ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 478

#iorestoacasa, la campagna della Regione

Consiglio e Giunta regionale lanciano una campagna di comunicazione per invitare i cittadini a rispettare le indicazioni dei decreti governativi sul Coronavirus: tre card, una generale, una rivolta a un pubblico più giovane e una per anziani e persone con fragilità

È stato inoltre pubblicato un video con i consigli sanitari utili da seguire con attenzione.

“Rivolgo a tutti i piemontesi l’appello a restare a casa per limitare la diffusione del Covid-19 e a seguire in modo scrupoloso le misure urgenti per il contenimento del virus che sono presenti nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in vigore fino al 3 aprile. Con questa campagna social vogliamo sensibilizzare i cittadini a compiere quei gesti di buonsenso che possono fare la differenza. Se agiamo tutti insieme con responsabilità possiamo fermarlo”, è l’invito del presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia.

Smart working: antidoto oggi, opportunità domani

L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino: «Oggi, come dicono i medici, stare a casa è la miglior soluzione per fermare questo virus. Ma, in futuro, potenziare il telelavoro – laddove sia possibile .-  potrà portare benefici per imprese e lavoratori, evitare lo spopolamento delle nostre montagne e delle nostre valli e anche sostenere le famiglie e la natalità»

Trasformare una grave emergenza in un’occasione per sperimentare davvero qualche cosa di innovativo, che potrebbe, se applicato sistematicamente, cambiare in meglio il mondo del lavoro. D’altronde gli esperti sono tutti d’accordo: per limitare l’emergenza coronavirus occorre uscire di casa il meno possibile. Allo stesso tempo, però, le aziende non possono e non devono fermarsi.

Ed ecco che allora il telelavoro (o smart working)  diventa una soluzione che non solo può tornare utile oggi, ma che può davvero migliorare il mondo del lavoro anche quando questa maledetta epidemia finirà. Migliorando la qualità del lavoro per le aziende, la felicità dei lavoratori e, perché no, sostenendo anche la natalità. Ne è convinta l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, che ha già attivato i propri uffici per fare il punto della situazione sulle misure che la Regione già offre per il telelavoro e proporne di nuove.

E intanto lancia un appello a tutte le imprese che, già oggi, sono in grado di far lavorare i propri dipendenti da casa: «Il telelavoro consentirebbe di limitare innanzitutto gli spostamenti di persone e contenere al meglio il coronavirus – spiega Chiorino – e pertanto chi può , già oggi, farlo, dovrebbe prenderlo seriamente in considerazione, fino alla fine di questa emergenza. Anche a tutela delle imprese stesse che vedrebbero ridurre drasticamente il rischio che un proprio dipendente contragga la malattia».

Ma l’esponente della giunta Cirio va oltre e pensa al futuro: «Oggi le tecnologie offrono, nella stragrande maggioranza dei casi, di poter svolgere da casa le medesime mansioni che, normalmente, vengono svolte negli uffici, nelle scuole e anche nelle università. Alcuni Atenei hanno immediatamente reagito all’emergenza facendo registrare ai docenti le lezioni da casa o in streaming. Così come so che parecchi uffici stanno lavorando a distanza. Certo, si tratta di una “rivoluzione culturale” non da poco, difficile da metabolizzare per tutti e che necessita di essere ancora ben normata in tutti i suoi aspetti, ma oggi, con le dotazioni tecnologiche che quasi tutte le famiglie hanno, come un pc e una normale connessione ADSL, è possibile davvero fare quasi tutto». «Chiaramente – precisa Chiorino – esistono lavori che non si possono svolgere a distanza, come quelli che vengono realizzati nelle fabbriche, ma in tanti altri casi gli impedimenti possono essere superati».

Chiorino evidenzia alcuni dei vantaggi che un maggiore utilizzo del telelavoro porterebbe al sistema: «Credo che molte aziende risparmierebbero sui costi degli uffici – spiega – ma soprattutto potrebbero disporre di una flessibilità oraria maggiore, considerando che il lavoratore opererebbe da casa. Non solo, per i lavoratori i vantaggi sarebbero parecchi: anche, banalmente, la possibilità di fare la spesa in pausa pranzo e di potersi gestire il lavoro, come detto, in maniera più flessibile»·.

Il telelavoro consentirebbe anche di valorizzare di più le famiglie, favorendo anche la natalità. Una mamma o un papà, ad esempio, avrebbero la possibilità di gestire il proprio figlio senza dover fare affidamento a parenti o a baby sitter, magari approfittando delle pause per andare a prendere il figlio a scuola. Troppe volte mi sento dire da donne che vorrebbero un figlio che il lavoro rende impossibile la realizzazione del loro sogno. Con lo smart working, questo problema verrebbe superato. Per non parlare di chi vive in Comuni isolati o di montagna che, grazie al telelavoro, potrebbero scongiurare il rischio spopolamento».

Idee, proposte, che ovviamente potrebbero essere modulate a seconda delle esigenze delle singole imprese: «Non è affatto detto – conclude Chiorino .- che non si possano individuare soluzioni intermedie, come alcuni giorni di lavoro “casalingo” e altri in ufficio. Ma penso che in futuro, grazie alla crescita esponenziale delle tecnologie, tutto sarà ancora più semplice. In questi giorni, insieme al mio staff, stiamo lavorando a distanza e i risultati che sto constatando sono ottimi».

«Oggi come oggi, nell’emergenza che stiamo vivendo – conclude l’assessore regionale al Lavoro – posso solo suggerire alle imprese di utilizzare il più possibile il telelavoro anche se, e mi rendo perfettamente conto, molti non sono ancora pronti. Ma per il futuro proporrò di estendere la possibilità di avvalersi di questa pratica a tutti coloro che possono farlo, studiando, insieme ai colleghi della Giunta, anche misure per permettere – a chi ha ancora a che fare con barriere digitali – di poter utilizzare lo smart working in tutte le sue potenzialità».

Pazienza e disciplina. E dopo la notte arriva l’alba

Il primario dell’Amedeo di Savoia cerca di giustificare il messaggio dell’ infermiera che un po’ di panico ha scatenato

Avrebbe fatto il tutto per riportare il figlio di una sua amica ad un comportamento assennato. Qualcosa che doveva rimanere a tre si è subito propagata. Sa un po’ di difesa d ufficio ma è capibile e non condannabile. Due persone come il primario e l’infermiera sono quotidianamente in prima linea nella lotta al corona virus. Ciò che non è capibile e non accettabile sono le polemiche politiche e giornalistiche tendenti ad individuare negli altri i colpevoli. Oggi si volta ulteriormente pagina. Tutta l’Italia è zona rossa, tutti gli italiani si devono uniformare alle nuove disposizioni per evitare contagi. Del resto si sapeva che l’unica cosa è limitare i contagi limitando i normali incontri. Si conosce poco se non niente del virus. E si sta affacciando l’ipotesi che sia autoctono. In altre parole o che non arrivi dalla Cina o che arrivato si è velocemente trasformato. Se è vero (francamente ci credo) , tra le altre cose l’infermiera ha avuto ragione. Forse intempestiva ma ha avuto ragione. Tant’è che  due giorni dopo il premier Conte in conferenza stampa serale ha annunciato che tutta l’Italia è zona rossa. Basta vedere la cartina dei contagi che riguarda tutte le regioni. Smorzano i toni le opposizioni. Atto dovuto. E in Europa, nei singoli paesi europei la situazione non sembra migliore. Persino i teutonici tedesco  annaspano. E noi singoli che possiamo fare? Attenerci alle disposizioni. Non il più possibile attenerci, ma attenerci e basta. Un po’ di disciplina non guasta.
Come diceva il Grande Eduardo De Filippo: ha  da passa’  a nuttata. Pazienza e disciplina e l’alba arriva.

Patrizio Tosetto

Ieri e oggi al tempo del Coronavirus

IL COMMENTO  di Ibis / Un’opinione, come un sasso nello stagno Se confrontiamo il mondo della nostra infanzia con quello di oggi , abbiamo l’impressione che fosse un tempo idilliaco. Limitandoci alle ultime notizie, oggi assistiamo all’epidemia di Covid 19, alla drammatica vicenda dei migranti ammassati alla frontiera greco-turca, e a molti altri che fuggono da carestie e guerre, agli attentati che continuano in varie parti del mondo islamico.

 

E poi , ancora, vediamo l’affermazione di un modello di globalizzazione troppo spesso basato sull’abbattimento del costo del lavoro , dei diritti dei lavoratori e su una minore tutela dell’ambiente. Per rimanere nel campo dell’economia, la completa deregulation del settore finanziario permette speculazioni a livello mondiale e crea ricorrenti bolle speculative il cui risultato è quello di concentrare grande ricchezza nelle mani di poche élites transnazionali.Passando al piano morale, i nostri anni di infanzia ci sembrano anni in cui una più diffusa cultura , e anche fede, cattolica spingevano all’impegno altruistico: restando a Torino, sono gli anni in cui Ernesto Olivero e i suoi giovani davano vita al Sermig e don Ciotti al Gruppo Abele con molti generosi esempi di volontariato. Negli oratori si promuovevano opere e valori cristiani. E se penso a mia madre, ricordo una fede viva e non beghina, intrisa di empatia verso tutti , di spiritualità e di impegno civile . Sono gli anni in cui ci sembra che fosse più chiaro che cosa fosse bene e che cosa fosse male: non voglio dire che tutti si conformassero alle nome morali in voga, ma che almeno l’ipocrisia , come scrisse François de La Rochefoucauld, era ancora “ l’ omaggio che il vizio rende alla virtù”.

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Oggi invece mi pare che molti “considerino il vizio una virtù , come se il vizio ben fatto fosse esso stesso virtù, mentre una virtù mal fatta fosse l’essenza del vizio.”E sembra prevalere su molti argomenti (penso ad esempio a quelli che riguardano gli esseri umani, come certe teorie gender) quanto scrisse il Manzoni sulla credenza degli untori citando il Muratori: c’erano ancora persone di buon senso che non vi credevano, ma a un certo punto il senso comune prese il sopravvento sul buon senso. Osserviamo una sera normale di un qualsiasi week end, nella nostra Torino: vediamo frotte di giovani e giovanissimi ubriachi o “ fumati” che barcollano o schiamazzano e che talvolta perdono del tutto il senso del pudore. Si tratta anche di ragazze e ragazzi di poco più di 14 anni. Ma le famiglie dove sono? Ci domandiamo noi che non abbiano più figli adolescenti ( che pure lanciarono quello stile di vita) . Quegli stessi nostri figli trentenni che ora si mostrano critici nei confronti di questi ragazzi.
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Ma è proprio tutto così? Non è forse che il ricordo sfuma nel mito, come sempre, di un tempo passato che fu migliore? Non ci sono mai anni facili: c’era allora un’ Europa divisa in due, dove una metà soffriva dietro la “cortina di ferro”, ma al di qua eminenti personalità mettevano le basi per la costruzione di quella che si chiamava Comunità Economica Europea, che poi diventò Unione Europea. E già il cambio di nome mostra una fragilità di ideali, indicando la Comunità un qualcosa di più , tratto dalla cultura cristiana che all’epoca fu alla base dell’idea di Europa unita. Piombò sulla scena culturale il “sessantotto” che , denunciando anche cose cattive, ne spazzò via di buone e alla fine provocò , oltre agli anni di piombo, un individualismo sfrenato e il riflusso nel privato. Ed oggi vediamo anche il rinascere di nazionalismi ( sovranismi) che pensavamo morti del tutto e che tante tragedie e lutti hanno provocato nella “ civilissima “ Europa.
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Non so se è un mito, so che quello che ho descritto è in parte l’oggi di una società che si è vieppiù secolarizzata e materializzata. Ma se è vero che “ solo il deserto può fiorire in una notte”, perché basta una rara pioggia scrosciante, forse siamo alla vigilia di un nuovo umanesimo? Un umanesimo che vediamo così necessario di fronte alle grandi sofferenze: siano i migranti intrappolati alla frontiera greca in fuga dalla guerra siriana , sospinti dalla Turchia che ricatta l’Europa, sia il Covid 19, diffuso non dalle migrazioni ma da una grande potenza economica come la Cina , sui quali capitali contiamo più o meno tutti per la prosperità mondiale.
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Credo che le nostre alienazioni odierne , i nostri tormenti della mente siano peggiori di tante possibili privazioni materiali e che per la loro cura occorrano spiritualità e saggezza, guardarsi dentro e sopra e che le religioni debbano tornare ad essere una vitamina per lo spirito più che un programma per lo sviluppo sociale ( che è assolutamente necessario ma viene dopo e segue il nostro miglioramento interiore). E non parlo solo della Chiesa Cattolica. C’è un detto attribuito al profeta Maometto che dice : la saggezza è come una cammella spersa nel deserto, ognuno ha il diritto di prenderla ovunque la trova.  Mi rendo conto che sono pensieri forse superficiali ma mi piacerebbe che su questi argomenti si riflettesse di più nella società di oggi , tutti assieme.

Contrasto alle frodi agroalimentari: la Regione estende i controlli

Allargati al settore mellifero, corilico, lattiero – caseario, oltre a vitivinicolo e risicolo. Per il 2020 impegnati 107 mila euro per i servizi antisofisticazioni agroalimentari

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa. ha approvato il 6 marzo il programma annuale d’intervento dei servizi antisofisticazioni agroalimentari – SAA per il 2020, finalizzato al contrasto delle frodi agroalimentari sul territorio piemontese. Per l’attuazione del programma la Giunta ha impegnato 107 mila euro.

Il Testo unico sull’agricoltura, legge regionale n.1/2019, prevede che la Regione Piemonte si avvalga dei servizi di antisofisticazione come strumento per la repressione delle frodi agroalimentari. Le attività dei servizi di antisofisticazione delle Province piemontesi e della Città Metropolitana di Torino sono coordinate dall’Ufficio regionale di coordinamento dei SAA che fa capo all’Assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte.

Ogni anno i servizi antisofisticazioni agroalimentari svolgono attività ordinaria in particolar modo sui comparti vitivinicolo e risicolo. Con l’approvazione dell’attuale programmazione per il 2020 la Giunta ha esteso i controlli ad ulteriori comparti dell’agroalimentare: mellifero, corilico, lattiero – caseario.

“Per l’anno 2020 la Regione Piemonte – precisa l’assessore Marco Protopapa – ha ritenuto necessario effettuare controlli straordinari a fronte delle frodi individuate nei settori di produzione del miele, delle nocciole e dei latticini, ad esempio per accertamenti nella commercializzazione di formaggi Dop, nelle modalità di trattamento post-raccolta delle nocciole, nella miscelazione di mieli provenienti da paesi terzi. Resta infatti fondamentale tutelare sia i consumatori sia i produttori piemontesi che operano per garantire la qualità e l’eccellenza dei prodotti agroalimentari made in Piemonte sui mercati”.

L’appello degli esercenti dei cinema e dello spettacolo

È ufficialmente online la petizione proposta da ANEC Lazio per richiamare la massima attenzione del Governo sugli effetti devastanti della chiusura delle attività di pubblico spettacolo di cui al DPCM 08/03/2020.

È di fondamentale importanza firmarla e fare in modo che quante più persone possano farlo a loro volta. A tale scopo ti invito a segnalarla fin da subito attraverso i tuoi canali social o sul tuo sito web.  A breve il Governo dovrebbe emanare un decreto a sostegno di tutto il tessuto economico-produttivo nazionale, per cui il tempo non è molto.
È il momento di decidere per la vita, sia combattendo il coronavirus che le sue conseguenze nefaste sulla nostra economia e sul sistema culturale del nostro Paese.

Cisl Scuola: “Se Conte vuole governare ricominci dalla scuola”

I sindacati hanno scritto al premier Giuseppe Conte prima dello  sciopero del 6 marzo, a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori della scuola, soprattutto dei precari.

Un esercito di 185 mila persone, ultimo anello di una catena logora che si regge grazie anche all’indispensabile apporto di insegnanti con contratti a tempo determinato, in molti casi ultradecennali, che rivendicano un percorso che li avvii finalmente alla stabilizzazione…

 

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Coronavirus, buone notizie da Israele?

Con tutte le cautele del caso, mentre in Piemonte e in tutta si varano misure sempre più restrittive per il contenimento dell’infezione da Covid 19, ci sembra importante la notizia che arriva da Israele. Riprendiamo testualmente quanto comunicato dall’Istituto israeliano di ricerca MIGAL, un importante istituto nel quale lavorano oltre 200 ricercatori specializzato in biotecnologia e informatica, scienze delle piante, agricoltura di precisione e scienze ambientali, cibo, alimentazione e salute.

“Dopo 4 anni di ricerche finanziate dal Ministero della Scienza e della Tecnologia israeliano, i ricercatori del MIGAL hanno sviluppato un vaccino efficace contro il virus della bronchite infettiva da coronavirus (IBV), da adattare presto e creare un vaccino umano contro COVID-19”

La notizia prosegue, con una nota del Ministro della Scienza e della Tecnologia israeliano, Ofir Akunis, che ha commentato: “Congratulazioni a MIGAL per questa eccitante svolta. Sono fiducioso che ci saranno ulteriori rapidi progressi, che ci consentiranno di fornire una risposta necessaria alla grave minaccia globale COVID-19 “. Il Ministro Akunis ha incaricato il Direttore Generale del Ministero della Scienza e della Tecnologia di accelerare tutti i processi di approvazione con l’obiettivo di immettere sul mercato il vaccino umano il più rapidamente possibile. Scrive l’Istituto: “Dopo 4 anni di ricerche multidisciplinari finanziate dal Ministero della scienza e della tecnologia israeliano in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura israeliano, MIGAL ha realizzato una svolta scientifica che porterà alla rapida creazione di un vaccino contro il Coronavirus.

Questa possibilità è stata identificata come un sottoprodotto dello sviluppo da parte di MIGAL di un vaccino contro l’IBV (virus infettivo della bronchite), una malattia che colpisce il pollame, la cui efficacia è stata dimostrata in studi preclinici condotti presso l’Istituto Volcani. MIGAL ha ora apportato le necessarie modifiche genetiche per adattare il vaccino al COVID-19, il ceppo umano del coronavirus, e sta lavorando per ottenere le approvazioni di sicurezza che consentiranno test in vivo, consentire l’avvio della produzione di un vaccino per contrastare il Coronavirus epidemia attualmente diffusa in tutto il mondo.

Dalla ricerca condotta presso MIGAL, è stato scoperto che il coronavirus del pollame ha un’elevata somiglianza genetica con il COVID-19 umano e che utilizza lo stesso meccanismo di infezione, un fatto che aumenta la probabilità di ottenere un vaccino umano efficace in breve tempo periodo di tempo. Commentando la notizia, David Zigdon, CEO del MIGAL GALILEE RESEARCH INSTITUTE, ha dichiarato: “Data l’urgente necessità globale di un vaccino contro il coronavirus umano, stiamo facendo tutto il possibile per accelerare lo sviluppo. Il nostro obiettivo è produrre il vaccino nelle successive 8-10 settimane e ottenere l’approvazione della sicurezza in 90 giorni. Sarà un vaccino orale, che lo renderà particolarmente accessibile al grande pubblico. Attualmente stiamo discutendo intensamente con potenziali partner che possono aiutare ad accelerare la fase di sperimentazione sull’uomo e ad accelerare il completamento dello sviluppo del prodotto finale e le attività normative. ”

Il dottor Chen Katz, leader del gruppo di biotecnologia del MIGAL, ha commentato: “Il quadro scientifico per il vaccino si basa su un nuovo vettore di espressione proteica, che forma e secerne una proteina solubile chimerica che trasporta l’antigene virale nei tessuti della mucosa mediante endocitosi autoattivata ( un processo cellulare in cui le sostanze vengono introdotte in una cellula circondando il materiale con la membrana cellulare, formando una vescicola contenente il materiale ingerito), facendo sì che il corpo formi anticorpi contro il virus. In studi preclinici (IN-VIVO), i ricercatori di MIGAL hanno dimostrato che la vaccinazione orale induce alti livelli di anticorpi specifici anti-IBV.

Il MIGAL Galilee Research Institute Ltd è un centro regionale di ricerca e sviluppo del Ministero israeliano della scienza e della tecnologia di proprietà della Galilee Development Company Ltd. Le sue rucerche sono finanziate al 50% dal Ministero della scienza e della tecnologia israeliano. I dipendenti di MIGAL comprendono 90 dottorandi e 190 ricercatori distribuiti in 44 gruppi di ricerca, ciascuno gestito da un ricercatore principale senior. Inoltre, i ricercatori sul campo di MIGAL realizzano progetti in fattorie sperimentali.

La bozza di decreto e il segreto d’ufficio violato

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Il fatto che sabato sera a partire dalle 22  su internet circolasse, scritta   su carta intestata della Presidenza del Consiglio, una bozza di decreto relativo alle restrizioni legate all’emergenza Coronavirus in Lombardia e in altre 14 province italiane, appare un qualcosa di davvero allarmante 

Chi ha fatto uscire  dal Consiglio dei Ministri questa bozza ha commesso non solo una leggerezza, ma credo anche un reato. Su materia tanto delicata doveva esserci l’assoluto segreto d’ufficio da parte dei ministri e dei funzionari di Palazzo Chigi.
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 E’cosa che non ha precedenti, se  non nell’8 settembre 1943, quando Badoglio ,dopo aver firmato l’armistizio, lasciò senza ordini l’Esercito e si mise in salvo. Per  tutta la giornata di domenica i divieti non sono fatti rispettare perché sono mancati gli input necessari. Forse neppure stamattina le autorità saranno  in grado di far rispettare  le regole fissate sabato notte. Questa fuga di notizie ha comportato l’assalto ai treni nella notte di sabato a Milano e partenze in auto senza controllo con gravissimo, probabile  danno alla incolumità dei cittadini.
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Qualcuno dovrà risponderne e non basta che il Presidente del Consiglio Conte si rammarichi di questo fatto che rivela l’assoluta inadeguatezza istituzionale di qualcuno. L’emergenza richiede servitori dello Stato capaci e fedeli. Chi non è all’altezza non può e non deve restare. La Magistratura dovrebbe aprire un’indagine per risalire ai responsabili. Questo richiede una democrazia che non abbia derogato alle regole di fronte all’emergenza. Si tratta di regole elementari che sono indispensabili soprattutto nell’emergenza. C’è chi ha parlato alto tradimento, non senza fondamento. Sicuramente emerge in modo chiaro che c’è gente nella cabina di comando  non all’altezza di una nazione, diventata  purtroppo sempre di più un paese sgangherato e non affidabile. Non è certo il momento delle critiche ingenerose, ma qui si tratta di una verità evidenziata dallo stesso Presidente del Consiglio nella sua dichiarazione ufficiale. E questa verità esige un chiarimento. Gli stessi giornalisti avrebbero dovuto astenersi dal dare notizie, attingendo ad una bozza provvisoria.Ancora una volta l’ufficio stampa di Palazzo Chigi  non ha saputo svolgere il suo compito istituzionale. Nei momenti di pericolo e soprattutto in quelli si verificano  le virtù e i limiti delle persone. Oggi appare in tutta evidenza.
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Gli statisti da troppo tempo non ci sono più. Oggi mancano  in larga misura anche i politici con un minimo di qualità. E troppi giornalisti, soprattutto televisivi, tendono a spettacolarizzare un dramma che va affrontato con responsabilità  e pacatezza. Dobbiamo comunque  essere noi Italiani  ad essere  migliori della nostra  classe politica. Occorre prudenza,  senso civico, responsabilità. Bisogna mobilitarci contro il virus,rimanendo o diventando  disciplinati. Se non basterà l’autodisciplina, occorrerà più rigore. Imposto con l’autorità dello Stato a tutela  della salute e della vita degli italiani. Chi non capisce queste cose,si merita i politici che abbiamo,ma io spero e ritengo che la maggioranza degli Italiani sia meglio di chi di governa.
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Sicuramente non è  possibile fare appello al senso patriottico, come ritiene  illusoriamente Ernesto Galli della Loggia, perché la Patria è morta  a causa dell’ individualismo asociale di tante generazioni di Italiani che hanno cancellato la conoscenza stessa  della storia. Sarebbe stato importante fare appello all’amor di Patria, ma nessuno ha avuto il coraggio di richiamarsi a quel valore considerato per troppi decenni come un retaggio retorico sorpassato e improponibile.
scrivere a quaglieni@gmail.com

Arpa in campo per verifiche sugli assembramenti

Visto l’aumento dei contagi da Coronavirus in Piemonte, l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati ha deciso di mettere l’Arpa al servizio di Asl e Comuni estendendo temporaneamente il raggio di competenze dell’agenzia per il contenimento della diffusione del virus.

 

Da più Comuni sono arrivate segnalazioni di assembramenti di persone all’interno di locali pubblici che non rispettano le indicazioni del ministero della sanità di rispettare il metro di distanza. «Questi comportamenti non aiutano – spiega l’assessore regionale Matteo Marnati – Le disposizioni per evitare la diffusione del virus sono chiare e vanno tutte nella direzione di scoraggiare gli assembramenti di persone. Purtroppo sono ancora molti i giovani che dimostrano di non percepire la gravità della situazione in atto».

Nell’immediato Arpa su segnalazione dei sindaci potrebbe essere coinvolta per verificare i locali affollati e verificarne il limite dell’inquinamento acustico. «L’invito è di utilizzare prima di tutto il buon senso, soprattutto da parte dei giovani. In questo momento la priorità è la tutela della salute pubblica e dobbiamo usare tutti i mezzi in nostro possesso per evitare il peggioramento della situazione».

«Le qualità tecniche e le capacità dimostrate per la protezione ambientale in questi anni da Arpa – ha sottolineato il direttore regionale di Arpa, Angelo Robotto – saranno utili per fornire un supporto a Regione Piemonte per contrastare l’emergenza sanitaria che la regione e la nazione sta affrontando in questo periodo nella logica che tutti dobbiamo dare il miglior contributo possibile»