ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 571

Rivalta sbarca sui social

Facebook, twitter e Instagram per migliorare la comunicazione

 

La Città di Rivalta sbarca finalmente sui social. Da qualche giorno all’indirizzo @cittadirivalta è attiva la pagina facebook del Comune, uno strumento di comunicazione diretto e flessibile di cui ormai le amministrazioni pubbliche non possono più fare a meno. È un modo nuovo di raccontare la città e di portare all’attenzione di tutti i rivaltesi le informazioni di servizio che riguardano la quotidianità: aggiornamenti sulla viabilità, decisioni dell’amministrazione, appuntamenti culturali, iniziative.È anche un canale pensato e creato per i cittadini, che potranno inviare segnalazioni, suggerimenti e osservazioni per aiutare a migliorare la vita della comunità. Attenzione però: proprio perché si tratta di una piazza comune, aperta a tutti, va usata con educazione e rispetto nei confronti dei fruitori del servizio. Per questo gli utenti troveranno un vademecum con le regole da rispettare per poter seguire la pagina e interagire con gli altri follower.«L’apertura dei canali social ci consente una comunicazione più veloce e immediata e ci permette di intercettare e dialogare con tutti i rivaltesi, che sempre più usano questi strumenti» spiega il vicesindaco Sergio Muro. «Oggi con questo atto completiamo la rivoluzione del sistema di comunicazione di Rivalta e iniziamo una nuova fase di promozione della Città, dentro e fuori i suoi confini».L’account facebook non è l’unico modo per rimanere in contatto con la Città di Rivalta. Sono attivi anche un account twitter e un profilo Instagram, entrambi raggiungibili all’indirizzo @cittadirivalta. L’ultima novità riguarda poi la testata Rivalta Informa. Con il mese di giugno, accanto alla pubblicazione trimestrale cartacea che continuerà ad essere distribuita in tutte le buche delle lettere della città, il giornale è disponibile anche nella nuova veste web, on-line all’indirizzo www.rivaltainforma.it, aggiornata con le ultime novità dal territorio.

 

Il nuovo centro Paideia per bimbi e famiglie

A due anni e mezzo dall’inizio dei lavori è nato il Centro Paideia: il progetto di Fondazione Paideia, con un’esperienza di 25 anni a favore di bambini e famiglie in difficoltà, ha portato alla realizzazione di uno spazio di 3000 metri quadrati a Torino, per un investimento di 13 milioni di euro, che offre attività di assistenza per famiglie con bambini con disabilità, attività di riabilitazione infantile, attività sportive, corsi e laboratori aperti a tutti.


Gli spazi

Il Centro Paideia ha sede nel complesso dell’ex Istituto Nostra Signora di via Moncalvo 1 a Torino, acquisito nel 2013 grazie a una donazione a favore di Fondazione Paideia. Nei suoi 3000 mq il Centro Paideia ospita 15 studi per attività di accoglienza, sostegno e riabilitazione, uno spazio lab per corsi e laboratori creativi, uno spazio incontri per eventi, convegni e attività formative, una sala della musica, una piscina, un terrazzo multisensoriale, un’area giochi esterna, una biblioteca e una caffetteria aperta a tutti, oltre agli uffici di Fondazione Paideia.

Le attività

Il Centro Paideia nasce come luogo per le famiglie con bambini con disabilità o difficoltà, con attività di assistenza e riabilitazione (logopedia, neuropsicomotricità, terapia in acqua e interventi di carattere psicoeducativo), e rappresenta anche uno spazio pensato per tutti – bambini, adulti, neomamme e neopapà con un passaggio previsto di circa 1200 persone alla settimana.

Ogni famiglia potrà contare su un sostegno su misura, assicurato da un coordinatore di progetto e da un’équipe multi-professionale. Un approccio durante il percorso terapeutico basato quindi sulle esigenze dell’intero nucleo familiare, non solo dei bambini con disabilità ma anche dei genitori e dei fratelli e sorelle.

Il Centro Paideia presenta inoltre una proposta di attività sportive per tutti i bambini come nuoto, acquaticità o judo, ma anche attività di fitness flash per adulti con sessioni più brevi da svolgere in pausa pranzo, nella fascia pre-serale o mentre i bambini sono impegnati in terapie o altre attività. Un programma speciale sarà inoltre dedicato alle gestanti e alle neomamme, con attività di ginnastica pre e post gravidanza. Con le sue tante attività aperte a tutte le famiglie, il Centro Paideia diventerà così un luogo di concreta inclusione.

La struttura

Per poter adattare le strutture alle attività progettate è stata necessaria una totale ristrutturazione della villa storica, con la demolizione e la ricostruzione del fabbricato degli anni ’60. Oggi il Centro Paideia si presenta come una struttura ecosostenibile e ad alta efficienza energetica, costruita secondo i più alti standard ambientali con l’obiettivo di ottenere la certificazione LEED nei prossimi mesi.

Il modello

Per dare vita al Centro Paideia, Fondazione Paideia si è ispirata allo stile e ai processi organizzativi dei centri FCC (Family Centered Care) nati in Canada, progettando una struttura innovativa “a misura di famiglia”, dotata di spazi specifici per tutti e non solo per i bambini con problematiche di sviluppo: fondamentale in fase di sviluppo del progetto è stato il confronto costante con le famiglie conosciute negli anni.

Il Centro Paideia propone anche numerosi servizi a tariffe calmierate, inferiori del 25% rispetto agli standard, garantendo un supporto particolare per le famiglie con bambini con disabilità che si trovano in condizioni di fragilità economica e che potranno contare sul sostegno di Fondazione Paideia e sul fondo “Adotta una terapia” per integrare i costi.

“Il Centro Paideia ha l’obiettivo di colmare un vuoto, rispondendo alle difficoltà delle famiglie del territorio con bambini con disabilità, spesso disorientate rispetto alle terapie e all’impegno richiesto anche a livello economico”, dichiara Fabrizio Serra, Direttore di Fondazione Paideia“Sarà un punto di riferimento per tutti i membri della famiglia, che potranno trovare il tempo e i giusti spazi per dedicarsi alle loro attività preferite e per costruire nuove relazioni in un clima sereno, all’interno di un luogo aperto a tutte le famiglie della città e dove sperimentare quotidianamente il valore dell’inclusione” .

I sostenitori

Il Centro Paideia nasce da una forte adesione da parte del territorio, con numerose aziende e donatori che hanno scelto di “adottare” le diverse aree del Centro dando valore alla propria responsabilità sociale. Fondazione Paideia desidera ringraziare per il generoso sostegno Ersel, Costruzioni Generali Gilardi, Compagnia di San Paolo, Famiglia Ceresa, Buzzi Unicem SpA, Rotary Club Torino, Gruppo Fenera, Simon Fiduciaria SpA, Aldo Gavuzzi, Luigi Lavazza SpA, Carlo, Luisa e Carlotta Pavesio, Gruppo Ferrero SpA, Architetto Cristiana Ruspa, Dierre SpA, Codebò SpA, iGuzzini Illuminazione SpA, Arbo SpA, CLS SpA e tutti i donatori che negli ultimi tre anni hanno scelto di sostenere il progetto.

L’inaugurazione

Il Centro Paideia sarà inaugurato ufficialmente giovedì 14 giugno alle ore 18 con una festa aperta a tutti i bambini e le famiglie. L’evento prevede la partecipazione di Andrea Loreni, funambolo e recordman torinese, che si esibirà nella sua celebre camminata sul cavo a grandi altezze, specialità che lo ha reso famoso in tutto il mondo. L’apertura al pubblico avverrà dal 15 giugno: sarà possibile richiedere informazioni e visitare gli spazi (dal lunedì al venerdì, ore 9-18, 011-0462400 www.centropaideia.org). L’avvio operativodelle attività è in programma a partire da settembre.

I numeri

13 milioni di euro investiti per la realizzazione del progetto

 

3000 metri quadrati di superficie complessiva dedicata ai bambini e alle famiglie

 

23 aree destinate alle attività di riabilitazione, socio-educative e ricreative

 

40 professionisti operativi ogni giorno all’interno del Centro Paideia

 

300 volontari della Fondazione Paideia coinvolti nelle attività del Centro Paideia

 

200 accessi al giorno previsti per le attività proposte dal Centro Paideia

 

 

Lapucci: “Più dialogo per i progetti sociali”

Si è chiusa nei giorni scorsi a Bruxelles la Conferenza annuale dell’European Foundation Centre (EFC), il network della filantropia istituzionale presieduto dal Segretario Generale della Fondazione CRT

 

Un Mercato unico per la filantropiafondi europei di garanzia per progetti a impatto socialee l’utilizzo dei Big Data per il non profit. Queste tra le principali novità della Conferenza annuale dell’European Foundation Centre (EFC), il network internazionale della filantropia istituzionale, sotto la presidenza di Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT.

 

La conferenza, intitolata “Culture Matters. Connecting citizens & uniting communities” in occasione del 2018 Anno Europeo del Patrimonio culturale, è iniziata il 29 maggio e si è chiusa  a Bruxelles, ospitando 600 rappresentanti del settore da tutto il mondo. Coinvolte anche le altri due reti della filantropia europea: il Donors and Foundations Networks in Europe (DAFNE) e lo European Venture Philanthropy Association (EVPA).

 

Con oltre 60 miliardi di euro all’anno destinati a interventi con finalità sociali (in particolare, istruzione, sanità, scienza, ambiente, migrazione, integrazione), il settore filantropico è un pilastro fondamentale della società civile europea. Per questo, uno dei principali obiettivi del Presidente di EFC Massimo Lapucci è favorire la libera circolazione delle risorse non profit tra gli Stati, superando alcune barriere – come restrizioni dei finanziamenti stranieri o sistemi di tassazione transfrontaliera incoerenti  che rischiano di mettere a repentaglio il ruolo della filantropia come “collante” sociale e il lavoro di oltre 140.000 fondazioni.

 

“Istituire un Anno europeo della Filantropia rappresenterebbe un passo avanti verso un’Europa senza frontiere  ha dichiarato Massimo Lapucci, nominato Presidente EFC all’unanimità lo scorso giugno –. Durante il mio primo anno di mandato, abbiamo aperto un dialogo stabile con le istituzioni della UE, in primis con la DG Finanza della Commissione, per ‘liberare’ risorse destinate a progetti capaci di creare valore, prima ancora che profitto. Coinvolgere i player della finanza è fondamentale, ma l’attuale regolamentazione non favorisce l’impiego di risorse finanziarie da parte del sistema bancario per investimenti ed iniziative che non siano a pieno valore di mercato. Per questo, la creazione di fondi di garanzia ad hoc può costituire una misura rapida ed efficace verso l’utilizzo di risorse comunitarie per iniziative a impatto sociale, favorendo in tal modo una naturale ibridazione tra profit e non profit”.Un’altra sfida al centro del lavoro dell’EFC riguarda l’utilizzo dei Big Data per il non profit, per misurare l’effetto dell’azione filantropica e massimizzare, così, la creazione di valore.

“Nei prossimi 5 anni  ha affermato il Presidente Lapucci  si prevedono ben 150 miliardi di dispositivi in rete, pari a 20 volte il numero di persone oggi sul pianeta, pronti a trasmettere dati grazie alle connessioni di massa. Dopo il successo per il mondo delle imprese, la Scienza dei Dati può ora rivoluzionare il modo stesso di operare della filantropia istituzionale, che deve poter disporre di nuovi strumenti per capire dove si annida il bisogno, con quali azioni coprirlo e quale impatto può generare. Con il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, entrato in vigore 6 giorni fa, l’Europa diventa oggi uno spazio particolarmente adatto per sviluppare l’utilizzo dei dati a scopi sociali”.

 

La Conferenza, inoltre, ha offerto a Fondazione CRT l’opportunità di presentare in Europa la riqualificazione delle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino: il più grande investimento diretto su un unico progetto (100 milioni di euro) nella storia della FCRT, oltre che uno dei più grandi progetti internazionali di venture philanthropy. Le nuove OGR, ex Officine dei treni rinate come Officine dell’arte, dell’accelerazione di impresa, dell’innovazione, sono infatti oggetto di una mostra, in programma fino a giugno presso la Philanthropy House di Bruxelles (sede di EFC), focalizzata sull’impegno delle fondazioni per il restauro e la conservazione del patrimonio culturale, intesi come processi di rigenerazione urbana e di valorizzazione del territorio. Attraverso due postazioni di realtà virtuale, che ricostruiscono l’immagine delle OGR nell’Ottocento, è possibile fare viaggio nel passato e nel presente di questa maestosa cattedrale ex industriale, oggi luogo di sperimentazione e produzione di mostre, concerti, spettacoli di teatro, danza, eventi, ristorazione: un innovation hub internazionale che, a fine anno, diventerà una sorta di ‘Silicon Valley’, ospitando anche acceleratori di impresa, laboratori di ricerca e un centro sui Big Data per la filantropia.

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L’EFC, nato nel 1989 a Bruxelles con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della filantropia nella società, conta oggi circa 300 organizzazioni di 40 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, che gestiscono complessivamente un patrimonio di oltre 200 miliardi di euro. L’Italia è presente con 40 organizzazioni, di cui 26 Fondazioni di origine bancaria. Oltre alla Fondazione CRT, figurano protagonisti storici della filantropia internazionale, come Rockefeller Foundation, Bill & Melinda Gates Foundation, Ford Foundation, Wellcome Trust, Robert Bosch Stiftung, Bertelsmann Stiftung, Barrow Cadbury Trust, Fundação Calouste Gulbenkian, King Baudouin Foundation, Stavros Niarchos Foundation.

Online il nuovo Bando nazionale Never Alone

Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione CON IL SUD, Enel Cuore, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Peppino Vismara confermano il loro impegno a favore dell’autonomia e dell’inclusione dei giovani migranti sul territorio italiano, per la loro accoglienza e inclusione. 

Nuova edizione nazionale del Bando Never Alone “Verso l’autonomia di vita dei minori e giovani stranieri che arrivano in Italia soli”. Si tratta della seconda iniziativa realizzata nell’ambito di “Never Alone, per un domani possibile” con l’obiettivo di promuovere interventi multidimensionali di accompagnamento all’autonomia lavorativa e di vita di ragazze e ragazzi di età compresa tra i 15 e i 21 anni arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati.

 
IL FENOMENO DEI MINORI SOLI IN ITALIA
Anche sul territorio italiano, il fenomeno dei minori soli continua a rappresentare un evento rilevante e con grandi criticità. La distribuzione dell’età rilevata per i minorenni alla fine del 2017 evidenzia che il 60,3% ha 17 anni, i sedicenni costituiscono poco più di un quinto del totale, il 9,6% dei minori ha 15 anni e il 6,7% ha meno di 15 anni. Rispetto allo stesso periodo dei due anni precedenti, prosegue il trend di aumento dell’età dei giovani, con l’incremento della quota dei diciassettenni (+6,3% rispetto al 2015) e una diminuzione della quota di minori con meno di 15 anni (Dati Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione). Questo quadro mostra che gli stranieri più giovani in arrivo in Italia hanno un tempo sempre più breve per acquisire un’autonomia di vita prima della fuoriuscita dai sistemi di protezione, prevista al compimento della maggiore età. Alcuni dati approssimativi evidenziano, inoltre, che il 35% dei giovani stranieri non studia e non lavora, percentuale che cresce fino al 45% nel caso delle ragazze (ISMU – febbraio 2018 “Accompagnamento all’autonomia lavorativa per minori non accompagnati”): una condizione dettata anche dalla situazione di maggior vulnerabilità di questi ragazzi, dovuta alla mancanza di reti e di capitale sociale a supporto dei percorsi di inclusione.

 
IL BANDO
Per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei ragazzi – motore simbolico e materiale di integrazione nella comunità di riferimento –, il Bando Never Alone 2018 intende sostenere, in tutta Italia, un numero limitato di progetti che accompagnino i giovani nella delicata fase di transizione tra la minore e la maggiore età con l’ avvio di percorsi finalizzati al raggiungimento e al mantenimento di un’autonomia lavorativa e di vita.  Al centro dei progetti i percorsi migratori e le necessità, potenzialità e aspirazioni dei ragazzi, per intervenire nei seguenti ambiti:
• percorsi di accompagnamento al lavoro;
• percorsi di accompagnamento all’inclusione sociale e relazionale.
Inoltre, potranno prevedere azioni integrative ai precedenti due ambiti attraverso interventi volti a favorire:
• l’autonomia abitativa;
• l’inclusione linguistica e culturale.
Tutti gli interventi selezionati dovranno porsi in rapporto di complementarietà e sinergia con le misure di intervento pubblico.
Il Bando è rivolto a partenariati pubblico-privati composti da almeno tre soggetti senza scopo di lucro aventi una comprovata esperienza in materia di accoglienza e inclusione di minori e/o di migranti/richiedenti asilo.  Il budget a disposizione per il Bando Verso l’autonomia di vita dei minori e giovani stranieri che arrivano in Italia soli ammonta a € 2.900.000.  Le candidature dovranno pervenire entro le ore 17.00 del 7 settembre 2018, al termine della valutazione, l’elenco dei progetti accolti verrà reso pubblico sui siti web degli enti promotori.
Informazioni e chiarimenti potranno essere richiesti all’indirizzo email infobandoMSNA@fondazionecariplo.it.

 
UNA STORIA
Ibrahim Jallow, beneficiario del progetto “Strada facendo” (sostenuto nell’ambito del Bando Never Alone 2016) tra i vincitori del concorso DiMMi
Chiunque lo incontri riconosce in lui una innata regalità. Una capacità di guardare il mondo non condizionata da schemi definiti e rigidi che porta a fare scoperte fortunate ed impreviste di cui diviene protagonista. La sua solida rete di relazioni l’ha tessuta grazie alla sua spontanea gentilezza, educazione, calma, comprensione ed accettazione di tutto ciò che nella quotidianità succede, senza mai farsi condizionare, dal passato, dallo stato di salute o semplicemente da una giornata no.
Ibrahim Jallow è stato selezionato nel 2017 da Cesvi quale beneficiario del progetto “Strada facendo” (https://bit.ly/2C3QmbL). Grazie al progetto e al sostegno della comunità “L’albero della vita” di Pachino (SR), che lo ha accolto ancora minorenne, Ibrahim è stato inserito in un tirocinio formativo in ambito turistico che si trasformerà a breve in un contratto di lavoro. Presto Ibrahim andrà a vivere da solo e potrà raggiungere il posto di lavoro con un mezzo proprio.  Queste sono solo alcune tappe di un lungo percorso di riscatto dal trauma del viaggio e della perdita, che ha portato Ibrahim a scrivere la sua storia, dolorosa ma al tempo stesso piena di speranza.  Il racconto in prima persona della sua vita è stato selezionato per il Premio DiMMi (Diari Multimediali Migranti) concorso per racconti migranti promosso dall’Archivio Diaristico italiano (www.archiviodiari.org) con il finanziamento della regione Toscana.  Come vincitore del premio – categoria Giovani – il racconto di Ibrahim sarà pubblicato in un volume collettivo in uscita per Terre di Mezzo.

Piano paesaggistico, i comuni rispondono

È incoraggiante la risposta dei Comuni piemontesi che devono adeguarsi al nuovo Piano paesaggistico. La partecipazione delle amministrazioni, che nei 24 mesi dall’emanazione del regolamento dovranno conformare i propri Piani regolatori al nuovo strumento, ha infatti numeri già importanti. È quanto emerso dalla Commissione Urbanistica, che ha proseguito oggi con l’assessore all’Ambiente l’analisi delle linee generali per la stesura del regolamento per l’attuazione del Piano paesaggistico regionale, attraverso l’adeguamento dei singoli Piani regolatori dei Comuni. Finora, ha riferito l’assessore, hanno fatto domanda per avere un contributo regionale 330 Comuni e 13 Unioni di Comuni che ne coinvolgono altri 80, raggiungendo così un numero complessivo di 410 Comuni che si sono dati disponibili a seguire – accompagnati dalla Regione – il percorso per l’adeguamento. I Comuni hanno così dimostrato il loro interesse per una materia che coinvolge tutti gli aspetti del territorio e unisce le singole amministrazioni in uno sforzo comune – ha aggiunto l’assessore. In generale, è stato spiegato che il testo del regolamento deve essere concordato con il Ministero prima di essere presentato in Giunta per l’approvazione definitiva; per aiutare i Comuni è stato emesso un bando regionale per i contributi con una dotazione di due milioni di euro per il 2018: si tratta di un percorso innovativo di condivisione delle norme. I Commissari intervenuti e la presidente della Commissione Urbanistica hanno discusso a lungo sull’iter dell’approvazione del Regolamento che attua il Piano paesaggistico regionale approvato nell’ottobre del 2017, decidendo di aprire un tavolo di lavoro per rispondere alle osservazioni presentate da vari enti locali sulle modalità e i tempi di attuazione delle varianti generali ai Piani regolatori comunali.

 

Astronomia, nasce il G.R.O.C.A

Il Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmologica e Astronomica di COSMOBSERVER

 

 

Il GROCA – acronimo di GRUPPO di RICERCA e OSSERVAZIONE COSMOLOGICA e ASTRONOMICA –è stato presentato a Torino ed  è la divisione del progetto COSMOBSERVER creato per effettuare ricerche, osservazioni e attività divulgative rivolte ai tecnici e al grande pubblico. Attiva dal 2015, questa divisione di COSMOBSERVER è stata presentata ufficialmente alla stampa, dopo un lungo periodo di strutturazione. Un progetto fortemente voluto dal fondatore di COSMOBSERVER, Emmanuele Macaluso, e che si inserisce nella strategia che porta il progetto di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica, dal mondo virtuale a quello reale. Cosa rara e in controtendenza in questo periodo storico. “La nascita del GROCA rappresenta un importante tassello nella strategia di COSMOBSERVER – dichiara il divulgatore esperto di comunicazione Emmanuele Macaluso, che continua – oltre all’attività di divulgazione scientifica, che ci contraddistingue fin dalla fondazione, da oggi formalizziamo la nostra volontà di fare ricerca nell’ambito astronomico e astrofisico. Un impegno che prevede anche la creazione di partnership strategiche e sponsorship prestigiose”. Il GROCA avrà il compito di coordinare studiosi, ricercatori, astrofili e appassionati nell’organizzazione di spedizioni che saranno svolte in alta quota, o comunque lontane dai centri abitati. Purtroppo l’Italia, e in particolar modo l’area settentrionale, rappresenta una delle zone più inquinate dal punto di vista dell’inquinamento luminoso al mondo. Questo fattore, più volte segnalato da COSMOBSERVER in articoli e attività di sensibilizzazione, obbligherà il gruppo a spostarsi verso le montagne o verso aree (anche in altri Stati) non inquinate, e che permettano una buona visione del cielo stellato. Fanno parte del GROCA: astronomi, astrofisici, astrofili, divulgatori e appassionati del cosmo. Gli ambiti operativi del gruppo sono: Inquinamento luminoso (ricerca, mappatura aree e campagne di divulgazione e sensibilizzazione), planetologia, osservazione e ricerca lunare, divulgazione astronomica e astrofotografia.

 

Di seguito il link diretto alla pagina del GROCA su COSMOBSERVER:

http://www.cosmobserver.com/GROCA.htm

Terra Madre – Salone del Gusto, #foodforchange

Giunta alla dodicesima edizione, Terra Madre Salone del Gusto 2018 è anche quest’anno organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il coinvolgimento del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, nell’ambito delle attività previste per l’anno del cibo italiano


La scelta del tema #foodforchange, il cibo per il cambiamento, ha l’obiettivo di offrire ai partecipanti all’evento spunti e buone pratiche da replicare ogni giorno, a casa. Ma non è l’unico argomento al centro del confronto. Slow Food ha costruito il programma con il contributo delle migliaia di delegati di Terra Madre nel mondo e ha deciso di approfondire anche le questioni sempre molto attuali delle popolazioni indigene e dei migranti. Intervenendo alla Nuvola Lavazza alla presentazione del programma di Terra Madre Salone del Gusto 2018, che si terrà a Torino dal 20 al 24 settembre, alla presenza degli assessori all’Agricoltura e alla Cultura e Turismo, il presidente del Piemonte ha messo in evidenza la capacità inclusiva di Terra Madre e del Salone del Gusto. Il progetto di interculturalità e globalità, con al centro la persona che Slow Food propone in questa nostra epoca, è molto importante, secondo il presidente, e non è scontato che ci sia un’organizzazione che se ne occupi. Terra Madre Salone del Gusto, ha proseguito, sa esaltare la vocazione all’apertura del t. Rritorio e le potenzialità del Piemonte in materia di natura, cultura, cibo e vino. Rispetto a quest’ultimo bisogna ricordarsi che il Piemonte con i suoi vigneti ha ottenuto il riconoscimento Unesco prima della Borgogna e dello Champagne.


Alla chiusura della conferenza stampa, il presidente di Slow Food Carlo Petrini ha annunciato alcune novità per la dodicesima edizione del più importante evento dedicato al cibo buono, pulito, sano e giusto e all’agricoltura di piccola scala in tutto il mondo. Gli organizzatori hanno infatti pensato di recuperare dalle tradizioni piemontesi i barachin (i contenitori portavivande degli operai in fabbrica) e nei cinque giorni dell’evento di settembre ci saranno centinaia di ragazzi che distribuiranno barachin con pietanze preparate dagli chef di Terra Madre Salone del Gusto a 5.000 famiglie bisognose o a persone sole che non possono uscire di casa e partecipare.Un evento, questo di Terra Madre Salone del Gusto, che si diffonde in tutto il Piemonte con le occasioni di scambio tra delegati e cittadini ospiti nelle famiglie delle oltre 120 Città di Terra Madre e i Tour DiVini, 15 itinerari (organizzati insieme alle Condotte Slow Food del territorio) per scoprire le bellezze artistiche e paesaggistiche della regione e gustare i prodotti più significativi nei luoghi in cui nascono.A Torino, grazie al bando Io sono Terra Madre, sono oltre 150 gli eventi – inseriti nel programma ufficiale – organizzati da enti e associazioni e coinvolgono tantissimi quartieri, a partire da Mirafiori e San Salvario. Nuvola Lavazza e il Palazzo della Regione di piazza Castello ospitano alcune conferenze e Laboratori del Gusto, l’Enoteca e i food truck. Lingotto Fiere e Oval accolgono due tra le più significative novità di questa edizione: le cinque grandi aree tematiche #foodforchange, costruite insieme ai delegati della rete; le cucine di strada e le birre artigianali, allestite nello spazio antistante l’Oval per consentire ai visitatori di fruirne anche dopo la chiusura serale dei padiglioni che ospitano il grande Mercato italiano e internazionale.


Altra novità di questa edizione è l’area B2B, organizzata dalla Camera di commercio di Torino con Slow Food, in collaborazione per la prima volta con Enterprise Europe Network – EEN, la più grande rete al mondo di supporto alle PMI, presente in 66 Paesi.Il programma completo, le ultime notizie e la possibilità di riservare gli appuntamenti su prenotazione si trovano su www.salonedelgusto.it . Sempre on line è possibile acquistare in prevendita il biglietto d’ingresso a Lingotto Fiere, (5 euro il biglietto singolo e 20 euro l’abbonamento per i cinque giorni, oltre i diritti di prevendita). L’incasso al netto dei costi di gestione verrà interamente destinato a finanziare il “diritto di partecipazione” dei delegati di Terra Madre e i progetti della rete Slow Food in Africa. Nei giorni dell’evento, il costo del biglietto di ingresso singolo acquistato alle casse sarà di 10 euro.

DA www.regione.piemonte.it
(foto: il Torinese)

Primo soccorso in gara

La Pubblica Assistenza Anpas Volontari del Soccorso di Dogliani organizza, per il quarto anno consecutivo, l’Avsd day, la gara di primo soccorso che si svolgerà a Dogliani il 9 giugno con inizio alle ore 8 e che vedrà impegnati, per tutta la giornata, otto equipaggi di ambulanza.

 

Alla competizione di soccorso sanitario, con valenza formativa, parteciperanno soccorritori di diverse associazioni piemontesi: Pubblica Assistenza Bassa Valsesia di Serravalle SesiaCroce Rossa Italiana Comitato di BorgosesiaCroce Bianca GaressioCroce Bianca FossanoCroce Bianca CevaCroce Rossa Italiana Comitato di MondovìCroce Bianca OrbassanoCroce Verde Asti Onlus.Gli equipaggi si confronteranno in scenari di emergenza molto verosimili, il filo conduttore sarà la crescita e il miglioramento di squadra.L’esercitazione sarà un momento formativo secondo il principio del “sapere, saper fare, saper essere”, i diversi equipaggi si metteranno in gioco con altre realtà del soccorso in un sano e corretto spirito competitivo, al fine anche di trascorrere insieme una piacevole giornata di addestramento.

 La competizione sarà articolata in simulazioni di incidenti con utilizzo di figuranti truccati con lesioni e ferite. I soccorritori si sfideranno in prove tra le quali il trattamento di traumi e il supporto delle funzioni vitali di base anche con utilizzo di defibrillatore trainer. La gara sarà valutata da istruttori e personale professionale sanitario del settore di emergenza.

La giornata si concluderà con le premiazioni delle squadre vincitrici. Ai primi classificati andrà uno zaino per il soccorso; l’equipaggio secondo classificato vincerà un ked, dispositivo di primo soccorso che viene impiegato per l’estrazione da un veicolo di un traumatizzato e ai terzi in classifica andrà un telo portaferiti.

Previsti inoltre un premio per il miglior leader di equipaggio e tanti divertenti riconoscimenti.L’Associazione Volontari del Soccorso di Dogliani, aderente all’Anpas, può contare sull’impegno di 200 volontari grazie ai quali ogni anno svolge circa 2.300 servizi. Si tratta di emergenza 118, trasporti ordinari a mezzo ambulanza come dialisi e terapie, trasporti interospedalieri, servizi di accompagnamento per visite anche con mezzi attrezzati al trasporto disabili, assistenza sanitaria a eventi e manifestazioni per un totale annuo di circa 120mila chilometri percorsi.

 L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta 78 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 9.471 volontari (di cui 3.430 donne), 6.635 soci sostenitori e 377 dipendenti. Nel corso dell’ultimo anno le associate Anpas del Piemonte hanno svolto 432mila servizi con una percorrenza complessiva di circa 14 milioni di chilometri utilizzando 382 autoambulanze, 172 automezzi per il trasporto disabili, 223 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile.

Benvenuto alla vita

 

Nell’aula Dellepiane di Via Ventimiglia 3, Torino , è stato inaugurato il nuovo reparto universitario di maternità dell’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, tra i più grandi d’Europa per la ginecologia e l’ostetricia, in cui, ogni anno, nascono oltre 7000 bambine e bambini da genitori provenienti da quasi 90 paesi. “Il nuovo reparto è stato concepito per un approccio bio-psico-sociale alla cura, considerando il contributo che i luoghi e il senso di armonia possono dare al ben-essere individuale e collettivo” ha sottolineato la Prof.ssa Elisabetta Barberis, Prorettrice dell’Università degli Studi di Torino. Il Dott. Silvio Falco, Direttore Generale della Città della Salute di Torino, si è detto ” orgoglioso di questo grande passo avanti compiuto verso la totale umanizzazione dei nostri ospedali.” Il Professor Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, ha evidenziato che l’inaugurazione di oggi è ” la dimostrazione della proficua collaborazione tra pubblico e privato che, con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza, dura da molti anni “. Il nuovo reparto è frutto di un cantiere durato due anni : un progetto del valore complessivo di 2.447.000 euro in cooperazione inter-istituzionale, tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza, che ha investito 240.000 euro, la Compagnia di San Paolo, principale investitore con 2.000.000 di euro e la Fondazione Medicina a Misura di Donna, che ha partecipato con 207.000 euro alla realizzazione di opere, grazie ai contributi diretti e indiretti di coloro che hanno creduto nel progetto – imprese, privati, artisti – ed alle competenze del proprio Consiglio e network. ” Il nuovo reparto , progettato dall’architetto Marco Vitali – ha sottolineato la Professoressa Chiara Benedetto, Direttrice della Struttura Complessa Universitaria Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Sant’Anna e Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus – associa funzionalità, sicurezza e alta tecnologia ad un profondo senso di armonia generato dall’opera dell’artista Massimo Barzagli , concepita per il contesto, nella consapevolezza che l’ambiente assume una valenza strategica nell’accrescere il benessere delle persone coinvolte, siano esse pazienti o personale sanitario. Le forme, i colori, la luce naturale i materiali e le opere d’arte scelte sono stati pensati per concorrere positivamente al clima complessivo di cura. Un luogo pensato per l’Arte della Cura, in cui le Arti contribuiscono al ben-essere “. Oltre al suo percorso pittorico ” Save our flowers” Barzagli ha donato per il nuovo reparto una grande opera in ceramica in grès porcellanato,maiolicato e dipinto nella Bottega Gatti a Faenza, che fu esposta a palazzo Madama nel 2016. Dopo l’intervento delle autorità, fra cui anche Umberto Ricardi, direttore della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Torino e di Francesca Leon, Assessora alla Cultura della Città di Torino, i presenti hanno potuto partecipare alla visita guidata al nuovo reparto, accolti dal Benvenuto musicale della Vitamine Jazz Traditional Jazz Band coordinata dal regista Raimondo Cesa. Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato un altro importante evento, quello del 9 giugno alle ore 21 al Mastio della Cittadella di Corso Galileo Ferraris 0 con la VITAMINE JAZZ OFF JcT BIG BAND diretta da Valerio Signetto. In occasione di Open House Torino, l’evento pubblico pensato per permettere di visitare e conoscere residenze, palazzi, luoghi abitualmente non accessibili, le ” Vitamine jazz”, componenti del programma ” Vitanine musicali ” del S.Anna, escono dall’Ospedale. Il Mastio della Cittadella verrà così abbracciato dalla musica della JcT Big Band, che offrirà lo swing delle grandi orchestre degli Anni ’30 e ’40 .Sarà questa anche un’occasione per dare un piccolo sostegno ai progetti della Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus.

Helen Alterio

Musicisti: 
Fulvio Chiara, Roberto Beggio, Didier Yon, Marco Levi, Valerio Chiovarelli 
tromba, clarino, trombone, banjo, basso tuba 
Vitamine Jazz, direttore artistico Raimondo Cesa

Un tour per raccontare Terra Madre

Otto appuntamenti, a partire dal 14 giugno, in collaborazione con l’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e La Stampa 

Torino, 6 giugno 2018 – Slow Food, l’ Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e La Stampa tornano insieme, dopo la positiva esperienza del 2016, per raccontareTerra Madre Salone del Gusto 2018 in otto capoluoghi di provincia: Asti, Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli e Savona ospitano una serie di incontri durante i quali si parlerà del ruolo dei territori nell’evento che si terrà dal 20 al 24 settembre.

Le otto province sono coinvolte in diversi modi: innanzitutto attraverso i contadini, allevatori e artigiani che presentano i loro prodotti nello spazio espositivo di Lingotto Fiere; in secondo luogo, ospitando i delegati di Terra Madre provenienti da tutto il mondo, nelle famiglie dei numerosi comuni che fanno parte della rete delle Città di Terra Madre; infine, novità di questa edizione, accogliendo i visitatori in 15 TourDiVini, itinerari piemontesi pensati assieme alle Condotte locali di Slow Food per offrire l’opportunità di conoscere le bellezze artistiche e paesaggistiche del Piemonte e gustare i prodotti più significativi nei luoghi in cui nascono.
Durante gli incontri, che si tengono nei mesi di giugno e luglio (e sono quasi tutti ospitati nelle sedi delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte), si affronta, ogni volta, uno dei temi centrali di Terra Madre Salone del Gusto 2018. Infatti, tra le numerose novità di questa edizione ci sono le grandi aree tematiche in cui si svolgeranno incontri, Laboratori del Gusto, forum per approfondire la conoscenza dei diversi argomenti mettendo alla prova sensi e conoscenze. Grazie alla presenza di un esperto, in ciascuna tappa del tour si approfondiscono le campagne Slow Meat e Slow Fish, l’importanza dei semi, il rapporto tra cibo e salute, il ruolo di api e insetti. Oltre ad approfondimenti sul nuovo progetto di università diffusa e sul ruolo di migranti e indigeni nella discussione sul futuro del cibo.
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Ecco le tappe del tour: 
14 giugno, ore 18 – Vercelli: Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli
19 giugno, ore 18 – Biella: Fondazione Cassa di Risparmio di Biella
21 giugno, ore 18 – Alessandria: Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria
26 giugno, ore 18 – Asti: Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
28 giugno, ore 18 – Cuneo: Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
3 luglio, ore 18 – Novara: Circolo dei Lettori di Novara
Sempre nel mese di luglio sono previste altre due tappe a Torino e a Savona.