Auto si ribalta: gravi donna e figlia di 12 anni

Dopo un incidente stradale una donna di 48 anni e la figlia di 12 anni sono state ricoverate in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Novara. La vettura guidata dalla donna si è ribaltata autonomamente sulla la tangenziale di Novara, in direzione di Vercelli. In auto anche altre due bambine, di dieci e otto anni, ma non sono in condizioni preoccupanti.

AmMira, il Festival rigenerativo delle periferie di Torino 

Fondazione AIEF in collaborazione con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Fondazione AIEF inaugura la fattoria con i mini pony al Castello di Lucento e festeggia 5 anni di attività.

TORINO – Fondazione AIEF celebra il suo quinto anniversario con una grande festa al Castello di Lucento, luogo simbolo dell’azione rigenerativa che ha promosso in questi anni nelle periferie torinesi. Durante l’evento è stata inaugurata la nuova fattoria del Castello con i mini pony che ospiterà attività didattiche, educative e riabilitative rivolte in particolare a bambini e ragazzi con fragilità.

Ha, inoltre, preso il via l’edizione 2026 di AmMira Festival, il Festival rigenerativo promosso nelle periferie di Torino da Fondazione AIEF con il sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT: dal 9 maggio al 7 agosto, il Festival propone oltre 50 appuntamenti tra incontri, laboratori, spettacoli e momenti di partecipazione, coinvolgendo oltre 30 enti e associazioni, scuole, cittadini e istituzioni. Una programmazione trasversale rivolta a pubblici diversi, ospitata tra il Castello di Lucento e il Centro AIEF Mirafiori, che conferma AmMira non solo come calendario culturale e aggregativo, ma come percorso continuativo di ascolto e co-progettazione, parte integrante del modello rigenerativo di comunità. Il Festival, infatti, attiva processi strutturati di partecipazione e raccolta dati qualitativi, grazie a questionari somministrati durante gli eventi e ai successivi processi di analisi e mappatura, utili a intercettare bisogni e desideri dei quartieri e a orientare interventi futuri di riqualificazione urbana, sviluppo di servizi e rigenerazione sociale. AmMira Festival Mirafiori è anche parte del programma “ESTATE A SUD 2026: TORINO, CHE SPETTACOLO, CHE BELLA ESTATE!” promosso dalla Città di Torino e dalla Fondazione per la Cultura.

La fattoria del Castello è un nuovo spazio che amplia l’offerta progettuale di Fondazione AIEF, rafforzando il legame tra natura, cura, relazione e percorsi di autonomia. Nasce nell’ambito di AmMira, che è molto più di un Festival: è un processo che si rinnova e cresce ogni anno insieme ai quartieri, un’occasione concreta per costruire legami, raccogliere bisogni reali e trasformarli in azioni e servizi duraturi” dichiara Tommaso Varaldo, Presidente di Fondazione AIEF. “È questo il senso del modello AIEF: ascoltare, co-progettare e restituire valore al territorio attraverso percorsi condivisi”.

Cinque anni celebrati al Castello di Lucento, luogo che è diventato un esempio virtuoso di socialità, inclusione e impegno per i giovani e le famiglie, dove si creano legami e comunità. Continuiamo a sostenere realtà come questa che ogni giorno costruiscono relazioni, reti e futuro” ha scritto sui social, commentando la sua partecipazione all’evento, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

Con il sostegno ad AIEF – sottolinea la Presidente Cristina Di Bari – la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT riafferma il proprio impegno nel promuovere progetti di rigenerazione territoriale che siano motori di cambiamento. Il nostro obiettivo è intercettare i bisogni reali delle persone attraverso azioni a impatto che offrano risposte concrete a tutte le fasce della popolazione, dall’infanzia alla terza età, promuovendo una comunità sempre più coesa e collaborativa, mettendo al centro il legame tra le generazioni e la solidità del tessuto sociale.”

A conferma dell’impatto sociale del festival, nelle prime tre edizioni AmMira ha realizzato oltre 120 eventi, coinvolgendo 50 enti e circa 6.000 partecipanti. Da queste edizioni sono nati servizi strutturati e continuativi come il Centro Diurno Aggregativo AIEF, dedicato alla prevenzione dell’isolamento degli anziani e delle malattie neurodegenerative, e l’Orto didattico urbano e la fattoria del Castello di Lucento, esempi concreti di come il Festival rappresenti un motore di rigenerazione e non solo un evento temporaneo.

Il programma completo è disponibile su www.fondazioneaief.org. Per aggiornamenti e contenuti si possono seguire le pagine social @ammirafestival.

FONDAZIONE AIEF

Fondazione AIEF si dedica al sostegno di persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali attivando progetti sociali nelle periferie di Torino. Nelle sue sedi, il Centro AIEF di Mirafiori e il Castello di Lucento, si sviluppano attività educative e riabilitative dedicate alle fragilità di bambini e adolescenti, interventi di contrasto alle povertà e alla dispersione scolastica, progetti a supporto delle vulnerabilità degli anziani e percorsi di formazione lavorativa per persone con disabilità. Tra il 2022 e il 2025 i progetti AIEF hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari bisognosi. Una valutazione d’impatto, promossa dalla Fondazione nell’ambito di AmMira Festival 2025, per misurare in modo strutturato gli effetti generati dai progetti, ha stimato che, a fronte di 1,4 milioni di euro di donazioni raccolte e investite nelle attività, il valore economico generato per il territorio supera i 4 milioni di euro e il 79% dei beneficiari delle progettualità AIEF dichiara un miglioramento significativo della propria qualità della vita. Accanto ai progetti educativi e di inclusione sociale, c’è l’impegno di AIEF nella trasformazione di spazi abbandonati. Come realizzato per il Centro AIEF a Mirafiori e il Castello di Lucento, oggi Centri di Protagonismo Giovanile e punti di riferimento per il territorio, la Fondazione promuove interventi di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale. Fondazione AIEF è un ente no profit nato nel 2021 per volontà di Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley che ne costituiscono il patrimonio. Sostiene il proprio operato con il contributo di imprese, fondazioni e benefattori attraverso donazioni, lasciti e il 5×1000.

“Napoli nobilissima”, due atti unici di Raffaele Viviani

In scena al teatro Carignano da martedì 12 maggio  per la regia e interpretazione di Geppy Gleijeses

Martedì 12 maggio, alle ore 19.30, debutterà al teatro Carignano la pièce teatrale “Napoli nobilissima”, spettacolo composto di due atti unici di Raffaele Viviani, dal titolo “Don Giacinto” e “La musica dei ciechi”. La pièce vanta come regista Geppy Gleijeses, che sarà in scena con il figlio Lorenzo, Massimiliano Rossi, Chiara Baffi e undici attori-musicisti da poco diplomati al teatro Nazionale di Napoli. Lo spettacolo è  prodotto da Dear Friends e dal Teatro di Napoli, Teatro Nazionale e resterà in scena fino a domenica 24 maggio.

Geppy Gleijeses dirige due atti unici di Raffaele Viviani, il “Don Giacinto”, composto nel 1923, e “La musica dei ciechi” del 1928, offrendo uno spaccato della Napoli popolare e autentica. Nel primo il vecchio Giacinto, uomo di onore e dignità, si trova a dover fronteggiare le miserie umane e l’ipocrisia; nel secondo un’orchestrina di ciechi, guidata da un guercio e assistita da un pietoso venditore di ostriche, racconta una Napoli dolente e verace. Le musiche sono originali di Viviani  e si intrecciano a canti, danze e prosa, avvolgendo lo spettatore in un viaggio emozionante nel cuore del teatro partenopeo, restituendo la forza lirica dei bassifondi e immergendo il pubblico in una realtà cruda e poetica.

“Raffaele Viviani – spiega il regista e interprete Geppy Gleijeses –  rappresenta il più grande autore teatrale napoletano che ha esplorato, tranne che nell’ultimo periodo della sua attività,  la strada e i suoi eroi, miserabili, povera gente, i rifiuti della società  ( così come Eduardo, mio Maestro, penetrò i gangli più profondi dell’animo umano). Ma di Viviani ancora non si è scoperta e esaminata del tutto la grandezza universale. Vicino a Bertold Brecht, per tematiche e analisi umana, ma culturalmente assai lontano non avendolo mai conosciuto  o comunque preso come riferimento,  Viviani, incredibilmente, pur non sapendo scrivere la musica, la fischiettava a un maestro, e pur non conoscendo le sonorità di Weil e di Eisler, risulta estremamente vicino a quella temperie musicale.

Ho già diretto “Don Giacinto” nel 2000 per il Festival di Benevento. Si tratta della storia agrodolce  di un vecchietto dignitoso e nobilissimo, bersagliato dalla umanità  dolente e variopinta che lo circonda. “La musica dei ciechi” è  insieme  a “Sik Sik, l’artefice magico”, il più  bell’atto unico mai scritto da un autore napoletano, paragonato,  se non addirittura superiore a “I ciechi “ di Maeterlinck. Narra la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi guidati da un guercio”.

Info teatro Carignano, piazza Carignano 6 Torino

Orari degli spettacoli martedì,  giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì  ore 20.45, domenica ore 16. Lunedì riposo.

Biglietteria teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino

Tel 0115169555

Email biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Foto Tommaso Le Pera

Un libro ripercorre la nascita del Barolo tra storia e figure leggendarie

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PENSIERI SPARSI  di Didia Bargnani

Un antico podere, un’imprenditrice ante litteram e un uomo vulcanico

Pierpaolo Ferrero, nonostante gli 87 anni compiuti, è l’emblema dell’esuberanza, della vitalità, dell’inventiva e dell’energia appassionata ed esplosiva che lo accompagnano da sempre. Dopo una vita rocambolesca, vissuta quasi come un romanzo in parte a Torino ed in parte in Costa Azzurra, a Cap d’Ail con l’adorata moglie Carla, pensa sia arrivato il momento di raccontare gli episodi più particolari della sua vita che riguardano la famiglia, il lavoro, le amicizie, i personaggi incredibili incontrati negli anni ed è così che nascono i primi libri autobiografici: Magic moments, White memories, Souvenirs de Cap d’Ail, scritti durante la pandemia da Covid nel suo ‘buen retiro’ in riviera.
“ A 85 anni ho avuto il desiderio fortissimo di conoscere mio cugino Roberto che non vedevo dal ‘49 quando i nostri genitori litigarono per questioni ereditarie e così gli ho telefonato, ci siamo incontrati , conosciuti e capiti perfettamente, stesso amore per il lavoro, la famiglia e le cose belle”, mi racconta Pierpaolo come un fiume in piena.
Cerco di farlo parlare dell’ultimo libro, La Saga dei Ferrero, che vuole pubblicare in un numero ristretto di copie, solo per famigliari ed amici ma si affollano i ricordi di una vita iniziata da bambino nelle Langhe poi da ragazzo a Torino, in cantiere, dove non voleva andare per non sporcarsi gli abiti ( ancora adesso Pierpaolo è un vero dandy) , inizia così come assistente di cantiere per poi essere assunto alla Recchi  e in seguito alla Stroppiana di Moncalieri che verrà acquisita da una società inglese, la Ready-mixed concrete spa, leader mondiale nel settore calcestruzzi dove a 34 anni diventa dirigente per l’Italia. Dopo qualche anno la società viene venduta al gruppo Ferruzzi e Pierpaolo assume il ruolo di capo area Piemonte.
“ Sono i primi anni ‘80 e la contestazione sindacale  in Piemonte è fortissima- mi dice Pierpaolo- il sindacato aveva distrutto la meritocrazia e i miei rapporti con loro erano molto duri ; durante i lavori preparatori per la costruzione della Rinascente in via Lagrange, inizia uno sciopero selvaggio e così , furibondo me ne vado e passo all’Unicem”.
A fatica, tra ricordi di auto sportive, belle donne e vacanze in Costa Azzurra, riesco finalmente a farmi raccontare l’amore per la terra di Langa e per il Barolo, “il vino più buono del mondo “.
La grande promotrice del Barolo, Virginia Ferrero, nasce nel 1865 a Torino da genitori originari di Serralunga che fondarono la casa vinicola nel 1856; Tota Virginia rappresenta tra le famiglie dei ‘barolisti’ ancora oggi un ricordo vivido e concreto. La prozia di Pierpaolo si avventurava, negli anni tra le due Guerre Mondiali, con il proprio calesse in Val d’Aosta, in Svizzera, Austria e Costa Azzurra per far conoscere il Barolo; questa donna che oggi sarebbe una grande imprenditrice, aveva intuito il potenziale della terra di Langa e aveva fatto crescere in modo esponenziale la sua azienda, negli anni ‘30 era diventata la più importante produttrice di vini con oltre 400.000 bottiglie prodotte in un anno.
I filari di uva di Tota Virginia erano stati messi a dimora nelle vicinanze del ‘palasot’, dove si faceva il vino,  oggi grazie all’imponente restauro voluto da Roberto Ferrero, il cugino di Pierpaolo, e’ diventato uno splendido Relais, Antico Podere Tota Virginia, in ricordo dell’intraprendente, tenace a coraggiosa prozia.
Didia Bargnani

Dialoghi al Museo Pietro Micca con Gianni Oliva

Lo scrittore presenterà, in occasione del Salone Off, ilsuo ultimo libro “La Prima Guerra Civile”

Il Museo Civico Pietro Micca di Torino inaugurerà, in occasione del Salone Off, un nuovo ciclo di incontri culturali dal titolo Dialoghi al Museo pensato come spazio di confronto, approfondimento e riflessione sulla storia e sull’attualità attraverso la voce di autori, studiosi e protagonisti del panorama culturale torinese e italiano. Il primo appuntamento si terrà il prossimo 12 maggio e avrà come ospite lo storico e scrittore Gianni Oliva, tra i più autorevoli divulgatori della storia contemporanea italiana. L’incontro sarà dedicato alla presentazione del suo ultimo libro, La Prima Guerra Civile, edito da Le Scie Mondadori, un’opera che affronta con rigore storico e grande capacità narrativa una delle pagine più complesse e controverse della storia nazionale; questa scelta rappresenta la volontà del Museo Pietro Micca di avviare questo percorso culturale con una voce autorevole e riconosciuta, capace di coinvolgere il pubblico in una riflessione profonda sul passato e sulle sue conseguenze nel presente. Il ciclo di incontri nasce con l’obiettivo di trasformare il museo in un luogo sempre più vivo e partecipato, aperto non soltanto alla memoria storica del protagonista, ma anche al dialogo culturale e civile. In questo spirito, la presenza di Gianni Oliva assume un valore simbolico importante, inaugurando una rassegna che intende diventare un appuntamento stabile per la città di Torino.

L’incontro si svolgerà presso il Museo Pietro Micca il 12 maggio prossimo alle 17.30

Per partecipare è richiesta la prenotazione all’ indirizzo email museopietromicca@comune.torino.it

Viaggi, ristoranti e benessere. Torino spende in esperienze per dimenticare la precarietà

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L’OPINIONE

A Torino si spende di più, ma non necessariamente si vive meglio
È questa la fotografia più nitida che emerge dai consumi delle famiglie torinesi tra il 2025 e l’inizio del 2026: meno soldi destinati alla spesa alimentare, più risorse investite in viaggi, cene fuori, palestra, sport e benessere personale. Un cambio di priorità che racconta molto più di una semplice moda.

Dietro questi numeri c’è una città che prova a difendere la propria qualità della vita in un clima economico percepito come fragile. La spesa media mensile cresce e supera i 2.600 euro, ma contemporaneamente diminuisce la capacità di risparmio: solo una minoranza riesce ancora a mettere qualcosa da parte. È il segnale di una classe media che continua a consumare, ma lo fa comprimendo le spese considerate essenziali.

Il dato più significativo non è tanto l’aumento delle uscite per il tempo libero, quanto il calo di quelle alimentari. Per la prima volta da anni, molte famiglie riducono acquisti quotidiani e consumi domestici pur di non rinunciare a esperienze che garantiscono evasione immediata. Ma anche qui vale la pena chiedersi: quale turismo, quali esperienze?

“Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. E sembra quasi il manifesto implicito di questa stagione: spendere oggi per sentirsi vivi subito, anche se il risparmio si assottiglia e il futuro resta opaco. Il fitness, la cena fuori, il weekend diventano piccoli strumenti di compensazione emotiva dentro una quotidianità percepita come instabile.

Eppure sarebbe sbagliato leggere questi dati come il segnale di una città più ricca o più serena. Al contrario: raccontano una fragilità diffusa, mascherata da consumo. Si taglia sulla spesa quotidiana per salvare piccoli spazi di gratificazione personale. È il paradosso torinese contemporaneo: consumare esperienze per sentirsi meno precari, mentre la precarietà resta lì, sullo sfondo, sempre più normalizzata

Chiara Vannini

 

 

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Le famiglie torinesi faticano a risparmiare

La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.

I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.

Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.

Il Piemonte per la riduzione del consumo di sale

Dall’11 al 17 maggio si celebra la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale, iniziativa internazionale promossa dalla World Action on Salt, Sugar and Health (WASSH) per sensibilizzare cittadini, istituzioni, industria alimentare e ristorazione sull’importanza di limitare l’assunzione di sale nella dieta quotidiana.

L’edizione 2026 richiama ancora una volta l’attenzione su un obiettivo semplice ma fondamentale per la salute pubblica: ridurre progressivamente il consumo di sale per prevenire ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, ictus e altre patologie croniche.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo di sale raccomandato non dovrebbe superare i 5 grammi al giorno, equivalenti a circa un cucchiaino. Tuttavia, nella popolazione generale l’assunzione media risulta ancora nettamente superiore ai livelli consigliati.

Un consumo eccessivo e prolungato di sale può infatti favorire l’aumento della pressione arteriosa e rappresenta uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca. Ridurre anche solo gradualmente la quantità di sale nella dieta può invece portare benefici significativi per la salute, sia negli adulti sia nei bambini.

Come ridurre il consumo di sale

La riduzione del sale non significa rinunciare al gusto. Piccoli cambiamenti quotidiani possono contribuire in modo importante a migliorare la qualità dell’alimentazione:

  • preferire alimenti freschi e poco processati;

  • leggere le etichette nutrizionali e confrontare il contenuto di sale nei prodotti;

  • limitare il consumo di snack salati, insaccati, prodotti pronti e salse;

  • utilizzare erbe aromatiche, spezie, limone e aromi naturali per insaporire i cibi;

  • evitare di aggiungere sale a tavola, favorendo soprattutto nei più giovani l’abitudine a sapori meno salati.

Particolare attenzione deve essere rivolta anche all’alimentazione infantile: abituare i bambini fin da piccoli a consumare meno sale aiuta a costruire corrette abitudini alimentari e contribuisce alla prevenzione delle malattie croniche in età adulta.

L’impegno della Regione Piemonte

La promozione di corrette abitudini alimentari rientra tra gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione, attraverso programmi e iniziative dedicati alla sana alimentazione e alla riduzione dei principali fattori di rischio per la salute.

In Piemonte il tema della riduzione del consumo di sale è affrontato nell’ambito del programma “Alimenti e Salute”, che coinvolge servizi sanitari, scuole, amministrazioni locali, ristorazione collettiva e operatori del settore alimentare in azioni di sensibilizzazione e promozione di stili di vita salutari.

L’obiettivo è favorire una cultura alimentare più attenta e sostenibile, attraverso interventi concreti che coinvolgano sia il singolo cittadino sia i contesti collettivi, come scuole, mense e luoghi di lavoro.

Informazioni e approfondimenti

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/settimana-mondiale-per-riduzione-consumo-sale

“Profezie per la pace” al Polo del ‘900

15-23 maggio 2026
Polo del 900 – Torino

Nell’ambito degli eventi proposti per l’anno in corso, il Centro Culturale Pier Giorgio Frassati propone la visita della mostra “Profezie per la pace”, che sarà in esposizione presso i locali del Polo del 900 dal 15 al 23 maggio 2026.

L’incontro inaugurale della mostra si terrà sabato 16 maggio 2026 alle ore 12.00 presso la Sala ‘900, del Polo del 900, via del Carmine 14, Torino.
All’inaugurazione, oltre al saluto del presidente del Centro Culturale Pier Giorgio Frassati, Marco Giorgio e della Vicesindaca Michela Favaro, interverranno i curatori della mostra.
Sono stati invitati, inoltre, il Presidente del Consiglio Regionale, nonché Presidente del Comitato per i Diritti Umani e  Civili, Davide Nicco, l’Arcivescovo di Torino, S.Em.R. Card. Roberto Repole, il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Piemonte, Stefano Suraniti e la Dirigente del medesimo ufficio Tecla Riverso.

L’iniziativa prende le mosse da un’idea di alcuni insegnanti e studenti di tutta Italia di Gioventù Studentesca, realtà giovanile di Comunione e Liberazione, che hanno voluto prendere sul serio l’invito rivolto con insistenza in questi anni da Papa Francesco di aiutarlo nella “profezia per la pace”. Un invito che riecheggia forte ancora oggi, nel contesto attuale, come sta indicando a tutti Papa Leone XIV, fin dal giorno della sua elezione.

La mostra, partendo dal contesto geopolitico di oggi, propone storie di pace nate da situazioni di violenza e di dolore, da contesti di morte e di sofferenza: situazioni spesso drammatiche, che parlano però di vita, rinascita, ricostruzione, di come si può ripartire non con la vendetta, ma col perdono. Paci impossibili ma reali.

Le storie raccolte, infatti, parlano non solo di contesti di cui siamo a conoscenza, come la Palestina e la Cisgiordania, ma anche di luoghi meno considerati, come il Libano, il Myanmar, Haiti, oppure di situazioni problematiche relative a un passato recente, come il Sudafrica, la Bosnia o il Rwanda. Lo scopo è far riflettere sulle dinamiche umane, individuali e collettive, che portano ad atti di violenza, guerra e sopruso e a quelle che, invece, possono favorire la collaborazione, l’accoglienza, la convivenza e la riconciliazione, sottolineando quanto la costruzione della pace sia innanzitutto una questione di sguardo umano.

Le guide principali che illustreranno i pannelli e i video di cui il percorso espositivo è composto saranno studenti delle scuole superiori che si sono coinvolti nel progetto.

Dopo l’esposizione nell’agosto del 2025, alla 46° edizione del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli di Rimini, la mostra è stata presentata durante questo anno sociale in più di 150 scuole o centri culturali italiani e sarà visitabile, dal 2 al 6 agosto 2026, ad Assisi durante il “Capitolo delle Stuoie”, grande raduno internazionale francescano in occasione dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi.

La mostra è visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 20.00.

Le visite guidate per gruppi o scolaresche sono possibili dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00.
Per informazioni e prenotazioni scrivere a mostrapacetorino@gmail.com

Fuochi d’artificio nella terza giornata degli Assoluti Herbalife di nuoto artistico

Fuochi d’artificio allo Stadio del Nuoto di Cuneo nella terza giornata degli Assoluti Herbalife di nuoto artistico. Le gemelle dell’Aurelia Nuoto si riprendono il trono d’Italia. Gaia e Giorgia Cupaioli stravincono la finale del doppio free agli Assoluti Herbalife di Cuneo con 297.3388 punti e due anni dopo ribadiscono la leadership. Avevano vinto il loro primo titolo assoluto il 15 marzo 2025 a Riccione e oggi vincono per la seconda volta. Nel mezzo un settimo posto e un bronzo. Sono una coppia che viene da lontano, dal 2020 quando erano undicesime in Italia. Hanno lavorato e sono cresciute molto. Sfiorano i 300 punti (che forse diventerà il prossimo obiettivo) e si distinguono per l’esecuzione degli elementi (2 acro e 6 ibridi) con cui ottengono 172.0238 punti. Brave anche nell’impressione artistica che vale 128.7750 e molto attente a non commettere errori limitando a tre punti e mezzo la penalità sincro. Hanno il coefficiente di difficoltà più alto di questa finale e riescono a sfruttarlo completamente a loro favore. Si muovono con disinvoltura e la voce di Bocelli le accompagna alla vittoria, la musica di Gratia Plena si cuce addosso come un vestito da gran sera. Questa canzone è un inno alla fede e le rappresenta in pieno, perché hanno avuto fiducia in loro stesse senza mai mollare, soprattutto nei momenti più difficili. Quando appaiono i punti sul tabellone si commuovono anche i loro allenatori Letizia Nuzzo, Costanza Ferro e Aldo Leoni che le hanno preparate giorno dopo giorno per questa finale tanto attesa. Le premiano il direttore tecnico della Nazionale Patrizia Giallombardo e l’assessore allo sport Valter Fantino.

Alle loro spalle le azzurre e campionesse juniores di Fiamme Oro e Banco BPM Rari Nantes Savona Sarah Maria Rizea e Flaminia Vernice, allenate da altre tre grandi ex atlete internazionali del calibro di Manila Flamini, Mariangela Perrupato e Federica Sala, con 284.8152 e dalla nuova coppia del Busto Nuoto Melissa Magi (al primo anno con il club lombardo) e Giorgia Spiz, campionesse d’Italia venerdì sera con le compagne di Acro, con 270.0392 punti ed anche loro con una bellissima coreografia disegnata ad arte da Stefania Speroni e gli altri tecnici del team.

Nel doppio mixed gli azzurri Ginevra Marchetti e Gabriele Minak, allenati da Federica Sala e Marina Kriukova per il Banco BPM Rari Nantes Savona, si confermano ad un anno di distanza vincendo la finale con 242.2675 punti, dopo essere stati davanti anche nel preliminare con 233.4350. Un “lago dei cigni dorato” sulle note profonde di Tchaikovsky, potenza e grazia dei movimenti, altissima impressione artistica (148.7000) e bassissima penalità sincro (5.77). Ci hanno rappresentato in coppa del mondo a Parigi (bronzo), torneranno a farlo nella prossima tappa in Spagna (29-31 maggio a Pontevedra) e sono anche campioni italiani juniores dopo il recente successo al Centro Federale – Polo Acquatico Frecciarossa ad Ostia.

Secondi i bravi Chanel Andrihetti e Lorenzo Pozzobon del Montebelluna Nuoto con 219.7716 e terzi i brillanti Andrea Garuti e Alessia Negroni del G. Sport Village con 217.5950 punti. Domenica giornata conclusiva con le finali della squadra alle 9:30 in diretta su Rai Sport HD e dei singoli maschili e femminili alle 12:00 in in diretta su Rai Play Sport 1 e differita su Rai Sport dalle 22:45.

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