ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 354

Luisella Fassino alla guida dell’Associazione degli Ordini e i Collegi Professionali

 Mercoledì 3 marzo si è tenuta l’assemblea elettiva della Consulta degli Ordini e dei Collegi Professionali per il rinnovo del Presidente per il biennio 2021/2023.  Succede a Bruno Sparagna (Ordine Medici Veterinari) per la prima volta una “quota rosa”, Luisella Fassino (Ordine Consulenti del Lavoro) che guiderà l’organismo associativo che riunisce tutte le professioni amministrative, giuridiche, tecniche e sanitarie della provincia di Torino, organizzate in Ordini.

La Consulta è un ente senza fine di lucro che opera a livello provinciale in conformità alle norme istitutive degli Ordini associati nel rispetto dell’autonomia di ciascuno e nella consapevolezza delle rispettive funzioni, al fine di coordinare la presenza istituzionale delle categorie professionali in considerazione dell’importanza del ruolo svolto dai professionisti nella vita economica e sociale del paese.

I professionisti in Italia sono 1,4 milioni, rappresentano il 6% degli occupati e contribuiscono al 12% del PIL nazionale. Anche negli anni in cui la crisi economica si è fatta maggiormente sentire, è stata l’unica categoria che ha continuato a crescere numericamente, rappresentando opportunità lavorativa a elevato valore culturale, alternativa alla fuga all’estero di giovani talenti, nella cui formazione la nostra società ha investito, ma a vantaggio di quei paesi in cui i giovani sono considerati una risorsa e non un problema.

Confluiscono nella Consulta gli Ordini e i Collegi professionali degli Agronomi e Dottori Forestali, Architetti, Assistenti sociali, Avvocati, Biologi, Chimici, Consulenti del Lavoro, Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, Farmacisti, Geometri, Giornalisti, Infermieri Ingegneri, Medici Chirurghi e Odontoiatri, Medici Veterinari, Notai, Ostetriche, Periti Agrari, Periti Industriali, Psicologi e Tecnici delle professioni sanitarie.

“Train d’union” per un nuovo servizio ferroviario

“Train d’Union”, un comitato spontaneo nato per promuovere la creazione di un nuovo servizio ferroviario tra Nord Europa e Sud della Francia, con un ruolo centrale per Torino

 

“Per promuovere un nuovo progetto infrastrutturale a livello europeo è stato costituito un comitato spontaneo – spiega l’ingegnere torinese Luca Valzano, di cui è vicepresidente  e coordinatore del comitato tecnico scientifico – dal nome evocativo “Train d’Union”. Questo comitato si sta adoperando a favore della creazione di un servizio ferroviario tra il Nord Europa e il Sud della Francia, che sia passante da Torino e che consentirebbe la riapertura di alcune tratte sospese quali la Santhia’-Arona e la cosiddetta Ferrovia delle Meraviglie, che è anche patrimonio del FAI, la Cuneo- Nizza (divenuta  molto importante e preziosa dopo la frana verificatasi sul colle del Tenda nell’ottobre del 2019)L’iniziativa proposta vuole porre rimedio alla crescente marginalità in cui versano il Piemonte e, soprattutto, il suo capoluogo regionale, Torino, ritenendo che la nostra città potrebbe, invece, assumere un ruolo fondamentale quale crocevia della rete dei trasporti transeuropei TEN-T”.

“Se venisse interessata dell’attraversamento di un asse verticale Nord Sud europeo – precisa l’ingegner Luca Valzano Torino diventerebbe un nodo molto importante, acquistando quella centralità che, invece, le politiche nazionali e comunitarie paiono affidare all’area centrale dell’Italia settentrionale e a Milano, comenaturale completamento delle tratte ferroviarie svizzere. Il recupero della tratta CuneoNizza diventa imprescindibile da un ripensamento della complessiva tratta transeuropea.

Il comitato è sorto su iniziativa di Bruno Lanteri Liano’, membro dell’Associazione culturale “A Vastera” che riunisce la comunità brigasca che vive nella zona al confine italofrancese, tra Liguria e Piemonte, e della  regione Provence-Alpes-Cote d’Azur. Si tratta di una comunità che risulta esemplare della collaborazione transfrontaliera tra territori; l’associazione A Vastera, che sostiene il progetto della tratta transfrontaliera, si è sempre adoperata per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni brigasche, intese come insieme di beni materiali e culturali tramandati dagli antenati”.

“Il comitato Train d’Union’ – precisa l’ingegnere Luca Valzano – è  nato raggruppando inizialmente  comunità di cittadini italiani e francesi sensibili alle esigenze economiche del territorio, accanto a realtà associative attente ai valori culturali e ambientali,  per porre rimedio all’isolamento infrastrutturale in cui versa il Piemonte. Per ottenere ciò  si è  pensato di promuovere un asse ferroviario che, partendo dalla Riviera francese, attraverso la Liguria di Ponente, Piemonte e Svizzera, potesse unire il bacino mediterraneo con la Germania e le Regioni del Nord Europa. Ilcomitato Train d’Union” propone un sistema di mobilità sostenibile su  rotaia, nell’assoluto rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Oltre al potenziamento della tratta  Arona-Santhia’, questo collegamento ferroviario coinvolgerebbe la Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, interessando anche la regione meridionale della Francia, connettendo anche il Principaro di Monaco e la Liguria di Ponente, con un ruolo fondamentale assunto dallo scalo di Vado-Savona”.

“ Questo progetto -aggiunge l’ingegner Valzano – si distingue anche per la sua capacità interlocutoria trasversale ed è piaciuto a un consigliere regionale come Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Regione Piemonte, che si è iscritto al Comitato Train d’Union. Sarebbe assolutamente auspicabile che questo progetto fosse condiviso da tutte le forze politiche cittadine e regionali, in quanto si pone l’obiettivo del superamento del decentramento in cui versa sempre più Torino, oltre al fatto che risulterebbe un prezioso volano per la crescita economica dell’intero Piemonte”.

Mara Martellotta 

Assorbenti per l’8 marzo, campagna di Arci e Cgil

LA PROVOCAZIONE LANCIATA DA ARCI TORINO E CGIL TORINO

 

Assorbenti per l’8 marzo. E’ la provocazione, e insieme la campagna, lanciata dal Comitato Arci Torino e Cgil Torino per la festa della donna. Un’iniziativa, che parte domani, lunedì 8 marzo, e durerà un mese, dal titolo “Non sono beni di lusso!”. Permette di donare assorbenti, in primis, ma anche prodotti per l’igiene personale o per la pulizia della casa: beni che, di norma, non sono oggetto di donazione né sono attualmente presenti nei panieri di beni forniti dal Comune di Torino e del Banco Alimentare alle famiglie in difficoltà.

 

Su assorbenti, tamponi, coppetta mestruale le donne pagano l’Iva al 22%. Carne, birra o cioccolato l’hanno al 10%, come pure tartufo e merendine – che proprio indispensabili non sarebbero – come non lo sarebbero i francobolli da collezione e gli oggetti d’antiquariato. Gli assorbenti vengono considerati al pari delle automobili e dei televisori: non sono beni primari per lo stato italiano.

 

La campagna nasce sotto il grande cappello di Fooding, il progetto avviato nel 2018 da Arci Torino per affrontare il tema della povertà e delle disuguaglianze a partire dalla solidarietà alimentare: mense per persone senza dimora, recupero delle eccedenze alimentari e distribuzione di panieri solidali.
In questo caso, si vuole valorizzare la cultura del dono attraverso due punti di raccolta fisici: il Circolo Anatra Zoppa, in via Courmayeur 5, e la Camera del Lavoro di Torino di via Pedrotti 5. E’ prevista anche l’organizzazione di spese sospese: alcuni punti vendita daranno la possibilità ai clienti di donare prodotti che saranno destinati al progetto.

 

Come tutte le azioni di Fooding, la risposta a un bisogno materiale si accompagna a un obiettivo di sensibilizzazione: narrare come si strutturano le disuguaglianze nel nostro paese e richiamare l’attenzione sulla componente di genere. In Scozia, ad esempio, esiste l’accesso gratuito e universale ai prodotti per le mestruazioni. In Spagna, Grecia o Austria l’aliquota è al 10%. In Francia al 5,5%, in Irlanda l’Iva è allo 0%: parliamo di un bene che ha un impatto nell’economia delle famiglie e delle donne.

 

«E’ passato un anno dall’inizio della pandemia e dall’avvio di Torino Solidale. In questo anno abbiamo avuto modo di conoscere le famiglie e i loro bisogni  – afferma la coordinatrice di Fooding, Alice Eugenia GrazianoQuesta è la prima di una serie di raccolte straordinarie che lanceremo nei prossimi mesi per ampliare la varietà di beni che possiamo mettere a disposizione di chi beneficia del progetto. Siamo voluti partire dai beni per l’igiene personale e la pulizia della casa perché sono tra i beni più richiesti, dopo il cibo ovviamente, e abbiamo voluto mettere al centro di questa raccolta il tema degli assorbenti per ricordare come le crisi e le povertà colpiscano in modo diverso i generi».

 

«La Cgil di Torino ha deciso di partecipare a questo progetto con l’Arci perché accanto alla nostra azione di difesa dei diritti di chi lavora pensiamo che in un momento come questo sia fondamentale occuparsi dei bisogni delle persone in difficoltà,a partire da quelli primari – afferma la segretaria generale Cgil Torino, Enrica ValfrèUn modo concreto di essere solidali, tornando alle origini delle camere del lavoro, che erano anche luoghi di incontro e di sostegno alle necessità delle persone. Partiamo con questo progetto perché sostenere in particolare le donne e la loro dignità, proprio nel momento in cui la pandemia le penalizza di più e rischia di renderle più povere e più sole, è strategico per far ripartire in modo più giusto il paese».

Le cartoline di Poste Italiane per la Festa della Donna

-Poste Italiane celebra anche quest’anno la Festa della Donna dedicandogli una cartolina filatelica e un annullo speciale. Un’occasione unica per ogni collezionista o per chi, semplicemente, desidera ricordare in modo originale una giornata particolare, facendo dono della cartolina a una persona cara o inviando un messaggio a chi è lontano.

L’immagine della cartolina raffigura il volto di una donna contemporanea che si affaccia al Terzo Millennio, adornata da fiori avvolti in un gioco di luminosi colori.

Il prodotto filatelico sarà disponibile dal 4 all’11 marzo nei  19 uffici postali con sportello filatelico della provincia di Torino oltre che nei dieci “Spazio Filatelia” del territorio nazionale, insieme all’annullo speciale rettangolare dedicato, che dovrà essere utilizzato esclusivamente in abbinamento al bollo con datario mobile.

Poste Italiane è un’azienda con una presenza femminile molto alta nella sua forza lavoro anche in provincia di Torino: la grande attenzione che da sempre l’Azienda rivolge a tematiche come la parità di genere ha portato a registrare 233 uffici “rosa”, dove cioè la presenza dei propri dipendenti è quasi interamente al femminile, soprattutto nei ruoli di responsabilità.

Arriva il bando per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese

L’Assessore Tronzano “sostegno alle Pmi che operano per la prosecuzione e il rilancio dell’attività di impresa”

 

E’ stato approvato con determina n.74 del 3 marzo il bando che riguarda i Contributi a sostegno della capitalizzazione delle piccole e medie imprese”. La misura attivata con delibera di giunta a seguito di confronto con la terza commissione consigliare, vedrà l’avvio dello sportello il prossimo 29 marzo alle ore 9.

L’intervento, finanziato complessivamente con un milione di euro per una potenziale platea di circa 30 imprese beneficiarie, è rivolto alle aziende del settore manifatturiero, delle costruzioni e dell’informatica.

Sono previsti contributi a fondo perduto di valore massimo pari a 62.500 euro per l’aumento di capitale delle società che effettueranno un’operazione di aumento di capitale (da un minimo di 50.000 euro fino a un massimo di 250.000).  Lo strumento di sostegno prevede il 30% di contributo per aumenti di capitale compresi tra 50.000 e 150.000 euro, il 25% per aumenti di capitale compresi tra 151.000 e 250.000.

Possono accedere alla misura le pmi piemontesi in possesso di alcuni requisiti, tra i quali: siano imprese di capitali, siano costituite da almeno un anno e con un bilancio chiuso e approvato, abbiano la sede di investimento attiva e operativa in Piemonte.

L’intervento – conferma l’Assessore alle attività economiche e produttive Andrea Tronzano – è volto a dare un sostegno alle Pmi che in questo modo operano per la prosecuzione e il rilancio dell’attività di impresa puntando su investimenti, sviluppo e consolidamenti.

Donne multitasking: impresa, associazionismo, famiglia

In occasione della Festa della Donna, l’8 marzo, la Sezione di Torino dell’UCID promuove una web conference 

 

8 marzo, una data simbolica che coincide con la festa della donna e che l’UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti del Piemonte, ha deciso di condividere organizzando una serata di confronto e testimonianza sul tema dell’imprenditoria femminile sul territorio.
L’incontro, che si terrà in webconference lunedì 8 marzo prossimo alle 21, sulla piattaforma di Google Meet, avrà come titolo “Donne multitasking: impresa, associazionismo, famiglia”.
L’evento è organizzato dall’UCID Sezione di Torino in collaborazione con AIDDA Piemonte e Valle d’Aosta (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda). A introdurre l’incontro sarà il Consigliere e Vicepresidente dell’UCID Marco Lazzarino, e a moderare gli interventi sarà Mariapia Valperga Milanesio, Consigliere UCID della Sezione di Torino.
Parteciperanno all’incontro con le loro rispettive testimonianze Giorgia Garola, Ceo di SCAM srl e Vicepresidente AMMA, e Patrizia Paglia, Amministratore Delegato di un gruppo di società del Settore Automotive e Presidente Confindustria del Canavese. Proporranno la loro esperienza di donne imprenditrici e di mamme, impegnate nell’associazionismo e nello sviluppo territoriale.
Giorgia Garola è anche coordinatrice di Yes4TO, Vicepresidente di CEIP, membro di Giunta della Camera di Commercio di Torino e Vicepresidente dell’AMMA. Appassionata del mondo associativo, coinvolta nelle progettualità del territorio, è anche moglie e madre. Da due anni, oltre ad essere CEO di SCAM, azienda che dal 1930 progetta e produce impianti termotecnici, ha avviato una start up nell’ambito della consulenza e dei servizi alla famiglia.
Patrizia Paglia è anche Membro dell’Advisory Board UniCredit e del Consiglio della Camera di Commercio di Torino, anche lei moglie e madre.

Mara Martellotta

UCID Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti
Corso Palestro 14
www.ucidtorino.it

I bimbi delle elementari imparano a fare impresa

Si è conclusa nella scuola Italo Calvino la  prima edizione di “Impresa… Elementare!”, il progetto ideato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino con un programma di 24 lezioni per imparare a  far diventare realtà i propri sogni. Da subito la seconda edizione alla scuola Collodi di Torino… Covid permettendo. 

 

 Utilizzo del denaro, nozioni di finanza, identità e obiettivi dell’imprenditore, come si definiscono clienti e competitor, cos’è la negoziazione, come gestire le risorse ambientali, cos’è in coding e infine come si possono realizzare i proprio sogni in ambito aziendale.

Sono tutti argomenti oggetto delle 24 lezioni, definiti “game”, affrontati dai bambini di 3° e 4° elementare della scuola Italo Calvino di via Zumaglia a Torino, che lo scorso 3 marzo hanno completato il programma di “Impresa… Elementare!”, il progetto ideato e organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e Banco Azzoaglio, con il patrocinio del Comune di Torino e con il supporto tecnico di alcune aziende partner, per far sviluppare e accrescere nei bambini dai 6 agli 11 anni, attraverso attività ludiche e di ragionamento, alcuni concetti basilari e capacità imprenditoriali utili e necessari nella loro vita professionale.

Era il 19 dicembre del 2019 quando è iniziato il primo game e per la prima volta i giovanissimi alunni hanno potuto apprendere le nozioni e i concetti propedeutici all’attività imprenditoriale direttamente dai protagonisti del settore, giocando, sperimentando, confrontandosi e ragionando in team. Poi al quarto “game” l’inevitabile stop dovuto al dilagare della pandemia.

A un anno e mezzo da quella prima lezione si è chiusa questa esperienza che ha lasciato nei bambini tanto entusiasmo e l’immenso desiderio di lanciarsi presto nel mondo delle imprese: chi vuole fondare un’agenzia di investigatori privati, chi punta a un’azienda che produce videogiochi educativi per tutte le età, chi sogna di diventare un documentarista e realizzare filmati con animali selvaggi, e chi, infine, vuole creare una casa di produzione cinematografica.

Si è conclusa questa bella esperienza, nuova per tutti, di far emergere ed estrapolare dai bambini delle elementari quelle attitudini e competenze che già hanno: il problem solving, la negoziazione, la creatività, lo spirito d’iniziativa, la capacità decisionale, il lavoro in team, attraverso attività ludiche da svolgere in classe. La loro risposta è stata entusiasmante e ci ha davvero resi felici e soddisfatti dell’impresa. La grande novità è stata inserire nel programma alcuni concetti di base dell’educazione finanziaria, come per esempio comprendere il denaro, il suo uso e funzionamento, che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione di esperti del Banco Azzoaglio”.

Alberto Lazzaro, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’U.I. Torino

 

“È stato un onore venire coinvolta nel progetto del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino ideato in via sperimentale per i bambini delle elementari. Prender parte attivamente alla divulgazione della cultura finanziaria è da sempre per il Banco Azzoaglio un focus di grande importanza per garantire ai giovani la conoscenza necessaria per entrare nel mondo dell’imprenditoria e del lavoro, con la consapevolezza di poter essere imprenditori sia di se stessi che di un’impresa. E’ motivante accompagnare i più piccoli lungo il percorso per la creazione dei loro sogni, con positività e fiducia nelle loro aspirazioni.”

Elena Ramondetti Banco di Credito P. Azzoaglio Spa

Il programma di questa prima edizione si è concluso dopo 24 lezioni tenute dai Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino e concordate insieme con il Dirigente dell’Istituto, che non ha dovuto sostenere alcun costo per la partecipazione. Il programma della seconda edizione prevede da subito l’avvio di un nuovo ciclo di game presso la scuola Collodi di Torino e vuole rappresentare per i nuovi bambini proprio ciò che un imprenditore fa quotidianamente nella propria azienda, puntando al perfezionamento continuo delle sue competenze e di quelle dei suoi collaboratori e al miglioramento degli ambienti interni condivisi dai dipendenti. Ma perché riparta il progetto dovranno essere aperte le scuole e dipenderà inevitabilmente dall’andamento del contagio da Covid.

Mobilità sostenibile, approvato il piano regionale per la sostituzione dei bus inquinanti

112 milioni di euro destinati alla Regione per il rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico locale su gomma. Marnati: “Prosegue senza sosta la lotta per migliorare la qualità dell’aria”. Gabusi: “Una risposta concreta per gli obiettivi di mobilità e sostenibilità”.

112 milioni di euro: sono le risorse della Regione Piemonte, provenienti da diverse fonti di finanziamento, per rinnovare il parco dei mezzi del trasporto pubblico locale su gomma. Risorse che, unitamente a quelle destinate ai singoli Comuni e alla Città metropolitana di Torino con i fondi ministeriali del piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, portano il totale a 186 milioni di euro. Un percorso avviato nel luglio scorso

Ieri la Giunta ha approvato il programma regionale degli investimenti che, nell’arco temporale 2021-2023, permetterà la sostituzione stimata di 573 mezzi che andrebbero ad aggiungersi ai circa 286 acquistati dai Comuni e Città Metropolitana con i fondi ministeriali del piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, portando così alla sostituzione di 859 mezzi della flotta regionale del trasporto pubblico.

Da una prima stima, si valuta che il progetto consentirà una riduzione di emissioni in atmosfera pari a 573 tonnellate all’anno per gli ossidi di azoto, e 13 tonnellate all’anno di Pm10.

Il programma di rinnovo dei mezzi pubblici va in direzione di una sempre maggiore sostenibilità. All’orizzonte del 2023 non vi saranno più autobus circolanti di classe ambientale inferiore ad Euro 3. Gli autobus di categoria Euro 3 passeranno da 791 a meno della metà (337), mentre i veicoli ecologici, con motorizzazione Diesel Euro 6 o lbrida E6, elettrici o a metano risulteranno il 57% del totale. Il 26% della flotta sarà comunque costituito da autobus Euro 5.

“La misura per la rottamazione degli autobus inquinanti – commenta l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – è il frutto di un grande lavoro di squadra tra le direzioni ambiente e trasporti con l’obiettivo principale di combattere l’inquinamento prioritariamente nelle città. Le cospicue risorse permetteranno la sostituzione di centinaia di autobus vecchi e pesantemente inquinanti. Prosegue senza sosta la lotta per il miglioramento della qualità dell’aria”.

Un’esigenza, quella della sostituzione dei mezzi, dettata non solo dalla vetustà della flotta piemontese, che è caratterizzata da un’età media piuttosto elevata, ma anche dalla inderogabile necessità di migliorare la qualità dell’aria con la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera.

“Siamo finalmente nelle condizioni – sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi – di poter dare una risposta concreta alle esigenze di mobilità e protezione dell’ambiente che una regione moderna deve necessariamente avere. Siamo riusciti a sbloccare fondi che erano fermi da anni e abbiamo lavorato ad un sistema di reperimento delle risorse da più fonti che sta funzionando bene e che ci consente di guardare avanti con sicurezza anche in un periodo difficile come quello attuale”.

Contribuiscono infatti a questo finanziamento il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014- 2020 del Ministero dei Trasporti, il Fondo per le Regioni del Bacino Padano 2018 2022 del ministero dell’Ambiente, e risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile e dal decreto interministeriale n. 223/2020.

Dei 2.660 bus necessari a garantire il servizio attualmente circolanti in Piemonte, 1.396 sono sulla rete interurbana, 1264 sulla suburbana, con un’età media, per entrambe le tipologie, di 10 anni e mezzo; di queste 1.123 sono diesel con omologazione ambientale fino all’euro 4 compreso (42%), 1.177 unità diesel con omologazione ambientale successiva all’euro 4 (44%) e 360 unità con alimentazioni ecologiche (metano, elettrico, altro che rappresentano il 14%).

La Regione: “Non diminuiscono i fondi per le politiche sociali”

“Per il 2021 siamo faticosamente riusciti a raggiungere il traguardo di non ridurre in alcun modo, rispetto al 2020, i fondi strategici relativi alle politiche sociali, alla domiciliarità, all’assistenza dei malati psichiatrici, agli anziani non autosufficienti, ai disabili e le somme relative al fondo indistinto. Ciò malgrado le difficoltà, anche finanziarie, causate dal Covid”. Lo ha annunciato l’assessore Chiara Caucino in Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco.

La Commissione, a maggioranza, ha espresso parere consultivo favorevole al Disegno di legge 129 “Bilancio di previsione finanziario 2021-2023″, relativamente alle materie di competenza.

“Abbiamo aggiunto 1 milione – ha precisato Caucino –  per valorizzare i beni invenduti e intensificare la lotta allo spreco alimentare soprattutto per potenziare la rete per stoccare e distribuire gli alimenti e i fondi destinati ai ristori per le Rsa e a chi presta servizi sanitari e sociosanitari previsti dalla legge da poco approvata in Aula”. “All’appello mancano ancora le previsioni di spesa che arriveranno dai trasferimenti statali e i fondi europei. Su alcune voci abbiamo dovuto ridurre, ma non abbiamo usato la logica dei tagli lineari e contiamo di poter recuperare almeno qualcosa in fase di assestamento”, ha concluso Caucino.

Nel corso del dibattito Monica Canalis (Pd) ha apprezzato la volontà di non sacrificare voci decisamente importanti e ha evidenziato la necessità, pur avendo aggiunto 4 milioni di euro per la fragilità sociale, di tornare alla spesa storica, pari a 55 milioni. Rispondendo a Daniele Valle (Pd) Caucino ha sottolineato che il fondo per le non autosufficienze e per i progetti di vita indipendente ammonta, nel complesso, a oltre 45 milioni di euro.

Nella seduta di Commissione di lunedì 1 marzo l’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha invece illustrato il bilancio di previsione per la Sanità.

“Si tratta di un documento ancora in fieri – ha premesso – perché al momento sono stati attribuiti in minima parte i finanziamenti extra fondo vincolato del Ministero della Salute e la quota vincolata del Fondo sanitario nazionale da parte del Ministero dell’Economia, che arriveranno nel corso dell’anno. Nel 2020, i primi ammontarono a oltre 84 milioni di euro, i secondi a circa 352 milioni. La stessa difficoltà nel quantificare le voci è inoltre presente per i fondi Ue e per il ‘payback’ sul rimborso dei farmaci”.

“Il fondo sanitario indistinto – ha aggiunto – è stato iscritto prudenzialmente come lo scorso anno intorno agli 8,5 miliardi di euro, mentre le spese regionali si attestano per il 2021 a 28,1 milioni di euro, di cui 10 milioni per l’indennizzo degli emotrasfusi”.

Rispondendo al vicepresidente Domenico Rossi (Pd) sul finanziamento delle borse di studio per la formazione dei medici specialistici, Icardi ha rinnovato alla Commissione la proposta di iniziare un percorso per “studiare un meccanismo che soddisfi pienamente il fabbisogno del Piemonte a partire dalle coperture statali e degli enti privati”.

Francesca Frediani (M4o) ha spiegato che i fondi regionali per l’indennizzo degli emotrasfusi “dovrebbero essere di provenienza statale, ma da un paio d’anni non vengono erogati”.

Rispondendo a Diego Sarno e Valle (Pd) in materia di edilizia sanitaria, l’assessore ha annunciato che “nel nuovo Dpcm sugli ospedali finanziati a livello nazionale dall’Inail, al Piemonte, che in passato è stato forse un po’ penalizzato, verrà data una certa importanza”.

Domenico Ravetti (Pd) ha infine risposto che il bilancio non prevede al momento “costi relativi alla futura Azienda Zero perché la sua realizzazione deve ancora affrontare l’esame della Commissione e dell’Aula”.

“L’enigma del neurone giovane”

Il  nuovo libro in cui il ricercatore Luca Bonfanti indaga il mondo della plasticità cerebrale attraverso una narrazione avvincente

 

Si intitola ‘”L’enigma del neurone giovane “ il nuovo libro di recente dato alle stampe dal professor Luca Bonfanti , pubblicato dalla storica casa editrice Dedalo, nella collana “Le grandi voci”.
Professore di Anatomia al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, Luca Bonfanti è anche ricercatore al “Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi” ed è stato tra i primi a studiare la genesi dei neuroni in un cervello adulto. Da oltre venticinque anni si occupa di indagare sulla plasticità del cervello e sulle sue cellule staminali e, più recentemente, è stato tra gli scopritori di un nuovo tipo di cellule ‘giovani’: i neuroni immaturi.

“Questo libro – spiega il Professor Luca Bonfanti – mi è stato chiesto dalla casa editrice Dedalo, che un anno e mezzo fa ha creato la collana intitolata “Le grandi voci della cultura italiana”, comprendente una serie di lectio magistralis realizzate da studiosi appartenenti a discipline diverse, che fossero libri di meno di un centinaio di pagine. Ho così deciso di affrontare il tema dei “neuroni giovani “, che esistono in diverse forme, generate ex novo e non. Ricerche recenti hanno evidenziato importanti differenze tra la specie umana e alcune altre specie animali, quali i topi, rivelando come forse abbiamo “scelto” i diversi tipi di plasticità nel corso dell’evoluzione”.

“Per catturare l’attenzione del lettore – spiega il professor Bonfanti – ho inserito nella narrazione del libro le accese controversie tra scienziati di correnti opposte, che attribuiscono l’esistenza dei neuroni giovani nell’uomo per l’intera vita o soltanto in età giovanile. Nell’arco di circa trent’anni sono stati prodotti nel campo di questa disciplina circa undicimila lavori scientifici. In questo libro, in cui, a tratti, la storia sembra assumere i toni di un thriller, conduco il lettore alla scoperta degli enigmi che gli scienziati stanno cercando di risolvere sulla complessa materia della plasticità cerebrale, illustrando come la ricerca stia compiendo passi davvero importanti tra intrighi e scoperte rivoluzionarie. L’ambizione da parte delle neuroscienze è, infatti, quella di rispondere al dilemma se potremo riuscire in futuro a mantenere giovane il nostro cervello, mantenendo a lungo l’immaturità di alcune cellule o trovando addirittura dei “neuroni di ricambio”.
Ovviamente non possiamo rivelare qui la soluzione dell’enigma.

Mara Martellotta