ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 352

Online la cerimonia del Premio Odisseo

E’ promosso dal CDVM: lunedì 14 giugno

Si svolgerà in modalità online, lunedì 14 giugno prossimo alle 17, ma con un programma attrattivo e dinamico, la cerimonia di Premiazione del Premio Odisseo 2020, sviluppatosi nel contesto della pandemia da Covid 19, che ne ha allungato i tempi e influenzato le stesse modalità di svolgimento.

La cerimonia verrà introdotta da Gianluigi Montresor, Presidente onorario del Premio, e da Antonio De Carolis, Presidente del CDVM ( Club Dirigenti Vendite e Marketing dell’Unione Industriale di Torino), organismo creatore della manifestazione dal lontano 2005.

La narrazione condurrà a conoscere meglio le dodici aziende finaliste e i sei artisti che hanno creato le opere esclusive che saranno consegnate come premio. Alla fine verranno proclamate le sei aziende vincitrici e il loro abbinamento con gli artisti.

L’evento costituirà una gradevole occasione di incontro e di socializzazione promosso da un gruppo di professionisti d’impresa che desiderano, sin dalla loro nascita, valorizzare la cultura del marketing e delle vendite, in questo caso una cultura affiancata dall’espressione artistica quale frutto di un unico talento.

Il Premio Odisseo è nato nel lontano 2005 in seno al Club Dirigenti Vendite e Marketing dell’Unione Industriale di Torino, con l’obiettivo di valorizzare imprese operanti sul territorio. Viene, infatti, assegnato ad aziende e enti operanti sia in Piemonte sia in Valle d’Aosta, capaci di innovare con originalità  e creatività,  in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’edizione 2020 del Premio Odisseo, seguendo una lunga tradizione, si propone di premiare la creatività  d’impresa con un’opera d’arte contemporanea, con l’obiettivo di motivare le aziende ad essere un esempio di eccellenza sul territorio, insomma “ad essere come Odisseo, eroe e al tempo stesso un uomo concreto, ma sognatore, individualista ma anche capace di fare squadra, un mito cui tutti noi aspiriamo a somigliare”.

Il Premio Odisseo suggerisce nel suo stesso nome l’associazione tra l’originale dicitura in greco antico e le nuove sfide che siamo chiamati ad affrontare all’inizio del nuovo millennio, fatto che costituisce una vera e propria provocazione tra classicità e innovazione, antico e moderno, tradizione e sperimentazione.

Mara Martellotta 

Quaglia presidente del comitato di supporto Cdp

Il Comitato di Supporto di Cassa Depositi e Prestiti – di cui le Fondazioni di origine bancaria sono azioniste per il 15,93% – sarà guidato fino al 2023 da Giovanni Quaglia, Presidente della Fondazione CRT e dell’Acri Piemonte.

 

La riconferma unanime del Presidente, in linea con la designazione da parte dell’Assemblea delle 62 Fondazioni azioniste, è avvenuta stamane durante la riunione di insediamento del Comitato alla presenza del Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini e del neo Amministratore Delegato e Direttore Generale Dario Scannapieco, che sono intervenuti per sottolineare la rilevanza del Comitato di Supporto nella funzione di raccordo con i territori per il tramite delle Fondazioni azioniste.

 

Insieme al Presidente Quaglia fanno parte del Comitato di Supporto altri 8 rappresentanti di Fondazioni: Konrad Bergmeister (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano), Marcello Bertocchini (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca), Michele Bugliesi (Presidente Fondazione di Venezia), Paolo Cavicchioli (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Modena), Cristina Colaiacovo (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia), Giovanni Fosti (Presidente Fondazione Cariplo), Rossella Paliotto (Presidente Fondazione Banco di Napoli), Giovanni Toffoli (Vicepresidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo).

 

Il Comitato di Supporto, previsto dall’art. 22 dello Statuto di CDP, ha funzione di analisi e approfondimento degli investimenti e delle operazioni societarie di rilievo effettuate dal Cda.

 

Sostegno all’innovazione dei territori e delle imprese, interventi di rigenerazione urbana e di recupero delle aree dismesse, progetti di social housing ampio al servizio delle persone: sono i tre principali ambiti in cui il Comitato di Supporto, consolidando la propria funzione di raccordo tra le Fondazioni azioniste e CDP, proporrà e promuoverà progettualità congiunte e nuove opportunità di investimento di ‘capitali pazienti’ per innescare i necessari meccanismi virtuosi di crescita e sviluppo del Paese dopo la pandemia, in linea con le priorità del Recovery Plan”, ha dichiarato il Presidente del Comitato di Supporto di CDP Giovanni Quaglia, che ha dato il benvenuto ai nuovi componenti e ringraziato gli uscenti.

Comune di Valenza e Banco Bpm, siglato l’accordo

DAL PIEMONTE  Il Comune di Valenza, nella persona del Sindaco Maurizio Oddone e il Banco PPM, rappresentato da Marina Milanesio e Luigi Rotella della Direzione Territoriale Novara Alessandria e Nord Ovest hanno siglato un importante accordo per dare un’attuazione concreta al Patto per Valenza.

La firma del documento è avvenuta al termine dell’incontro che si è svolto giovedì pomeriggio nella sala del consiglio comunale di Valenza su ‘Patto per Valenza – I primi concreti passi’ di un progetto, come ha ricordato il Sindaco Oddone “che mira allo sviluppo a 360° di tutta la Città di Valenza, con l’Amministrazione che si rende disponibile a fare da tramite con le aziende, senza ovviamente entrare nelle loro scelte”. Nel corso dell’incontro si sono alternati il Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto Fratin (in videoconferenza) che ha ricordato come Valenza sia una realtà che rispetto ad altre nel quadro nazionale abbia saputo accompagnare una crescita industriale di qualità e che potrebbe trovarsi in buona posizione per recepire contributi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), l’Assessore regionale Andrea Tronzano che ha sottolineato come ‘Il Patto per Valenza è un impegno politico e ci sia la garanzia da parte della Regione di aiutare il settore del lusso, ma non solo, anche la Città di Valenza, il cui territorio ha dimostrato di essere coeso”. Sono seguiti gli interventi di Gian Paolo Coscia, Presidente della Camera di Commercio Alessandria-Asti e di Unioncamere Piemonte, Roberto Molina, Presidente Finpiemonte Spa, del collaboratore di Confindustria Alessandria, l’avvocato Francesco Brignola, di Marina Milanesio di Banco BPM. Il Vice Sindaco con delega a Industria, Artigianato, Formazione, Lavoro, Unesco e Rapporti con l’Università, Luca Rossi ha poi presentato l’accordo che sarebbe stato siglato di li a poco tra Comune e Banco BPM. In base all’intesa, l’Amministrazione Comunale di Valenza si impegna, quando richiesta da imprese del territori,o a supportarle nell’interpretazione dei provvedimenti governativi di supporto alla liquidità ed eventualmente nella presentazione delle domande di finanziamento presso Banco BPM, restando esclusa la raccolta delle domande di finanziamento stesse e si renderà disponibile a collaborare con la banca coadiuvandola per la soluzione di eventuali criticità che emergessero in istruttoria. Dal canto suo Banco BPM si impegna a mettere in atto le azioni ragionevolmente e concretamente percorribili in coerenza con le norme che possano, il più possibile, facilitare la tempestività dei tempi di istruttoria, delibera ed erogazione dei finanziamenti resi disponibili dalla Banca e previsti dai decreti ‘Cura Italia’, ‘Liquidità’ e ‘Sostegni Bis’. Inoltre c’è l’impegno dell’istituto di credito a valutare forme di prefinanziamento e/o finanziamento ponte per possibili situazioni di emergenza finanziaria non compatibili con le tempistiche dei decreti in questione e a collaborare con l’Amministrazione Comunale per lo scambio di informazioni sullo stato e la tempistica delle pratiche e per la soluzione rapida di criticità sorte in sede istruttoria. Un approfondimento sull’accordo è stato poi effettuato da Roberto Re, referente per il Comune di Valenza per l’attuazione del Patto.

Piemonte e Valle d’Aosta: servizi bibliotecari condivisi

Studenti, docenti e personale di tutti gli atenei potranno gratuitamente accedere al prestito, alla consultazione e a tutta l’offerta delle biblioteche dei cinque Atenei che hanno siglato una convenzione di reciprocità

È stata firmata nei giorni scorsi una convenzione per la reciprocità dei servizi bibliotecari tra il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino, l’Università del Piemonte Orientale, l’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

L’impegno è assicurare il reciproco accesso alle strutture bibliotecarie, secondo le norme in vigore in ciascun Ateneo. L’identificazione degli utenti sarà garantita dalla presentazione del tesserino universitario o “smart card”.

Grazie all’accordo, quindi, studenti, docenti e personale tecnico di ciascun Ateneo potranno, gratuitamente e in regime di reciprocità, usufruire di molti tra i servizi offerti da tutte le biblioteche delle università firmatarie: dal prestito a domicilio ai servizi di fotoriproduzione e stampe da internet – nel rispetto della normativa vigente – fino ai servizi interbibliotecari, vale a dire la possibilità di ricevere presso la propria biblioteca volumi e copie di articoli o parti di volumi posseduti dalle altre biblioteche. Agli utenti di tutti gli atenei sarà poi garantita la consultazione del patrimonio bibliografico e documentale degli Atenei, con la precisazione che l’accesso degli utenti alle risorse elettroniche sarà consentito esclusivamente dalle postazioni informatiche messe a disposizione nei locali delle biblioteche che le ospitano.

Sarà possibile anche l’utilizzo delle postazioni informatiche e la navigazione in rete, per effettuare ricerche bibliografiche e accedere alle risorse documentarie, selezionate in coerenza con la missione e gli obiettivi di studio, ricerca e documentazione delle biblioteche.

Gli atenei si impegnano inoltre a cooperare nell’organizzazione di iniziative di aggiornamento e di formazione del personale e nell’attuazione di ulteriori progetti comuni interbibliotecari.

In tal modo, sono poste le basi per la realizzazione di progetti finalizzati all’innovazione delle strategie e delle pratiche che riguardano sia i servizi bibliotecari digitali, sia la promozione dell’accesso aperto alle risorse della cultura e della scienza.

In una prospettiva di medio e lungo periodo, infine, è volontà degli Atenei promotori collaborare alla costruzione e valorizzazione delle conoscenze attraverso la cultura del libro – cartaceo e/o digitale – per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio, favorendo in tal modo il raggiungimento dei comuni obiettivi in tema di Terza Missione.

Allestite due Family room presso l’ospedale Sant’Anna di Torino

Allestite due “Family-room” all’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino. Il progetto nasce presso la Neonatologia universitaria (diretta dal professor Enrico Bertino):

sono state allestite, in continuità assistenziale con la Terapia Intensiva neonatale (responsabile dottoressa Alessandra Coscia) e con la terapia minima (responsabile dottoressa Cristina Perathoner), con il supporto dell’Associazione “Piccoli Passi ONLUS” e del Provveditorato per le Opere Pubbliche, due “Family-room”, ambienti dotati di tutto il necessario per l’accudimento del neonato e di arredi adatti a permettere alla mamma ed eventualmente anche al partner di soggiornare giorno e notte insieme al proprio bambino nei giorni immediatamente precedenti la dimissione. Le Family room verranno inaugurate al Sant’Anna venerdi 4 giugno alle ore 11.30, in presenza del Direttore sanitario dottor Lorenzo Angelone.

In tali ambienti i genitori si prenderanno cura del neonato in prima persona, verificando in sicurezza le capacità di accudimento acquisite in Terapia Intensiva ed in Patologia neonatale, rafforzandole con la tranquillità della disponibilità del personale medico ed infermieristico del reparto. Creare i presupposti per un ritorno a casa in sicurezza anche dei neonati più fragili e prematuri riduce il rischio di rientri in ospedale e garantisce il proseguimento della relazione neonato – famiglia che è alla base di tutta la futura qualità di vita di questi bambini.

Le famiglie dei piccoli nati prematuri, alla fine del percorso iniziato in Terapia Intensiva o in Patologia neonatale, potranno vivere in ospedale l’esperienza di cura del proprio bambino in autonomia, in previsione del ritorno a casa. La pandemia COVID è stata un periodo difficile anche per le famiglie dei neonati critici e prematuri ricoverati in Terapia Intensiva e in Patologia neonatale: per evitare i rischi di contagio si  è dovuto introdurre parziali restrizioni al libero accesso nelle 24 ore, di mamma e papà insieme, nei reparti.  Durante la degenza si costruisce un percorso di facilitazione e sostegno della famiglia che diventa parte integrante della cura ed acquisisce progressivamente le competenze e la sicurezza che serviranno dopo la dimissione.

Proprio il periodo che precede la dimissione viene spesso descritto dai genitori come un misto di gioia ed apprensione, con incertezza nelle proprie capacità di rispondere in autonomia alle esigenze di accudimento del figlio fino a quel momento svolte con il sostegno del personale infermieristico e medico, nell’ambiente protetto della Neonatologia.

La riapertura completa ai genitori, oggi finalmente possibile con il rispetto di tutte le norme di sicurezza, si associa oggi all’ospedale Sant’Anna alla possibilità di una nuova esperienza: le famiglie dei piccoli nati prematuri, alla fine del percorso iniziato in Terapia Intensiva o in Patologia neonatale, potranno vivere in ospedale l’esperienza di cura del proprio bambino in autonomia, in previsione del ritorno a casa.

Omaggio a Liliana Segre, testimone del Novecento

Giovedì 10 giugno ore 17.30

Diretta streaming sui canali Facebook YouTube del Polo del ‘900:

facebook.com/ilpolodel900

youtube.com/channel/UCNbxiejcoV10V7C0UP3Rp9Q

 

Giovedi 10 giugno il Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino e la Fondazione Polo del ‘900 rendono omaggio a Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita che pubblica da Solferino editore quello che per sua scelta è l’ultimo intervento pubblico tenuto a Rondine, un piccolo borgo in provincia di Arezzo.

Ho scelto la vita. È questo il titolo del volume, si apre con una lunga prefazione di Ferruccio De Bortoli, Presidente onorario del Memoriale della Shoah, è a cura di Alessia Rastelli, redattrice delle pagine culturali de Il Corriere della Sera.

Dopo trent’anni di incontri nelle scuole e in tutti i luoghi dove la trasmissione della memoria e il racconto della sua esperienza potevano essere utili a far capire gli orrori del nazifascismo, Liliana Segre passa ai giovani il ruolo di testimoni.

Ho scelto la vita è una rappresentazione delle persecuzioni e del Lager intessuta di fatti concreti e di interrogativi aperti, cui anche il lettore è chiamato a trovare risposte.

Vi si dice di scoperte straordinarie che soltanto un’esperienza estrema come la deportazione può rivelare; vi si parla di un passato lontano, ma è come se le esperienze di allora offrissero più di una chiave utile a misurarsi con la realtà che abbiamo intorno.

Per tutte queste ragioni e per l’affetto che Liliana Segre ha ispirato nei tanti che l’hanno conosciuta, il Centro Primo Levi ha voluto coinvolgere numerose istituzioni torinesi in una riflessione pubblicata guidata dalle parole di una grande testimone del Novecento.

L’Evento è a cura del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e della Fondazione Polo del ‘900.

In collaborazione con: Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Primo Levi, Università degli Studi di Torino, Comunità Ebraica di Torino, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”.

Diretta streaming sui canali Facebook YouTube del Polo del ‘900:

facebook.com/ilpolodel900

youtube.com/channel/UCNbxiejcoV10V7C0UP3Rp9Q

 

Saluti: Dario Disegni – Presidente della Comunità Ebraica di Torino e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Primo Levi

Letture: Roberta Fornier

Interventi di:

Fabio Levi – Presidente del Centro Internazionale di Studi Primo Levi

Sebastiano Gino e Stefano Coscia, docenti di Storia e Filosofia presso il liceo delle Scienze Umane “F. Albert” di Lanzo Torinese

Ginevra Perino Bert, studentessa presso il liceo delle Scienze Umane “F. Albert” di Lanzo Torinese

Alessia Rastelli – curatrice del volume

Conduce Alessandro Bollo, Direttore del Polo del ‘900

 

 

La lucina notturna della mamma sartina non mi ha mai abbandonato

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COSA SUCCEDEVA IN CITTA’ / Graziosa la mia mamma.  Ed anche io facevo la mia “porca” figura.  21 giugno 1957.

Manco un mese avevo.  Sono passati quasi 64  anni e ne è valsa la pena. Non ho conosciuto mio nonno morto in guerra.  E sempre nel 1940 ad 11 anni , finita la 5 elementare, a lavorare, cara mamma,  alla Facis di corso Emilia. Eri piccola di statura. Gambe proporzionate,  ma pur sempre cortine. Abitavi  a 500 metri dal lavoro. Via Cuneo,  case di ringhiera. Ed hai sempre ricordato il mare di pianto che hai fatto. Volevi continuare a studiare, ma il tuo lavoro e quello di tua sorella erano l’unico sostentamento della famiglia. Della guerra non ne parlavi mai. Ricordavi,  sicuramente ricordavi almeno qualcosa.  Avevi 16 anni quando finì  e a 16 anni si ricorda quasi tutto.  La tessera per poter far la spesa. Quella sì , raccontavi. Diventata sartina e sposata era (per allora  d’obbligo lasciare il lavoro per accudire i figli.  Sposati nel 1956 e appena 10 mesi dopo sono nato io.  Ma i soldi non bastavano mai e ti sei “arrangiata” a fare la pantalonaia. Tutto ovviamente in nero.  Soprattutto il sarto di via Palestrina, mi ricordo. Forse perché  ci scappava un piccolo regalino, caramella o un biscotto. Altra cosa che mi ricordo era la fretta che ti mettevano. In 48 ore dovevi confezionare 4 o 5 pantaloni. Inevitabile lavorare fino a notte tarda. La macchina da cucire Bortetti ancora a pedale. Poi uscirono i motorini. Dicevi sempre: un’ altra vita.  Io dormivo in fondo alla stanza , ma come non vedere la bassa luce fino, magari, all’una di notte.  Ed i fili sparsi per la casa. Quella lucina non mi ha mai abbandonato. Anche quando ebbi,  finalmente, la mia cameretta. Piccola, ma per me un sogno di indipendenza. Ma si sentiva sempre quel ronzio del motorino. Non bastava.  Riassettare e pulire la casa. Cucinare e far la spesa. Tutto nello stesso momento. Poche ore di sonno.  E magari anche la domenica. Pativi,  sicuramente è chiaramente pativi quella condizione.  Nato io non solo avevi dovuto lasciare il lavoro,  ma anche la politica. Era il vostro destino.  Poche,  pochissime donne sfuggivano a quell’ ingrato destino. Sempre una tessera in tasca. Anzi due tessere contando quella dell Udi. Unione donne italiane. Femminismo ante litteram. La parità di salario con parità di mansioni era un miraggio. Le donne non potevano diventare magistrato  pochissime le laureate. Rinascere  l’otto marzo ed il 1 maggio  metà anni 60: vestita di tutto punto con quel tailleurino color carta da zucchero. Manifestazione e poi pranzo con le compagne e compagni del sindacato. Un modo di ritrovarsi da un anno all’altro. Soprattutto con le compagne che lavorano,  come segretarie al sindacato. Loro,  magari, avendo già i figli grandicelli. Quante volte mi hai ripetuto: io non ho studiato , io non ho potuto studiare. Tocca a te riscattarmi con lo studio. Zoppicante al liceo mi sono ripreso all’ università. La tua vita non è stata facile. Difficile non solo economicamente. Ma se sono arrivato fino qui… Se le tue nipoti sono arrivate fino a qui, lo dobbiamo anche a te. Decisamente in ritardo, grazie Mamma. Tutto è tempo. Ad un certo punto arriva il momento di ricordare il proprio tempo. Valutazioni. Come in quelle notti che ti capita di pensarci un po’ su.  Di quello che pensi di essere e sei diventato.  Appunto, valutazioni. Con una realtà che ci circonda decisamente problematica.  Ma qualcosa,  accidenti, abbiamo fatto. Magari non riuscendo su tutto. Ma qualcosa, accidenti  lo abbiamo fatto. Almeno, possiamo dire e dirci : ci abbiamo tentato.  Come Tu mamma, da quella  bimba che nel 1940 è andata a lavorare. Impossibile far finta di niente.  Era la premessa per quello che sono diventato nascendo 17 anni dopo. Non ho il ricordo di quel giugno di 64 anni fa. Ho il ricordo di quella lucina fino al’ una. Cara Mamma grazie.  Per quello che sono diventato.

Patrizio Tosetto

Come fare una vacanza studio rimanendo nel proprio paese

Dal 21 giugno al 2 luglio, dal lunedì al venerdì ore 9:00 – 16:00 Attività rivolte a bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. WINS – World International School of Torino, Via Traves 28, Torino

Fare una vacanza studio rimanendo nel proprio paese è possibile! WINS – World International School of Torino, la scuola torinese che nel corso dell’anno propone ai propri studenti un percorso di studi internazionale IB, apre le sue porte a tutti per un Summer Camp che ha tutto il fascino di un viaggio all’estero!

L’inglese è la lingua ufficiale di WINS ma nei corridoi si sente parlare cinese, francese, spagnolo… perché la scuola è frequentata da bambini di tutto il mondo!

Il Summer Camp in WINS è un’opportunità unica, un viaggio incredibile alla scoperta di culture diverse… senza allontanarsi dalla città! Una vera e propria full immersion nella lingua inglese grazie alla presenza degli educatori WINS e dei collaboratori esterni di The World Language School e Ecowise.

Pensando a tutti i genitori che, causa emergenza Covid-19, hanno preferito rinunciare ad un viaggio studio per i propri figli adolescenti, da quest’anno WINS ha esteso l’opportunità di iscrizione anche ai ragazzi nella fascia dagli 11 ai 14 anni.

I partecipanti saranno divisi in tre gruppi in base all’età:

  • i bambini dai 3 ai 5 anni saranno coinvolti in attività ricreative, artistiche e musicali
  • per i bambini dai 6 ai 10 anni saranno organizzati laboratori e attività all’insegna della creatività, dell’arte e della scienza
  • per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni saranno organizzate molte attività sportive curate dai teacher WINS di Physical Education e da Campus Piemonte Torino.

Giochi, laboratori ma anche escursioni nella natura alla scoperta dei fiumi e delle montagne del Piemonte in collaborazione con Ecowise.

Aule didattiche all’avanguardia, fornite delle migliori tecnologie, una sala musica, un laboratorio di arte, un auditorium, aree gioco interne ed esterne e tutto ciò che serve per vivere lo sport: piscina, palestra, campi da basket, da pallavolo, da calcetto. È il sogno del campus americano… a due passi da casa!

Il Camp sarà a numero chiuso e si svolgerà rispettando le indicazioni di sicurezza e le linee guida che saranno rilasciate dalla Regione Piemonte.

Per info e prenotazioni: 011/1972111 – info@worldinternationalschool.com oppure compilando il form dal portale www.worldinternationalschool.com

Tariffa settimanale: 300 euro (Convenzioni aziendali. Tariffe agevolate per più settimane e più figli).

www.worldinternationalschool.com

Terzo Settore e responsabilità sociale d’impresa, insieme per rispondere ai bisogni delle comunità

PARLACONME La trasmissione viene trasmessa in diretta web-radio da Radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it e tramite app Radio Vida Network.

Onorevole Maria Chiara Gadda – Capogruppo di Italia Viva in Commissione agricoltura alla Camera dei Deputati e promotrice della legge 166/2016 c.d. “Antispreco”

Gianluca Cornelio Meglio – Direttore Generale del Caat – Centro Agro Alimentare di Torino

Giulio Baroni – Project Manager presso Eco dalle Città – Carovana Salvacibo di Torino

Terzo Settore e responsabilità sociale d’impresa, insieme per rispondere ai bisogni delle comunità

Dopo l’interessante puntata della scorsa settimana, domani 10 giugno avremo l’importante occasione di parlare con l’Onorevole Maria Chiara Gadda, Gianluca Cornelio Meglio e Giulio Baroni, di un tema che ci sta particolarmente a cuore: il “Terzo settore”.

Durante la pandemia il terzo settore ha dato grande prova di efficienza e capacità di risposta ai bisogni delle nostre comunità. Con la riforma del terzo settore, si è riconosciuto un modello organizzativo articolato che svolge numerose attività di interesse generale in molti ambiti, da quello socio assistenziale fino alle politiche attive del lavoro, educazione, sanità, ricerca, cultura o economia circolare solo per fare alcuni esempi. Un settore produttivo dunque quello dell’economia sociale, che genera valore e occupazione insieme all’opera fondamentale degli oltre cinque milioni e mezzo di volontari. Ora con le risorse del PNRR è possibile un cambio di passo nella fase di attuazione, anche nel rinnovato rapporto tra pubblica amministrazione e terzo settore in una ottica di sussidiarietà, co-progettazione e co-gestione delle politiche.

Di fronte a questo importante scenario faremo conoscere all’Onorevole Gadda chi ha fatto squadra con il terzo settore soprattutto nel periodo pandemicoper rispondere insieme ai bisogni della comunità.

Il Direttore Generale del Caat, Gianluca Cornelio Meglio, ci spiegherà quanto, soprattutto nel periodo pandemico, il Centro abbia maturato una nuova consapevolezza c irca l’importanza di misurare le performance dell’azienda non solo dal punto di vista economico-finanziario, bensì anche relativamente al loro impatto ambientale, sociale e di governance.

Nell’ambito delle iniziative volte a contrastare lo spreco alimentare, sono stati infatti siglati tre protocolli d’intesa:

– Protocollo Solidarietà Alimentare, sottoscritto nel mese di Giugno tra CAAT, Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli (APGO), Solidarietà Alimentare Torino e Global Truck Srl.

– Protocollo Banco Alimentare, sottoscritto nel mese di Luglio tra CAAT, Comune di Torino, Fondazione Banco Alimentare Onlus e Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli (APGO).

– Protocollo d’intesa, sottoscritto nel mese di Dicembre tra CAAT, Città di Grugliasco, Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli (APGO), Cisap e Solidarietà Alimentare.

Nell’ambito delle associazioni coinvolte nel recupero delle eccedenze alimentari all’interno del Caat, un importante ruolo è stato svolto dai volontari di Carovana Salvacibo, progetto promosso da Eco dalle Città. Le Carovane Salvacibo, insediatesi in alcune aree metropolitane italiane, sono nate durante l’emergenza Covid per favorire una concreta azione di contrasto allo spreco alimentare destinando importanti quantitativi di risorse edibili a sostegno dei nuclei familiari in condizioni di disagio economico-sociale.

Ai nostri microfoni ci sarà proprio Giulio Baroni, Project Manager presso Eco dalle Città, per presentarci il progetto. Giulio, dal mese di gennaio 2020, progetta e coordina le azioni di recupero delle eccedenze alimentari all’ingrosso e al dettaglio sul territorio urbano di Torino.

QUANTITATIVO RECUPERATO PER EFFETTO DELL’INTERVENTO DELLE ASSOCIAZIONI:

Nel corso dell’anno 2020, per effetto dell’intervento congiunto operato dalle associazioni del terzo settore all’interno del CAAT, il quantitativo di ortofrutta complessivamente recuperata, su base annua, si attesta in 690.000 kg, a fronte dei 406.000 kg del 2019, quindi, un aumento di + 284.000 kg di prodotto valorizzato come risorsa, anziché trattato come rifiuto. Un altro incremento positivo è rappresentato dalle partite di merce gestite in collaborazione con le associazioni no profit che, su base giornaliera, sono passate da 4.500 kg a 4.700 kg.

Insieme si può e si fa meglio!

La trasmissione viene trasmessa in diretta web-radio da Radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it e tramite app Radio Vida Network.

La trasmissione viene trasmessa in diretta web-radio da Radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it e tramite app Radio Vida Network.

Per collegarsi ed ascoltare la trasmissione:

– collegarsi al sito www.vidanetwork.it

–  app ufficiale RADIO VIDA NETWORK scaricabile gratuitamente per IOS e ANDROID

– nei maggiori aggregatori di radio

– su speaker Alexa e Google Home

REPLICHE:

–  REPLICA il giorno successivo – venerdì – alle ore 9.00 

–  REPLICA il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30 

PARLACONME è il titolo della trasmissione radiofonica ideata da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist e LinkedIn Top Voice Italia, in onda da dicembre 2020 su Radio Vida Network (www.vidanetwork.it ) che si pone l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione l’intera filiera agroalimentare, coinvolgendo numerosi ospiti in studio e collegamento telefonico dall’Italia e dal mondo.

Simona Riccio, laureata in Comunicazione Internazionale e Pubblicitaria presso l’Università per Stranieri di Perugia, con un’esperienza ultra-ventennale nel settore del biologico èSocial Media Marketing Manager e Ambassador del Caat – Centro Agroalimentare di Torino e svolge altre consulenze nel settore dell’Agrifood & Organic.

Gli obiettivi principali di PARLACONME consistono nel valorizzare, promuovere, tutelare e far conoscere la filiera agroalimentare italiana, creare consapevolezza sul ruolo importante che riveste nel valorizzare l’identità della cultura materiale del nostro Paese e sull’importante ruolo strategico che dovrebbe avere, oltre a creare occasioni di confronto e collaborazione tra i vari attori del sistema.

PARLACONME vuol dare voce a numerosi soggetti appartenenti alla filiera agroalimentare, dando loro la possibilità di raccontare le proprie storie ed esperienze, le proprie criticità ma, soprattutto, le numerose opportunità che si dimostrano capaci di cogliere, creando quella sinergia in grado di rendere il settore agroalimentare trainante per l’economia italiana e tale da costituire un’eccellenza a livello internazionale. Confronti e opportunità che permettano a molti cittadini di conoscere meglio un universo culturale fatto d’identità e amore per la buona tavola e di un’alimentazione sana e consapevole.

Romano Canavese si è raccontato in un webinar attraverso gli studenti dei licei

Lo scorso giovedì 3 giugno sulla piattaforma Zoom, alcuni studenti del Liceo Martinetti di Caluso e del Liceo Botta di Ivrea hanno presentato al pubblico RaccontArti. Storie e mestieri di Romano Canavese, un progetto educativo e di sostegno al territorio realizzato da Next-Level, promosso dal Comune di Romano Canavese e sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

L’iniziativa rientra tra le proposte ministeriali dei percorsi per le competenze trasversali e lorientamento e rappresenta la fase conclusiva del progetto “Palazzo Bellono a Romano Canavese, laboratorio di buone pratiche tra conservazione e valorizzazione”, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Luoghi della cultura” e coordinato dallArch. Francesco Novelli, del Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Con l’obiettivo di trasferire e comunicare non solo alla comunità locale di Romano, ma anche ai turisti che visitano il Canavese, un patrimonio di cultura materiale e immateriale, il progetto ha previsto varie attività che hanno consentito ai ragazzi di avere una più concreta conoscenza del territorio che li circonda.

Il restauro di Palazzo Bellono, caratterizzato da decorazioni di dichiarato gusto liberty, è stato la cornice per lattivazione del progetto rivolto ai ragazzi, con un percorso di alternanza scuola-lavoro orientato allapprendimento (il liberty, le professioni, i mestieri), alla scoperta (Romano, le storie degli artigiani), alla cooperazione e allo sviluppo di competenze (le attività laboratoriali).

Dal 4 maggio al 30 dicembre 2019 la Fondazione Arte Nova  organizzò la mostra Donne in Liberty. Cambiamenti in atto (curata da Marilina Di Cataldo), che ha affiancato il restauro del Palazzo Bellono nella valorizzazione di questo periodo storico e ha permesso agli studenti di analizzarlo con lo sguardo dei giovani di questo secolo. Non essendo stato possibile per i novanta studenti lavorare in presenza ed esporre le reinterpretazioni creative delle opere viste in mostra, il percorso – incentrato sulla narrazione e adattato alle nuove esigenze didattiche – è stato interamente realizzato con strumenti digitali e si è svolto con quattro laboratori per le due scuole superiori: al Liceo Martinetti si sono tenuti i laboratori di fotografia (con Alice Godone) e di marketing territoriale (con Francesca Zanutto) mentre al Liceo Botta si sono svolti i laboratori di giornalismo (con Giampiero Maggio) e di storytelling (con Silvia Vecchini).

Guidati dai professionisti – attraverso ricerche e interviste e grazie allausilio del Comune – i ragazzi hanno lavorato in rete per raccontare il liberty, Romano e le sue botteghe attraverso un servizio fotografico, un piano di promozione locale, un articolo longform (che grazie alla partnership con La Stampa sarà pubblicato sulla pagina digitale del quotidiano) e un reportage che si sono vicendevolmente integrati.

Nella giornata del 3 giugno il Sindaco di Romano Canavese, Oscarino Ferrero, i professionisti, gli studenti e gli insegnanti coinvolti, hanno presentato il progetto che ha portato ad un risultato utile per una conoscenza più consapevole e strutturata di una cittadina che da questo momento si presta ad una lettura davvero sorprendente.

 

 

Per informazioni:

Marilina Di Cataldo tel. 347.7365180 – e-mail: marilinadicataldo@gmail.com

Nell’immagine, ragazzi del liceo Botta di Ivrea al lavoro