ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 354

Al via ‘Smart Cities’, ciclo di eventi online sulle città intelligenti

Il primo appuntamento di ‘Smart Cities’, ciclo di eventi online organizzato dall’Harvard Alumni Entrepreneurs – HAE (un’organizzazione internazionale di alumni di Harvard distribuiti in 75 paesi con un focus su imprenditorialità e innovazione )  è stato con Torino. Il progetto dedicato all’innovazione delle città intelligenti, che da Boston farà il giro del mondo toccando le smart cities (città più intelligenti del pianeta, leader dell’innovazione) è partito ieri sera proprio dal capoluogo piemontese.

A gennaio 2020, qualche settimana prima dell’inizio della pandemia da Covid-19 in Italia, il team innovazione della Città di Torino guidato dall’Assessore Marco Pironti e dal suo responsabile progetti innovativi Nicola Farronato ha partecipato al CIOs (Chief Innovation Officers) Forum di Harvard, un evento esclusivo rivolto ai manager dell’innovazione metropolitana più influenti. Nonostante il lockdown, il progetto città intelligenti di Harvard è proseguito estendendo il coinvolgimento a Harvard Alumni Entrepreneurs (HAE), la comunità di veterani imprenditori nata nel 2000 che conta quasi 20mila iscritti in tutto il mondo.

Grazie al lavoro incessante sul fronte smart city che ha contraddistinto a livello internazionale l’operato di Torino negli ultimi anni Harvard ha scelto la Città della Mole come modello di laboratorio urbano.

L’evento, andato in diretta web ieri sera, giovedì 27 maggio, ha coinvolto come relatori il Dr. David Ricketts, ricercatore e innovatore di fama internazionale nonché leader del progetto smart city di Harvard; Philip Guarino, Presidente dell’associazione HAE a Parigi e referente per la programmazione internazionale del network; Marco Pironti e Nicola Farronato rispettivamente assessore all’Innovazione della Città e responsabile del team innovazione di Torino. Il tema principale dell’incontro virtuale è stato la trasformazione delle smart city e il ruolo che le comunità di innovatori locali hanno in questo cambiamento.

Tra gli argomenti di maggior interesse proposti dall’assessorato torinese durante lo streaming il programma ‘Casa delle tecnologie emergenti’. Il tema ha ricevuto l’attenzione della rete Harvard Alumni Entrepreneurs che si è mostrata  interessata per un futuro coinvolgimento come partner per collaborazioni (iniziative legate alla smart mobility e le recenti sperimentazioni in ambito di mobilità sviluppata all’interno del Torino City Lab www.torinocitylab.com/it/).

“È un grande onore collaborare con Harvard Alumni Entrepreneurs e poter immaginare con il gruppo di lavoro smart city dell’università statunitense una traiettoria di innovazione tra Torino e uno degli epicentri mondiali del sapere – dichiara l’Assessore all’Innovazione Marco Pironti –. Mi auguro che questo evento sia l’inizio di un prestigioso nuovo asse dell’innovazione internazionale che vede Torino proiettata come città intelligente e nodo dell’innovazione globale. Sono fiero che il nostro modello di smart mobility integrata, che abbraccia la smart road, la mobilità aerea urbana e la mobilità spaziale, sia stato individuato dal network internazionale di alumni di Harvard come esempio particolarmente innovativo e significativo per lo sviluppo futuro delle città”.

L’applicazione di nuove tecnologie unita alla collaborazioni tra diversi settori al servizio del cittadino con l’obiettivo di migliorare la nostra qualità di vita sono gli elementi fondamentali per creare le città intelligenti – sottolinea Philip Guarino, Presidente dell’associazione Harvard Alumni Entrepreneurs a Parigi -. Durante i prossimi mesi Harvard Alumni Entrepreneurs presenterà cinque città a livello internazionale che sono all’avanguardia di questa rivoluzione. Siamo lieti di lanciare la nostra serie ‘Smart Cities’ con l’esempio di Torino, una città molto nota per la sua innovazione in materia di mobilità. Mi auguro inoltre  che la nostra rete possa iniziare presto collaborare con la Casa delle Tecnologie emergenti di Torino”.

Intesa Sanpaolo partecipa ad Archivissima

Intesa Sanpaolo conferma il suo supporto e la propria partecipazione alla quarta edizione di Archivissima, il festival dedicato agli archivi in programma dal 4 al 9 giugno 2021 in una nuova forma ibrida che darà spazio alle esperienze digitali e agli eventi live con l’obiettivo di scoprire, raccontare, approfondire i patrimoni culturali, le collezioni e la storia degli archivi italiani.

 

Tra i protagonisti della manifestazione, che quest’anno per la prima volta avrà uno sguardo rivolto anche all’Europa, ci sarà l’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo fiore all’occhiello del Gruppo e uno dei più importanti archivi bancari a livello europeo. Nato nel 1984 come Archivio storico della Banca Commerciale Italiana, attualmente gestisce a Milano i patrimoni documentari della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (costituita nel 1823), del Banco Ambrosiano Veneto (1892), della Banca Commerciale Italiana (1894) e a Roma-Acilia, quello dell’Istituto Mobiliare Italiano (1931). Circa 12 km di documentazione con carte i cui estremi cronologici vanno dal 1472 al 2006, migliaia di video e milioni di fotografie, – tra cui quelle dell’Archivio Publifoto costituito da circa 7 milioni di scatti fotografici su eventi, personalità, luoghi realizzati dall’inizio degli anni Trenta agli anni Novanta del ‘900- una collezione di 1500 salvadanai da tutto il mondo, oltre a una sezione iconografica composta da disegni architettonici, bozzetti, manifesti e grafica pubblicitaria.

 

Dopo il successo dello scorso anno, tornano i podcast protagonisti della seconda serie del ciclo Atlante Sonoro e in particolare quello della Banca, dal titolo Fotoreporter più di mille parole. Quando l’archivio è informazione, sarà dedicato proprio all’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, alla storia dell’agenzia e del suo fondatore Vincenzo Carrese, ma anche ad alcune curiosità e vicende che emergono dalle immagini.

 

In occasione de La Notte degli Archivi del 4 giugno, Matteo Caccia sarà in diretta streaming con Barbara Costa, Responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, e racconterà le storie tratte dalla mostra digitale “Vite Attraverso. Storie, documenti, voci di ebrei milanesi del Novecento”, un’iniziativa che ripercorre la vita di otto famiglie ebraiche milanesi lungo diverse generazioni, raccontando come affrontarono il periodo della guerra, la persecuzione nazi-fascista e la loro rinascita dopo la Liberazione, ma anche ciò che accadde loro ad inizio secolo, durante il Ventennio fascista, con la promulgazione delle leggi antiebraiche e con la guerra. Cesure che cambiarono più volte le loro esistenze, in alcuni casi irrimediabilmente. La stretta collaborazione tra gli Archivi della Fondazione CDEC, di Intesa Sanpaolo e di ASP Golgi Redaelli, con il prezioso contributo di altre Istituzioni aderenti alla rete MilanoAttraverso, ha permesso di integrare le singole fonti per ricostruire le storie di queste otto famiglie. Il progetto verrà inoltre arricchito da un podcast realizzato dai medesimi Archivi intitolato “Vite Attraverso le generazioni”.

 

L’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo prenderà anche parte alla mostra digitale curata da Viola Invernizzi dal titolo “Phylum. Generazioni d’archivio”, con sette bellissime immagini tratte dall’Archivio Publifoto che sottolineano, in modo più o meno esplicito, il concetto di passaggio generazionale e al convegno organizzato dal Polo del ‘900 in collaborazione con ANAI – Associazione Nazionale di Archivistica Italiana, in programma il 9 giugno in occasione della Giornata Internazionale degli Archivi: un importante momento di confronto sui concetti essenziali del mondo archivistico contemporaneo, tra cui conservazione, fruizione, contaminazione, trasmissione e open data.

 

Fridays For Future Torino, biciclettata per l’ambiente

Sabato 5 giugno il movimento Fridays For Future Torino organizza una biciclettata attraverso tutta la città per manifestare in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. 

 

Scendiamo in piazza con le nostre biciclette per chiedere all’attuale e alle future amministrazioni torinesi di affrontare con serietà e radicalità i problemi ambientali che attanagliano la nostra città. 

 

Torino è da troppi anni la capitale italiana dell’inquinamento atmosferico. Ogni anno 900 nostri concittadini muoiono a causa di malattie respiratorie legate alle polveri sottili. In media, un abitante piemontese ha due anni di aspettativa di vita in meno rispetto al resto d’Italia.

 

E siamo stufi del continuo scaricabarile tra il Comune di Torino e la Regione Piemonte su chi debba intervenire. Le cause dell’inquinamento sono chiare, e derivano dalle troppe auto che circolano in città (abbiamo quasi il doppio del tasso di motorizzazione delle capitali europee) e dai sistemi di riscaldamento ormai obsoleti.

 

Le cause dell’inquinamento atmosferico sono spesso le medesime della crisi climatica, sia per quanto riguarda i trasporti sia per la produzione di energia e calore. Dobbiamo garantire a chi vive in questa città di poter respirare aria pulita, e dobbiamo evitare che il collasso climatico devasti il Pianeta su cui abiteranno le future generazioni, in Italia come in tutto il mondo.

 

La nostra biciclettata partirà alle 10.30 dal giardino Grosa e arriveremo verso le 13.00 al Parco del Valentino, attraversando alcuni luoghi simbolo dei problemi ambientali della nostra città, tra cui:

 

?Parco Dora, simbolo della fine dell’era industriale di Torino e della necessità di una riconversione ecologica dei tanti impianti produttivi nella città che rischiano di essere abbandonati;

Comitato “Noi siamo con voi”: una preghiera per Gerusalemme

Caro direttore, come Comitato “Noi siamo con voi” vogliamo offrire una preghiera per Gerusalemme e per tutti i credenti e i non credenti che qui vivono e muoiono, e per tutte le vittime di entrambe le parti – in particolare per i bambini – una preghiera perché prevalga la pace e si trovi la determinazione per perseguire la ricerca di mediazione e giustizia,, che possano prevalere sull’odio, la prevaricazione, l’ingiustizia, la vendetta.

Perché possa essere preservata e mantenuta una possibilità di circolazione e di pratica del culto dei fedeli delle tre religioni, ebraica, cristiana e islamica, in questi Luoghi Santi, dove i simboli evidenti della coincidenza sacrale e genetica delle tradizioni convivono spazialmente per una volontà provvidenziale, qui dove è celato il Santo dei Santi del Tempio di Salomone e dove si trovano il Santo Sepolcro di Cristo e il luogo dell’ascensione al cielo del Profeta Muhammad, la roccia del sacrificio di Abramo.
Una preghiera perché questi segni evidenti della comune origine nelle differenze non lascino indifferenti gli uomini.
Come Comitato vogliamo richiamarci e richiamare a saper fare la differenza e a tenere le religioni al di fuori della politica, a non strumentalizzarle, perché il pericolo sta proprio nella tendenza che le attuali o eventuali future guerre fra i popoli pretendano di finire con il proclamarsi «sante».
Come “Noi siamo con voi” da anni ci battiamo perché in ogni luogo della terra, ma innanzitutto qui, in Occidente, dove siamo liberi da problematiche territoriali, si possa concretamente trovare una fratellanza e un dialogo tra le religioni e con ogni creatura.
Siamo convinti che spetti a noi realizzare uno sforzo ed un esempio concreto qui ed ora, nel nostro Paese per scongiurare manifestazioni di intolleranza tra credenti e non credenti, e fra credenti delle diverse confessioni religiose, e persino tra membri della stessa religione.
“Noi siamo con voi” sollecita tutti ad evitare schieramenti fratricidi e di partigianeria viscerale, a difendere la libertà religiosa nelle differenze e nella pluralità, senza che alcune posizioni pretendano di essere esclusive ed egemonizzanti. Atteggiamenti che peraltro non si riscontrano solo più sulla questione Israeliana e Palestinese, ma oramai su tutte le problematiche sensibili dei nostri tempi (es. DDL Zan, immigrazione, razzismo, vaccinazioni, diritti umani, interpretazione della Storia, tanto per citarne alcune).
Chiediamo che non si usi la scusa della religione per inneggiare contro popoli, religioni e credenti diversi, per la ricerca di un’egemonia personale o di bandiera, sia essa di una Associazione o di una Nazione. Prendiamo perciò le distanze da chi tramite i media vorrebbe aizzare credenti contro credenti e sosteniamo invece la dignità delle diverse religioni, di tutti i credenti, degli uomini e delle donne di buona volontà. Lavoriamo per il futuro delle nuove generazioni, che possano crescere ed essere educate alla fratellanza e alla ricerca di un Bene sempre superiore.

Idris Abdal – Razzaq Bergia, Rav.Ariel di Porto, Younis Tawfik, don Ermis Segatti, Bhanthe Dharmapala, Bruno Geraci, Giampiero Leo, Walter Nuzzo, Paolo Candelari
A nome del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”

Amazon avvia la campagna vaccinale nei suoi siti in Piemonte

Il centro di distribuzione Amazon di Torrazza Piemonte (TO) e il deposito di smistamento di
Brandizzo (TO) saranno dotati del materiale e del personale sanitario necessario per gestire le
vaccinazioni.

Tutti i dipendenti e il personale dei fornitori di Amazon in Piemonte potranno aderire all’iniziativa
nella regione.

Amazon è tra le prime aziende in Piemonte e in Italia a partire con i vaccini rivolti ai propri
dipendenti e al personale dei fornitori.

L’azienda è pronta ad attuare il programma anche nelle altre Regioni, con l’obiettivo di supportare la
compagna vaccinale nazionale.

Amazon ha ufficialmente avviato la campagna di vaccinazione nei suoi siti
situati in Piemonte. I dipendenti e il personale dei fornitori dei centri logistici Amazon della regione
potranno registrarsi e ricevere il vaccino presso gli hub di Torrazza Piemonte e Brandizzo, in provincia
di Torino, adibiti a centri vaccinali.

Amazon è tra le prime aziende in Piemonte e in Italia ad aprire un centro vaccinale dedicato ai propri
dipendenti. Nelle prossime settimane, tutti i dipendenti Amazon e il personale dei fornitori potranno
registrarsi per la vaccinazione presentando la propria richiesta tramite un portale dedicato.
L’iniziativa rientra nell’impegno di Amazon nell’assicurare ai suoi dipendenti, e al personale dei
fornitori, un ambiente di lavoro sicuro, e conferma ulteriormente l’impegno dell’azienda
nell’implementazione di misure volte a contrastare la diffusione del Covid—19.

“In Amazon, la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti e dei dipendenti dei nostri fornitori sono
un’assoluta priorità. Siamo davvero orgogliosi di annunciare oggi l’inizio della campagna di
vaccinazione in azienda e di offrire questa opportunità ai nostri dipendenti e ai dipendenti dei nostri
fornitori in Piemonte. Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie alla stretta collaborazione con le
istituzioni locali e le autorità sanitarie” – ha dichiarato Marco Ferrara, Amazon Italia Logistics Senior
Manager. “Siamo certi che l’avvio di questa campagna rappresenti un importante passo per
proteggere non solo i lavoratori, ma anche le loro famiglie e le comunità locali. Continueremo a
confrontarci con tutte le istituzioni per capire come supportare le Regioni e il Paese nell’ambito della
campagna vaccinale con l’obiettivo di contribuire a ritornare quanto prima alla normalità”.

Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, Amazon ha implementato oltre 150 aggiornamenti di
processo in tutte le nostre attività e nel 2020 ha stanziato oltre 11,5 miliardi di dollari in iniziative
legate al contrasto della pandemia. Solo in Italia, sono stati acquistati oltre 230 milioni di unità di
disinfettante per mani, 12 milioni di paia di guanti, 9 milioni di mascherine, visiere protettive e altre
protezioni per naso e bocca, oltre a 35 milioni di unità di salviette igienizzanti.

L’azienda ha modificato i propri processi per implementare misure di sicurezza per dipendenti e clienti
come il miglioramento delle operazioni di pulizia, il distanziamento sociale, il controllo della
temperatura e la distribuzione di dispositivi di protezione individuale e spray disinfettanti. Inoltre,
l’azienda ha dato a tutti i nostri dipendenti la possibilità di effettuare tamponi nasofaringei regolari e
volontari. Inoltre, abbiamo chiesto ai nostri fornitori di servizi di consegna di provvedere
all’igienizzazione giornaliera dei veicoli all’inizio e alla fine delle consegne. Nei depositi di smistamento,
Amazon ha fornito ai corrieri salviette e disinfettanti per le mani da utilizzare durante la giornata
lavorativa. Richiediamo anche agli autisti dei nostri fornitori di rispettare due metri di distanza quando
effettuano le consegne.

Nel 2021, Amazon ha conseguito la certificazione Top Employer Italia 2021, un
riconoscimento attribuito all’azienda per la qualità dell’ambiente di lavoro, le opportunità di
formazione e i piani di carriera offerti ai dipendenti in Italia. La certificazione riguarda tutte le attività
di Amazon in Italia, comprese quelle relative al sito Amazon.it, le attività di logistica, i servizi cloud
Amazon Web Services, ecc.

Investimenti in Italia
Dal suo arrivo in Italia nel 2010, Amazon ha investito oltre €5.8 miliardi creando più di 9.500 nuovi
posti di lavoro a tempo indeterminato, di cui 2.600 solo nel 2020 in oltre 40 siti sparsi in tutto il Paese.
Solo nel 2020, l’azienda ha inaugurato due nuovi centri di distribuzione a Castelguglielmo/San Bellino
(Rovigo) e Colleferro (Roma), mentre nel 2021 entreranno in attività il centro di distribuzione di Novara
e di Cividate al Piano (BG) e il centro di smistamento di Spilamberto (MO) con l’obiettivo di creare
ulteriori 2.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi tre anni. Negli ultimi anni, Amazon ha inoltre
aperto vari centri e depositi di smistamento in tutta la Penisola. Per servire i clienti Amazon Prime
Now e Fresh, l’azienda dispone di due centri di distribuzione urbani a Milano e Roma.

Oltre agli investimenti effettuati nella rete logistica, nel 2013 Amazon ha inaugurato il Customer
Service di Cagliari e gli uffici corporate di Milano che, nel 2017, sono stati trasferiti in un edificio di
17.500 metri quadri nel quartiere emergente di Porta Nuova. L’azienda ha inoltre aperto a Torino un
centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale
che supporterà la tecnologia utilizzata per l’assistente vocale Alexa.

Oltre ai nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato che l’azienda continua a creare, Amazon supporta
imprenditori e chiunque intenda avviare un’attività in proprio, digitalizzare un’attività già esistente,
oppure espandere il proprio business attraverso vari programmi: utilizzando il marketplace per la
vendita o affidandosi alla rete logistica di Amazon per lo stoccaggio e la consegna dei prodotti con
FBA (Fulfillment by Amazon – Logistica di Amazon). Le imprese italiane che vendono i propri prodotti
su Amazon.it hanno creato oltre 25.000 posti di lavoro e nel 2019 hanno superato € 500 milioni in
export

“Il Maria Adelaide diventi casa di comunità”

Revocare la delibera regionale, che prevede la vendita dell’Ospedale Maria Adelaide di Torino, per farlo diventare Casa di comunità, prevista dalla legislazione sanitaria nazionale e regionale.

È quanto richiede la petizione popolare al Consiglio regionale promossa dall’Assemblea permanente Riapriamo il Maria Adelaide di Torino, la cui prima firmataria, Angela Maria Rosolen, è stata audita nei giorni  in Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco.

“Sono migliaia – ha dichiarato Rosolen – le firme raccolte nei quartieri Aurora, Rossini e Vanchiglia e, più in generale, nella Circoscrizione 7 di Torino, che conta circa 90 mila abitanti e che dal punto di vista dei servizi sanitari risulta assai carente. Chiediamo che il Maria Adelaide possa essere trasformato in Casa di comunità. Il Governo ha presentato un piano di 9 miliardi di euro per questo tipo di strutture e 28 milioni sono previsti per quelle che dovranno essere realizzate a Torino. Chiediamo inoltre che il complesso Maria Adelaide sia eventualmente cancellato dal dossier di candidatura di Torino alle Universiadi 2025, che ne vedrebbe la trasformazione in studentato”.

Rispondendo alle domande di Francesca Frediani (M4o) e Marco Grimaldi (Luv), Rosolen ha dichiarato che “dopo un anno e mezzo di incontri e di richieste di confronti non siamo ancora riusciti a sapere se s’intenda modificare la destinazione d’uso della struttura e se il progetto di trasformarlo in studentato in vista delle Universiadi sia contenuto nel dossier di candidatura”.

A Mauro Salizzoni (Pd), Sarah Disabato (M5s) e Sara Zambaia (Lega) ha ribadito che “è necessario rivedere decisioni che, in nome della crisi e dell’austerità, hanno portato alla chiusura dell’ospedale anziché a una sua trasformazione per rispondere ai bisogni di salute della popolazione”.

Il Museo Orafo valenzano, un’idea che prende forma

Un Museo Orafo incentrato sul saper fare, in linea con la candidatura di Valenza a ‘Città Creativa dell’Unesco’, un’infrastruttura che si incardina nel tessuto produttivo valenzano.

Questa è l’obiettivo di Museo Orafo che Luca Dal Pozzolo, consulente per l’Amministrazione Comunale di Valenza (nonché Presidente della Fondazione Fitzcarraldo e direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte) ha delineato all’Assessore Regionale alla Cultura Maria Vittoria Poggio, in un incontro che si è svolto a Palazzo Pellizzari, presenti il Sindaco Maurizio Oddone, il Vice Sindaco, Luca Rossi e l’Assessore ai Beni Culturali, Alessia Zaio. L’incontro di Palazzo Pellizzari è stato propedeutico all’avvio del percorso verso un Museo Orafo.

A “Parlaconme” la crisi climatica in agricoltura

Al centro della puntata  del 3 giugno con ospite Marco Dallera e condotta da Simona Riccio

 

La crisi climatica in agricoltura e le conseguenze  che ne possono scaturire se non la si valuta seriamente  costituiscono il tema della puntata di PARLACONME di giovedì 3 giugno sulla Radio web Radiovidanetwork,  condotta da Simona Riccio, Agrifood e Organic Specialist.

Ospite della puntata sarà Marco Dallera, presidente, assicuratore qualità e addetto vendite della Cooperativa Azienda Agricola Il Casone di Isola Sant’Antonio, nell’Alessandrino.

Il primo giugno scorso Dallera ha avuto il piacere di dialogare  con il Ministro delle Politiche Agricole Stefano  Patuanelli, al quale ha esposto alcune importanti criticità che gravano sul settore agroalimentare e, in particolare, sulla filiera ortofrutticola.

L’esperienza professionale di Marco Dallera nasce dal profondo riconoscimento del settore agricolo,  alla luce anche del suo lavoroa contatto con gli ortomercati all’ingrosso, in particolare quello di Milano e, in passato, con le piattaforme della GDO. Da sempre risulta  particolarmente attento alle vendite a km zero e molto appassionato anche al settore della meteorologia.

Diverse le problematiche che ha affrontato nel colloquio con il Ministro delle Politiche Agricole. La prima,  di cui tratterà  anche in trasmissione, riguarda il Recovery fund e i metodi utilizzati per le nuove risorse destinate al comparto. A questo proposito il ministro ha ricordato che la cabina di regia sarà accentrata ecostantemente monitorata da Palazzo Chigi.

La seconda tematica trattata riguarda la maggiore attenzione da rivolgere  al settore ortofrutticolo italiano, che è in grado di fornire un’offerta qualificata di prodotti rivolti sia al mercato interno sia a quello dell’export, ma che sta anche attraversando una crisi che può essere fatta risalire alla presenza di problematiche prepandemiche, mai completamente risolte dalla classe politica.

Un’altra problematica che Marco Dallera ha affrontato con il ministro e di cui parlerà in trasmissione riguarda la riforma del credito agrario, specifico per il comparto, e della carente presenza politica nella materia delle avversità in agricoltura e in quella della logistica.

Ultimo tema che verrà affrontato in trasmissione, ma non meno importante,  sarà  quello dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso, che Marco Dallera ha invitato il ministro a visitare, mentre sono in pieno funzionamento, per poterne comprendere meglio il ruolo rivestito all’interno della filiera agroalimentare  e per capire, in particolar modo, la qualità dei prodotti che vi transitano e il lavoro da parte degli operatori.

 

La trasmissione può essere seguita collegandosi direttamente al sito www.vidanetwork.it

Oppure sulla app ufficiale Radio Vida Network scaricabile gratuitamente per Ios e Android

Nei maggiori aggregatori Radio

Su speaker Alexa e Google Home

Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9 e il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30.

Mara Martellotta 

Exclusive Brands Torino e Pavillon du Monaco a Expo Dubai

“La partecipazione a Expo Dubai 2020 in qualità di Partenaire Officiel all’interno del Pavillon de
Monaco rappresenta per Exclusive Brands Torino una grande occasione di visibilità e promozione su
un palcoscenico internazionale che aiuterà a migliorare ulteriormente le performance del network,
con una prevedibile ricaduta positiva sul fatturato e sull’export” ha dichiarato Paolo Pininfarina,
Presidente di EXCLUSIVE BRANDS TORINO.

Albert Croesi, Commissario Generale Pavillon de Monaco, ha accolto con grande entusiasmo
l’anteprima dei prodotti facenti parte della Limited Edition creata da Exclusive Brands Torino per Expo
Dubai e presentata a Monaco da Giulio Trombetta e Roberto Pissimiglia in rappresentanza della Rete.

“Con il Principato di Monaco condividiamo gli stessi valori di internazionalità, esclusività ed eccellenza.
Siamo quindi molto orgogliosi di essere stati così apprezzati oggi e di avere la possibilità di promuovere
con questi prodotti il Made in Italy di alto livello nel mondo” commentano Giulio Trombetta e Roberto
Pissimiglia.

La “Limited Edition Expo 2020 Dubai” è stata creata appositamente a seguito della sigla dell’accordo
avvenuta nel 2019 ed è composta dai prodotti delle 13 Aziende della rete Exclusive Brands Torino
aderenti all’iniziativa, con una linea grafica comune ispirata all’occasione.

I prodotti esclusivi saranno esposti all’interno del Bookshop del Pavillon de Monaco a Dubai e saranno
acquistabili in Italia e nei mercati di riferimento delle Aziende dal mese di giugno fino alla fine
dell’evento internazionale.

Gioielli&Moda, Food&Beverage, Tessile, Beauty e Design, sono i settori a cui appartengono i prodotti
di questa Limited Edition. Di seguito, riassunte in una tabella, le aziende con link di rimando al proprio
sito o e-shop e una breve descrizione dei prodotti

Torino si candida a ospitare la gigafactory di batterie di Stellantis

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Facendo seguito al Consiglio Comunale aperto del 28 aprile 2021 sull’automotive, la Sala Rossa ha approvato all’unanimità (32 voti favorevoli su 32 consiglieri presenti) un ordine del giorno (prima firmataria: Eleonora ArtesioTorino in Comune) per il sostegno e la salvaguardia del settore automotive.

Il documento, nel ribadire la necessità di armonizzare gli obiettivi del PNRR in merito all’auto green con la verifica degli impegni dichiarati da Stellantis di obiettivo di vendita nel 2030 del 70% di auto elettriche, auspica un ruolo attivo dello Stato Italiano su investimenti e salvaguardia dell’occupazione nel settore (lo Stato francese ha una partecipazione del 6,2% nell’azionariato di Stellantis), anche a fronte del prestito concesso a FCA per lo sviluppo e la qualificazione degli investimenti, e candida Torino a ospitare la gigafactory di batterie che il gruppo Stellantis dovrebbe collocare in Europa entro la fine dell’anno.

La candidatura – spiega l’ordine del giorno – potrebbe avvalersi delle competenze scientifiche e delle professionalità esistenti nonché della vocazione e del saper fare del territorio, dalle Università alle imprese, alle lavoratrici e ai lavoratori impiegati.

Si esprime inoltre la volontà di implementare un piano cittadino per la produzione di energia elettrica tramite il fotovoltaico e di progettare la infrastrutturazione del territorio con paline di ricarica per la mobilità con veicoli elettrici e di avviare una concertazione per un diverso utilizzo delle aree di Mirafiori che potrebbero ospitare la gigafactory, ma anche rappresentare un valore di interlocuzione nei confronti di Stellantis, ai fini della prospettiva sui nuovi modelli e sui volumi utili a mantenere e implementare l’occupazione.

Come ha affermato in aula Artesio, il Consiglio Comunale dello scorso 28 aprile ha confermato il peso che il distretto dell’automotive riveste per la città e per il Piemonte intero: solo nella componentistica sono attive 736 imprese. Abbiamo la responsabilità – ha dichiarato – di accompagnare la riconversione del settore all’insegna della sostenibilità e di evitare il depauperamento delle competenze presenti sul territorio. Il tema della fabbrica di batterie – ha concluso – può diventare essenziale e occorre quindi capire se, sfruttando il Recovery Fund, Stellantis collocherà a Torino il distretto delle batterie: dalla ricerca e progettazione allo smaltimento.

La sindaca Chiara Appendino ha ringraziato Artesio e i colleghi consiglieri che hanno firmato l’atto, ma ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che buona parte delle risorse del Recovery Fund potrebbe essere messa a bando: “Occorre fare rete con tutti gli interlocutori del territorio – ha dichiarato – per favorire la nascita di un ecosistema dell’elettrificazione a Torino”.