ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 533

I consumi in Piemonte doppiano la media italiana

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La spesa media delle famiglie si attesta a 2.726 euro: Cuneo è la provincia più dinamica (+3%) e Biella quella in cui si è speso di più (3.075 euro a famiglia)

 

Appare vivace il quadro della spesa per i beni durevoli in Piemonte nel 2018, che viene tracciato dall’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia e presentato  a Torino. Le auto usate (+2,5%) crescono più di quelle nuove (+1%), il mercato dei mobili mostra un aumento del 2%, risultano in calo l’elettronica di consumo (-3,9%), l’information technology (-1,9%) e gli elettrodomestici (-1,4%).  “Le famiglie piemontesi – commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi – hanno speso in durevoli 5 miliardi e 487 milioni, ovvero l’1,5% in più rispetto al 2017, con una crescita doppia rispetto alla media italiana (0,8%)”.

 

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L’ANALISI PROVINCIALE. Il quadro provinciale si presenta eterogeneo: Cuneo (3%), Torino (2,1%), Biella (1,7%) e Vercelli (1,1%) hanno sperimentato un’evoluzione positiva dei consumi, mentre ad Alessandria (0%) e Novara (-0,3%) la spesa si è attestata sui livelli dell’anno precedente; Asti (-0,6%) e, soprattutto, Verbano-Cusio-Ossola (-2,6%) hanno presentato un andamento negativo. La spesa media per beni durevoli delle famiglie piemontesi nel 2018 è stata di 2.726 euro, valore superiore sia alla media italiana (2.356), che a quella del Nord-ovest (2.674). Tra le province continua a spiccare la posizione di Biella che con 3.075 euro per famiglia si colloca, dopo Prato, al secondo posto tra tutte le province italiane.  


TORINO
. Nel 2018 in provincia di Torino – secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic – la spesa per beni durevoli ha raggiunto 2 miliardi e 843 milioni con una media di 2.692 euro a famiglia. Le auto di nuova immatricolazione hanno alimentato un mercato di 879 milioni per un incremento del 3,1%, in netta controtendenza rispetto ai dati nazionali (-2,1%). Di più vale il segmento delle auto usate, che ha toccato 890 milioni di euro facendo registrare un aumento del 2,3%. Impennata per i motoveicoli (+6,9%) e crescita per i mobili (+2,2%) a quota 713 milioni. Negativa la dinamica – in linea con le medie nazionali – per elettrodomestici (-1,1%), information technology (-1,6%) e elettronica di consumo (-3,7%).


ALESSANDRIA
. Lo stallo nel consumo di beni durevoli in provincia di Alessandria si traduce in una spesa di 544 milioni di euro nell’arco del 2018, pari a 2.718 euro per famiglia. Secondo l’Osservatorio Findomestic il mercato delle auto nuove si è attestato a 170 milioni con un calo del 2%; in crescita, invece, gli acquisti di auto usate: +1,1% per un totale di 175 milioni di euro. Molto positivo il dato relativo al segmento dei motoveicoli: +10,6%. I numeri del comparto ‘casa’ rispecchiano a grandi linee le tendenze di respiro regionale: +1,5% per i mobili (132 milioni di euro spesi), -1,9% per gli elettrodomestici, -4,5% per l’elettronica di consumo e -2,6% per l’information technology.


ASTI
. Dei 252 milioni di euro spesi in beni durevoli in provincia di Asti nel 2018 (equivalenti a 2.595 euro per famiglia) sono stati 70 quelli impiegati per acquistare auto nuove con un calo del 3,1%. L’Osservatorio Findomestic registra, poi, una spesa di 88 milioni per le auto usate con una contrazione dello 0,8% (unico dato negativo per il segmento in Piemonte). Completa il quadro sfavorevole per il comparto ‘veicoli’ il -3,6% fatto registrare dalle moto. La provincia di Asti è, però, quella con i numeri migliori nel comparto ‘casa’: i mobili sono schizzati a +3,1% per 61 milioni di euro di spesa e l’information technology è aumentata dello 0,1% a fronte di una sensibile flessione in tutte le altre province. Contenute le perdite nei segmenti elettrodomestici (-0,4%) e elettronica di consumo (-2,7%).

 

BIELLA. Nel 2018 il mercato dei beni durevoli nella provincia di Biella ha toccato i 254 milioni di euro per un incremento dell’1,7% ed una spesa record di 3.075 euro a famiglia. Come dimostrano le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic, nel comparto ‘motori’ le auto nuove sono cresciute dello 0,6% (75 milioni), quelle usate hanno fatto registrare un +3,5% (91 milioni) e le moto sono aumentate del 3,7%. Segno ‘più’ anche per i mobili: +2% con una spesa complessiva di milioni. Negativo l’andamento di tutti gli altri segmenti del comparto ‘casa’: -1,4% per gli elettrodomestici, -3,9% per l’elettronica di consumo e -1,5% per l’information technology. 


CUNEO
. Secondo L’Osservatorio Findomestic la provincia più vivace del Piemonte per consumo di beni durevoli è quella di Cuneo con un valore di 738 milioni di euro, ovvero 2.850 euro a famiglia. In un anno in cui gli acquisti si sono sviluppati del 3%, i cuneesi hanno speso 219 milioni di euro per auto nuove (+4,4%, incremento top per il segmento in Piemonte), 251 milioni di euro per vetture usate (+4,1%) e 20 milioni per motoveicoli (+7,1%). Non si discostano sostanzialmente dalla media regionale i dati che l’Osservatorio Findomestic ha rilevato per il comparto ‘casa’: +1,7% per i mobili (a quota 171 milioni), -2,1% per gli elettrodomestici, -4,1% per l’elettronica di consumo -2,5% per l’information technology.


NOVARA
. In provincia di Novara nel 2018 si sono spesi 447 milioni di euro per i beni durevoli con una media di 2.725 euro per famiglia. In una situazione fondamentalmente statica per i consumi, l’Osservatorio Findomestic ha rilevato una contrazione del 3,6% nel mercato di auto nuove (che si è fermato a 152 milioni) e un andamento positivo nei segmenti delle auto usate (+2,7% a quota 132 milioni) e dei motoveicoli (crescita record del 14,7%). Per quanto riguarda i mobili, la crescita si attesta all’1,2% per un mercato da 107 milioni di euro, mentre risultano in flessione le altre voci del comparto ‘casa’: elettrodomestici -1,9%, elettronica di consumo -4,5%, information technology -3%. 


VERCELLI
. Le famiglie della provincia di Vercelli nel 2018 hanno speso 217 milioni di euro in beni durevoli nel 2018 (2.722 euro a famiglia). Le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic dimostrano che la quota maggiore, 73 milioni di euro, è stata destinata alle auto usate, per le quali si è registrato un incremento del 4,7% (record in regione). Sono stati spesi, poi, 68 milioni per le auto nuove (-1,1%) e 49 milioni per i mobili (+1,5%). Negativo l’andamento degli altri segmenti: -6,2% per i motoveicoli, -4,3%, per l’elettronica di consumo,  -2,4% per l’information technology e -1,7% per gli elettrodomestici.  


VERBANO-CUSIO-OSSOLA
. Ammonta a 193 milioni di euro, ovvero 2.589 euro a famiglia, la spesa in beni durevoli per la provincia di Verbano-Cusio-Ossola nel 2018. Sensibile è la flessione registrata dall’Osservatorio Findomestic per le auto nuove: -8,7% per 65 milioni complessivi. Si è invece speso di più rispetto al 2017 per le auto usate: 54 milioni con una crescita dell’1,9%. Positivo l’andamento del mercato dei motoveicoli (+4,3%) e modesto segno ‘più’ per i mobili (+0,9% a fronte di una media regionale del +2%). Pesanti le perdite in tutti gli altri segmenti: -2,4% per gli elettrodomestici, -2,9% per l’information technology e -5,1% per l’elettronica di consumo.  

Aspic, un aiuto per la cura della propria salute

L’Aspic, Associazione Studio Paziente Immuno Compromesso, fondata nel 1997 ad opera di alcuni medici dell’Unità Operativa Malattie Infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, è stata creata con il proposito di sensibilizzare e supportare il paziente migrante, significativamente esposto e fragile, nella conoscenza di alcune importanti tematiche, come la prevenzione delle malattie infettive trasmissibili, che il nostro Servizio Sanitario Nazionale non ritiene sempre una priorità. Occuparsi della prevenzione e della cura di persone immuno compromesse, deboli da un punto di vista biomedico e sociale, accompagnarle e sostenerle durante un percorso conoscitivo e formativo è l’obiettivo che questa onlus persegue attraverso una serie di iniziative, in atto in Italia ed in Africa, mirate ad incrementare la conoscenza rispetto a diverse problematiche sanitarie ed a fornire gli strumenti necessari per prendersi cura della propria salute favorendo, in tal modo, il proprio benessere psico-fisico, l’integrazione e l’essere parte attiva della società. Un altro scopo di Aspic è migliorare il rapporto tra l’operatore sanitario e il paziente attraverso l’utilizzo di figure professionali specializzate appartenenti sia all’ambito medico ma anche tramite collaboratori esterni, mediatori culturali, addetti alla comunicazione, antropologi ed interpreti che agevolano la relazione tra le due parti rendendo fluido e semplice lo scambio nelle varie attività. Grazie all’impegno di Aspic sono stati raggiunti ad oggi più di 1200 destinatari: oltre 700 migranti, attraverso 2 progetti in Italia, e circa 500, tra bambini e ragazzi, come risultato di 3 progetti in Mali e Burkina Faso. E’ iniziato a gennaio, presso il Serming di Torino, il corso in 4 moduli “Star bene dipende da te” che ha come obiettivo quello di informare come l’adozione di una condotta corretta nello stile di vita, nell’igiene, nella prevenzione e l’utilizzo della “buona prassi” possano essere determinanti nell’impedire la comparsa di malattie croniche non trasmissibili come tumori, patologie cardiovascolari e respiratorie, diabete e disturbi neurologici. Aspic è sempre alla ricerca di nuovo personale volontario, soprattutto medici ed infermieri, per potenziare il proprio staff, raggiungere sempre più persone e diffondere la conoscenza sulla prevenzione. Per qualsiasi informazione relativa ai corsi, ai progetti e alla ricerca di volontari si può contattare Aspic attraverso l’e-mail info@aspiconlus.it o consultare il sito www.aspiconlus.it

Maria La Barbera

Torino dice addio anche a Peyrano

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Dopo la Pernigotti anche l’altro colosso del cioccolato piemontese cala le serrande. Oltre 5 milioni di debiti e nessuna prospettiva per risollevarsi.

Peyrano, lo storico laboratorio artigianale di corso Moncalieri ha definitivamente chiuso i battenti. Così mercoledì, a poco più di 24 ore dalla notizia della drammatica chiusura della Pernigotti, Torino e il Piemonte perdono un altro tassello della loro “forza lavoro”. Pare che lo storico marchio che ha contribuito a rendere famoso il Piemonte come patria del cioccolato, questa volta non sia riuscito a risanare i debiti accumulati negli ultimi anni e che ad oggi il suo debito sia cresciuto in maniera esponenziale fino a raggiungere la cifra di 5 milioni di euro. Già a maggio alcuni laboratori erano stati sigillati a causa del mancato pagamento dell’affitto e a causa delle lamentele di numerosi lavoratori rimasti da tempo senza stipendio. Negli ultimi nove mesi purtroppo la situazione invece che migliorare è andata peggiorando portando così, qualche giorno fa, la dichiarazione di fallimento da parte della Jacopey Cioccolato – società con la quale i fratelli Peyrano avevano precedentemente rilevato il marchio-. Il curatore fallimentare è già a lavoro per mettere insieme l’elenco dei creditori e ha formalizzato che l’11 maggio il famoso marchio verrà messo all’asta e venduto al miglior offerente.

Simona Pili Stella

Due madamine lasciano ma nasce il comitato del Sì

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Le madamin Sì Tav si riducono di numero e passano da sette a cinque ma non mollano  la battaglia per lo sviluppo di Torino e del Piemonte

Si trasforma in comitato civico l’associazione ‘Sì Torino va avanti’, dalla quale sono nate le due manifestazioni di piazza Castello  a favore della Torino-Lione. Ufficialmente Donatella Cinzano e Roberta Dri escono dal gruppo per impegni di lavoro inconciliabili. Non si sa ancora se il nuovo comitato preluda a una “avventura”  politica alle elezioni di maggio. Patrizia Ghiazza, una di loro, ha intanto depositato il marchio dell’onda arancione. “Vogliamo contrastare l’incompetenza di una certa politica e proporre un ventaglio più ampio di persone preparate”. 

 

(foto: il Torinese)

Il buono servizi per il lavoro della Regione

“Sono oltre 18.000 le persone prese in carico, a fine 2018, dai servizi per il lavoro piemontesi nell’ambito del Buono servizi, l’intervento di politica attiva del lavoro finanziato dalla Regione Piemonte, grazie al Fondo sociale europeo, con cui i disoccupati di lungo periodo e le persone in condizione di particolare svantaggio vengono accompagnati nella ricerca di nuova occupazione”. È quanto ha detto in terza Commissione (presidente Raffaele Gallo) l’assessora al Lavoro Gianna Pentenero, nell’informativa richiesta da Francesca Frediani (M5s). La misura prevede l’erogazione da parte degli operatori accreditati di una serie di servizi gratuiti di orientamento, ad esempio, ricerca attiva e accompagnamento al lavoro, incrocio domanda-offerta volti ad aumentare l’occupabilità delle persone. “Delle oltre 18 mila persone prese in carico, 14.500 sono disoccupati da più di sei mesi, 3561, invece, sono soggetti particolarmente svantaggiati (ad esempio lavoratori a rischio discriminazione, in carico o segnalati dai servizi sociali e sanitari ed ex detenuti. Quanto agli esiti occupazionali, più del 50% dei disoccupati di lungo periodo (8500) e il 46% delle persone svantaggiate (1926) sono state avviate al lavoro a seguito dei servizi ricevuti, con contratti stabili per il 41% dei disoccupati inseriti al lavoro e per il 24% delle persone svantaggiate. La maggior parte delle persone avviate lavorano ancora alla data del monitoraggio” ha aggiunto Pentenero. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, degli oltre 18 mila destinatari del Buono servizi, oltre 9400 hanno usufruito della misura rivolgendosi a operatori dell’area metropolitana torinese, 1900 della Provincia di Cuneo, 1769 di Alessandria, 1742 del Novarese, 952 di Vercelli, 928 di Biella, 808 di Asti e 496 del Verbano-Cusio-Ossola.

Utile Fca da record negli Usa, meno in Cina

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Con un utile netto 2018 pari  a 7,3 miliardi di euro, in rialzo del 3% ( e +9% a parità dei cambi di conversione) con margine in calo al 6,3% Fca tocca il record negli Usa. I  risultati sono invece  in calo in Asia, a causa della debole performance in Cina. Qui anche Maserati ha subito un impatto significativo. L’amministratore delegato di Fca, Mike Manley, nel corso della conference call sui risultati ha detto che “il 2019 sarà una pietra miliare perché torneremo a distribuire un dividendo e non succedeva da un decennio”. LA vendita di Magneti Marelli garantirà  inoltre “un futuro alla società e consentirà a Fca di distribuire il dividendo straordinario agli azionisti”.

Una legge per i diritti delle persone con disabilità

Fornire un quadro di riferimento nel complesso panorama normativo regionale che sancisca i diritti imprescindibili delle persone con disabilità e come debbano essere attuati in tutte le politiche regionali. È quanto si propone la legge per la “Promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilità”, approvata nella seduta  dall’Assemblea regionale con 28 sì e 12 non votanti. Il provvedimento, presentato dalla prima firmataria Enrica Baricco(Pd), è stato illustrato in Aula nella seduta del 29 gennaio dalla stessa consigliera Baricco quale relatrice di maggioranza e dalla consigliera Francesca Frediani (M5s) quale relatrice di minoranza. Baricco aveva sottolineato come il provvedimento nasca dalla “necessità di promuovere una nuova cultura della disabilità fondata sul riconoscimento dei diritti delle persone, delle pari opportunità e delle pari dignità: un intervento organico per indirizzare e coordinare l’attività della Regione in materia e uno strumento sul quale possano essere innestate, in futuro, ulteriori utili riforme”. La legge, infatti, indica linee d’azione per le politiche del lavoro e dell’occupazione, i modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società, la mobilità, l’inclusione educativa e scolastica. E ancora, la salute e le politiche sociali, la cultura e il turismo, lo sport e il contrasto alla discriminazione. Frediani, aveva invece evidenziato che “l’assenza di una norma finanziaria che preveda lo stanziamento di fondi per l’attuazione della legge fa sì che il provvedimento non tenda tanto a introdurre novità quanto a riordinare e a rendere più accessibile la legislazione esistente per una miglior pianificazione delle misure per le persone con disabilità”. Tra le novità più interessanti spicca l’inserimento del “Disability Manager” quale figura professionale responsabile di tutto il processo d’integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità: dalla pianificazione, ricerca e selezione, all’inserimento e mantenimento in azienda, fino allo sviluppo professionale e organizzativo. Viene istituito, quale sede di confronto permanente sul tema della disabilità, un Tavolo di lavoro con le Autonomie locali a livello regionale e le Associazioni a tutela delle persone con disabilità e le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

È prevista, inoltre, presso la Giunta regionale, l’istituzione di una Cabina di regia con compiti consultivi e propositivi in materia di disabilità. Presieduta dall’assessore alle Politiche sociali o suo delegato, ha il compito di monitorare lo stato di attuazione delle legge e proporre progetti per l’inclusione, l’accessibilità e la partecipazione delle persone con disabilità, fornire consulenza agli operatori pubblici coinvolti nei percorsi dedicati alle persone con disabilità e promuovere iniziative di sensibilizzazione. La Giunta regionale, avvalendosi del supporto della Cabina, presenta ogni anno alla Commissione consiliare competente e al Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche, una relazione sull’attuazione della legge e sulle criticità e un quadro descrittivo degli interventi e delle azioni realizzate nei singoli ambiti, che sarà resa pubblica insieme a eventuali documenti del Consiglio regionale che ne concludano l’esame.

IL DIBATTITO

Per il Pd Paolo Allemano e Valentina Caputo hanno definito il provvedimento “una sorta di ‘navigatore’ in grado di fissare e definire un metodo di lavoro che colloca al centro la persona con disabilità” e sottolineato che le persone con handicap non devono mai essere considerate un peso ma un valore.

Per Gian Luca Vignale (Mns) si tratta di una legge ampiamente condivisibile ma che rischia di essere vanificata dal momento che, non prevedendo incrementi di risorse, corre il rischio di enunciare e declinare una serie di principi cui non sarà facile dare seguito.

Per Gianna Gancia della Lega Nord il provvedimento “fornisce strumenti per accendere un faro su situazioni importanti e auspico che quando la Regione godrà di maggior autonomia ci sia la possibilità d’investire più risorse”.

Per il M5s Davide Bono e Frediani hanno definito il provvedimento “condivisibile”, anche se la mancanza di risorse fa sì che la proposta di legge abbia “il gusto di un’occasione sprecata che la rende simile a una mozione puntuale sul tema della disabilità”.

Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) ha definito l’iter che ha portato all’approvazione della legge “un importante cammino culturale che farà sì che la comunità piemontese sia più attenta al tema della disabilità”.

Per i Moderati Stefania Batzella ha espresso soddisfazione perché il provvedimento “rappresenta un’occasione per dare un segnale forte affinché il Piemonte sia sempre più favorevole all’inclusione delle persone disabili nei vari ambiti” e “può consentire agli Assessorati, agli Enti territoriali e alle associazioni di lavorare sempre più in rete”.

Per FdI Roberto Ravello ha dichiarato il proprio apprezzamento per il lavoro svolto e per l’importanza della legge anche se, ha sottolineato, “l’invarianza delle risorse non può non farci dubitare rispetto alla reale volontà della Giunta di tradurre in pratica alcune proposte fatte dal Consiglio”.

L’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari ha definito “di notevole importanza” l’iniziativa legislativa del Consiglio, perché “consente di superare una visione settoriale delle politiche della disabilità, di favorire l’integrazione tra le diverse politiche e i diversi settori dell’Amministrazione regionale per far crescere il senso di appartenenza e d’inclusione nella comunità delle persone disabili”.

Parte la sfida della Città della Salute

“Prende formalmente e concretamente avvio il progetto più significativo per la città e per il Piemonte dei prossimi anni, per migliorare ancora la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini nostri e anche di altre regioni e per accrescere innovazione, ricerca e formazione in un campo strategico come quello della cura alla persona”: così il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, dopo che il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Città della Salute, Silvio Falco, ha firmato la delibera che fa partire la procedura di gara per l’affidamento del contratto di partenariato pubblico-privato che consentirà la realizzazione del Parco della Salute di Torino.L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, considera il provvedimento “un traguardo importantissimo” e rileva che “se pensiamo ai tanti anni persi in passato e al fatto che all’inizio del nostro mandato abbiamo praticamente dovuto ripartire da zero: da quando si è cominciato a discutere di Parco della Salute sono passate quattro legislature regionali e si sono succeduti nove governi nazionali differenti, ora finalmente si parte sul serio. Mi preme ringraziare per il lavoro fatto insieme in questi anni la Città della Salute, l’Università, il Politecnico, la Compagnia di San Paolo e il Comune di Torino per la parte urbanistica”.

La gara

Riguarda la realizzazione del “Polo della sanità e della formazione clinica e del Polo della ricerca” del Parco della Salute, ha un valore complessivo di 455 milioni di euro (150 di finanziamento pubblico e 305 a carico del privato), sarà articolata in varie fasi mediante la formula del dialogo competitivo, avrà una durata complessiva di 18 mesi. Questa modalità permetterà di definire al meglio il percorso per arrivare al progetto definitivo, sulla base delle reali esigenze cliniche e sanitarie. Dopo la pubblicazione del bando, gli operatori privati interessati potranno presentare richiesta di partecipazione. Le richieste saranno analizzate per la verifica dei requisiti economici e tecnici necessari. Gli operatori ammessi prenderanno parte al dialogo competitivo e presenteranno una prima proposta progettuale. La Città della Salute convocherà a quel punto i concorrenti per approfondire ogni aspetto. Terminata questa fase, si chiederà di presentare il progetto definitivo sulla base del quale verrà scelto il vincitore.

Il Parco della Salute in sintesi

Il Parco della Salute consentirà di concentrare in una nuova struttura all’avanguardia le attività ad alta complessità degli ospedali della Città della Salute, adeguandole agli standard attuali e del prossimo futuro, in grado di concorrere alla valorizzazione e al potenziamento delle eccellenze degli ospedali esistenti. In questo modo verrà offerta al territorio una struttura in grado di rispondere ai diversi bisogni sanitari, di formazione e di ricerca e di far fronte alle mutate esigenze del sistema sanitario che richiede complessi ospedalieri tecnologicamente avanzati, flessibili, aperti al territorio e con costi di gestione sostenibili. La connotazione sarà quella di un centro polispecialistico all’avanguardia per l’assistenza, la ricerca avanzata e l’insegnamento multidisciplinare, con potenziale attrattivo a scala regionale e nazionale e con elevate capacità operative, organizzative e di interazione con la rete dell’alta complessità. Il progetto è localizzato su un’area di circa 317.000 metri quadrati a sud-est di Torino (area ex Fiat Avio) e prevede la realizzazione di quattro poli funzionali, strettamente fra loro interconnessi:

Tav, analisi costi-benefici condivisa con la Francia

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti scrive in una nota che “il Mit ha condiviso con il Governo francese, attraverso l’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, l’analisi costi-benefici sul progetto Tav Torino-Lione, come concordato dai Ministri Borne e Toninelli, prima della validazione e pubblicazione da parte del Governo italiano” Per il Mit si tratta del punto di partenza di “un’interlocuzione tra i due esecutivi”. E a breve sarà fissato un incontro bilaterale.

Al via la Clinica del diritto Torino

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Anche quest’anno i volontari di Avvocato di Strada Torino avranno un ruolo di primo piano nelle attività della Clinica Legale della Facoltà di Giurisprudenza attivata dalla Dott.ssa Cecilia Blengino dell’Università di Torino
Il progetto è stato presentato questa mattina martedì 5 febbraio alle ore 10 e sarà aperto a due studenti di giurisprudenza che potranno affiancare i volontari nelle attività di supporto legale in favore delle persone senza dimora. “Siamo entusiasti di poter ripetere l’esperienza attivata l’anno scorso che permetterà ai giovani studenti di avvicinarsi all’avvocatura facendo un’esperienza diretta del nostro mestiere e che, in più, potranno farlo partendo dal punto dei più deboli. La nostra associazione – sottolineano i volontari di Avvocato di strada – collabora già alle cliniche del diritto di varie università italiane come Milano, Bari e Foggia. Siamo orgogliosi di poter collaborare anche quest’anno con la Clinica del diritto di Torino, una delle prime a prendere piede in Italia”.
do. me.