ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 521

Montagna, Uncem: "Rafforzare il territorio"

Il Presidente Uncem Piemonte Lido Riba esprime soddisfazione per l’approvazione della nuova legge montagna da parte del Consiglio regionale del Piemonte
“Un testo moderno, che attua quanto scritto nelle ultime leggi nazionali come la 158 sui piccoli Comuni, la 221 sulla green economy e il Codice forestale – commenta Riba –  Il testo è stato costruito anche con le proposte di Uncem e delle altre associazioni degli enti locali. Ringrazio il Presidente Chiamparino, gli Assessori Valmaggia e Reschigna, tutti i Consiglieri regionali e i dirigenti dei settori per il grande lavoro fatto”. 
La nuova legge rafforza le Unioni montane, con specifiche competenze che le Amministrazioni gestiscono insieme. Garantisce salvaguardia del territorio, prevenzione del dissesto, congiuntamente allo sviluppo sociale ed economico della montagna. Permette una migliore gestione del patrimonio forestale, promuove artigianato, cultura, mestieri e turismo nelle valli alpine e appenniniche. Permette un’azione degli Enti locali con la Regione per difendere e migliorare i servizi alla collettività, a partire da trasporti, telefonia mobile, poste, tv, combattendo il digital divide con infrastrutture più moderne. Favorisce il recupero dei borghi alpini e appenninici, la valorizzazione delle risorse energetiche attraverso green communities, cooperative di comunità, comunità energetiche. 
“Dobbiamo lavorare con le Unioni montane per attuare fino in fondo i contenuti dell’articolato – afferma il Presidente Uncem – Le Unioni devono essere più stabili, per poter generare sviluppo, strategie durature, fare investimenti. Il fondo regionale per la montagna deve essere usato per questo. I Sindaci crescono ogni giorno nella capacità di lavorare insieme. Questa nuova legge lo dice chiaramente. È in perfetta continuità con la legge 16 del 1999 con la 11 del 2012 e con la 3 del 2014. Non smonta, ma armonizza e inserisce nuovi temi. Uncem la definisce ‘legge montagna 4.0‘. Guarda al futuro ed è smart. Unisce e non divide. In questa direzione vogliamo lavorare. Le Unioni, il lavoro tra Sindaci e Amministrazioni, con imprese e terzo settore, deve generare coesione e opportunità. Lasciamo la burocrazia da parte. Questa nuova legge ci spinge a essere concreti, risolve problemi immediati e allo stesso tempo getta semi per nuovi percorsi di futuro. Da oggi lavoriamo per attuarla”. 
 
(foto mario Alesina)

La complessità e l’evoluzione della sicurezza spaziale

Si è svolta presso Palazzo Arsenale sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito una conferenza sulla “Space security: enhancing, leveraging and protecting the space domain” tenuta da Donald A. Lewis, direttore dello “Strategic and Global Awareness Directorate” e membro del NATO “Science and Technology Organization” (STO)

Durante l’esposizione il conferenziere, partendo dalla definizione di dominio nelle operazioni militari, si è soffermato in particolare sul concetto di dominio dello spazio per la NATO e di come questo possa accrescere le potenzialità del Patto Atlantico, come anche sancito nel Summit di Bruxelles del luglio 2018. Lo sfruttamento dello spazio per le attività militari si concretizza nelle più svariate forme, dall’incremento dell’efficienza del Comando e Controllo, ad una maggiore consapevolezza del “Battlespace”, passando per il maggiore coordinamento nelle operazioni sia letali che non letali, per finire con la valutazione dei danni collaterali. La complessità dello spazio e la scarsa comprensione che c’è di esso, fanno sì che pochi possano attualmente capire le sue grandi potenzialità. In questo contesto la NATO, a differenza dei suoi avversari, deve sfruttare la deterrenza di una maggiore conoscenza del dominio spaziale che si prefigura come uno dei principali fattori nelle future guerre e conflitti.

Monetine addio? E i commercianti possono arrotondare

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
.
Niente più monetine da 1 e 2 centesimi di euro, dal 1° gennaio la Zecca dello Stato non ne conierà più di nuove. In Italia ne circolano ancora parecchie, per un valore stimato in 7 miliardi di euro (ed un florido mercato di collezionisti a caccia soprattutto delle monete più rare, spesso preziose). L’addio ai ‘bronzini’ comporterà un modestissimo risparmio per le casse pubbliche (1,87 mln l’anno, il costo di produzione) e non produrrà effetti sull’inflazione. Mentre avrà ripercussioni sugli arrotondamenti nei negozi. Viene infatti sancito anche il diritto per commercianti ed esercenti al dettaglio di arrotondare al momento di ricevere un pagamento in contanti. L’importo, cioè, si può correggere al multiplo di cinque più vicino: per cui, 6 euro e 77 centesimi si arrotonda a 6 euro e 75, 6 euro e 78 centesimi si arrotonda a 6 euro e 80. Nel caso in cui invece un prezzo dovesse essere pagato tramite carta di credito, bancomat e simili, questa regola non si applicherà perché il pagamento elettronico rispecchierà quanto previsto, senza arrotondamenti. Non si tratta di una grande rivoluzione, anche la grande distribuzione ci arriva preparata, che ha sempre considerato con franchezza il centesimo alla stregua di una moneta scomoda, che occupa spazio e dà soltanto noia, con arrotondamenti di fatto che venivano già spontaneamente attuati.
 

Biennale Democrazia al via con "Visibile Invisibile"

251 ospiti; 133 appuntamenti di cui 36 dialoghi, 22 discorsi,
19 performance, 17 dibattiti e 7 iniziative dei ragazzi;
5 giorni; 4 percorsi tematici; 4 anteprime; 96 collaborazioni;
150 volontari; 2300 studenti; 90 classi
 
 
VISIBILE INVISIBILE è il tema scelto per la VI edizione. Viviamo in un mondo ad altissima visibilità, ma in tutti i panorami costellati di luci si nascondono coni d’ombra: come mutano le relazioni umane e sociali – e con esse come cambia la politica – nell’epoca dell’esibizione, della celebrità, della fiction, della realtà che si è fatta reality? Come fronteggiare vecchi e nuovi poteri invisibili coperti dal velo della segretezza? Come uscire dalla posizione di semplici spettatori di fronte alla crisi della democrazia, ogni giorno più profonda?
 
Dal 27 al 31 marzo, Torino ospiterà 251 relatori da tutto il mondo e ognuno di loro contribuirà a una riflessione collettiva, declinata in 36 dialoghi, 22 discorsi, 17 dibattiti e tante altre forme; trattando temi che vanno dalla politica all’arte, dalla filosofia al diritto, dall’economia all’architettura, dalla scienza allo sport, per un totale di 133 appuntamenti.
 
In questa edizione più che mai, Biennale Democrazia ha voluto coinvolgere il territorio – aprendosi a nuovi spazi e confermando le partnership di sempre – e costruendo, con l’aiuto di queste collaborazioni, un approccio transdisciplinare: per capire il mondo contemporaneo il dibattito deve necessariamente attraversare le discipline, scovarne le intersezioni, sfruttarne la complessità e valorizzarne le diversità.
 
Come sempre, Biennale ha mantenuto un dialogo fondamentale con le scuole. Nel quadro dei percorsi formativi “in presenza” sono state coinvolte 90 classi (oltre 2300 studenti), allargando il progetto anche alla provincia di Cuneo; mentre per quanto riguarda il coinvolgimento a distanza, nel Campus allestito durante i giorni del festival saranno ospitati 130 ragazzi da tutta Italia.
 
Confermate anche le call lanciate per promuovere un coinvolgimento attivo della cittadinanza, delle organizzazioni culturali e degli studenti universitari, con una particolare attenzione al quartiere Aurora, che quest’anno diventerà il secondo cuore pulsante della kermesse con il progetto speciale Welcome Aurora.
 
Il programma della VI edizione prevede 133 appuntamenti che affronteranno il tema VISIBILE INVISIBILE seguendo quattro differenti filoni: Luci e ombre; La società̀ della trasparenza; Legami invisibili; Dal tramonto all’alba.

Tra gli ospiti internazionali: Wolfgang Streeck; Deniz Yücel; Branko Milanović; Jacques Rancière; Rupert Younger; Joan R. Rosés; Jean-Claude Guédon; Emilia Roig e Amal Yacef. Tra i numerosi appuntamenti: l’apertura con Fabrizio Gifuni che legge “I sommersi e i salvati”; lo spettacolo di chiusura di Lella Costa, ispirato a “Le città invisibili”; il concerto di Goran Bregović; un light-show di Serena Dandini; le letture-spettacolo di Nadia Fusini, Piero Boitani, Ernesto Franco.
***
BIGLIETTI Come nelle precedenti edizioni, l’ingresso è gratuito per tutti gli appuntamenti fino a esaurimento dei posti disponibili, fatta eccezione per gli spettacoli con biglietto d’ingresso.
I biglietti potranno essere ritirati a partire da un’ora prima presso la sede in cui si svolge l’incontro. Per chi vuole evitare le file e avere la certezza di un posto riservato, sarà possibile effettuare una prenotazione anticipata al costo di 5 euro. 
***
Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, in collaborazione con il Polo del ‘900.
(foto. il Torinese)

A Settimo riapre senologia con la nuova mammografia

Torna operativo il reparto di senologia con la nuova Mammografia con Tomosintesi 3D

 Marzo è il mese delle donne e il Centro Affidea Nuova Lamp di Settimo Torinese lo ha celebrato in questi giorni con la riapertura del reparto di senologia con l’innovativa Mammografia con Tomosintesi 3D.Il servizio di senologia è ripartito, quindi, con novità all’insegna dell’innovazione e della professionalità, grazie alla nuova tecnologia all’avanguardia, che consentirà di erogare indagini mammografiche di altissima qualità e attendibilità, combinando le tradizionali immagini acquisite a due dimensioni, con quelle tridimensionali e multistrato restituite dalla tomosintesi. La Mammografia con Tomosintesi 3D rappresenta, infatti, lo stato dell’arte della diagnosi senologica per attendibilitàqualità delle immagini e prestazioni diagnostiche. È un esame sicurorapido per tutte le donne, finalizzato allo studio a strati dei tessuti mammari. Questa tipologia di strumento diagnostico rappresenta l’eccellenza in mammografia per attendibilità, qualità dell’immagine e prestazioni diagnostiche ed è una tecnica fondamentale per la prevenzione del tumore al seno.«Tra i plus di questo tipo di mammografo 3D di ultima generazione c’è sicuramente l’eccellente visibilità che conferisce alle lesioni mammarie, anche quando sono a stadiprecoci o sono di piccole dimensioni, con l’utilizzo di una bassa dose di radiazioni ionizzanti – spiega il Direttore Sanitario Dott.ssa Monica Andreis. Sarà, quindi, possibile fornire una diagnosi chiara e sicura alle pazienti che si sottoporranno all’esame e dotare il medico senologo di immagini diagnostiche di altissima definizione,evidenziando anche quelle neoplasie che potrebbero sfuggire ricorrendo solo alla metodica tradizionale. Una diagnosi precoce è il primo passo per la prevenzione del tumore al seno, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile e che colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita (fonte Aiom-Airtum)»Con l’installazione del nuovo mammografo, è possibile erogare diversi esami in forma privata: dall’ecotomografia della mammella, alla mammografia con Tomosintesi fino alla visita specialistica senologica completa.«Per le donne con fattori di rischio (familiarità, tumore pregresso) – consiglia la Dott.ssa Andreis – è necessario effettuare la mammografia annualmente; per le donne senza fattori di rischio e per quelle over 40 è consigliabile effettuare l’esame mammografico e l’ecografia senologica ogni due anni

Ottava edizione della marcia in memoria di Emanuele Artom

/

Venerdì 29 Marzo si terrà a Torino l’ottava edizione della marcia in memoria di Emanuele Artom, il giovane insegnante partigiano ebreo trucidato dai nazisti il 7 aprile del 1944. La manifestazione sarà organizzata dalla Comunità Ebraica di Torino, in collaborazione con quelle di Vercelli e Casale Monferrato, con la Città di Torino e la Comunità di Sant’Egidio

 L’evento è patrocinato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte. Parteciperà il Presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti

La marcia partirà alle ore 11.00 del 29 Marzo dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, nei pressi della lapide dedicata ai deportati al binario n.17,  e si snoderà lungo il tragitto verso la Scuola Ebraica intitolata ad Artom e si concluderà in Piazzetta Primo Levi. Lì, nell’area antistante la Sinagoga, sono previsti gli interventi delle autorità, di rappresentanze delle scuole torinesi e di quella della Comunità Ebraica, seguiti da un momento musicale. Il tema al centro della riflessione collettiva di quest’anno sarà “ Valore e uso delle parole ieri e oggi”, prendendo spunto dagli stessi Diari lasciati da Emanuele Artom.

Emanuele Artom (Aosta ,23 giugno 1915 –Torino, 7 aprile 1944 ) nato in una famiglia d’intellettuali ebrei aperta agli ideali di libertà e giustizia, si laureò a pieni voti e con lode in lettere all’Università di Milano. Non poté tuttavia dedicarsi, come avrebbe voluto, all’insegnamento, non avendo mai aderito a organizzazioni fasciste e  a causa della proclamazione delle leggi razziali. Si dedicò così alle ricerche storiche, collaborando al Grande dizionario enciclopedico della UTET, traducendo per Einaudi Le storie di Polibio Il secondo libro di Erodoto. Emanuele Artom, nonostante le persecuzioni razziali e lo scoppio del secondo conflitto mondiale, si rifiutò di riparare in Svizzera e nel maggio del 1943 si iscrisse al Partito d’Azione. Subito dopo l’armistizio, il giovane intellettuale si arruolò (col nome di copertura di Eugenio Ansaldi) tra i partigiani, come delegato azionista in una formazione garibaldina di Barge comandata da Pompeo Colajanni. Diventò poi commissario politico delle bande “Italia Libera” in Val Pellice e in Val Germanasca. Durante un rastrellamento, Artom cadde nelle mani dei fascisti e venne imprigionato nelle carceri di Luserna San Giovanni. Un fascista, al quale aveva salvato la vita, lo ripagò denunciandolo come ebreo e la sua condizione si fece da quel momento ancora più drammatica. Le torture a cui venne sottoposto non gli strapparono informazioni sulla Resistenza e così, il 31 marzo del ’44, Emanuele Artom venne trasferito alle “Nuove” di Torino, nel “braccio” tedesco. Le sevizie che i suoi aguzzini gli inflissero furono tali da causarne la morte. I fascisti si liberarono del cadavere che non venne mai ritrovato.Una Brigata partigiana lombarda, operante nelle valli del comasco, alla notizia della sua scomparsa, ne assunse il nome. Nel dopoguerra, il Municipio di Torino gli dedicò una piazza; la comunità israelitica torinese gli ha intitolato una scuola media ebraica; l’Università di Torino lo ricorda con una lapide, collocata nella biblioteca della Facoltà di Lettere. Una parte del diario di vita partigiana di Emanuele Artom è stata pubblicata, nel 1954, col titolo “Artom-Tre vite”.  Edizione più complete sono state pubblicate, nel 1966, con il titolo “Emanuele Artom.Diari” a cura del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano e “Artom. Diari di un partigiano ebreo. Gennaio 1940 – Febbraio 1944, a cura di Guri Schwarz, dalla torinese Bollati Boringhieri nel 2008.Inoltre va ricordato il film documentario “Emanuele Artom,il ragazzo di Via Sacchi” (2011), diretto da Francesco Momberti e prodotto da Pianoeerre  e dalla Comunità Ebraica di Torino.

 

Marco Travaglini

Via libera al bilancio consuntivo di Fondazione Crt

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il progetto di bilancio 2018: avanzo di 92 milioni di euro (+8%), patrimonio netto superiore a 2,2 miliardi di euro (+32 milioni sul 2017), posizione finanziaria netta a 254 milioni di euro, 80 milioni di euro a sostegno del territorio 
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRT, che si è riunito oggi a Torino sotto la Presidenza del Professor Giovanni Quaglia, ha approvato il progetto di Bilancio 2018. Il documento sarà sottoposto ora all’esame del Consiglio di Indirizzo, che si riunirà il prossimo 30 aprile. 
Il bilancio consuntivo 2018 si chiude con un avanzo d’esercizio pari a 92 milioni di euro (in crescita del 7,6% rispetto all’avanzo 2018). Un risultato certamente positivo, realizzato grazie a un’efficiente ed equilibrata gestione operativa e del patrimonio, cui hanno contribuito il ritorno alla distribuzione dei dividendi da parte di UniCredit, con il conseguente pagamento degli interessi sui c.d. titoli Cashes e l’apporto dell’attività di negoziazione.  In un anno in cui, a livello mondiale, la maggior parte delle classi di attività ha fatto registrare performance negative, la redditività della gestione del patrimonio della Fondazione è stata conseguita grazie a una mirata attività di negoziazione. Pertanto, pur in presenza di alcune rettifiche di valore delle attività in portafoglio, è stata mantenuta e incrementata la capacità di supportare finanziariamente i progetti dell’attività istituzionale.  L’attenzione prestata all’efficienza gestionale ha determinato oneri di gestione sostanzialmente in linea con il 2017, mentre l’onere per imposte IRES, con un valore complessivo dei dividendi incassati invariato, è aumentato di oltre 2 milioni di euro a 16 milioni di euro, portando il carico fiscale complessivo sostenuto dalla Fondazione nel 2018 a 21,3 milioni di euro. Ampiamente positiva la posizione finanziaria netta, salita da 232 milioni di euro nel 2017 a 254 milioni di euro nel 2018.  L’avanzo 2018 ha permesso di riservare all’attività istituzionale futura circa 60 milioni di euro, e di incrementare il patrimonio di oltre 32 milioni di euro. Nel 2018 la Fondazione CRT ha attivato risorse per oltre 72 milioni di euro (erano 64 milioni nel 2017): interventi focalizzati su welfare e salute pubblica, ricerca e istruzione, arte e beni culturali. A queste tradizionali modalità di intervento, la Fondazione ha continuato ad affiancare ulteriori iniziative nella logica dei mission related investments
Con l’attività istituzionale svolta nel 2018 la Fondazione CRT ha messo a disposizione del territorio circa 80 milioni di euro. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni, con lungimiranza reso forte già negli scorsi anni, con una disponibilità di 174 milioni di euro è ancora oggi in grado di garantire continuità nell’attività istituzionale futura della Fondazione. “Guardiamo al futuro con serenità e fiducia – commenta il Presidente Giovanni Quaglia –. I positivi risultati di bilancio, frutto del grande impegno di tutta la struttura, dimostrano che la Fondazione CRT si è ulteriormente rafforzata. Siamo quindi convinti di poter attivare anche nel 2019 un ammontare rilevante di risorse per la crescita di Torino, del Piemonte e della Valle d’Aosta, muovendoci su due binari: la promozione delle potenzialità del territorio e, contemporaneamente, il contrasto alle situazioni di vulnerabilità sociale e ambientale, anche alla luce dei risultati dell’operazione sistemica di ascolto – i cd. ‘Stati Generali – avviati per la prima volta nella storia della Fondazione CRT”.  “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2018, anche in considerazione del complesso contesto economico generale – dichiara il Segretario Generale Massimo Lapucci –. Gli obiettivi conseguiti sia sul fronte della gestione operativa che degli investimenti ci hanno consentito, tra l’altro, di non dover ricorrere al DL 119/2018, il provvedimento nazionale volto a non far gravare sui bilanci la situazione di eccezionale tensione sui mercati. La dinamica finanziaria ampiamente positiva della Fondazione ci consente di affrontare il 2019 con il duplice obiettivo di mantenere costante il nostro impegno erogativo al territorio e di affrontare il piano di completamento e di gestione dell’intensa programmazione dell’attività delle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino, impegnate in particolare in corso d’anno nell’apertura dell’Officina Sud e in molteplici iniziative per lo sviluppo di un ecosistema di rilevanza internazionale per l’innovazione, la ricerca e l’accelerazione d’impresa”. 

Amianto, le nuove norme regionali

È stata approvata all’unanimità dei votanti  (33 sì, 5 non votanti) la proposta di legge sull’amianto che intende fornire un’ulteriore risposta per la corretta gestione in sicurezza di rifiuti di amianto o contenenti tale materiale. La Pdl è stata presentata da Gianpaolo Andrissi (M5s). Le nuove norme sono finalizzate a promuovere la definizione di linee guida per l’impiego di siti estrattivi inattivi per lo smaltimento dell’amianto, la sperimentazione di tecniche alternative allo smaltimento in discarica, l’attivazione di sportelli amianto a valenza sovra comunale e la definizione di linee guida per l’analisi delle acque della rete degli acquedotti. Il provvedimento riprende quanto disposto sia dal Piano nazionale amianto che da quelli regionali che hanno evidenziato la necessità di promuovere la ricerca e la sperimentazione di metodi alternativi allo smaltimento in discarica e di individuare appositi siti per il loro conferimento. Gli interventi normativi integrano e modificano la legge del 2008 “Norme per la tutela della salute, il risanamento dell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto”. Il co-relatore di maggioranza Andrissi ha spiegato che il testo tende a migliorare la gestione del pericoloso materiale, nonché la gestione dei materiali contenenti amianto. L’esponente pentastellato ha sottolineato la necessità di utilizzare siti idonei allo stoccaggio dell’amianto quali miniere abbandonate e in disuso in sostituzione di discariche all’aperto oltre alla creazione di vari centri regionali, che si occupino in pianta stabile della materia in sostituzione di enti locali privi di competenze sull’ambiente. Sarà creato lo sportello amianto a livello territoriale e si farà il controllo di fibre di amianto presenti all’interno delle condotte d’acqua potabile. Silvana Accossato, relatrice di maggioranza, ha dichiarato che la deliberazione si concentra sul tema dell’amianto ed è coerente con l’attenzione che questa Giunta ha dato alla gestione ambientale del territorio, anche perché questo materiale ha profondamente segnato la vita della nostra regione. L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha dichiarato che si tratta di una legge snella che fa il tagliando alla norma fondamentale sull’amianto del 2008. A distanza di 20 anni si introducono nuove tipologie di intervento immettendo anche nuove risorse per eliminare le coperture di amianto negli edifici pubblici. Collegato al provvedimento un atto di indirizzo, primo firmatario, Domenico Ravetti (Pd) che impegna la Giunta a sostenere l’azienda ospedaliera di Alessandria quale istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e a prevedere il fondamentale coinvolgimento dell’Asl di Alessandria con il presidio di Casale Monferrato richiedendo l’attivazione della procedura utile a definire il dossier per la candidatura rafforzando fin da subito la collaborazione tra Aso e Asl.

Fondazione Crt, Quaglia ora e sempre

Giovanni Quaglia marcia a tappe forzate verso la riconferma alla presidenza della ricca Fondazione Cassa di risparmio di Torino
 
All’appuntamento mancano ormai poche settimane e nulla sembra impensierire il banchiere cuneese, che senza colpo ferire conta di trascorrere sette anni sulla poltrona più importante di via XX settembre. Un’importante tappa sul cammino di Quaglia è venuta dalla riconferma per mano del Consiglio regionale di Anna Maria Di Muscio e Giampiero Leo nel Consiglio d’indirizzo della Fondazione. Sono entrambi considerati fedelissimi di Quaglia e devono la nuova designazione allo stretto rapporto tra Quaglia e Sergio Chiamparino, che a Palazzo Lascaris ha stroncato sul nascere qualsiasi candidatura alternativa. Ma forse la designazione di Di Muscio e Leo, apparentemente avvenuta senza problemi, potrebbe diventare il classico sassolino capace di mandare in tilt un meccanismo potente e ben oliato. Nei palazzi della politica piemontese qualche mugugno e forse anche qualcosa di più incomincia a levarsi verso i criteri con i quali viene gestito l’importante tesoro custodito nella cassaforte della Fondazione. Nonostante la natura privatistica della Fondazione si tratta pur sempre di un patrimonio delle collettività, dove una volta operavano sportelli e la raccolta risparmi della Cassa di risparmio di Torino. A differenza di quanto accade in Lombardia nella nostra regione le Fondazioni bancarie si sono rinchiuse in castelli dorati nelle cui segrete riunioni si stabiliscono investimenti e nomine salvo ogni tanto vestire i panni dei grandi elemosinieri degli enti locali. Chissà se i due nuovi consiglieri avranno la voglia e la curiosità di conoscere la politica degli stipendi dei dipendenti della Fondazione di via XX settembre, la cui classifica è guidata con grande distacco sugli altri dal segretario Massimo Lapucci che tra stipendi e altre prebende si mette in tasca alcune centinaia di migliaia di  euro l’anno confermandosi una delle buste paga più ricche di Torino. O se ai due consiglieri verrà in mente di chiedere cosa hanno detto i consiglieri espressi dalla Fondazione nei consigli d’amministrazione di Atlantia e di Autostrade dopo la tragedia del ponte Morandi e il duro scontro con il Governo. Nelle due società del gruppo Benetton via XX settembre ha investito parecchio senza influenzare le scelte della società e meno che mai favorire investimenti in Piemonte. Ma l’amore di Quaglia per le società autostradali è da sempre noto. E ancora forse non è peccato immaginare che i due nuovi consiglieri chiedano di conoscere i conti delle Ogr, il più importante investimento della Fondazione negli ultimi anni, sul quale in molti, ma a mezza voce, hanno storto il naso pensando sarebbe stato meglio spendere con tanta abbondanza per creare posti di lavoro con un occhio di riguardo alle periferie torinesi, dove il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli  degni delle più depresse aree meridionali.

Giovanni Colonna

 

Antimafia Channel al Campus per sensibilizzare i giovani

/

“Mafia e corruzione” è il primo convegno realizzato dall’associazione

L’evento avrà luogo mercoledì 10 aprile 2019 dalle ore 16 alle 18 presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi in Lungo Dora Siena 100/A, Torino. L’incontro si snoderà attraverso quattro interventi, uno per ogni relatore, con il filo conduttore di un moderatore, analizzando i rapporti che intercorrono tra le mafie e l’uso della corruzione. Antimafia Channel è una realtà studentesca che da anni organizza workshop e incontri nelle scuole medie e superiori di Torino con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i ragazzi circa le tematiche dell’antimafia, la storia e i caratteri del fenomeno mafioso. L’evento è realizzato in collaborazione con ELSA Torino, associazione di studenti di giurisprudenza che si impegna a completare la formazione degli studenti in materie giuridiche, colmando il gap tra il mondo universitario e quello lavorativo ed a contribuire all’educazione giuridica. La sinergia tra le due organizzazioni permette di ampliare i destinatari delle attività del comitato Antimafia Channel e di avvicinare ulteriormente gli studenti universitari alle tematiche concrete del fenomeno mafioso. Proprio per cogliere il lato pratico della questione, la scelta dei relatori è ricaduta su magistrati, giornalisti e docenti universitari che negli anni hanno condotto indagini o ricerche sul campo. L’iniziativa sorge dalla necessità di riflettere sugli effetti che fenomeni, quali la criminalità organizzata di tipo mafioso e la corruzione, hanno sulle nostre vite. Le imprese che operano in ambienti con alto tasso di corruzione crescono meno delle altre. La fiducia nell’operato delle istituzioni e della magistratura, purtroppo, non è sempre elevata. A dimostrarlo vi è anche la riduzione degli investimenti esteri in Italia a causa di una diffusa corruzione. Che cosa si può fare? Tantissimo. Non si può, però, solamente delegare alle forze dell’ordine questo impegno. La repressione ex post va accompagnata da un’opera di prevenzione e sensibilizzazione ex ante. Proprio dallo studio dei singoli fenomeni mafiosi e corruttivi, la conferenza vuole proporre un punto di vista ulteriore. Analizzeremo le similitudini e le differenze tra i due reati, tracciando una strada attraverso diverse prospettive (sociologiche, economiche e giuridiche), apportando casi concreti della realtà piemontese e torinese. Punto di partenza dell’evento sarà l’analisi storica e sociologica dell’utilizzo della corruzione da parte delle organizzazioni mafiose per operare ed interagire con il mondo politico. Parte dei lavori verterà sull’esame del testo della Riforma Severino e sui suoi effetti. Sarà centrale un’analisi del nuovo codice Antimafia rispetto al trattamento riservato agli indagati per reati di mafia e di corruzione, oltre alle tecniche di indagine di cui gli organi inquirenti possono oggi avvalersi in queste situazioni.
.
 #1 Mafie, corruzione e area grigia tra economia e politica Nel suo intervento il Professore Rocco Sciarrone (docente di sociologia della criminalità organizzata e di reti criminali del Dipartimento di Culture, Politica e Società di Torino), illustrerà il frutto di ricerche condotte insieme al Laboratorio di analisi e ricerca sulla criminalità organizzata (Larco), di cui è Direttore, in materia di corruzione, criminalità economica e dei colletti bianchi. Che rapporto esiste tra il modo di operare delle mafie e l’influenza che esercitano su di una parte del mondo politico? Come si sono espanse le mafie? Utilizzando anche la corruzione, inquinando l’economia legale e interagendo con gli amministratori pubblici.
.
#2 La politica criminale anticorruzione dopo la riforma Severino Ospiteremo un’analisi del Professore Marco Pelissero (docente di diritto penale del Dipartimento di Giurisprudenza di Torino e Direttore della Scuola di specializzazione per le professioni Legali dell’Università di Torino) circa l’evoluzione delle riforme legislative in materia di reati di corruzione. Uno sguardo privilegiato avranno gli effetti della c.d. riforma Severino, facendoci comprendere quali motivazioni animino il nostro Legislatore, di volta in volta, nelle sue scelte di politica criminale e come consideri differentemente i reati di corruzione e quelli di mafia.
.
#3 Misure di prevenzione nei reati di corruzione e mafia Il Dottor Giancarlo Capecchi (Giudice della IV Sezione Penale del Tribunale di Torino) ha maturato una grande esperienza nel campo delle misure di prevenzione patrimoniali durante gli anni passati presso la sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino. Ci illustrerà le modifiche, introdotte nel nuovo Codice Antimafia, in materia di sequestri e confische agli indagati e agli imputati per reati di mafia e corruzione. Svolgerà anche una riflessione circa i benefici, per la società civile e l’opinione pubblica, del tempestivo riutilizzo dei beni confiscati.
.
#4 Indagini nei reati di associazione a delinquere e di corruzione Il Dottor Roberto Maria Sparagna (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino e già membro della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino) è un volto noto dell’antimafia torinese. Si è occupato, insieme ai suoi colleghi, dei maggiori processi alla ‘ndrangheta a Torino e in Piemonte. Ha diretto, tra le altre, le operazioni Minotauro, Colpo di Coda e San Michele, dimostrando quali interessi abbiano le mafie nel tessuto economico, politico e sociale del Nord Italia. Attualmente è membro del pool che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. La sua profonda esperienza lo porterà a parlare di come concretamente vengano condotte le indagini per reati di associazione a delinquere di tipo mafioso e di corruzione, dell’uso degli agenti c.d. provocatori o di quelli infiltrati, e delle intercettazioni telefoniche. Al Dottor Giuseppe Legato (giornalista de La Stampa), saranno affidate la conduzione degli interventi e le conclusioni finali dell’incontro. Da anni si occupa di studiare e raccontare le indagini antimafia in Piemonte e in Valle d’Aosta. Ha maturato una profonda esperienza circa la storia delle associazioni criminali nel Nord Italia e in Europa, le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte e il traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Per permettere una maggior diffusione dell’evento, l’appuntamento verrà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook ed Instagram di Antimafia Channel ed ELSA Torino. Estratti degli interventi verranno diffusi nei giorni seguenti sui rispettivi canali YouTube e Twitter.