ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 479

Vigilantes in ospedale, gli infermieri: “Bene, ma ora lavoriamo sulle cause”

Adesso però interveniamo anche per ridurre i motivi che hanno portato a questo inarrestabile fenomeno

Apprendiamo che dal 01 febbraio tutti i pronto soccorso dell’ASL CITTA’ DI TORINO saranno dotati di vigilanza armata per rispondere al preoccupante fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.

Abbiamo spesso chiesto la presenza di un posto di polizia nei luoghi più a rischio o in alternativa di vigilanti addetti alla sicurezza, formati ed addestrati per poter intervenire. I luoghi di cura non possono essere zona franca. Un provvedimento che abbiamo chiesto per tutelare chi tutti i giorni si trova in prima linea. Ora, la presenza di vigilanti addetti alla sicurezza deve essere estesa in tutte le aziende della regione.

Certo, un provvedimento che da solo non basta, se il fenomeno ha preso una piaga preoccupante è perché forse non tutto funziona come dovrebbe e le risposte socio sanitarie non sono adeguate ai bisogni dei cittadini. Ciò non giustifica chi sfoga la sua rabbia su operatori sanitari. Operatori che non hanno nessuna responsabilità e che sono loro stessi vittime del sistema.

Dobbiamo lavorare anche e soèprattutto per garantire dignità ai cittadini che si rivolgono in pronto, ridurre i tempi di attesa, incrementare il personale, garantire posti letto e risposte funzionali all’utilizzo improrio del servizio, attuare campagne informative e di sensibilizzazione.

Francesco Coppolella
NURSIND PIEMONTE

Fondazione Tempia: l’importanza di ricerca e prevenzione

Dal Piemonte/  “La ricerca è il motore della conoscenza scientifica e la prevenzione è il principale strumento che abbiamo a disposizione per combattere le malattie ed in particolare i tumori, soprattutto nella popolazione più giovane”. Così Chiara Caucino, assessore regionale alle “Politiche della Famiglia, dei Bambini e della Casa, Sociale e Pari Opportunità” ha commentato la visita di questa mattina alla “Fondazione Edo ed Elvo Tempia” di Biella

Nel corso dell’incontro è stato rinnovato l’invito all’assessore Caucino per partecipare al convegno, presso la Fondazione e l’Ospedale di Biella, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro infantile, il prossimo 15 febbraio. “È necessario – ha proseguito Caucino – un importante impegno da parte delle Istituzioni per informare correttamente e sensibilizzare i cittadini sul tema dell’oncologia pediatrica, per questo motivo sarò particolarmente lieta di presenziare all’evento della Fondazione, per parlare di bambini, di supporto alle famiglie che vivono la malattia, di ricerca e di speranza”.

Il Fondo Edo ed Elvo Tempia è un’associazione onlus di carattere volontario, nata nel 1981 dalla volontà di un padre colpito nei suoi affetti più cari: la perdita del figlio Edo, di trentacinque anni, per melanoma.Elvo Tempia seppe elaborare il suo dolore e ne trasse la forza di darsi un obiettivo ambizioso: creare un’associazione per contribuire alla battaglia contro il cancro, secondo l’ultimo desiderio espresso dal figlio.P revenzione, cura e ricerca sono i tre obiettivi su cui opera l’associazione, garantendo, tra le molteplici attività, anche programmi di controllo e screening gratuiti ai bambini e alle loro famiglie, sostegno ai pazienti e, nell’ambito della ricerca, il coordinamento di due laboratori per la cura e la diagnosi precoce delle patologie.

L’informazione, i quotidiani e la loro crisi

Parole rosse  di Roberto Placido

La crisi dei quotidiani è nota da tempo ed è, con situazioni diverse, internazionale e riguarda tutta la carta stampata. Testate storiche fino a qualche anno fa diffusissime, sia mensili che settimanali, hanno chiuso o sono costrette ad uscire ed essere vendute “forzosamente” allegate ad un quotidiano.

Le nuove tecnologie, l’avvento del digitale con la nascita di tanti quotidiani online, compreso il Torinese, ed il ritardo clamoroso degli editori italiani hanno fatto il resto. Una delle cause, non penso la meno importante ma certamente la meno citata, riguarda la qualità ed il “modello” di informazione dei nostri principali quotidiani nazionali. Per anni abbiamo sostenuto, con qualche ragione, il livello qualitativo alto dei nostri giornali quotidiani specialmente quando il paragone era con i “tabloid” popolari inglesi. Ma in Inghilterra è chiaro che i “tabloid” sono scandalistici. Negli ultimi anni la nuova veste editoriale, di quasi tutti i quotidiani italiani, ed il loro formato “tabloid” hanno coinciso con un abbassamento del livello qualitativo. L’ultimo caso riguarda un argomento di vero pettegolezzo o “gossip” che dir si voglia. Alcuni giorni fa, nella trasmissione televisiva Otto e mezzo la conduttrice Lilli Gruber al suo ospite, la deputata ed ex ministro Maria Elena Boschi (Italia Viva), ha chiesto, in chiusura, della sua storia d’amore, riportata in prima pagina dal settimanale di “gossip” Chi, finita da poco. Risposte dell’on. Boschi, battute e sorrisi degli altri due ospiti, Massimo Giletti e Massimo Giannini.

La cosa singolare che su una questione così personale il giorno dopo, anche altri, ma soprattutto i due principali quotidiani italiani hanno ripreso la notizia con grande spazio. Cosi anche per il matrimonio tra la parlamentare Lia Quartapelle (Partito Democratico) e l’ex ministro della prima repubblica Claudio Martelli (Partito Socialista Italiano), “delfino” di Bettino Craxi, ricordato in questi giorni dal film Hammamet del regista Gianni Amelio ed interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino. Per non dimenticare incontri al vertice tra capi di stato e di governo dove ampio spazio viene riportato ai vestiti delle loro mogli, alla lista dei vini e delle vivande dei pranzi e cene invece di parlare degli argomenti trattati e delle decisioni che possono modificare la condizione della vita di milioni di persone e di interi paesi. Tutte notizie che una volta erano esclusiva dei settimanali come Chi, Visto, Vip ed altri. Solo le principali di loro, quelle più clamorose, arrivavano al grande pubblico, la maggior parte  riempivano i settimanali accatastati sui tavolini di parrucchiere ed estetiste. Fino a quando i quotidiani non riprenderanno la loro funzione vera e completa e gli editori non affronteranno veramente la rivoluzione digitale la loro crisi resterà e per alcuni, purtroppo, sarà irreversibile.

Alla scoperta delle Pastiglie Leone con il CDVM

Il Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriale, organizza un viaggio all’interno di una consolidata realtà imprenditoriale torinese che ha saputo coniugare tradizione ed innovazione

Giovedì 23 gennaio prossimo, nell’ambito delle visite alle realtà imprenditoriali capaci di coniugare un passato di pregio ad un presente vincente, il CDVM ( Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriale di Torino) organizza un nuovo appuntamento del ciclo “Sales & Marketing Innovation”. Si tratta, questa volta, di un viaggio alla scoperta della storica fabbrica delle Pastiglie Leone srl. La sua sede è a Collegno, in via Italia 46.

Titolo particolarmente emblematico di questo evento, occasione unico di dialogo con il direttore marketing dell’azienda torinese, è ” Il marketing al servizio della dolcezza “.

Risale al 1857 la data di fondazione di questo storico marchio torinese, anche se originariamente il suo fondatore, Luigi Leone, aprì la sua bottega nella cittadina di Alba, per poi trasferirsi pochi anni dopo nel capoluogo subalpino. Sicuramente l’elemento trainante dell’azienda sarebbe stato costituito dalle celebri pastiglie confezionate nelle tradizionali scatole di latta. Nelle botteghe dei tempi passati esse prendevano posto negli scaffali in legno;  venivano e vengono tuttora prodotte utilizzando aromi, estratti ed essenze capaci di farne esaltare profumo e fragranza. I loro colori sono assolutamente inconfondibili, ve ne sono di dissetanti al mirtillo, limone ed arancia, mandarino e violetta o fragola; digestive alla menta,  camomilla, genziana, rabarbaro o fernet. La fabbrica Leone non è solo sinonimo delle celebri pastiglie, ma anche delle gelatine, liquerizie, caramelle gommose, assenzio e cioccolato. Proprio l’assenzio, il celebre liquore tipico della belle Epoque, immortalato nell’omonimo dipinto di Degas, viene prodotto secondo la ricetta antica dei distillati della Val de Travers.

“Abbiamo scelto di visitare una storica azienda come quella delle Pastiglie Leone – spiega il presidente del CDVM, dottor Antonio De Carolis  – in quanto essa continua ad applicare in modo vincente l’antica ricetta di coniugare il suo forte legame con il passato con una salda capacità di guardare al futuro. Da tempo la fabbrica è proprietà della famiglia Monero, che già un tempo era distributrice dei prodotti Leone e che, alla morte del suo fondatore Luigi Leone nel 1934, ne rilevo’ l’attività su iniziativa di Gisella Balla Moreno. Molto ampio il mercato dell’export di questa azienda, che spazia dalla Francia, Spagna, Germania,  Regno Unito ed Est europeo, fino agli Stati Uniti, il maggiore Paese extraeuropeo in cui vengono vendute le pastiglie Leone. I gusti più richiesti nell’export sono la cannella e la violetta”.

Mara Martellotta

Le vignette di Mellana

Riprendendo la felice tradizione ottocentesca dei giornali torinesi Il Fischietto e il Pasquino, questa settimana, alla faccia del politically correct, mi dedico ai Papi

D’altra parte Salvini, Trump, Renzi Conte  ecc… sono venuti persino a nausea a chi fa della satira, mai un guizzo di originalità che uno. Si ripetono con monotonia.  Invece ai Papi bisogna fare tanto di zucchetto   ( zucchetto o papalina o pileolo o solideo è il loro candido cappuccio ) perché riescono sempre a fare qualcosa di originale.
Claudio Mellana

Crescono il numero di donatori e i trapianti “combinati”

Donazione e trapianto di organi in Piemonte nel 2019, eccellenza e innovazione del sistema sanitario regionale

Il Piemonte riconferma nel 2019 gli ottimi numeri che caratterizzano l’attività di donazione di donazione e trapianto di organi e tessuti, coordinata dal Centro Regionale Trapianti.

I dati dell’attività sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presenti l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, il direttore del Centro regionale Trapianti, Antonio Amoroso, il coordinatore regionale Donazioni e Prelievi di Organi e Tessuti, Anna Guermani ed il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Silvio Falco.

Per l’assessore Icardi“Il Piemonte continua ad essere il riferimento nazionale per le attività di donazione e trapianto di organi: un dato ormai consolidato che ci stimola ad aumentare il nostro impegno su questo fronte. Un ringraziamento doveroso a tutti i professionisti responsabili dei programmi di trapianto e alle loro equipe per il lavoro che svolgono. Un grazie anche alle famiglie ed ai donatori che con la loro generosità consentono di salvare tante vite umane.”

I numeri

Sono stati effettuati 435 trapianti di organo: 232 di rene, 148 di fegato, 25 di cuore, 23 di polmone e 6 di pancreas. 59 trapianti (e solo di rene) sono stati effettuati nell’ospedale di Novara, gli altri nella Città della Salute e della Scienza di Torino (367 alle Molinette e 6 all’ospedale pediatrico), che si conferma tra gli ospedali al vertice di questa attività in Italia. Lo scorso anno l’ospedale torinese ha superato la soglia degli 8.000 trapianti eseguiti.

Trapianti “combinati”: Città della Salute riferimento nazionale

Ciò che contraddistingue la Città della Salute a livello nazionale non è solo il numero degli interventi eseguiti, ma anche la varietà dei programmi di trapianto che è in grado di offrire (si trapiantano tutti gli organi, sia negli adulti sia nei bambini), e la complessità degli interventi eseguiti, come il trapianto simultaneo di più organi nello stesso ricevente (i cosiddetti trapianti “combinati”).

Non c’è ospedale in Italia che possa proporli in maniera così estesa. Nel 2019 sono stati eseguiti alle Molinette trapianti combinati di rene e fegato (in un caso utilizzando solo un segmento epatico), 4 trapianti combinati di rene e pancreas, 1 di fegato e pancreas, 1 di cuore e polmoni, e addirittura un trapianto combinato di fegato-polmoni-pancreas.

La qualità dei programmi di trapianto può essere misurata dal tasso di successo raggiunto: se si considerano solo i trapianti eseguiti dal 2010 in poi, a 5 anni sono vivi il 93% dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene. Nel caso dei trapianti degli altri organi, senza i quali gran parte dei pazienti non potrebbe sopravvivere (per questo chiamati anche “salvavita”), quasi il 90% di coloro che hanno ricevuto un trapianto di fegato sono in vita a 5 anni dall’intervento, lo sono circa il 74% dei trapiantati di cuore, e la metà di chi ha ricevuto un trapianto di polmoni. Indici in continuo miglioramento ed in gran parte sopra le medie europee.

Donazioni in aumento

Il Piemonte si distingue per l’elevato numero di donatori di organi, da sempre è una delle prime regioni per numero di donatori deceduti. Nel 2019 i donatori sono stati 137 (30,4 per milione di popolazione), il terzo miglior risultato degli ultimi dieci anni, possibile grazie alla sensibilità dei cittadini, alla professionalità dei sanitari dei centri di donazione e al coordinamento della Rete Trapiantologica. Sono stati coinvolti 32 dei 34 Presidi Ospedalieri che hanno una terapia intensiva, dimostrando l’eccellenza della nostra rete ospedaliera.

Nel 2019 sono cresciuti i programmi di donazione di organi da soggetto con cuore fermo (DCD): sono tre gli ospedali (Maria Vittoria, Giovanni Bosco e Molinette) capaci di gestire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione, che permette di aumentare il numero degli organi disponibili per i trapianti.

Diminuiscono le opposizioni alle donazioni

Nel 2019 le opposizioni alla donazione sono scese al 25%, il dato più basso degli ultimi 15 anni, ed è raddoppiata la percentuale dei donatori la cui volontà era presente nel Sistema Informativo Trapianti (dall’9% del 2018 all’attuale 18%). A questo concorre il fatto che in Piemonte sono 976 i Comuni (popolazione raggiunta 4.186.748) in cui è possibile esprimere la volontà al momento del rinnovo della carta di identità.

Trapianti da donatore vivente

Si registrano anche segnali molto positivi nei trapianti da donatore vivente: questo è possibile nel caso del trapianto renale. Nel 2019 i trapianti di rene da donatore vivente sono aumentati in maniera significativa (41 nel 2019 rispetto ai 32 nel 2018, +23%). E più di 4.500 piemontesi (oltretutto di età tra 18 e 35 anni) si sono messi a disposizione nel 2019 per donare le loro cellule staminali emopoietiche o CSE (midollo osseo). Oggi in Piemonte sono più di 55.000. Superato anche il traguardo di 500 donazioni di CSE.

Trapianti complessi ed esiti eccellenti

I centri di trapianto del Piemonte – avendo grande esperienza e così ampia disponibilità – attraggono i pazienti con patologie complesse da tutta Italia. Nel caso degli organi salvavita, circa la metà dei pazienti trapiantati giunge da fuori regione, nel caso del trapianto del rene circa un quarto. L’esito del trapianto è collegato a molti fattori: la bravura dei chirurghi, l’attenzione degli anestesisti, la preparazione delle equipe infermieristiche, ma anche l’esperienza e capacità dei diversi specialisti che devono seguire i pazienti nelle diverse fasi, dall’immissione in lista al follow-up del trapianto.

Responsabili dei Programmi

Un ringraziamento è stato rivolto ai responsabili dei diversi programmi e alle loro equipe. Per la Città della Salute di Torino sono: Luigi Biancone per il trapianto di rene nell’adulto, Renato Romagnoli per i trapianti di fegato e di pancreas, Mauro Rinaldi per i trapianti di cuore e polmoni, Carlo Pace Napoleone per il trapianto di cuore pediatrico, e Bruno Gianoglio per quello renale pediatrico. A Novara, il responsabile del programma di trapianto renale è Vincenzo Cantaluppi.

(da sinistra, direttore Falco, assessore Icardi, dottoressa Guermani, professor Amoroso)

“Riaprite la biblioteca Carluccio”

Riceviamo e pubblichiamo / La biblioteca Carluccio di via Monte Ortigara 95, nel quartiere Pozzo Strada, è chiusa da 5 anni.

“Un disservizio davvero notevole considerato che è l’unica biblioteca non solo del quartiere, ma anche dell’intera Circoscrizione 3”

Un quartiere senza biblioteca, senza un luogo in cui poter studiare, leggere, approfondire, organizzare eventi e dibattiti, è un quartiere meno attrattivo. Perché la biblioteca oltre ad essere un importante punto di riferimento culturale, in cui promuovere conoscenze e competenze, è anche un fondamentale luogo di incontro.

Per questo, il 30 marzo 2019 più di 100 persone hanno partecipato al sit-in che ho promosso per chiedere la riapertura della biblioteca. Un momento di grande partecipazione in cui abbiamo lanciato un messaggio molto chiaro: rivogliamo la Carluccio aperta e pienamente usufruibile.

Ma a quasi un anno di distanza, nonostante altre iniziative che ho portato avanti, quali i presìdi sul territorio e la presentazione di diverse interpellanze dirette all’Amministrazione Comunale, la stessa Amministrazione, dopo aver promesso la calendarizzazione dell’apertura prima di Natale, ha di nuovo posticipato la riapertura (senza specificare una data) tramite un comunicato stampa pubblicato il 24 dicembre 2019.

Per tale motivo ho deciso di promuovere una petizione online per chiedere la riapertura della biblioteca. In una settimana sono già state superate le 500 firme.

La petizione resterà attiva finchè la biblioteca non riaprirà.

Allego qui, per maggiori dettagli e informazioni, il link della petizione:

Nicolò Lagrosa  Consigliere di Circoscrizione 3 Torino

Scontrino elettronico: i vantaggi per i consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

Dal 1° gennaio 2020 è scattato l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico per tutti gli esercenti

Al nuovo sistema devono attenersi artigiani, albergatori, ristoratori, partite Iva al regime dei minimi e forfettari con redditi annui inferiori ai 65.000 euro e tutti quegli operatori economici che emettono ricevute fiscali.

Il passaggio al nuovo sistema era già entrato in vigore dal luglio dello scorso anno per circa 200mila soggetti che nel 2018 avevano dichiarato un volume d’affari superiore a 400.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate ha invece posticipato al 30 giugno 2020 l’introduzione delle sanzioni per chi non rispetterà l’obbligo.

Per sostituire o aggiornare i registratori di cassa, omologandoli così ai nuovi registratori telematici, gli esercenti hanno dovuto spendere tra gli 800 e i mille euro. Si tratta di una spesa che però è stata in parte ammortizzata da un contributo statale, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50% della cifra investita. Il contributo arriva a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Con il nuovo sistema gli esercenti non dovranno più tenere il regime dei corrispettivi, conservando le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti.

Con i registratori telematici l’Agenzia delle Entrate è infatti in grado di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni effettuate durante il giorno per metterli poi a disposizione degli operatori Iva o dei loro intermediari. Per non incorrere in sanzioni, la trasmissione dei dati fiscali attraverso i registratori telematici dovrà essere eseguita dagli esercenti nella stessa giornata in cui è stata effettuata la vendita o al massimo entro e non oltre 12 giorni.

Presidio in piazza Castello: i lavoratori Mahle ricevuti da Cirio

«La Regione non accetterà altra soluzione che non sia la revoca del licenziamento, per consentire il tempo necessario al salvataggio degli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo

Che si tratti di una riconversione, ipotesi per cui chiediamo all’azienda di chiarire quanto questa possibilità sia fondata, o di qualunque altra strada percorribile».
Sono le parole del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio , al termine dell’incontro stamattina a Torino con una rappresentanza di lavoratori della Mahle. Presente all’incontro anche l’assessore al Lavoro Elena Chiorino , che nei giorni scorsi ha sollecitato il Mise per la convocazione del tavolo di crisi. «Ognuno deve fare la propria parte – ha spiegato l’assessore Chiorino – chiederemo che al Mise siano rappresentati tutti i soggetti coinvolti, compresa la Provincia di Cuneo, Città Metropolitana e i Comuni di La Loggia e Saluzzo. Quando si tratta di difendere il lavoro non possono esserci divisioni politiche o istituzionali, ma occorre lavorare tutti nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi». Il tavolo al Mise dovrebbe essere in programma per il 29 gennaio, come anticipato al presidente Cirio telefonicamente dal vice capo di Gabinetto del Ministro Patuanelli , Giorgio Sorial , durante l’incontro di questa mattina.

Gli Alpini incontrano le scolaresche di Rivoli

Ieri presso la Caserma “Ceccaroni”, sede del Reggimento logistico “Taurinense”, ha preso il via il  progetto “Alpini a Scuola 2020 – La Protezione Civile A.N.A. Associazione Nazionale Alpini incontra la scuola”,  patrocinato dal Comune di Rivoli e organizzato dal locale Gruppo dell’Associazione Nazionale Alpini.

Il progetto è finalizzato a far conoscere alle nuove generazioni, attraverso un percorso didattico di educazione civica, le tradizioni e i valori fondanti dello spirito alpino tendendo la mano ai piccoli alunni, in qualità di cittadini del domani, quali depositari dell’insegnamento tratto dal sacrificio di quanti immolarono la propria vita per la Patria e il bene della collettività.

Accolti dal Comandante di Reggimento, Colonnello Giulio Arseni, circa 300 tra alunni e docenti hanno preso parte alla cerimonia dell’Alzabandiera, alla presenza del Vice Sindaco di Rivoli, Laura Adduce, e ad una significativa rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini, guidata dal Capo Gruppo Carlo Cattaneo.

Particolarmente toccante per i giovani ospiti è stato il momento della deposizione di una corona commemorativa in onore della Medaglia d’Oro al Valor Militare Maggiore Mario Ceccaroni, cui è intitolata la caserma, nel 79° anniversario dell’avvenuta morte in combattimento, durante il secondo conflitto mondiale. Grande coinvolgimento è stato dimostrato dalle scolaresche nel corso della visita alla caserma, in particolare quando i piccoli ospiti hanno avuto la possibilità di rivolgere le loro domande direttamente a due giovani alpini dell’Esercito e ad alcuni rappresentanti dell’Associazione Nazionale Alpini.

L’attività, che ha evidenziato ancora una volta lo stretto legame che unisce il personale del Reggimento logistico “Taurinense” ai cittadini rivolesi e agli Alpini in congedo, proseguirà nei prossimi mesi con una serie d’incontri in aula, con la partecipazione di volontari ANA di Protezione Civile che racconteranno la storia e il funzionamento della Protezione Civile nelle sue diverse componenti e i maggiori rischi che riguardano il territorio in cui è collocato il plesso scolastico, ponendo l’attenzione sugli aspetti relativi ai comportamenti corretti da assumere in caso di emergenza.

Lo scorso 21 dicembre il Reggimento Logistico “Taurinense”  ha ricevuto l’attestato di Civica Benemerenza del Comune di Rivoli, “per l’abnegazione ed il valore con cui, in Patria e all’estero, ha servito e serve il Paese testimoniando i più alti valori ai quali si ispirano l’Italia tutta ed il Comune di Rivoli terra di reclutamento Alpino”, sancendo ufficialmente il profondo rapporto di stima tra la Città ed i suoi Alpini.