ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 16

Bonus Mamme 2024, la comunicazione diretta all’Inps da parte delle lavoratrici

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’Inps ha reso noto che viene concessa la possibilità alle lavoratrici che hanno diritto al bonus mamme 2024 di comunicare direttamente all’Istituto nazionale di previdenza sociale i propri dati per l’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio fino alla fine del 2026. Ecco dunque che nei casi in cui il datore di lavoro della lavoratrice mamma non abbia provveduto a inserire i dati necessari alla fruizione della decontribuzione, tale operazione potrà essere eseguita direttamente dalla beneficiaria attraverso la piattaforma online dedicata dell’Inps.

Il bonus mamme 2024 è una misura che è stata pensata per supportare economicamente le donne con figli che lavorano. Più nel dettaglio hanno diritto alla decontribuzione tutte le madri lavoratrici dipendenti con almeno tre figli, di cui, almeno uno, di minore età. Il bonus mamma, come in parte già accennato, rimarrà attivo fino alla fine del 2026, anche se nel corso dei prossimi anni subirà delle modifiche sostanziali. Solo nel 2024, infatti, la misura interessa anche tutte le lavoratrici dipendenti con due figli fino al decimo anno del figlio più piccolo. Sempre escluso, invece, è il lavoro domestico.

Con il messaggio dell’Inps vengono apportare delle novità per quanto riguarda l’accesso al bonus mamme 2024. La fruizione dell’esonero non è legata alla presentazione di una domanda da parte della lavoratrice, la quale deve solo comunicare la propria volontà di beneficiare della misura al proprio datore di lavoro.

Per agevolare tale procedura e facilitare l’accesso delle lavoratrici alla misura, l’Inps ha chiarito che le mamme impegnate nel settore e pubblico e privato, titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, possono comunicare al proprio datore anche il numero di figli e i codici fiscali degli stessi. Quest’ultimi sono dati fondamentali per poter beneficiare della misura, con l’Inps stesso che ha chiarito che la loro assenza porta, entro sette mesi dalla richiesta, alla revoca del beneficio.

E’ altresì utile ricordare in cosa si sostanzia questa misura. Si tratta di un esonero contributivo al 100 per cento della quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore. La misura è prevista: fino al compimento dei 18 anni d’età del figlio più piccolo, nel caso di famiglie con tre figli; fino al compimento dei 10 anni d’età del figlio più piccolo, nel caso di famiglie con due figli (misura questa attiva solo nel 2024).

Vi è, infine, un limite massimo annuo di esonero contributivo che è pari a 3mila euro.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Commissione Ambiente: sette milioni per la vigilanza ambientale all’Arpa

In Commissione Ambiente presieduta da Sergio Bartoli l’assessore Matteo Marnati ha presentato la modifica alla legge 18/2016 sull’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa). “Senza incidere sul bilancio regionale, sono stati accantonati 7 milioni che saranno impegnati in particolare per la vigilanza e il controllo ambientale e per acquistare strumentazioni per le analisi”.
Dopo la nomina dei relatori Alberto Unia (M5s) e Roberto Ravello (FdI), la Commissione ha dato parere favorevole a maggioranza al disegno di legge di modifica che passerà ora al vaglio del Cal e della Commissione Bilancio.

Sempre in Commissione, l’assessore Marco Gallo ha presentato ai Commissari l’informativa sul programma di lavoro in merito alle Aree protette.
“I parchi naturali regionali interessano 178 Comuni per un’estensione di 150mila ettari (circa il 6% della superficie del Piemonte) e sono amministrati da 10 Enti di gestione delle aree protette (Egap) – ha detto l’assessore – il nostro obiettivo in questa legislatura è favorire la crescita dei parchi, valutando anche le opportunità di sviluppo economico e sociale, soprattutto nelle aree marginali del territorio”.
L’assessore ha parlato anche delle risorse a disposizione per una serie di azioni che riguardano la governance, la comunicazione e la pianificazione dei Parchi. “Le risorse dedicate nel bilancio, oltre a quelle per il personale e la gestione, sono 520mila euro per conservazione ed acquisizione di aree naturalistiche e 100mila auro per la tutela della biodiversità, che è il nostro capitale naturale”.
Si è parlato anche della lotta alle specie esotiche invasive e della annosa questione della convivenza tra l’uomo e il lupo.

Sono intervenuti i consiglieri: Sarah Disabato (M5s), Alice Ravinale (Avs), Roberto Ravello (FdI), Domenico Ravetti (Pd), Marco Protopapa (Lega).

Verde e agricoltura, torna Monferrato Green Farm

DALL’11 AL 13 OTTOBRE 2024
I VIVAI TORNANO TRA CONFERME E NOVITA’

 

Dall’11 al 13 Ottobre prossimi il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm 2°edizione.

Si tratta dell’’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura che vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, Artigianato, Industria e Commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

La scelta di Casale Monferrato, nel cuore di un territorio rurale patrimonio dell’Umanità Unesco, non è casuale, per la sua storia e le sue tipicità.

 

Ad organizzarla è la società casalese D&N Eventi Srl in collaborazione con Comune di Casale Monferrato, Unione dei Comuni della Valcerrina e Confartigianato Imprese Alessandria. L’iniziativa si svolge con il patrocinio di Città di Casale Monferrato, Provincia di Alessandria, Provincia di Mantova, Unione dei Comuni della Valcerrina, Associazione Comuni del Monferrato, Unione Collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantone e Camera di Commercio di Alessandria-Asti. Partner sono Confartigianato Imprese Alessandria,Confagricoltura Alessandria, Coldiretti Alessandria,  Apsroflor Comuni Fioriti, Associazione APS Madreselva, Istituto Luparia di San Martino di Rosignano, Fattoria del Toce, Ediltecnica, Ferrari BK, Vivai Varallo, Locanda dell’Arte, Arte e Party, mentre sponsor sono Cosmo e Amc.

 

Sono ben cinque le aree all’interno della Fiera che si potranno visitare:

 

Agricoltura

Vivai

Area di esposizione e mostra di animali

Salone delle Eccellenze Alimentari

Benessere e cura naturale della persona

 

 

Le aziende espositrici partecipanti alla Green Farm, frequentatrici di Fiere Nazionali importanti del settore, provengono da altre Regioni, oltre a quelle locali e piemontesi, e riguardano tutte le cinque principali categorie della Fiera.

 

Come nel caso dei VIVAI con la presenza di importanti aziende provenienti anche dal Veneto e dalla Liguria e nelle macro aree ad essi assegnate, si potranno ammirare tipologie di piante che spaziano dalle Aromatiche, ai Bulbi, Piante Fruttifere, Piante Grasse, Frutti Antichi, Rose Antiche, Foglie Grigie, Orchidee, fiori ed altre tipologie.

L’eco design dell’allestimento interno ispirato al mondo del verde che verrà realizzato e che caratterizzerà la Fiera, è a cura del garden designer, Marco Marinone in collaborazione con importanti realtà commerciali del territorio: Vivai Varallo, l’azienda Provera ed Ediltecnica con il marchio Ferrari Bk (quest’ultima con alcuni suoi relatori in sinergia con altri ospiti qualificati, svolgeranno nella giornata di venerdì 11 Ottobre un importante convegno sul BK RICE di FERRARI BK: la rivoluzionaria soluzione edilizia che coniuga sostenibilità e innovazione)

 

Lo stile sopra citato riguarderà soprattutto alcune zone focus della Manifestazione: il Campus, dove si svolgeranno gli eventi scientifici e culturali e lo spazio “Arte” a cura del maestro Pier Giorgio Panelli e dell’Associazione Echorama.

 

L’ingresso al pubblico è gratuito e a percorso libero.

ORARI:

Venerdì 17:00 – 23:00

Sabato/Domenica 10:30 – 23:00

SITO WEB

https://www.monferratogreenfarm.it

Piemonte: 15 appuntamenti di pulizia ambientale con Plastic Free

Nel weekend 28-29 settembre per l’evento nazionale “Sea & Rivers”

 

L’onda blu dei volontari di Plastic Free Onlus torna in azione per un intero fine settimana dedicato alla tutela di mari, fiumi e corsi d’acqua. Si terrà sabato 28 e domenica 29 settembre, infatti, l’evento nazionale “Sea & Rivers” organizzato dall’associazione ambientalista impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e il suo abuso nella vita quotidiana. In tutta Italia ci saranno ben 234 appuntamenti di pulizia ambientale delle coste e degli argini per liberare la natura da tonnellate di rifiuti. Sarà protagonista anche il Piemonte con 15 iniziative: sabato 28 ad Alessandria e Capriata d’Orba (AL), Borgaro TorineseCuorgnè e Strambino (TO), Borgo San Dalmazzo (CN), Gravellona Toce (VB) e Ponderano (BI); domenica 29 a TorinoMoncalieriAlpignano e Pianezza (TO), Fossano (CN) Vercelli e Novara.

 

Ma “Sea & Rivers” sarà soprattutto un grande momento di riflessione sulle condizioni ambientali in cui versa il nostro pianeta e di sensibilizzazione verso cittadini, istituzioni e imprese sulle conseguenze dei materiali plastici, sempre più pervasivi nella nostra quotidianità. Moltissimi report e ricerche scientifiche affermano che, nel 2050, nei nostri mari avremo più plastica che pesci, con inevitabili ricadute sulla salute umana. Ciò è già, purtroppo, confermato da recenti studi che hanno dimostrato la presenza di micro e nanoplastiche persino nel latte materno, nel sangue, nei tessuti e nelle vie respiratorie.

 

A supportare l’evento Plastic Free, sarà MINI, brand automobilistico che, attraverso il manifesto BIG LOVE FOR THE PLANET sostiene da tempo la salvaguardia ambientale attraverso un impegno costante e concreto.

 

“Invertire la rotta è possibile e le azioni di Plastic Free ne sono un esempio concreto che può dare speranza – dichiara Giulia Zaccaro, referente regionale Plastic Free Onlus – In appena cinque anni, siamo riusciti ad organizzare oltre 6.800 appuntamenti di pulizia ambientale, rimuovendo oltre 4 milioni di chili di plastica e rifiuti. Ma soprattutto sensibilizzando migliaia di persone, portandole a riflettere e cambiare i propri comportamenti quotidiani, rendendoli sempre più responsabili e meno impattanti. Ogni gesto è importante – conclude Giulia Zaccaro (Plastic Free Piemonte) – ed è per questo che invitiamo tutti i cittadini volonterosi a farsi avanti, iscrivendosi gratuitamente sul nostro sito e a prendere parte agli eventi più vicini. Basta andare su www.plasticfreeonlus.it/eventi”.

Iren al Salone del Gusto affronta i temi dello spreco alimentare

Sensibilizzare sui temi dello spreco alimentare e sulla riduzione dei rifiuti, educando a una loro corretta gestione: è questo l’intento, racchiuso nel claim The taste of zero waste, che guida la partecipazione del Gruppo Iren a Terra Madre Salone del Gusto 2024, la manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto che si terrà a Parco Dora, a Torino, dal 26 al 30 settembre.

Si consolida così una sinergia radicata in una forte condivisione di valori, dall’impegno per la sostenibilità alla salvaguardia dell’ambiente, che riflettono gli obiettivi del Piano Industriale 2030 del Gruppo.

Iren, sponsor dell’evento, sarà infatti presente con un proprio spazio a Parco Dora: partendo dal messaggio-guida sarà possibile scoprire il piacere di essere più sostenibili attraverso un racconto sull’uso consapevole del cibo e dei suoi scarti. Realizzato con materiali e finiture in legno riciclato, lo stand Iren sarà organizzato in diverse aree, che ospiteranno un ricco palinsesto di attività durante tutti i giorni della manifestazione. Al centro il Bancone Showaste Cooking, dove i visitatori potranno assistere a sessioni di bartending e show-cooking dedicati alla valorizzazione di quelle parti degli ingredienti che si è soliti gettare: tra le ricette proposte ci saranno pancake dolci e salati, una tisana di barbe e gambi di finocchi e uno speciale mojito alla mela verde. A condurre gli show-cooking saranno gli studenti de La Piazza dei Mestieri, istituto di formazione professionale che accoglie ogni anno circa cinquemila giovani italiani e stranieri nelle sue sedi di Torino, Milano e Catania, e che quest’anno festeggia i suoi venti anni di attività. Una realtà aperta e accessibile che si prefigge di contrastare l’abbandono scolastico e favorire l’inclusione sociale: un obiettivo che aderisce alla visione e all’impegno di Iren verso l’istruzione e la formazione sul territorio.

L’Area Talk ospiterà invece appuntamenti dedicati alla cucina sostenibile e alla lotta agli sprechi con il coinvolgimento di divulgatori e influencer all’interno della rubrica The Taste of Zero Waste Lab:  si partirà venerdì 27 con l’appuntamento con la creator Greta Volpi (@greenonthebeam) dedicato ai comportamenti sostenibili nella vita di ogni giorno, mentre sabato 28 l’esperto di cucina anti-spreco Alessio Cicchini (@rucolaaa) condurrà i presenti alla scoperta di una ricetta originale realizzata gli scarti commestibili degli ortaggi. Domenica, infine, la cuoca green Cristina Mauri (@good_food_lab) illustrerà le regole di una cucina consapevole e a basso impatto. Tutti e tre gli appuntamenti si svolgeranno alle ore 15.

A rendere iconico e riconoscibile lo spazio sarà un grande mappamondo che richiamerà la centralità dei temi legati alla tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e sarà lo spot designato per i visitatori che vorranno condividere l’esperienza allo stand sui propri canali social.

Con Eduiren, divisione educational del Gruppo, l’azienda sarà inoltre presente all’interno programmazione dello spazio Slow Food “Orto in una stanza”: giovedì 26 e domenica 30 settembre, alle ore 16.30, doppio appuntamento con “Organic waste is not waste”, un talk dedicato alle curiosità legate alla frazione organica dei rifiuti, e come è possibile ridurla e valorizzarla con piccoli gesti quotidiani.

Viticoltura resiliente. Il progetto per supportare le imprese vitivinicole


Fondazione Agrion coordina il progetto finanziato da Banca d’Alba per dare risposte immediate alla crisi climatica che colpisce i vigneti del territorio

È stato avviato il progetto “Viticoltura Resiliente” finanziato da Banca d’Alba e realizzato e coordinato da Fondazione Agrion. A promuovere e rappresentare maggiormente il progetto, insieme a Banca d’Alba, sono Giacomo Ballari, Presidente di Fondazione Agrion, Luca Luigi Tosa, Sindaco di Santo Stefano Belbo e Vicepresidente dell’Associazione Comuni del Moscato, e Pietro Cirio, Presidente dell’Associazione Comuni del Moscato e Sindaco di Loazzolo.

Il progetto, della durata triennale, nasce con l’obiettivo di trovare soluzioni immediate per fare in modo che i vigneti possano resistere a un clima sempre più impattante con ondate di calore anomalo e lunghi periodi di siccità intervallati da vere e proprie bombe d’acqua.

Il progetto pilota si sviluppa in tre aziende pioniere, ma i risultati saranno utili e significativi per tutto il comparto vitivinicolo piemontese.
Le aziende Tojo vini e Cascina delle Rocche di Moncucco situate a Santo Stefano Belbo e l’azienda vinicola Domanda di Calosso, caratterizzate da vigneti inerpicati sui Sorì, terreni in forte pendenza e con una particolare esposizione al sole, si trovano nelle condizioni di massima pressione per i fattori climatici sopra citati. Individuate con il supporto del Consorzio dei Comuni del Moscato, promotore con Agrion di questa iniziativa, le imprese sono state coinvolte in diverse tesi di valutazione in funzione anche delle criticità che hanno dovuto affrontare in questi ultimi anni.

L’AZIENDA AGRICOLA TOJO VINI

L’azienda vinicola Tojo è una cantina a conduzione familiare, fondata agli inizi del 1900 e situata a Santo Stefano Belbo, territorio collinare parte del patrimonio UNESCO. Impresa ben predisposta alla produzione vinicola e in particolar modo a quella del Moscato bianco, è condotta dai proprietari Francesco e Delia Bocchino.

La Cantina ha deciso di prendere parte al progetto e cominciare una collaborazione con Fondazione Agrion in seguito alle gravi problematiche riscontrate negli ultimi anni, causate dalla siccità e dalle temperature particolarmente elevate, che hanno danneggiato e “scottato” la produzione in vigneto.

La sperimentazione proposta da Agrion, Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, è l’utilizzo del caolino, un’argilla bianca che va a proteggere e limitare gli effetti del sole sulle viti grazie all’elevato potere riflettente. Si procederà all’applicazione del caolino a blocchi randomizzati alla dose scelta a partire dall’invaiatura ogni qual volta si prospettino temperature pari o superiori a 35°C. Il trattamento verrà svolto più volte nel corso della stagione in funzione dell’andamento climatico e pluviometrico. Verrà monitorato lo stato di salute dei grappoli, la cinetica di maturazione e differenze nei principali parametri delle uve alla maturità, con un focus sul quadro acidico e sull’accumulo di molecole aromatiche. Inoltre, verranno eseguite prove di micro vinificazioni per verificare che l’applicazione tardiva di caolino non abbia effetti indesiderati in vinificazione sulle componenti polifenoliche e aromatiche.

L’AZIENDA AGRICOLA DOMANDA

L’azienda vitivinicola a conduzione familiare Domanda è situata a Calosso, in provincia di Asti, tra le Langhe e il Monferrato. Un’impresa che, anch’essa facente parte dei Sorì, ha origine alla fine dell’Ottocento con Massimo Domanda e oggi è condotta dai pronipoti, Maurizio ed Eleonora Domanda.

L’azienda ha deciso di aderire al progetto “Viticoltura Resiliente” per affrontare le sfide sempre più pressanti imposte dal cambiamento climatico, date le gravi difficoltà affrontate negli ultimi anni nella gestione dei vigneti, messi a dura prova da temperature estremamente elevate e siccità persistente.

Per l’azienda Domanda, la proposta sperimentale di Fondazione Agrion è stata l’installazione di reti ombreggianti che hanno effetti sulla maturazione delle uve: queste, infatti, preservano il contenuto di acidità totale, riducono l’accumulo zuccherino, diminuiscono i danni da scottature sui grappoli e aumentano il tenore in clorofilla della chioma, riducendo al contempo lo stress fotochimico che sempre più spesso si verifica nei mesi di luglio e agosto, e infine, in alcuni casi, possono offrire anche protezione da danni da grandine. Verranno applicati due diversi tipi di rete con differente potere ombreggiante a blocchi randomizzati su porzioni di filari lunghe 30 m. Le reti saranno mantenute in posizione dalla completa allegagione fino alla raccolta. Verranno monitorate nel corso della stagione le differenze in termini di stato fitosanitario della chioma e dei grappoli, e le differenze relative alle cinetiche di maturazione e del tenore di clorofilla.

Le reti avranno una tessitura specifica al fine di riflettere al meglio i raggi solari, proteggere i grappoli dalle alte temperature e ridurre così il rischio di danni da scottatura. L’obiettivo è difendere e ottenere un prodotto finale di qualità superiore.

Oltre alle reti ombreggianti, Fondazione Agrion ha previsto l’installazione di sensori all’interno della chioma delle viti per monitorare in tempo reale la temperatura e l’umidità. Saranno proprio i dati registrati da questi sensori, insieme all’analisi delle curve di maturazione, delle molecole aromatiche e del monitoraggio delle malattie fungine, a dimostrare l’efficacia di queste soluzioni innovative.

LA CASCINA DELLE ROCCHE

Cascina delle Rocche di Moncucco è la terza azienda vitivinicola facente parte del progetto “Viticoltura Resiliente”. L’azienda, anch’essa a conduzione familiare, è situata sulla collina di Moncucco a Santo Stefano Belbo, e oggi è condotta da Beppe Scavino insieme ai figli Luca e Laura.

Proprio come per le aziende Tojo Vini e Domanda, anche Cascina delle Rocche ha riscontrato negli ultimi anni le stesse difficoltà nei propri vigneti e, di conseguenza, importanti scottature sui grappoli e siccità.
La soluzione proposta da Fondazione Agrion per questa azienda è invece l’uso di Biochar, un ammendante di origine vegetale da distribuire sul terreno nel periodo autunnale.
L’impiego di Biochar è una pratica agronomica sostenibile che migliora la fertilità chimica, fisica e biologica del terreno con importanti effetti sulla capacità di ritenzione idrica del suolo. Queste caratteristiche derivano dalla sua struttura che si contraddistingue per una superficie interna molto elevata. Questo ammendante verrà impiegato a blocchi randomizzati a una dose di 20 t/ha. Sarà distribuito con uno spandiletame e interrato a una profondità di 20 cm. Verranno svolti rilievi sul suolo durante la stagione per verificare le differenze in termini di contenuto idrico, conducibilità idraulica, densità apparente e resistenza a penetrazione. Il contenuto idrico nel suolo verrà anche monitorato continuamente attraverso l’installazione di sonde lungo il profilo del suolo stesso utilizzando sensori capacitivi posti a diverse profondità. Una stazione agrometeorologica sarà installata nei pressi del vigneto per la misura delle principali variabili meteorologiche (precipitazione, temperatura e umidità dell’aria). Inoltre, per ogni diversa tesi verranno svolti rilievi sulla quantità e qualità della produzione.

Ciò che ci si aspetta, come afferma Simone Bussotti, ricercatore di Fondazione Agrion e Responsabile della sede vitivinicola di Carpeneto, è “una migliore capacità di ritenzione idrica del suolo, un migliore risultato nello scambio cationico e anionico da parte del terreno e, infine, una minore riflettanza attraverso il colore nero dell’ammendante, e, dunque, una riduzione della luce riflessa dal suolo”.

Nel caso dell’azienda Cascina delle Rocche di Moncucco, ad avere un ruolo chiave è inoltre la collaborazione di Fondazione Agrion con il CNR STEMS, Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che mira a fornire risposte efficaci alle sfide legate a clima, energia e mobilità. Grazie al suo supporto, si andranno a monitorare il contenuto idrico, la capacità di infiltrazione e la risposta del terreno all’ammendante, con il quale sarà inoltre possibile diminuire la riflettanza sui grappoli attraverso il suo colore nero.

I RISULTATI ATTESI

Giacomo Ballari, Presidente della Fondazione Agrion, afferma che la ricerca svolge oggi un ruolo quanto mai importante nel settore viticolo. La vite si trova ad affrontare stress multipli dovuti a variazioni climatiche totalmente inedite: da diversi anni si alternano eventi di pioggia estrema e lunghi periodi di siccità e temperature elevate per i nostri areali.
Quello che ci si aspetta dal progetto Viticoltura Resiliente è fornire un sostegno concreto alle aziende vitivinicole in difficoltà, messe a dura prova da un clima sempre più ostile. Spesso si parla di spostare i vigneti ad altitudini maggiori o a diverse latitudini: gli effetti sarebbero devastanti, perché si andrebbe a perdere una storia antica, con danni incredibili anche a livello paesaggistico e sociale, oltre che ovviamente per il settore agricolo. L’implementazione di innovazioni in vigneto per fronteggiare i cambiamenti climatici diventa quindi estremamente importante”.

L’obiettivo del progetto è non solo risolvere definitivamente i problemi messi in evidenza dalle aziende, ma anche e soprattutto, come afferma Francesco Bocchino dell’azienda Tojo Vini,“sviluppare strategie per aiutare i vigneti a reagire alle sfide climatiche”.
Entra qui in gioco Fondazione Agrion, che abbraccia il progresso e che, mediante ricerca e innovazione tecnologica, si impegna a implementare sul territorio piemontese nuove strategie, tra cui l’uso di ammendanti come il Biochar, l’impiego di reti ombreggianti e l’utilizzo del caolino per ridurre l’impatto climatico e al contempo garantire un prodotto finale di qualità.

Uptown Torino vince il Premio della Giuria dei CasaClima Awards

Il progetto del Gruppo Building vince il Premio della Giuria per la combinazione di efficienza energetica, sostenibilità ambientale e innovazione architettonica

 

Il progetto di rigenerazione urbana Uptown Torino, realizzato dal Gruppo Building e firmato dallo studio Boffa Petrone & Partners, si è aggiudicato il prestigioso Premio della Giuria alla ventiduesima edizione dei CasaClima Awards, tenutasi a Bolzano il 20 settembre.

 

Uptown Torino è stato selezionato tra 1.700 progetti certificati, distinguendosi per aver coniugato in modo eccellente innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e comfort abitativo. Il progetto ha beneficiato del sostegno di BPER Banca.

 

Il complesso residenziale, situato ai piedi della precollina torinese, alle spalle della Gran Madre, è il risultato di un intervento di recupero e riconversione dell’ex complesso dell’ordine La Salle di Villa San Giuseppe. Con una superficie riscaldata di 4.286 mq ed emissioni ridotte di 5 volte rispetto a un edificio tradizionale, Uptown Torino rappresenta un nuovo standard nell’edilizia sostenibile, grazie alla sua capacità di integrare coefficienza energetica e basso impatto ambientale.

 

La facciata è ricoperta da pannelli in fibra di legno riciclato al 99% e impreziosita da aree verdi che favoriscono l’integrazione con il paesaggio circostante, mentre sulla copertura sono installati pannelli fotovoltaici per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

Piero Boffa, Presidente del Gruppo Building, ha commentato: “Questo riconoscimento rappresenta la nostra visione per il futuro sostenibile dell’edilizia. Uptown Torino è il manifesto per questo tipo di progettazioni, che abbiamo fortemente voluto a Torino. Siamo onorati di aver conquistato il Premio della giuria, composta da professionisti di grande esperienza, che hanno riconosciuto il valore del progetto. Questo premio conferma che stiamo andando nella direzione giusta. Crediamo che l’edilizia del futuro debba necessariamente coniugare alta efficienza energetica, materiali eco-sostenibili e tecnologie smart, rimanendo sempre impegnati nel recupero dell’esistente. Il nostro obiettivo è continuare a essere all’avanguardia in questo campo, definendo nuovi standard per l’abitare contemporaneo.

 

Il progetto Uptown Torino è un esempio virtuoso di come la rigenerazione urbana possa contribuire a creare città più sostenibili e vivibili, recuperando spazi esistenti e migliorando la qualità della vita dei residenti.

Dagli anni ’70 agli anni ’90, la Formazione Professionale

Una mostra digitale e un podcast di tre puntate raccontano il trentennio dagli anni ’70 agli anni ’90 della Formazione Professionale a gestione diretta Regionale e la storia dei materiali didattici multimediali.

Uno speciale archivio di ISMEL (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali) ospita dal 2022 un gran numero di materiali didattici prodotti o distribuiti gratuitamente dalla Regione Piemonte ai Centri di Formazione Professionale sul territorio regionale a partire dagli anni ’80.

Oltre 340 videocassette, 70 audiocassette, 3500 diapositive, 900 lucidi per lavagna sono testimonianze dell’evoluzione nel supporto alla didattica dei C.F.P. e degli sforzi fatti dalla Regione negli anni della gestione diretta per rafforzare i metodi didattici e ampliare le materie, le competenze, il livello di formazione.

Il progetto di ISMEL sostenuto dalla Regione Piemonte apre l’archivio al pubblico per far scoprire le sue peculiarità. Nel dettaglio:

o   una mostra digitale sulla piattaforma PREZI permette di curiosare nell’archivio, scoprire i materiali contenuti, vedere le diapositive, ascoltare videocassette e audiocassette digitalizzate, sfogliare esercizi e guide didattiche, rivivere tramite i diatape digitalizzati le realtà dei C.F.P.
https://prezi.com/p/xm2o-jhlug70/la-mediateca-della-formazione-professionale-in-piemonte/

o   il podcast Il Piemonte e la Formazione Professionale. Un viaggio dagli anni ’70 al XX secolo racconterà in tre puntate (in uscita il 23, 24 e 25 settembre) alcune istantanee ed evoluzioni che hanno caratterizzato la Formazione Professionale dall’inizio della gestione diretta della Regione (1972) alla fine del secolo con il supporto di testimonianze dirette. Realizzato con il supporto tecnico di Radio G.R.P.
https://open.spotify.com/show/6I2mMIgzcxrxyGWEfR9Csp?si=44647e6c36ff48d8

“La multimedialità del progetto – racconta Gianni Rossetti, Presidente di ISMEL – permette la diffusione di queste storie ovunque. Valorizza un’esperienza importante come quella della formazione professionale in Piemonte negli anni successivi alla regionalizzazione, attraverso crisi economiche e un mondo del lavoro che stava vivendo una grande rivoluzione. La mediateca fa parte di questa storia di sviluppo e allargamento dell’offerta formativa, con un occhio alle specificità produttive dei vari territori”.

La Regione Piemonte prevede di assumere oltre 500 persone nei prossimi cinque anni

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Ieri l’assessore al Personale Gian Luca Vignale ha presentato alla Prima Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Roberto Ravello, il nuovo piano di assunzioni per il futuro quinquennio 2025-2029.

Secondo il progressivo delle assunzioni nei cinque anni di mandato si prevede di assumere 606 addetti (suddivisi 36 dirigenti e 570 delle altre categorie) attraverso i meccanismi della mobilità, dello scorrimento di graduatorie di altri enti e di due nuovi concorsi che si terranno negli anni 2025 e 2027. Le assunzioni permetteranno di coprire i pensionamenti che sono stati stimati nel quinquennio di interesse (2025-2029) per la Regione di 570 dipendenti.

Grazie a questo piano di rotazione, con diversi orizzonti temporali a tre anni (per le immediate coperture) e a cinque anni (per un quadro più dettagliato dei pensionamenti/assunzioni vedere le tabelle allegate), la Regione potrà armonizzare le fuoriuscite con i nuovi ingressi di personale, senza privare l’apparato amministrativo di risorse o lasciare periodi di vuoto in attesa di concorsi e assunzioni.
Si tratta di un vasto piano di assunzioni che permetterà sia a personale amministrativo in servizio ad altri enti di trasferirsi alle dipendenze regionali attraverso la mobilità e le graduatorie concorsuali già espletate, sia attraverso i concorsi indetti direttamente dalla Regione di accedere all’assunzione per chi non lavora per il pubblico impiego. È utile sottolineare, infine, come nel primo triennio di assunzioni sarà anche garantita la quota di 65 posti riservata alle categorie protette individuata dalla legge n.68/99.

“Con il piano assunzionale presentato quest’oggi – dichiara l’assessore Vignale – noi progettiamo il futuro della gestione regionale. Il piano, così come concepito, ci permetterà di ricoprire gradualmente ed efficacemente i futuri pensionamenti. Con la mobilità e lo scorrimento delle graduatorie acquisiremo rapidamente parte delle nuove assunzioni attingendole da un bacino esistente nel settore pubblico locale, mentre per le nuove assunzioni abbiamo previsto due tranches di concorsi. Il primo si svolgerà presumibilmente nel corso del prossimo anno, il secondo nel 2027”.

“Quando ero assessore al Personale – prosegue Vignale – nel 2013 avevamo già effettuato 300 stabilizzazioni. Ad esse si aggiungono le assunzioni avvenute con i concorsi espletati nel 2021. Azioni che hanno posto rimedio a gravi lacune accumulate negli anni intermedi. In quel periodo non erano stati in grado di sostituire chi andava in quiescenza, perdendo così non solo il capitale umano ma, soprattutto, le competenze dei più esperti che non venivano trasmesse ai colleghi più giovani.
Considerando, infine, il quinquennio assunzionale tra il 2019 e il 2024 che ha visto l’assunzione di 853 nuovi dipendenti e quelli previsti nel Piano che ho presentato, possiamo affermare che i governi regionali che hanno visto il centrodestra alla guida della Regione hanno saputo garantire e garantiranno oltre 1400 assunzioni in dieci anni. I numeri permettono di apprezzare la capacità di garantire un netto e significativo ricambio generazionale con la trasmissione e il giusto mix di esperienza e competenze e gioventù e nuove risorse”.

La Regione per lo sviluppo del territorio

Ammontano a oltre 34,5 milioni di euro le risorse stanziate per realizzare 47 progetti in altrettanti Comuni del Piemonte mediante il Programma operativo complementare (POC) di raccordo tra le programmazioni dei fondi strutturali 2014-20 e 2021-27.

La Regione interviene con più di 25 milioni, mentre gli enti coinvolti partecipano contribuiscono con un co-finanziamento che va dal 10 al 20% dell’importo di ogni progetto.

Gli interventi sono inseriti in otto accordi di area così suddivisi: Alessandrino (Capriata d’Orba, Castellazzo Bormida, Cella Monte, Grondona, Mirabello Monferrato, Murisengo, Quattordio, San Salvatore Monferrato), Astigiano (Antignano, Canelli, Moncucco Torinese, Montiglio Monferrato, San Paolo Sobrito), Canavese (Bollengo, Forno Canavese, Leini, Montanaro e Verolengo), Area Metromontana (Candiolo, Cavour, Cercenasco, Moncalieri, Moncenisio, Settimo Torinese, Usseglio), Langhe (Alba, Bossolasco, Magnano Alfieri, Montaldo Roero, Moretta, Neviglie, Priocca, Santa Vittoria d’Alba, Santo Stefano Belbo, Scarnafigi), Nord Est (Biella, Crescentino, Crevoladossola, Madonna del Sasso), Alpi Mediterranee (Bagnasco, Castelletto Uzzone, Ceva, Chiusa Pesio), Monviso (Cartignano, Montemale di Cuneo, Rittana e Robilante). Il dettaglio degli interventi

“Sono risorse importanti – commentano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Programmazione economica e finanziaria Andrea Tronzano – che permettono a diversi Comuni di usufruire per lo sviluppo del territorio di finanziamenti che la Regione ha saputo intercettare per metterli a disposizione dei Sindaci. Un lavoro importante e un gioco di squadra quanto mai utile a favore della collettività e che dimostra ancora una volta con la buona amministrazione si ottengono risultati significativi”.