ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 508

Dalle Poste nessun aumento per notifiche di multe e atti giudiziari

Riceviamo e pubblichiamo

Poste Italiane opera legittimamente sul mercato delle notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari e delle multe stradali in quanto, in qualità di fornitore del servizio universale, possiede tutti i requisiti in grado di soddisfare le necessarie esigenze di ordine pubblico e sicurezza.

 

L’azienda precisa, con fermezza, che non c’è stato alcun aumento delle tariffe per i servizi di notificazione a mezzo posta.

 

In relazione alla segnalazione dell’Antitrust sul processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e di violazioni del codice della strada, Poste Italiane sottolinea che è concessionaria per legge del Servizio Postale Universale – nel cui alveo ricade a tutti gli effetti la notifica a mezzo posta degli atti giudiziari – e che, fino all’approvazione della “legge annuale sulla concorrenza”, i servizi oggetto della segnalazione erano “riservati”, ovvero garantiti esclusivamente da Poste Italiane (a differenza di quelli “non riservati”, forniti anche dagli oltre 3000 operatori postali alternativi).

 

Con l’abrogazione della riserva a favore di Poste, le notificazioni possono essere fornite anche da altri operatori, ma restano senza dubbio alcuno nell’ambito del Servizio Universale e dunque Poste Italiane è titolata e obbligata a proseguire l’attività senza necessità di conseguire una licenza “speciale”, necessaria invece per i nuovi operatori alternativi. D’altro canto, una diversa interpretazione delle norme porterebbe alla paradossale conclusione, che Poste, titolare degli obblighi del Servizio Universale, avrebbe dovuto sospendere l’attività di notifica nelle more della definizione del quadro regolamentare di riferimento, generando innegabili quanto gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema giudiziario italiano.

 

Si aggiunge che, indipendentemente dagli obblighi di formazione, indicati nella delibera AGCom per i nuovi operatori alternativi, titolari di licenza “speciale”, Poste Italiane eroga ogni anno oltre 4 milioni di ore di formazione per tutti i dipendenti con corsi specifici per ciascuna attività per assicurare efficienza verso i cittadini e rispetto dei parametri della qualità del servizio, che sono andati, nell’ultimo anno, per le notifiche, ben oltre gli obiettivi di qualità fissati dal regolatore.

L’azienda ribadisce che non è vi è stato alcun aumento delle tariffe dei servizi di notificazioni a mezzo posta, circostanza confermata dalla Delibera AGCom 307/19/CONS di luglio 2019.

 

In dettaglio, da giugno scorso sono intervenute variazioni esclusivamente per le modalità di addebito delle cosiddette “comunicazioni connesse” (CAN e CAD) che riguardano solo i grandi clienti che hanno con Poste specifici contratti di fornitura e non per i cittadini, né per coloro che effettuano notifiche attraverso gli sportelli degli Uffici Postali.

 

La nuova modalità di pagamento passa da tariffe, come detto per le sole comunicazioni connesse, di 5,40 euro e di 6,50 euro, ad un unico importo minore e forfettario, di 2,70 euro.

Questa variazione al ribasso, condivisa con l’AGCom, si è resa necessaria per far fronte alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 che, trasformando lo svolgimento dell’attività di notifica da fisico a digitale, impongono di conseguenza processi e tariffe differenti.

A Degusté Food Pride accende le luci sul “lato oscuro” del cibo

Domenica 8 settembre alle ore 16.00 è in programma presso lo stand Parco l’incontro dal titolo “Food P.R.I.D.E. (Partecipare, Recuperare, Integrare, Distribuire, Educare) buone pratiche per ridare dignità agli scarti”

Nell’ambito del festival sul cibo “Degusté”, al via oggi a Grugliasco, il progetto Food Pride organizza una serie di eventi dedicati alla lotta agli sprechi alimentari.

Anche se il comportamento degli italiani tra cibo e cassonetto sta diventando più virtuoso, gli ultimi dati a disposizione (progetto REDUCE – Min. Ambiente / Università di Bologna Distal) ci dicono che lo spreco pro capite settimanale in Italia pesa ancora oltre 700 grammi. Per questo motivo c’è ancora molto da fare sul tema.

In linea con questa filosofia, il progetto Food Pride, grazie alla collaborazione con Degusté, accende i riflettori sulla lotta allo spreco alimentare durante il festival dedicato al cibo che si svolge a Grugliasco dal 5 all’8 settembre 2019. Tra gli eventi in programma spicca il convegno “The Dark Side of The Food” tenutosi  venerdì 6 settembre  al Parco Le Serre di Grugliasco. Al centro dell’incontro il punto su presente e futuro della legge 166/2016, cosiddetta “legge anti-spreco”, grazie alla partecipazione dell’Onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria del provvedimento.

Inoltre, come recitava il sottotitolo del convegno, “la lotta allo spreco di cibo come politica territoriale”, l’evento è stata occasione per andare alla scoperta degli attori locali. La Rete Food Pride e il Comune di Grugliasco hanno presentato le azioni attive sul territorio di Torino, Grugliasco e Nichelino. L’attenzione si è spostata poi sulla gestione delle eccedenze alimentari nelle mense scolastiche di Vercelli e l’esperienza dell’associazione Pane al Pane nel recupero di cibo nei negozi del territorio cuneese.

L’attenzione al tema della lotta agli sprechi alimentare nell’ambito Festival non finisce qui. Domenica 8 settembre alle ore 16.00 è in programma presso lo stand Parco l’incontro dal titolo “Food P.R.I.D.E. (Partecipare, Recuperare, Integrare, Distribuire, Educare) buone pratiche per ridare dignità agli scarti”. Durante l’evento, Paola Uberti, fondatrice e responsabile di LIBRICETTE.eu, presenterà l’eBook gratuito CUCINA ANTI SPRECO VOLUME 3, un’opera che unisce cultura e ricette dedicate alla cucina sostenibile. Food P.R.I.D.E è Degusté Dream Food sono partner culturali e mediatici dell’eBook.

L’approfondimento del progetto Food Pride continuerà poi durante tutto il Festival con la mostra fotografica di Tommaso Valli dal titolo “Food pride. Lungo la catena del recupero” e con la presenza di uno stand a noi dedicato.

L’iniziativa è sostenuta dal contributo di Compagnia di San Paolo e di Cidiu e patrocinato da Comune di Torino, Circoscrizione 3, Comune di Grugliasco e Comune di Nichelino.

Come raggiungere Degusté

Bus:

linea 17 fermata 66 Martiri

linee 38, 76, 44 fermata Goito

Treno+Bus:

Stazione Collegno

Linea 38 fermata Goito

Metro + Bus:

Stazione Paradiso

Linea 36 direzione Martiri fermata Gramsci nord. Attraversare la strada e prendere la linea 17 fermata 66 Martiri

Stazione Fermi

Linea 76 direzione Olevano fermata Goito

[TO]BIKE

http://www.tobike.it/

La postazione più vicina è in Via C. Spanna / Centro Commerciale Le Serre – 7 posti bici

A proposito di Food Pride

Food Pride è una rete di enti ed associazioni di Torino e cintura che, ad inizio 2019, con il sostegno della Compagnia di San Paolo (Bando “Fatto per Bene” 2018), si è costituita per ampliare il raggio di azione, aumentare l’impatto ed unire le forze per dare una risposta concreta allo spreco alimentare sul territorio della Città Metropolitana, favorendo azioni di sensibilizzazione ed educazione, sviluppando solidarietà e comunità.

Fanno parte di Food Pride: Eufemia, Eco Dalle Citta’, Re.Te. Ong, Legambiente Metropolitano, Cooperativa Sociale Aeris, Ass. Popolare Dante Di Nanni, Scs Societa’ Cooperativa Sociale La Rondine, Ass. Insieme, Associazione Misteria, Associazione Commercianti C.So Brunelleschi, Parrocchia San Bernardino, Cooperativa Sociale Raggio, Greento, Circolo 1 Maggio, l’ASL Città di Torino e la Città di Torino (Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Abitative), i Comuni di Grugliasco e di Nichelino.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/FoodPrideTorino/

Spazi pubblici più belli e più vivi con il progetto Co-City

Nei giorni scorsi la Giunta comunale, su proposta dell’Assessore alle Periferie, Marco Giusta, ha approvato una serie di prese d’atto dei patti di collaborazione approvati dei Consigli di Circoscrizione per la cura, l’animazione e la gestione di alcuni spazi pubblici cittadini previsti dal progetto CO-CITY.

“Sono molto orgoglioso della stipula di questi nuovi patti che consentono sempre di più di colorare il territorio cittadino di esperienze positive di collaborazione tra l’Amministrazione e il tessuto sociale. Ringrazio gli uffici per il lavoro svolto e i soggetti civici che si sono fatti avanti per proporre i loro progetti”. Sottolinea l’Assessore Marco Giusta.

In collaborazione con l’Associazione donne per la difesa della società civile, “Mais” e il Movimento per l’autosviluppo, l’interscambio e la solidarietà e amici di “Mais” il giardino interno dell’ ex sede della Circoscrizione 8 in via Campana 32 vedrà la nascita di laboratori in giardino, letture en plain air; iniziative di agricoltura sociale per coinvolgere soggetti deboli e svantaggiati segnalati dai servizi sociali territoriali, laboratori di agricoltura urbana per le bambine, i bambini, le ragazze, i ragazzi e i genitori; nonché attività di floricoltura e orticoltura aperte ai residenti della circoscrizione.

Sempre nella Circoscrizione 8, dell’area verde del “Giardino Cristino” in via Madama Cristina 138/A si prenderanno cura le cooperative sociali “Crescere insieme” e “Il sogno di una cosa Onlus” ed anche un gruppo informale di cittadini. Il patto di collaborazione prevede in questo caso la cura del verde, la piccola manutenzione, attività di orto/giardinaggio, didattiche/formative e la realizzazione di piccoli manufatti in collaborazione con il laboratorio R.A.F diurna.

Nel giardino “Lucento” in via Oglianico (Circoscrizione 5) verranno piantumate nuove piante e fiori colorati. Un gruppo di residenti effettuerà una più attenta cura del verde pubblico, grazie alle varie attività di pulizia del giardino e ad azioni di piccola manutenzione.

Il circolo “DaGiau” e l’Associazione “1+nel mondo” invece si prenderanno cura del tratto di pista ciclabile Colonnetti Vallere compreso tra via Artom e il confine con il Comune di Moncalieri (Circoscrizione 2). Lì le azioni che verranno messe in pratica saranno la cura e la piccola manutenzione della pista ciclabile, la gestione dell’area verde di sosta, nonché un attento monitoraggio e la conseguente segnalazione di eventuali danneggiamenti, atti di vandalismo, le eventuali criticità e l’uso improprio dell’area.

Lo spazio pubblico compreso tra l’area commerciale coperta di via Plava, i portici e la piastra sportiva di tra via Negarville e le rispettive aree verdi adiacenti tra cui il giardino pubblico “Emilio Pugno” (Circoscrizione 2) verrà presa in carico dalle associazioni AICS e ARIS. Le azioni e gli interventi prevedono: l’animazione sociale in quegli spazi, la cura e la piccola manutenzione dell’area verde adiacente i portici di via Negarville 8/48bis, infine la valorizzazione degli interventi appena cobnclusi effettuati dalla Città grazie al progetto AxTO.

Cos’è Co-City

E’ lo strumento grazie al quale s’intende governare la co-progettazione e la gestione condivisa delle attività, la nascita di nuove imprese di comunità e la riqualificazione di edifici e spazi pubblici. I patti di collaborazione sono previsti dal Regolamento Beni Comuni della Città di Torino.

Tre gli ambiti in cui si sviluppano i patti di CO-CITY:

A. Edifici in disuso, messi a disposizione dalla Città, per interventi di riqualificazione e per la realizzazione di nuovi servizi e attività;
B. luoghi di presidio pubblico (scuole, servizi socio-assistenziali, spazi culturali, etc.) che presentano un potenziale di utilizzo superiore rispetto a quello attuale;
C. cura e uso condiviso di spazi pubblici, aree verdi, strutture sottoutilizzate, anche su proposta dei cittadini.

 

(rag)- www.comune.torino.it

Come fare un lascito testamentario

13 settembre 2019 Giornata Internazionale del Lascito Solidale
CONSIGLIO NOTARILE DI TORINO, INCONTRO PUBBLICO
PER SPIEGARE COME FARE UN LASCITO TESTAMENTARIO
Torino, Via Bertola 40 – dalle ore 16 alle ore 19

***
Non occorre essere personaggi famosi o milionari per dare il proprio sostegno
alle buone cause. È sempre più frequente che le persone “comuni” con un piccolo gesto decidano di lasciare
un segno anche quando non ci saranno più. Come farlo senza intaccare i diritti dei propri familiari all’eredità?
Per diffondere la cultura del lascito solidale, il Consiglio Nazionale del Notariato e il Comitato Testamento
Solidale, promuovono il 13 settembre 2019, in occasione della Giornata Internazionale dei Lasciti
Solidali, incontri informativi in tutta Italia sui lasciti testamentari e sui lasciti solidali.
A TORINO l’incontro organizzato dal Consiglio Notarile, in collaborazione con i rappresentati delle
Associazioni non profit si terrà presso la sede del Consiglio Notarile, Via Bertola n. 40 – dalle ore 16:00
alle 19:00 con la partecipazione di notai.
Secondo lo studio GFK Italia per il Comitato Testamento Solidale 4 italiani su 10 dichiarano di sapere cos’è il
testamento solidale, ma rispetto agli altri Paesi europei – dove il lascito è più diffuso – c’è ancora un gap
culturale da colmare. Oggi sono oltre 1 milione gli over 50 che hanno già fatto, o sono orientati a fare, un
“lascito solidale”. Una platea che sembra destinata ad estendersi – coinvolgendo anche i giovani sempre più
attenti alle tematiche del sociale – a oltre i 3 milioni registrando una crescita del 15% di questa forma di
beneficenza.
Ed è proprio con l’obiettivo di sviluppare anche in Italia – così come accade già da diversi anni nei Paesi
anglosassoni – la cultura del lascito solidale, che dal 2012 Il Consiglio Nazionale del Notariato ha offerto il
proprio contributo tecnico e patrocinio alle iniziative promosse dal Comitato “Testamento Solidale”.
E’ importante pianificare la propria successione per disporre dei propri beni in sicurezza e lo si può fare
anche per aiutare gli altri anche quando non ci saremo più. “Fare un lascito, infatti, non significa ledere i
diritti intangibili dei propri eredi. Chi intende compiere un gesto di altissimo valore umano può scegliere di
destinare anche solo una minima parte della quota disponibile del proprio patrimonio in favore di enti no
profit o, in ogni caso, con fini di solidarietà senza ledere la quota di legittima che la legge italiana prevede
per i familiari più stretti. Il notaio rappresenta un punto di riferimento, per saperne di più e affinché vengano
rispettate le volontà del testatore.

IL TESTAMENTO SOLIDALE IN PILLOLE
Cos’è il Testamento Solidale?
Fare “testamento solidale”, significa ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede (eredità) o di
legatario (legato), una o più associazioni, organizzazioni, enti. È un gesto semplice e non vincolante, che
può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti
successori dei propri cari e familiari che sono tutelati dalla legge italiana con il riconoscimento della quota di
legittima, ovvero la parte di eredità di cui si può disporre liberamente individuando come beneficiari soggetti
diversi dai legittimari, come le onlus. Non sono necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro
quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche, anche un piccolo
contributo può fare la differenza.
Chi usufruisce di un Testamento Solidale?
Per avere valore, il testatore deve esplicitare il nome della persona fisica o giuridica, incluse le
organizzazioni non profit, che beneficeranno del lascito.
Cosa si può lasciare?
Il testatore può decidere di devolvere una parte del proprio patrimonio sotto forma di denaro, azioni, titoli
d’investimento; un bene immobile (casa, appartamento, terreni); un bene mobile (macchina, arredi, gioielli,
opere d’arte).
Affinché il lascito sia valido, è necessario indicare chiaramente l’organizzazione beneficiaria nel proprio
testamento.
Perché è importante rivolgersi al Notaio?
La figura del notaio è un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque voglia approfondire la propria
conoscenza sul testamento solidale e sul come procedere nel modo corretto a garanzia della puntuale
attuazione delle proprie disposizioni testamentarie, comprese quelle ispirate da sentimenti di solidarietà
sociale.
Fare testamento, con l’aiuto del notaio, vuol dire avere la certezza che sia rispettata la propria volontà,
permettendo di disporre, secondo legge, dei propri beni o di parte di essi in maniera chiara e inequivocabile.
Cos’è il Comitato Testamento Solidale?
Il Comitato “Testamento Solidale” (www.testamentosolidale.org) è il primo Comitato italiano che promuove
una campagna di informazione congiunta sui lasciti solidali, a cui hanno aderito 22 tra le più importanti
organizzazioni non profit: ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the
Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, CBM, Greenpeace, Intersos,
Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti, Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon,
Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di
Roma, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Vida.
Il Notariato fa parte di “Testamento Solidale” dal 2012, con l’obiettivo di sviluppare per la prima volta in Italia
– così come accade già da diversi anni nei Paesi anglosassoni – la cultura del lascito solidale.

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Per saperne di più:
www.notariato.it
www.testamentosolidale.org

Scuola in ospedale e istruzione domiciliare

Le nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur per la formazione e l’istruzione dei giovani pazienti con gravi problemi di salute

 

Ogni scuola sarà tenuta a realizzare una didattica inclusiva per gli alunni ricoverati ed a garantire l’insegnamento domiciliare ai propri alunni malati, quando le assenze superano i trenta giorni per motivi di salute. Una vera e propria rivoluzione per la scuola italiana, delineata nelle nuove Linee di indirizzo nazionali del Miur per la scuola in ospedale e l’istruzione a domicilio, firmate dall’ex Ministro Bussetti in accordo con il Ministero della Salute.

In Piemonte, grazie ad un Piano di formazione organico, ideato dalla Direzione Generale per lo Studente del Miur e sostenuto dalla Rete nazionale delle scuole polo regionali e dagli Uffici scolastici regionali, si promuove la formazione degli insegnanti ospedalieri e domiciliari. Anche la Regione mira a garantire interventi di istruzione ai piccoli e giovani pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere piemontesi, oltre che presso l’ospedale Regina Margherita di Torino, finora capofila ed esempio di eccellenza in tale campo.

 

Queste sono le novità che verranno presentate in anteprima venerdì 6 settembre dalle 10,30 alle ore 20, presso l’Istituto “Amedeo Peyron” di Torino (via Ventimiglia 128), dove si svolgerà il primo Convegno nazionale sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare dal titolo “I nuovi luoghi delle cure: scuola in ospedale e istruzione domiciliare”, organizzato dalla Scuola Polo “Amedeo Peyron” di Torino, capofila della Rete nazionale per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, con il Miur, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e l’Università di Torino, la Città della Salute e della Scienza di Torino e la Regione Piemonte.

 

Al Convegno, durante il quale verranno presentate le nuove Linee di indirizzo nazionali per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare (con importanti novità e responsabilità per le scuole e per la tutela dei minori), si sono iscritti oltre 300 dirigenti e docenti da tutt’Italia.

 

Nella città in cui tre anni fa è nato il primo Master nazionale universitario per la preparazione dei docenti ospedalieri e domiciliari, diretto dal professor Stefano Geuna, nuovo Rettore dal 1° ottobre, il Convegno rappresenterà non solo un’occasione formativa, incentrata sulle migliori prassi didattiche ed educative, utili ad aggiornare gli interventi della didattica ospedaliera e ad innovare gli ambienti di apprendimento ‘ibridi’, traghettando l’esperienza delle “extended classroom” alle classi tradizionali, ancorate a vecchi schemi d’insegnamento – apprendimento. Sarà anche l’occasione per affrontare finalmente tematiche urgenti: il reclutamento e la formazione specialistica degli insegnanti ospedalieri e domiciliari, poiché sono appena mille in Italia a prendersi in carico di circa 75 mila studenti ricoverati ogni anno: un forte disequilibrio, ancor più pesante in rapporto alla preparazione non specifica dei docenti ospedalieri, impegnati in un compito educativo di altissimo livello quanto arduo dal punto di vista umano e didattico, in un contesto a fortissima densità relazionale e comunicativa (in Piemonte, 60 docenti fanno lezione a circa 3 mila ragazzi ricoverati ogni anno nei presìdi pediatrici più grandi, quali l’ospedale Regina Margherita di Torino). Ed ancora, si approfondiranno aspetti legati al fabbisogno formativo dei bambini malati, al ruolo delle scuole polo regionali ed alle strategie delle reti territoriali. Come dovrebbe cambiare il Servizio e mutare l’intervento del docente ospedaliero, oltre che la presa in carico realizzata dalla sezione ospedaliera? La scuola ospedaliera, che ha raggiunto livelli di eccellenza, ‘fuori dalla scuola’ (perché costretta in contesti di cura, ospedalieri o domiciliari) dovrebbe imparare a realizzare azioni ancor più inclusive, integrate col territorio, a sostegno delle altre scuole, costruendo alleanze reali tra docenti ospedalieri e docenti delle classi di appartenenza, per contesti educativi allargati e molteplici, diversificati, contesti di cura educativa.

Infine i relatori discuteranno di quali interventi sia necessario avviare relativamente alla programmazione ed alla gestione del servizio, viste le emergenze educative dei territori. I docenti chiederanno anche un miglior coinvolgimento della Scuola in ospedale nella progettazione degli spazi riservati alle aule didattiche interne ai Presìdi ospedalieri e di lavorare ad una forte qualità degli ambienti di apprendimento, fondamentali per la riuscita degli interventi didattici, poiché anche gli ambienti ospedalieri dovrebbero essere spazi “pedagogicamente ben fatti”.

 

Con il grattacielo la Regione risparmierà

A Palazzo Lascaris in prima Commissione, l’assessore al patrimonio Andrea Tronzano ha riferito che “Il rapporto costi-benefici del Palazzo unico della Regione è positivo”. Secondo i calcoli degli uffici regionali, la differenza tra i costi complessivi del nuovo edificio e i risparmi provenienti dai canoni di locazione e di gestione degli edifici in affitto, insieme ai proventi delle alienazioni degli edifici di proprietà liberati, porta a un risultato positivo di 113,5 milioni di euro sui 20 anni, 5,67 milioni se si considera il dato annuale. “Era l’obbiettivo per cui si sta costruendo il Palazzo”, ha precisato Tronzano.

Secondo l’assessore il piano bonifiche nell’area della nuova costruzione – partito da uno “scenario catastrofico” – si sta attuando con ottimi risultati: i limiti degli inquinanti sono già sotto la soglia fissata dalla legge, tanto da aver richiesto un aggiornamento dello stesso piano. Finora per le bonifiche sono stati spesi 16 milioni di euro, 4 in più di quanto messo a bilancio.

Per il consigliere Giorgio Bertola (M5S) i costi del Palazzo unico non possono essere ancora definiti con precisione, tenendo conto anche delle pesanti riserve presentate dalle ditte che lo costruiscono.

Maurizio Marello (PD) ha sostenuto che indubbiamente la situazione è complessa, ma è in movimento e si intravede il completamento di un’opera che porterà con sé dei benefici.

Il consigliere Alberto Preioni (Lega) ha ribadito il sostegno del suo partito all’operato dell’assessore Tronzano, auspicando che si giunga finalmente alla fine di una  vicenda che va avanti da troppi anni.

Sul piano delle alienazioni, l’assessore Tronzano ha confermato che l’edificio di piazza Castello è ancora nel piano, anche se sulla sua vendita è in corso una riflessione.

Rispondendo infine a una sollecitazione del presidente della prima Commissione Carlo Riva Vercellotti, l’assessore ha comunicato che sono stati finora impegnati 64 milioni dei 65,7 messi a disposizione per il 2019 dal governo attraverso la legge di stabilità, in investimenti in diversi settori tra cui il dissesto idrogeologico, la sanità, i trasporti, il sostegno alle imprese, la ricerca e l’innovazione.

Ercole Zuccaro è il nuovo direttore di Confagricoltura Piemonte

Confagricoltura Piemonte, presieduta da Enrico Allasia, d’intesa con Confagricoltura nazionale, ha nominato Ercole Zuccaro direttore regionale dell’organizzazione

Confagricoltura Piemonte rappresenta complessivamente oltre 12.000 imprese agricole attive e un numero di addetti che supera ampiamente le 20.000 unità, su un totale regionale di circa 53.000 imprese e 59.000 addetti.

Agrotecnico, 57 anni, Ercole Zuccaro mantiene gli incarichi di direttore di Confagricoltura Torino, dell’Union Regionale des Agricolteurs Valdotains – Confagricoltura Valle d’Aosta e di presidente dell’Ente Bilaterale Agricolo della Provincia di Torino.

Giornalista professionista, scrive per riviste del settore agroalimentare e ambientale; è socio corrispondente dell’Accademia di Agricoltura di Torino. Collaboratore di Ismea, è consigliere di amministrazione del CAAF Confagricoltura Pensionati Srl e di Mutua Fima.

Ercole Zuccaro è anche vice presidente della Banca di Asti SpA.

Confagricoltura Alessandria, nelle persone del presidente, Luca Brondelli di Brondello, e del direttore provinciale, Cristina Bagnasco, augura buon lavoro a Ercole Zuccaro e saluta il direttore uscente Valter Parodi, già direttore di Confagricoltura Alessandria.

 

 

Scuola plastic-free in Monferrato

Dal Piemonte

Il Comune di Mombello Monferrato è tra i primi a rispondere “presente” all’appello di eliminare la plastica monouso dalle scuole.

Come già per la mensa scolastica nella quale non si usano stoviglie monouso, anche la scuola primaria del capoluogo mombellese è diventata così la prima plastic-free in Valcerrina. Una scelta educativa importante sia per le nuove generazioni, sia per genitori e parenti che verranno invitati dai ragazzi a preferire materiali sostenibili  piuttosto che la plastica.

Il Sindaco di Mombello, Augusto Cavallo, commenta:

Abbiamo voluto fare un ulteriore investimento nelle nostre scuole per dare il nostro contributo,in quanto il dovere di ognuno di noi è di salvaguardare il pianeta.  Come amministrazione abbiamo deciso di installare presso i locali della Scuola Primaria di Mombello Monferrato un impianto di depurazione filtrazione dell’acqua,inoltre abbiamo pensato di fornire gratuitamente a tutti gli studenti ed agli insegnanti delle borracce in alluminio personalizzate con il logo del nostro comune.Manderemo una circolare alle famiglie al fine di informarle dell’iniziativa e invitandole a non usare bottigliette di plastica.  È nelle scuole che si formano i protagonisti del nostro futuri, bastano piccoli cambiamenti per liberare il pianeta dalla plastica.

Facendo un rapido calcolo si potrebbero risparmiare centinaia di bottigliette d’acqua ogni anno scolastico e se altri istituti di medie dimensioni decidessero di adottare la stessa politica della scuola di Mombello il risultato sarebbe amplificato notevolmente.

L’iniziativa è in linea con la nuova direttiva europea che impone il bando della plastica monouso, che rappresenta il 70% dell’inquinamento di spiagge e mari, entro il 2021.

Mensa dei poveri, don Adriano Gennari ringrazia i benefattori

Lo storico ‘Pastificio Virgilio’ ha offerto e preparato gratuitamente pasta artigianale per gli indigenti torinesi da Pasqua sino ad agosto.

Da Pasqua ad Agosto un’onda di fresca e genuina generosità ha letteralmente travolto il palato degli oltre 600 indigenti che ogni domenica mattina affollano speranzosi la ‘Mensa dei Poveri’ in Via Belfiore 12, nel cuore di una Torino difficile, inaugurata nel lontano 2008 da Don Adriano Gennari, fondatore dell’Associazione cattolica di Volontariato ONLUS torinese ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione’ per raccogliere un invito alla solidarietà verso gli ultimi lanciato dall’Arcivescovo Cesare Nosiglia.

Lo stimato e seguito sacerdote cottolenghino torinese, noto anche per le preghiere di intercessione in favore di malati e sofferenti che normalmente seguono le sue affollatissime celebrazioni eucaristiche in grado di richiamare migliaia di fedeli da tutta Italia e anche dall’estero, ha parole piene di autentica riconoscenza e viva tenerezza cristiana per i generosi benefattori che, con tanto amore, per più domeniche sino allo scorso agosto hanno offerto e preparato ingenti quantitativi di pasta fresca artigianale di prima qualità, con tanto di succulenti sughi prelibati di ogni genere e gusto.

Un grazie di cuore allo storico ‘Pastificio Virgilio’ di Torino per l’attenzione viva e operosa mostrata nei confronti dei nostri poveri”, esordisce don Adriano.

Che prosegue: “Per la prima volta nella sua lunga storia, la ‘Mensa dei Poveri’ della domenica ha potuto offrire, oltre ai tradizionali e abbondanti sacchetti-pasto, anche primi piatti altrettanto generosi nella quantità e nella qualità. Lodevole e amorevole l’impegno dei cari fratelli Davide Benedetto e Anna Upinot, titolari del pastificio, e di tutti i loro valenti dipendenti che, con altrettanto entusiasmo e spirito di servizio, si sono alternati per una lunga serie di domeniche nel preparare e servire in loco la pasta artigianale gratuitamente offerta. Un esempio concreto di carità cristiana e cultura d’impresa, che testimonia la sensibilità umana e professionale di imprenditori e maestranze capaci di riconoscere entrambi in pieno accordo e operosa sintonia il Signore Gesù nei poveri, e di servirLo in essi. Vi benedico e ricordo tutti in preghiera”, conclude soddisfatto Don Adriano Gennari.

 

 

Miele, cala la produzione

UNCEM CON ASPROMIELE, PREOCCUPATI PER LA PRODUZIONE IN CALO E PER LA MORIA DI API. DA RAFFORZARE IL PIANO D’AZIONE REGIONALE 

Riceviamo e pubblichiamo

Uncem si unisce alle forti preoccupazioni espresse nei giorni scorsi da Aspromiele in merito alla continua moria di api e alla forte riduzione di produzione di miele nell’annata in corso.  Il gran caldo delle ultime settimane di luglio si somma al danno delle gelate primaverili che hanno azzerato la produzione di acacia. Aspromiele ha inviato una nota ai funzionari regionali per chiedere misure a sostegno del settore, mentre ancora si attendono gli esiti delle domande sulla calamità per gelata dell’acacia nel 2017. Uncem ritiene necessario un piano straordinario di sostegno agli apicoltori che disponga di più risorse rispetto a quello varato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale del Piemonte. A disposizione, per il triennio 2019-2021, ci sarebbero solo 1,4 milioni di euro. Una cifra troppo bassa, tantopiù visti i calcoli di Aspromiele che stimano in 27 milioni di euro la perdita relativa al miele di acacia. “Nel 2019 il miele di acacia in Piemonte, che rappresenta lo zoccolo duro della produzione, non è stato prodotto, il caldo eccessivo ha compromesso le successive fioriture, penalizzate nella misura del 30-40% anche in montagna”, evidenzia Alberto Fino, produttore a Ostana.

Assistiamo a fenomeni paradossali: api che non volano a causa del caldo, morie, ma anche episodi di “saccheggio” tra famiglie di api. ” Gli apicoltori professionali italiani – evidenzia Fino – sono penalizzati da un lato dalla massiccia importazione di miele dall’est Europa, dall’altro dal dilagante fenomeno dell’abusivismo di chi, dichiarando alveari per autoconsumo, produce e vende senza le dovute autorizzazioni. Sono necessari m aggiori controlli per evitare le produzioni ‘gonfiate’ da nutrizioni stimolanti e tutelare la qualità finale del prodotto”.