ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 571

Coccole per i bimbi al Maria Vittoria

​​​Arriva in Terapia Intensiva Neonatale una nuova esperienza di “Care”

 

Le coccole tra una mamma e il suo bimbo appena nato dovrebbero poter durare una vita. Non è stato cosi per Irene Settanta, drammaticamente stroncata lo scorso anno da un aneurisma cerebrale mentre ancora portava in grembo la sua piccola Emma Maria, salvata all’Ospedale Maria Vittoria, alla 32a settimana di gestazione, da una maratona in sala operatoria di Ginecologi, Anestesisti-Rianimatori e Neonatologi, protetta prima dal corpo della sua mamma e poi dall’incubatrice della Terapia Intensiva Neonatale.Un solo, unico abbraccio tra Irene ed Emma Maria. Immortalato da uno scatto privatissimo del papà Oscar, mentre una vita scivolava via e l’altra era appena iniziata. A un anno dalla tragedia, il messaggio di amore e speranza di Irene, che a 31 anni è riuscita a donare la vita alla sua bimba e un’altra vita a chi oggi vive grazie ai suoi organi, si rinnoverà quotidianamente nella Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria, grazie ai volontari dell’Associazione “Le Coccole di Mamma Irene”, prima esperienza del genere in Piemonte e tra le prime in Italia.

Creata dal marito e dalla sorella di Irene, con familiari, amici e personale sanitario, e fondata nel giorno del suo compleanno, il 12 giugno 2018, l’Associazione ha la mission di prendersi cura dei neonati e bambini ospedalizzati nati a Torino, a partire proprio dalla Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria, dove da novembre, dopo un corso di adeguata formazione curato dal personale medico e infermieristico del Maria Vittoria, con psicologi dell’Associazione -che si terrà al Centro Ciocatto dal 9 ottobre per un mese- i volontari, regolamentati da apposita convenzione, si prenderanno cura dei piccoli ospiti del reparto, su indicazione medica, con una presenza fatta di calore e di coccole, di momenti di  musica e lettura di favole e, soprattutto, di vicinanza. “Nella sofferenza per la perdita di Irene abbiamo provato tutti insieme a trasformare il nostro dolore in energia per incanalarla verso qualcosa di costruttivo – spiega Oscar Palladino, marito di Irene –“Le Coccole di Mamma Irene” vuole essere un aiuto concreto per neonati e bambini ricoverati, i cui genitori e familiari non possano, per varie ragioni, essere presenti con continuità».

«Sono numerose le evidenze scientifiche di come uno specifico accudimento del neonato, la cosiddetta “Care” neonatale, abbia effetti benefici sullo sviluppo neuro-comportamentale del neonato stesso, specie se ricoverato in Terapia Intensiva – spiega la Dott.ssa Patrizia Savant Levet, Direttrice Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria – Si tratta di un insieme di cure e attenzioni individualizzate rivolte al neonato,  prematuro e non, che riducono lo stress cui il piccolo è sottoposto, attenuando le stimolazioni visive e uditive, minimizzando le stimolazioni dolorose e favorendone il riposo, solo per fare qualche esempio. I volontari, accuratamente selezionati, avranno inoltre un ruolo importante nel sostegno dei genitori dei piccoli ricoverati e nell’intrattenimento di fratellini e sorelline. All’interno di questa associazione si va costituendo anche un gruppo di auto-aiuto per genitori di prematuri, con il coinvolgimento di altri genitori già passati attraverso questa forte esperienza».

«Questa iniziativa ammirevole sottolinea l’importanza dei valori della condivisione e della solidarietà nell’elaborazione anche degli eventi più tragici e si pone come un valore aggiunto nella Terapia Intensiva Neonatale e nell’Ostetricia del Maria Vittoria – commenta il Direttore Generale della ASL Città di Torino, Valerio Fabio Alberti – dove lavoriamo da anni secondo gli standard più all’avanguardia per un approccio globale al neonato, in un’ottica di continuità mamma-bambino, per assicurarne il benessere. Per i neonati più critici, nell’ambito della costante collaborazione tra Terapia Intensiva Neonatale, Neuropsichiatria Infantile e Fisiatria, si sta attuando il progetto di presa in carico del neonato e della famiglia già durante il ricovero in TIN, da parte di fisioterapiste dedicate, per creare una continuità tra ospedale e territorio, che faciliti la miglior risposta ai bisogni riabilitativi e abilitativi dei neonati. Anche in questo caso al Maria Vittoria si terrà un corso di formazione specifico, a fine novembre».​

A

Burger King raddoppia a Torino

 BURGER KING® ha aperto oggi il suo secondo ristorante torinese, in Corso Novara 5, che va ad aggiungersi a quello già presente all’interno del Parco Commerciale Dora di Via Treviso.

Il nuovo punto vendita si sviluppa su una superficie di 600mq e dispone di 120 posti a sedere e numerosi servizi dedicati alla clientela tra cui wi-fi gratuito, e i nuovissimi kiosk digitali per effettuare l’ordinazione in completa autonomia scegliendo tra le varie combinazioni possibili di tutte le proposte dei menu BURGER KING®. A questi si aggiungono anche tutti i servizi specificamente pensati per le famiglie e i più piccoli, come l’area giochi Playking interattiva e la possibilità di organizzare feste di compleanno. Con l’apertura sono stati creati 19 nuovi posti di lavoro, dipendenti tutti giovanissimi con un’età media di circa 26 anni, oltre a due manager e un direttore. Il nuovo ristorante di Torino rappresenta un’ulteriore occasione irresistibile per provare il gusto superiore delle proposte dei menù dei ristoranti Burger King®, che si distinguono per la carne cotta rigorosamente alla griglia, le porzioni sempre abbondanti, la freschezza delle verdure provenienti dai mercati locali e salse che rendono il sapore unico e inimitabile. Inoltre, l’alta formazione del personalegarantisce ai clienti del ristorante di usufruire di un servizio di qualità e di assaporare cibi preparati e cucinati al momentonel rispetto dei più alti standard sul controllo degli alimenti www.burgerking.itOrari al pubblico – Burger King Torino, Corso NovaraLunedì – Domenica: dalle ore 11.00 alle ore 24.00

Aiuti regionali per le fiere all’estero



Tre milioni di euro messi a bando dalla Regione Piemonte per il sostegno all’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese del territorio, attraverso l’erogazione di voucher per fiere all’estero

 

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, per un importo massimo di 7 mila euro per la partecipazione a fiere in Paesi extraeuropei e 5 mila euro in Europa. Il bando, che riguarda fiere che si svolgono dalla data di apertura del bando e fino al 30 giugno 2019, è stato pubblicato questa mattina, giovedì 23 agosto, dal Bur, Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

I fondi attuano il Por, Programma operativo regionale, del Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2010, nell’ambito dell’Azione dedicata ai Progetti di promozione dell’export con lo specifico obiettivo di incrementare il livello di internazionalizzazione del sistema produttivo piemontese. Le attività e le funzioni relative alla gestione economico-finanziaria del bando e del procedimento di concessione ed erogazione dell’agevolazione sono state affidate dalla Regione a Finpiemonte Spa.

Le domande possono essere inviate a partire dalle ore 9 di  mercoledì 12 alle ore 21 di venerdì 21 settembre 2018. La procedura valutativa avverrà con una graduatoria su base meritocratica secondo i criteri indicati nel bando.

Per ricevere informazioni e chiarimenti sul bando e le relative procedure, è possibile contattare Finpiemonte Spa, tramite il form di richiesta presente all’indirizzo web, oppure chiamando il numero 011-5717777 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12.

Il bando, i moduli delle domande e le istruzioni per la compilazione sono reperibili ai seguenti link:
www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/avvisi/bando-il-sostegno-alla-internazionalizzazione-delle-imprese-del-territorio-attraverso-l

oppure

www.finpiemonte.it/bandi/dettaglio-bando/por-fesr-14-20-azione-iii.3b.4.1-internazionalizzazione-delle-imprese-attraverso-voucher-per-le-fiere-all’estero

 

R D – www.regione.piemonte.it

 

Aicad, un cane a guardia del tuo diabete

I cani hanno proprietà e capacità riconosciute da molti anni, anche dalla scienza che studia l’interazione tra animali ed il relativo beneficio psicofisico nell’essere umano. I cani d’allerta per persone che soffrono di diabete sono cani d’assistenza che riconoscono per tempo i sintomi di un’ipoglicemia e iperglicemia (valori bassi e alti livelli di zucchero nel sangue) e possono svolgere svariate attività a favore della persona che accompagnano come:

• Riconoscere i sintomi di un’ipoglicemia o iperglicemia e allarmare la persona affetta da 

diabete tramite una serie di segnali appresi, o nel caso di bambini, allertare i genitori sia di notte sia di giorno (specifico Programma Famiglia per allerta diabetica pediatrica e giovanile) • Andare a prendere, su comando, il misuratore glicemico (glucometro), zucchero d’uva (succo, Coca-Cola, ecc.) o anche la siringa d’emergenza (HypoKit) • Azionare l’interruttore della luce o un pulsante d’emergenza appositamente installato per persone che vivono da sole in modo da chiamare aiuto in caso di ipoglicemia grave • Essere un amico assolutamente fedele e trasmettere maggior sicurezza riguardo all’ipoglicemia (ad es. per genitori di bambini diabetici, in caso di disturbi percettivi o paura legati all’ipoglicemia oppure in caso di malattie avanzate correlate come la retinopatia) • Imparare dei compiti ben precisi adattati ai bisogni della persona diabetica, come aprire le porte… un cane giusto per la persona giusta, un team per tutta la vita! La preparazione del cane è lunga e particolare, tale che questa disciplina non si può comparare a nessun altra disciplina cinofila al momento utilizzata. Il protocollo che AICAD ha adottato per l’addestramento, arriva dagli USA, dal coach Debby Kay che negli anni, ha sviluppato un’esclusiva esperienza nel settore della ricerca cinofila in ambito medicale. Paolo Incontri formato professionalmente direttamente da Debby Kay, secondo un serio e approfondito processo addestrativo, secondo le norme guida del D.A.D.A. (Diabetic Alert Dog Alliance), dal 2015 prepara e segue famiglie e cani su tutto il territorio nazionale. La preparazione dei cani, non avviene a cliché, ma ogni caso viene studiato individualmente, anche con il supporto ed il coinvolgimento dei medici diabetologi pediatrici e non, e di altre figure professionali quali psicologi, se fosse richiesto.

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Dal mese di agosto 2018 l’Associazione Italiana Cani Allerta Diabete aps ora è presente con le sue attività di formazione cani d’allerta medicale in ambito diabetico pediatrico, giovanile e adulti presso il Centro Cinofilo Etologico “Porta della Langa” via Langa 96, in località Carrù (CN). La scuola avrà competenze territoriali per il Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria. Per informazioni: Paolo Incontri 351 9198 681 responsabile nazionale formazione AICAD aps http://www.aicad-italia.org/

 

“Non è vero che sono tornati i voucher”

Solidarietà al presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, è stata espressa dal presidente provinciale dell’Organizzazione di Torino, Roberto Barbero, dopo che sui voucher lo stesso Scanavino è stato oggetto di polemiche tendenti a screditarne l’operato davanti agli agricoltori. «Scanavino – osserva Barbero – ha semplicemente detto quello che altri hanno taciuto o voluto nascondere, e cioè che non è affatto vero che i voucher sono stati reintrodotti. In realtà, sono state soltanto apportate delle modifiche minimali al regime vigente del contratto di prestazione occasionale, un sistema burocratico complesso ed incompatibile con le tempistiche delle aziende agricole, come ha dimostrato il quasi nullo utilizzo di tale strumento da parte degli imprenditori agricoli. Festeggiare, come da altri è stato fatto, la reintroduzione dei voucher, vuol dire fornire una informazione sbagliata alle imprese agricole, generando aspettative destinate a deludere». Nulla a che vedere, insomma, con i “veri” voucher, concepiti e in origine promossi dalla stessa Cia come strumenti di regolamentazione semplificata e quindi di emersione di tipologie di attività occasionali e marginali svolte in agricoltura da figure non professionalizzate. «Se da una parte Cia ha sostenuto l’utilità dei voucher per un segmento residuale delle attività agricole – ha dichiarato Scanavino -, dall’altra ribadisce da sempre la necessità di individuare un regime ad hoc, come già esiste in altre paesi europei, che preveda semplificazioni soprattutto in ordine alla programmazione pluriaziendale della presenza dei lavoratori, nonché agli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro».

 

 

Politiche giovanili, passa il ddl

È passato  in giunta regionale il disegno di legge sulle politiche giovanili che ha come obiettivo quello di finanziare le associazioni di under 30, di sostenere la mobilità internazionale, di favorire la partecipazione attiva dei ragazzi piemontesi alla vita democratica del nostro Paese. Adesso approderà in Commissione consiliare. Un passo in più verso l’approvazione e il suo divenire legge. “Già in questi anni ho lavorato per rendere più attivi i centri di aggregazione, in tutto 60, abbiamo assegnato solo lo scorso anno più di 180mila euro di fondi regionali per il loro funzionamento. E nei prossimi mesi apriremo un bando per distribuire nuove risorse”, spiega l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Monica Cerutti. Per l’attuazione della legge, se dovesse passare al vaglio del Consiglio,  sono previsti quasi 750mila euro nel triennio 2018-2020.

Ma quali sono i punti più salienti di questa norma voluta dall’assessorato, e che dovrebbe sostituire quella ormai obsoleta del 1995? Nel testo si prevede:

1 l’istituzione del registro delle associazioni giovanili. Chi si iscriverà potrà ricevere finanziamenti e ogni altro incentivo regionale previsto dalla presente legge. Se la norma sarà approvata, nel giro di qualche mese, il registro sarà attivo. Qui si potranno iscrivere le associazioni senza scopo di lucro, costituite in prevalenza da ragazzi, che si ispirano a principi di democrazia, uguaglianza, libertà;

2 l’impegno della Regione a favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica del Paese, sostenendo gli enti locali che vogliano promuovere processi di e-democracy, open government e creare le condizioni affinché i giovani siano sempre più coinvolti nei processi decisionali, anche grazie alle nuove tecnologie;

3 l’impegno a promuove lo sviluppo di luoghi d’incontro per i giovani dove sperimentare e realizzare attività educative, artistiche, culturali, sportive, ricreative e interculturali;

4 l’impegno a rendere più facile l’accesso alle informazioni riguardanti il mondo giovanile: i siti degli Informagiovani saranno tutti collegati in rete e al Portale Piemonte Giovani. Qui si troveranno anche i siti delle associazioni giovanili e tutte le informazioni interessanti per il target di utenti.

5 È poi prevista la valorizzazione degli Youth worker, operatori che si occupano di animazione socio-educativa dei ragazzi. La Regione attiverà corsi per formare questi animatori socio educativi, le cui competenze saranno certificate.

6 La nuova norma intende anche favorire la mobilità internazionale. “La Regione promuove, – si legge nel testo – d’intesa con le amministrazioni europee, statali e locali preposte, le attività legate alla mobilità, in ingresso ed in uscita, delle persone giovani mediante le politiche del volontariato e degli scambi in particolare con i Paesi dell’Unione europea e con quelli dell’area del Mediterraneo, nonché su tutto il territorio regionale e nazionale, nei settori dell’istruzione, della formazione e della cittadinanza attiva”.

7 Sarà infine istituito presso la Presidenza del Consiglio regionale il Forum regionale giovani quale organismo stabile di riferimento, confronto e discussione tra le giovani generazioni, la Regione e gli enti locali.  

“In questi anni vi è stata, da parte delle istituzioni, minor attenzione alle politiche giovanili rispetto al passato. Di queste si è parlato solo in relazione al problema della disoccupazione, considerando secondario investire in politiche di cittadinanza attiva. Noi crediamo, invece, che sia importante farlo. Vogliamo puntare sui giovani, sono loro il nostro futuro. Con questo disegno di legge vogliamo prevenire atti di vandalismo e di noia, come quelli a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi. A partire dal lancio di uova contro i cittadini di Moncalieri fino alle panchine distrutte a Villar Perosa”, commenta l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Monica Cerutti. La Regione stessa ha coinvolto i giovani, nell’iter formativo del disegno di legge, raccogliendo durante un ciclo di incontri, i loro suggerimenti.

Poli, crescono le preimmatricolazioni

Si conferma il trend positivo degli studenti che scelgono il Politecnico di Torino: sono 12.400 (+4% rispetto al 2017/18) e sono sempre più preparati. Negli ultimi cinque anni i preimmatricolati sono cresciuti del 50%

 

Sempre più studenti scelgono il Politecnico di Torino per il proprio percorso di studio, confermando un trend ormai pluriennale; per il 2018/2019 è stata raggiunta la quota di 12.400 iscritti ai test per i corsi di Ingegneria, Architettura, Design e Pianificazione dell’Ateneo, con un incremento globale del +4% rispetto allo scorso anno.

 

Per quanto riguarda gli aspiranti ingegneri, il numero dei preimmatricolati provenienti da Regioni italiane diverse dal Piemonte e dall’estero continua a essere superiore rispetto a quello dei residenti in Piemonte: sono il 60% e arrivano dalle Regioni storicamente più legate all’Ateneo come Sicilia, Puglia, Lazio, Liguria, Sardegna, Calabria.

 

I Paesi stranieri più rappresentati sono la Turchia e la Cina: in quest’ultimo Paese per il terzo anno consecutivo sono state organizzate sessioni in loco del test di ammissione, un’azione mirata a incentivare la partecipazione ai test d’ingresso da parte degli studenti stranieri che risiedono in Paesi geograficamente più lontani. Nonostante l’introduzione della soglia minima e del test obbligatorio anche per chi ha studiato all’estero, per quest’anno il numero degli studenti stranieri che intendono iscriversi al Politecnico si mantiene in linea con lo scorso anno. Fra i corsi di laurea in crescita, nell’area dell’Architettura spicca Design e Comunicazione Visiva con+18,5% rispetto allo scorso anno; nell’area dell’ingegneria invece Ingegneria Aerospaziale (+18%),Ingegneria Biomedica (+16%), Matematica per l’ingegneria (+15%), Ingegneria Chimica e Alimentare(+14%), Ingegneria Gestionale (+13%). Gli iscritti al test nazionale per l’accesso al corso di laurea in Architettura sono 674, sostanzialmente in linea con lo scorso anno.

 

Particolarmente significativo quest’anno è l’aumento della qualità degli studenti che hanno sostenuto il test nelle sezioni anticipate: il 50% di loro ha ottenuto un punteggio superiore al 50/100 (lo scorso anno era il 40%) il 30% ha raggiunto la soglia di 60 (lo scorso anno era il 23%). Di contro, gli studenti che hanno ottenuto un punteggio inferiore alla soglia del 20% sono solo il 5% (lo scorso anno erano il 10%). Gli iscritti ai test che hanno ottenuto un voto alla maturità pari a 100 e 100 e lode sono il 25% (stabile rispetto allo scorso anno).

 

“Gli studenti e le loro famiglie continuano a scegliere il nostro Ateneo, che offre percorsi di studi riconosciuti a livello internazionale e apprezzati dalle aziende”, commenta il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, che prosegue: “A questi ragazzi che entreranno a settembre nelle nostre aule noi garantiremo un modello formativo fortemente innovativo, con percorsi di apprendimento sempre più incentrati sullo studente, per favorirne l’autonomia nello studio e la maturazione di senso critico, capacità progettuale e responsabilità sociale, elementi essenziali per confrontarsi in modo ancora più proficuo con il mondo del lavoro e per rispondere alle nuove sfide poste dalla società. Per questo, proporremo forme flessibili e personalizzate di insegnamento, con modalità innovative e multimediali, e miriamo ad aprire al più presto un Teaching Lab, un centro per il miglioramento continuo della didattica sull’esempio di analoghi centri di molte scuole internazionali”.

 

Il 30 e 31 agosto si svolgerà l’ultima sessione dei test per Ingegneria, Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale e Design e Comunicazione visiva; il 6 settembre, toccherà invece agli aspiranti architetti sostenere la prova di accesso regolata dal Ministero. Come di consueto i risultati dei test saranno pubblicati sulla pagina personale degli studenti.

 

Autunno caldo: aziende senza ammortizzatori

Sono circa trenta le aziende torinesi  che esauriranno, tra settembre e ottobre, gli ammortizzatori sociali che riguardano centinaia di lavoratori. La Fiom lancia l’allarme e sottolinea la vicenda della Emarc di Chivasso, fabbrica dell’indotto auto con più di 200 dipendenti. Per tale azienda il 12 ottobre gli ammortizzatori saranno terminati. Invece la Federal Mogul di Chivasso, del settore auto, con un organico di circa  di 200 dipendenti almeno fino a fine anno farà 3 settimane di cig al mese. Per quanto riguarda Comital dopo il fallimento i 150 lavoratori si trovano senza stipendio e al momento non ci sono offerte. E l’incertezza è dovuta anche all’attesa di molte aziende per gli investimenti Fca

Una proposta contro il degrado urbano

Le foto scattate dal vicepresidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale riguardano gli ex mercati generali  del Lingotto, la presenza dei senza fissa dimora in piazza San Carlo e la sporcizia in via Roma.
Si tratta di soli tre esempi del degrado che caratterizza molti luoghi di Torino, abbandonati all’incuria assoluta. Una situazione che riguarda non solo il capoluogo, ma molti centri del Piemonte ed  è spesso collegata alla presenza di senza fissa dimora. “Una realtà – commenta Tronzano – che vede come primi danneggiati gli stessi senza tetto, ai quali la società, attraverso le istituzioni , non riesce evidentemente a garantire diritti e dignità”. “I casi si degrado urbano comportano non solo implicazioni sociali – osserva il consigliere regionale- ma anche  problemi di sicurezza. Poi, naturalmente, non è’ trascurabile l’impatto negativo che i turisti riscontrano nel vedere giacigli improvvisati nelle piazze e sotto i portici storici cittadini”.
Per Tronzano “le questioni decoro e sicurezza non vanno disgiunte. Per dare risposte alle problematiche relative agli homeless si inizi dal coordinare realmente ogni azione attraverso una regia tra le istituzioni, il mondo del volontariato, delle associazioni caritatevoli. Ma non solo: si interessi anche il mondo del privato,  delle imprese e dei costruttori per cercare soluzioni tecniche e abitative in accordo con le istituzioni, si razionalizzi l’uso degli edifici del demanio per trovare spazi per i senza tetto”
A Torino nel 2010 risultavano senza fissa dimora  699 persone di cui 25 donne e nel  2011, secondo i dati della Fondazione Rodolfo Debenedetti erano circa 1400 . In Piemonte si occupano degli homeless per il 39,2% organizzazioni private, per il 37,3% organizzazioni private finanziate con fondi pubblici, il 23,5% dal pubblico che è tra le quote più alte in Italia.
” Torino ha sperimentato l’uso della vecchia stazione di Porta Susa per accudire i senza dimora nel periodo invernale – dice Tronzano – e ha proposto la sperimentazione di un contributo mensile per chi ospita in casa a i senza tetto. Non dico si tratti di scelte inutili, ma sono un palliativo. Il fenomeno è da esaminare in modo organico grazie  ad un confronto più ampio con tutti i soggetti potenzialmente coinvolti. In alcuni casi, non escluderei l’arresto per evitare che qualcuno muoia al freddo o per ragioni di salute pubblica.”
“L’approccio al problema è spesso quello emergenziale – aggiunge il vicepresidente del gruppo di Forza Italia – mentre necessitano soluzioni organizzative definitive e, aspetto non meno importante, una azione preventiva che intercetti situazioni di disagio sociale ed economico, anticamera della perdita di una casa. In questa direzione sarebbe importante dialogare con le altre Regioni, per un confronto sulle politiche dell’emergenza abitativa e sui casi si criticità sociale”.
“Per quanto riguarda la Regione, essa ha il compito di sviluppare  progetti nel campo della sicurezza e forme di collaborazione con le forze di polizia, considerando che spetta all’ente regionale istituire la Conferenza regionale sulla sicurezza integrata, sede di valutazione e di confronto in merito alle politiche locali per la sicurezza integrata. E proprio in riferimento alla legislazione piemontese sulla sicurezza integrata – conclude Tronzano – suggerisco alla giunta regionale di predisporre un Regolamento che valga per Torino ma anche per i centri delle città piemontesi, che tenga in conto delle questioni legate al decoro urbano, alla sicurezza dei cittadini e ad una dignitosa assistenza ai senza tetto. Il regolamento regionale, che dovrà prendere spunto dalla legge 48/2017, avrà tra i suoi punti cardine anche quello di sancire la responsabilità oggettiva ( per esempio: paga chi è colpevole di deturpare il decoro urbano)”.
Ecco alcuni degli aspetti più significativi che dovrebbero essere contenuti nel regolamento regionale proposto da Tronzano:
– un maggiore coordinamento tra regioni e enti locali per la promozione della sicurezza integrata, che comprende la riqualificazione urbana e il decoro, utilizzando la polizia locale che tra l’altro avrà un aggiornamento professionale costante
– patto tra prefetti e sindaci con accordo sancito in conferenza Stato- città e autonomie locali; il patto contiene prevenzione e sicurezza nelle aree a maggior degrado per dissuadere da ogni forma di condotta illecita e di turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici
– nel regolamento ci sarà spazio anche per i sensori del territorio come gli amministratori di condominio e i volontari 
– individuare nel regolamento anche le aree urbane che devono essere tutelate
– ordinanze per situazioni di grave incuria e degrado e vivibilità urbana
 “All’interno del regolamento  – conclude Tronzano – saranno comprese anche le sanzioni che non sono più di natura penale ma multe per chi imbratta i muri. Il modello è il ripristino a cura dell’ente e la fattura a chi è stato beccato o si è reso responsabile di un fatto. Il tema è  dunque quello della responsabilità oggettiva: chi imbratta deve pagare i danni.” 

Lupi e ungulati, Cia: “Buon senso Uncem”

Pieno apprezzamento per le considerazioni espresse dal presidente dell’Uncem Piemonte (l’Unione degli enti montani), Lido Riba, sulla nuova legge regionale sulla caccia è stato manifestato dal presidente della Confederazione italiana agricoltori di Torino, Roberto Barbero, che rilancia l’allarme sul proliferare di lupi e ungulati

«La posizione dell’Uncem è la dimostrazione che gli organismi che davvero vivono a contatto con le realtà montane, sui problemi dei danni della fauna selvatica non possono che stare dalla parte degli allevatori e degli agricoltori. Il presidente Riba ha parlato in termini pragmatici e di buon senso, ragionando sul merito della questione e non dando spazio alle sirene dell’ambientalismo ideologico che renderebbe incompatibile l’attività agricola in montagna. Gliene rendiamo merito e siamo pronti a collaborare ovunque sia necessario». In particolare, annunciando il sostanziale sostegno alla nuove legge regionale sulla caccia, impugnata dalle associazioni venatorie, ma secondo l’Uncem Piemonte non su aspetti fondamentali, sul proliferare degli ungulati Riba auspica “un’attenta riflessione con la Regione Piemonte e le altre Regioni dell’arco alpino”, in quanto “se i censimenti confermano che gli ungulati sono troppi, bisogna permettere prelievi aggiuntivi”. Quanto al lupo, lo stesso presidente dell’Uncem Piemonte afferma che “il Piano nazionale deve partire dalla esigenza di tutelare non solo la biodiversità alpina, ma soprattutto l’uomo e le sue imprese che garantiscono sviluppo sociale ed economico nelle aree montane”: «La presenza del lupo – argomenta Riba – non può minare la presenza dei montanari con le greggi di pecore e le mandrie di vacche da portare in alpeggio, al pascolo. Per gli esemplari sbranati, gli indennizzi sono sempre più bassi e i cani, oltre alle reti, non sono la soluzione. Il Piano lupo, che Governo e Parlamento dovranno analizzare a breve dopo anni di sospensione, riparta dunque dalle esigenze dei montanari e degli allevatori». Musica per le orecchie del presidente di Cia Torino, che questa primavera a Fenestrelle aveva promosso un affollatissimo convegno, con centinaia di pastori, politici, amministratori locali e operatori del settore, al termine del quale il sindacato agricolo giunse alle medesime conclusioni.