ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 219

Nel 2021 Conad Nord Ovest cresce

Un giro di affari di 4,35 miliardi di euro ed un ambizioso piano di sviluppo

 

La cooperativa ha chiuso il 2021 con risultati positivi: un giro di affari di 4,35 miliardi di euro (+4,82% sul 2020), un patrimonio netto consolidato di 668 milioni ed Ebitda superiore ai 55 milioni di euro. Oltre 18.000 gli occupati di sistema.

 

Previsto un piano di sviluppo triennale da 660 milioni di euro per accrescere l’offerta distributiva, i servizi, l’efficienza e la sostenibilità del gruppo attraverso formazione, digitalizzazione e valorizzazione delle filiere locali.

 

Bologna, 29 giugno 2022 – Si è tenuta oggi l’Assemblea di Bilancio del gruppo Conad Nord Ovest che ha presentato ai suoi Soci i risultati di un anno chiuso sotto il segno più. Il Gruppo archivia infatti il 2021 con un giro di affari complessivo di 4,35 miliardi di euro, un utile netto di 49 milioni di euro, un patrimonio netto consolidato di 668 milioni di euro e un incremento di vendite del + 4,82% confermando la leadership dell’insegna nelle regioni in cui è presente.

Una mattinata intensa che ha visto oltre all’approvazione del Bilancio anche il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della cooperativa, del suo Presidente nella persona di Roberto Toni e la nomina del nuovo Amministratore Delegato di Conad Nord Ovest Adamo Ascari, già Direttore Generale della cooperativa.  Il nuovo Amministratore Delegato succede ad Ugo Baldi, che assume ora il ruolo di Presidente Onorario di Conad Nord Ovest e si conferma Presidente di Futura s.r.l., società finanziaria del gruppo.

I risultati raggiunti nel 2021, anno caratterizzato dal perdurare della situazione di emergenza sanitaria e dalla crisi politica internazionale che hanno generato nuove paure ed incertezze legate ai rincari, testimoniano la lungimiranza delle scelte strategiche ed il rapporto di fiducia instaurato con i clienti e gli stakeholder sul territorio.

“Ringrazio prima di tutto per il nuovo incarico che assumo con grande responsabilità” – dichiara il neoeletto Presidente della cooperativa Roberto Toni – “Il bilancio che è stato presentato oggi vede tutti i valori in crescita, a conferma della solidità della nostra insegna e della nostra capacità di servire le comunità in cui operiamo. Si tratta di risultati importanti di cui andiamo orgogliosi. – prosegue Roberto Toni  – Il successo di Conad si fonda sulla capacità di essere un punto di riferimento per le comunità in seno alle quali operiamo attraverso i nostri soci: “Persone oltre le cose” e centralità del socio sono la bussola strategica del nostro percorso umano, professionale e aziendale. È il socio l’autentico centro motore della nostra struttura organizzativa e la sua relazione con il cliente, i collaboratori e il territorio rappresenta la chiave del successo che ha contribuito alla crescita di Conad, fino alla leadership di mercato”.

 

Il Bilancio presentato è la cartina di tornasole del forte impegno e della modernità del modello che mette al centro i Soci imprenditori presenti nelle aree di competenza della cooperativa: 381 Soci,  600 punti di vendita e oltre 18.000 occupati che operano responsabilmente generando valore per le comunità in  Piemonte e Valle d’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna (province di Modena, Bologna e Ferrara), Toscana, Lazio (province di Roma, Viterbo), Lombardia (provincia di Mantova) e Sardegna,  regione dove il Conad Nord Ovest si conferma leader di mercato con una quota del 21,5%. Gli investimenti del gruppo ammontano nel 2021 a circa 163 milioni di euro nel complesso destinati a nuove aperture e all’ammodernamento della rete di vendita nonché al potenziamento della logistica. Nel complesso sono state realizzare 12 nuove aperture e 29 ristrutturazioni di punti vendita esistenti all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità ambientale.

“Onorato accolgo la nomina ad Amministratore Delegato di Conad Nord Ovest. La continuità di indirizzo strategico e di visione, insieme ad una squadra coesa come la nostra garantiranno al gruppo   di crescere, di continuare a costruire insieme il futuro, consolidando una grande azienda che Ugo Baldi ha condotto fino qui. Una squadra determinata e pronta ad affrontare con coraggio le sfide che ci attendono e il difficile momento che il Paese sta vivendo. – ha dichiarato il nuovo Amministratore Delegato di Conad Nord Ovest Adamo Ascari – Soci e Cooperativa al fianco dei nostri clienti, uniti nei valori e concentrati sugli obiettivi per accrescere la quota di mercato, l’efficienza e la sostenibilità del gruppo. Una sfida in cui credo fortemente e che sono pronto ad accogliere, grazie ai nostri talenti e al nostro continuo investimento sullo sviluppo di nuove competenze. Ringrazio il CDA per la fiducia che mi è stata accordata e insieme … siamo pronti al futuro!”

La marca Conad conferma il suo ruolo strategico per la crescita dell’intero sistema con una quota pari al 31% del fatturato complessivo. Nel corso dell’anno Conad Nord Ovest ha distribuito complessivamente ai propri clienti, titolari di Carta Insieme, oltre 68 milioni in buoni spesa attraverso molteplici iniziative di fidelizzazione.

Si conferma quindi il lavoro di un’organizzazione coesa che si traduce ogni giorno in valore per la collettività sempre mirata alla sostenibilità e si concretizza nella creazione di posti di lavoro, nella crescita delle aziende fornitrici e nel sostegno alle produzioni dei territori e delle comunità. Nel 2021 la rete delle partnership locali conta 1.800 fornitori locali con i quali abbiamo sviluppato un fatturato di 581 milioni di euro con rapporti di collaborazione che superano frequentemente i dieci anni.

“Con la nuova governance e la nomina di Ascari a nuovo AD, confermiamo la volontà di contribuire da protagonisti a progettare un futuro di grandi sfide.  Ascari nel suo nuovo incarico porta con sé una profonda conoscenza del mondo della distribuzione e della nostra organizzazione. ha dichiarato il Presidente Onorario di Conad Nord Ovest Ugo Baldi – Sono orgoglioso del percorso di crescita che Conad Nord Ovest è riuscita a realizzare negli anni grazie alla modernità e al successo del nostro modello imprenditoriale, vera distintività strategica e grazie alla grande professionalità delle persone che vi hanno contribuito. Una storia lunga più di 50 anni che ho voluto condividere con il libro/intervista “Dietro lo Scaffale. Una vita tra persone e cose” che vuole trasferire ai giovani conoscenza e opportunità con la speranza di ispirare le future generazioni di imprenditori. Se c’è una cosa che voglio condividere con chi ci leggerà è proprio l’entusiasmo per il futuro.  La mia esperienza, come quella di tanti dentro la nostra organizzazione, è quella di chi è riuscito a crescere professionalmente, grazie a impegno, sacrifici, dedizione, passione e grazie al supporto delle persone e dei tanti soci incontrati lungo questo percorso di vita e professionale. “

 

Collegato al libro, ricordiamo l’importante iniziativa di valorizzazione che mira a sostenere il futuro dei nostri giovani, attraverso il riconoscimento da parte di Conad Nord Ovest di 10 borse di studio a 10 giovani con il progetto ’’Talenti per l’impresa’’ presso l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Per il triennio 2022 -2024 Conad Nord Ovest ha definito un attento piano di sviluppo con investimenti per 660 milioni di euro con l’obiettivo di accrescere l’efficienza e la sostenibilità del gruppo, di investire in digitalizzazione, innovazione e valorizzazione delle filiere locali, nonché in formazione e crescita del capitale umano. 

 

Nel 2021 Conad Nord Ovest ha inoltre inaugurato la “Crescere Insieme “la scuola di formazione voluta fortemente dai Soci imprenditori che nel 2022 continuerà il suo percorso. Nel contesto di cambiamento che interessa la società ed il mercato, solo dall’investimento sui soci e sul miglioramento continuo dei collaboratori, può scaturire la nostra risposta alle sfide del futuro. Conad Nord ovest si conferma punto di riferimento delle comunità in cui opera: 7,4 milioni di euro sono stati destinati nel 2021 ad iniziative di solidarietà e di responsabilità sociale a sostegno e valorizzazione del territorio e della comunità, di cui il 75% in Liberalità ed assistenza.

 

 

 

HIGHLIGHTS 2021 – CONAD NORD OVEST

LA RETE VENDITA – Conad Nord Ovest è una delle 5 cooperative che compongono il sistema Conad. 381 soci e 600 punti di vendita per complessivi 494.765 mq di superficie di vendita. Complessivamente sono 190 i concept store a servizio del cliente: 63 Parafarmacie, 26 Distributori di Carburanti, 34 Petstore, 9 negozi di ottica e 58 Bar/Bistro. Conad Nord Ovest garantisce una risposta multicanale ed una presenza capillare nei territori in cui opera: Piemonte e Valle d’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna (province di Modena, Bologna e Ferrara), Toscana, Lazio (province di Roma, Viterbo), Lombardia (provincia di Mantova) e Sardegna. Nel 2021 la cooperativa si è rafforzata in tutte le Regioni in cui è presente confermandosi primo gruppo distributivo in Sardegna con una quota di mercato del 21,5% ed attestandosi al secondo posto in Valle d’Aosta, Lazio ed Emilia.

 

LA STRATEGIA COMMERCIALE – Alla base dei successi di Conad Nord Ovest una chiara strategia commerciale che soddisfi al meglio le aspettative dei clienti e della comunità. Strategia che conferma gli asset strategici e distintivi:

–        offerta di prodotti e servizi a prezzi competitivi che rispondono alle reali esigenze della clientela

–        localismo e territorio come impegno e attenzione per la valorizzazione delle imprese e delle produzioni del territorio: nel 2021 la rete dei partner commerciali di Conad Nord Ovest conta 1.800 fornitori locali per un fatturato di 581 milioni di euro.

–        sviluppo dei prodotti a marchio Conad: l’MDD nel 2021 ha confermato il trend positivo del 2020 con una quota pari al 31% del fatturato complessivo;

–        centralità dei freschi e freschissimi, con un’offerta al cliente che privilegia la selezione di aziende e prodotti freschi del territorio provenienti da filiere controllate e un profondo assortimento di prodotto a marchio. Si conferma la bontà del progetto “Consorzi Ori” che ad oggi conta 151 aziende locali consorziate per un fatturato dei primi cinque mesi del 2022 di oltre 22.100.000 di euro.

–        Infine Multicanalità con diversificazione dei format in base alla funzione d’uso del punto di vendita con l’obiettivo di fornire risposte puntuali e diversificate alle molteplici esigenze dei clienti di vendita e Omnicanalità, intesa come integrazione circolare tra punto di vendita e mondo online in cui il Cliente è sempre al centro.

LE PERSONE DI CONAD NORD OVEST – Complessivamente in Conad Nord Ovest – rete di vendita, cooperativa, società del gruppo e ambito logistico – lavorano oltre 18.000 persone: 62% donne e 38% uomini. Nel 2021 Conad Nord Ovest ha inaugurato la scuola di formazione “Crescere Insieme” che ad oggi ha formato circa 8.066 persone ed erogato 422 unità formative in modalità sincrona e asincrona.  I percorsi di crescita sono orientati al miglioramento continuo per quanto riguarda le abilità professionali, i livelli di conoscenza dei prodotti e dei processi, l’utilizzo delle strumentazioni digitali e tradizionali; allo sviluppo dell’efficienza e dell’efficacia di tutti i processi di Punto di Vendita e di cooperativa.

LO SVILUPPO E LA LOGISTICA – Anche nel 2021 è proseguito l’impegno di Conad Nord Ovest con investimenti pari a circa 163 milioni di euro, destinati a nuove aperture e all’ammodernamento dei punti vendita e al potenziamento della logistica. Nel corso del 2021 sono state realizzate 12 aperture e 29 ristrutturazioni di punti vendita esistenti all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità ambientale. Sul fronte della logistica sono molti i progetti portati avanti nel corso del 2021 dalla cooperativa: dall’ampliamento del polo di Montopoli (PI), alla razionalizzazione dei magazzini nel Lazio, alla riqualificazione del polo di Modena, all’ampliamento con ristrutturazione di Monastir (SU) e infine, alla costruzione di un nuovo importante polo logistico in Piemonte, baricentrico rispetto all’attuale Ce. Di. di Quiliano (SV).

SOSTENIBILITÀ – confermato nel 2021 l’impegno di Conad Nord Ovest verso la sostenibilità ambientale, in linea con il progetto nazionale “Sosteniamo il Futuro”. Le strategie e le logiche distributive della Cooperativa sono parte integrante dell’impegno verso la tutela dell’ambiente. La ricerca di modelli di gestione più sostenibili e soluzioni più efficienti si realizza in azioni concrete che riguardano i punti vendita, la logistica, i prodotti a marchio e i Centri di Distribuzione. Numerosi i progetti relativi ad ambiente e sostenibilità avviati nel corso dell’anno. Tra i più significativi si segnalano gli interventi di riqualificazione energetica di numerosi punti vendita che nel 2021 hanno permesso una riduzione dell’emissione complessiva di CO2 stimata di circa 4.000 ton. equivalenti ed aver restituito all’ambiente 5.200 alberi. Grazie all’accordo con Enel X nel 2021 sono salite a 36 le postazioni di ricarica elettrica presso i parcheggi dei punti vendita, nel perimetro del progetto a cui se ne aggiungono ulteriori 4 su impianti di carburante Conad Self24h. A consuntivo è stato possibile servire oltre 16.495 veicoli elettrici per oltre 191 MWh di energia per auto elettriche, un risultato triplo rispetto al 2020. Nel 2021 si è inoltre registrata una diminuzione del 7% delle emissioni di PMX, relativamente ai flussi distributivi di Conad Nord Ovest, grazie al progressivo ammodernamento del parco mezzi e il maggior ricorso a mezzi Euro 6 ed euro 5. Inoltre, l’impiego di mezzi LNG a metano liquido ha ridotto di circa 140 ton le emissioni di CO2, pari a 182 alberi restituiti all’ambiente. Importanti i risultati in termini di risparmio complessivo di CO2 grazie al completamento degli interventi di relamping del magazzino di Montopoli e della sede legale di Pistoia: 9.584 ton di CO2 per un totale di 12.446 alberi restituiti all’ambiente.

L’IMPEGNO PER LA COMUNITA’ – Anche nel corso 2021 forte è stato l’impegno di Conad Nord Ovest in iniziative di responsabilità sociale: 7,4 milioni di euro sono stati destinati ad iniziative di solidarietà, sostegno e valorizzazione del territorio e della comunità, di cui il 75% in Liberalità ed assistenza. Un importo in crescita rispetto al 2020 di +2,4 milioni di euro (escludendo l’impegno eccezionale che ha caratterizzato il 2020 contro il Covid-19 e messo in campo con iniziative speciali e dedicate). Tra le maggiori iniziative 2021 ricordiamo la campagna solidale natalizia “Con tutto il Cuore” che ha permesso di raggiungere la straordinaria cifra di 820 mila euro donata agli ospedali pediatrici del territorio, il progetto di forte sensibilizzazione “Panchine Rosse” contro la violenza di genere che ha permesso di fare donazioni alle onlus di settore ed installare ben 276 panchine rosse all’esterno di punti vendita, in prossimità delle scuole o in aree a verde pubblico. Nel 2021 è proseguita la lotta contro lo spreco alimentare: recuperati e donati oltre 1 milione di kg di beni alimentari pari ad un valore di 3,7 milioni di euro a favore di 86 onlus ed enti caritatevoli: Banco Alimentare, Croce Rossa, Food for Soul, Caritas diocesane, singole parrocchie e ad altre numerose associazioni di volontariato. Nel 2021 la cooperativa ha lanciato il progetto “Non c’è cibo da perdere” in collaborazione con Last Minute Market.

FIDELIZZAZIONE – A dicembre 2021 le carte attive che hanno fatto almeno una spesa nell’ultimo anno sono circa 2.600.000, per un’incidenza di circa il 79% sul fatturato complessivo. Nel corso dell’anno Conad Nord Ovest ha distribuito complessivamente ai propri clienti titolari di Carta Insieme oltre 68 milioni in buoni spesa attraverso molteplici iniziative di fidelizzazione.

 

Architettura e paesaggio rurale, riapre il bando

Ancora disponibili quasi 14 milioni di euro, oltre 25 sono stati già assegnati. Per le candidature c’è tempo fino al 30 settembre

Il presidente Cirio e l’assessore Poggio: «Vogliamo poter dare al territorio il 100% di queste risorse»

 

Il Piemonte ha già usufruito del 65% delle risorse del Pnrr per il recupero degli edifici e dei paesaggi rurali storici, ma l’obiettivo è di poter assegnare al territorio il 100% dei fondi disponibili. Per questo la Regione Piemonte ha deciso di tenere aperta fino al 30 settembre 2022 la finestra di candidatura.

Dei progetti esaminati fino a oggi ne sono stati giudicati ammissibili 212 per un valore di 25,6 milioni di euro. Dal 5 luglio 2022, data di riapertura dell’avviso a sportello rivolto a soggetti privati profit e no profit, si potranno presentare eventuali altre proposte: le risorse disponibili sono ancora 13,8 milioni. Gli interventi saranno esaminati nel rispetto dell’ordine temporale di arrivo fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile.

«Non vogliamo che sia disperso neanche un euro dei fondi europei – hanno sottolineato il presidente della regione Alberto Cirio e l’assessore alla cultura turismo e commercio Vittoria PoggioE per questa ragione abbiamo deciso di tenere aperto lo sportello fino alla fine di settembre: vogliamo assegnare ulteriori risorse ai territori e a tutto il loro indotto con l’obiettivo di preservare i paesaggi rurali e storici riqualificando così alcuni simboli della nostra cultura che potranno essere restituiti alla collettività».

Le domande di finanziamento devono essere presentate, entro la fine di settembre utilizzando esclusivamente l’applicativo informatico predisposto da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e accessibile all’indirizzo CdP https://portale-paesaggirurali.cdp.it/

Quando sono i giovani ad insegnare agli anziani

Fin da piccoli ti insegnano ad ascoltare gli adulti, in particolare i nonni o gli anziani della comunità di riferimento, per imparare i segreti della vita, per evitare di commettere errori, per crescere seguendo il loro esempio.

Giustissimo, soprattutto in una società dove quarant’anni (mediamente due generazioni) non siano troppi per applicare le regole del passato; nonno ha fatto la guerra e spiega quanto sia brutta, papà ti insegna a cercare un lavoro fisso che ti consenta dopo trentacinque anni (allora) di lavoro di goderti la liquidazione.

In una società, quale quella attuale, dove i tempi sono estremamente veloci, dove gli insegnamenti degli anziani trovano pochi campi di applicazione sono, invece, i giovani a dover insegnare agli anziani, ed il termine “dovere” è quanto mai appropriato.

Pensate un attimo quand’è stata l’ultima volta in cui avete potuto insegnare, e parliamo di esperienza vissuta e non di cultura umanistica, ai vostri figli o nipoti e, per contro, quando i vostri eredi o comunque giovani abbiano insegnato a voi qualcosa.

Se mio nonno fosse stato medico, probabilmente mi insegnerebbe cosa sia una scintigrafia, la risonanza magnetica delle prime generazioni; sui virus saprebbe poco, sulle indagini per immagini meno ancora.

Lo stesso dicasi per qualsiasi professione avesse svolto e, soprattutto, per le modalità con cui le avrebbe svolte.

Pensiamo soltanto all’attività più comune per un artigiano o un commerciante, anche se spesso è la meno praticata: emissione fatture, tenuta contabilità, bonifici.

Da alcuni anni ognuna di queste attività dev’essere svolta in modo virtuale, digitale e spesso nessuno, né CCIAA, né il commercialista ti insegna come fare.

Sono pertanto i giovani i soggetti preposti all’insegnamento agli anziani, una vera missione andragogica affidata al buon cuore di nipoti, vicini di casa, ecc.

Lo stesso dicasi per le TV on demand dove i tradizionali metodi di visione sono stati stravolti da Wi-Fi, abbonamento, contratto (singolo o multiplo), ecc.

Ricordo (Sergio) che anni fa, quando si passò al digitale terrestre almeno una quindicina di persone, tra vicini di casa, amici di conoscenti, clienti di negozianti nei cui esercizi mi recavo mi chiesero, disposti a pagare, se avessi sintonizzato i loro decoder perché se no erano senza TV.

E non stiamo parlando di ignoranza di una professione (se non so fare l’idraulico è normale che ne chiami uno all’occorrenza); parliamo di un’inversione di tendenza rispetto soltanto a trenta o quarant’anni fa.

Vari strumenti tecnologici fanno ormai parte della quotidianità e una parte della popolazione rischia di venire esclusa se non si provvede a formare sul loro utilizzo anche le generazioni nate a metà del secolo scorso. E chi meglio dei nativi digitali può assumersi questa responsabilità? La diffusione degli smartphone e la digitalizzazione di numerosi servizi essenziali, si pensi alle ricette mediche e a tutti quei servizi divenuti accessibili solo attraverso l’identità digitale (SPID, ha reso infatti indispensabile il coinvolgimento dei giovani nella diffusione dell’alfabetizzazione digitale. Alcuni Comuni hanno avviato progetti che vedono giovani studenti vestire i panni di insegnanti per aiutare gli anziani a conoscere e utilizzare le funzioni di base di uno smartphone, a navigare in rete o ad accedere ed esplorare il proprio fascicolo sanitario.

Il compianto De Andrè, nel suo ultimo concerto del 1998, disse che spesso riteniamo che i giovani di oggi non abbiano valori: hanno sicuramente dei valori che noi non siano ancora riusciti a capire bene e che, comunque, nascono nel contesto di una società impostata dalle generazioni precedenti. Società che fatica ad accogliere la creatività e la freschezza delle menti più giovani e tende a procrastinare il loro ingresso nel mondo del lavoro con tutte le relative conseguenze: difficoltà a raggiungere la propria autonomia e creare la propria famiglia.

Quando un giovane rifiuta di lavorare 10 ore al giorno per 400 euro al mese ha torto? Non aveva piuttosto torto suo nonno a vantarsi di non aver mai fatto un giorno di malattia in fabbrica dove, non è improbabile, ha anche contratto qualche malattia professionale, con ritmi di lavoro disumani?

O hanno forse torto i giovani che non ambiscono più al posto fisso, resisi conto che oltre al lavoro usurante in un call center o nel reparto spedizioni di un colosso dell’e-commerce esiste ben altro, più umano, più remunerativo dal punto di vista sociale, umano, morale.

Potrà non piacere, ma oggi guadagna molto di più un influencer sui social che un imprenditore che si assuma il rischio d’impresa e che debba ogni giorno stare attento a legislazione, divieti, obblighi, risoluzioni UE, Decreti Ministeriali e via dicendo.

Se i nostri genitori avessero sbagliato tutto? D’altronde sono loro che ci hanno consegnato questo mondo, sono i nostri nonni che ci hanno fatto trovare questo pianeta devastato dal consumismo, dal benessere, dalla moda “usa e getta”.

I nostri avi ci hanno insegnato a non buttare via nulla, che gli oggetti guasti si riparano: quand’è stata l’ultima volta che abbiamo riparato un TV? Quando abbiamo lasciato un elettrodomestico in riparazione, scoprendo che comprarlo nuovo costava quasi la metà che a ripararlo?

In una società in continua, rapidissima evoluzione i giovani hanno il dovere sociale di comunicare il mondo attuale ai propri ascendenti; ciò che per i millennial è normale, è abitudine, per i nati sessanta o settanta anni fa è notte. Il nostro oggi potrà non essere il meglio, potrà essere perfettibile, potrà venir cambiato ma se non tutti possono valutarlo e deciderlo il processo di evoluzione, normale in una società, sarà zoppo.

Sergio Motta

Cristiana Francesia

 

Bullismo e cyberbullismo: impatto su salute, socialità e legalità

Secondo un’indagine a risposta multipla, svolta in 48 istituti nelle 8 province piemontesi (mille studenti, trecento docenti e cento esponenti del personale Ata), dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazionedell’Università degli studi di Torino, il 71% degli insegnanti segnala che i principali atti di bullismo percepiti  riguardano le caratteristiche personali; il 40% segnala atti di bullismo in base all’origine straniera e di bullismo basato sull’orientamento sessuale; il 24% bullismo di genere; il 19% bullismo predatorio (ad esempio furti ricorrenti ai danni di una stessa persona), il 16% bullismo verso persone con disabilità, il 2% bullismo su base religiosa. Alla base delle singole azioni ci sarebbero rabbia e forme di insicurezza dei ragazzi.

La seconda indagine del dipartimento dell’Università di Torino “Secondo il mio punto di vista“, evidenzia invece la percezione del bullismo dopo il lockdown dal punto di vista degli studenti vittime,gli  studenti testimoni e gli  insegnanti:  tutte e tre le categorie concordano sul fatto che i principali atti di bullismo si manifestino con prese in giro per il 24,3% studenti vittime,  31,1% studenti testimoni e  40,5% degli insegnanti; con minacce fisiche per 7,0%-15,4%  e 17,2% e aggressioni fisiche per il 6,2% 15,6% 23,0%. Durante il periodo di  lockdown si evidenzia un  rallentamento delle azioni di bullismo con una tendenza di crescita ala ripresa della scuola in presenza.

“È drammaticamente lunga la lista dei giovani che sono rimasti vittime di atti di bullismo, di cyberbullismo e del sexting – Stefano Allasia, presidente Consiglio regionale del Piemonte –  azioni che possono provocare effetti devastanti sulla psiche delle vittime soprattutto quelle più giovani, spingendole addirittura a togliersi la vita.Le istituzioni hanno il dovere di occuparsi di questi fenomeni sempre, e non soltanto quando una drammatica notizia di cronaca riaccende i riflettori sulla questione. Per questo il Consiglio regionale ha approvato nel 2018 una legge per contrastare e prevenire i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo , una tra le norme più avanzate a livello nazionale,  con l’obiettivo di avere informazioni di contesto e capire gli ambiti di prevenzione e intervento. Credo che a tal proposito la prima azione preventiva debba riguardare la scuola ed il ruolo educativo degli insegnanti, dal momento che  è proprio in quell’ambiente  si manifestano maggiormente i fenomeni di bullismo

“Imparare a proteggersi dai bulli, ma anche a non diventare uno di loro – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Un rischio che in un mondo amplificato dalla forza dei social network non è così remoto purtroppo, perché la rete è spesso una prolifica fucina di “leoni da tastiera”, convinti che lo schermo di uno smartphone renda invisibili o invincibili. Per questo coltivare la consapevolezza che serve a riconoscere negli altri il disagio, e in noi stessi il sintomo di un gesto o una parola prepotente e fuori luogo, è importante. Ci aiuta a sviluppare gli anticorpi necessari a combattere un fenomeno insidioso, che non va mai sottovalutato né nutrito con leggerezza e superficialità”.

Il pugno sul viso lascia un segno che forse il mondo è in grado di vedere, mentre la prepotenza senza volto, l’intimidazione senza voce del cyber-bullo non devono rimanere “trasparenti” –  ha dichiarato Alessandro Stecco , presidente della Commissione regionale Sanità – Vogliamo costruire per i ragazzi un puntello sociale, educativo e culturale che non distingua tra molestie verbali, aggressioni fisiche, forme più o meno subdole di provocare dolore negli altri. Ogni atto offensivo consapevolmente violento va intercettato, l’allarme accolto e la soluzione condivisa. La mano tesa verso chi subisce bullismo o cyberbullismo è quella che ognuno di noi deve saper porgere. Ecco il motivo che ci ha spinti ad organizzare questo convegno: sensibilizzare e conoscere un fenomeno per individuare le più opportune strategie di confinamento”.

La nuova violenza che i ragazzi subiscono o infliggono influisce sui pensieri, facendoti sentire un eroe per la violazione dell’altro o una nullità che arriva a specchiarsi nel giudizio cui si è sottoposti – ha aggiunto il vicepresidente della Commissione Sanità Andrea Cane  –  Le istituzioni, le scuole, gli operatori sanitari, le famiglie debbono avere gli strumenti per accompagnare le vittime di bullismo, sia esso fisico sia esso psicologico, ad uscire dal giogo. Dobbiamo tagliare la rete, quella in cui si rimane impigliati, quella che fa perdere coscienza di sé a favore del mostro che l’antagonista riesce a creare. Per questo abbiamo riunito in questo convegno le diverse competenze, perché la multidisciplinarietà è l’unica risposta valida a un fenomeno che si rinnova in continuazione”.

““Occorre investire sempre di più in percorsi educativi e formativi che aiutino a tenere il passo dei cambiamenti in atto, del fatto che la nostra società è sempre più contrassegnata da relazioni digitali che impattano sui meccanismi di crescita e benessere soprattutto dei più giovani”, ha dichiarato Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione Sanità. “Un aggiornamento costante che deve interessare anche la legge regionale 2/2018 da attuare e potenziare, a partire dalla creazione di centri regionali specializzati nella cura dei disturbi derivanti da un uso distorto delle nuove tecnologie, ma anche con la messa a sistema del patentino per l’uso responsabile dello smartphone, che ha ormai superato la sua fase sperimentale e rappresenta uno straordinario strumento formativo diventato modello anche per altre regioni”.

“Questo convegno  – ha dichiarato Vincenzo Lilli, presidente del Corecom Piemonte – rappresenta un significativo momento di collaborazione ed unità delle Istituzioni presenti che a diverso titolo sono impegnate nella prevenzione e nel contrasto di un fenomeno tanto odioso quanto ancora poco noto nella sua reale dimensione. Il Corecom, in virtù anche di disposizioni normative regionali, ha acquisito un ruolo fondamentale nella sua funzione di Osservatorio e di coordinamento delle progettualità tese a fronteggiare il cyberbullismo nelle sue molteplici forme in cui si manifesta. In ambito scolastico si consumano le più mortificanti condotte della dignità umana connesse al cyber bullismo, urge per questo un intervento sinergico in termini di educazione e di crescita civica”.

La garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Ylenia Serra ha ricordato in particolare di aver sottoscritto un Protocollo d’intesa che coinvolge Corecom e Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale, Università di Torino e del Piemonte Orientale e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Torino, per attuare interventi di prevenzione e contrasto del fenomeno del cyberbullismo sottolineando l’importanza di “lavorare sulla famiglia oltre che sui singoli, perché costituisce il nucleo fondamentale della società. Credo che la partecipazione dei minori vada sempre più valorizzata: oltre a costituire un loro diritto, consente agli adulti di meglio orientare le politiche di prevenzione e contrasto”.

“Il bullismo – ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione Elena Chiorino – è un fatto devastante sia per chi lo subisce sia per chi assiste. Abbiamo stanziato 140 mila euro lo scorso anno e 100 mila quest’anno per prevenire tale fenomeno nelle scuole, senza però dimenticare che il bullismo non coinvolge solo il mondo scolastico e che le ‘ragazzate’ possono sfociare, non di rado, in reati. Nel Piano di offerta formativa abbiamo inserito da settembre un progetto in collaborazione con Apple Education destinato a tutti i docenti di tutti gli ordini scolastici per l’uso consapevole della tecnologia e per aiutare i ragazzi a non essere utenti passivi degli strumenti digitali ma a conoscerne il funzionamento e ad utilizzarli in maniera attiva e non passiva”.

L’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, nell’illustrare le numerose azioni previste dalla legge regionale 2/2018 per contrastare il bullismo e il cyberbullismo, “i cui obiettivi sono tutelare e valorizzare la crescita educativa, psicologica e sociale dei minori, proteggendo i soggetti più fragili, prevenire il rischio nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza, supportare i soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori”. L’assessore ha inoltre evidenziato “l’importanza di attivare il Tavolo tecnico chiamato a collaborare con la Giunta per predisporre il Piano triennale degli interventi contro il bullismo, che dovrà essere approvato dall’Assemblea legislativa”.

 

Inail e Confcooperative Piemonte al dialogo su sicurezza e inserimento lavorativo

Mercoledì 29 giugno, nella Casa della Cooperazione in Corso Francia 329 a Torino, si è tenuto un
incontro tra Inail e Confcooperative Piemonte per discutere dei temi e delle sfide legate alla
sicurezza sul luogo di lavoro.
Al tavolo di lavoro hanno preso parte insieme al Presidente di Confcooperative Piemonte, Tino
Cornaglia, e ai rappresentanti delle federazioni e dei territori dell’associazione di rappresentanza,
anche il Direttore Regionale Inail Piemonte, Giovanni Asaro, e il Vicario del Direttore Regionale
Piemonte, Vita Romaniello.
Un incontro che ha posto le basi per discutere di innovazione e sicurezza, di inserimento lavorativo
e strumenti, e che dimostra l’attenzione che Confcooperative Piemonte continua a porre a questi
temi. Il lavoro, nelle sue diverse sfaccettature, è infatti alla base dell’impegno giornaliero
dell’organizzazione e si è dimostrato essere un terreno fertile e comune per sviluppare nel futuro
risposte concrete ai bisogni dei lavoratori.
Risposte che sono storicamente l’obiettivo di Confcooperative, come ricordato dal Presidente
regionale, Tino Cornaglia: “Questo incontro rappresenta per noi un primo importante passo
all’interno di un percorso di collaborazione che vedrà sempre al centro i lavoratori e le imprese. C’è
bisogno di innovazione e di confronto.
Entrambe le realtà, Inail e Confcooperative, hanno la possibilità di mettere sul piatto le proprie
competenze e conoscenze, con l’obiettivo comune di riuscire a maturare delle soluzioni alle principali
problematiche legate ai temi del lavoro e della sicurezza delle persone.
Intendiamo dare seguito all’incontro e continuare a lavorare per dare alle imprese cooperative nuovi
strumenti.”
“L’incontro di oggi testimonia l’attenzione dell’Inail al mondo della cooperazione e può essere
considerato il primo passo per impostare le linee di una proficua collaborazione” – ha commentato
al termine dei lavori il Direttore regionale Inail Piemonte Giovanni Asaro.
“Si tratta infatti di un settore importante dell’economia e della produzione regionale – ha proseguito
Asaro – all’interno del quale l’Istituto può offrire un contributo in termini di innovazione e
sperimentazione di modelli organizzativi che pongano al primo posto la prevenzione degli infortuni,
per garantire ai lavoratori più elevati livelli di sicurezza dell’ambiente lavorativo”.

‘Psicologo delle Cure Primarie’, il progetto della Regione

Su proposta dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi,  la giunta regionale ha approvato l’attuazione sul territorio regionale del Progetto innovativo di istituzione dello ‘Psicologo delle Cure Primarie’ per l’anno 2022 e il relativo finanziamento statale. La somma messa a disposizione dalla Regione alle Aziende sanitarie locali del Piemonte è di 1.837.616,00 euro.

Come sottolineato dall’assessore alla Sanità, la diffusa precarietà, sia economica che di salute, indotta dalla pandemia e l’isolamento vissuto in particolar modo da adolescenti e soggetti fragili hanno inevitabilmente comportato un aumento del disagio psichico e lo sviluppo di situazioni psicopatologiche che necessitano di una tempestiva presa in cura psicologica o psichiatrica.

Intenzione della Regione è utilizzare le risorse statali in arrivo per potenziare e rendere omogenee sul territorio piemontese le prestazioni di tipo psicologico.

Nello specifico, il fondo sarà finalizzato ad allineare i bisogni delle comunità e dei pazienti, anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica; rafforzare le strutture e i servizi sanitari di prossimità e i servizi domiciliari; sviluppare la telemedicina e superare la frammentazione e la mancanza di omogeneità dei servizi sanitari offerti sul territorio; sviluppare soluzioni di telemedicina avanzate a sostegno dell’assistenza domiciliare.

Lo psicologo delle Cure primarie sarà lo specialista di riferimento del territorio, attualmente nel Distretto sanitario e successivamente all’interno delle Case di Comunità, diventando il punto di riferimento continuativo per tutta quella fetta di popolazione che ha necessità di una prima presa in carico di tipo psicologico.

I servizi specialistici di psicologia delle Aziende sanitarie locali saranno coordinati dalle Strutture di Psicologia con competenze sovra locali e ogni Asl dovrà individuare un referente aziendale psicologo responsabile del progetto innovativo.

Dallo studio multicentrico internazionale dell’Organizzazione mondiale della Sanità risulta che il 24% dei pazienti che si reca dal medico di famiglia presenta un disturbo psicopatologico: le forme di disagio psicologico più frequenti sono la depressione, con una prevalenza del 10,4%, e il disturbo d’ansia generalizzata, la cui prevalenza è del 7,9%. Attualmente le problematiche di tipo psicologico, sia primarie che conseguenti a stati di cronicità o invalidità (malattie cardiovascolari, i tumori, le malattie respiratorie croniche, il diabete e la depressione), sono presenti nel 21-26% dei pazienti che afferiscono ai Servizi della medicina di base.

Jus culturae e superiorità morale della sinistra

A cura di lineaitaliapiemonte.it

Lo jus culturae, nuovo cavallo di battaglia della sinistra dopo la bocciatura dello Jus Soli, come il precedente tende ad allentare le regole per la concessione della cittadinanza agli stranieri. E se si discute su tale misura la sinistra, dall’alto della sua superiorità morale, “non capisce”

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https://www.lineaitaliapiemonte.it/2022/07/01/leggi-notizia/argomenti/messaggi-in-bottiglia/articolo/jus-culturae-e-superiorita-morale-della-sinistra-di-marco-corrini.html

Il Piemonte punta sulle grandi opere

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L’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi a Lione per un confronto costruttivo con i colleghi dell’Auvergne Rhone Alpes e della Catalogna sul corridoio mediterraneo Lisbona-Kiev. Dalla Torino-Lione opportunità anche per gli Istituti di ricerca sul cancro.



Piena soddisfazione per i lavori del cantiere italiano della Torino-Lione, ma la Francia deve accelerare sulla propria tratta nazionale. Così la coordinatrice europea responsabile del progetto ferroviario Torino-Lione Iveta Radicova al primo giorno dei Connecting Europe Days 2022, l’evento di punta europeo per i trasporti e la mobilità nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal Europeo, in corso in Francia, a Lione, fino al 30 giugno, e dove il Piemonte è rappresentato dall’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi.

«Il riconoscimento dell’impegno italiano – ha affermato l’assessore Marco Gabusi – rappresenta un attestato importante certamente per i soggetti che hanno sempre sostenuto l’opera, ma soprattutto per tutti coloro che quotidianamente operano tra mille difficoltà sui cantieri. La coordinatrice Radicova ha sottolineato il buon ritmo del cantiere italiano e ha spronato i francesi a fare come gli italiani e a decidere rapidamente sulle vie di accesso al tunnel. È una grande soddisfazione per chi, come la Regione Piemonte, ha sempre creduto nell’opera, per la quale abbiamo sempre chiesto con forza la nomina di un commissario. Da quando abbiamo ottenuto la nomina di Calogero Maugeri a commissario per la tratta italiana abbiamo finalmente ottenuto la chiarezza dovuta e l’avvio della progettazione è il primo importante risultato dopo cinque anni di stasi».

La necessità di un ritmo coordinato tra i Paesi interessati dal Corridoio Mediterraneo è emersa chiaramente nel secondo incontro della giornata, al quale hanno partecipato, oltre all’assessore Marco Gabusi e alla coordinatrice europea Iveta Radicova, la viceministra ai Trasporti dell’Auvergne Rhone Alpes Julie Maridet, per la Francia, e il viceministro ai Trasporti della Catalogna Isidre Gavín i Valls, per la Spagna. È stato affrontato il tema della costituzione di un gruppo europeo di coesione territoriale: «Come Regione Piemonte ci siamo fatti promotori della costituzione di questo gruppo territoriale – ha sottolineato l’assessore Gabusi – portando ad esempio l’esperienza del Gect, già attivo sul Reno-Alpi, e che noi conosciamo bene. Da parte francese c’è l’impegno a portare la proposta al governo, mentre il viceministro catalano ha già manifestato la piena volontà di aderire».

Nel corso degli incontri non sono mancati spunti di sviluppo di tematiche collaterali che potranno beneficiare del nuovo corridoio ferroviario. L’assessore Marco Gabusi ha infatti partecipato al tavolo di lavoro tra gli istituti di ricerca sul cancro di Candiolo e quello di Lione volto a sensibilizzare sulle opportunità che darà la costruzione della Torino-Lione e ai rapporti che già stanno nascendo. «Si fa sempre più concreta – ha confermato l’assessore Gabusi – l’idea del finanziamento di una serie di borse di studio per tesisti di entrambe le Università. Come Regione Piemonte diamo pieno sostegno all’iniziativa, a conferma che sui binari non viaggiano solo i treni, ma anche i saperi, le competenze e le conoscenze».

La Regione Piemonte è presente anche nell’area espositiva di Connecting Europe Days 2022 con lo stand in collaborazione con SCR Società di Committenza Regionale, per la presentazione del progetto di potenziamento, anche in termini di sicurezza, della tratta ferroviaria Torino-Ceres finanziato per circa 14,6 milioni dall’Unione Europea nell’ambito dei collegamenti dei centri urbani ai nodi di smistamento della mobilità. Nello stand i visitatori possono apprezzare le fasi di realizzazione dell’opera attraverso video e materiali multimediali e approfondire il progetto ‘Bridge 50’ del Politecnico di Torino, che studia la vita tecnica delle infrastrutture viarie degli anni Settanta.

Premiato il progetto Art’s In Progress del Centro Commerciale Porte di Torino

Nella categoria Social Responsability CNCC AWARDS 2022

 Nella prestigiosa location della Triennale di Milano, durante l’ultima edizione della CNCC Summer Conference, un lungo evento dedicato all’approfondimento dei temi principali che riguardano il settore retail, sono stati consegnati i CNCC AWRDS 2022, il riconoscimento annuale che il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali organizza per premiare il valore aggiunto di tutte le attività, le campagne, le strategie ed i servizi di eccellenza resi alla clientela dei centri commerciali.

Premiato nella categoria Social Responsability il progetto Art’s In Progress del Centro Commerciale Porte di Torino di Nhood, società di servizi e consulenza immobiliare internazionale specializzata nelle riqualificazioni urbane.

Art’s in Progress è il progetto di rigenerazione artistica che nasce con l’intento di portare l’arte e la creatività contemporanea in un luogo frequentato da persone di varia cultura ed estrazione sociale, al fine di renderlo più piacevole e aggregante. Diversi interventi artistici hanno quindi permesso la realizzazione di un’opera di grande impatto visivo dedicata alla lettura come pratica quotidiana. Il Centro Commerciale ha accolto e si è fatto promotore del concetto “la lettura apre la mente”, diventando punto d’incontro tra la tradizione culturale torinese e le nuove generazioni.

Attraverso la riqualificazione del parcheggio del Centro, Nhood si è posto diversi obiettivi: migliorare la reputation grazie ad un progetto in grado di trasmettere valori positivi e culturali; avere un aumento di flussi dei visitatori e una migliore percezione da parte di chi ha sempre frequentato il Centro ed infine, attraverso le attività media, migliorare l’awareness del Centro, promuovendo un’attività che ha saputo valorizzare il territorio e coinvolgendo attivamente la comunità locale e in particolare le scuole.

Sul palco a ritirare il premio, consegnato dal Presidente Roberto Zoia e dal vicepresidente Luca Lucaroni, Emanuele Zanni, Operational Marketing Manager Nhood, che ha commentato: “Ogni giorno attraverso i nostri centri commerciali e grazie all’impegno di tutti i nostri collaboratori, diretti e indiretti, Nhood è al lavoro per creare e rigenerare i tradizionali spazi dello shopping per farne luoghi di vita inclusivi, attrattivi, sostenibili, orientati alla generazione di un triplo impatto positivo: per le Persone, il Pianeta, la Prosperità. Ringraziamo i membri di CNCC e la giuria per aver creduto nella bontà di questo progetto, che rappresenta solo alcune delle azioni con cui Nhood prosegue la sua missione di sviluppatore e gestore di luoghi sempre più polifunzionali e pensati in risposta delle esigenze dei territori in cui agiamo”.

Nella stessa serata Nhood è stato insignito anche di altri riconoscimenti per i suoi centri commerciali: “NEF – Nhood Extended Family” del Centro commerciale Belpò è il progetto vincitore nella categoria Low Budget; “Kart Start” del Centro commerciale Borgo d’Abruzzo è stato premiato per la proposta innovativa nella categoria Brand awareness & Repositionig.

Questo riconoscimento conferma la strategia e gli investimenti di Nhood tesi a migliorare i servizi e l’attrattività dei propri centri commerciali per farne sempre meno luoghi di shopping “mordi e fuggi” e sempre di più spazi di vita in cui i visitatori, i collaboratori e le loro famiglie possano trascorrere tempo di qualità e cultura.

Nhood Services Italy è uno dei principali attori dell’industria immobiliare in Italia specializzato in interventi di riqualificazione urbana, oltre che importante player del settore commerciale. L’azienda conta 1.000 collaboratori distribuiti in 10 Paesi, un portfolio di 300 asset, di cui 200 di proprietà, 30.000 residenze per un valore patrimoniale globale di 8 miliardi di euro e 40 progetti in via di sviluppo, tra cui la riqualifica di Piazzale Loreto a Milano e la recente inaugurazione de La Stazione Vialia Vigo in Spagna.  L’azienda fa capo alla AFM (Association Familiale Mulliez), a cui fanno capo circa 200 aziende in 52 Paesi, tra cui Decathlon, Leroy Merlin, Brico, Norauto, Midas, Kiabi e altre. Dal 2021 Ceetrus si è fusa con Nodi – l’azienda della AFM specializzata nel settore immobiliare in Francia – per dar vita a Nhood, una nuova realtà specializzata nella consulenza e nei servizi immobiliari che sviluppa nuovi quartieri e luoghi di vita a uso misto in aree da riqualificare, con un triplo impatto positivo, sulle persone, sul pianeta, sulla prosperità. Il nuovo modello di business della società parte sempre da un’attività strutturata di ascolto del territorio e si basa su quattro pilastri: innovazione immobiliare, prossimità, cultura e intrattenimento, commercio e servizi, sposando il modello della città entro i 15 minuti e l’importanza della creazione di spazi per il benessere fisico e spirituale dell’individuo, su tutti i propri progetti. La Filiale italiana ha sede a Milano e gestisce oggi 50 asset commerciali per un patrimonio immobiliare del valore complessivo di 2 miliardi di euro ed è impegnata su diversi progetti di rigenerazione urbana, tra cui la riqualifica di Piazzale Loreto a Milano e la realizzazione del nuovo Urban Smart Mall Merlata Bloom Milano, nell’Arexpo a nord est della città. www.nhood.it

Il Teatro Carignano punta sul risparmio energetico grazie ai fondi europei

FINANZIATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON OLTRE 1 MILIONE DI EURO
DI FONDI NEXT GENERATION EU I PROGETTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO
DEL TEATRO CARIGNANO, TEATRO GOBETTI E FONDERIE LIMONE

Sono stati pubblicati sul sito del Ministero della Cultura gli esiti dell’avviso pubblico per interventi di ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali italiane, sostenuto con i fondi europei di Next Generation EU.

Collocandosi per punteggio al 3°, 12° e 13° posto su 348 progetti finanziati, vengono premiati con un contributo a fondo perduto pari complessivamente a 1.014.662 euro tutti e tre gli interventi presentati dal Teatro Stabile di Torino che interesseranno le sale direttamente gestite: Teatro Gobetti, Teatro Carignano e Fonderie Limone di Moncalieri. Tale somma coprirà l’80% dei costi previsti.

I progetti, predisposti e coordinati dal Responsabile dell’Area tecnica dello Stabile, l’ing. Silvano Catufa, prevedono tra l’altro l’istallazione di impianti fotovoltaici per un totale di 90 kW di potenza, la realizzazione di impianti di generazione calore di tipo ibrido, combinando nuove pompe di calore con rinnovate caldaie, l’implementazione e miglioramento dei sistemi di monitoraggio dei consumi e di controllo della climatizzazione, l’esecuzione di interventi di isolamento termico, quale la realizzazione di una bussola all’ingresso del Teatro Carignano, la sostituzione dei sistemi di illuminazione, sia di tipo civile che di scena, con apparati led. Tali interventi porteranno a una riduzione dei consumi di gas naturale pari a circa il 75 %, interventi che associati all’utilizzo di energia elettrica da fonti certificate 100 % rinnovabili consentiranno una netta riduzione dell’impronta di carbonio degli spazi.

Particolare soddisfazione viene espressa dai vertici del Teatro: «In una fase critica nella quale la crisi energetica e l’emergenza climatica impattano pesantemente anche sulla nostra attività, è provvidenziale l’intervento dell’Unione Europea e dello Stato per promuovere la sostenibilità dei luoghi di spettacolo – dichiarano il Presidente Lamberto Vallarino Gancia e il direttore Filippo Fonsatti. Per quanto riguarda i nostri teatri, gli interventi garantiranno un apprezzabile abbattimento delle emissioni di anidride carbonica, un sensibile risparmio sui costi delle forniture e non ultimo un miglioramento del comfort per i lavoratori e gli spettatori. Inoltre – concludono Vallarino Gancia e Fonsatti – tali azioni ci consentono di accelerare il processo di transizione green, di allinearci con gli SDG’s dell’Agenda Onu 2030 e di essere coerenti con il nostro Codice Etico».

Infine Fonsatti esprime grande soddisfazione personale anche come Presidente del Conservatorio G. Verdi di Torino, che ha presentato un project financing con Iren per l’efficientamento energetico della Sala concerti di piazza Bodoni, collocandosi al 20° posto e aggiudicandosi un contributo di 400 mila euro.