ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 391

Cosa non ha funzionato?

Perché ci ritroviamo punto a capo con il lockdown, seppur parziale? Cosa non ha funzionato da giugno a settembre?

C’è stato un liberi tutti con la compiacenza governativa nazionale e regionale, coadiuvata dal parere di alcuni virologi ed immunologi, italiani e stranieri. È stata  brevissima  la famosa «fase 2» – in cui il governo ha provato a indicare regole più stringenti, ricordate? E per un po’ ha quasi funzionato. Nei locali i posti a uno stesso tavolo erano sfalsati e debitamente distanziati  e qualcosa del genere si faceva anche sui trasporti pubblici .Il guaio è che è durato pochissimo. Un attimo dopo, si è deciso che i posti a tavola potevano tornare esattamente come prima, con numero di commensali aumentato e tutti senza mascherina e lo stesso si è fatto con quasi tutto il resto: ecco, a mio parere, quello è l’esatto momento in cui le cose hanno cominciato ad andare in malora.
Ci sono state le elezioni comunali e regionali e per non perdere consensi è stato dato il “liberi tutti”. Così oggi ne paghiamo le conseguenze e chissà per quanto tempo ancora. L’economia è affondata e con essa tutta il resto, attendiamo il vaccino come il nuovo messia: basterà?
Un’ultima constatazione: l’app immuni, altro fallimento totale. L’abbiamo scaricata soltanto in 8 milioni e mezzo su una popolazione di 56 milioni di persone  per un totale di 47 milioni di smartphone in dotazione al popolo italiano. Aggiungere altro mi pare superfluo.

Vincenzo Grassano

Coronavirus, anziani spaventati: ansia, insonnia e depressione

Il rapporto degli over 65 con la pandemia fotografato da una ricerca di Senior Italia FederAnziani. Il 55,7% ha problemi di accesso alle cure

Anziani in auto lockdown. Le più grandi paure? Contagiare o essere contagiati dai propri cari e morire da soli. Ma il 72,4% ripone fiducia nelle scelte delle Istituzioni. TV e carta stampata le principali fonti per i comportamenti da adottare rispetto al Covid, e il 7,9% va a caccia di informazioni online

  

 Sono terrorizzati dal Covid al punto da aver praticamente azzerato la propria vita sociale. Hanno paura di finire in ospedale, essere intubati e di non avere nessuno accanto al momento del trapasso, ma la prima preoccupazione è per i propri cari che hanno paura di poter infettare. Hanno visto le loro vite cambiare radicalmente, ma hanno imparato a usare tutte le tecnologie disponibili per restare in contatto con familiari e amici, mentre i due terzi sono in attesa dell’SSN perché non possono permettersi il privato. Hanno avuto gravi difficoltà ad effettuare le visite specialistiche in itinere, gli esami diagnostici, gli interventi già programmati, i controlli oncologici e in un caso su tre sono stati costretti a ricorrere a strutture private pagando di tasca propria. Si fidano delle istituzioni e tendenzialmente giudicano corrette e utili le azioni e le strategie messe in atto negli ultimi mesi dal governo centrale e dalle Regioni. Questo il quadro che emerge dal sondaggio condotto da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 over 65 per analizzare le paure e le difficoltà che la popolazione anziana sta incontrando in questo lungo periodo di pandemia, e il livello di fiducia nei decisori politici.

Più dell’80% del campione è terrorizzato dal Covid, di cui un intervistato su quattro teme di poter morire (19,8%). La paura più diffusa è quella di infettare le persone care o essere infettati dai propri familiari (38,6% del campione), seguita dalla paura di essere intubato (36,4%), di finire in ospedale (34,7%), mentre la possibilità di morire da solo senza i propri familiari accanto spaventa un terzo degli intervistati (30,1%). Uno su cinque soffre una generica incertezza riguardo il proprio futuro (21,9%), teme lo sconvolgimento delle abitudini di vita (21,4%), e per la stessa percentuale lo spettro peggiore è quello della solitudine.

La vita degli over 65 è drasticamente cambiata dall’inizio della pandemia: il 57% del campione ha finito col vivere questi mesi in un lockdown permanente, vedendo ridotta o addirittura completamente azzerata la propria vita sociale nella quotidianità, per il 47,4% una delle più pesanti limitazioni è rappresentata dal non poter più viaggiare, per il 36,3% ha pesato soprattutto la difficoltà a contattare i medici e specialisti. Il 28,4% lamenta la difficoltà a incontrare i propri cari, il 19,7% ha sofferto per la mancanza di attività fisica, incluso il ballo all’interno del proprio centro anziani, il 19,4% avuto difficoltà a comunicare con gli uffici pubblici, mentre solo il 12,9% ha dichiarato di non aver riscontrato grandi cambiamenti nella propria vita quotidiana.

Nonostante le limitazioni derivanti dalla pandemia gli over 65 non hanno rinunciato a comunicare con familiari e amici, e lo hanno fatto prevalentemente attraverso il telefono, fisso e cellulare (70,5%), via WhatsApp (63,4%), di persona anche se con le necessarie accortezze (47,9%), tramite video chiamata (44,3%) attraverso i social network (11,2%) e via mail (10%). Un intervistato su quattro ha qualcuno che si è ammalato di Covid tra i suoi familiari, parenti o amici (25,27%) e tra questi uno su cinque ha dichiarato che questo qualcuno è venuto a mancare a causa del Coronavirus.

Molte delle difficoltà incontrate in questo periodo sono legate alla gestione della propria salute, con il 6% che ha avuto difficoltà ad “approvvigionarsi” regolarmente delle medicine, e il 38% che ha incontrato difficoltà a restare in contatto con il proprio medico di famiglia. Il principale sistema per comunicare con quest’ultimo è stato il cellulare del medico (47,6%) seguito dal telefono fisso dello studio (45,3%), dall’uso di Whatsapp (28,1%) e dalla email (24,7%); uno su tre tuttavia non ha rinunciato a frequentare fisicamente lo studio medico (29,9%).

Il 65,3% dei rispondenti ha dichiarato di essere affetto da patologie croniche. Tra queste le più diffuse le patologie cardiovascolari (per il 43,7% del campione), seguite da quelle reumatologiche (19%), dalle patologie metaboliche (18,8%), dell’apparato respiratorio (15,7%) e urologiche (15,4%). A seguire le patologie oculistiche (che interessano il 15,1% del campione), quelle oncologiche (9,2%), quelle neurologiche (7%).

Solo il 19,5% del campione è riuscito ad effettuare le visite specialistiche e gli esami diagnostici che aveva programmato da quando è iniziata la pandemia, mentre il 35,2% è riuscito a effettuare le visite ma con difficoltà e gravi ritardi, l’11,8% non c’è quasi mai riuscito, l’8,7% sta ancora aspettando di essere ricontattato. Nel caso di chi è riuscito a eseguire delle visite nei mesi scorsi queste sono state effettuate presso strutture pubbliche, ospedali ambulatori nel 43,2% dei casi, presso strutture private convenzionate nel 23,5% dei casi mentre il 33,3% degli intervistati è stato costretto a ricorrere a strutture private a pagamento. Assai elevata la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica per gli over 60 resa ancor più necessaria dalla presenza del Covid: il 96,9% ha dichiarato di esserne consapevole. Tuttavia il 44,2% ha dichiarato di non avere ancora ricevuto informazioni in merito e di non essere stato ancora contattato, mentre il 38,6% ha dichiarato di essere stato contattato dal medico di famiglia. Solo il 12,7% ha già effettuato il vaccino. Per quanto riguarda i comportamenti da adottare durante l’emergenza sanitaria la principale fonte di informazione è rappresentata da radio, TV e giornali, ai quali fanno affidamento il 44% dei rispondenti. Uno su quattro (25,8%) fa riferimento soprattutto al proprio medico di famiglia, il 12,6% allo specialista, il 9% a familiari e amici. Il 7,9% cerca informazioni sul Covid da Internet.

L’appuntamento delle 17 in tv ogni giorno è il momento più atteso per conoscere il bollettino dei morti e dei positivi.

Elevata la fiducia nei confronti dei decreti, delle normative, delle azioni e delle strategie messe in atto negli ultimi mesi dal governo centrale, che giudica corrette e utili al contenimento della pandemia il 72,4% dei rispondenti. In particolare il 50,4% giudica tali provvedimenti abbastanza utili e il 22% molto utili. Solo il 18,9% li ritiene molto poco utili. Altrettanto elevata la fiducia nei confronti dei decisori regionali, con un 61,9% dei rispondenti che giudica corrette e utili le normative, le azioni e le strategie messe in atto dalle istituzioni regionali. La pandemia ha accentuato i problemi collegati alla paura, all’ansia, all’insonnia e alla depressione di cui soffre il 42% del campione: uno su cinque ha dichiarato di soffrire più del solito di uno di questi disturbi. Il 43% ritiene che sarebbe utile poter parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta e un rispondente su quattro accoglierebbe con favore l’istituzione di un numero verde dedicato al supporto psicologico.

Nespolo: “Una fiera universale per il rilancio di Torino”

Sul numero in edicola di Torino Magazine / Il celebre artista torinese Ugo Nespolo, intervistato da Guido Barosio sul numero di Torino Magazine Autunno 2020 da oggi in edicola, ha le idee chiare: “Serve uno scatto, un momento forte per interrogarsi sul futuro della nostra città, un progetto di cultura unitario e identitario. Io penso a una grande fiera universale sulla Torino del futuro, a un momento condiviso di orgoglio torinese'”. 

Aggiunge  Nespolo: “Bisogna fare il punto, partendo dalla nostra storia per guardare avanti. Occorre riproporre e ripresentare le nostre eccellenze artistiche di ogni epoca, raccontandole, valorizzandole e, soprattutto, mettendole in connessione col futuro, creando un ponte attraverso i secoli e le generazioni. Dalla consapevolezza delle nostre radici, della nostra storia, si può ripartire guardando avanti, immaginando quello che ci aspetta e cosa vogliamo”.

Secondo Nespolo, “alle istituzioni manca la capacità di circondarsi di intellettuali. Di creare un gruppo, una squadra, selezionata sulla base delle competenze. E poi questo gruppo deve essere libero di progettare, di valutare, arrivando a una sintesi, alle idee da sviluppare, al progetto” Nell’intervista Nespolo invita anche “a smetterla con la logorante rivalità” tra Torino e Milano: “Le due città  sono completamente differenti”.

Testimoni di fraternità

Sono Paolo Fornetti e Paolo Pensa i nuovi “Testimoni di fraternità”, premio internazionale promosso da Artaban Onlus per mettere in luce chi si è distingue in attività concreta di aiuto al prossimo, adoperandosi davvero sul campo e non davanti alle telecamere o nei convegni

Un riconoscimento meritato, che esalta il loro impegnoun cammino nel mondo del rugby solo apparentemente diverso, entrambi sospinti da uno scopo di solidarietà, quella vera e concreta che sa fare la differenza e costruire ponti per ridurre le sofferenze e la solitudine dell’emarginazione, della fame, del disagio sia in Italia che in altri Paesi.

Alla cerimonia ufficiale della consegna dei premi – svoltasi necessariamente “in the open air”, ma non per questo meno suggestiva – sono intervenuti il neo sindaco di Alpignano Steven Palmieri e due suoi assessori, Rossana Peracchio alla Cultura e Vittorio Granisso alle Associazioni. Oltre ai premiati, erano presenti altri rappresentanti della Città Alpignano, delle compagini rugbistiche Valledora e Le Tre Rose (con la loro sponsor Samanta Duca, della Duca’) e, per gli organizzatori, il presidente Roberto Veglia, il vice presidente Augusto Grandi, la tesoriera Licia Grandi. Da parte sua, il presidente di Artaban ha portato i saluti epistolari dell’Ambasciatore di Costa d’Avorio Samuel Ouattara, del Console onorario del Mali in Padova Gianfranco Rondello (che esprimeva anche le felicitazioni dell’Ambasciatore Aly Coulibaly), della presidenza FIR.

Paolo Pensa ha detto che impiegherà la somma ricevuta nel consueto aiuto, a 360°, dei suoi atleti richiedenti asilo; Paolo Fornetti ha invece annunciato che riconsegnerà l’importo ad Artaban, perché lo investa – a nome suo e dei giovani immigrati – nella realizzazione di un pozzo in Africa: “Una méta per la vita”.

Con l’app iThanks no allo spreco del cibo

Il 1 Ottobre 2020 a Milano, presso il Talent Garden Calabiana, iThanks è stata premiata come la startup italiana più innovativa, vincendo il premio di Atena Startup Battle, contest ideato e promosso da TMP Group e patrocinato dalla Commissione Europea

Tra gli altri esperti del settore che hanno partecipato sia come giudici che come sponsor, troviamo: Davide Maestri, Direttore Generale di TMP Group, Licia Garotti, partner dello Studio Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, Matteo Masserdotti, CEO di Two Hundred e Marco Di Pilla, Corporate Business Partner di Talent Garden; ed esperti nel campo dell’innovazione, tra cui: Amazon Web Services, Digital Magics, Google For Startups, The FabLab.

iThanks è l’app concepita a Torino che si pone l’obiettivo di automatizzare e quindi risolvere il problema dello spreco del cibo nei supermercati, aiutando nel difficile e minuzioso compito del controllo delle scadenze.
I vantaggi che porta sono molti, tra i quali, ridurre i tempi di controllo e migliorare le prestazioni generali del punto vendita, ridurre lo spreco del cibo e quindi la CO2 eventualmente prodotta dal cibo buttato. Inoltre è l’unica app che può restituire analytics precisi e specifici relativi agli scaduti.

I due creatori di iThanks sono Marco Cartolano, CEO e co-founder con decennale esperienza nel settore GDO e direttore di filiale, e Andrea Gasco, CTO e co-founder con altrettanta esperienza nel settore GDS elettronica e in quello informatico.

I due giovani fondatori hanno come obiettivo innovare e automatizzare il settore della GDO e contrastare lo spreco del cibo, aiutando i negozi e il pianeta con una soluzione innovativa che unisca tecnologia ed ecologia: quindi una soluzione eco tech.

Fondazione Somaschi Onlus rafforza il servizio di SocialHousing

Una Casa per Tutti, per famiglie in difficoltà grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo

            Un progetto di accompagnamento all’autonomia per persone e famiglie in difficoltà basato su azioni concrete, mirate a fortificare le competenze necessarie per un’indipendenza “vera”: ricerca di una casa, di un lavoro e gestione finanziaria.

            È questo l’obiettivo di “Una Casa per Tutti”, sperimentazione che Fondazione Somaschi Onlus sta avviando in questi giorni con gli ospiti del “SocialHousing Le Case in Prestito” di San Mauro Torinese dedicato all’accoglienza di individui e nuclei familiari in situazioni di forte disagio socio-economico. Si tratta in tutto di 9 appartamenti: 8 sul territorio di San Mauro Torinese (di cui 6 presso la comunità religiosa dei Padri Somaschi Villa Speranza), più uno a Castiglione.

            “Una Casa per Tutti” è un progetto innovativo reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Abitare il cambiamento”. Il contributo erogato, pari a 19.500 euro, andrà a coprire una parte del costo di attività che favoriranno l’emersione degli ospiti dalla condizione di fragilità. Queste risorse sosterranno inoltre la spesa di efficientamento energetico dell’ala di Villa Speranza dedicata all’housing sociale, permettendo un risparmio immediato del 30-40% sui costi di gestione che verrà così reinvestito per sostenere il progetto.

            Finora il SocialHousing di Fondazione Somaschi ha accolto oltre 35 nuclei familiari, con una permanenza media di circa 18 mesi. L’obiettivo di ogni percorso di accoglienza, guidato dall’equipe multidisciplinare della Onlus, è che ogni nucleo possa ritrovare l’energia necessaria a raggiungere la piena autonomia lavorativa e abitativa, ma per la maggior parte di loro è un risultato molto difficile da ottenere.

            Terminato il percorso, infatti, solo poche famiglie riescono ad accedere al mercato libero della casa perché faticano a raggiungere una solida capacità reddituale da lavoro o mancano di garanzie sufficienti a procurarsi un contratto d’affitto.

            Da questa evidenza nasce il progetto “Una Casa per Tutti”, come spiega Roberta Baglioni, responsabile del servizio SocialHousing di Fondazione Somaschi a San Mauro Torinese: “Abbiamo capito che era necessario da un lato potenziare l’attività per la stabilità lavorativa degli ospiti, dall’altro soffermarsi sui problemi riscontrati per il reperimento di abitazioni sul mercato libero. Il rallentamento determinato dalla pandemia ci ha permesso di mettere a fuoco le azioni necessarie per condurre la sperimentazione e ora siamo pronti a partire insieme ai nostri partner di progetto: Città di Torino e di San Mauro Torinese, C.I.S.A., Associazione CONSAF, Consorzio Sociale Abele Lavoro, Centro per l’Impiego di Settimo Torinese.

            La lista dei primi 9 candidati che usufruiranno di azioni di orientamento al lavoro e tirocinio presso aziende intenzionate ad assumere è già pronta. La collaborazione con le agenzie per il lavoro permetterà di partire entro l’anno con i più giovani per proseguire a inizio 2021 con coloro che rientrano tra i beneficiari del “buono servizio al lavoro disabili”, per persone in categoria protetta L.68/99, e del “buono servizio al lavoro disoccupati”, per disoccupati over 30.

La formazione professionale riguarderà diversi ambiti, scelti in base ai profili dei candidati.

            “Per aiutare le famiglie ad accedere al mercato libero della casa – aggiunge Baglioni – avvieremo una vera e propria attività di matching con i proprietari di immobili accatastati a San Mauro Torinese e comuni limitrofi o sul territorio di Torino nord-ovest. Per questo ci avvarremo del supporto di professionisti qualificati in questo ambito, con competenze specifiche in materia tributaria e fiscale a favore dei locatori. Inoltre avvieremo uno sportello di ascolto e consulenza specifico per l’educazione finanziaria a disposizione degli ospiti che devono far fronte in modo autonomo e sostenibile alle spese di ingresso, trasloco e cauzioni”.

Sicurezza e abilità, Clerico vince tra i giovani macellai

E’ il torinese Roberto Clerico, classe ’89, ad aggiudicarsi il premio Eurocryor “Sicurezza alimentare e abilità tecnica” nel corso della tappa di Torino del Campionato Italiano Giovani Macellai under 35 organizzato da federcarni con APM-associazione provinciale macellai di Torino.


Il premio è stato riconosciuto da Eurocryor, brand del gruppo Epta specializzato in vetrine refrigerate per arredi di prestigio, Partner ufficiale del Campionato.

Roberto Clerico (Borello supermercati) è  un giovane macellaio estroverso e meticoloso aperto al confronto con il suo team, sempre alla ricerca di nuove preparazioni da proporre ai suoi clienti. La professionalità e la creatività che lo contraddistinguono lo portano a trasformare semplici tagli di carne in vere e proprie opere d’arte.


Durante l’evento di Torino infatti ha potuto sfoggiare alcune di queste opere come, l’arista di suino in bella vista con cuore di caprino,prosciutto crudo di Parma e granella di pistacchio di Bronte o il lingotto di girello di vitellone farcito con robiola, caco mela, nocciole e caffė.

Tra i suoi obiettivi professionali, spicca la sua volontà di avvicinare ed insegnare ai ragazzi giovani questo antico mestiere che lui riesce ad interpretare in   una chiave moderna e affascinante.

Telecamere contro l’abbandono dei rifiuti

Partirà nei prossimi giorni il progetto sperimentale avviato dal Comune di Torino, in collaborazione con Amiat Gruppo Iren e la Polizia Municipale di Torino, per cercare di contrastare il fenomeno degli abbandoni su suolo pubblico attraverso nuovi sistemi di videosorveglianza collocati in alcune aree della città.

Il progetto prevede, nello specifico, l’installazione iniziale di 3 videocamere e la valutazione sull’uso di eventuali fototrappole, per riuscire a intercettare le utenze che violano il Regolamento di Gestione dei Rifiuti del Comune di Torino, conferendo in maniera illegale rifiuti sul territorio. L’abbandono di rifiuti su suolo pubblico, oltre ad arrecare danno al decoro urbano della città, è un illecito amministrativo e i trasgressori sono punibili con sanzioni pecuniarie.

Le telecamere saranno posizionate in zone particolarmente problematiche tra Aurora e area Spine e serviranno a riconoscere e sanzionare tutti coloro che scaricano dentro o fuori dai cassonetti materiale non autorizzato.

La scelta di utilizzare due possibili tecnologie diverse (videocamere e fototrappole) è data dalle differenti necessità e caratteristiche delle zone interessate dal controllo e permetterà di testare e verificare il metodopiù efficace per contrastare il fenomeno.

Sempre nell’ottica di evitare l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico e, in generale, per contrastare gli errati conferimenti, è stato costituito anche un gruppo di una decina di controllori ambientali, che si muoveranno su tutto il perimetro cittadino, concentrandosi nelle zone con maggiore criticità. I controllori avranno il compito diverificare i corretti comportamenti e segnalare le anomalie rilevate, per consentire la successiva fase di accertamento ed eventuale sanzionamento.

Si ricorda infine che Amiat da anni fornisce un servizio di ritiro rifiuti ingombranti, completamente gratuito: basta prenotare telefonando al numero verde del Customer Care Amiat 800.017277 o compilando il relativo form sul sito www.amiat.it. In alternativa tali rifiuti possono essere gratuitamente portati presso uno dei 7 Centri di Raccolta Amiat presenti sul territorio torinese.

Coronavirus e malainformazione

Stupore, incredulità, rabbia, impotenza. La propagazione del Coronavirus in Italia ha scatenato un forte disordine mentale e fisico anche nella divulgazione delle notizie.

Ci sono stati alcuni giornali, telegiornali e soprattutto social media che hanno contribuito a diffondere il terrore tra la gente.Pensate anche ai tanti falsi audio e video arrivati via whatsapp nei nostri cellulari.Oggi più che mai, inoltre, le persone sentono il bisogno di informarsi e perciò sono molto attente alle notizie e agli aggiornamenti che ne danno i mass-media ed anche i vari social network.Il  ruolo istituzionale del governo racchiude in sé il preciso dovere di tutelare la collettività e gestire le necessità di questa: dobbiamo ammettere che ci stanno provando, con misure che tentano di evitare, o quantomeno rallentare, i contagi. E l’unica speranza per limitare il contagio è proprio quella di adottare i comportamenti e le precauzioni disposte e raccomandate dal Governo.


Abbiamo anche visto reporter, opinionisti, presentatori televisivi, attori, attrici, campioni dello sport dare la propria opinione sul Coronavirus senza avere le competenze, gettando nel panico i telespettatori e radioascoltatori. Eppure, nonostante tutto, tra la gente c’è chi gli ha dato credito. Ma questo è il momento di attenerci a quanto dice il ministero della Salute per evitare la rapida circolazione false credenze, notizie e voci infondate e non verificate.

Vincenzo Grassano

Mobilità sostenibile, aperto il bando per i cittadini

Dal 28 la presentazione delle domande di contributo ai cittadini piemontesi per l’acquisto di veicoli, ciclomotori, motocicli, a basso impatto ambientale, velocipedi e incentivi alla rottamazione senza l’obbligo di acquisto di un altro veicolo.

La Regione ha stanziato un milione e 660mila euro. Marnati: “Obiettivo: velocizzare il rinnovo del parco veicoli per migliorare la qualità dell’aria”

Aperto alle 9 del  28 ottobre lo sportello per la presentazione delle domande di contributo per lo sviluppo della mobilità sostenibile dedicato, per la prima volta, a privati, ovvero cittadini residenti in Piemonte o dipendenti di aziende con una sede operativa in Piemonte. Il bando, che ha una dotazione di 1.661.725,80 stanziati dalla Regione e che prevede la concessione di un contributo per la sostituzione di vecchi veicoli con nuovi a basso impatto ambientale, è articolato su quattro tipologie:

-acquisto di veicoli per il trasporto di persone, a fronte di rottamazione di veicoli a benzina fino a Euro 3 incluso, e diesel fino a Euro 5 incluso

-acquisto di ciclomotori o motocicli a trazione elettrica per il trasporto di persone, a fronte di rottamazione fino alla categoria Euro 3

-acquisto di velocipedi (biciclette e biciclette cargo anche a pedalata assistita)

– sostegno per la rottamazione di veicoli senza obbligo di acquisto di altro veicolo, benzina o diesel fino a Euro 3 incluso.

I contributi sono a fondo perduto e cumulabili con altri incentivi. Per l’acquisto di auto vanno da 2.500 euro a 10.000 euro, calcolati sulla base delle emissioni; per i ciclomotori o motocicli elettrici da 2.000 a 4.000 euro. Per quanto riguarda i velocipedi i contributi vanno da 150 euro per una bicicletta a 1.000 euro per bicicletta cargo per trasporto persone a pedalata assistita. Ammonta invece a 250 euro il contributo per la rottamazione, senza ulteriore acquisto di altro veicolo.

Un bando che ha la precipua finalità di  “velocizzare il rinnovo del parco veicoli piemontese – spiega l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – per migliorare le emissioni in atmosfera”.

Per presentare le domande, coloro che intendono richiedere il contributo devono essere in possesso del certificato di identità digitale (Spid) o della carta di identità elettronica o di un certificato digitale. Le domande possono essere inviate via internet a partire dalle 9 del 28 ottobre e fino alle 12 del 30 aprile 2021, salvo comunicazioni di chiusura o sospensione connesse con la disponibilità delle risorse assegnate, compilando il modulo telematico disponibile sul sito www.sistemapiemonte.it/cms/privati/attivita-economico-produttive/servizi/861-bandi-2014-2020-finanziamenti-domande