Il 9 maggio, presso la Biblioteca Nazionale di Roma, le classi prima quinquennale e prima quadriennale sperimentale del Liceo Linguistico Europeo Vittoria di Torino sono state premiate per un importante lavoro sull’ambiente svolto nell’ambito del concorso Convegno l’Età Verde, Gruppo Internazionale Aurelio Peccei

L’ “Età Verde” è un’associazione internazionale che ha come obiettivo la presentazione, discussione e diffusione tra i giovani e meno giovani dei grandi temi mondiali sull’ambiente ed è intitolata a Aurelio Peccei, il manager che 50 anni fa già si chiedeva quale fosse il futuro del pianeta. Uno tra i primi studiosi ad avere insistito sulla necessità di pensare a un futuro sostenibile, in un libro destinato a passare alla storia: “I limiti dello sviluppo”.
I ragazzi hanno realizzato un’edizione speciale del videogiornale VITTORIANEWS 5minutes, che rientra nel più ampio VITTORIA FOR FUTURE, un progetto fortemente laboratoriale e interdisciplinare che vede coinvolte diverse materie come Scienze, Chimica, Biologia, Diritto, Economia, Ecologia, Multimedialità e che si pone la precisa finalità di formare i futuri “cittadini della sostenibilità”.
VITTORIANEWS 5minutes vuole essere la risposta degli studenti di prima del liceo Vittoria alla loro coetanea svedese Greta Tunberg, che li ha invitati, insieme ai giovani di tutto il mondo, a preoccuparsi in modo concreto e fattivo del nostro pianeta. Gli studenti, fin da novembre, e ben prima della formazione del movimento “Fridays for future”, si sono documentati sul problema del riscaldamento globale, sull’inquinamento ambientale – soprattutto da plastiche – sulle normative nazionali ed europee vigenti e in via di approvazione, sulle possibilità offerte da nuovi sistemi economici come l’economia circolare, sull’utilizzo di plastiche biodegradabili, presentandone i pro e i contro. Hanno effettuato esperimenti di laboratorio per la creazione della bioplastica e per valutarne la degradabilità e hanno tratto le loro conclusioni.
I ragazzi accompagnati dalle docenti di diritto, economia e scienze hanno ritirato una targa e un telescopio per la scuola.
Link al video premiato https://vittoriaweb.it/liceo-europeo/category/news/
Il degrado e la politica testarda
Torino oramai sul viale del tramonto. Gli attori sono spacciatori di colore e giovani donne spaventate da loro, con l’ autore psicoanalista costretto a chiudere il suo studio. Teatro è un palazzo di via Berthollet in zona San Salvario. Italo Fontana è intellettuale di sinistra che dopo denunce e appelli si arrende agli
spacciatori. Sempre in quegli anni uno studio sulle acque di Torino aveva rilevato un dato medio di 20 mila persone che facevano uso di cocaina. E per chi non c’era o non lo ricorda alla Pellerina trent’anni fa stazionavano prostitute di colore. E se volete andare avanti con gli anni ’60 e ’70, mafia siciliana e ‘ndrangheta si fronteggiavano per il controllo dei sequestri e dello spaccio della droga. Mirabili i romanzi polizieschi di Bruno Gambarotta, tra la Dora di Porta Palazzo e i mercati generali. Miscela esplosiva. Direttamente proporzionale con la deindustrializzazione, l’ aumento di criminalità ed immigrazione. L’immigrazione non ha
determinato la criminalità organizzata: ne ha aumentato notevolmente il radicamento e la relativa ulteriore territorializzazione , ramificandosi e diminuendo notevolmente i prezzi. Aumento dell’ offerta, diminuzione dei prezzi e diffusione delle sostanze tossiche. Con una nuova figura: il Tossico del Sabato sera. Anche qui per tutti gli usi, per tutte le tasche e per tutte le età. Chi ne fa uso impara a gestirle, dall’ operaio al libero professionista. Torino come le città del Sud? Torino come Roma? Forse no, ma ci siamo vicini. E giusto per gradire, con la droga il proliferare del mercato delle armi. Così “non sulle mie scale” diventa “non nella nostra città”. Ed in certi quartieri è normalità e ci svegliamo solo dopo qualche assassinio o
qualche fatto di cronaca nera, con i giornalisti che si fiondano chiedendo ai locali come si vive, con la ovvia risposta: male. E la polizia che ammettendo la propria impotenza denuncia: come svuotare un oceano con cucchiaino. Inutile. Soluzioni? Ora mi sa che non ce ne sono. Si è decisamente superato il limite determinando il punto di non ritorno o detto in altro modo, i buoi sono scappati ed è quasi impossibile trovare una soluzione. Ma almeno tentare di arginare il fenomeno è doveroso, in un solo modo; smetterla con i proclami e legiferare. Sul’ immigrazione organizzare il lavoro degli immigrati in attesa di regolarizzazione in attività socialmente utili. Da oltre 25 anni, se ne parla. Depenalizzare alcune droghe togliendo al crimine organizzato linfa vitale. Unificare i sistemi informatici tra le diverse strutture dello Stato. Cose talmente ovvie che da trent’anni la politica si intestardisce nel non fare. Sa molto di presa in giro.
Sabato 11 Maggio inaugura a Mirafiori, in Corso Tazzoli 226, il Mercatino dell’usato, attività imprenditoriale vestita di sostenibilità. Il riuso, in quanto prevenzione, genera effetti positivi per la comunità locale e per l’ambiente. Proprio di questo vsi discuterà nell’ambito di un dibattito nel corso dell’inaugurazione, a cui prenderanno parte sia l’amministrazione locale che il Comune di Torino. Il Mercatino di Mirafiori nasce in una area “particolare” con l’obiettivo di esprimere sul
territorio tutta la potenzialità e la forza dell’economia circolare, in grado di rigenerare flussi reddituali altrimenti persi, contribuendo fortemente al rallentamento della desertificazione commerciale locale. Ma cos’è il riuso, e perché fa bene alla società e all’ambiente? A spiegarlo nel corso del dibattito esperti di settore, giornalisti e studenti. “Acquistare beni usati suggerisce Fabrizio Malberti – l’imprenditore di Mirafiori – è un gesto intelligente. Un oggetto che passa di casa in casa, continua a diffondere il suo valore salvaguardando il luogo in cui si vive”. In Italia ha spiegato Sebastiano Marinaccio – Presidente della Mercatino – con 7 milioni di oggetti movimentati nell’ultimo anno è stato possibile evitare emissioni in atmosfera per circa 45.000 tonnellate di gas serra e di risparmiare circa 30.000 kg di PM2.5, le cosiddette polveri sottili, le più cancerogene. Proprio questo ultimo aspetto ha condotto Legambiente ad approfondire il fenomeno: gli oltre 11 milioni di metri cubi di oggetti venduti in 6 anni da Mercatino equivalgono al volume totale di rifiuti urbani conferiti nel 2016 nelle discariche italiane (Fonte: rapporto ISPRA 2017). Il riuso si configura quindi come opportunità di riduzione dei costi per lo smaltimento dei prodotti, un incentivo alla sostenibilità e alla diffusione di un concreto modello di economia circolare, con relative ricadute occupazionali. Ricordiamo inoltre che secondo la Commissione Europea il riutilizzo è destinato a crescere e potrebbe generare fino a 800.000 posti di lavoro facendo scomparire un sesto
della disoccupazione giovanile.
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Programma
Ore 11:00
Il brivido della durata
Letture teatrali a cura di Antonella Dello Gatti e Nadia Lambiase di
Mercato Circolare attorno ai 4 principi dell’economia circolare
Ore 11:30
Dibattito “Riuso ed Economia Circolare” nasce il Mercatino di
Mirafiori
Relatori:
Luisa Bernardini Presidente Circoscrizione 2 – Torino
Alberto Unia Assessore Ambiente – Città di Torino
Federico Mensio Presidente Commissione Ambiente Torino
Sebastiano Marinaccio Presidente Mercatino Franchising
Alessandro Stillo Presidente Rete ONU
Fabrizio Bo – Amministratore Legambiente Piemonte
Nadia Lambiase – Mercato Circolare
Filomena Greco – Sole24Ore
Giuseppe Iasparra – Eco dalle Città
Modera Giorgia Marino de La Stampa – Tutto Green
Ore 12:00
Antonella Giani di Giardino forbito con lo scrittore Sebastiano
Mondadori presentano “Un anno fa domani” libro selezione Strega
2010, primo candidato 2019 per essere Letto&Riletto. Progetto
BOOKSHARING – la circolarità etica dell’editoria
Militari italiani in Tunisia
Nelle scorse settimane si è svolta la fase esecutiva del programma NATO Defence Education Enhancement Programme (DEEP) TUNISIA, teso a potenziare le capacità formative nazionali tunisine, su specifiche materie d’insegnamento a carattere militare
In tale contesto il Centro Studi Post Conflict Operations (CSPCO) del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito ha fornito un supporto formativo al Tunisian War College (TNWC). Un nucleo di formatori, composto da tre esperti della materia appartenenti al CSPCO sono stati inviati in Tunisia per lo sviluppo di un seminario orientativo sulla “Stabilizzazione e Ricostruzione”, quale elemento didattico cardine del modulo “Gestione delle Crisi”, nell’ambito del programma didattico annuale della Scuola Superiore di Guerra della Tunisia, istituzione di alta istruzione militare destinata a formare gli ufficiali superiori delle Forze Armate locali. In particolare, il seminario ha posto l’accento sulla complessità degli attuali scenari di crisi internazionali, evidenziando la necessità di operare utilizzando un approccio sempre più integrato tra tutti i vari attori coinvolti, razionalizzando adeguatamente le risorse disponibili. L’uditorio, composto da 70 Ufficiali Tunisini e 15 provenienti da altri paesi (Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Mauritania, Niger, Mali, Chad, Gabon, Costa d’Avorio, Benin, Camerun e Repubblica Centrale dell’Africa), si è rivelato estremamente interessato agli argomenti trattati, partecipando in modo interattivo sia durante i periodi di lezione frontale sia nei momenti dedicati alla discussione. Al termine dell’attività, la controparte tunisina ha manifestato il proprio vivo apprezzamento nei confronti del contributo didattico fornito dal CSPCO, chiedendo alla NATO di reiterare l’attività anche nel prossimo anno accademico ed auspicando, per il futuro, una più stretta collaborazione tra i due enti.

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
Buongiorno, Avvocato: qualche consiglio circa il corretto uso delle carte di pagamento? Grazie, Enrico.
Carta o Bancomat? Chi non si sente porre questa domanda almeno una volta al giorno, alzi la mano. Nella maggior parte dei casi rispondiamo senza riflettere, ma la differenza tra carta di credito e bancomat c’è, eccome! Ma anche se all’apparenza potrebbero sembrare identiche, carta di credito e bancomat sono strumenti con prerogative, logiche e tempi di addebito molto diversi. Dunque la scelta al momento di un pagamento dovrebbe essere tutt’altro che casuale. La principale differenza tra bancomat e carta di credito consiste nei tempi in cui viene addebitato l’importo sul conto corrente del titolare. Il bancomat comporta l’addebito immediato (“Pay now”) della cifra corrisposta, mentre con la carta di credito l’addebito a carico del consumatore è posticipato (“Pay later”). Utilizzando un bancomat (o carta di debito) tra la strisciata e l’addebito intercorrono quindi pochi secondi. Con entrambe, inoltre, è possibile effettuare prelievi alle casse automatiche, ma per le carte di credito è prevista una commissione aggiuntiva che varia a seconda del circuito (Visa, Mastercard, American Express) e delle condizioni dettata dall’emittente. Dal momento che le logiche di pagamento e addebito sono basate su tempistiche diverse, i versamenti effettuati con bancomat devono essere garantiti dalla disponibilità immediata di denaro. Vien da sé che se la cifra da saldare supera tale disponibilità, è opportuno offrire all’esercente la carta di credito e posticipare l’addebito della
somma o rateizzarla in un certo arco di tempo. Il bancomat, d’altro canto, è la scelta migliore per chi vuole monitorare le proprie uscite ed evitare di farsi prendere la mano dagli acquisti sfrenati. Pagare con il bancomat, infatti, significa avere sempre sotto controllo il saldo reale e l’entità delle uscite mensili. Il rischio di andare “in rosso” in questo caso non c’è, in quanto una volta esaurito il denaro in conto tutti i pagamenti successivi verranno rifiutati. Anche se molte persone non si fidano ancora dei pagamenti elettronici, in realtà questi strumenti sono sicuri e affidabili, specie se utilizzati con criterio. Volendo scendere nel dettaglio, il bancomat è l’unico a prevedere la digitazione di un PIN al momento del pagamento. Eccetto per i bancomat e le carte abilitate al “contact-less” (che non prevede di strisciare fisicamente la carta o digitare Pin per i pagamenti fino a un certo importo), il PIN è una garanzia in caso di furto o smarrimento e rende difficile la clonazione.
NELLO STAND DELLA FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO
In vista della Partita del Cuore del 27 maggio all’ Allianz Stadium sarà anche lanciato il primo Sms solidale 45527 legato all’evento. Altre iniziative: “Un caffè per la Ricerca” con Lavazza e Valmora e le sfide con lo speciale calcio balilla messo a disposizione dalla Federazione Paralimpica Italiana

L’ incontro con Geronimo Stilton che promuoverà la Partita del Cuore, il lancio dell’Sms solidale 45527 collegato all’incontro sportivo benefico in programma lunedì 27 maggio prossimo all’Allianz Stadium di Torino, un “Caffè per la Ricerca”, sfide al calcio balilla con i campioni della Nazionale italiana Paralimpica… E’ molto ricco il programma di iniziative della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro nel proprio spazio (Padiglione 3, stand R158) al Salone Internazionale del Libro di Torino, manifestazione di cui è Charity Partner. La Fondazione promuove anche quest’anno nel suo stand il progetto di raccolta fondi “Un caffè per la Ricerca”, realizzato grazie alla consueta collaborazione con Lavazza e Valmora, due celebri marchi dell’eccellenza piemontese: a fronte di un offerta minima di 1 euro a favore dell’Istituto di Candiolo IRCCS, si potrà degustare un buon caffè e sostenere la ricerca. La stessa offerta che sarà chiesta a chi vorrà sfidarsi con lo speciale calcio balilla paralimpico, messo a disposizione dalla Federazione Paralimpica Italiana di questa specialità, presente venerdì 10 maggio dalle 16.30 con il presidente Francesco Bonanno, nove volte campione del mondo, e col suo vice e ct della Nazionale, Roberto Falchero, che offriranno una dimostrazione della loro abilità affrontando alcuni dei protagonisti della Partita del Cuore. Nello stand della Fondazione sarà inoltre possibile acquistare i biglietti della Partita del Cuore e domenica 12 maggio, dalle ore 13, Geronimo Stilton, il famoso topo giornalista, nato dalla penna di Elisabetta Dami e protagonista di decine di libri e cartoni animati, donerà una copia del suo “Piccolo libro della gentilezza” a chi acquisterà un tagliando per l’ evento del 27 maggio. Proprio in contemporanea con l’apertura del Salone (giovedì 9 maggio) partirà la raccolta fondi della Partita del Cuore attraverso l’ Sms solidale 45527, che rimarrà attivo fino al 9 giugno. Il primo sms a sostegno della Ricerca partirà dunque dal Lingotto di Torino.
Tutti di corsa contro la fame
2377 alunni di elementari, medie e superiori di Collegno, Borgosesia, Moncalieri, Alba, Novara, Crevoladossola, Rivalorolo C.se, Quarona e Cuorgnè si impegnano per costruire un mondo libero dalla Fame.
Da oggi 8 maggio si tiene la quinta edizione italiana della Corsa contro la Fame, un evento didattico, sportivo e solidale pensato da Azione contro la Fame per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado e delle superiori. L’iniziativa nasce in Francia nel 1997, per poi espandersi a Spagna, Italia e Germania, sempre con l’idea di assegnare un ruolo chiave agli alunni delle scuole partecipanti, ai quali viene chiesto un coinvolgimento attivo nell’essere parte della soluzione al problema della fame nel mondo. Quest’ anno, in Italia, 77.000 ragazzi di 303 scuole correranno l’8 maggio per raccogliere fondi da destinare alla cura e alla prevenzione della malnutrizione infantile. Per ogni Istituto, è stato pensato un percorso di formazione tenuto da un rappresentante di Azione contro la Fame, con l’obiettivo di sensibilizzare gli alunni sulle cause e le conseguenze della malnutrizione nel mondo. Nel corso degli incontri di sensibilizzazione agli alunni sarà proiettato un video in cui si spiegheranno i progetti di Azione contro la Fame in Ciad, un Paese sconvolto da anni di conflitti regionali che hanno reso la situazione nutrizionale molto grave. A conclusione di ogni incontro, agli studenti verrà consegnato lo strumento chiave del progetto, il Passaporto Solidale, con cui potranno sensibilizzare i loro amici, conoscenti e parenti e raccogliere delle mini-sponsorizzazioni. L’ 8 maggio a conclusione del percorso formativo, ogni scuola partecipante, con il supporto di Azione contro la Fame, organizzerà la Corsa, durante la quale i ragazzi potranno moltiplicare le promesse di donazione raccolte per il numero di giri di corsa che riusciranno ad effettuare. “Nelle scorse edizioni abbiamo notato che i ragazzi rimangono molto colpiti dal nostro lavoro e ci fanno moltissime domande a riguardo. Iniziative come la Corsa sono importanti anche per questa ragione: far capire alle nuove generazioni che possono davvero fare la differenza, anche abitando dalla parte opposta del mondo,” dice Simone Garroni, D.G. di Azione contro la Fame in Italia. Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale che combatte le cause e le conseguenze della malnutrizione in 50 Paesi del mondo. Da quasi 40 anni salviamo la vita dei bambini malnutriti, garantiamo alle loro famiglie accesso all’acqua potabile, cibo, istruzione e assistenza sanitaria di base.
Dopo essere stato avviato in via sperimentale, il progetto della Regione Piemonte per cercare di riabilitare gli autori di violenza contro le donne diventa strutturale
Entro il 31 maggio gli enti locali, le organizzazioni titolari dei Centri antiviolenza iscritti all’apposito albo regionale, tutti coloro che sono impegnati nella promozione e realizzazione di interventi e attività a favore degli autori della violenza potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti che ammontano complessivamente a 100.000 euro. L’assessora regionale ai Diritti sostiene che si intende rendere questi uomini non più un pericolo per le donne che hanno maltrattato, dato che quando escono dal carcere vanno spesso a cercare di nuovo le proprie vittime, diventano stalker, minacciano o si accaniscono verso di loro nei modi più violenti. Fino ad oggi le associazioni specializzate in questo tipo di interventi hanno preso in carico 280 uomini con l’obiettivo di restituire alla società persone non più pericolose ma in grado di gestire la loro aggressività. Alcuni esempi: 60 detenuti nel carcere di Torino, 45 in quello di Vercelli e 15 in quello di Biella con condanna definitiva a sfondo sessuale beneficiano di un programma specifico; le otto associazioni che si sono occupate di portare avanti questo lavoro fuori dal penitenziario (Cerchio degli uomini, Consorzio socio-assistenziale cuneese, Spam-Paviol, Consorzio socio-assistenziale Ossola, Medea, Gruppo Abele, Elios Coop e Punto a capo) hanno in carico 162 persone. Di queste, sette su dieci sono italiane e in sette casi su dieci si tratta di mariti o conviventi delle vittime.
Nell’ambito della programmazione OFF del Salone Internazionale del Libro, una mostra in esposizione dal 7 al 19 maggio al Circolo del Design, a cura dell’Associazione DEAR Onlus con TODO

Una mostra interattiva nella meraviglia delle possibilità combinatorie offerte dall’incontro tra architettura, grafica, tecnologia e fantasia. È Ad-mirabilia, che il Circolo del Design ospiterà nella nuova sede di via San Francesco da Paola 17, a Torino.
Ad-mirabilia nasce in un contesto particolare come quello del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, diretto dalla professoressa Franca Fagioli. Qui, da tre anni, l’associazione DEAR onlus, impegnata nell’umanizzazione degli ambienti di cura, porta avanti Robo&Bobo, un innovativo percorso didattico-laboratoriale che promuove l’alfabetizzazione nei campi del design e del digitale presso i ragazzi ospedalizzati.
Ad-mirabilia parte da uno spunto letterario, Le città invisibili di Italo Calvino, e conduce ad un viaggio nelle architetture tra reale e virtuale: nel corso dei laboratori di Robo&Bobo (che si tengono con cadenza settimanale all’interno del reparto, sotto la guida di operatori appositamente formati per il progetto), i ragazzi hanno osservato edifici storici e contemporanei, di cui hanno studiato le tecniche costruttive ed i dettagli, per poi giocare a scomporli e riassemblarli sulla base delle proprie suggestioni. Hanno lavorato con strumenti sia analogici sia digitali, come immagini e ritagli cartacei, app e visori per realtà virtuale, imparando come le attività manuali siano spesso propedeutiche alla comprensione ed all’uso delle tecnologie.
L’obiettivo del progetto è quello di offrire delle possibilità per moltiplicare i punti di vista, perdendosi nelle corrispondenze tra architettura e letteratura: l’invito, per chi visita la mostra, è di fare lo stesso.
“D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”, dice il Marco Polo di Italo Calvino a Kublai Khan. Le meraviglie cui ci invita Calvino sono quelle che stanno inscritte in ogni gioco combinatorio. La parola “inventare” significa propriamente “trovare”, cioè mettersi in una posizione di ricerca e sperimentazione che ci consenta di pescare dalla gran cava di materiali della Storia quello che ci serve per esplorare le potenzialità che si nascondono in noi. Potremo così ampliare la conoscenza di noi stessi e degli altri e interrogarci sul senso del nostro essere al mondo e sui modi possibili di vivere insieme. “Leggere” e “riscrivere” le città, come hanno fatto i ragazzi del progetto Ad-mirabilia, significa allora aprirsi a sempre nuove dimensioni, avviare un cantiere di memorie, desideri e sogni.
Ernesto Ferrero
Il programma si arricchisce di:
- un incontro di approfondimento sul progetto, sempre al Circolo, in programma martedì 14 maggio alle ore 18:30. Intervengono Paola Cappelletti per DEAR Onlus, Alice Mela per TODO, Roberto Maria Clemente per Studio Fionda, Pier Giuseppe Molinar per 70Magenta, e Valentino Megale per Softcare Studios; modera Leonardo Caffo, filosofo, curatore e scrittore;
- una giornata di laboratori per bambini (6-10 anni) e ragazzi (11-14 anni), sabato 18 maggio dalle 14.30 alle 18.30, al Circolo del Design su prenotazione (info@circolodeldesign.it).
Ad-mirabilia è un progetto a cura di DEAR Onlus con TODO.
Il progetto espositivo è stato realizzato in collaborazione con il Circolo del Design, che dal 2015 promuove la cultura del design e del progetto, mettendo in rete aziende e professionisti, studiosi ed appassionati. Dal 2019, sotto la direzione di Sara Fortunati, il Circolo ha sede a Palazzo Costa Carrù della Trinità: oltre 400 mq per dare spazio a talk con i protagonisti del settore, mostre e workshop, una biblioteca ed uno store con una selezione di prodotti e brand.
Città della Salute è partner istituzionale del progetto.
La sponsorizzazione tecnica è di 70Magenta, Tipografia Ideal e 3DP srl.
Il progetto video è di Ortiche.
Robo&Bobo è realizzato con il supporto di Compagnia di San Paolo (Maggior Sostenitore) e 8per1000 Valdese.
Cinquanta studentesse e studenti piemontesi, accompagnati da dieci docenti e da uno degli esperti degli Istituti storici della Resistenza piemontesi, parteciperanno dal 10 al 12 maggio al viaggio studio a Trieste che prevede la visita dei luoghi della memoria del confine orientale

Si tratta del primo dei tre appuntamenti riservati agli studenti vincitori della 38° Edizione del progetto di Storia Contemporanea, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale.
Le principali mete saranno la Risiera di San Sabba a Trieste, la foiba di Basovizza e, nel Goriziano, il memoriale di Redipuglia, dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale.
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Trieste, “luogo dei luoghi”
Trieste, ricca di storia sul crinale carsico e crocevia di frontiere contese, è la città più settentrionale del Mediterraneo e più meridionale della Mitteleuropa, una città “luogo dei luoghi”, con un passato importante, complesso e sofferto, che si porta addosso i segni di ferite mai rimarginate e di irrisolti conflitti. Una città dove si sente l’odore salmastro del mare e il fischiare della bora, con le onde che s’infrangono sul molo Audace dove, nel 1914, (quando si chiamava ancora molo San Carlo) attraccò la corazzata “Viribus Unitis”, nave ammiraglia della marina Imperiale con a bordo le salme dell’Arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia, uccisi nell’attentato di Sarajevo. Sullo stesso molo, quattro anni più tardi, giunse il cacciatorpediniere “Audace” della marina italiana. Era il 3 novembre del 1918, finiva la prima guerra mondiale e la nave che diede il nuovo nome a quella lingua di terra in mezzo al mare, vi sbarcò un battaglione di bersaglieri.
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Trieste letteraria, da Saba a Joyce
Trieste ha una “identità di frontiera”, è un crocevia cosmopolita che rispecchia le tensioni europee, che fonde – spesso drammaticamente – culture ed etnie diverse, una città letteraria dove, non a caso, molti scrittori hanno trovato ispirazione. Tra i tanti si possono citare Italo Svevo, Umberto Saba, Rainer Maria Rilke, Scipio Slataper, Boris Pahor Claudio Magris, Stuparich, James
Joyce. Joyce visse a lungo in città, vi completò la raccolta di racconti “Gente di Dublino”, scrisse diverse poesie, oltre al dramma “Esuli” e ai primi tre capitoli de “l’Ulisse”, il libro che gli diede fama internazionale. In uno dei luoghi più belli della città, il Ponterosso che attraversa il Canal Grande, nel quartiere teresiano, un monumento in bronzo raffigura lo scrittore irlandese mentre cammina, assorto nei suoi pensieri, con un libro sottobraccio e il cappello in testa. La targa, riprendendo la “Lettera a Nora” del 1909, recita: “la mia anima è a Trieste”.
Trieste e la “rivoluzione” di Franco Basaglia
Trieste è la città dove lo psichiatra Franco Basaglia iniziò – dall’ospedale psichiatrico San Giovanni – la rivoluzione che portò all’abolizione dei manicomi con la legge 13 maggio 1978 n. 180. “La libertà è terapeutica”, venne scritto sui muri bianchi di quella “città dei matti” che rinchiudeva dietro le sbarre, con un “fine pena mai” chi era segnato dalla malattia. La legge “Basaglia”, a quarant’anni dall’entrata in vigore con tutto l’impatto che ebbe sulla società italiana affrontando il difficile rapporto tra malattia mentale, società, poteri e ideologie, è stata la “traccia” più scelta dagli studenti che hanno lavorato sul Progetto di storia contemporanea, raccogliendo i favori del 55 % delle ragazze e dei ragazzi. Grazie a questa legge ai “matti” venne riconosciuta la dignità di esseri umani, mettendo fine alla loro vita di non-persone, da segregare e sorvegliare perché “pericolose per sé e per gli altri”. Franco Basaglia, grande ispiratore della riforma, costrinse tutti a prendere atto che il malato mentale non era uno scarto della società, ma una persona che, nella sua debolezza, deve essere rispettata e aiutata a curarsi.
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La Risiera di San Sabba
Oltre al paesaggio fisico ci sono i luoghi dell’anima e le storie di personaggi veri, come Diego de Henriquez. Uomo straordinariamente singolare, triestino erede di una famiglia di ascendenza nobiliare spagnola, collezionista di ogni genere di materiale bellico e ideatore del Civico Museo della Guerra per la Pace, Diego de Henriquez ricopiò in due dei suoi diari, prima che venissero cancellate, le scritte lasciate dai prigionieri nelle celle della Risiera di San Sabba, lo stabilimento per la pilatura del riso che i nazisti trasformarono in lager diretto da Odilo Globočnik ,ufficiale delle SS e supervisore della costruzione di diversi campi di concentramento in Polonia (Bełżec, Sobibór, Treblinka), uno dei maggiori responsabili dello sterminio di milioni di persone durante l’Olocausto, calato a Trieste per fare della Risiera un luogo di morte. Le vittime della Risiera,
unico campo di sterminio nazista in territorio italiano, sono stimate tra le 3000 e le 5000 persone, per la maggior parte partigiani e ostaggi, sloveni e croati, ma anche italiani, oltre ad almeno 28 ebrei.
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La Foiba di Basovizza
Durante il viaggio si visiterà la Foiba di Basovizza, nell’omonima frazione di Trieste a nord-est della città, sull’altopiano del Carso. Dichiarata monumento nazionale nel 1992, rappresenta il simbolo delle atrocità commesse sul finire della seconda guerra mondiale e negli anni successivi dalle milizie di Tito. Pozzo minerario in disuso, nel maggio 1945 fu teatro di esecuzioni di civili e militari italiani, arrestati dalle truppe jugoslave d’occupazione. Gran parte delle vittime vennero gettate dentro le foibe, voragini naturali disseminate sull’altipiano del Carso triestino e in Istria. Quella di Basovizza, nel tempo, è diventa il principale memoriale, dotato da una decina d’anni di un Centro di Documentazione.
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Il Sacrario di Redipuglia
Ultima meta, sulla strada del ritorno a Torino, sarà il Sacrario di Redipuglia, il più grande e maestoso “parco della Rimembranza” dedicato ai caduti della Grande Guerra. Redipuglia, il cui toponimo deriva dallo sloveno “sredij polije” (“terra di mezzo”), si trova nella provincia di Gorizia, sul versante occidentale del monte Sei Busi e sorge nei luoghi dove, durante la Prima Guerra Mondiale, si svolsero le violentissime battaglie dell’Isonzo. Inaugurato il 18 settembre 1938, dopo dieci anni di lavori, l’opera – conosciuta anche come Sacrario “dei Centomila” – custodisce i resti di 100.187 soldati caduti nelle zone circostanti, in parte già sepolti, in un primo momento, sull’antistante Colle di Sant’Elia. Fortemente voluto dal regime fascista, il sacrario celebra il sacrificio dei caduti e offre degna sepoltura a coloro che non avevano trovato spazio nel cimitero degli Invitti. Si tratta di una struttura imponente, composta da tre livelli di gradoni, sormontata da tre croci che richiamano l’immagine del Golgota e la crocifissione di Cristo. Circondato dai cipressi e dai prati attraversati dai sentieri che passano accanto al museo e alle opere militari (camminamenti, caverne, trincee, postazioni per mitragliatrici e mortai) offre una testimonianza della linea difensiva realizzata prima dagli austriaci e poi conquistata dagli italiani.
Marco Travaglini




