A Torino le investiture al Sovrano Ordine Militare di Malta (SMOM)

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16 novembre 2019, Chiesa del Convento di San Domenico a Torino. Una data  di grande rilievo per il  Sovrano Ordine Militare di Malta della Delegazione di Piemonte e Valle d’Aosta, protagonista della cerimonia delle investitura dei nuovi Confratelli e Consorelle.

La chiesa di San Domenico, situata nel cuore del centro storico torinese, rappresenta l’unico esempio di edificio religioso medievale, in stile gotico, della città sopravvissuta fino ai nostri giorni. Costituisce, infatti, non soltanto uno dei luoghi  di culto torinesi più antichi, ma anche uno dei più suggestivi. La cerimonia di investitura, come da tradizione, rappresenta un momento di elevata spiritualità ed aggregazione nello Spirito Melitense per tutta la Delegazione, meritato traguardo di un lungo percorso di preparazione all’ingresso di nuovi membri nel Sovrano Ordine. Nello specifico sono entrati a far parte dell’Ordine sette Cavalieri ed una Dama.

Erano presenti non solo membri dell’Ordine, ma anche Rappresentanze delle Autorità Civili e Militari nella persona del Vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino Viviana Ferrero, in rappresentanza  del sindaco di Torino Chiara Appendino, il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante per la Formazione e per la Scuola di Applicazione dell’Esercito Italiano, Colonnello Matteo Rizzitelli, comandante del Reggimento Nizza Cavalleria, il capitano Guido Grenni per il Corpo militare Ei-Acismom ed il milite Annibale Lo Dico, il Maggiore Francesco Domanico per il Genio Miliare. A questi si è aggiunta una rappresentanza della Croce Rossa Italiana nella persona dell’ispettrice del Comitato di Torino la Sorella Donatella Cambiano e la Sorella Agata Cannas, ed una rappresentanza diplomatica nella persona del Console Generale del Perù Cesar Jordan P.

La Santa Messa è stata officiata da S.Ecc. Rev. ma Mons. Angelo Acerbi, Prelato Emerito del Sovrano Ordine Militare di Malta e concelebrata dal Rev.mo Padre Fra’ Costantino Gilardi O.P, Rev.mo Mons. Giacomo Maria Martinacci Rettore della Consolata, Padre Paul Nde C. S. Sp. Rettore della Chiesa di San Domenico, Don Fabrizio Balestra, parroco di Champoluc.

Il momento più significativo della celebrazione è stato rappresentato, dopo le rituali interrogazioni ai postulanti, dalla consegna delle croci e nell’aver ricordato loro che le otto punte della Croce dell’Ordine rappresentano le otto beatitudini. Per questo motivo la Croce dell’Ordine di Malta è anche conosciuta come croce ottagona o croce Amalfitana. La struttura dell’Ordine è suddivisa per ceti; al “primo ceto” appartengono i “cavalieri di giustizia”,  detti anche “professi”, ovvero cavalieri laici che hanno preso i voti, e i cappellani conventuali professi, che devono emettere la professione dei voti di povertà, castità ed d’obbedienza. Ognuno di essi è un religioso a tutti gli effetti del Diritto Canonico e si attiene alle norme particolari del Codice di Diritto Canonico. I membri del “secondo ceto” si obbligano con una speciale promessa (“di obbedienza”), vincolante in coscienza, a una vita tendente alla perfezione cristiana, secondo il proprio stato,  nello spirito dell’Ordine e nell’ambito delle sue opere, in conformità della propria vocazione e delle direttive dei legittimi superiori. Il “terzo ceto” è costituito da membri laici che non emettono voti religiosi, né promessa, ma si impegnano a vivere secondo i principi della Chiesa e dell’Ordine.

L’Ordine di Malta, pur non esercitando sovranità territoriale, ha, tuttavia, in un certo senso una propria popolazione di circa 13 mila e 500 tra cavalieri e dame, persone dedite a curare i poveri ed a testimoniare la fede cristiana in stretta collaborazione con la Chiesa Cattolica, secondo il motto dell’Ordine “Tuitio Fidei et Obsequiem Pauperum” ( dal latino “difesa della fede ed aiuto ai poveri”).

L’Ordine svolge oggi la propria azione umanitaria in 120 Paesi attraverso l’opera dei suoi membri, di 80 mila esperti volontari e di 42 mila dipendenti, molti dei quali medici e paramedici,  venti ospedali in larga parte esistenti in Africa Occidentale, 400 mila persone formate sulle tecniche di primo soccorso e 5,7 milioni di pasti distribuiti ai bisognosi.

Emanuele Farina Sansone