direbbe F. Braudel, nel suo libro Il Mediterraneo la Sicilia presenta innumerevoli paesaggi, che riflettono altrettante civiltà che hanno espresso le loro religioni, modi di vivere, la loro storia, grazie alle continue migrazioni che attraversarono e stratificarono continuamente il territorio, trasformandolo. L’atto di camminare produce conoscenza, lettura del territorio, perché si va alla ricerca dei suoi significati. La loro conoscenza restituisce il senso al luogo, perché possano essere trasformati nuovamente. La città può essere letta attraverso i suoi volti, di fattezze multiformi, e dopo averli compresi è necessario crearne di nuovi.
Alessandro Mancuso
Nell’immagine: Peppino Impastato Olio su carta, Paesaggi siciliani

