ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 160

Parte da Torino l’Innovation Roadshow delle imprese e del Made in Italy

INNOVAZIONE PER LA CULTURA E LE CITTA’ DEL FUTURO. INVITALIA, IL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY E CTE NEXT INCONTRANO LE IMPRESE CREATIVE A TORINO.

Parte da Torino l’Innovation Roadshow il nuovo format itinerante di Invitalia e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. La prima tappa nazionale è stata organizzata insieme a CTE Next, la Casa delle Tecnologie Emergenti torinese, che ospiterà il primo sportello Invitalia sul territorio e si conferma un punto di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione locale.

È partito oggi, lunedì 13 febbraio, da Torino il tour nazionale ‘Innovation Roadshow – Invitalia e le Case delle Tecnologie Emergenti incontrano le imprese creative’, organizzato da Invitalia, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e CTE Next, la Casa delle Tecnologie Emergenti della Città di Torino.

L’evento ha richiamato circa 200 persone fra istituzioni, aziende, startup, imprenditori e tutte le Case delle Tecnologie Emergenti italiane, affrontando il tema dell’innovazione applicata alla cultura, filo conduttore di questo primo appuntamento. I numerosi ospiti e relatori hanno cercato di dare risposte al senso di “vertigine” che spesso il settore culturale prova di fronte al

continuo cambiamento dovuto a tecnologie sempre più impattanti: per questo sono assolutamente necessari i confronti, come quello odierno, fra imprese, utenti finali (musei, fondazioni culturali, etc) ed enti promotori e finanziatori, come ad esempio le Case delle Tecnologie.
Il roadshow farà poi altre cinque tappe in altrettante città italiane che ospitano le Case delle Tecnologie Emergenti: dopo Torino seguiranno Bari, L’Aquila, Matera, Prato e Roma. Obiettivo di ogni appuntamento: promuovere anche i servizi e gli incentivi nazionali di Invitalia e del MIMIT a sostegno delle imprese innovative.

Nel corso dell’evento è stato inoltre inaugurato il primo sportello di orientamento sul portafoglio di incentivi e strumenti di Invitalia nel territorio piemontese, che si attiverà nei prossimi giorni presso CTE Next, in corso Unione Sovietica 214. Gli addetti allo sportello sono stati formati dagli
esperti di Invitalia per fornire un’assistenza qualificata alle diverse tipologie di imprese e ambiti settoriali e sui servizi disponibili a supporto delle aziende. Seguirà l’apertura di ulteriori sportelli sul territorio nazionale e tutti avranno a disposizione uno staff di esperti Invitalia che potrà fornire maggiori approfondimenti alla presentazione delle domande di finanziamento.

Un altro primato quindi per CTE Next, che nel 2020 vinceva il bando lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico – oggi MIMIT – per realizzare le CTE italiane, arrivando prima in graduatoria. Insieme a Torino erano stati ammessi al finanziamento Roma, Bari, Prato e L’Aquila, le stesse prime cinque tappe dell’Innovation Roadshow appena partito, insieme a Matera.

Il programma della “Casa delle Tecnologie Emergenti”, finanziato dal MIMIT, ha come obiettivi la realizzazione di progetti di sperimentazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, basati sull’utilizzo delle tecnologie emergenti, quali Blockchain, Intelligenza Artificiale (AI), Internet delle cose (IoT) capaci di sostenere la creazione di startup e le esigenze delle imprese.

Il Ministero ha indetto poi un secondo bando nel 2022, con lo stanziamento di 80 milioni di euro, e ha ammesso le città di Bologna, Napoli, Taranto, Genova, Pesaro, Cagliari e Campobasso al finanziamento dei progetti delle nuove Case delle Tecnologie Emergenti per sostenere la competitività dei territori.

Anche queste Case delle Tecnologie che sono accorse all’evento torinese di oggi, raduno che evidenzia il desiderio di fare sistema, mettendo in atto possibili sinergie in ambiti anche molto diversi.

Infine, proprio in occasione dell’Innovation Roadshow, la Città di Torino ha annunciato il prossimo lancio della seconda Call4Testing di CTE Next denominata FutureCities, che promuoverà sperimentazioni 5G di media scala di soluzioni urbane innovative in tre ambiti diversi: Cultura, turismo e rigenerazione urbana; Smart services; Gestione del territorio e sostenibilità.

Con circa 500.000 euro di fondi a disposizione, si sfideranno startup e PMI per co-disegnare e testare, insieme alla Città di Torino, ai partner e agli stakeholder di CTE Next, servizi e prodotti abilitati dal 5G e dalle tecnologie emergenti e rendere Torino più accessibile, sostenibile ed efficiente.

CTE Next rappresenta il contesto ideale per la sperimentazione sul campo di soluzioni innovative alle esigenze future delle città basate su tecnologie emergenti – commenta l’assessora alla Transizione Ecologica e Digitale della Città di Torino, Chiara Foglietta – Un catalizzatore per idee, opportunità e progetti che, attraverso la collaborazione tra innovatori, imprese, partner pubblici e privati, stakeholder, possano dar vita a soluzioni replicabili capaci di coniugare la transizione al digitale con un maggiore sostenibilità ambientale e una migliore qualità di vita delle persone”.

CTE Next Torino: una “vecchia” Casa con sempre nuove opportunità CTE Next, la Casa delle Tecnologie Emergenti di Torino, è un progetto con capofila il Comune di Torino, ed è stato formalmente inaugurato il 6 luglio 2021 con l’obiettivo di realizzare un centro di trasferimento tecnologico diffuso sulle tecnologie emergenti abilitate dal 5G, in stretta collaborazione con gli atenei cittadini – Università degli studi di Torino e Politecnico di Torino – e con altri dieci partner strategici: I3P – Incubatore del Politecnico di Torino, 2i3T –

Incubatore imprese Università di Torino, Competence Industry Manufacturing 4.0, 5T – Tecnologie Telematiche Trasporti Traffico Torino, CSI Piemonte, Digital Magics, Fondazione Links, Talent Garden, TIM e Fondazione Piemonte Innova, gestore del Cluster Nazionale Smart Communities. Ad un anno e mezzo dalla sua nascita CTE Next, conferma la sua veloce crescita ed evoluzione. A oggi sono 400 le imprese che hanno aderito alla community di innovatori vicina alla Casa di cui oltre 160 coinvolte attivamente: fra queste prevalgono le imprese digital e deep tech con una preponderanza in ambito Smart Mobility e Smart City.

Sono inoltre 83 i servizi erogati, 71 le imprese servite e 82 i soggetti formati. 20 le sperimentazioni e 310.000 euro di contributi a rimborso dello sviluppo dei modelli di business 5G e della dimostrazione in campo.
Vasto anche il catalogo di servizi co-disegnato dalla Città di Torino insieme agli altri 12 partner pubblici e privati di CTE Next, catalogo che accompagna le imprese dall’idea di business fino alla sperimentazione in campo, passando per un continuum di opportunità ed eventi di community, networking e formazione.

Da segnalare l’ulteriore apporto del Comitato Stakeholder di CTE Next: ovvero un gruppo attivo di corporate e antenne territoriali che ha ampliato le opportunità della Casa con numerose attività e servizi.
Fra i servizi più richiesti alla Casa delle Tecnologie Emergenti torinese troviamo il programma di Urban Testing e la consulenza per lo sviluppo 5G, che consente anche l’accesso agli asset e all’infrastruttura 5G sviluppata da TIM, oltre all’uso delle specifiche aree di testing indoor e outdoor. Il tutto a conferma del DNA di Torino come città laboratorio che poggia sull’iniziativa Torino City Lab, laboratorio di innovazione a cielo aperto attivo fin dal 2018.

Ricerca e innovazione, un patto tra Città e Politecnico

Per favorire l’eccellenza della ricerca scientifica e la diffusione di una cultura innovativa in aree disciplinari d’interesse condiviso, il Politecnico di Torino e il Comune di Torino intendono avviare una collaborazione, sia in attività di ricerca e di studio, sia di formazione e didattica, mettendo a fattor comune conoscenze e competenze specifiche e favorendo in tal modo l’efficienza delle azioni congiunte a beneficio della collettività.

Attività di ricerca e trasferimento tecnologico tecnico- scientifico, didattica e formazione, avviando studi e progetti di collaborazione finalizzati al raggiungimento di obiettivi operativi comuni, questi sono i punti salienti dell’Accordo triennale fra Città di Torino e Politecnico, firmato oggi a Palazzo Civico.

Il tema della transizione digitale e dell’implementazione delle tecnologie necessarie a garantirlo è centrale per l’Amministrazione e costituisce obiettivo trasversale dell’intera organizzazione comunale.

“L’obiettivo primario che la Città persegue – ha commentato il Sindaco Stefano Lo Russo – è la diffusione di una cultura innovativa basata sull’impiego di tecnologie informatiche e digitali di elevato livello negli ambiti di comune interesse come quelli della Transizione Ecologica e Digitale, dell’Urbanistica ed Edilizia, dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio, delle Infrastrutture innovative, della Mobilità Sostenibile”.

Con questo accordo il Politecnico e la Città – ha sottolineato il Rettore Guido Saracco – potranno mettere a sistema le proprie risorse e condividere gli obiettivi in molteplici ambiti: non solo la ricerca, il trasferimento tecnologico, la didattica, la formazione continua, l’organizzazione di eventi anche culturali, ma anche la riqualificazione del territorio e l’accoglienza degli studenti stranieri e fuori sede, in linea con gli obiettivi del nostro piano strategico.”

BitGeneration: il mondo di Bitcoin raccontato a universitari e liceali

 Il Bitcoin Wallet Conio annuncia  un’importante partnership con BitPoliTO, il gruppo studentesco del Politecnico di Torino che mira a promuovere la conoscenza e l’adozione di Bitcoin a livello universitario e fra i liceali. Conio fornirà finanziamenti per i progetti del gruppo studentesco del Politecnico di Torino e assicurerà il suo costante supporto a tutto il progetto.

Una delle attività principali della partnership è “BitGeneration”, il primo corso sperimentale in Italia in cui universitari e speaker di settore di livello internazionale introdurranno agli studenti delle superiori conoscenze fondamentali su Bitcoin. Durante questi seminari, i docenti parleranno della tecnologia e della storia del protocollo, oltre che di economia, matematica e informatica. Le lezioni, già partite il 31 gennaio, si terranno negli spazi del Politecnico di Torino e verranno registrate in video e pubblicate su YouTube per una maggiore accessibilità.

Nel primo incontro è stato proprio Giacomo Zucco, importante divulgatore italiano di Bitcoin oggi famoso a livello internazionale, a spiegare agli studenti le motivazioni che hanno portato alla nascita di Bitcoin: partendo dal concetto di moneta ed evidenziando le caratteristiche che contraddistinguono una buona forma di denaro. Nelle prossime lezioni, poi, proseguirà l’approfondimento dei fattori sociali ed economici dietro allo sviluppo di Bitcoin per dedicarsi, successivamente, alle parti più tecniche: dal funzionamento del Network fino all’architettura di un Wallet.

Con questa partnership, Conio dimostra di credere nello sviluppo del settore Bitcoin, investendo nella formazione di progetti e talenti, e collaborando con gli studenti che rappresentano i professionisti del futuro di questo settore. Secondo la scale-up fondata da Christian Miccoli, è importante sviluppare talenti in Italia per mantenere e accrescere il know-how in un settore strategico come quello della custodia dei digital asset.

Conio non è nuova a questi investimenti in attività di divulgazione e formazione. Di qualche mese fa è infatti la nascita del progetto EduFin 3.0, lanciato in collaborazione con Banca Generali, per andare a colmare il gap di alfabetizzazione in ambito finanziario che ancora esiste tra l’Italia e il resto d’Europa. Un’iniziativa realizzata con lo youtuber e imprenditore digitale Marco Montemagno, grazie anche al supporto di altri partner strategici del settore.

Questa partnership rappresenta un passo importante nell’adozione di Bitcoin in Italia, e siamo orgogliosi di lavorare con il Politecnico di Torino per promuovere la formazione e la conoscenza del settore in un ambiente accademico. Siamo convinti che questo genererà nuovi talenti e progetti innovativi che contribuiranno a far crescere il settore degli asset digitali in Italia, aumentando il know-how del paese in un settore strategico e promuovendo l’innovazione”, ha commentato Christian Miccoli CEO di Conio.

Iniziativa degli artigiani per tutelare le carrozzerie

Consegnata la proposta di legge elaborata dalle associazioni di rappresentanza dei carrozzieri a favore del settore per superare la limitazione del mercato creata dalle Compagnie assicurative

 

In Piemonte si contano 2.600 carrozzerie artigiane che impegnano circa 8mila addetti

L’incontro in Regione è stato realizzato dal Presidente del Gruppo Regionale della Lega , Alberto Preioni.

 

L’iniziativa è stata occasione per consegnare la proposta di legge elaborata dalle associazioni di rappresentanza dei carrozzieri a favore del settore per superare la limitazione del mercato creata dalle Compagnie assicurative attraverso la rete delle imprese fiduciarie, ora allo studio dei Consiglieri regionali.

“L’approvazione dell’ordine del giorno a mia prima firma – dichiara il Consigliere Zambaia – sorto da una interlocuzione con la categoria, è una prima risposta per accendere i riflettori delle Istituzioni su una problematica che sta mettendo in ginocchio un intero comparto. Siamo al lavoro, a tutti i livelli istituzionali, per promuovere nuovi interventi legislativi per riaffermare la libera concorrenza tra le compagnie assicurative ed il settore dell’autoriparazione, per tutelare le piccole medie imprese e al contempo la qualità e la sicurezza delle riparazioni a favore dei consumatori”

L’analisi del consigliere regionale Michele Mosca delle dinamiche del settore ha portato anche ad acquisire ulteriormente la consapevolezza che occorre unire le richieste dei carrozzieri a quelle dei periti assicurativi che chiedono l’iscrizione in apposito albo, previo conseguimento dei requisiti necessari per svolgere l’attività di riconoscimento del danno e stima dell’intervento di ripristino del veicolo.

Altro elemento fondamentale emerso dal confronto è la terzietà del perito che è da tutelare nell’interesse del sistema, ma soprattutto nell’interesse del consumatore e a tutela della sicurezza stradale.

“Oggi le compagnie assicurative – ha aggiunto il Consigliere Mosca– stanno impiegando esuberi degli uffici amministrativi per fare le perizie dei danni subiti dai clienti.”

Relativamente alla proposta di legge, Confartigianato Imprese Piemonte ha evidenziato come il comparto delle Carrozzerie stia attraversando una fase molto critica, perché è a rischio la sua stessa sopravvivenza.

“Oltre alla crisi energetica e al rincaro dei materiali di ricambio – ha denunciato Loredana Porcelli, Presidente del Gruppo Regionale Carrozzieri di Confartigianato Imprese Piemonte – che hanno ulteriormente limato i margini di redditività delle imprese del comparto, la maggior parte delle stesse si ritrovano nell’ormai annosa situazione di dover subire passivamente un contesto di mercato caratterizzato da abuso di posizione dominante, perchè di fatto di tale si tratta considerati i comportamenti scorretti messi in atto trasversalmente da più Compagnie assicurative, oltre che da un abuso di dipendenza economica che le stesse Compagnie pongono in essere nei confronti delle imprese di carrozzeria convenzionate.”

Le Compagnie assicurative – ha aggiunto Mattia Basile, associato di Confartigianato e consulente tecnico – da un lato, attraverso la canalizzazione forzata dei sinistri a beneficio delle carrozzerie convenzionate, messa in atto sia con strategie di marketing che condizionano negativamente la libera scelta della carrozzeria da parte dell’assicurato (es. contatti di call center o agenti di assicurazione, allungamento dei tempi liquidativi, applicazione di diverse dinamiche liquidative), sia con l’applicazione nei confronti dell’assicurato di condizionamenti contrattuali che ne inficiano la libertà di scelta (es. presenza di maggiori franchigie o clausole vessatorie in presenza di carrozzerie scelte dall’assicurato), e dall’altro, attraverso l’applicazione alle imprese di carrozzeria convenzionate di tariffe di mano d’opera capestro, stanno mettendo in ginocchio l’intero mercato dell’autoriparazione che interviene a seguito di sinistro del mezzo.”

Tale situazione di mercato, che si è consolidata nel corso di quest’ultimo decennio, ha prodotto come diretta conseguenza una grave lesione della libera concorrenza, in cui le imprese non convenzionate si trovano in una situazione in cui si vedono sottrarre commesse di lavoro di clienti o potenziali clienti perché indotti da scelte forzate a rivolgersi altrove, con forte riduzione della propria attività lavorativa e dei margini di redditualità che le stanno conducendo verso la cessazione della loro attività.

Confartigianato Imprese Piemonte ritiene che l’unico modo per sanare la distorsione del mercato e ripristinare la libera concorrenza sia quello di prevedere espressamente il divieto alle Compagnie di Assicurazione di fare ricorso in polizza a clausole contrattuali che contengano condizioni di liquidazione o franchigie differenziate in relazione all’affidamento dei lavori di autoriparazione ad imprese indicate dalle compagnie medesime, nonché prevedendo la nullità di clausole contrattuali che incidano sull’integrità del risarcimento del danno.

E la proposta di legge, che sarà veicolata al Parlamento Nazionale va proprio in questa direzione.

Rai Torino, Sanremo 2023 “accessibile” ai non udenti

MED-EL: inclusività e tecnologia “accessibile” per migliorare la vita di tutti

MED-EL ha collaborato nuovamente con RAI per rendere accessibile la finale del 73° Festival di Sanremo anche al pubblico non udente

Prosegue la collaborazione tra RAI e MED-EL per includere attraverso la musica.

Sabato 11 febbraio, in occasione della serata conclusiva del Festival di Sanremo 2023, si è tenuto l’evento “Sanremo Accessibile” presso il Centro di Produzione RAI di Torino. MED-EL ha messo a disposizione dei partecipanti una tecnologia innovativa che ha permesso a tutti gli ipoacusici presenti di ascoltare la musica senza distinzione di tecnologia, brand o tipologia di sordità.

Il sistema Lola, sviluppato da MED-EL e Jacoti, è stato utilizzato in collaborazione con RAI durante l’Eurovision Song Contest di Maggio 2022. Grazie al supporto di APIC, del Dipartimento di Otorinolaringoiatria Universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino e di Otofit Torino, è stato allestito il Centro di Produzione RAI con una tecnologia completamente “open” con bassissimi tempi di latenza ed alta qualità sonora.

“Connettere le persone con problemi di udito alla magia della musica è parte del nostro lavoro.

Fin dal primo impianto cocleare nel 1977, MED-EL innova le sue tecnologie e assiste ogni singolo paziente per offrire un udito sempre più vicino a quello naturale. Vogliamo che possano apprezzare ogni nota e percepire anche i minimi dettagli delle loro canzoni preferite.

Rendere Sanremo accessibile, vuol dire celebrare tutte le persone che affrontano la sordità e dar loro la possibilità di godersi la musica al meglio” afferma Gionata Conni, Marketing Manager di MED-EL Italia.

La finale del Festival di Sanremo è solo uno degli appuntamenti che vede MED-EL impegnarsi concretamente per permettere a chi soffre di ipoacusia di partecipare a grandi eventi musicali.

Nell’ultimo anno, oltre all’evento Eurovision Song Contest Accessibile, MED-EL ha organizzato il Sound Sensation Festival di Vienna: il più grande evento musicale pensato per la community dei portatori di impianti uditivi.

Tutte queste iniziative dimostrano l’impegno di MED-EL nel migliorare le vite dei propri pazienti: la musica ha un ruolo di grande importanza nei percorsi di riabilitazione uditiva successivi all’impianto cocleare. Sono ormai numerosi gli studi scientifici che sottolineano come la musica sia uno strumento logopedico in grado di stimolare le capacità cognitive associate all’udito, migliorando i risultati del percorso riabilitativo dopo l’intervento.

Verso la rinascita di Torino Esposizioni

Un altro passo avanti verso la rinascita del grande complesso di Torino Esposizioni.

Il Consiglio comunale ha approvato con 39 voti una deliberazione, presentata in aula dalla vicesindaca Michela Favaro. Il provvedimento consente di allineare il progetto complessivo di riallestimento dell’area con i dettami del Piano Regolatore Generale, dando via libera ai necessari interventi di ristrutturazione, compresa l’eliminazione di elementi architettonici aggiunti in tempi recenti ed estranei al progetto generale. Allo stesso tempo, l’atto rende le destinazioni d’uso compatibili all’insediamento dei nuovi servizi.

Lo storico polo fieristico torinese verrà infatti ristrutturato, rispettando i vincoli della Soprintendenza ai Beni architettonici, per ospitare la nuova sede della Biblioteca Civica centrale. Il trasloco sarà anche occasione per l’organizzazione di una biblioteca rinnovata non solo negli spazi, ma nelle stesse modalità di fruizione, con ampi spazi riservati ai frequentatori più piccini, una caffetteria e una sala conferenze, utilizzabili anche al di fuori degli orari di apertura della Biblioteca Civica.

Oltre alla nuova biblioteca dei torinesi, nel quadrilatero compreso tra corso Massimo d’Azeglio, via Petrarca e il Parco del Valentino troveranno posto una trentina di aule didattiche del Politecnico, con spazi di studio e socializzazione. Il Politecnico occuperà gli attuali Padiglioni 1, 3A e 3B.

In più, sarà oggetto di riqualificazione anche il Teatro Nuovo, sul quale sono in corso le necessarie verifiche con la Soprintendenza. Il progetto che ridisegna l’intera area di Torino Esposizioni, nei giorni scorsi, era stato illustrato alle commissioni Urbanistica, Patrimonio e Cultura.

La deliberazione è stata approvata dopo gli interventi dei consiglieri Tony Ledda, Lorenza Patriarca, Andrea Russi, Giuseppe Catizone, Silvio Viale, Andrea Tronzano e Pierlucio Firrao. Il sindaco Stefano Lo Russo ha poi chiuso la serie degli interventi, esprimendo soddisfazione per l’ampio consenso realizzatosi intorno a un progetto complesso, legato anche al prospiciente Parco del Valentino e in gran parte finanziati dal PNRR. Tutti i consiglieri e consigliere intervenuti, con sfumature differenti, si sono espressi in sostegno del progetto di recupero, sviluppatosi nell’arco di più mandati amministrativi.

 

Confagricoltura, Duro e il ruolo del contadino: “Comicità a dir poco sgradevole”

Siamo stupiti che un giovane e laureato utilizzi un termine ormai desueto come “contadino” per definire una professione all’avanguardia e di uno dei settori trainanti l’economia del Paese, che ha lavorato e garantito la sopravvivenza a tutta la popolazione italiana durante il lockdown”. Lo ha detto Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte a margine delle affermazioni di Angelo Duro, il comico che sul palco dell’Ariston, durante la scorsa serata del Festival di Sanremo 2023, ha cercato di intrattenere il pubblico con alcune considerazioni fuori dai classici schemi televisivi.

Si tratta di una comicità sgradevole, fuori luogo e con messaggi fuorvianti lanciati a un pubblico che non conosce la realtà moderna dell’agricoltura italiana, stimata in tutto il Mondo per il proprio “Made in”, basata sull’innovazione, l’interdisciplinarietà e il coinvolgimento sociale” continua Allasia.

Dati ISTAT, dimostrano che in Italia quasi la metà dei giovani agricoltori ha un diploma di scuola media superiore e il 19,4% ha una laurea, non esclusivamente di tipo agrario anzi, sono molti i giovani che apportano in agricoltura competenze di discipline diverse. Quelli che oggi vengono indicati come “contadini” sono imprenditori agricoli resilienti, in grado di reinventare stili di vita, modi di produrre e scambiare beni, di organizzare servizi e altre attività di cura per persone, comunità e territori, rielaborando elementi della cultura rurale e della tradizione.

Abbiamo giovani donne e uomini impegnati in prima linea nello sviluppo di un’agricoltura multifunzionale con agriturismi, agriasili, fattorie didattiche e molto altro ancora – sottolinea Lella Bassignana direttore di Confagricoltura Piemonte – la cui ricaduta sull’ambiente e sulla collettività ha notevole valore. L’agricoltore, da semplice produttore di derrate alimentari, è diventato un creatore di servizi e un generatore di valore per il territorio rurale. Non accettiamo in alcun modo pertanto delle morali come quelle andate in onda su un palco di spessore come quello di Sanremo”.

Rammentiamo che le aziende agricole condotte da under 40 in Italia sono 104.886, il 9,3% del totale e coltivano il 16% della Superficie Agricola Utilizzabile nazionale.

Giovani di spirito

Lo spirito a cui mi riferisco non è, purtroppo, quello goliardico né lo humour britannico o, più semplicemente, la verve toscana: è quello comunemente chiamato alcool.

Il nostro Paese, come molti altri nel mondo, vanta una tradizione importante nella produzione di vini, liquori e distillati (la grappa può essere solo italiana, le altre sono acqueviti) e questo fa sì che quasi tutti noi, per tradizione, beviamo vino o birra pasteggiando, in determinate occasioni ci si rivolge allo champagne francese e in compagnia ordiniamo volentieri uno spritz, un vermouth o un cocktail.

Sappiamo da sempre che, se bevuto in quantità improprie, l’alcool provoca danni anche seri all’organismo per cui ci insegnano a non bere a digiuno o durante la gravidanza ed a non esagerare quando si “fa serata”.

La legge italiana, come quella di altri Paesi, impedisce la vendita di alcolici ai minori di 18 anni sempre ed ai maggiorenni dopo le ore 24, e la somministrazione oltre le ore 03 per tutelarli mentre il loro organismo è ancora in fase di sviluppo, prova ne sia che la somministrazione a minori di anni 16 è considerata reato mentre tra i 16 ed i 18 illecito amministrativo.

Da alcuni anni, tuttavia, soprattutto nei giovani (e particolarmente nelle donne) si assiste ad un consumo esagerato di alcolici, quasi sempre lontano dai pasti, con effetti drastici: ubriacatura, ricoveri in coma, risse e, alla lunga, steatosi, cirrosi e tumori all’apparato digerente.

Come non bastasse, spesso all’assunzione di alcolici viene associata quella di sostanze stupefacenti che ne potenziano l’effetto; un tempo, quando a tutti noi capitava di aver alzato un po’ il gomito, dovendo guidare andavamo piano per evitare incidenti, per evitare di essere fermati dalle forze dell’ordine e perché, causa diplopìa alcolica, dovevamo guidare con un occhio e non possedevamo, quindi, la vista stereoscopica.

Ora, complice l’assunzione contemporanea di sostanze stupefacenti (dalle piste di coca al crack all’ecstasy e altro) il comportamento è totalmente alterato e spinge chi sia sotto l’effetto di tali sostanze a guidare pericolosamente, a tentare imprese al limite del suicidio (e, a volte, oltre il limite), a compiere reati efferati (omicidi, lesioni gravissime, rapine).

Complice uno Stato che spende molto più in aerei da guerra che in educazione, prevenzione e repressione dei reati assistiamo a condannati cui vengono concessi i domiciliari che faranno prestoperdere le tracce, famiglie distrutte dalla perdita di un congiunto, costi enormi per la Giustizia che nessuno riuscirà mai ad esigere.

Anche tralasciando i reati, stradali e non, il problema dell’etilismo è comunque preoccupante ed in costante aumento, per risolvere il quale occorre rivedere l’educazione scolastica e familiare, la repressione delle violazioni e, nell’insieme, educare ad uno stile di vita diverso.

Non sto a dilungarmi su come l’alcool venga metabolizzato dall’organismo umano; dico soltanto che solo una piccola parte dell’alcool ingerito viene eliminato attraverso il respiro e le urine; la parte preponderante viene assorbita dal fegato.

Occorre intanto considerare che l’alcool non è un nutriente perché l’organismo umano non può utilizzare direttamente il suo apporto calorico, e che la sua assunzione costante provoca danni irreparabili all’organismo (ulcera, steatosi, cirrosi, cardiopatie, danni al sistema nervoso).

Considerando anche che gli assuntori abituali di alcool hanno solitamente vita sedentaria si può dire che il contenuto del bicchiere, giunto nel nostro organismo, si trasforma in grasso; aggiungiamo che spesso gli adolescenti, anche per colpa degli orari scolastici, si alimentano con cibi ricchi di grassi saturi (fritti, grassi idrogenati, salse) e possiamo capire come il loro fegato sia destinato ad ammalarsi irrimediabilmente.

L’aspetto peggiore di tutto ciò è che, pur vigendo leggi severe a tutela dei minori, la somministrazione e la vendita a minori, il divieto di portare in strada bottiglie di vetro nelle zone della movida di ogni grande città è un corteo continuo di giovani, alcuni dei quali hanno sì e no 16 anni, che viaggiano con bottiglie di birra e bicchieri contenenti alcolici mentre le forze dell’ordine, purtroppo, non riescono a fronteggiare tale emergenza.

Trattandosi di una vera e propria emergenza sociale, è opportuno e urgente che lo Stato e le Regioni si attivino su questo fronte con l’educazione a cominciare dalla scuola secondaria di 1° grado, con l’implementazione di servizi di prevenzione e cura e con la repressione dei reati connessi all’abuso.

E’ davvero grave vedere ragazzi di 18-20 anni che si recano dal medico di base chiedendo la pillola azzurra perché hanno difficoltà a completare un amplesso.

Sergio Motta

Antifragili. Fai della fragilità il tuo punto di forza e dell’incertezza un cavallo di battaglia


Incontro con Gabriella d’Albertas, domenica 19 febbraio alle 17 al Centro Avanì di Villarbasse

Domenica 19 febbraio alle 17, al Centro Avanì di Villarbasse (via Croce Sant’Amato 31bis) si svolge l’incontro con Gabriella d’Albertas, autrice insieme a Giuseppe Vercelli del libro «Antifragili. Fai della fragilità il tuo punto di forza e dell’incertezza un cavallo di battaglia» (Feltrinelli, 2021). Al termine, aperitivo con l’autrice, ingresso 10 euro, posti limitati, necessaria la prenotazione al numero 347.4718820.

Spiega la presentazione: «Incertezza, instabilità, imprevisti, disagi, cambiamenti indesiderati, sono tutti elementi di cui faremmo volentieri a meno. Ma questo perché non ne scorgiamo il potenziale. Rovesciando il nostro punto di vista possiamo leggere gli eventi in modo completamente nuovo, riconoscendo le opportunità che si nascondono dietro le difficoltà, e le risorse che si celano dietro i limiti. La forza, quella vera, nasce proprio dal cuore della fragilità. Altrimenti è una forza solo apparente, destinata prima o poi a far cadere la maschera e a mostrare il suo vero volto, quello della debolezza. Che nulla ha a che fare con la fragilità».

Gabriella d’Albertas è life coach counsellor con approccio ipnotico-costruttivista. La sua professione e, prima ancora, la sua passione, è accompagnare le persone a viaggiare dentro se stesse, per esplorare la propria ricchezza interiore, ma anche le zone d’ombra, dove si nascondono le risorse più preziose. Questo viaggio interiore porta a una profonda trasformazione: quella delle ferite più profonde in solchi fertili, dentro ai quali fiorisce la consapevolezza, quella vera. Quella che sa rileggere la propria storia in chiave evolutiva e riconoscere la perfezione di ogni cosa. È autrice di alcuni libri, tra cui Il potere nascosto dell’ombra, Cambia vita cambiando convinzioni, Antifragili.

Giuseppe Vercelli è psicologo psicoterapeuta, docente di Psicologia dello Sport e della Prestazione Umana presso l’Università degli Studi di Torino. Responsabile dell’Area Psicologica di Juventus F.C. dal 2011 e membro della commissione medica e responsabile dell’area psicologica della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali). È membro del team autoriale che, in collaborazione con Giunti O.S., ha sviluppato e pubblicato nel 2020 l’Anti-fragile Questionnaire, primo test in grado di misurare il livello potenziale di Anti-fragilità negli individui.

Infojobs: Piemonte, oltre 38mila offerte da parte delle aziende

OSSERVATORIO INFOJOBS MERCATO DEL LAVORO 2022

QUASI 180.000 RICERCHE DI CANDIDATI IN DATABASE

  • Il Piemonte è quarto per numero di offerte di lavoro
  • Torino, l’unica provincia italiana a crescere (+1,2%) nel 2022 rispetto all’anno precedente, registra il maggior numero di annunci della regione con il 55,4% del totale
  • Oltre 600 aziende piemontesi scelgono strumenti di ricerca proattiva di candidati in database

 Il 2022 è stato un anno sfidante, in cui la progressiva complessità del quadro geo-politico e la crescita dell’inflazione hanno pesato soprattutto sul secondo semestre. Come ogni anno, InfoJobs, la piattaforma leader in Italia per la ricerca di lavoro online, ha realizzato l’Osservatorio Mercato del Lavoro 2022, per offrire un panorama dell’andamento di un mercato così complesso analizzando i dati della piattaforma.

Nell’anno appena concluso sono state quasi 410.000 le offerte di lavoro pubblicate lungo tutta la Penisola, con un rallentamento (-10,3%) rispetto al 2021, anno particolarmente dinamico dopo lo stop del periodo pandemico.

Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs commenta così i dati dell’Osservatorio Mercato del Lavoro 2022: “Il 2022 è stato un anno complesso e articolato, segnato da scenari economici, sociali e geo-politici che, come ovvio, hanno plasmato l’andamento del mercato del lavoro. Il secondo semestre, dopo i primi sei mesi di sostanziale continuità con un 2021 in ripresa, è stato caratterizzato da una contrazione delle nuove opportunità gestite tramite i classici annunci di lavoro, a favore di attività di ricerca più mirate. Assistiamo infatti a un importante aumento di oltre il 40% delle aziende che preferiscono attivare strumenti di ricerca che consentano di selezionare il candidato ideale nel nostro database di oltre 6,5 milioni di profili”.

In questo scenario, la regione Piemonte si posiziona al quarto posto nella classifica nazionale InfoJobs, dopo Lombardia al primo (32%), Emilia-Romagna (17%) al secondo e Veneto (13%) al terzo, con oltre 38.000 annunci di lavoro da parte delle aziende nel 2022. A spiccare Torino che ha guadagnato il primato di unica provincia in crescita a livello nazionale (+1,2%).

La geografia delle offerte di lavoro in Piemonte

Per quanto concerne le province, Torino è in prima posizione in regione con oltre la metà delle offerte (55,4%), seguono con grande distacco Cuneo (14,3%) e Novara (10%). Fuori dalla top 3, troviamo Alessandria (9%), Asti (4%), al sesto posto pari merito per Biella e Vercelli (3%) e in chiusura classifica Verbano-Cusio-Ossola (2%). Il dinamismo di queste province registra anche dati di crescita anno su anno, oltre Torino, crescono infatti, anche le province di Biella, con il +7,2% e Asti con il +1,1%, raccontando un positivo fermento locale a favore di chi cerca lavoro in queste zone.

Categorie professionali più richieste

Imprenditorialità, made in Italy ed eccellenze del territorio hanno trainato una regione che, in quanto a opportunità di lavoro, spazia dal settore automotive alla chimica all’agroalimentare fino al turismo, per citarne alcuni tra i principali.

Nel 2022 la categoria professionale maggiormente richiesta in Piemonte è stata Operai, produzione, qualità (25,4%), seguita da Acquisti, Logistica, Magazzino (11,3%), Amministrazione, Contabilità, Segreteria (8%).

Analizzando le evidenze emerse, seppur fuori top 3, vediamo in crescita anno su anno le categorie: Amministrazione, Contabilità, Segreteria con un incremento del +5,6%, Ingegneria con +9,6% e Turismo e Ristorazione +6,4%.

Le professioni con maggior numero di offerte

Analizzando le offerte di lavoro presenti in piattaforma ecco la top 5 delle figure professionali più cercate in regione:

  1. Magazziniere

  2. Addetto Vendite

  3. Addetto all’imballaggio

  4. Agente di commercio

  5. Operaio di produzione

Curiosando, inoltre, tra le posizioni della top 10, la classifica del Piemonte restituisce un quadro abbastanza variegato che spazia dall’Addetto pulizia camere, all’Addetto alla fatturazione, valorizzando un’ampiezza di mansioni che rispecchiano un territorio fortemente marcato da opportunità per diversi profili.

Il comportamento delle aziende

Prosegue l’interesse delle aziende verso gli strumenti di ricerca proattiva di talenti in piattaforma, grazie alla quale è possibile trovare il candidato giusto, selezionando i CV in base ai propri desiderata. Nel 2022, infatti, sono oltre 8.000 le aziende che hanno utilizzato il database di InfoJobs per cercare nuovi talenti da integrare nel proprio organico, un dato in crescita del +40,4% rispetto al 2021.

A livello regionale sono oltre 600 le aziende che scelgono InfoJobs e che hanno effettuato quasi 180.000 ricerche in database per assicurarsi uno dei talenti presenti in piattaforma.

Come sottolinea Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs “La rilevanza degli strumenti digitali per il mercato del lavoro è confermata dall’evoluzione delle aziende nella consultazione del database. Quando le aziende sono orientate alla ricerca mirata del miglior talento, accanto al classico annuncio di lavoro scelgono sempre più spesso strumenti che riescano a garantire una maggiore velocità ed efficacia dei processi di selezione. Nel nostro ruolo di facilitatori dell’incontro tra aziende e candidati, suggeriamo da sempre ai nostri utenti di avere un curriculum aggiornato e completo, che è il miglior biglietto da visita che apre le porte anche a inaspettati nuovi traguardi professionali.”

*Fonte: analisi InfoJobs sulle offerte pubblicate in piattaforma dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022.