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Si conclude oggi, 10 giugno, l’anno scolastico 2025-2026 per gli studenti delle scuole primarie e secondarie del Piemonte. L’ultima giornata di lezione chiude un percorso iniziato lo scorso settembre e apre la pausa estiva per la maggior parte degli alunni della regione. Le scuole dell’infanzia proseguiranno invece le attività fino alla fine del mese.
Con la conclusione delle lezioni, l’attenzione si sposta sugli esami di Stato. La Maturità 2026 prenderà il via il 18 giugno con la prima prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi di studio. Seguiranno la seconda prova, diversa in base al percorso scolastico, e il colloquio orale.
Secondo i dati dell’Ufficio scolastico regionale, in Piemonte saranno 33.651 i candidati chiamati ad affrontare l’esame conclusivo delle scuole superiori. Di questi, 18.300 appartengono alla provincia di Torino, che concentra oltre la metà dei maturandi dell’intera regione. Rispetto allo scorso anno si registra un lieve aumento del numero degli studenti coinvolti.
A livello nazionale i candidati sono oltre 527 mila. I licei rappresentano il segmento più numeroso, seguiti dagli istituti tecnici e professionali. Le commissioni saranno composte da membri interni ed esterni, secondo la formula ormai consolidata negli ultimi anni.
Domenica 14 giugno alla Pinacoteca Agnelli
La Pinacoteca Agnelli presenta Fiori sul Tetto, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla dimensione botanica della Pista 500, lo storico circuito sul tetto del Lingotto oggi trasformato in un giardino sospeso e in uno spazio d’arte.
Il ciclo è condotto da Cristiana Ruspa, che accompagna il pubblico in una serie di visite guidate come momenti di osservazione e racconto del paesaggio vegetale della Pista 500, da lei progettato, con il suo studio Giardino Segreto.
Attraverso Fiori sul Tetto, i visitatori sono invitati ad esplorare da vicino le fioriture, le trasformazioni stagionali e le relazioni tra natura, arte e architettura, in un percorso capace di intrecciare botanica e sguardo, restituendo la complessità di un luogo in cui natura e intervento umano convivono in un equilibrio dinamico
Le visite si svolgono sulla Pista 500 e sono dedicate alla scoperta del suo patrimonio botanico, oggi parte integrante della Pinacoteca Agnelli. Il calendario delle visite è il seguente: domenica 14 giugno ore 18, domenica 12 luglio ore 19, domenica 6 settembre ore 18.
Si prenota dal lunedì al venerdì inviando una mail contenente nome, cognome, contatto telefonico e numero di partecipanti a educa@pinacoteca-agnelli.it
Pagamento del biglietto per la Pista 500 4 euro, salvo riduzioni o gratuità a seconda dei casi + visita guidata 7 euro
Cinquanta eventi diffusi in tutti i territori del Piemonte celebreranno la festa del Piemonte, un appuntamento fissato al 19 luglio di ogni anno dalla legge regionale del 2022, in ricordo della battaglia dell’Assietta del 1747.
Il vasto programma di iniziative, organizzate dal Consiglio regionale in collaborazione con numerose realtà culturali piemontesi, è stato presentato a palazzo Lascaris, alla presenza dei rappresentanti dei diversi enti e associazioni coinvolti.
“ Quest’anno per la prima volta oltre alla rievocazione storica al Colle dell’Assietta – ha spiegato il Presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco – si svolgeranno in tutto il Piemonte tantissimi appuntamenti, che creeranno una rete tra numerosi soggetti, in tutte le province, in luoghi simbolici della nostra regione. Un modo per creare una festa diffusa, a 360 gradi, guardando non solo alla nostra storia passata, ma anche al futuro”
Il vicepresidente Domenico Ravetti ha sottolineato come “Il Piemonte sia parte della storia d’Italia. Festeggiamo l’appartenenza a questo territorio multiforme per consegnare la sua storia secolare, arricchita dalle nuove esperienze, alle generazioni future.
Il consigliere segretario Fabio Carosso, parlando in piemontese, ha ringraziato tutte le associazioni che hanno partecipato a questo grande evento diffuso su tutto il territorio della regione, che durerà da giugno a ottobre.
Sono poi seguiti gli interventi dell’assessore del Comune di Torino Marco Porcedda, Carlo Maina della Associassion Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta, Gustavo Mola di Nomaglio del Centro Studi Piemontesi, Fabrizio Nucera della Fondazione Croce Reale.
A dare il via agli appuntamenti della Festa del Piemonte sarà la conferenza sulla battaglia dell’Assietta venerdì 12 giugno, a Palazzo Lascaris, seguita da passeggiate musicali, concerti corali, mostre tra cui quella di Novara il 20 giugno, di Asti il 23 giugno, di Benna a Biella il 25 giugno, alla Novalesa il 28 giugno e 11 luglio, di Vercelli il 2 luglio, di Varallo Sesia l’11 luglio, di Alessandria il 15 luglio, al Colle dell’Assietta il 18 e 19 luglio, a Fenestrelle il 19 luglio, ad agosto e settembre. Ultimo appuntamento previsto il 23 e 24 ottobre a Cherasco Cuneo.
MM
La prossima stagione teatrale 2026-2027, che debutterà al teatro Astra di via Rosolino Pilo 6, a Torino, presenta un titolo particolarmente attuale, “Guerra”, prodotta dal Teatro Piemonte Europa. Prosegue, così, con il tema della guerra il triennio firmato dal direttore artistico Andrea De Rosa, reduce dal grande successo di pubblico e critica ottenuto dalla rassegna appena conclusa, intitolata “Mostri”. Le persone, e le molteplici identità che in esse si configurano, sono al centro di questo percorso che, con la stagione “Guerra”, cercherà di rispondere, attraverso il grande gioco del teatro, a due domande fondamentali che riguardano l’identità collettiva: “in che modo veniamo cambiati dalla guerra?” e “Quale guerra si combatte nel mio spettacolo?”.
Il teatro diventa, così, la scena delle nostre dinamiche più intime che, da individuali, mutano in collettive, trasformando il soggetto nella rappresentazione della società o del popolo cui appartiene. Inoltre, con questa nuova programmazione 2026-2027, il TPE – Teatro Astra celebra i suoi primi vent’anni di attività, confermandosi un polo di riferimento, riconosciuto in ambito culturale non soltanto torinese, ma anche italiano.
“Della nostra proposta viene apprezzata la linea artistica coerente, con tematiche forti e concettuali che sottolineano un approccio culturale ambizioso – ha dichiarato il presidente Giulio Graglia – anche il pubblico dimostra di intercettarne i valori artistici con una risposta solida, sale gremite e tanti ‘sold out’. Siamo felici di registrare un incremento complessivo degli abbonamenti sottoscritti e un +6% di pubblico, di cui il 15% composto da giovani under 30, che indica un prezioso lavoro di coinvolgimento dei nuovi spettatori. In questo secondo anno da presidente del TPE mi fa piacere confermare la prosecuzione di una serie di appuntamenti che inquadrano l’ente in una posizione strategica e centrale nell’ambito delle attività teatrali cittadine, aprendo le porte del teatro ai tanti e tante operatori e operatrici del territorio. Un ringraziamento speciale va alle istituzioni che ci accompagnano lungo il cammino, ovvero MiC, Regione Piemonte e Città di Torino; alle fondazioni che ci sostengono, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT; al partner del progetto, Intesa Sanpaolo. Un sentito ringraziamento, altrettanto importante, lo rivolgo a tutto lo staff del TPE, esperto e preparato”.
Il progetto artistico della stagione 2026-2027 non intende limitarsi a una mera rappresentazione del conflitto inteso come fatto storico o geopolitico, ma vuole aprire i suoi orizzonti alle trasformazioni causate dalla guerra, strumento e dimensione di disvelamento e lacerazione. In questa cornice, il teatro viene concepito come luogo privilegiato non per “risolvere” i macro-problemi del mondo, ma per indagare con precisione e crudeltà ciò che accade ai corpi, alle coscienze, alle relazioni.
“Eraclito definiva ‘pòlemos’ il conflitto, padre di tutte le cose – dichiara il direttore artistico Andrea De Rosa – la guerra è davvero il nostro destino o una legge inevitabile dell’essere umano? Dobbiamo accettare che il passaggio attraverso la distruzione sia l’unica via per ritrovare una tensione generativa, un’occasione di trasformazione? La nostra stagione teatrale attraversa queste domande senza semplificarle, mettendo in dialogo testi classici e contemporanei per interrogare la guerra in quanto potente forza che abita sia l’individuo sia la collettività”.
Il direttore Andrea De Rosa ha inoltre ricordato le parole del generale Wellington, colui che sconfisse Napoleone Bonaparte a Waterloo nel 1815: “Subito dopo le battaglie perse, la più grande vergogna per un soldato sono le battaglie vinte”. Parole che mettono in evidenza l’orrore e il male della guerra, un senso della vergogna che può essere percepito fortemente ogniqualvolta ci si ritrovi di fronte al massacro o all’omicidio.
“Astenendosi da qualunque tentazione di pacifismo o bellicismo – conclude Andrea De Rosa – bisognerebbe ricordare a tutti le parole del grande generale: in qualunque guerra, anche i vincitori dovranno sempre provare vergogna. Questo il teatro lo sa fare. E lo deve fare”.
Ad aprire la stagione “Guerra”, dal 3 all’8 novembre prossimi, sarà “Preghiera. Tempi di guerra” del grande coreografo italiano Virgilio Sieni che, attraverso danze pacifiche, indica alternative al combattimento, quali l’impegno, l’attenzione, la forza di restare presenti e uniti attraverso il contatto e la vicinanza. Seguirà, dal 18 al 29 novembre prossimi, la nuova regia di Andrea De Rosa, dal titolo “Guerra civile”. Si tratta di un lavoro che nasce dal confronto con la “Pharsalia” di Marco Anneo Lucano, poema dedicato alla guerra civile tra Pompeo e Cesare, riscritto drammaturgicamente da Fabrizio Sinisi. Dall’1 al 6 dicembre prossimi andrà in scena “Quinto: non uccidere”, il nuovo spettacolo di Massimiliano Civica tratto da una sceneggiatura di Ernst Lubitsch. La figura storica che ha ispirato il personaggio di Lady Oscar troverà spazio nel lavoro che il regista Antonio Latella porterà sul palco del teatro Astra l’8 e il 9 dicembre, dal titolo “Oscar”. Il ricordo della tragedia del G8 di Genova verrà rievocato da “Sherpa”, testo di Roland Schimmelpfennig, interpretato da Giorgina Pi l’11 e il 13 dicembre prossimi. Il mito del pugile Leone Iacovacci rivivrà grazie allo spettacolo di Girolamo Lucania, dal 17 al 20 dicembre prossimi. “Heroes”, dal 26 al 31 dicembre, di Caterina Mochi Sismondi, spettacolo in cui il linguaggio del clown interagisce con il tema bellico, precederà il grande ritorno di “Dracula”, fiore all’occhiello della stagione 2025-2026 intitolata “Mostri”, dal 14 al 31 gennaio 2027. “sdisOrè”, monologo tratto da Testori, dialogherà con la pièce teatrale “Orestea” di Eschilo, in programma rispettivamente dal 2 al 21 febbraio e dal 17 al 28 febbraio, per la regia di Carmelo Rifici. Leonardo Manzan porterà in scena la pièce teatrale “La festa” dal 9 al 14 febbraio, nella quale la questione della guerra si intreccia con la pressione politica e con la presenza ingombrante dell’apparato russo. Seguirà “Lasciami andare, madre”, dal 6 al 14 marzo, per la regia di Valter Malosti, che torna al TPE a un anno di distanza dai suoi “Poemetti” shakespeariani. Dal 16 al 21 marzo è in programma l’amatissima tragedia “I Persiani”, di Anagoor e con la regia di Simone Derai. Paola Rota e Simone Paschitto porteranno in scena una riscrittura di “Madre coraggio e i suoi figli” di Bertolt Brecht, dal 1⁰ all’11 aprile, in occasione del settantesimo anniversario della morte dell’autore.
La giovane drammaturga Caterina Marino, dal 13 al 14 aprile prossimo, porterà sul palco “La futura classe dirigente”, spettacolo costruito a partire dalle interviste fatte a bambini e ragazzi riguardo al loro futuro. La nota poetessa Mariangella Gualtieri, insieme all’artista torinese Lemmo, per la regia di Cesare Ronconi, porterà la parola poetica, in quanto rito vocale e musicale, con le letture di “Ruvido umano”, il 22 e 23 aprile prossimi. Chiuderanno la rassegna teatrale lo spettacolo “Risiko!”, un progetto innovativo di Alessandro Paschitto, dal 4 al 30 maggio, che verrà affiancato nelle stesse giornate da “La tribù del calcio balilla”, di Michele Eburnea e Rocco Placidi, in cui il biliardino diventa un simbolico campo di battaglia, finalizzato a far emergere i meccanismi invisibili che modellano la nostra identità. Il gioco viene dunque visto come momento di alleggerimento solo apparente, dietro al quale permane la riflessione sulle forme simboliche della lotta.
In aggiunta alla programmazione principale, in un’ottica di apertura e reciprocità, il TPE propone una serie di appuntamenti che completano l’offerta del nuovo anno: il festival delle Colline Torinesi, Palcoscenico Danza e la rassegna Porte Aperte.
Mara Martellotta
Violento scontro tra auto e moto all’ora di pranzo di oggi, mercoledì 10 giugno, al confine tra Favria e Oglianico: un motociclista di circa 40 anni è rimasto gravemente ferito ed è stato elitrasportato al Cto di Torino. L’incidente si è verificato all’incrocio tra via Bertano e via Moro, dove si sono urtate una Ford Fiesta e una Honda. Per il forte impatto, il centauro è stato sbalzato sull’asfalto. Al momento del sinistro era in corso un temporale.
Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 Azienda Zero con due ambulanze, i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea e la polizia locale di Favria, che ha eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica. L’incrocio è regolato da cartelli di stop per chi transita su via Moro, ma resta da chiarire la traiettoria dei due mezzi.
A breve distanza sono intervenuti anche l’elisoccorso del 118 e il Drago dei vigili del fuoco. Giunti sul luogo anche il sindaco di Favria, Vittorio Bellone. Dopo essere stato stabilizzato sul posto, il motociclista è stato caricato sull’elicottero e trasferito al Cto di Torino per gli accertamenti e le cure del caso.
I medici hanno diagnosticato al motociclista la frattura del bacino e di entrambi i polsi. L’uomo dovrà restare ricoverato a lungo, ma non è in pericolo di vita. Illesa la donna al volante dell’auto. Per consentire i soccorsi e mettere in sicurezza i mezzi, la strada è stata chiusa temporaneamente alla circolazione.
VI.G
Il grave ferimento di Marco Leonardo Basoccu, rimasto coinvolto negli scontri avvenuti in occasione del derby del 24 maggio e successivamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa prima di essere dimesso dall’ospedale dopo diversi giorni di ricovero, è uno degli episodi che hanno portato il Ministero dell’Interno ad adottare nuove misure restrittive nei confronti delle tifoserie di Torino e Juventus.
Il provvedimento stabilisce il divieto di trasferta per i sostenitori delle due squadre per le prime dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. La misura prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi in cui granata e bianconeri giocheranno lontano da casa, oltre al blocco della vendita dei biglietti ai residenti nelle aree interessate.
Nel dettaglio, per le gare esterne del Torino il divieto riguarda i residenti in Piemonte, mentre per quelle della Juventus si estende ai residenti sia in Piemonte sia in Lombardia. La tifoseria granata era già stata oggetto di restrizioni nella stagione appena conclusa a seguito dei disordini verificatisi durante Torino-Verona dell’11 aprile, circostanza che aveva già comportato il divieto di seguire la squadra nelle trasferte di Cremona e Udine.
L’applicazione delle nuove disposizioni sarà demandata, di volta in volta, ai prefetti delle province coinvolte dagli incontri. Resta invece da chiarire se le limitazioni saranno valide anche per le amichevoli estive in programma nei prossimi mesi.
Sempre più grave la situazione dei prezzi del latte per gli allevatori torinesi. Ormai il valore riconosciuto dagli industriali del settore lattiero-caseario è arrivato al di sotto dei costi di produzione con un crollo che ha portato, in alcuni casi, i prezzi alla soglia dei 40 centesimi al litro.
«Non possiamo continuare ad assistere in modo passivo al comportamento degli industriali del nostro territorio che non rispettano nemmeno l’accordo quadro nazionale del settore» commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici.
Per questo, Coldiretti Torino sta pensando ad azioni di mobilitazione sindacale degli allevatori.
«In questo momento in cui assistiamo ai rincari delle materie prime dovuti alle guerre e con il caldo estivo che impone agli animali una riduzione fisiologica del latte, viene ancora abbassato il valore riconosciuto ai produttori. Però, i consumatori pagano lo stesso prezzo o pure qualcosa in più formaggi, yogurt, probiotici, gelati. Per mangiare si paga di più ma gli industriali preferiscono importare latte e cagliate di scarsa qualità a basso costo dai Paesi che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni locali». Gli industriali, in molti casi, scelgono di comprare latte e cagliate dall’estero, magari da Paesi come la Francia o la Germania dove un litro di latte “spot”, cioè commercializzato senza una cornice contrattuale viene quotato appena oltre i 30 centesimi.
Ma per fare fronte alla perdita di produzione nei periodi estivi e alle necessità del benessere animale gli allevatori stanno attuando forti investimenti in sistemi computerizzati di raffrescamento delle stalle con ventole, doccette nebulizzate, asciugatrici, spazi di automungitura. Tutte migliorie che costano centinaia di migliaia di euro. In altri casi, devono essere recuperati costi di investimento in stalle moderne, investimenti necessari per stare sul mercato e per seguire le norme europee. «Con i prezzi ridicoli riconosciuti dai caseifici, gli allevatori rischiano l’insolvenza e la chiusura delle attività. Ma quando una stalla chiude è un intero sistema territoriale fatto di prodotti tipici, prodotti di qualità consumati a Km Zero, posti di lavoro, ad andare in crisi».
In provincia di Torino sono presenti oltre 800 allevamenti di mucche da latte con una presenza di oltre 120mila capi per una produzione di oltre 1.140.000 litri ogni giorno. Un settore, quello della zootecnia da latte torinese, che dà lavoro direttamente a oltre 1.350 addetti sparsi in tutti i 312 comuni della provincia (allevamenti sono presenti anche nel capoluogo), senza contare l’indotto.
Dichiarazione di Sergio Bartoli, Consigliere Regionale del Piemonte (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione Ambiente, a seguito dell’iniziativa istituzionale internazionale “Canavese – Bosnia Erzegovina” svoltasi questa mattina ad Agliè.
«L’evento ha assunto un rilievo di assoluto prestigio grazie alla presenza dei membri della Presidenza della Bosnia-Erzegovina Željko Komšić e Denis Bećirović, del Primo Ministro del Cantone di Zenica-Doboj Nezir Pivić, del Ministro dell’Economia del medesimo Cantone Samir Šibonjić, oltre a rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, delle Camere di Commercio e delle principali istituzioni economiche bosniache.
La partecipazione di una delegazione di così alto profilo testimonia l’importanza attribuita ai rapporti con il nostro territorio e conferma come il Canavese e il Piemonte possano svolgere un ruolo significativo nel rafforzamento delle relazioni economiche e istituzionali tra l’Italia e la Bosnia-Erzegovina.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la volontà di sviluppare nuove collaborazioni nei settori produttivi, industriali e dell’innovazione, favorendo lo scambio di competenze, investimenti e opportunità reciproche.

Il Canavese ha dimostrato ancora una volta di possedere tutte le caratteristiche per essere protagonista nei processi di internazionalizzazione: un tessuto imprenditoriale dinamico, competenze riconosciute a livello internazionale, capacità innovativa e una forte identità territoriale.
Ritengo che iniziative come questa rappresentino un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo, capace di generare valore, attrarre investimenti e creare nuove opportunità per le imprese e per i cittadini. L’auspicio è che questo incontro rappresenti l’inizio di un percorso destinato a consolidarsi nel tempo, rafforzando ulteriormente i rapporti tra il Piemonte e la Bosnia-Erzegovina e contribuendo alla crescita economica e sociale dei rispettivi territori.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Agliè Marco Succio per il gradito invito a partecipare all’iniziativa istituzionale internazionale dedicata al dialogo e alla cooperazione tra Italia e Bosnia-Erzegovina, che ha portato nel cuore del Canavese autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico dei due Paesi. Un ringraziamento particolare va all’azienda Hitherm S.r.l., eccellenza imprenditoriale del nostro territorio, che ha saputo dimostrare lungimiranza, capacità di visione e forte apertura internazionale. In un contesto economico sempre più competitivo, creare occasioni di incontro tra istituzioni, imprese e territori significa costruire opportunità concrete di crescita, sviluppo e collaborazione per le comunità locali».