ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 499

Cortina di ferro: chiese e religioni in Europa dell’est prima e dopo

Sabato 19 ottobre  si è tenuto, presso il Polo del 900, un importantissimo convegno dal titolo: “Il ruolo delle religioni e delle Chiese, prima e dopo il 1989: l’Europa Orientale tra dissenso e ricostruzione democratica”.

Il simposio, promosso dalla Fondazione Carlo DonatCattin e dal centro culturale Piergiorgio Frassati, ha voluto mettere al centro della riflessione – a 30 anni dalla caduta del muro di Berlino – quale ruolo abbiano ricoperto la fede e le Chiese nella storia e nei grandi mutamenti sviluppatisi, dal dopo guerra in poi,nell’Europa Orientale.

La giornata di studi si è avvalsa di esperti di primissimo piano, quali i professori Don Ermis Segatti, Marco Ventura, Massimiliano Signifredi, Saverio Mastrangolo,Ignazio Venzano e Giampiero Leo.

Le relazioni, estremamente approfondite, hanno toccato momenti cruciali della storia. Fra questi, il prof. Segattiha ricordato quello che negli anni 30, in Unione Sovietica, fu definito dal PCUS il “piano quinquennale per la scomparsa definitiva della religione, e di come solo la terribile aggressione nazista costrinse Stalin, in nome della “grande guerra patriottica”, a modificare radicalmente questi piani. Si è poi parlato a lungo del ruolo fondamentale di Papa Giovanni Paolo II, nel riuscire a riaccendere una speranza di libertà che sembrava una follia. A questo proposito sono state illuminanti la relazione del prof. Signifredi su “Il caso Polonia”, e la testimonianza – racconto di Giampiero Leo, intitolata: Solidarnosc, il dissenso e i cattolici nell’esperienza italiana, Piemontese e Torinese in particolare. Infatti come è descritto egregiamente nel libro di Cristina Jaworska “Solidali con Solidarnosc”, edizione Franco Angeli Torino e il Piemonte svolsero un’azione di punta nella campagna di sostegno al sindacato libero polacco ed alla stessa popolazione, stremata dalla repressione del regime. Dal Piemonte partirono aiuti di ogni tipo, coordinati soprattutto da due organizzazioni  (comunque in piena sintonia fra di loro): le centrali sindacali – CISL in primis, e i movimenti cattolici, organizzati nel Comitato amici della Polonia(composto da personalità cattoliche della più varia provenienza e in particolare – come riporta la prof.ssa Jaworka a pag. 91 del libro succitato – di Comunione e Liberazione che, dietro l’impulso del fondatore del Movimento, don Luigi Giussani, aveva fatto della battaglia e dell’esperienza di Solidarnosc, un esempio di come potesse rinascere e incidere nella fede e nella vita,una autentica identità e concezione “cattolico popolare”).

Queste realtà produssero non solo consistenti spedizionidi aiuti concreti (cibo, medicinali, vestiario ecc.) ma anche coraggiose iniziative politiche. Fra queste, oltre convegni e manifestazioni, particolare importanza ebbe la concessione della cittadinanza onoraria di Torino a Lech Walesa. La proposta fu avanzata proprio dal Comitato amici della Polonia, insieme al Centro culturale Piergiorgio Frassati, e portata e sostenuta nel Consiglio Comunale di Torino, dall’allora giovanissimo consigliere comunale della D.C. Giampiero Leo. Infatti Leo era considerato da Solidarnosc il principale interlocutore politico locale dell’area cattolica e di quella moderata, mentre sul fronte della sinistra erano attivissimi Giorgio Ardito e Giuliano Ferrara.

Non a caso dopo la conquista della libertà in Polonia, il Presidente della Repubblica Bronislaw Komorowkiassegnò a Giampiero Leo e a Don Fredo Olivero (distaccato a tempo pienoe oltre, presso la CISL per sostenere i lavoratori polacchi): la “Medaglia di Gratitudine di Solidarnosc, alla quale per Leo si affiancò successivamente il conferimento addirittura della Gran Croce della Repubblica Polacca.

La giornata di lavori di sabato 19, ricchissima di contenuti, ha costituito però anche l’occasione per Gianfranco Morgando, Michele Rosboch e il moderatore – conduttore Luca Rolandi, per affermare che tutte le riflessioni svolte non debbano limitarsi ad essere consegnate alla storia, bensì costituire un fortissimo stimolo per una ripresa di iniziativa quantomeno culturale e sociale, se non anche politica – del mondo cattolico in generale e italiano in particolare.

“Giovani, autonomia, partecipazione: verso dove possiamo andare?”

Torino, 21 ottobre 2019 Sermig, Arsenale della Pace

Un convegno per raccontare di giovani che sperimentano una dimensione aperta alla comunità secondo il binomio: 

“fare per seguire le proprie passioni & fare per altri”

Un convegno sui “15 anni di YEPP in Italia – Giovani, autonomia, partecipazione alla comunità: dove siamo? Verso dove possiamo andare?” organizzato dall’associazione YEPP Italia e promosso dalla Compagnia di San Paolo per raccontare l’esperienza vissuta da più attori – giovani, operatori sociali, amministrazioni pubbliche, fondazioni – in più di 60 comuni italiani in 4 regioni.

La mattinata si aprirà con l’intervento di Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo a cui farà seguito Angelika Krueger, direttrice dell’ICE (Institut for Community Education) di Berlino e fondatrice di YEPP, che spiegherà come e perché è nato YEPP in Europa.

Sarà Angela Lostia, presidente di YEPP Italia a presentare lo Studio “15 anni di YEPP in Italia” (2013 – 2018). Ad animare il confronto sui temi proposti dallo Studio saranno Vincenza Pellegrino, professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Parma Andrea Marchesi, docente presso cattedra di Pedagogia Generale dell’Università di Milano Bicocca.

Il convegno proseguirà nel pomeriggio (h. 14.00), dando subito la parola ai giovani della rete italiana YEPP che illustreranno le attività da loro promosse a livello locale con testimonianze e immagini. I partecipanti potranno visitare la mostra “YEPP in Italia e in Europa”, dialogare con i giovani rappresentanti dei siti YEPP italiani e con Jochen Schell, direttore di YEPP Europe.

Dopo la visita alla mostra, in gruppi condotti da facilitatori, a partire dalla narrazione di specifiche esperienze di lavoro con i giovani, i partecipanti al convegno svilupperanno riflessioni su quattro tra i temi più interessanti emersi dalle interviste effettuate da YEPP Italia con organizzazioni che si occupano di partecipazione giovanile: 1) Continuità? Discontinuità?, 2) Valori, 3) Metodo, 4) Ruolo dell’adulto.

La conclusione della giornata sarà affidata allo sguardo poetico di Lucilla Giagnoni, attrice di primo piano nella scena teatrale nazionale.

La Regione sostiene la produzione di miele

La produzione del miele è in crisi e la Regione interverrà a sostegno del settore

“Alla luce della grave situazione verificatasi quest’anno per l’apicoltura si è deciso di varare una serie di provvedimenti concreti per sostenere il settore fortemente in crisi attraverso l’approvazione di uno specifico programma che prevede la concessione di contributi negli interessi sui prestiti per la conduzione aziendale”.

Questa la risposta fornita dall’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa all’interrogazione del consigliere Daniele Valle (Pd) che richiedeva alla Giunta quali azioni s’intendessero attuare a sostegno dell’apicoltura.

Le nuove misure avranno come finalità quella di agevolare l’accesso al credito agli apicoltori professionali che operano in Piemonte riducendo l’impatto degli interessi passivi con contributi sui prestiti annuali contratti dagli addetti ai lavori e rinnovabili per ulteriori due anni.

La Regione interverrà con un contributo sugli interessi maturati sui prestiti annuali compresi tra un minimo di 5.000 euro ed un massimo di 80.000.

La mancata produzione di miele di acacia nella nostra regione ha generato un danno quantificabile in 16,5 milioni di euro. Il Piemonte è la prima regione italiana produttrice di miele, con oltre 5 mila tonnellate stimate nel 2018, seguita da Toscana con 3 mila tonnellate ed Emilia Romagna con 2 mila.

“Trattamenti di benessere in Oncologia” al Mauriziano di Torino

Lunedì 21 ottobre 2019 dalle ore 10 alle ore 16, presso la Breast Unit della Ginecologia ed Ostetricia universitaria dell’ospedale Mauriziano di Torino (Padiglione 5A – largo Turati 62), si terranno i “Trattamenti di benessere in Oncologia”. Verranno offerte gratuitamente alle pazienti del Day Hospital oncologico: trattamento di estetica, make up individuale e consulenza acconciatura / parrucca.

 

(foto: MuseoTorino)

Il teleriscaldamento a Beinasco

Con l’allacciamento alla rete della città di Torino, si sta concludendo in questi giorni la prima fase dei lavori per portare il teleriscaldamento a Beinasco, secondo la convenzione sottoscritta da Iren Energia, società del Gruppo Iren, e dal Comune di Beinasco nel 2017.

 

Anche Beinasco entra quindi nella rete metropolitana del teleriscaldamento di Iren, che serve già le città di Moncalieri e Nichelino, oltre a quella di Torino.

 

Con la nuova stagione termica 2019/2020, quindi, il riscaldamento “pulito” tramite la distribuzione di acqua calda direttamente nelle tubazioni di casa, arriva anche nella cittadina della prima cintura torinese.

 

Il calore che inizierà a riscaldare una prima parte di Beinasco verrà prelevato dalla rete di teleriscaldamento metropolitano, grazie alla nuova interconnessione tra la rete della città di Torino, dove attualmente già oltre il 93% del calore è prodotto da impianti di cogenerazione ad alto rendimento, e l’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Torino (TRM).

 

Questo importante traguardo si inserisce all’interno di un progetto molto più ampio che porterà Iren a servire complessivamente circa 4.000 cittadini nella zona di più recente costruzione di Beinasco e della frazione Fornaci, senza la necessità di costruire nuove centrali di produzione termica.

 

La volumetria totale riscaldata prevista sarà di circa 430.000 m³ grazie ad una rete di circa 7 km e con un’energia termica prodotta annualmente di 14 GWh.

 

Una volta completato il progetto, l’utilizzo del teleriscaldamento al posto delle tradizionali caldaie consentirà alla città di Beinasco di evitare emissioni annuali di CO e NOX pari a quelle prodotte da circa 2.000 autovetture a benzina.

Il progetto inoltre eviterà l’uso di circa 160 Tonnellate Equivalenti di Petrolio corrispondenti all’emissione di 380 tonnellate di CO2, pari alla quantità assorbita da 2.630 alberi.

Energia verde, la Regione mette in palio 50.000 euro per i Comuni

L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati: «Primo passo in attesa di una legge nazionale» 

Da oggi i Comuni che vogliono aggregarsi tra di loro per costituire le cosiddette «comunità energetiche» possono contare sul sostegno della Regione che ha pubblicato un bando che mette a disposizione 50.000 euro ripartiti sulla base del numero delle manifestazioni di interesse valutate positivamente: a ciascun richiedente sarà destinata una somma non inferiore a 5.000 euro e non superiore a 10.000 fino ad esaurimento della dotazione. «Si tratta di un primo piccolo passo – ha detto l’assessore all’Ambiente e all’Innovazione tecnologica, Matteo Marnati – con questa manifestazione di interesse tastiamo il terreno per capire qual è l’orientamento dei territori, se ci saranno molte domande stanzieremo più soldi a partire dal prossimo anno, sempre restando in attesa di una legge nazionale che disciplini questo settore».

I Comuni che propongono la costituzione di comunità energetiche possono presentare manifestazioni di interesse e richiedere un contributo finanziario tramite PEC all’indirizzo

sviluppoenergetico@cert.regione.piemonte.it in formato pdf firmato digitalmente dalle ore 9 del 21 ottobre 2019 fino alle 12 del 6 dicembre 2019. La descrizione del bando si può scaricare dall’indirizzo:https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/contributo-finanziario-comunita-energetiche

Le comunità energetiche sono aree nelle quali si prevede una progressiva sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili, fino a raggiungere la completa indipendenza da petrolio e affini. La prima Comunità Energetica piemontese è stata costituita nel Pinerolese in un’area di 1.350 km quadrati, con una popolazione di 150mila abitanti che intende provvedere da sé al proprio fabbisogno energetico.

Sono ammissibili al contributo regionale le spese sostenute, a far data dal giorno 21 ottobre 2019, per la redazione dei progetti e della documentazione correlata alla costituzione delle comunità energetiche, quali documenti e relazioni progettuali, analisi di fattibilità tecnico – economica, studi e atti di carattere giuridico. La valutazione delle manifestazioni di interesse sarà effettuata da un Comitato Tecnico Scientifico entro i 90 giorni successivi alla scadenza dell’Avviso. Il Settore “Sviluppo energetico sostenibile” provvederà all’approvazione della graduatoria e alla successiva erogazione dei contributi.

Le domande di partecipazione al bando devono essere conformi al modulo allegato all’Avviso pubblico ed essere corredate dalla documentazione dallo stesso prevista.

Le risorse disponibili ammontano ad euro 50.000 euro. Le stesse saranno ripartite sulla base del numero delle manifestazioni di interesse valutate positivamente e a ciascun richiedente sarà destinata una somma non inferiore a 5.000,00 e non superiore a 10.000,00 euro fino ad esaurimento della dotazione.

Sono ammissibili al contributo regionale le spese sostenute, a far data dal giorno 21 ottobre 2019, per la redazione dei progetti e della documentazione correlata alla costituzione delle comunità energetiche, quali documenti e relazioni progettuali, analisi di fattibilità tecnico – economica, studi e atti di carattere giuridico.

La valutazione delle manifestazioni di interesse sarà effettuata da apposito Comitato Tecnico Scientifico entro i 90 giorni successivi alla scadenza dell’Avviso.

Il Settore “Sviluppo energetico sostenibile” provvederà all’approvazione della graduatoria e alla successiva erogazione dei contributi.

Lotta all’usura, prosegue l’attività del Consiglio regionale

Dall’ufficio stampa di Palazzo Lascaris

“Dopo la recente istituzione della nuova Commissione permanente in materia di legalità e contrasto dei fenomeni mafiosi, l’insediamento dell’Osservatorio regionale sui fenomeni di usura estorsione e sovra indebitamento, dimostra quanto Il Consiglio regionale ha caro il tema della legalità, inteso quale valore fondamentale per la quotidiana convivenza civile, caposaldo all’interno dell’Assemblea legislativa  e principio valido in ogni tempo”.

Con queste parole il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, ha aperto  la seduta d’insediamento dell’Osservatorio contro l’usura nella Sala delle Bandiere di Palazzo Lascaris.

Presenti – oltre la maggior parte degli undici componenti, tra i quali l’Ires, l’Ufficio scolastico regionale, Libera, le Fondazioni antiusura, Federconsumatori e la Giunta regionale – i consiglieri delegati dall’Ufficio di presidenza, Giorgio Bertola e Gianluca Gavazza.

Bertola, alla seconda esperienza, ha sottolineato il potenziato dell’organismo con la l.r. 8/2017 “che ha portato l’Osservatorio a collaborare con la Giunta regionale e ad avere un rapporto proficuo con l’Ires che fornisce dati importanti sulla situazione nella società a sostegno della progettualità. Una azione volta in primis nei confronti dei giovani”.

Gavazza ha affermato che “ La prevenzione è importante come l’educazione al consumo, all’uso responsabile del denaro e al risparmio, non solo da un punto di vista etico. È importante che i giovani siano consapevoli della realtà che li circonda e di quelle che saranno le loro scelte nel futuro. Consapevoli dell’esistenza di strumenti di sostegno alle vittime di tale reato”

Nuove imprese e nuovo ristorante al Bioindustry park

 CRESCE E SI RINNOVA CON UN RISTORANTE AZIENDALE DI 1000 MQ E NUOVE REALTA’ INSEDIATE

Nelle aree lasciate libere dalla vecchia mensa ha preso casa la Fondazione ITS per formare “sul campo” i più giovani nel settore delle scienze della vita

 

Si è svolta questa mattina la cerimonia di inaugurazione del nuovo ristorante e centro servizi aziendale di Bioindustry Park, alla presenza del Presidente della Regione Piemonte On. Alberto Cirio e di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali.

Una struttura dinamica e modulare di oltre 1000 mq che, oltre alla parte ristorativa, ospiterà un insieme di iniziative rivolte al personale delle imprese insediate in un’ottica di welfare aziendale. A questo si aggiungerà un dehor, che sarà inaugurato nella stagione estiva, e un ulteriore spazio di oltre 600 metri quadri dedicato a progetti futuri e alle attività sportive e di svago.

Dopo un periodo di lavoro di 12 mesi e un investimento complessivo pari a circa 1 milione e 200 mila euro, il Bioindustry Park di Colleretto Giacosa ha quindi ripreso il proprio progetto di sviluppo e ingrandimento, fortemente voluto dal Consiglio di amministrazione per rendere sempre più attrattivo, vivibile e ricco di opportunità il Parco e per venire incontro alla crescita dell’utenza e alle richieste di insediamento.

Il nuovo ristorante aziendale, realizzato grazie alla collaborazione di Camst, società leader nel campo della ristorazione aziendale, servirà più di 500 pasti al giorno grazie al lavoro quotidiano di oltre 12 addetti. Oltre ai servizi di mensa, sarà anche un luogo di incontro e di scambio tra aziende, con la creazione di aree condivise, di co-working e di stimolo alla creatività. Non mancheranno iniziative rivolte alle famiglie come, per esempio, l’accoglienza dei bambini durante i momenti di open day.

Insieme all’ampliamento strutturale, la nascita del ristorante e centro servizi offre anche l’opportunità di ospitare nuove realtà all’interno del Parco. Nell’area della vecchia mensa, infatti, ha preso casa la Fondazione ITS Biotecnologie e Nuove Scienze della Vita, aperta a giovani diplomati, con l’obiettivo di formare tecnici specializzati attraverso percorsi di formazione-lavoro riconosciuti a livello nazionale ed europeo rivolto a più di 50 studenti che potranno apprendere in un contesto ideale, a stretto contatto con le imprese, i centri di ricerca e la comunità scientifica che opera nel settore di riferimento: l’idea ispiratrice è quella di un Parco sempre più “Campus”.

“È bello tagliare il nastro di un luogo che amplia i propri spazi per poter accogliere un numero sempre maggiore di realtà imprenditoriali d’eccellenza – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Il Bioindustry Park rappresenta un modello di successo che la Regione ha supportato fin dalla sua nascita, ma che è cresciuto negli anni grazie alla capacità di visione di coloro che per primi ci hanno creduto e grazie al lavoro quotidiano delle persone e delle aziende che popolano il Parco. Un esempio anche di come i fondi europei possano creare una ricaduta determinante sul territorio. Per questo lavoreremo insieme sulla futura programmazione, con l’obiettivo di “cucire” i prossimi bandi a misura di quelle che sono le reali esigenze del Piemonte”

Siamo felici di poter inaugurare quest’area dedicata alle aziende e a tutte le persone che lavorano al Bioindustry Park – Hanno dichiarato Fiorella Altruda e Alberta Pasquero, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato del Bioindustry Park – Si tratta di un investimento necessario e propedeutico a nuovi ampliamenti strutturali. Nello stesso tempo garantisce alle aziende insediate presenti e future un ricco ventaglio di servizi e opportunità più contemporanei, inclusivi e utili allo sviluppo del loro business e del benessere dei loro collaboratori ma anche una carta da visita per i loro ospiti. La direzione intrapresa è quella di rendere il Parco un punto di riferimento sempre più strategico nel campo della Salute Umana e delle Scienze della Vita, in grado di favorire investimenti industriali e nuove opportunità di lavoro”.

Sviluppato su una superficie di circa 70 mila metri quadri, 24 mila dei quali adibiti a laboratori, uffici e impianti pilota, Bioindustry Park ospita oltre 40 organizzazioni tra grandi aziende multinazionali, piccole e medie imprese, start up e centri di ricerca per un totale di oltre 550 risorse impegnate.

La crescita del Parco continua con nuovi investimenti in corso di realizzazione.

Come mettere in rete i siti Unesco

Il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha condotto la ricerca “Man and Biosphere e Heritage” sui siti Unesco del Piemonte, finalizzata alla realizzazione di un distretto regionale che li metta a sistema, faciliti la connessione e lo scambio di esperienze tra loro e con altri siti Unesco europe, e contribuisca allo sviluppo economico sostenibile ed integrato dei territori che li ospitano.

 

Il progetto si inserisce tra le attività previste dal protocollo d’intesa sottoscritto nel 2015 con il Consiglio regionale del Piemonte attraverso la Consulta europea con l’obiettivo di collaborare per realizzare una blue economy attraverso l’applicazione del design sistemico al territorio e alle realtà produttive della nostra regione.

Lo studio dimostra infatti che, mettendo a sistema i siti Unesco (le aree protette del Lago Maggiore, quelle del Po Torinese, il Parco del Monviso, i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, le Residenze Reali Sabaude, i Sacri Monti del Piemonte e i Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino) sarà possibile una riduzione degli sprechi, grazie anche al riutilizzo di risorse che prima erano considerate scarti: un modello che potrebbe diventare di riferimento per altri sistemi territoriali europei.

Un modello produttivo di sviluppo sostenibile vede la compresenza armonica di espressioni culturali collettive, settori economico-industriali e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale locale: questi tre fattori sono il fulcro di una progettazione strategica in grado di andare oltre l’innovazione di prodotto e servizio fine a sé stessa, sviluppando temi ad ampio raggio su cui convergono necessariamente molteplici saperi e diversi attori locali.

“Dallo studio è tempo di passare ad una fase concreta, attraverso  un complesso lavoro di analisi territoriale che tracci le linee di una proposta operativa – ha detto il vicepresidente del Consiglio Franco Graglia -. Seguendo le linee guida emerse dalla ricerca si potrà avviare la condivisione dei contenuti tra i Siti Unesco e le amministrazioni territoriali, così da realizzare il distretto  piemontese”.

“I diversi siti UNESCO – ha spiegato il professor Luigi Bistagnino, fondatore della Systemic Approach Foundation –  assieme ai territori circonvicini, dovranno sviluppare un approccio culturale e un modo di agire in cui si considerino le attività non come punto unico di riferimento ma come snodo di relazioni in modo da formare uno scambio positivo di conoscenza, di intenti in un rapporto di flussi reciproci che fluiscano da un sistema ad un altro senza scarti considerando le risorse come materia in continua trasformazione e patrimonio comune”.

Per Silvia Barbero, coordinatrice scientifica del progetto e docente del Dipartimento di Architettura e Design: “Questa ricerca si propone di fornire uno strumento di politica e amministrazione territoriale per la realizzazione di un distretto sistemico e fluido dei siti UNESCO piemontesi, fornendo i metodi e gli strumenti necessari per la sua realizzazione e ci si aspetta di trovare le risorse per l’esecuzione del progetto nel prossimo futuro”.

CosmesiAmo: il mondo della cosmesi incontra i consumatori

Appuntamento a Torino

Corner esperienziali gratuiti, momenti di confronto e informazione: tutto questo è CosmesiAmo, l’evento promosso da Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia,
in programma sabato 19 ottobre presso il Ronchiverdi Sport & Business Club

Torino, 19 ottobre 2019Dopo i successi delle precedenti edizioni (Milano, 2016 – Bari, 2017 – Roma, 2018), CosmesiAmo arriva a Torinoper una giornata dedicata alla bellezza, ai profumi, alla cura della pelle e dei capelli con un occhio sempre rivolto al consumo consapevole.

L’evento, promosso dall’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia, sarà ospitato sabato 19 ottobre (ore 10-18) presso il Ronchiverdi Sport & Business Club; per tutta la giornata, a ingresso gratuito, saranno disponibili corner esperienziali dedicati al make-up e al trattamento dei capelli.

Non mancheranno i momenti di confronto con gli esperti del settore: si inizierà alle 11 con l’imprenditore Marco Piccolo che illustrerà la case history dell’azienda Reynaldi, da anni impegnata in Burkina Faso con un progetto inclusivo che porta valore sociale e conoscenza sul territorio africano; la ricercatrice Maria Pirulli (ore 12) proporrà invece un viaggio nel tempo alla scoperta degli studi di Leoanrdo da Vinci in campo cosmetico.

Il programma del pomeriggio si aprirà con l’intervento del dermatologo Paolo Broganelli (ore 15) con alcuni consigli per conoscere la pelle, prendersene cura e prevenire le patologie cutanee; spazio anche alla solidarietà con La forza e il sorriso Onlus, che si occupa di aiutare le donne in trattamento oncologico attraverso la cosmesi: l’appuntamento con la tavola rotonda, che coinvolgerà alcuni protagonisti dell’iniziativa, è per fissato per le ore 15:30.

L’interazione fra settori diversi del mercato costituisce un valore aggiunto fondamentale anche nel dialogo con i consumatori”, spiega l’Avvocato Patrizia Polliotto, da anni in equilibrio tra il ruolo di affermato legale d’impresa e voce altrettanto stimata del consumerismo. “La cosmesi costituisce senza dubbio uno degli ambiti massivi in cui si sostanziano gli acquisti dei cittadini. Crediamo, dunque, che approfondirne organicamente gli aspetti a 360° sia un’iniziativa utile nella divulgazione di un’adeguata e sana cultura consumeristica consapevole”, conclude il legale, Presidente dal 2010, del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

A conclusione della giornata (ore 16:30), gli ospiti potranno mettere alla prova il proprio olfatto con gli esperti diAtelier Fragranze Milanoche guideranno i presenti in un viaggio sensoriale nel mondo dei profumi.

«I cosmetici fanno parte del nostro quotidiano. Nonostante il consumatore sia sempre più attento, spesso non è immediato comprendere la complessità del mondo della bellezza, le variegate professionalità coinvolte e il costante investimento in ricerca e sviluppo della nostra industria -dichiara il presidente di Cosmetica Italia, Renato Ancorotti– La collaborazione che da diversi anni ci affianca a Unione Nazionale Consumatori nella realizzazione di CosmesiAmo ci consente di dare concretezza all’obiettivo di incontrare il consumatore e raccontare il valore della cosmesi. CosmesiAmo è infatti l’appuntamento aperto al pubblico che grazie a momenti di confronto con esperti del settore e corner esperienziali permette di toccare con mano le diverse sfaccettature del settore. L’impegno di Cosmetica Italia per promuovere una corretta conoscenza dei cosmetici e del loro utilizzo prosegue poi grazie al sito ABC cosmetici (www.abc-cosmetici.it), voluto dall’Associazione Nazionale delle Imprese Cosmetiche per un consumatore informato e consapevole».

«Siamo alla quarta edizione di CosmesiAmo, evento al quale teniamo molto per la possibilità di incontrare i consumatori e favorire il dialogo con il mondo della cosmetica– afferma il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.I consumatori di oggi sono molto attenti a tutto ciò che ha a che fare con la bellezza e la cura del corpo, si informano sulle nuove tendenze e sono disponibili a spendere il proprio denaro per prodotti efficaci. Una grande novità è rappresentata dalle modalità con cui si approcciano al mercato: siamo di fronte ad un passaparola virtuale in cui è sui social che si cercano consigli e ci si affida ad influencer per la scelta di un prodotto piuttosto che un altro. Ciò ha due conseguenze, in qualche maniera collegate: una relativa alla trasparenza del mercato, per  cui  noi di Unc stiamo portando avanti una campagna per avere regole chiare sull’influencer marketing e l’altra di attendibilità delle fonti: senza nulla togliere all’influencer da migliaia di follower, è meglio rivolgersi a professionisti per scegliere un prodotto o avvicinarsi ad un trattamento estetico con la giusta consapevolezza.

Per questo motivo ormai da diversi anni organizziamo con Cosmetica Italia eventi come questo, ma anche campagne di comunicazione,per fornire ai consumatori le corrette informazioni e la possibilità di toccare con mano i trattamenti e le novità del mercato».