In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, l’ospedale Mauriziano di Torino nel 2018 promuove l’eliminazione della violenza sulle donne con iniziative organizzate e coordinate dall’équipe multiprofessionale aziendale per l’assistenza delle vittime di violenza sessuale e domestica e dal Comitato Unico di Garanzia aziendale. Da venerdì 23 a lunedì 26 novembre dalle ore 9 alle ore 16 verrà esposto al pubblico un allestimento interattivo aperto alla popolazione ed ai dipendenti sul tema dell’eliminazione della violenza sulle donne. I visitatori potranno interagire con l’allestimento lasciando una traccia del loro passaggio, disegnando, colorando o scrivendo la propria testimonianza nell’allestimento realizzato in corridoio in corridoio Turati davanti alla Direzione sanitaria di presidio. Inoltre verrò esposto l’allestimento “Posto occupato” presso il Pronto soccorso e presso il Padiglione Carle negli ambulatori.
Dopo la mobilitazione Sì-Tav qualcosa si muove. L’appuntamento è fissato per il 5 dicembre, quando rappresentanti delle imprese, sindacati, mondo della cooperazione e delle categorie produttive torinesi incontreranno a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, con il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Le realtà produttive hanno dichiarato apprezzamento per la disponibilità del governo, ribadendo la necessità di un confronto sereno sui temi della Tav e dello sviluppo di Torino e del Piemonte.
Biscotti di Natale per giovani talenti
La Fondazione Cecilia Gilardi, che dal 2010 sostiene i giovani talenti più meritevoli negli anni della formazione e dell’ingresso nel mondo del lavoro, organizza tre giornate di raccolta fondi a Torino in avvicinamento alle festività natalizie. Sabato 24 novembre, 1 dicembre e 15 dicembre dalle ore 10 alle ore 19 sarà infatti presente con un banchetto in via Roma di fronte al civico 121, dove si potranno trovare gustosi biscotti di Natale e l’originale burnia con tutti gli ingredienti necessari per prepararli, che saranno disponibili a fronte di una donazione. L’intero ricavato dell’iniziativa di raccolta fondi verrà destinato a favore delle borse di studio e dei progetti speciali dei giovani talenti sostenuti dalla Fondazione Cecilia Gilardi.
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Per maggiori informazioni: segreteria@fondazionececiliagilardi.org 0115618236.
Venerdì 23 novembre inaugura ufficialmente a partire dalle 17
Si tratta di un progetto unico nel suo genere perché è un caffè vineria all’interno del quale operano persone affette da autismo. E’ un progetto di inclusione sociale e di inserimento nel mondo del lavoro. Una sorta di “palestra per l’allenamento” degli adulti con autismo, che potranno fare pratica individuando le mansioni più adatte tra le oltre 50 disponibili. L’intento è quello di fare emergere le capacità dei singoli e finalizzarle al conseguimento di un’alternativa all’intervento di tipo assistenziale, che tende a mantenere la persona nella sua condizione di disabile.BiStrani vuole al contrario proporre contesti ordinari dove acquisire autonomia e autosufficienza e inserirsi così nella vita reale facendo sentire i disabili parte integrante della comunità. Caffè e Vineria potranno anche favorire il processo di integrazione con gli altri residenti del quartiere. L’obiettivo di medio termine è inserire, nel giro di due anni, tra i dieci e dodici adulti con autismo lieve e medio grave, con attività, tempi e orari personalizzati.
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Il progetto è opera della onlus Autismo e Società – https://www.autismoesocieta.org/
Nelle scuole di Volpiano riparte il progetto «Con i nostri occhi», avviato nel 2014 secondo il modello della «Pedagogia dei genitori» di Riziero Zucchi e Augusta Moletto
Il cuore di questa iniziativa è la convinzione che «la famiglia è componente essenziale e insostituibile dell’educazione e possiede risorse e competenze che devono essere riconosciute dalle altre agenzie educative». La proposta si rivolge, in particolare, ai genitori di ragazzi con disabilità, ma non solo, poiché, come sottolinea la presentazione «tutti i genitori devono poter avere l’occasione di presentare i loro bambini con i propri occhi, perché ogni bambino è speciale e gli occhi di chi lo ha visto crescere nella realtà di tutti i giorni rappresentano un punto di vista imprescindibile». «Con i nostri occhi» si propone di realizzare, per ogni ragazzo che partecipa, un libretto scritto dai genitori con lo scopo di presentare il figlio a compagni di classe, docenti e famiglie, utilizzando il linguaggio della quotidianità. Il testo, accompagnato da alcune foto, si snoda attraverso temi come «Chi sono?», «Le cose che mi piacciono», «Modi coi quali comunico», «Modi coi quali puoi aiutarmi», «Quello che devi conoscere di me», «Quello che voglio tu sappia di me». Il metodo «Con i nostri occhi» è diventato in molte realtà parte integrante dei percorsi di integrazione scolastica delle persone con difficoltà, in base ai protocolli stipulati tra scuole, Asl ed enti locali. A Volpiano viene gestito dall’Istituto Comprensivo ed è sostenuto dal Comune, attraverso l’Unione Net, e dalla Asl TO4. «È un progetto molto positivo – commenta l’assessora alla Scuola Elisa Gigliotti – perché permette di cambiare il punto di vista sulla disabilità, coinvolgendo direttamente le famiglie; crediamo molto in questa iniziativa e siamo contenti che l’adesione cresca anno dopo anno».
Arriva a Torino la campagna nazionale di informazione . In Piemonte si stimano 2.900 nuovi casi nel 2018. Alla tavola rotonda del 21 novembre sarà presente anche l’ex calciatore Roberto Bettega
I Musei Reali, la Statua di Atleta e la cupola del Guarini si illuminano di azzurro fino al 25 novembre per la sensibilizzazione sul tumore alla prostata. Fa tappa a Torino “Novembre Azzurro”, la prima campagna nazionale, organica e coordinata sul tumore alla prostata promossa da Europa Uomo, l’associazione italiana che da oltre 15 anni è impegnata nel campo dell’informazione sulle patologie prostatiche. “Fai luce su di te” è il claim della campagna – patrocinata dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero ei Beni e delle Attività Culturali – che punta a promuovere maggior consapevolezza della malattia nell’universo maschile, e a fornire strumenti per affrontarla. Per una settimana nel capoluogo piemontese sarà distribuito materiale informativo nelle piazze, presso le farmacie e gli studi dei medici di famiglia delle città. Sono inoltre in programma iniziative di sensibilizzazione con le scuole: tra gli obiettivi della campagna, infatti, c’è quello di far partire il cambiamento culturale di consapevolezza e conoscenza del proprio corpo sin dalla giovane età. Il 21 novembre alle ore 18.00, i Musei Reali ospiteranno inoltre la tavola rotonda a ingresso libero “L’uomo e la prostata: falsi miti e reale informazione”. L’evento (a ingresso gratuito) sarà presieduto dal Prof. Paolo Gontero, Direttore della Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette e membro del Comitato Scientifico Europa Uomo Italia Onlus, al quale prenderanno parte: Silvio Falco, Direttore generale dell’A.O. Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Umberto Ricardi, Direttore Dipartimento di Oncologia dell’A.O. Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Oscar Bertetto, Direttore
Dipartimento Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta,Roberto Bettega, ex calciatore e dirigente della Juventus e l’avvocato Maria Laura De Cristofaro, presidente di Europa Uomo Italia Onlus. Il 21 novembre l’ingresso al museo sarà gratuito per tutti gli uomini a partire dalle 17.00. In Italia si stimano 458.000 persone con pregressa diagnosi di carcinoma prostatico, circa il 30% dei maschi con tumore; oltre 14 milioni di uomini sono a rischio per fascia d’età, familiarità o altri fattori. Solo per il 2018 sono stimate circa 35.000 nuove diagnosi, 2.900 dei quali in Piemonte (Fonte: Rapporto Aiom-Airtum 2018). Il carcinoma prostatico è divenuto, nell’ultimo decennio, la neoplasia più frequente nella popolazione maschile nei Paesi occidentali, e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. Dopo il Lazio, la Calabria, la Campania, e il Piemonte, la prossima tappa sarà in Lombardia dove, grazie al patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, si illuminerà di azzurro il Napoleone Bonaparte a Milano. “Abbiamo deciso – sottolinea De Cristofaro – di parlare a tutti gli uomini attraverso il linguaggio dell’arte, scegliendo delle statue simbolo di virilità maschile. Il tumore alla prostata è una patologia che incide moltissimo sul vissuto, come il tumore al seno: ma se le donne sono più abituate ad occuparsi della propria salute e a parlare con i medici, gli uomini sono meno inclini alla prevenzione. La prostata non deve essere più un tabù e nell’uomo deve aumentare la consapevolezza che le buone abitudini sono alla base della conoscenza del proprio corpo. Con Novembre Azzurro, per la prima volta in Italia si organizza una campagna organica in 5 regioni, con particolare attenzione a quelle meridionali; il nostro obiettivo è di estenderla, entro il 2022, a tutto il Paese”.
La sindaca Appendino ha presentato il tracciato di 26 km e mezzo, per un totale di 33 fermate tra le stazioni di Anselmetti e Rebaudengo, della linea 2 della metropolitana di Torino. E’ stato ritenuto il migliore tra i sette analizzati da Systra, il gruppo incaricato della progettazione preliminare. Sono previsti prolungamenti a Sud Ovest fino a Orbassano e a Nord Est a San Mauro, con una deviazione in
via Bologna. La prima cittadina ha detto che “la linea 2 è una priorità e si procede affinché l’opera possa essere finanziabile già a settembre 2019. E’ un tassello importante per la riqualificazione di una parte della città”.
(foto: il Torinese)
Partnership tra Pam e Borello
52 punti vendita della realtà imprenditoriale piemontese nella provincia di Torino si affiliano
Pam ha stretto un’importante partnership con Borello, primaria società piemontese attiva nel settore del retail. A partire dal 1° gennaio 2019, infatti, 52 punti vendita della provincia di Torino verranno affiliati mantenendo l’insegna “Borello Supermercati”. Per l’anno prossimo è previsto un piano di nuove aperture a Torino, San Benigno Canavese, Rivara Torinese, San Sebastiano da Po e Giaveno e, in previsione, un nuovo organico di circa 150 addetti.
Questo accordo nasce dalla volontà reciproca di raggiungere ambiziosi traguardi sul mercato, con vantaggi comuni. “Siamo molto soddisfatti di aver concluso questa operazione – dichiara Andrea Zoratti, Consigliere Delegato Pam Franchising – perché ci permette di accrescere le nostre quote di mercato del 35% circa in Piemonte*, regione per noi molto importante, collaborando con un player di primaria importanza come Borello. Soltanto unendo le forze si riesce a competere in un mercato così complesso come quello della grande distribuzione”.
“È stato naturale eleggere Pam come nostro partner, – dichiara Fiorenzo Borello – perché, oltre ad essere uno degli attori più importanti nel settore della GDO in Italia, siamo animati dalla stessa passione per la qualità e dagli stessi obiettivi. Semplicità, tradizione e fiducia sono, da sempre, le caratteristiche che ci contraddistinguono e attraverso le quali puntiamo ad unire i valori del passato con le molteplici esigenze dei consumatori di oggi. Grazie a Pam avremo a disposizione anche la qualità e varietà dei prodotti a marchio, 11 linee che rispondono ad ogni esigenza”.
I punti di forza dell’insegna Pam
Il payoff “La Vita spesa al meglio” sottolinea, infatti, l’impegno quotidiano di Pam nel proporre prodotti, servizi e soluzioni per migliorare la qualità della vita dei propri clienti. Una mission che si fonda su tre asset essenziali: l’italianità, che significa conoscere, saper fare ed essere in simbiosi con il territorio; la qualità dell’assortimento – in particolare dei freschissimi e dei prodotti a marchio – e dell’esperienza d’acquisto e, infine, la relazione quotidiana con i clienti, sotto il segno dell’entusiasmo e della passione, per una spesa facile, piacevole e conveniente.
Borello, da 40 anni il meglio del bio e dei prodotti locali
Grande esperienza nel settore alimentare e vicinanza al cliente sono due elementi fondamentali anche per la società Borello, fondata quarant’anni fa a Castiglione Torinese, in provincia di Torino, da Fiorenzo Borello. Oggi, con ricavi pari a circa 130 milioni di euro nel 2017 e 600 collaboratori, può vantare 52 supermercati sui territori torinese e canavese, nei quali viene data grande attenzione agli articoli a marchio “Borello”, di produzione locale, alle referenze biologiche e free from, alla lotta allo spreco alimentare e all’offerta di freschissimi di stagione. Il format dei negozi, confortevoli e moderni, è stato premiato dall’A’Design Award and Competition, per la categoria ‘Interior space and exhibition design” e dall’ADI Design Index, la prestigiosa selezione del miglior design italiano messo in produzione. Nei punti vendita vengono, inoltre, adottati impianti a basso impatto ambientale, con pannelli fotovoltaici, illuminazione a led e attrezzature a ridotto consumo energetico.
“Grazie a questa operazione di integrazione strategica con Borello, cresce notevolmente la nostra presenza in Piemonte. Affiliarsi a Pam significa non soltanto poter fruire della competenza e dell’affidabilità di una realtà presente sul territorio nazionale da ben 60 anni, ma anche poter disporre di percorsi di formazione efficaci e di un’immagine di brand forte e consolidata. Proseguiremo con i nostri piani di sviluppo per affermarci sempre di più come punto di riferimento per gli imprenditori del settore della GDO e per tutti i nostri clienti”, conclude AndreaZoratti.
*Fonte: Guida Nielsen Largo Consumo settembre 2018 (perimetro iper+super+libero servizio), includendo le nuove aperture 2019
Pernigotti e l’alimentare italiano
Lo shopping straniero dei prodotti e marchi dell’alimentare italiano va avanti da ameno trent’anni , senza sosta. Tanto per citarne alcuni: Barilla, Parmalat, Bertolli, Carapelli, Sasso, Star, Garofalo e ancora, il passaggio di mano, del 25 per cento della proprietà del riso Scotti dalla famiglia Pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods
Per restare in Piemonte, senza che nessuno se ne sia accorto, registriamo inoltre la vendita della catena di Gelaterie Torinesi Grom alla multinazionale Unilever e quella della Pernigotti, dal Gruppo Averna che deteneva l’intero capitale dell’azienda piemontese, al gruppo turco Toksoz. Praticamente, si vende il Made in Italy, ma casi di acquisto da parte italiana non ce ne sono. Del resto, non è che al Gruppo Ferrero Spa, sia mai venuto in mente di comprare qualche cioccolatino piemontese oppure qualche prodotto alimentare straniero. Speriamo che alla società albese non venga in mente di “cedersi” a mani straniere, come è già avvenuto, per altri gloriosi marchi. Torniamo al caso Pernigotti di cui si è parlato in Consiglio regionale Piemonte e alla Camera dei Deputati. In Piemonte c’è stato una proposta di Ordine del giorno dei consiglieri regionali Marco Botta e Gian Luca Vignale accettato all’unanimità a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio. “La Regione Piemonte, attraverso la finanziaria Finpiemonte, verificherà “la possibilità di acquisire dalla Toksoz il marchio Pernigotti, i suoi brevetti e lo stabilimento di Novi Ligure” e darà mandato a Finpiemonte “di individuare un soggetto che rilevi l’azienda e garantisca la produzione sul territorio piemontese”. Alla finanziaria regionale spetterà, infine, la definizione delle “clausole contrattuali a tutela della continuità aziendale in Piemonte e dei connessi livelli occupazionali. “A fronte –continuano Botta e Vignale- di aziende non europee che fanno shopping di aziende italiane con fondi dello stato a cui appartengono non è più possibile non mettere in campo misure straordinarie”. “Non è mai troppo tardi“, per citare una celebre trasmissione televisiva e ci auguriamo che il domani ci riservi meno amare sorprese, ma più speranza per le generazioni che verranno. Ovviamente, ci vorrebbe una determinazione a progredire che non avvertiamo.
Tommaso Lo Russo
La legge regionale sul contrasto alle ludopatie si sta rivelando un utile mezzo per combattere il gioco d’azzardo legale in Piemonte. È quanto evidenziano i dati sul gioco d’azzardo presentati questa mattina nel corso della riunione congiunta della terza e della quarta Commissione, dove però ci sono state anche voci in parziale dissenso
Presieduto dal presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi alla presenza degli assessori regionali al Lavoro Gianna Pentenero e alla Sanità Antonio Saitta, l’incontro ha visto la presentazione dei dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli elaborati, su incarico della Regione, da Ires Piemonte. Dall’approvazione della legge 9/2016, infatti, il volume del gioco d’azzardo legale in Piemonte si è ridotto di più di mezzo miliardo di euro, passando da un volume di 5,1 miliardi nel 2016 a una stima di 4,6 miliardi nel 2018 e le perdite dei giocatori si sono ridotte del 17% passando da 1,250 miliardi nel 2016 a una stima di 1,030 miliardi nel 2018.
Pentenero e Saitta hanno sottolineato gli effetti positivi della legge, che tocca
numerosi ambiti della Regione, a cominciare dai dipartimenti contro le dipendenze, che curano ogni giorno centinaia di pazienti affetti dai danni del gioco compulsivo, e che si arricchirà nel 2019 anche attraverso azioni di formazione e di prevenzione sul territorio.
Nel corso del dibattito il consigliere Luca Cassiani (Pd), che ha presentato due emendamenti alla legge 9/2016 che verranno discussi in Aula nell’ambito del disegno di legge “Omnibus”, pur concordando sul fatto che si è rivelata una norma positiva nella sua quasi totalità, ha espresso perplessità sull’efficacia del “distanziometro”, ovvero sulla distanza minima che gli esercizi commerciali che ospitano slot machine devono rispettare nei confronti di luoghi ritenuti “sensibili”. A suo avviso il “distanziometro” non ha avuto un grosso impatto sulla diminuzione del gioco poiché lungo le statali sono stati aperti nuovi mini casinò e altri stanno per aprire e chi vive nelle zone di confine si riversa a giocare in Liguria o in Lombardia.
Per la consigliera Nadia Conticelli (Pd) non va dimenticato che lo scopo del provvedimento, che prende in considerazione solo il gioco legale perché quello illegale va combattuto con altre armi, non è abolire il gioco legale ma limitarne gli eccessi e le distorsioni.
Per il consigliere Andrea Tronzano (Fi) – che ha presentato anch’egli una serie di emendamenti alla legge 9/2016 che verranno discussi in Aula nell’ambito del disegno di legge “Omnibus” – è competenza del Consiglio regionale valutare cambiamenti alla legge e cercare soluzioni che non ricadano sulla pelle dei lavoratori. Esprimendo riserve sull’utilità del “distanziometro”, ha sottolineato che il Piemonte non può permettersi di stroncare un settore come il gioco d’azzardo lecito, che oggi rappresenta la terza economia in Italia.
Di parere diverso, Marco Grimaldi (Leu) ha affermato che i dati presentati dalla Giunta sono concordi nell’affermare che la spesa per il gioco d’azzardo è stata ridotta e ricordato che l’obiettivo della legge non è sradicare il gioco d’azzardo legale dal Piemonte, perché non si tratta di un provvedimento proibizionista, ma che la flessione dimostra che si sta operando nel verso giusto.
Il consigliere Davide Bono (M5s), infine, ha chiesto alla Giunta di mettere a disposizione delle Commissioni l’elenco dei Comuni piemontesi che, in seguito all’approvazione della legge, hanno emanato ordinanze in materia di gioco d’azzardo.
I dati completi sono disponibili sul comunicato della Giunta regionale alla pagina www.regione.piemonte.it/pinforma/sanita/2459-gioco-d-azzardo-patologico-con-la-legge-regionale-ridotti-soldi-spesi-e-perdite.html





