ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 526

Operarsi per non ammalarsi di tumore. Primo studio italiano

 Come Angelina Jolie. “Che cosa dicono le donne che l’hanno fatto e cosa ne pensano i loro partner”
 I risultati di un’indagine italiana condotta dai ricercatori dell’ospedale Mauriziano di Torino
 
Quando alcuni anni fa Angelina Jolie si è sottoposta alla chirurgia profilattica per ridurre il rischio di ammalare di tumore della mammella e delle ovaie, che nel suo caso era altissimo in quanto portatrice di una mutazione genetica ereditata dalla famiglia, tutti si sono sentiti in dovere di esprimere il loro giudizio in merito alla scelta ed alle sue conseguenze. Pochi giorni fa l’INPS ha sancito che le donne portatrici di mutazione BRCA che hanno scelto di sottoporsi a chirurgia preventiva possono ottenere il riconoscimento di una percentuale di invalidità civile sulla base delle conseguenze psicologiche, endocrine e riproduttive di questi interventi. Questo importante risultato è stato ottenuto grazie all’azione di aBRCAdaBRA, un’Associazione nazionale che riunisce centinaia di donne a rischio ereditario. Ma che cosa ne pensano le donne che l’esperienza l’hanno vissuta in prima persona? I ricercatori del Centro per i tumori ereditari della donna dell’ospedale Mauriziano di Torino (diretto dalla professoressa Nicoletta Biglia), in collaborazione con aBRCAdaBRA, hanno svolto un’indagine in tutta Italia su una popolazione di donne che si sono sottoposte ad un intervento “di riduzione del rischio” per conoscere il loro punto di vista e quello dei loro partner. I risultati di questa indagine sono in corso di pubblicazione su una importante rivista scientifica internazionale Journal of Clinical Medicine. Le donne con mutazioni dei geni BRCA1-BRCA2 a tutt’oggi identificate in regione Piemonte sono 1170 (circa 870 già affette da tumore e 300 sane). La frequenza attesa delle mutazioni nella popolazione è di circa 1 soggetto mutato su 800. Gli interventi di cui parliamo consistono nella mastectomia bilaterale con ricostruzione protesica immediata per prevenire il tumore della mammella e nell’asportazione delle ovaie e delle tube appena completata la famiglia per prevenire il tumore ovarico.

In realtà queste non sono le sole possibilità di prevenzione: in alternativa, per il tumore della mammella si può aderire ad un programma di sorveglianza intensiva, che viene offerto nel Centro del Mauriziano alle donne ad alto rischio. Per il tumore dell’ovaio invece, purtroppo, non sono ancora disponibili metodi efficaci di diagnosi precoce e la chirurgia rimane l’unica strada praticabile per le donne ad alto rischio genetico.
Tutte le donne intervistate erano portatrici del gene alterato, di solito BRCA 1 e BRCA 2, alcune avevano già avuto il tumore, altre avevano eseguito l’accertamento genetico in quanto appartenenti a famiglie con mutazione ed erano sane, ma a conoscenza del loro stato di rischio. Molte avevano già subito l’intervento, alcune avevano deciso di sottoporvisi più avanti non appena completata la famiglia, altre invece hanno risposto all’invito pur avendo optato per un programma di sorveglianza intensiva invece dell’intervento. Scopo della ricerca era conoscere direttamente dalle protagoniste le motivazioni e l’impatto di questi interventi sulla loro qualità di vita personale, sociale e di coppia ed il supporto ricevuto dal partner nella decisione.
In sintesi sono emersi molti aspetti interessanti ed alcune criticità, riassume la professoressa Nicoletta Biglia, responsabile della Breast Unit dell’ospedale Mauriziano, che ha ideato lo studio:

  • Il principale è che le donne in generale sono soddisfatte della decisione presa, perché la riduzione dell’ansia di ammalarsi di tumore prevale su tutti gli altri aspetti ed oltre il 90% rifarebbe la stessa scelta e la consiglierebbe a donne nella medesima condizione.
  • Per quanto riguarda la mastectomia, il principale aspetto negativo segnalato è l’aspetto estetico non sempre del tutto soddisfacente e la ridotta sensibilità della mammella ricostruita.
  • L’ovariectomia profilattica è stata scelta da più dell’80% del campione per la preoccupazione di un possibile sviluppo di un tumore ovarico e per la mancanza di efficaci alternative di sorveglianza. Più dell’80% delle donne si dichiara soddisfatta delle informazioni ricevute sugli aspetti oncologici, ma solo la metà ritiene di essere stata adeguatamente informata sulle conseguenze dell’intervento e sulle possibilità di trattamento. Infatti quasi due terzi delle donne, dopo l’intervento, ha sviluppato importanti sintomi menopausali (vampate di calore, insonnia, secchezza vaginale, dolore nei rapporti sessuali), che nella maggior parte dei casi sono stati trattati in modo poco efficace. Da sottolineare che le poche donne (soltanto il 4%) che rivaluterebbero la scelta della chirurgia preventiva erano tutte in premenopausa e con disturbi menopausali successivi all’intervento, che ne hanno influenzato fortemente la qualità di vita. All’ospedale Mauriziano è attivo da anni un Centro per la gestione della menopausa in pazienti oncologiche dedicata proprio a questi aspetti.
  • Nella realtà che è stata indagata, il coinvolgimento del partner è quasi la norma. Il 70% delle operate dichiara di essere stata completamente onesta con il partner nel manifestargli le sensazioni, positive e negative, che provava. Anche se la decisione di sottoporsi alla chirurgia preventiva vede quasi sempre coinvolto e consenziente il partner, la scelta finale è in più della metà dei casi individuale: le donne hanno preso la decisione da sole nel 58% dei casi per la mastectomia e nel 48% per l’ovariectomia. In pochi casi (2%) la decisione è stata presa contro il parere del partner. 
  • In conclusione questa indagine rappresenta la prima testimonianza diretta della complessità del percorso e delle scelte che le donne con mutazione BRCA devono affrontare e sottolinea la necessità che ricevano un counselling da personale altamente specializzato ed un percorso clinico organizzato sia prima che dopo l’intervento. All’ambulatorio dedicato ai tumori eredofamiliari della mammella e ginecologici ed a quello della menopausa in pazienti oncologiche che si tiene ogni mercoledi alla Breast Unit dell’ospedale Mauriziano si accede con prenotazione diretta al numero 011/5082384.

 
 
 
 

Tutte le idee di Expocasa

Al via il più importante appuntamento del nord ovest d’Italia per tutto ciò che riguarda l’arredamento e le idee per l’abitare, in programma a Torino da sabato 2 a domenica 10 marzo, all’Oval Lingotto

Organizzata da GL events Italia, l’edizione numero cinquantasei di Expocasa si snoda attraverso i 20 mila mq del suggestivo Oval Lingotto Torino, dove il pubblico può avere una panoramica completa sulle ultime novità del settore arredamento, per dare nuova vita agli spazi domestici ed esterni. Dalle tendenze della zona cucina, riconosciuta ormai come cuore pulsante della casa, passando attraverso l’area giorno e gli spazi del benessere, si arriva alla zona notte in cui ampio spazio è dedicato alle camerette per i bambini e ragazzi, con soluzioni sempre più innovative e in linea con le abitudini di oggi: il percorso di Expocasa, suddiviso per aree tematiche, si conferma così sempre più fruibile e dinamico. Una vetrina completa dei migliori marchidel mercato consente al pubblico di trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze e al proprio stile abitativo, che sia classico o all’avanguardia. Presenti a Expocasa oltre trecento espositori italiani e stranieri, tra questi non mancanorealtà artigiane piemontesi e alcune tra le più interessanti start up italiane che presentano in fiera soluzioni per la casa del futuro, con particolare attenzione al green e al risparmio energetico. Per l’edizione 2019 è in programma un ricco calendario di appuntamenti che anima il Salone, rendendolo ancora più coinvolgente per il pubblico: ne La Cucina di Expocasa, l’ampia area dedicata alla convivialità, sono proposti showcooking e incontri con chef e scuole di cucina; tornano i corsi gratuiti rivolti al pubblico per rendere ancora più su misura la propria casa, ma anche Incontra l’esperto, consulenze gratuite prenotabili sul sito di manifestazione: dallo sportello dell’Agenzia delle Entrate e di CasaClima che forniscono indicazioni su agevolazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio, alla consulenza in materia legale e tecnica dell’UPPI(Unione Piccoli Proprietari Immobiliari), dai consigli dell’interior designer per un restyling della propria casa a quelli della plant designer per il verde domestico. Inoltre per il pubblico dei professionisti Expocasa ha in programma alcuni momenti di formazione, con rilascio di crediti formativi: Progettare gli spazi in funzione degli elementi di arredoorganizzato dall’Ordine degli Architetti di Torino e Fondazione per l’Architettura di Torino in collaborazione con Progetto casa di DeMaria (venerdì 8 marzo) eRistrutturare con CasaClima: dall’appartamento al condominio, a cura di CasaClima Network Piemonte e Valle d’Aosta dedicato al risparmio energetico, sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni (sabato 9 marzo). Prima di concludere il giro espositivo non si può rinunciare allo Shopping in Terrazza, l’area allestita nella balconata interna dell’Oval, dove poter acquistare complementi d’arredo e oggettistica di tendenza per vestire e abbellire ogni stanza della casa e dove INAUGURATO SBATIOtrovare prodotti enogastronomici di eccellenza per la tavola. Expocasa si conferma poi baby friendly: durante i nove giorni di manifestazione è attivo il servizio di baby parking a cura dell’Associazione SuperTate con attività e laboratori creativi dedicati ai più piccoli. Per chi vuole intervallare la visita di Expocasa con una pausa golosa, all’esterno dell’Oval Lingotto è allestita l’area Food Truck con tante proposte per tutti i palati. Per scoprire il calendario di appuntamenti in programma, le novità proposte dai marchi in esposizione e tutti i servizi per il pubblico visita il sitowww.expocasa.it
 
(FOTO DANIELE BOTTALLO)

Le "nemiche" delle Donne

Lo scorso 22 febbraio si è svolta la conferenza stampa organizzata dalle #ragazze del gruppo PMA in Piemonte. Tema, quello della procreazione medicalmente assistita, sensibile ed emotivamente coinvolgente e che tocca decine di migliaia di donne nella nostra regione. Conferenza intensa e con momenti drammatici quando oltre alle, legittime, richieste di adeguamento della legge regionale a quella nazionale dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) una delle #ragazze ha confessato di avere tentato tre volte il suicidio. Il non riuscire, seppure a poco più di venti anni, a diventare mamma, il sentirsi “difettosa” e fallita come donna l’avevano portata a quei gesti estremi. L’aiuto della madre e di uno psichiatra le hanno consentito di superare le difficoltà ed al nono tentativo a coronare il suo sogno. Per informazione, l’attuale legge regionale è ferma a 43 anni e tre cicli (tentativi) mentre quella nazionale arriva a 46 anni e sei cicli. Molte regioni italiane si sono già adeguate, da tempo, alla normativa nazionale. A fine conferenza stampa, dopo quasi un’ora e mezza, arrivò una trafelata consigliera regionale del PD, Nadia Conticelli, a dire che l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta si impegnava ad adeguare la normativa regionale a quella nazionale. Cosa confermata, dopo pochi minuti, da un comunicato stampa ufficiale dello stesso assessore e da un post sui social, il giorno dopo, del Presidente della Regione Sergio Chiamparino. Conferenza stampa, intensità e drammaticità a parte, riuscita.
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Praticamente tutte le testate quotidiane presenti, agenzia di stampa, Rai con il Tg3 Piemonte e Retesette. Ampi servizi sui TG e sui quotidiani, compreso la testata che mi ospita ( http://www.iltorinese.it/pma-placido-quando-la-legge-non-basta-a-riconoscere-i-diritti/) , presenza di due consigliere regionali, oltre alla “trafelata” la Consigliera di Liberi e Uguali Silvana Accossato che aveva fatto, sollecitata, un’interpellanza urgente, impegno preso, dai vertici regionali, ad adeguare la legge regionale sulla PMA. Quindi tutto bene? Non proprio. Per capire la risposta occorre tornare un passo indietro e cioè alla preparazione della conferenza stampa. Oltre ad invitare tutte le testate giornalistiche, tutte le consigliere regionali, alcune hanno risposto ed altre no, il Presidente della Regione, ha risposto un suo collaboratore, l’assessore alla Sanità, non ha risposto, le #ragazze di PMA in Piemonte hanno invitato tutte, ma proprio tutte, le associazioni femminili o delle donne che dir si voglia. Da quelle datoriali, come AIDDA o FIDAPA, dalla storica Casa delle Donne al Centro antiviolenza, Centro studi, dalla mitica Federcasalinghe al Telefono Rosa, alla sconosciuta, per me, Soroptimist al più borghese Zonta, alle varie associazioni di donne medico alle Donne del Terzo millennio per finire, passando dalle Uscire dal Silenzio, alle per me sconosciute, e sono due, Tampep onlus.
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Forse ne ho dimenticato qualcuna di queste sigle, non quella ufficiale, visto le responsabilità sul tema, della Commissione regionale delle pari opportunità. Sigle, storie, azioni ed orientamenti diversi ma tutte, ma proprio tutte, accomunate dallo stesso comportamento, nessuna di loro ha accettato l’invito e partecipato alla conferenza stampa ne ha ritenuto di rispondere con una mail all’invito. Così prese da fare convegni spesso con risorse pubbliche e deserti o ad i quali partecipano loro stesse. Compresse da una autoreferenzialità fine a loro stesse, critiche, molte di loro, verso i partiti e la politica dai quali hanno preso i comportamenti più deteriori. Se non fai parte dei loro “cerchiettini” asfittici non esisti. E cosa fanno quando delle donne “vere” che hanno, poche, un figlio e che ne desiderano un secondo o il realizzarsi, per molte, del sogno della loro vita, la maternità, le invitano, chiedono ascolto, solidarietà anche di genere, come si usa dire, comprensione, aiuto? Non partecipano e nemmeno rispondono. Ho pena per loro, e mi vergogno io, sperando che un po’ di vergogna la provino, per loro. Le prime e vere nemiche delle donne sono, quelle e per fortuna non tutte, che dicono di impegnarsi per aiutarle.
 

Arte e intelligenza artificiale

Oggi è possibile coniugare arte e tecnologia, grazie alla cosiddetta Blockchain, che rappresenta uno strumento ideale per l’autenticazione e la certificazione delle opere d’arte, consentendo di superare i limiti connessi alla documentazione cartacea, che può essere soggetta a eventuali manomissioni
Ed è anche possibile individuare una stretta connessione tra opere d’arte ed intelligenza artificiale. “Nella società contemporanea – spiega l’avvocato Simone Morabito, titolare di uno Studio legale Tributario torinese ed esperto di diritto dell’arte – non è assolutamente irrealistico parlare di intelligenza artificiale e di un legame presente tra questa e l’arte. Con la dicitura “AI” si devono, prima di tutto, intendere quei sistemi che mostrano un comportamento intelligente, analizzando il proprio ambiente e compiendo azioni con un certo grado di autonomia, per raggiungere obiettivi specifici. Si parla di “Light Artificial Intelligence” e di “Deep Artificial Intelligence”. Nel primo caso si tratta di un’intelligenza che compie un’azione delegata poi all’uomo, nel secondo caso di un’intelligenza che impara e replica comportamenti umani” “Quando si parla di intelligenza artificiale – spiega l’avvocato Morabito – si pensa subito a robot in grado di comprendere e decidere quali siano le azioni da compiere e di un mondo futuristico in cui convivano uomini e macchine. In realtà l’intelligenza artificiale ed il suo utilizzo sono molto più reali di quanto si possa pensare e questa viene utilizzata in diversi settori della vita umana. Grazie all’intelligenza artificiale è stato possibile, infatti, dotare le macchine di percezioni visive, spazio-temporali e decisionali, dimostrando che l’intelligenza artificiale non è solo capacità di calcolo o conoscenza di dati astratti”. “L’intelligenza artificiale – precisa l’avvocato Morabito – viene utilizzata da tempo nei servizi legati al mondo dell’arte, per attribuire paternità o falsità ad un’opera.
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A questo scopo si utilizzano la rete neurale e la “Machine learning”, sistema, quest’ultimo, che viene adoperato per realizzare opere d’arte su ispirazione di un database fornito dall’uomo. Titolare dell’opera d’ingegno rimane, comunque, l’essere umano, anche quando l’opera d’arte è realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, se permangono i criteri di novità, originalità e creatività”. “Esiste poi il caso in cui – aggiunge l’avvocato Morabito – le opere d’arte vengano realizzate autonomamente dall’ intelligenza artificiale, attraverso il sistema del “Machine learning”. In questo caso si parla di GAN, vale a dire di Generative Adversial Network. Gli ultimi sviluppi dell’intelligenza artificiale hanno permesso, grazie alla GAN, la Rete Antagonista Generativa, al computer di sviluppare creatività”. Bisogna, tuttavia, distinguere l’apprendimento automatico, la Machine learning, dall’intelligenza artificiale, intendendo con il primo concetto un metodo di attuazione dell’intelligenza artificiale capace di permettere alle macchine di ricevere un insieme di dati, catalogare e poi apprendere a partire dalle informazioni ricevute. “Sono state realizzate – precisa l’avvocato Morabito – opere d’arte direttamente dall’intelligenza artificiale attraverso il Machine Learning. Si aprono in questo caso una serie di questioni legali che riguardano il rispetto dei criteri di originalità, creatività e novità. Secondo la Convezione di Berna per la protezione delle opere artistiche era già stato stabilito, inoltre, un termine minimo di tutela per tutta la vita dell’autore per un cinquantennio e la paternità dell’opera d’arte viene riconosciuta in capo alla persona fisica. Tra le opere prodotto della AI figura il “Ritratto di Edmond de Belamy”, realizzato nel 2018 e generato da un algoritmo addestrato sulle opere prodotte tra il XIV ed il XX secolo. Nell’ottobre 2018 da Christie’s è stato battuto all’asta questo quadro, che fa parte di un gruppo di undici ritratti di un’immaginaria famiglia, ideati da un trio francese di 25enni, che ha archiviato in un algoritmo 15 mila dipinti. Il collettivo che lo ha realizzato si chiama Obvoius, ha sede a Parigi ed è composto da Hugo Caselles-Dupre’, Pierre Fautrel e Gauthier Venier, che hanno impiegato la rete GAN, rete Generativa avversaria. Il generatore crea una nuova immagine sulla base del set ed il discriminatore cerca di individuare la differenza tra l’immagine creata dall’uomo e quella creata dal generatore”. “Oggi nel campo delle opere d’arte realizzate autonomamente dalla AI – conclude l’avvocato Morabito – si sta lavorando in direzione della creazione di una personalità giuridica specifica (personalità elettronica) e della formazione di un apposito registro, nello stesso tempo si sta pensando di istituire una responsabilità oggettiva per disciplinare i sinistri causati dalle macchine intelligenti. D’altronde in Arabia Saudita è stata concessa anche la cittadinanza al robot Sophia ed il 1 febbraio di quest’anno, alla Columbia University, il software di Machine learning ha permesso alla macchina e mettere a punto un sistema descrittivo di se stesso, che ha consentito alla macchina di imparare a muoversi ed auto-ripararsi”.

Mara Martellotta

 
Avvocato Simone Morabito
Studio Legale Tributario Morabito
www.studiomorabito.eu
www.artlawyers.legal 
 

Formazione a colazione

Ciclo di incontri formativi gratuiti PANE, BURRO E…
 
Ci hanno insegnato che la colazione è il pasto più importante della giornata. La colazione serve a dar la giusta carica ed energia alla nostra vita. Il progetto “Pane, burro e….” vuole essere come la colazione del mattino la giusta carica per affrontare il martedì.  Un ciclo di conferenze di formazione ed informazione gratuite solo su prenotazione dedicate a vari temi. Tutti i martedì dalle 10:30 alle 12:00 presso il Patzé Cook&Bar di Torino – Piazza Cavour, 2, 10123 Torino TO. Ingresso gratuito SOLO SU PRENOTAZIONE all’indirizzo: patzetorino@gmail.com. MAX. 20 iscritti 
Ecco il  calendario: 
5 Marzo: #Neuromarketing e scienze cognitive – Martedì, ore 10:30
con Marta Zanetta Digital Marketing Strategy
12 Marzo: #FoodMarketing Creare esperienze nel mondo dei Foodies. Martedì, ore 10:30 con Marta ZanettaDigital Marketing Strategy.
19 Marzo: #TrovaLavoro consigli utili e pratici per la ricerca attiva del lavoro, Martedì, ore 10:30 con Work Target – Agenzia per il Lavoro .
26 Marzo: #CyberBullissimo come riconoscerlo e come proteggere i minori. Martedì, ore 10:30 con Antonietta Marrazzo Social Media Manager e Web Strategy.
2 Aprile: #Gestionedeltempo impariamo da una professional organizer Marilina Di Cataldo , Martedì, ore 10:30.
9 Aprile#OliiEssenziali come curarsi e star bene, Martedì ore 10:30 Veronica Pacella .
COME ISCRIVERSI: 
Mandando un’e-mail a: patzetorino@gmail.com con oggetto “PRENOTAZIONE N. persone # della lezione scelta”
es “PRENOTAZIONE N.2 persone per #FoodMarketing”

La sinistra che non c’è

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Non so quale maledizione, anatema o virus ha colpito la sinistra italiana per ridurla nello stato in cui si trova. Gli errori, enormi e reiterati nel tempo, da soli non bastano a giustificare la situazione esistente. Quando sento dire che anche negli altri paesi europei arretra, cosa per altro e per fortuna non completamente vera, la cosa non consola i militanti ed i, pochi, dirigenti più accorti. E’ vero che, a ben guardare, il fenomeno risale a diversi anni fa ,praticamente dalla caduta del muro di Berlino ed all’incapacità dei gruppi dirigenti che si sono susseguiti alla guida dei partiti di sinistra italiana nel non capire appieno il grande cambiamento che stava avvenendo. La fine dei due blocchi, occidente da una parte e blocco legato all’Unione Sovietica, l’attuale Russia, dall’altra. Il tentativo, ora possiamo dire fallito, di dare una risposta al declino dando vita al Partito Democratico. Quella che sembrava una grande operazione politica, l’unire i due partiti che rappresentavano la tradizione di sinistra ed ex comunista con quella centrista ed ex democristiana. Come è andata a finire è oramai sotto gli occhi di tutti. Il PD (Partito Democratico) di un partito di sinistra non gli è rimasto praticamente nulla se non una parte del gruppo dirigente e pochissimi vecchi e stanchi militanti che pensano che quello sia ancora il “partito” di lontana memoria.

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Mentre la parte maggioritaria è un guazzabuglio di correnti e di individualità con un vissuto, di quel partito, da parte della stragrande maggioranza degli italiani di disprezzo se non di odio. Le posizioni politiche ed i provvedimenti dei governi a guida PD hanno allontanato milioni di elettori tradizionalmente di sinistra verso il Movimento 5 stelle e. soprattutto, verso il primo partito del nostro paese e cioè l’astensione. Provvedimenti di governo spesso con tratti, quando andava bene, liberali se non liberisti. La cosa più incredibile è che mentre il paese è guidato da una coalizione giallo-verde, un vero ircocervo politico, a trazione leghista e con tratti al limite dell’autoritarismo l’opposizione di centro sinistra è, quando va bene, assente. Andiamo ad analizzare cosa hanno fatto e fanno dopo la clamorosa e pesante sconfitta delle elezioni politiche del marzo del 2018. Innanzitutto nessuna analisi seria della sconfitta e assunzione di responsabilità. Poi, un silenzio assordante durato mesi e che ha generato non programmi ed iniziative rivolte verso il paese ma tutte rivolte verso l’interno degli stessi partiti. Il PD, in un continuo di liti e baruffe si è lanciato in un percorso congressuale che dovrebbe terminare, si fa per dire, dopo le primarie interne, il prossimo 3 marzo nelle primarie aperte a tutti per scegliere il segretario nazionale. Invece di contrastare le politiche devastanti, specialmente sul piano economico, del governo Conte-Salvini-Di Maio, si è guardato e si guarda il proprio ombelico. Sinistra Italiana rompendo, l’appena costituito LeU (Liberi e Uguali), cerca di costruire l’ennesimo “cartellicchio” elettorale con Rifondazione, De Magistris ed altri pezzettini senza sapere se l’operazione riuscirà in funzione delle prossime elezioni europee e convoca e sconvoca direzioni nazionali per, forse, fare un congresso straordinario.

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Articolo Uno-MDP, dopo un’afonia lunga mesi, si è lanciata in assemblee nazionali culminate a metà febbraio in un’estemporanea Conferenza Organizzativa che dovrebbe continuare i primi del prossimo aprile in una sorta di congresso. L’attesa vera sembra essere l’esito delle primarie del PD e scommettendo sulla vittoria di Zingaretti per “tornare” a casa. Desideri, confessati o meno, a parte la cosa non è così scontata. Così mentre si esercitavano in questo modo si è votato in Abruzzo ed in Sardegna per le regionali, si voterà a fine marzo, sempre per le regionali, in Basilicata ed a fine maggio in circa duemila comuni, in regioni come il Piemonte e per il parlamento europeo. I risultati di dove si è votato oramai li conosciamo e quelli di dove si voterà saranno uguali se non peggiori per il centro sinistra. La Democrazia Cristiana, che era un grande e litigioso partito, aveva una sorta di “semestre bianco” nel senso che nei sei mesi precedenti il voto si sospendevano liti interne, congressi e dispute e si preparavano liste di candidati, programmi e strategie. Insomma, l’esatto contrario di quello che hanno fatto e continuano a fare gli attuali vertici dei partiti di centro sinistra. Gruppi dirigenti sciagurati che dovrebbero essere mandati a casa senza tante cerimonie e che invece, completamente “fuori dal mondo” e slegati dai problemi del paese reale vivono e vegetano di dinamiche parlamentari , assolutamente autoreferenziali. A sinistra non rimane che sperare nella catarsi e nella possibilità di riprendere e ripartire da zero confidando anche nella mutevole e veloce politica italiana ed i conseguenti umori dell’elettorato del nostro paese. Prendendo a riferimento Francesco Bacone, dopo la “pars detruens la pars costruens”.

Invecchiamento attivo

Al via le consultazioni on line per tre proposte di legge in favore dell’invecchiamento attivo della popolazione piemontese (i cui testi sono consultabili nella sezione “link asssociati”). Fino a venerdì 8 marzo, ha stabilito nei giorni scorsi la Commissione Sanità, presieduta da Domenico Rossi, le associazioni e gli enti interessati avranno la possibilità di presentare le proprie osservazioni ai provvedimenti, presentati rispettivamente dai gruppi Fi, M5s e Pd. Al termine delle consultazioni le tre proposte di legge passeranno all’esame del Cal. Partendo dal presupposto che negli ultimi anni i Comuni hanno messo in atto diverse esperienze positive per migliorare la condizione degli over 65, seppur con iniziative sporadiche e non coordinate, affidate più alla buona volontà che a un piano organico, le tre proposte mirano a definire un modello sostenibile da utilizzare come strumento di promozione alla partecipazione della vita sociale e culturale della comunità favorendo la crescita personale degli anziani e valorizzando la loro capacità progettuale e le loro esperienze formative. Gli ambiti d’intervento spaziano dalle politiche familiari alla formazione permanente, dalla prevenzione sanitaria alla cultura e al tempo libero. I primi firmatari dei provvedimenti del Pd e del M5s – Rossi e Davide Bono – hanno dichiarato la propria disponibilità a formulare un testo unico. La Commissione ha poi proseguito l’esame delle due proposte di legge sull’istituzione del fattore famiglia, che si propone come strumento per combattere la povertà, aggravata dalla crisi economica, soprattutto delle famiglie più numerose o con persone disabili o anziani non autosufficienti a carico. Uno strumento integrativo – nel rispetto della normativa Isee – che tiene conto di numerosi fattori per accedere ai servizi regionali. Ha espresso parere positivo a maggioranza su quello presentato dal gruppo Pd e negativo, sempre a maggioranza, su quello presentato dal gruppo Fi. Ora i provvedimenti andranno in Commissione Bilancio per l’esame della norma finanziaria e poi torneranno in Commissione Sanità per la votazione finale prima di approdare in Aula. Per la proposta del Pd saranno relatori di maggioranza in Aula la prima firmataria Valentina Caputo e di minoranza Francesca Frediani (M5s).

Più di 700 partecipanti al concorso"Diventiamo cittadini europei"

Al concorso “Diventiamo cittadini europei. Per un’Europa più unita, più democratica e più solidale” hanno partecipato 59 istituti scolastici del Piemonte

Su un totale di 2018 temi svolti nelle scuole, 734 sono stati selezionati da 85 insegnanti e inviati per la partecipazione al concorso. Il Consiglio regionale del Piemonte e la Consulta europea, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano avevano bandito per l’anno scolastico 2018/2019 la 35^ edizione del concorso riservato agli Istituti d’Istruzione secondaria di II grado del Piemonte. Finalità dell’iniziativa è la formazione delle giovani generazioni in una prospettiva sovranazionale per formare le cittadine e i cittadini dell’Europa unita in un mondo interdipendente.
I partecipanti alla 35a edizione hanno scelto tra due temi:
1) Dal 23 al 26 maggio 2019 si svolgeranno nei 27 stati membri dell’Unione europea le none elezioni del Parlamento europeo. Dal 1979, ogni cinque anni, le cittadine e i cittadini dell’UE possono scegliere le proprie e i propri rappresentanti al Parlamento europeo: se dovessi spiegare a un tuo collega studente ed a una tua collega studentessa di un paese non membro dell’UE le competenze e le funzioni del Parlamento, da dove partiresti? Che cosa sentiresti più importante mettere in rilievo delle sue funzioni ed eventualmente dei suoi limiti d’azione?
2) La parità uomo-donna e la lotta contro le discriminazioni sono elementi fondamentali anche della politica sociale dell’Unione europea. Affronta l’argomento in una lettera da inviare a un tuo coetaneo/tua coetanea.
Lo scorso anno, al fine di formare le studentesse e gli studenti in relazione ai temi del concorso, sono state organizzate 20 conferenze in tutte le province piemontesi, tenute da docenti universitari ed esperti di tematiche europee. Le vincitrici ed i vincitori parteciperanno nel corso del 2019 a viaggi-studio ad istituzioni europee ed internazionali, alla 33^ edizione del Seminario di formazione alla cittadinanza europea di Bardonecchia e alla Festa dell’Europa promossa dal Parlamento Europeo a Milano. La cerimonia di premiazione si svolgerà entro la fine dell’anno scolastico.

GDPR: finalità del trattamento e prassi difformi

Siete mai stati contattati da un call center per ricevere offerte commerciali? Alla base di questa -e numerose altre- attività vi è un trattamento di dati personali: dati reperibili ovunque che, grazie alle tecnologie, si moltiplicano e circolano in volumi e con velocità incontrollate. Da qui la necessità per chi tratta di garantire prassi rispettose delle persone e per queste di tutelare i propri diritti, prerogative entrambe sancite dal Reg. UE 679/2016. Tale normativa, meglio nota come “GDPR”, ha riformato la materia della Privacy investendone ogni profilo: dai soggetti ai rapporti, dagli obblighi ai diritti. Tra i molteplici aspetti è centrale il principio della finalità. Ogni dato viene richiesto e raccolto per una finalità specifica (erogazione di beni, servizi, ecc…) alla quale il trattamento deve strettamente attenersi, in modo pertinente e commisurato. Per intenderci, se un chirurgo estetico, senza consenso, proietta le foto del paziente ad un convegno con altri professionisti, effettua un trattamento ulteriore rispetto alla finalità medica propria dell’incarico professionale, incorrendo in un illecito. Nondimeno è illegittimo, e per l’effetto sanzionabile, l’invio di email promozionali ai clienti, senza specifica autorizzazione al riguardo. Laddove vi è un trattamento è dunque opportuno valutare se questo sia o meno conforme alla finalità per la quale il dato è stato raccolto, indicatore valido non solo per chi tratta, al fine di evitare illeciti, ma anche e soprattutto per le persone, nell’ottica di tutelare i diritti legati alla propria privacy. A proposito di diritti, alcune aziende sono state condannate a risarcire il danno derivante dall’invio, non autorizzato, di materiale pubblicitario tramite email.

Stefano Saglimbeni

Avvocato – Studio legale Pacchiodo


 

Nei mercati contro gli sprechi alimentari

INIZIATIVA ‘FA BENE’ : LA CITTÀ CONCEDE GLI SPAZI E L’ESENZIONE TOTALE COSAP

Sono molte le iniziative intraprese a Torino per diminuire gli sprechi alimentari e sensibilizzare i cittadini anche nei mercati rionali fortemente interessati dalle problematiche legate allo spreco e all’invenduto. In questo contesto rientra il progetto “FA BENE” ideato e promosso dal Comitato S-NODI in parternariato con Coldiretti e con le Case del Quartiere. In particolare il Comitato ha partecipato al bando pubblico del Comune di Torino (nell’ambito del progetto AxTO – Azione 4.01) per l’assegnazione di contributi per progetti innovativi in ambito sociale e culturale finalizzati alla rigenerazione urbana di aree periferiche e, il loro progetto, ha vinto. Nel dettaglio l’iniziativa prevede l’attivazione, in alcune aree mercatali della città, di presidi solidali dove raccogliere prodotti alimentari freschi che derivano da libere donazioni dei cittadini o dal ritiro dell’invenduto donato dagli ambulanti. I prodotti raccolti saranno distribuiti a famiglie individuate dagli addetti delle Case del Quartiere. Non sprecare il cibo invenduto proveniente dai mercati, offrire ai singoli o alle famiglie in difficoltà la possibilità di consumare cibo fresco e di qualità, supportare e rafforzare l’interazione sociale tipica dei mercati attraverso la sensibilizzazione delle comunità locali verso un’attenzione al consumo critico e consapevole: questi sono i concetti chiave che animano il progetto. L’attività sociale, però, non si limita solo al contesto alimentare. Il progetto, infatti, per evitare l’emarginazione, chiede ai beneficiari una parziale restituzione dell’impegno loro dedicato attraverso un contributo attivo in favore della cittadinanza. La Giunta comunale, valutando la validità e l’utilità sociale dell’iniziativa, ha deliberato – su proposta dell’assessore al Commercio Alberto Sacco – la concessione per l’occupazione del suolo pubblico, sino al 31 dicembre 2019, delle seguenti aree: nel mercato Vigliani, l’area individuata in prossimità di via Sette Comuni, nelle giornate di mercoledì e venerdì nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 9; nel mercato Don Grioli, il posteggio n. 48, nelle giornate di martedì, giovedì e ultimo sabato del mese, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 11; nel mercato Svizzera, il posteggio n. 32, nelle giornate di mercoledì, venerdì e secondo sabato del mese, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 10; nel mercato Spezia, il posteggio n. 40, nelle giornate di martedì e giovedì, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 12,5; nel mercato Madama Cristina, il posteggio n. 30, nelle giornate di giovedì e sabato, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 10; nel mercato Foroni, il posteggio n. 118, nelle giornate di mercoledì e sabato, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 10; nel mercato Repubblica Produttori, il posteggio n. 926, nelle giornate di giovedì e venerdì, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 5 e, nel mercato Chieti, l’area individuata lungo il corso, nelle giornate di giovedì e sabato, nell’orario di apertura del mercato, per un totale di mq. 9. Per i mercati Svizzera e Spezia, dove sono in corso i bandi per l’assegnazione dei posteggi liberi, l’autorizzazione a occupare il posteggio sarà temporanea (fino all’assegnazione dei posteggi da bando ai candidati della selezione pubblica). Successivamente il Comitato sarà contattato per un’eventuale variazione del posteggio. L’Amministrazione comunale ha inoltre concesso, avendo l’iniziativa una rilevanza sociale e pubblica, l’esenzione totale del canone COSAP per l’occupazione del suolo pubblico dei posteggi e degli spazi individuati per la raccolta delle eccedenze alimentari.(e.b.)