ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 519

Casa della salute, via ai lavori

RIVALTA – Partirà lunedì 15 aprile il cantiere della Casa della Salute di Rivalta. Dopo l’approvazione della Regione Piemonte al progetto presentato dal Comune e dall’Asl To3, lunedì 8 aprile si è dato simbolicamente avvio ai lavori. Presenti, insieme al Sindaco di Rivalta e a una rappresentanza dei medici del territorio, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte. Per la ristrutturazione dell’ex biblioteca di piazza Martiri, di proprietà comunale, la Città di Rivalta ha messo a disposizione 400mila €; la Regione sostiene l’avvio del progetto e il primo anno di gestione con in contributo di 230mila €. I lavori sono stati affidati alla Mar.Sal Restauri srl di Napoli. il progetto punta a racchiudere in un unico luogo più attività, perché oltre alla medicina di base con 7 medici di medicina generale saranno ospitati ambulatori specialistici e infermieristici, potenziando così la rete delle cure primarie. Anche le funzioni amministrative saranno ampliate, dal ritiro dei referti alle prenotazioni, al cambio del medico. Altri medici continueranno ad operare nei propri studi a Pasta, Tetti Francesi e Gerbole ma i loro pazienti potranno fare riferimento alla Casa della Salute per la diagnostica e le visite specialistiche. L’obiettivo è ridurre il disagio dei continui spostamenti, specie per chi ha malattie croniche e per le fasce deboli della popolazione. Sarà un centro in cui verranno svolte periodicamente alcune attività di monitoraggio delle principali patologie di cui soffre la popolazione in modo da prevenire l’insorgere di malattie croniche attraverso la promozione della salute e dei corretti stili di vita. La Casa della Salute di Rivalta, così come già succede in altre realtà, costruirà reti di collaborazione con l’associazionismo, il volontariato e le scuole in modo da coinvolgere l’intera comunità. Sarà una struttura che resterà aperta 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, e che garantirà, tra le altre cose, una maggiore vivacità al nostro centro storico. La Casa della Salute sarà un punto di riferimento anche per Bruino e coinvolgerà in tutto 18
medici, coprendo un’utenza di 30mila cittadini.

Oltre 3000 bambini per la Festa della Solidarietà

Sabato 13 aprile dalle 10.30 alle 17.00 Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini Solidarietà, attenzione ai poveri, impegno sociale, collaborazione

Dal 1969 i volontari dell’Associazione O.A.S.I. Operazione Mato Grosso di Torino vivono questi valori attraverso la realizzazione di molteplici progetti, in Italia e in Brasile, operando sempre con un’attenzione particolare agli aspetti educativi. Ed è proprio per questo che nel 1992 è nato il Laboratorio di Educazione alla Pace e alla Solidarietà per gli alunni della scuola primaria, un percorso di formazione e crescita vissuto per un’intera giornata al Centro O.A.S.I. Laura Vicuña di Rivalta e con incontri nelle scuole. Il Laboratorio, che fino a oggi ha coinvolto più di 75.000 bambini, propone attività didattiche, narrazioni, riflessioni e giochi che insegnano loro come rapportarsi con la diversità per trasformarla in risorsa, sperimentando l’importanza dell’attenzione agli altri, di chi ha bisogno di un aiuto o anche solo di un sorriso. Quest’anno il 28° Laboratorio – che ha visto coinvolte 165 classi con oltre 3000 bambini coinvolti in un percorso di sensibilizzazione e crescita sul tema della Solidarietà – si concluderà con la grande Fiera della Solidarietà al Palazzetto dello Sport di Parco Ruffini a Torino, che sabato 13 aprile sarà aperta dalle 10.30 alle 17.00. Una festa che offrirà a tutti i bambini, insegnanti, genitori, nonni, fratelli, sorelle e amici, un momento di allegria in compagnia del Mago «Tric & Trac» che farà divertire con le sue magie; i balli e i bans proposti dai simpatici «FantaClown» dell’O.A.S.I; e poi ancora gimcane, labirinti, laboratori, video e tante altre sorprese. In questo momento di festa e di allegria i bambini avranno l’occasione di tradurre nel concreto quanto imparato nel Laboratorio, aiutando con un piccolo gesto una situazione di reale bisogno. Infatti, come a ogni festa che si rispetti, i bambini potranno arrivare con un dono: un pacco di riso, di caffè o di zucchero che si tradurrà in un aiuto per chi nella vita è stato meno fortunato. Andando alla manifestazione sarà anche possibile scoprire le classi vincitrici del concorso a cui hanno partecipato con il loro cartellone sul tema della Solidarietà. E se la classe parteciperà numerosa, potrà anche vincere un meraviglioso premio che li coinvolgerà tutti.

Diritto dell'arte. Vademecum per chi si appresta ad acquistare un'opera

“Due diligence” è l’espressione che indica l’attività di approfondimento, di ricerca di dati ed informazioni relative all’oggetto della trattativa
“La due diligence legale – spiega l’avvocato Simone Morabito, associato dell’omonimo Studio torinese specializzato in diritto commerciale e tributario – è diventata sempre più importante anche in un mondo come quello dell’arte dove domina la scarsa trasparenza, la scarsa liquidità e la presenza di molti intermediari non qualificati, accanto a pochi veri professionisti. Lo scambio di beni artistici ha in sé una caratteristica economica che lo contraddistingue, che è quella di essere “beni di fiducia”. Ciò comporta, quindi, difficoltà notevoli nel valutare la qualità dell’oggetto, in particolar modo da parte di quei consumatori che non possiedono una grande sensibilità o adeguate competenze di carattere storico-artistico”. “Spesso si riscontra inoltre un’asimmetria informativa – aggiunge l’avvocato Morabito – tra acquirenti e venditori. Primo passo obbligatorio da fare è quello di verificare l’identità del venditore, ottenendo da costui la dichiarazione di essere l’esclusivo proprietario dell’opera, onde evitare il pericolo di commettere vari illeciti, anche di natura penale, tra cui il reato di ricettazione”.
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“Esistono poi specifici obblighi – precisa l’avvocato Morabito – per chi acquista un’opera d’arte c.d. “notificata”, ossia che presenti interesse culturale, tra cui il divieto di trasportarla all’estero e comunque di spostarla senza la previa autorizzazione da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali. Esiste poi l’obbligo di restaurare l’opera d’arte e di mantenerla in un buono stato conservativo, oltre all’impossibilità di esporla senza il preventivo consenso del sopra citato ente. Non tutte le opere sono, comunque, notificabili. Una recente riforma al Codice dei Beni Culturali è stata introdotta nel 2017 dalla riforma Franceschini, dal nome dell’ex Ministro del MIBACT. L’opera d’arte, infatti, tra gli altri requisiti, deve essere stata prodotta da autore non più vivente e la sua realizzazione deve risalire a più di settanta anni addietro”. “L’acquirente dell’opera d’arte – precisa l’avvocato Morabito – nel verificare la lecita provenienza dell’opera, potrebbe anche consultare le banche dati pubblicamente disponibili, come l’Art Loss Register (www.artloss.com ), registro delle opere rubate, e quella curata dal Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri (http://tpcweb.carabinieri.it/SitoPubblico/search ). L’acquirente, se compra da un operatore professionale, deve richiedere il certificato di autenticità e provenienza dell’opera, sulla base dell’articolo 64 del Codice dei Beni culturali. La lista potrebbe ancora allungarsi, ma un ulteriore elemento potrebbe essere verificare eventuali contestazioni o presenza di falsi sul mercato legati all’opera di un artista o di una specifica galleria “.

Mara Martellotta

Avvocato Simone Morabito
Studio Legale Tributario Morabito
www.studiomorabito.eu
www.artlawyers.legal 
 

Una casa dal cielo

A = Amicizia. Amicizia = solidarietà . Solidarietà = Aiuto. Aiuto = Amore. Amore = Purezza , Integrità e Umiltà”

Questi probabilmente dovrebbero essere ingredienti indispensabili capaci di comporre le relazioni del cuore, quelle non solo atte a far passare il tempo con amene futilità , ma al contrario idonei   nellaiutare non solo noi stessi ma tutti coloro che accanto a noi hanno la capacità delicata e garbata di riuscire a parlare anche di quella qualità della vita che molti di noi, comuni mortali, necessiteremmo di scoprire

Questa massima non vuole essere la recita di una preghiera ne tanto meno un sermone atto a far piegare la testa a coloro che ci circondano, ma indurci a pensare a questa sì. Spesso le persone cadono in quella che potrebbe essere definita la sindrome del : dare tutto per scontato, ignorando il valore delle cose buone e fondamentali per il miglioramento eccellente della vita di ognuno di noi e per quella di altrui. Ovviamente per fare ciò dovremmo anche essere muniti di un pochino di spirito di adattamento e di sacrificio, quel minimo occorrente ma importante, atto a far sì che almeno parte di quelle sofferenze, o impedimenti inutili causati dalle ombre nere della vita, possano in qualche modo essere diminuite. Dovremmo considerare le relazioni, i deboli stati di fatto, le fonti di aiuto, le emergenze e non solo, come piante bisognose delle nostre cure,  evitando quindi che giorno per giorno queste si secchino. Per fare ciò basterebbe aprire semplicemente un po’ di più gli occhi , godere di ciò che la vita ci ha dato e smettere di essere ingordi solo di quella smania superficiale ,atta soprattutto alla compensazione di quellopportunismo , frutto solamente  del nostro unico” piacere di avere. Trovare piacere ad esempio nel solo atto di cominciare a dare” al di fuori del nostro riempimento abituale personale di soddisfazione , beh, potrebbe essere già un buon inizio. Ci sono fasi nella vita che  potrebbero poi anche sussurrarci quanto importante sia preoccuparci  e prenderci cura di ciò che solitamente rendiamo invisibile, costruendoci pian piano un punto intermedio che possa darci la meraviglia di riuscire a dare senza che questo possa trasformarsi in unemorragia emotiva,  ma semplicemente il piacere” di farlo nei confronti di altrui e innanzitutto per noi stessi. Senza null’altro pretendere però che da quel momento in poi qualcuno debba darci qualcosa in cambio.Tutto questo può amabilmente nascere in compagnia di amici, coloro che riteniamo più veri, magnificamente fedeli e assolutamente ottimi candidati generosi per un futuro nel quale saper dare” , dare davvero.Chi ? Chi se non le persone che più amiamo , come la famiglia o gli amici più cari a noi vicini, possono darci questa consapevolezza e quella bellissima sensazione ,capace di poter costruire anche laddove può sembrare apparentemente impo
ssibile provare a farlo.

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A Torino, qualcuno è riuscito a donarsi questo grande regalo, la complicità e il cuore di capire ciò che sarebbe stato più giusto fare.  Tutto questo nasce dalla creatività emotiva di un gruppo di Amici, legati da unamicizia fraterna, fermamente decisi di dare personalmente” preziose risorse di impegno personale, tempo e forza economica per una concreta e spettacolare iniziativa di SolidarietàNel 2005, venti persone, venti sono stati gli amici , di diversa estrazione sociale e professionale ,  capaci fra di loro di fondare una Associazione  O N L U S : DIMORE SAN GIOVANNI,  presieduta dallIngegnere Giovanni Piccolis , aprendo un mutuo comune per acquistare un piccolo appartamento a Torino e seguendo  i principi di Uguaglianza, di Libertà e di Fraternità che fino a quel tempo erano stati davvero capaci di unirli così fraternamente , talmente tanto da riuscire a generare dal nulla  uniniziativa così unica. Unottima idea questa per regalarsi qualcosa di grande e poterlo trasmettere anche ad altrui, al fine di ottimizzare uno scopo sociale davvero nobile. Una  ONLUS capace di accogliere e ospitare gratuitamente le famiglie bisognose di bambini malati , nazionali e internazionali, senza distinzione quindi di provenienza o etnia, che arrivano a Torino per essere ricoverati negli ospedali torinesi per gravi malattie. Ma questa non fu solo uniniziativa fiorita in una cena fra amci dal cuore grande  e fatta vivere solo per pochi e per poco tempo, al contrario limpegno di questi Amici” persevera ancora oggi nella continuità di unintento sempre più oneroso e importante, a tal punto da creare altre quattro unità immobiliari (oltre a quella aperta nel 2005). Ad oggi lAssociazione DIMORE SAN GIOVANNI ha già ospitato circa 100 famiglie per circa 4500 giorni di occupazione degli appartamenti suddetti. Inoltre c’è in embrione anche il progetto di creare ununica struttura immobiliare, attrezzata e munita di personale addetto capace di ospitare numeri ancora più alti di famiglie che necessitano, per le loro insostenibili possibilità economiche di una trasferta, di essere ospitati . Parliamo oltretutto di famiglie aventi figli in tenera età destinati, per varie e complesse patologie , a interventi chirurgici anche complessi che richiedono quindi lungodegenze. 

Il lavoro poi persevera anche nellobbiettivo di creare iniziative vincenti a favore delle Dimore San Giovanni, con a seguito tutto limpegno che ne concerne.


 

Grazie a donazioni e soprattutto alla destinazione gratuita del 5 x 1000 della denuncia dei redditi da parte di chi è stato ed è vicino allAssociazione ciò può essere anche più facile da conquistare. Con la tenacia e la serietà del lavoro eccezionale di questi valenti personaggi, sono stati consolidati nel tempo i rapporti con le strutture ospedaliere di riferimento, in particolare con lospedale pediatrico Regina Margherita, il Centro Traumatologico e i reparti di pediatria dellOspedale S.Anna. Mediante i contatti con le Caposala e con i Medici di reparto , vengono segnalate le priorità delle famiglie dei bimbi ricoverati in stato di difficoltà e trasmesse a loro volta allassociazione. Successivamente le famiglie vengono accolte negli alloggi appena arrivati a Torino e immediatamente aiutati per integrarsi in una realtà del tutto nuova per loro, con amore e dedizione. Dobbiamo ricordare inoltre che il patrimonio altrettanto prezioso di questa iniziativa sono anche tutti i volontari  che si rendono disponibili  con queste famiglie e che fino ad oggi si sono prodigati nellaiutarle e supportarle. Sul sito dellAssociazione inoltre (www.dimoresangiovanni.org) , potrete anche ammirare la cura con cui sono stati creati gli appartamenti, davvero deliziosi , curati nei particolari , nellordine e nella pulizia. Nulla è lasciato al caso ed è tutto in equilibrio con il desiderio di offrire al massimo un aiuto più che soddisfacente, al fine di poter offrire loro non solo un supporto economico ma innanzitutto psicologico. Ognuno di noi dovrebbe prendere spunto da questa iniziativa davvero incredibile e cercare in qualche modo , se pur non così generoso, almeno di donare attenzione a ciò che ci gravita attorno e prendere spunto da questo per imparare a divertirsi” anche  aiutando a sorridere gli altri e non solo noi stessi. E’ un orgoglio per questa città anche solo venire a conoscenza di realtà così meravigliose.

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Segnaliamo un importantissimo evento a favore  di questa iniziativa: 

sabato 13 aprile 2019 ore 16.30 presso lAuditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale , si terrà levento  ANIMA-LI IN LIBERTA’” Spettacolo di solidarietà a favore di Dimore San Giovanni Onlus” presentato da Alis DAmico. Al pianoforte Fabio Mengozzi, al flauto Ilaria Pisacane e alle crystal bowls Chicca Morone. Lattrice comica Cristiana Maffucci  rallegrerà il pubblico con la sua ironia e poeti mitomodernisti leggeranno le filastrocche gioiose con protagonisti animali  speciali illustrati da Chiara Rota. Un piccolo rinfresco concluderà levento. Prenotazione obbligatoria (Stella: 335.8215134)Non potete mancare, questo è anche un modo come unaltro per imparare ad essere veramente AMICI!

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Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Fotografia vs bullismo

Anche la fotografia può rappresentare un’arma efficace per combattere il bullismo

 Ne sono convinti gli studenti dell’Istituto Garelli di Rivalta (To), che hanno realizzato la mostra “Autori e cooperatori dalla debole identità”, inauguratasi lunedì 8 aprile alle 17 all’Urp del Consiglio regionale del Piemonte, in via Arsenale 14/G, a Torino. Promossa dalla garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale (Usr) e l’Istituto, l’esposizione raccoglie una trentina di scatti realizzati dal fotografo Roberto Cavallo, che ha coinvolto alunne e alunni in un vero e proprio laboratorio in cui alle istantanee di situazioni di bullismo si è cercato di affiancare quelle di gesti riparatori che possano portare alla riappacificazione. Con la garante e il fotografo intervengono il direttore generale dell’Usr Fabrizio Manca e Maurizio Giacone e Germana Golia dell’Istituto Garelli. Visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30 e il venerdì dalle 9 alle 12.30 la mostra rimane aperta fino al 29 maggio.

Il primo Innovation hub di Terna

È stato inaugurato, presso la sede Terna di Torino, alla presenza della Sindaca Chiara Appendino, dell’Amministratore Delegato Luigi Ferraris e della Presidente Catia Bastioli, il primo degli Innovation Hub – piattaforme di sviluppo dell’innovazione – che la Società avvierà prossimamente nelle sue sedi territoriali

 
Attraverso l’interazione e lo scambio con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup e imprese, l’Innovation Hub diventerà un laboratorio dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee in campo energetico. L’integrazione di competenze nuove e sinergiche sarà quindi il cardine di questa esperienza che parte dalla sede dell’area operativa di Terna a Torino e proseguirà presto in altre città italiane.
 
Nello specifico, l’Innovation Hub di Torino, sarà focalizzato sull’IoT (Internet of things) e sui processi di monitoraggio evoluto degli impianti di trasmissione dell’energia, sviluppando quattro ambiti di progetto (satelliti, droni, robot e sensoristica evoluta) funzionali a un controllo della rete sempre più dinamico e innovativo a garanzia dell’efficienza e la sicurezza del sistema. Grazie a una gestione centralizzata dei dati sarà possibile, tra l’altro, eseguire una manutenzione predittiva degli asset che consentirà di ridurre i costi e aumentare l’affidabilità della rete di trasmissione.
 
Il progetto si inserisce nel percorso di innovazione e digitalizzazione a livello nazionale per il quale Terna investirà circa 700 milioni di euro nei prossimi 5 anni. L’obiettivo, in uno scenario energetico sempre più complesso, è quello di sviluppare prototipi di idee innovative focalizzate sui nuovi trend tecnologici rilevanti per l’Azienda grazie alla creazione di gruppi di lavoro composti da soggetti differenti per provenienza e competenze. I progetti che verranno avviati favoriranno la diffusione della cultura dell’innovazione, la creazione di future professionalità di eccellenza e lo sviluppo di soluzioni industriali che possano avere implementazione su più larga scala.
 
“Siamo orgogliosi di iniziare proprio dal Piemonte e nello specifico da Torino, questo percorso di innovazione che ha l’obiettivo di creare sinergie tra le persone e le professionalità di Terna e le eccellenze del territorio per sviluppare idee e percorsi innovativi a beneficio di una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile e sostenibile. L’innovation Hub di Torino è la conferma dell’importanza di questa città e di questa regione nella strategia di Terna che prevede nei prossimi 5 anni investimenti sulla rete elettrica piemontese oltre 400 milioni di euro di cui oltre 100 milioni nella città di Torino e provincia.” dichiara l’Amministratore Delegato di Terna Luigi Ferraris.

Verbania compie 80 anni

Nessuno più della Sindaca Silvia Marchionini e dello storico verbanese Leonardo Parachini, sarebbe stato più indicato per presenziare all’incontro dello scorso 4 aprile al Teatro Maggiore di Verbania, per festeggiare, con il contorno di un folto gruppo di splendidi ottantenni (e oltre), il compimento degli 80 anni della città. Perché? Prima non era una città?

Molti sono ancora quelli che, volontariamente o no, tendono a sovrapporre, confondere o, di contro, voler distinguere bene le due grosse frazioni – Intra e Pallanza – tra loro e dalle restanti, vale a dire Antoliva, Biganzolo, Cavandone, Fondotoce, Possaccio, Suna, Trobaso, Torchiedo, Unchio, Zoverallo. 80 sono appunto gli anni passati da quel 4 aprile 1939. “Per volontà del Duce, del Re e della nazione, è nata Verbania”, in omaggio allo spirito dei tempi, questo l’annuncio della fusione dei rioni in un’unica città. Le frazioni o i rioni, che dir si voglia, erano allora pochi, oltre ai due principali: gli altri si sono aggiunti col tempo, la cronistoria sarebbe lunga. C’è comunque, ancor oggi, chi sostiene “Mi sum da Intra!” oppure “mi sum da Funtos!”, in omaggio a una vecchia tradizione che consiste nel sentirsi appartenente ad un’isola, un ceppo, una frazione: ma, da anni ormai Verbania è conosciuta nel mondo, anche se non abbastanza, come una città con più di 30 mila abitanti: si spera che potrà essere ancor più famosa ed avere tanti turisti che verranno ad ammirare le nostre bellezze, a partire da quelle che le stanno intorno. Tornando alla storia, Parachini ha poi descritto i principali amministratori che si sono succeduti, dal ’39 al ’49, alla carica di Sindaco di Verbania, portando a compimento la fusione, non facile nemmeno negli anni successivi, fino ad arrivare poi all’elenco di cui sopra, completato da non molto tempo.

Elio Motella

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Nelle foto

  • Un cittadino speciale: il primo verbanese, ovvero la prima persona sul cui documento d’identità è scritto nato a Verbania. Si tratta di Roberto Rebecchi, nato il 6 giugno del 1939, più volte  consigliere comunale della città.
  • Leonardo Parachini, mentre spiega la nascita del nome della città
  • Un brindisi  di un gruppo di ottantenni: al centro il Sindaco Silvia Marchionini.

 

Una nuova area giochi per bambini

Sabato 13 aprile alle ore 9.30 viene inaugurata una nuova area giochi per bambinidai 6 ai 12 anni, collocata in piazza Italia accanto alla zona destinata al mercato; l’opera comprende un castello con scivolo e altalena, la pavimentazione colorata in materiale antitrauma, panchine con tettoie ombreggianti e una fontanella d’acqua. «Quest’opera – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Volpiano Andrea Cisotto – s’inserisce nell’ambito della programmazione sulle aree per il tempo libero, come il campo da basket, la copertura della piastra del Palazzetto dello sport e l’area picnic e sportiva di via Monviso». Commenta il sindaco Emanuele De Zuanne: «Nel 2015 pubblicammo la cartina delle aree verdi e sportive del paese; oggi quella fotografia è cambiata, grazie ai tanti interventi realizzati, tra i quali appunto questa nuova area giochi, collocata su un’area che all’epoca neppure esisteva, ovvero piazza Italia, a testimonianza delle trasformazioni avvenute in questi anni».

Margherita per Airc: un fiore per la ricerca

AICG sostiene AIRC e la ricerca sul cancro con la margherita solidale italiana 100%

Dall’8 marzo al 25 aprile torna la «MARGHERITA per AIRC».

Per il sesto anno consecutivo AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio) e i suoi associati, da sempre sensibili alle tematiche sociali e alle iniziative benefiche, rinnovano il sostegno alla ricerca sul cancro di AIRC.

E lo fanno ancora una volta scegliendo la margherita, fiore della purezza per eccellenza e prodotto made in Italy al 100%.

In provincia di Torino partecipano all’iniziativa Peraga di Mercenasco Torino e Viridea con i garden di Settimo Torinese e Collegno.

 

In Piemonte partecipano anche Miretti giardini di Busca in provincia di Cuneo, Hortilus garden di Ivrea e Fasoli piante di Novara, Azienda Floricola Donetti di Romagnano Sesia e Az. Agr. F.lli Zanet di Prato Sesia  in provincia di Novara.

 

RISULTATI 2018

Lo scorso anno la “MARGHERITA per AIRC” è stata presente in più di 70 centri di giardinaggio AICG e nesono stati venduti 27mila esemplari, grazie ai quali sono stati raccolti più di 30.000 euroFondi che hanno consentito di finanziare la terza e ultima annualità di una borsa di studio assegnata alla dottoressa Olga Tanaskovic (Istituto Europeo di Oncologia), impegnata in un progetto di ricerca sui meccanismi biologici alla base della leucemia.

MADE IN ITALY

La «MARGHERITA per AIRC», l’eccellenza interamente italiana – proviene dalla Riviera Ligure, in particolare dalla piana di Albenga, dove ogni anno ne vengono prodotti circa 10 milioni di vasi e garantita da FDAI – Filiera Agricola Italiana Spa, sarà contrassegnata da un’etichetta firmata FDAI e AICG. Si conferma quindi la grande attenzione di AICG per la produzione italiana e il made in Italy.

Ogni pianta di Margherita recherà un’etichetta “parlante” con QR code, grazie al quale sarà possibile accedere a una serie di contenuti speciali: testi, video e immagini per scoprire più nel dettaglio il progetto, le caratteristiche e le informazioni sulla coltura e sulla manutenzione della margherita, oltre alle informazioni su Aicg, Airc e il progetto di ricerca finanziato in questi anni.

 

TESTIMONIAL

La Margherita solidale avrà anche quest’anno il supporto di un’altra Margherita: la campionessa mondiale di scherma Margherita Granbassi, da anni al fianco di AIRC nella doppia veste di ambasciatrice e volontaria.

COME E DOVE

Saranno anche quest’anno più di 70 i centri giardinaggio associati ad AICG (l’elenco completo è sul sito www.aicg.itdove si potranno acquistare le piante di MARGHERITA solidale al prezzo di 4.50 euro: per ogni margherita venduta, 1.50 euro sarà devoluto ad AIRC per sostenere una nuova borsa di studio istituita grazie all’impegno di AICG.

Per informazioni:

AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio

www.aicg.it – segreteria@aicg.it – Tel. +39.031.301037

 

La fiera dalla parte degli animali

Atuttacoda è la manifestazione nata per essere dalla parte degli animali, per farli conoscere e rispettare in un modo più consapevole e attento

Giunta con successo alla sua terza edizione a Torino, si moltiplica nel 2019 con tappe in Romagna, Toscana e Veneto. Il 13 e 14 Aprile torna anche lo Spin OFF all’aperto, realizzato in collaborazione con il Comune di Carmagnola, nei 60.000 metri del meraviglioso Parco cittadino Cascina Vigna. L’obiettivo resta quello di divertirsi promuovendo l’attenzione verso il mondo degli animali d’affezione, e non solo, valorizzando le eccellenze che operano sul territorio italiano. Grandi e rinomate aziende, infatti, saranno presenti in fiera a contorno di moltissime attività. Atuttacoda è, infatti, una fucina di eventi cruelty free volti ad avvicinare bambini e adulti agli amici con la coda in modo responsabile ma soprattutto con tanto intrattenimento. Molte le esibizioni e gli spettacoli cane padrone, dall’agility alla dog dance passando per la pet therapy sino al battesimo dell’acqua con la possibilità di far nuotare il proprio cane nella piscina insieme ai volontari della Sics, la celebre squadra di salvataggio in acqua. E poi raduni, sfilata pro adozione e tanto ancora. Oltre ai cani, la Fiera ospiterà cavalli, asini, alpaca e potremo persino ammirare il volo libero dei rapaci durante le loro esibizioni didattiche. Tutto nel massimo rispetto dei nostri amici con la coda. Per le famiglie tantissime attività ad hoc e, grande novità di questa edizione, decine di attività sportive a misura di bambino, tutte da provare gratuitamente durante Atuttacoda grazie. E poi cibo italiano di strada, spettacoli, intrattenimento, e domenica 14 anche il Mercato della Terra di Bra della condotta Slow Food. Sabato 13 dalle 18.30 l’ingresso sarà gratuito e inizierà la serata musicale con esibizioni di ballo e musica live con i divertentissimi Re Beat.Insomma, un evento arricchito da una concreta componente ludico formativa e sociale, oltre che di spettacolo e di numerose attività a scopo benefico. La manifestazione, in cui ricordiamo la vendita di animali non è consentita, diventa sempre più ricca e sempre più dalla parte degli animali.   Gli orari della Manifestazione sono Sabato 13 dalle 10.00 alle 24.00, con ingresso libero dalle 18.30 e interruzione di parte delle attività per la serata musicale e domenica 14 dalle 10.00 alle 19.00. Il biglietto intero costa 6 euro ma è possibile scaricare il coupon sconto a 4 euro direttamente dal sito www.atuttacoda.it
Bimbi sino a 3 anni gratis e ragazzi fino ai 14 anni solo 3 euro.
Tutte le info su:
sito ufficiale www.atuttacoda.it,
pagina facebook https://www.facebook.com/atuttacodaexpo/
instagram https://www.instagram.com/atuttacoda_/