Riceviamo e pubblichiamo
MERCATO IMMOBILIARE IN SALITA. E CON LA BANDA ULTRALARGA, VALORI IN AUMENTO DEL 10%. MA NON VOGLIAMO NUOVE CASE DI HEIDI
L’arrivo della fibra ottica a casa, con la modalità Ftth (fiber to the home), farà crescere del 10 per cento il valore degli immobili nei Comuni delle Alpi e degli Appennini. Il Piano della banda ultralarga, secondo le analisi Uncem, sarà importante non solo per superare il divario digitale, ma anche per dare maggior valore e anche mercato a case singole e appartamenti nelle località montane italiane. Perché il servizio che Open Fiber sta realizzando con i fondi europei, statali e regionali, è un vettore di sviluppo al pari dell’arrivo di una strada. Così, il valore degli immobili cresce e lo stesso mercato potrà subire una scossa. “Si tratta di alcuni primi indicatori che possono indurci a lavorare meglio e di più affinché il Piano banda ultralarga venga accelerato – spiega Marco Bussone, Presidente Uncem – A oggi è lento, in ritardo. Ma non appena concluso avrà effetti anche sul valore degli immobili, non solo nelle località turistiche. Essere connessi oggi è determinante, anche per chi acquista una casa o un appartamento“.
Le compravendite nel 2018 sono cresciute in montagna del 4%, secondo l’ultima rilevazione di Fimaa (l’associazione di agenti immobiliari aderente a Confcommercio) e Nomisma. Il prezzo medio è 2.122 euro al metro quadro in montagna. In crescita anche i borghi alpini: Ravascletto (UD) +3,4%, Tarvisio (UD) +3,3%, Sauris (UD) +3,2%, Forni di Sopra (UD) +3,1%.
“Il tema non è solo comprare più o meno seconde case – aggiunge Bussone – bensì le modalità di abitare, restare, fare impresa, essere parte di quel luogo. Anche il tema architettonico è per noi determinante. Fanno sorridere certe foto di immobili tipici, legno e pietra tradizionali, fatti nuovi, case di heidi delle quali proprio non sentiamo bisogno. Oggi l’architettura contemporanea trova nuovi stili e modelli di intervento su aree edificabili e in particolare sul recupero. Ridurre, fermare il consumo di suolo è decisivo. In montagna, vogliamo agevolare il recupero dei borghi. Puntiamo sull’innovazione e la banda ultralarga è decisiva anche rispetto ai valori degli immobili. Puntiamo su un’abitare, anche temporaneo, che fa crescere nuove comunità, dove chi arriva porta idee e nuovi percorsi che si intrecciano con chi vive i territori montani da sempre. In questo snodo sta la nostra attenzione a politiche, prezzi, valori delle case in montagna. Anche rispetto al mercato turistico, che è ancora un pezzo determinante dell’economia della montagna. Sempre se chi arriva nel proprio appartamento non si sia portato tutto da Torino o Milano, con quella tappa al centro commerciale di periferia dove ha comprato anche l’acqua. Questo non è certo il turismo nel quale Uncem crede. Scegliere la montagna e il turismo nelle località alpine e appenniniche vuol dire anche ‘comprare in valle’ affinché la montagna non si desertifichi ulteriormente”.

Con la firma dell’armistizio, il 2 settembre del 1945, si concluse di fatto il secondo conflitto mondiale. Più di settant’anni dopo i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, due ospedali della Croce Rossa giapponese stanno curando migliaia di persone che continuano a patire le conseguenze di questi attacchi. Si calcola inoltre che diverse migliaia di queste persone continueranno ad avere necessità di cure nei prossimi anni per le problematiche legate alle radiazioni. In totale, tra i due centri sanitari sono stati ospedalizzati oltre due milioni e mezzo di persone per le conseguenze legate alle radiazioni. Il 63 % dei decessi registrati nell’ospedale di Hiroshima, in funzione dal 1956, sono stati causati da diversi tipi di cancro. Tra questi, il 20 % per cancro al polmone, il 18 % per cancro allo stomaco, il 14 % per neoplasie al fegato, il 7 % per cancro all’intestino e un altro 6 % dai linfomi maligni. Nell’ospedale di Nagasaki, che cominciò a funzionare nel 1969, i morti per cancro rappresentavano, fino a poco tempo fa, il 56% del totale. Secondo la Croce Rossa, l’incidenza di leucemia tra i sopravvissuti dei bombardamenti fu di quattro o cinque volte superiore rispetto alle persone non esposte alle radiazioni durante la prima decade, e diminuì successivamente. Una contabilità tremenda, eredità diretta di quello che fu l’inizio dell’era del terrore nucleare.Settantaquattro anni dopo, la memoria di ciò che è stato deve indurre a far sì che nessuno debba più scrivere, di fronte alle atrocità della guerra, quello che il copilota, capitano Robert A. Lewis , annotò sul diario di bordo del bombardiere “Enola Gay” dopo aver verificato con un binocolo gli effetti della bomba sganciata su Hiroshima: “My God what have we done?”, ““Dio mio, cosa abbiamo fatto?”.


