ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 350

Premio Odisseo, il CDVM online per le aziende

Giovedì 25 marzo quarto webinar promosso dal Premio Odisseo del CDVM con le aziende finaliste

Parteciperanno Giorgio Proglio, creatore dell’App tabUi, e Edy Incoletti di Logic System

 

Quarto appuntamento giovedì 25 marzo prossimo con la serie dei webinar promossi dal Premio Odisseo con protagonisti, ogni volta, due responsabili delle imprese selezionate, che dialogano con gli organizzatori del Premio, in attesa della cerimonia di conferimento del Premio stesso, che avverrà quando le condizioni Covid lo consentiranno.

Il Premio Odisseo, nato per volere del CDVM ( Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriale  di Torino), presieduto dal dottor Antonio De Carolis, in collaborazione con gli altri Club Dirigenti dell’Unione Industriale torinese, nella sua edizione 2020 si è posto come obiettivo quello di valorizzare e premiare realtà territoriali che si fossero distinte nella realizzazione di progetti creativi, abbinati  ad attività di marketing improntate all’innovazione, digitali e inclusive dell’obiettivo della sostenibilità ambientale.

Ideato a partire dal 2005, il Premio Odisseo ha l’obiettivo di promuovere le attività economiche e professionali del territorio che si siano contraddistinte quali esempi di eccellenza nell’ambito delle proprie competenze, con un’attenzione particolare rivolta alle start up innovative territoriali. Seguendo una lunga tradizione, anche l’edizione 2020 del Premio Odisseo vuole premiare la creatività imprenditoriale con opere d’arte contemporanee, facendo risaltare la stretta connessione presente tra le espressioni artistiche note a livello internazionale e gli esempi di eccellenza imprenditoriale del territorio.

Giovedì 25 marzo durante il webinar sarà possibile incontrare Giorgio Proglio, creatore dell’App tabUi, che sfrutta la realtà aumentata e la geolocalizzazione,  consentendo a tutti di caricare contenuti, raccogliendo tutte le informazioni utili ai visitatori in ununico sistema. Questa applicazione risulta di grande praticità in quanto contiene tutte le informazioni utili al turista o a chi viva sul territorio, grazie a un’esperienza  semplice e innovativa resa possibile dalla geolocalizzazione, dala categorizzazione delle attività, dalla realtà aumentata e dalle audio guide. Si tratta di contenuti che crescono ogni giorno grazie alla Community di utenti e di follower, capaci di contribuire quotidianamente all’inserimento e ottimizzazione dei contenuti stessi.

Secondo ospite, responsabile di una delle aziende finaliste, sarà  Edy Incoletti di Logic System, creatore del sistema gestionaleAimSafe per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma ancheaperto, condiviso e alimentato da una social community.

Mara Martellotta 

La digital transformation in radio a Parlaconme

La digital transformation e le sue implicazioni future saranno al centro della trasmissione PARLACONME in onda giovedì 25 marzo prossimo su Radio Vidanetwork e condotta da Simona Riccio

 

La digital  transformation sarà l’argomento portante della trasmissione PARLACONME in onda giovedì 25 marzo prossimo dalle 18 sulla Radio web Radiovidanetwork  e condotta da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, oltre che digital Strategist.

Ospiti della puntata, che verterà sui temi della fondazione, trasformazione e evoluzione digitali, saranno Alessio Frugoni, Web & E-Commerce, e Simone Stricelli, Co-Founder e Creative Director della Kaos Communication, che rappresenta anche laweb agency della trasmissione PARLACONME.

Con Alessio Frugoni verrà trattato l’argomento dell’ e commerce, inteso al giorno d’oggi come processo creativo, e verranno formulati esempi concreti, presentando anche due case history, ilprimo dei quali riferito ad un’università, che ha progettato il suo sito per le persone ipovedenti, iniziativa che consentirà di parlare di inclusione, tema che rappresenta il core business della trasmissione PARLACONME. Verrà inoltre analizzato il sito di uno studio legale e verranno spiegate l’importanza di avere un sito web e le modalità necessarie da seguire per rendere l’azienda il più trasparente possibile  di fronte al consumatore che sia alla ricerca di informazioni  sul web.

Grazie all’intervento di Simone Stricelli verrà analizzato il processo vero e proprio di trasformazione digitale e ipotizzato un vero e proprio manuale di sopravvivenza digitale per l’impresa di oggi e l’imprenditore del futuro.

Per seguire la trasmissione i si può collegare al sito www.vidanetwork.it oppure scaricare la app ufficiale Radio Vida Network scaricabile per Ios e Android, o seguirla Su speaker Alexa e Google

Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9

Replica il sabato della settimana successiva alle ore 11.30

Mara Martellotta 

A Chieri il “Welcome” è un mega-cartellone sull’emergenza climatica

“Come fai a non vederlo?”

“Come fai a non vederlo? Il cambiamento climatico è davanti ai nostri occhi e non possiamo ignorarlo!”. Chi mai l’avesse fatto e si trovasse a passar per Chieri, sarà in tal senso ammonito a pensarci bene e a non ignorare l’emergenza prima dei nostri tempi (quella climatica, per l’appunto), da un maxi-telone di trenta metri per sei, posto all’ingresso della città (area Tabasso) in sostituzione del tradizionale cartello “Welcome Chieri” e recante l’ammonitoria scritta “COME FAI A NON VEDERLO?”.

In questo modo il Comune di Chieri si schiera per e con l’Ambiente.  “Facciamo nostro il grido di chi ci ricorda che siamo su un limite, sulla soglia di un baratro, e che non possiamo non vedere l’emergenza climatica, ognuno di noi è chiamato all’azione, a dare il proprio contributo, trasformando le cattive abitudini in buone pratiche ambientali” commenta l’assessore chierese alla Comunicazione Antonella Giordano, che prosegue: “ La dichiarazione dell’emergenza climatica è stata il primo atto della nostra amministrazione dopo l’insediamento. Abbiamo voluto sostituire il vecchio benvenuto che celebra i monumenti e le ricchezze del nostro patrimonio culturale, storico ed artistico, con questo messaggio concreto e di forte impatto, richiamando così l’attenzione di tutti sulla crisi climatica che non si può più far finta di non vedere”. Una campagna comunicativa moderna ed innovativa, “frutto di un percorso partecipato che ha visto il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni giovanili più impegnate sul versante ambientale, da ‘Fridays for Future’ a ‘Open Chieri’ a ‘Don’t Plastic, Be Fantastic’, in modo tale che si tratti di un messaggio orizzontale che vede il cittadino parlare al cittadino”. “Una campagna di comunicazione che non si limiterà al telone di via Vittorio Emanuele. Sul sito del Comune e sui canali social istituzionali Facebook e Instagram, verranno infatti sviluppati – prosegue l’assessore – i vari aspetti della crisi climatica (cibo, agricoltura, mobilità, giustizia climatica, energia, lavoro, industria, buone pratiche locali). In questo modo prendiamo come Comune una chiara posizione sull’emergenza climatica a favore di una società green, sensibilizziamo i cittadini, e diamo l’opportunità ai giovani di dire la loro su temi dai quali dipende il loro futuro, sperando che altre città possano seguire il nostro esempio”.
Nelle intenzioni dell’Amministrazione chierese, non si tratta dunque di un’azione di solo “Greenwashing”, ma di una campagna di comunicazione destinata a durare nel tempo. “Gli obiettivi- conclude Antonella Giordano – sono inanzi tutto informare sul come la crisi ambientale stia già colpendo molte persone in tutto il mondo, anche a seguito dei disastri naturali e dei fenomeni meteorologici estremi; in secondo luogo, riportare testimonianze importanti che aiutino i cittadini a vivere in modo sostenibile e raccontare le buone pratiche che il nostro territorio mette in atto a tutela dell’Ambiente”.

g. m.

Carcere e sovraffollamento in Piemonte; tra realtà e princìpi

A cura di Carmen Bonsignore / L’inizio della pandemia, con il connesso pericolo di diffusione del virus, aveva fatto salire alla ribalta delle cronache, nei primi mesi dello scorso anno, un problema poco noto ai non addetti ai lavori e molto spesso sottovalutato, quello del sovraffollamento carcerario.

Si tratta di questione che non solo incide sulle modalità di esecuzione della pena, rendendole il più delle volte contrastanti con la dignità della persona, ma che viola anche principi fondamentali della nostra Costituzione e della normativa sovranazionale, in particolare dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (Cedu).

Secondo il dettato costituzionale (art. 27, terzo comma, Cost.) “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. In sintonia con la norma citata, l’art. 3 CEDU, secondo il quale “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.
I principi sottesi alle disposizioni richiamate, sono due: quello di umanità della pena e della sua funzione rieducativa.

Il compito di predisporre tutte le condizioni per il perseguimento della finalità della pena spetta allo Stato, il quale dovrà garantire, tra l’altro, che all’interno degli istituti penitenziari tutti i detenuti abbiano spazi adeguati, accesso alle cure mediche, possano seguire percorsi psicologici personalizzati, studiare e lavorare.
Non sempre, però, la realtà aderisce ai principi e le difficoltà sono generalizzate. In più occasioni l’Italia è stata sanzionata dalla Corte EDU, la quale ha rilevato che il sovraffollamento carcerario è un problema sistemico e strutturale, che svilisce la funzione della pena. La Corte EDU ha, conseguentemente, previsto la necessità di introdurre nell’ordinamento italiano rimedi preventivi e compensativi, funzionali alla risoluzione del problema.
Il legislatore ha, pertanto, introdotto l’art. 35 ter della legge sull’ordinamento penitenziario, che consente ai detenuti che ritengano violato il loro diritto ad uno spazio adeguato, quale strumentale alla funzione rieducativa della pena, di rivolgere al Magistrato di Sorveglianza una richiesta risarcitoria, che potrà essere soddisfatta anche tramite uno sconto di pena.
Il cuore della questione non è, però, di spazi da usufruire, per quanto il tema sia aperto e su di esso si sia pronunciata di recente la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 6551/2021, depositata il 19.02.2021), ma di incidenza numerica sulle possibilità di recupero.

Se le persone ristrette superano la ordinaria capienza, non solo avranno ciascuno meno spazio a disposizione, ma potranno anche usufruire in misura inferiore al necessario dei servizi medici, psicologici, dell’opera di educatori, dell’accesso a serie misure di recupero e rieducazione.
A ciò si aggiunga che trattamenti non corrispondenti al senso di umanità, incidono fortemente su personalità già fragili, accrescendo esponenzialmente le probabilità di suicidio all’interno degli istituti di pena.
La situazione colpisce indifferentemente le carceri, al di là della collocazione geografica. Con maggiore intensità gli istituti di pena più grandi, rispetto a quelli di minori dimensioni.
Secondo i dati emergenti dall’allegato al V Dossier delle criticità e logistiche strutturali delle carceri piemontesi, ad esempio, al 28.12.2020 il Carcere Lo Russo e Cotugno ospitava al 29 febbraio un numero di detenuti superiore del 122% rispetto alla capienza ordinaria. In sovraffollamento anche il Carcere di Verbania e quello di Vercelli, mentre virtuosi risultano l’Istituto di pena di Saluzzo, occupato al 75%, e quello di Fossano al 90%.

Preoccupanti anche i numeri di suicidi in carcere, che, secondo la stima fornita dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte, nel ventennio 2000-2020 si sono attestati intorno ad una media del 40% delle morti complessive.
Molto è sicuramente stato fatto e confortante risulta la presenza, ormai quasi capillare, sul territorio nazionale del “Garante dei detenuti”. Figura istituzionale che, in totale autonomia, svolge attività di diversa natura, finalizzate a promuovere la reale garanzia dei diritti fondamentali delle persone private della libertà, con un focus centrale al tema del lavoro, quale elemento rieducativo e risocializzante fondamentale.
Tanto, però, deve ancora essere fatto, affinchè la prospettiva costituzionale e sovranazionale possa davvero essere traguardata.
Il primo passo, sicuramente, un cambio di visione, che renda la realtà più sincronica ai principi e consenta di perseguire la certezza del diritto e non la certezza del carcere, facendo degli istituti di pena non luoghi desocializzanti, ma risocializzanti, quando, nel caso concreto, nessun’altra misura alternativa venga ritenuta idonea allo scopo.

“Morosità incolpevole e blocco sfratti”, convegno a Torino

24 marzo, il Convegno di Ape Confedilizia Torino

 

“Morosità incolpevole e blocco sfratti” è il titolo del Convegno online organizzato da Ape Confedilizia Torino che si svolgerà mercoledì 24 marzo dalle 15 alle 18.

 

In apertura dei lavori porteranno il saluto: il Presidente Ape Torino Confedilizia, PierLuigi Amerio, la Presidente del Collegio Geometri Torino, Luisa Roccia e il Presidente Fiaip Torino, Aurelio Amerio.

 

Introduce e modera la Vice Presidente Ape Torino, AnnaRosa Penna.

 

GianMauro Merendino, responsabile di Lo.C.A.Re – Aslo Torino illustrerà il “Protocollo d’intesa per la riduzione del disagio abitativo connesso all’incremento del rischio di morosità nel contesto della pandemia da Covid 19”. Ape Confedilizia Torino ha aderito all’iniziativa dell’Amministrazione comunale, sottoscritta anche dal Tribunale di Torino, dall’Ordine degli Avvocati di Torino e da UPPI.

A seguire Alberto Badini Confalonieri e Maria Saveria Del Vecchio, rispettivamente Vice Presidente e Consigliere Ape Confedilizia tratteranno “Blocco dell’esecuzione degli sfratti: quale futuro”.

 

Il Convegno muove dall’esigenza di diffondere uno strumento importante per i proprietari di casa e gli inquilini, che è il F.I.M.I. Fondo Inquilini Morosi Incolpevoli e di evidenziare la grossa criticità determinata dalla volontà governativa di mantenere il blocco degli sfratti fino al 30 giugno 2021.

 

Il Fondo a sostegno della morosità incolpevole è uno strumento teso a dare nuovo ossigeno al pianeta casa, già oggetto di una crisi strutturale seria peggiorata ulteriormente per effetto della pandemia.

 

E’ un aiuto per i proprietari di casa, che abbiano dato in locazione i propri immobili ad inquilini impossibilitati a corrispondere l’affitto a causa di sopraggiunte problematiche lavorative, di salute, anche legate al contesto familiare.

 

Il perdurante blocco degli sfratti non aiuta i proprietari di casa e nemmeno i loro inquilini, poichè posticipa in modo indiscriminato un evento “lo sfratto” ineludibile e priva dei possibili effetti benefici di uno strumento quale il Fondo Inquilini Morosi Incolpevoli, che è stato pensato per risolvere momenti di crisi che non abbiano però a protrarsi, come nel caso del blocco sfratti per parecchi mesi.

Si allega locandina con il link al Convegno su piattaforma Zoom

“No alla riabilitazione dei disertori della Grande Guerra”

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Draghi


Signor Presidente del Consiglio,

Lei è una persona seria ed e’ anche un patriota che mette con generosità al servizio dell’Italia la Sua esperienza e il Suo prestigio. So che può comprendere la voce di uno storico che continua ad amare disperatamente l’Italia .

Mi permetto di richiamare la Sua attenzione sul voto unanime della Commissione Difesa del Senato volto a rendere onore ai disertori della I Guerra Mondiale con l’affissione di una targa niente meno che all’Altare della Patria dove riposa da cent’anni il Milite Ignoto. Quella targa farà rigirare nella tomba Nazario Sauro, Cesare Battisti, Damiano Chiesa, Fabio Filzi e tanti eroi dell’ultima guerra del Risorgimento.  Il Sottosegretario alla Difesa di Forza Italia (!) e una superficiale sottosegretaria leghista che ignora la storia, hanno dato il consenso del Governo ad un’operazione che offende i Caduti e i loro congiunti.Anzi offende tutti i combattenti di tutte le guerre, dal Risorgimento ad El Alamein.  Io mi rifiuto di credere che un uomo come Lei possa avallare le richieste espresse alcuni anni fa da esponenti della peggiore demagogia antipatriottica come Nicola Tranfaglia e altri simili personaggi che ripresero acriticamente le vulgate antinazionali di Emilio Lussu.  Ci fu già infatti un tentativo prima del 2018 , centenario della Vittoria , di glorificare i disertori , ma la ministra della Difesa Pinotti( Pd ) blocco’ l’iniziativa, dichiarandosi favorevole al perdono , ma non alla riabilitazione dei disertori. Oggi parlano usando un ipocrita eufemismo di “fucilati“ a cui rendere giustizia. Sicuramente ci furono anche esecuzioni sommarie soprattutto durante la rotta di Caporetto , ma questo non giustifica il ribaltamento di un giudizio che solo i sostenitori dei disertori ebbero il coraggio , si fa per dire, di esprimere già cent’anni fa nell’Aula di Montecitorio per bocca del comunista Misiano, disertore e deputato. Anche la Costituzione della Repubblica , Signor Presidente, parla di dovere sacro di difendere la Patria in armi. Io non sono contrario, dopo cent’anni, ad un perdono di natura laica o cristiana verso quei soldati fucilati , ma sono nettamente contrario a fare di ogni erba un fascio e di riabilitarli. Le associazioni d’Arma e combattentistiche vanno ascoltate! Se il voto della Commissione avrà seguito , assisteremo ad un’offesa intollerabile a tutti i Caduti , in particolare al Milite Ignoto che non può subire questo affronto proprio nell’anno centenario in cui venne portato all’Altare della Patria come simbolo di tutti i soldati che si immolarono per la Patria.
Sono certo, Signor Presidente, che, pur nel suo diuturno impegno contro il COVID , Lei troverà il tempo per fermare questo progetto scriteriato che umilia la storia italiana ed è lesiva della coscienza nazionale. Grazie , un deferente saluto ed un augurio sincero per il suo lavoro al servizio dell’Italia.

Pier Franco Quaglieni 

Il “Majorana” di Moncalieri a scuola d’impresa

La manifestazione che verrà trasmessa in diretta streaming su YouTube è stata organizzata da Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa, Fondazione Dalmine, Fondazione Giuseppe Merlini, Museimpresa, Società Nazionale Debate Italia e LIUC – Università Cattaneo

 

Cultura, impresa, giovani: un trinomio perfetto per costruire la classe dirigente del futuro. Con questa idea Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa, Fondazione Dalmine, Fondazione Giuseppe Merlini, Museimpresa, Società Nazionale Debate Italia e LIUC – Università Cattaneo hanno fatto squadra per creare il primo appuntamento nazionale del “Torneo Debate: che Impresa!.

Una competizione tematica di dibattito rivolta alle classi della scuola secondaria di II grado di tutta Italia, il cui scopo è quello di diffondere la conoscenza della metodologia del debate e di contribuire allo sviluppo di una percezione più matura e critica dei temi dell’Impresa. Ecco perché particolare importanza viene data a un confronto diretto con le fonti documentarie, offrendo ai ragazzi la possibilità di preparare le proprie argomentazioni sulla base di materiali messi a disposizione da musei e archivi aziendali aderenti alla rete di Museimpresa, per contribuire a formare una generazione più informata, consapevole e pronta al dialogo.

 

Nella provincia di Torino partecipa IIS Majorana sezione tecnico-economica di Moncalieri.

 

“Crediamo fortemente in questa iniziativa, che è parte integrante di un percorso di crescita delle nuove generazioni di cui Fondazione Dalmine si è sempre fatta promotrice, in sinergia con le scuole del territorio – le parole di Manuel Tonolini, coordinatore Education di Fondazione Dalmine. Siamo orgogliosi, anche se non sorpresi, del successo riscontrato da questa iniziativa e in futuro ci piacerebbe poter estendere ulteriormente questo appuntamento per diffondere in modo sempre più capillare tra i giovani la cultura d’impresa, con l’obiettivo di aiutarli a orientarsi nell’impervio mondo del lavoro e a prendere scelte più consapevoli per loro futuro”.

 

Il Torneo, rigorosamente online, si svolgerà in un girone unico composto da 10 squadre provenienti da Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise e Piemonte e si terrà a partire dal 22 marzo 2021. Ogni squadra parteciperà ad almeno tre confronti e le quattro formazioni che otterranno i punteggi più alti accederanno direttamente alle Finali del 27 marzo. A giudicarli, una giuria composta da esperti della Società Nazionale Debate Italia e soci Museimpresa.

 

Fin dalla sua nascita – esattamente vent’anni fa, nel 2001 – Museimpresa ha sempre avuto come obiettivo la promozione e la valorizzazione della cultura d’impresa, anche nelle scuole, grazie alla collaborazione con insegnanti e studenti. È fondamentale per le nuove generazioni conoscere il passato e la storia imprenditoriale del nostro Paese: solo in questo modo avranno gli strumenti per comprendere come si evolverà la società e sapranno interpretare e gestire le trasformazioni economiche e sociali che verranno. Museimpresa e i suoi associati ne sono consapevoli e per questo hanno aderito e promosso il Torneo Nazionale di Debate dedicato alla cultura d’impresa e ai giovani.” afferma Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa.

 

 

Le scuole partecipanti potranno anche proporre una squadra diversa per ciascun incontro, in modo da offrire a un maggior numero di studenti la possibilità di confrontarsi con l’esperienza del dibattito, che si svolgerà seguendo il protocollo ufficiale stabilito dal World School Debating Championships.

 

“Questo evento è un primo esperimento di un’iniziativa che speriamo di poter ripetere anche negli anni futuri, naturalmente in presenza – dichiara Daniele Pozzi, Direttore dell’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa e docente LIUC la LIUC sta iniziando a sperimentare in questi mesi la metodologia del dibattito nella propria didattica e per molti associati di Museimpresa questa iniziativa è stata un primo contatto con il debate. Il torneo, inoltre, adotta una formula molto nuova anche per la Società Nazionale Debate Italia, data l’enfasi sulle fasi preparatorie e il rapporto con le fonti”.

 

Il torneo si caratterizza come una competizione tematica, incentrata sul soggetto della Cultura d’Impresa e sulle problematiche tipiche del mondo della produzione. Durante il girone eliminatorio le squadre dovranno affrontare due mozioni preparate e una mozione impromptu e i partecipanti sapranno soltanto all’ultimo momento se dovranno difendere o attaccare la tesi di partenza. I temi del dibattito sono stati pubblicati dal Comitato Organizzatore sul sito http://cinemaindustriale.liuc.it.

 

Il Torneo si appoggia alla piattaforma di didattica a distanza di LIUC – Università Cattaneo (Moodle) e le gare si svolgeranno su Zoom. Gli studenti delle classi coinvolte nelle fasi iniziali della competizione potranno seguire i dibattiti attraverso una diretta streaming dedicata via Youtube, mentre le fasi finali saranno visibili in streaming da tutti su Youtube e su tutti i canali social degli Enti coinvolti.

Il Piemonte consulta i giovani per progettare il futuro


“PIEMONTE2027. NEXT GEN PER IL FUTURO”: 400 GIOVANI UNDER 35 COINVOLTI DALLA REGIONE IN UNA UNA MARATONA DIGITALE
PER CO-PROGETTARE IL LORO FUTURO EUROPEO IN PIEMONTE

Il tour sul territorio “Piemonte Cuore d’Europa” si è concluso  sabato 20 marzo, con “Piemonte2027. Next Gen per il futuro”.

La Regione Piemonte, per la prima volta nella sua storia, ha deciso infatti di dedicare un focus particolare alla consultazione dei giovani tra i 18 e i 35 anni, che vivono in Piemonte e che saranno protagonisti della prossima programmazione europea.

All’insegna del claim “Ripartiamo da nuove idee. Le tue” dalla Sala della Trasparenza del Palazzo di piazza Castello ha preso vita stamattina una vera e propria maratona digitale per raccogliere contributi concreti ed innovativi “a misura di giovani” da inserire nel Documento Strategico che verrà approvato dalla Regione Piemonte entro la fine di aprile: dalla digitalizzazione alla sostenibilità, dall’innovazione sociale alle professioni del domani, dal benessere alla vivibilità delle aree urbane e del territorio.

Cinque ore di brainstorming, in decine di tavoli virtuali connessi tra loro, per un unico confronto collettivo.

“Pensiamo sia fondamentale consultare i giovani sui temi della prossima programmazione europea 2021-2027, le cui ricadute impatteranno direttamente sulle loro vite – spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Hanno aderito in centinaia, oltre ogni nostra aspettativa e di questo siamo molto felici”.

Sono stati infatti 400 i giovani sotto i 35 anni che vivono, lavorano o studiano in Piemonte che hanno risposto all’apposita call di partecipazione attiva all’evento. Durante le cinque ore di confronto collettivo virtuale, dalle 9.30 alle 14.30, sono stati affrontati i cinque temi prioritari per il futuro: un Piemonte più digitale (Smart), più sostenibile (Ambiente), più sociale (Inclusione), più innovativo (Next Gen), più vivibile (Benessere). Ciascuna delle cinque sessioni tematiche è stata introdotta da un talk a cura di un esperto che ha ispirato la discussione e lanciato alcuni spunti di riflessione. A seguire i giovani si sono divisi in decine di gruppi di lavoro, sotto la guida di oltre 40 facilitatori/moderatori, appositamente formati, per attivare il confronto sui temi scelti. A ispirare i lavori dei tavoli Emanuela Girardi, Massimiano Tellini, Paolo Pileri, Cristina Pozzi e Christian Greco.

Tutte le idee e le proposte emerse nei vari tavoli sono state giudicate positivamente anche dai giovani partecipanti. Per Andrea Pace è stata “un’esperienza veramente bella, impegnativa come preparazione, ed una grande opportunità che ha consentito ad una fascia di popolazione spesso esclusa dai processi decisionali di confrontarsi in modo piacevole e utile con la Regione, in quanto ci teniamo molto a fare qualcosa di importante per il Piemonte”. Per Elena Rajteri “dalla giornata son emerse richieste valide interessanti, tra le quali la necessità di una formazione scolastica e culturale più incisiva e una maggiore connessione tra il territorio, in modo da rendere più partecipative le varie realtà che compongono il Piemonte”.

“400 giovani che decidono di passare il loro sabato a discutere di futuro non sono una cosa da poco, è il segno che la loro generazione ha deciso di prendere in mano di persona le redini del proprio destino – afferma l’assessore alle Politiche giovanili Fabrizio Ricca -. Le complessità da affrontare per loro saranno tante, a partire da quelle legate al mondo del lavoro, un mondo in costante evoluzione. Chi meglio dei giovani, però, può trovare e indicarci i nuovi percorsi da intraprendere?”

“Piemonte Cuore d’Europa” è il roadshow che la Regione ha organizzato per condividere con i rappresentanti del mondo economico, sociale e degli enti locali di tutte le province i documenti di lavoro che delineano le priorità su cui concentrare le risorse in arrivo nei prossimi anni dall’Europa: dai fondi del Recovery Plan, su cui il Piemonte ha presentato un piano del valore di 13 miliardi di euro, alla prossima programmazione dei fondi europei 2021-2027, che avrà un valore di quasi 4 miliardi di euro (circa un miliardo in più rispetto al passato).

“Piemonte cuore d’Europa”, terminato il roadshow

L’ultimo incontro sul territorio per condividere con gli attori economici e gli enti locali le linee guida dei nuovi fondi europei e del Recovery Plan.  Il presidente Cirio: “Saranno la benzina da mettere nel motore del Piemonte”

“Se da una parte dobbiamo camminare con l’occhio vigile alla sanità e al vaccino, dall’altra dobbiamo riservare un’attenzione altrettanto vigile all’economia e alla ripartenza di un Piemonte in cui tutti chiedono di poter tornare a lavorare il prima possibile. E oggi abbiamo gli strumenti per poterlo fare, ovvero il Recovery Plan e i fondi europei scritti con il territorio, che saranno la benzina da mettere nel motore del Piemonte”: è quanto ha dichiarato il presidente Alberto Cirio a conclusione della tappa di Torino di “Piemonte Cuore d’Europa”, svoltasi nella Sala della Trasparenza del Palazzo della Regione e in diretta streaming su https://piemonte2021-2027.eu

E’ così terminato il roadshow che la Regione ha voluto organizzare per condividere con i rappresentanti del mondo economico, sociale e istituzionale di tutte le province i documenti di lavoro che delineano le priorità su cui concentrare le risorse in arrivo nei prossimi anni dall’Europa: dai fondi del Recovery Plan, per i quali è stato presentato un piano del valore di 13 miliardi di euro, alla prossima programmazione dei fondi europei 2021-2027, che avrà un valore di quasi 4 miliardi di euro (circa un miliardo in più rispetto al passato). Una programmazione che si concentrerà su 5 obiettivi: un Piemonte più intelligente e competitivo, più verde e sostenibile, più connesso, più sociale e inclusivo, più vicino ai cittadini.

Tra i temi evidenziati dai rappresentanti delle istituzioni, delle varie categorie economiche, dei sindacati e dalle numerose istituzioni (tra i partecipanti il prefetto Claudio Palomba, il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, la sindaca di Torino e della Città metropolitana Chiara Appendino, il presidente della Camera di Commercio Dario Gallina e della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il segretario generale della Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, il direttore dell’Unione Industriale Angelo Cappetti, i rettori dell’Università e del Politecnico di Torino Stefano Geuna e Guido Saracco) l’individuazione di pochi ma grandi progetti capaci di generare competitività e occupazione con particolare riguardo alla filiera dell’innovazione, la redazione di bandi calibrati sulle esigenze dei destinatari per facilitarne l’accesso, l’utilizzo veloce delle risorse a disposizione come strategia basilare per colmare il divario con gli altri Paesi, la creazione dei distretti del commercio, l’investimento sull’istruzione e sulla formazione professionale in quanto chiavi di volta per la riconversione delle imprese e la coesione sociale, il recupero delle aree dismesse, lo sviluppo della digitalizzazione per favorirne l’attrattività e la sostenibilità. Tra i progetti prioritari il Parco della Salute, il Manufacturing Center e la Città dell’Aerospazio di Torino, la Città della Scienza di Grugliasco. Senza dimenticare la semplificazione amministrativa, il contrasto al dissesto ideogeologico, l’attenzione alla qualità della vita nelle zone di montagna.

“Entro fine marzo avremo consolidato il documento che arriverà al premier Draghi – ha aggiunto il Presidente – e che scriveremo dopo essere andati nelle varie province con un’iniziativa che ha rappresentato un momento di concertazione per fare in modo che i documenti non vengano scritti in un palazzo o in un ministero, ma sui territori. Trasmetteremo le istanze che sono pervenute e, Covid o non Covid, andremo avanti senza perdere neanche un minuto su questi strumenti di ripartenza economica e sociale. Potremo però ripartire davvero quando saremo tutti vaccinati. La pandemia non ci deve fermare nel programmare la ripresa del Piemonte. Ma nulla ha senso se non ci vacciniamo, perché vincerà la sfida del futuro chi vaccinerà prima i propri cittadini. Il Piemonte è virtuoso, ai vertici nel rapporto residenti/vaccinati, ma lo fa in base alle dosi che ha”.

Il presidente Cirio ha poi evidenziato come questo sia un momento storico, perché si stanno definendo le linee di indirizzo per lo sviluppo dei prossimi 10 anni: “Abbiamo a disposizione cifre che non vedremo mai più e che ci permetteranno di favorire lo sviluppo del sistema produttivo e infrastrutturale. Ma saremo competitivi solo se sapremo individuare e condividere progetti con immediate ricadute sul territorio, oltre a investire sull’istruzione e sulla formazione professionale. Sono certo che se porteremo al presidente Draghi un documento del Piemonte, e non solo della Regione, daremo alla nostra voce più forza. Importante sarà anche poter applicare il cosiddetto ‘Modello Genova’ per le opere pubbliche, perché, senza abbassare di un centimetro l’attenzione verso la legalità, abbiamo bisogno di regole veloci e facili da applicare”.

Infine, riassumendo le richieste più ricorrenti pervenute dai partecipanti agli incontri sul territorio, il presidente Cirio ha messo l’accento sul fatto che “il Piemonte è una terra che patisce anni di isolamento ed ha sete di infrastrutture, di autostrade, di metropolitane, di collegamenti ferroviari da costruire o da terminare. Ce ne sono in ogni provincia. Per questo non appena avremo disponibilità dei primi fondi partiremo con le opere mancanti di accompagnamento alla Torino-Lione, la Novara-Vercelli, la Pedemontana, il collegamento con la Svizzera, il completamento del Tenda da una parte e il collegamento con la Liguria dall’altra, alle quali voglio unire un grande sistema di opere per il turismo outdoor, dalla ciclopedonalizzazione del lago Maggiore all’utilizzo delle tratte ferroviarie abbandonate da anni per farne piste ciclabili e consentire così al Piemonte di diventare una regione modello per questo tipo di offerta”.

Ad affiancare il presidente Cirio si sono succeduti il vicepresidente della Regione Fabio Carosso e gli assessori Andrea Tronzano, Elena Chiorino, Fabrizio Ricca e Maurizio Marrone, che hanno parlato dell’importanza dell’ascolto dei territori in un momento così importante, della necessità che le azioni politiche siano perfettamente integrate tra loro senza esclusioni e riportando al centro il ruolo della famiglia, del lavoro – in particolare quello femminile -, della formazione con strumenti come le Academy, che favoriscano l’incontro tra la formazione e le esigenze delle imprese.

I cinque obiettivi della programmazione dei fondi strutturali

Piemonte più intelligente

Sviluppare innovazione e competitività del sistema produttivo con attenzione alle pmi partendo dalle filiere manifatturiere tradizionali

Diffusione di tecnologie digitali e servizi digitali

Digitalizzazione per cittadini, pubblica amministrazione, imprese, trasporti

Rafforzamento dei processi di crescita e competitività delle pmi

Formazione

Mobilità sostenibile, nuovi vettori energetici, idrogeno

Banda ultralarga

Piemonte più verde

Infrastrutture verdi in ambiente urbano e periurbano

Efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico

Sviluppo di reti, strutture e impianti di stoccaggio dell’energia

Supporto alla produzione di energie rinnovabili

Adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione dei rischi e resilienza alle catastrofi

Economia circolare

Gestione forestale sostenibile

Gestione sostenibile delle risorse idriche e riduzione degli inquinanti

Rafforzamento della biodiversità

Tutela del paesaggio e tutela del suolo

Miglioramento qualità dell’aria attraverso mobilità urbana sostenibile e ciclabilità

Piemonte più connesso

Sviluppo della logistica come comparto strategico

Potenziare ed ammodernare i sistemi di trasporto su ferro

Sviluppare l’intermodalità

Sviluppo di reti ciclabili

Trasformazione digitale della logistica

Piemonte più sociale

Rafforzamento ed adeguamento dei percorsi formativi a tutti i livelli con potenziamento di servizi individualizzati

Academy verticali, Itse Ifts, alta formazione

Inserimenti lavorativi con tirocini ed apprendistato

Formazione continua legata alle esigenze di riqualificazione delle imprese o di riconversione produttiva

Sostegno all’imprenditorialità, al lavoro autonomo e alla creazione d’impresa

Sostegno alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro

Favorire l’accesso ai servizi per l’infanzia e minori e per le famiglie vulnerabili

Contrasto alla dispersione scolastica

Misure a sostegno della natalità

Consolidamento ed informatizzazione centri per l’impiego e servizi sociali

Sostegno al turismo, al patrimonio culturale e paesaggistico, al percorso di valorizzazione delle residenze reali

Sostegno allo sport, alla qualificazione degli impianti sportivi

Piemonte più vicino ai cittadini

Rafforzamento della capacità amministrativa

Rilancio delle periferie

Rigenerazione urbana

Città a misura dei cittadini:verde,sostenibile,vicina, solidale e partecipata

Progettazione integrata di area con ampia concertazione per aree omogenee

Superamento del digital divide

Sviluppo aree interne

Attenzione alle città medie

Maggiori informazioni su https://piemonte2021-2027.eu

Un fiore per la ricerca, fino al 25 aprile anche a Torino

Per l’ottavo anno consecutivo AICG sostiene AIRC e la ricerca sul cancro con la margherita solidale italiana 100%. Anche per questa edizione la testimonial è Margherita Granbassi

Dal 5 marzo al 25 aprile torna la «MARGHERITA per AIRC».

Per l’ottavo anno consecutivo AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio) e i suoi associati, da sempre sensibili alle tematiche sociali e alle iniziative benefiche, rinnovano il sostegno alla ricerca sul cancro di Fondazione AIRC.

E lo fanno ancora una volta scegliendo la margherita, fiore della purezza per eccellenza e prodotto made in Italy al 100%.

In provincia di TORINO l’iniziativa sarà presente presso Garden Center Le Serre a Piobesi Torinese; Garden Center Peraga a Mercenasco; Hortilus Garden a Colleretto Giacosa.

MADE IN ITALY

La «MARGHERITA per AIRC» nasce nella Riviera Ligure di Ponente, in particolare nella Piana di Albenga, dove ogni anno vengono prodotti circa 10 milioni di vasi di questo splendido fiore.

La margherita è garantita da FDAI – Filiera Agricola Italiana Spa e nei centri di giardinaggio aderenti sarà contrassegnata da un’etichetta firmata FDAI e AICG.

Ogni pianta di Margherita recherà un’etichetta “parlante” con QR code, grazie al quale sarà possibile accedere a una serie di contenuti speciali: testi, video e immagini per scoprire più nel dettaglio il progetto, le caratteristiche e le informazioni sulla coltura e sulla manutenzione della margherita, oltre alle informazioni su Aicg, AIRC e il progetto di ricerca finanziato in questi anni.

TESTIMONIAL

La Margherita solidale avrà anche quest’anno il supporto di un’altra Margherita: la campionessa mondiale di scherma Margherita Granbassi, da anni al fianco di AIRC nella doppia veste di ambasciatrice e volontaria.

COME E DOVE

Sono numerosi in tutta Italia i centri giardinaggio associati ad AICG (l’elenco completo si trova sul sito www.aicg.itdove si potranno acquistare le piante di margherita solidale al prezzo di 4.50 euro: per ogni margherita venduta, 1.50 euro sarà devoluto ad AIRC per sostenere una nuova borsa di studio istituita anche grazie all’impegno di AICG.

LA BORSA DI STUDIO

L’iniziativa “Margherita per AIRC”, nata nel 2014 dalla collaborazione tra AICG – Associazione Italiana Centri Giardinaggio, Filiera Agricola Italiana spa e Fondazione AIRC, ha infatti permesso di finanziare alcuni dei migliori giovani talenti della ricerca.

Solo negli ultimi anni è stata istituita una borsa di studio triennale (2017-2019) sui meccanismi biologici alla base della leucemia e quindi, con i fondi raccolti nel 2020, è stata sostenuta la prima annualità per una nuova borsa di studio assegnata alla dottoressa Arghavanifard Negar, da gennaio al lavoro presso IFOM – Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano con un progetto di ricerca sui percorsi molecolari condivisi dalle cellule tumorali e da quelle della placenta.

I fondi raccolti quest’anno consentiranno di finanziare la seconda annualità della borsa di studio della dottoressa Negar, garantendo continuità al suo lavoro.

Per informazioni:

AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio

www.aicg.it