San Salvario: 31mila euro di multe, scovata sala gioco abusiva nei controlli

Oltre 31 mila euro in multe amministrative, 125 individui identificati e 6 attività ispezionate: questo l’esito dei controlli della polizia nel quartiere San Salvario.

Di recente, gli agenti del Commissariato Barriera Nizza, con unità specializzate, hanno controllato negozi e locali per contrastare attività illegali. Sono emerse numerose infrazioni amministrative. In un’officina gastronomica con punto vendita annesso, la polizia municipale ha rilevato un’ apertura abusiva della somministrazione e mancato aggiornamento della segnalazione sanitaria: verbali per più di 5.200 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha individuato un dipendente in nero, con stop immediato e sanzioni extra per 4.450 euro.

In un bar-ristorante del circondario, svariate mancanze: estensione abusiva della zona servizio, deficit igienici, conservazione inadeguata dei cibi, assenza di permessi per esterno, oli usati e vapori. Mancava il piano HACCP, non visibili tabelle alcolemiche e avvisi clienti. Totale ammende: oltre 11.800 euro.

Al piano interrato del bar, smascherata una stanza per azzardo con tavoli da biliardo e strumenti per Mahjong, proibito dal Questore, con l’avviso non affisso. Il titolare è stato poi denunciato per gestione di gioco illegale, attrezzature confiscate. Controlli aggiuntivi in sale slot e imprese: no SCIA né licenze igieniche, multe sopra 8.000 euro.

In una sala giochi, identificati 5 cittadini stranieri; uno denunciato per inosservanza dell’ordine del Questore di espulsione dal territorio nazionale e tre multati per Daspo Urbano, con divieto di accesso.

VI.G

Candidatura unitaria alle Olimpiadi, il Nord-Ovest fa squadra: nasce l’asse Torino-Milano-Genova

Le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, annunciano l’avvio di un percorso condiviso finalizzato a valutare la presentazione di una candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano per una futura edizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici estivi.

Le istituzioni promotrici, si legge in una nota congiunta degli enti, ” si sono riunite oggi per un primo incontro operativo, avviando formalmente il confronto e definendo un calendario aperto per i prossimi appuntamenti”.

L’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare le forti connessioni tra i tre territori, che condividono una consolidata vocazione sportiva, infrastrutturale e internazionale. Piemonte, Lombardia e Liguria possono infatti mettere a sistema competenze, impianti sportivi, reti di mobilità e una significativa esperienza nell’organizzazione di grandi eventi.

L’asse Torino–Milano–Genova

L’asse Torino–Milano–Genova rappresenta uno dei sistemi urbani più dinamici d’Europa, caratterizzato da un’elevata integrazione economica, culturale e logistica. Al centro della possibile candidatura vi è l’impegno a sviluppare un progetto fortemente orientato alla sostenibilità ambientale ed economica, in linea con le più recenti indicazioni del Comitato Internazionale Olimpico.

L’obiettivo è privilegiare l’utilizzo di infrastrutture e impianti già esistenti, riducendo al minimo nuove costruzioni e promuovendo il riuso di strutture sportive, universitarie e fieristiche presenti nei territori coinvolti, anche attraverso il contributo del tessuto imprenditoriale locale.

Si delinea così un modello olimpico diffuso, capace di contenere l’impatto ambientale, ottimizzare le risorse pubbliche e generare benefici concreti e duraturi per le comunità. A rafforzare questa prospettiva contribuisce la solida esperienza maturata negli ultimi anni nell’organizzazione di grandi eventi internazionali: dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006 fino a Milano-Cortina 2026, passando per numerose manifestazioni sportive, culturali e fieristiche ospitate tra Torino, Milano e Genova.

Il Nord-Ovest italiano dispone oggi di competenze amministrative, tecniche e logistiche di alto livello, oltre che di un sistema infrastrutturale tra i più avanzati del Paese. In questa fase, le istituzioni intendono avviare un confronto preliminare con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Governo, il mondo dello sport, le università e i principali stakeholder territoriali, al fine di verificare la fattibilità di una candidatura, con un primo orizzonte temporale rappresentato dalle Olimpiadi del 2036 o, in alternativa, del 2040.

Verrà inoltre costituito un gruppo operativo interistituzionale composto dai sei Capi di Gabinetto delle amministrazioni coinvolte, con il compito di avviare l’istruttoria preliminare e supportare la definizione del percorso di candidatura.

La scelta di promuovere una candidatura condivisa tra più città e regioni si inserisce pienamente nell’evoluzione del modello olimpico, sempre più orientato verso progetti territoriali integrati, capaci di distribuire gli eventi su più poli urbani, valorizzare infrastrutture esistenti e generare benefici diffusi nel tempo.

«L’obiettivo – sottolineano congiuntamente le istituzioni promotrici – è costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa, che metta al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori, rafforzando la vocazione internazionale del Paese e promuovendo l’Italia nel mondo attraverso un grande progetto condiviso. Il Nord-Ovest italiano ha tutte le caratteristiche per diventare un grande palcoscenico olimpico diffuso, capace di unire città, regioni e comunità attorno ai valori universali dello sport».

Il percorso avviato rappresenta una prima fase di studio e dialogo istituzionale: eventuali decisioni formali sulla candidatura saranno assunte al termine delle valutazioni tecniche e del confronto con le istituzioni nazionali e con il movimento sportivo.

Il commento del Presidente Cirio e dell’assessore Bongioanni

“Piemonte, Lombardia e Liguria sono il cuore economico e produttivo d’Italia, ma anche una macro regione dal patrimonio paesaggistico e ambientale straordinario che spazia dalla montagna alla pianura, dalle colline al mare. A tutto questo si aggiunge un’esperienza olimpica consolidata che è un valore chiave per centrare l’obiettivo. Il Piemonte in questi anni ha costruito una strategia che punta sui grandi eventi per posizionare la regione a livello internazionale: le Olimpiadi sono il più grande evento del pianeta e rappresenterebbero quindi il culmine di questo percorso.
Le Olimpiadi diffuse, poi, da unicum rappresentano oggi una opportunità in più perché guardano alla sostenibilità e all’ambiente e le nostre regioni con l’eredità delle infrastrutture e delle competenze sviluppate grazie ai giochi invernali e la forza delle loro bellezze naturalistiche e culturali possono essere competitive a livello mondiale. Consapevoli che le olimpiadi sono un grande evento sportivo che si basa sul solidarietà e amicizia, ma anche un volano economico straordinario”, dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni.

Auto contro guardrail prende fuoco sulla sopraelevata: conducente in ospedale

Auto si schianta sul guardrail e va a fuoco: conducente in ospedale. È successo nella mattinata di oggi sulla sopraelevata di Moncalieri. L’auto, una Fiat Punto, viaggiava in direzione della tangenziale ed è finita contro il guardrail a destra della carreggiata. A seguito della collisione, il veicolo ha preso fuoco. Fortunatamente l’incendio è stato spento immediatamente dai vigili del fuoco del distaccamento di Torino Lingotto, che hanno messo in sicurezza l’area.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, che hanno trasportato in ospedale il conducente: le sue condizioni non sono gravi. Presenti anche gli agenti della polizia stradale di Torino Settimo per effettuare i rilievi e ricostruire la dinamica dell’accaduto.

La direzione del traffico è stata assegnata agli ausiliari Itp, con ingorghi nel tratto coinvolto. La circolazione ha subito forti rallentamenti.

VI.G

Riapre il sottopasso Spezia. Manutenzione dei sottopassi Statuto, Repubblica e Grosseto

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Nella mattinata di  mercoledì 15 aprile, verrà riaperto al transito il sottopasso Spezia, chiuso da gennaio a seguito di un incendio che ha interessato l’uscita di sicurezza. Sono stati ripristinati gli impianti di illuminazione e di controllo del sottopasso, rinnovati gli impianti di sicurezza, le porte REI antincendio e le strutture delle scale.

Questa settimana, inoltre, tre sottopassi cittadini saranno interessati da alcune chiusure, per consentire l’esecuzione di lavori di manutenzione in condizione di sicurezza.

Nel dettaglio, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile, dalle ore 22 alle 6, verrà chiuso in entrambe le direzioni il sottopasso Statuto. Chiusura in orario notturno e in entrambe le direzioni anche per il sottopasso Repubblica, dalle ore 22 alle 6, nelle notti tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, tra giovedì 16 e venerdì 17 aprile, tra venerdì 17 e sabato 18 aprile.

Venerdì 17 e sabato 18 aprile, infine, il sottopasso di corso Grosseto rimarrà chiuso al traffico dalle ore 9.30 alle 16.30 con le seguenti modalità: venerdì 17 dalle 9.30 alle 12.30 chiusura della semicarreggiata Nord (direzione da corso Grosseto a corso Potenza) e dalle 12.30 alle 16.30 della semicarreggiata Sud; sabato 18, invece, la chiusura riguarderà in contemporanea entrambe le semicarreggiate.

TorinoClick

Fondazione Sandretto, quattro mostre aprono la primavera

Quattro mostre celebrano la ripresa primaverile alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugurando il 15 aprile prossimo

Inaugurazione contemporanea di quattro mostre personali alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Diego Marcon, Xin Liu, June Crespo e Lenz Geerk, che saranno visitabili fino all’11 ottobre, con l’eccezione di quella di Marcon, che chiuderà  il 2 agosto prossimo.
Ad aprire le danze sarà la mostra dal titolo “Exhaust” , prima personale in Italia dell’artista Xin Liu, realizzata in collaborazione con K11 Art Foundation Hong Kong e con la consulenza editoriale di Hans Ulrich Obrist.
La mostra esplora le conseguenze delle aspirazioni tecnologiche  e scientifiche concentrandosi sui loro residui, detriti spaziali, materiali degradati, codici e organismi alterati.
Attraverso film, installazioni e nuove opere, l’artista riflette su ciò che resta dopo il fallimento delle promesse di progresso, trasformando scarti e obsolescenza in possibilità generative.
Di Diego Macron è la mostra dal titolo “Krapfen”, la prima opera prodotta grazie al New Futures Production Fund, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo  e il New Museum di New York. Il video ha per protagonisti un ragazzetto dal genere ambiguo e quattro indumenti, un paio di guanti, un foulard, dei pantaloni e un maglione. All’ambientazione fanciullesca si accompagna un’atmosfera allarmata e perturbante, in cui un krapfen sembra diventare l’espediente per chiamare in scena emozioni di terrore e annientamento.

“Theatre of the mind” di Lenz Geerk, artista nativo di Basilea, rappresenta la prima personale in un’istituzione italiana dedicata alla pittura di questo artista, che presenta figure,  oggetti, paesaggi immersi in atmosfere silenziose e introspettive. Attraverso colori delicati e composizioni sospese, i dipinti esplorano stati psicologici e momenti intimi, dove il significato emerge da sottili tensioni emotive piuttosto che da narrazioni esplicite.

Anche l’esposizione “Danzante” di June Crespo, a cura di Bernardo Follini, rappresenta la prima mostra istituzionale italiana dell’artista, che riunisce sculture e installazioni, capaci di dialogare con il corpo e la percezione del visitatore.
Realizzata in collaborazione con la Secession di Vienna e il MO.CO di Montpellier, la mostra di June Crespo riunisce sculture e installazioni che dialogano con il corpo e la percezione del visitatore. I lavori, ispirati alle forme di fiori come iris e uccelli del paradiso, indagano materiali, superfici e texture al fine di creare esperienze fisiche e sensoriali che evocano vitalità, frammentazione e presenza.

L’inaugurazione si terrà giovedì 15 aprile alle ore 19, accompagnata da un talk di inaugurazione dal titolo “Framing Problems/Biennale della Tecnologia”, nell’ambito del quale interverranno Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Guido Saracco, Massimiliano Gioni, Hans Ulrich Obrist, Xin Lui e Diego Marcon. Ingresso libero.

Mara Martellotta

Donna travolta e uccisa da un veicolo pirata a Mirafiori

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Oggi verso le 13 in corso Unione Sovietica a Torino, zona  Mirafiori una donna di 86 anni è stata travolta e uccisa da un veicolo pirata. E potrebbe trattarsi di un camion che non si è  fermato a prestare i soccorsi. La polizia locale sta tentando di individuare il mezzo attraverso i testimoni e le telecamere di videosorveglianza presenti nell’area.

Morti sul lavoro in Piemonte, otto vittime nel primo bimestre 2026. La regione è in zona rossa

“I dati sugli infortuni in Piemonte, nel primo bimestre del 2026, con otto vittime sul lavoro e un’influenza di mortalità superiore alla media nazionale (3,8 contro 3), delineano un quadro regionale critico che colloca oggi il Piemonte in zona rossa nella mappatura del rischio. A fine gennaio la regione risultava in zona gialla, con due vittime sul lavoro – commenta l’ingegnere Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega –  il peggioramento del dato complessivo conferma la necessità di tenere alta l’attenzione sulla prevenzione, intervenendo in modo mirato nei contesti più esposti, perchè la sicurezza sul lavoro non deve essere considerata un tema emergenziale, ma un impegno strutturale continuo”.

Per individuare le aree più fragili in Italia, sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità. La zona rossa, quella in cui so trovare il Piemonte, raggruppa le regioni con l’incidenza maggiore di morti sul lavoro rispetto alla media nazionale. A fine febbraio 2026, il rischio di infortunio mortale in regione, con 3,8 morti per milioni di occupati, risulta superiore alla media nazionale di 3.0. Per quanto riguarda le incidenze nel dettaglio, in regione troviamo Vercelli, Alessandria e Torino in zona rossa, con un’incidenza di infortuni mortali sul lavoro rispettivamente pari a 14,3, 5,6 e 5,3, tutte le altre province sono in zona bianca, con zero vittime in occasioni di lavoro.

Mara Martellotta

Sharenting. La condivisione delle immagini dei bambini sui social

I  rischi connessi

Mentre mangiano o giocano, quando sono al mare o insieme ai loro amici, le foto dei bambini spopolano su internet, sui social, sui profili Facebook o Instagram . Questa volonta´ di condivisione ´ certamente un gesto di affetto e di orgoglio da parte di genitori, dei nonni e di tutti coloro che li amano, ma spesso e’ una rischiosa e inopportuna sovraesposizione delle vita dei minori in un luogo virtuale non del tutto sicuro, la rete informatica.

Il termine sharenting, la fusione dall’inglese tra share (condividere) e parenting (genitorialita’), coniato da poco in America, ci spiega, appunto, questa abitudine molto diffusa ovvero quella di postare con frequenza immagini di piccoli uomini e donne creando, il piu´delle volte, un involontario racconto digitale della loro vita.

Prescindendo dalla questione che riguarda la mancata consapevolezza da parte dei bambini sul fatto che la loro esistenza venga resa pubblica, ci sono altri risvolti legati a questa consuetudine che possono rivelarsi davvero drammatici, tra questi spicca l’appropriazione e l’ utilizzo improprio delle immagini che spesso sfocia in vere e proprie azioni illegali e deprecabili.

Questa “moda” e’ all’attenzione del Garante della Privacy che gia´ nella Relazione annuale del 2021 ha proposto di estenderne la tutela rispetto alla questione del cyberbullismo.

Spesso le foto dei minori sono accompagnate da informazioni sensibili come il nome, l’eta´ e il luogo di appartenenza, che rendono ancora piu´semplice il lavoro di chi potrebbe impossessarsene con cattive intenzioni.

Il Garante della Privacy riassume cosi´ i rischi dello sharenting:

Violazione della privacy e della riservatezza dei dati personali e sensibili del minore ogni volta che si pubblica, senza il suo consenso, un’immagine sui social network, così come stabilito dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Mancata tutela dell’immagine del bambino che subisce la perdita del controllo sulle proprie informazioni con conseguenze sulla creazione della sua identità digitale odierna e futura. I contenuti postati online, infatti, restano e permangono a disposizione di chiunque.

Esiste poi il rischio delle ripercussioni psicologiche che potrebbero iniziare a manifestarsi nel momento in cui i bambini, crescendo, cominciano a navigare autonomamente. Se i loro genitori non hanno provveduto a tutelare la loro immagine e la privacy, i bambini dovranno fare i conti con quanto è stato pubblicato senza il loro benestare e immagini molto intime e private come quella del bagnetto, ad esempio, potrebbero andare nelle mani di chiunque.

Tra i rischi peggiori c’e´ senz’altro quello della pedopornografia. Alcune immagini di bambini in situazioni private, infatti, possono essere rubate, manipolate e inserite nelle squallide pagine digitali dei siti per pedofili. L’addescamento, infine, e´un’altra oscura possibilita´che si prospetta a causa delle immagini condivise, ma anche delle informazioni che le accompagnano, utili mezzi per creare ganci per avvicinare i minori online.

Il Garante invita a porsi diverse domande prima di condividere le foto dei propri figli: mio figlio sarebbe contento di avere sue foto postate? E´una azione sicura per la sua presente e futura identita´online?

Si tratta di problemi reali, di rischi concreti perche´ la rete, sfortunatamente, e´popolata anche da persone dalla scarsa cifra morale alla ricerca non solo di immagini da collezionare ma anche in attesa che qualche minore sprovveduto caschi nella sua rete con inevitabili e nefaste conseguenze.

MARIA LA BARBERA

Fonte: www.garanteprivacy.it

Rimpasto in Regione, il Consiglio discute

La seduta del Consiglio regionale si è aperta con le comunicazioni del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, circa il recente riassetto di Giunta, segnato dalle dimissioni dell’assessore Elena Chiorino e da una conseguente catena di avvicendamenti istituzionali.

Nicco ha ricordato che, con decreto del 30 marzo 2026, il presidente della Regione Alberto Cirio ha preso atto delle dimissioni di Elena Chiorino, assumendone ad interim le deleghe. La consigliera, eletta nella lista regionale insieme a Maurizio Marrone, appartenente al medesimo gruppo di Fratelli d’Italia, era stata sospesa dalla carica al momento della nomina ad assessore, come previsto dalla normativa vigente. Per entrambi, il Consiglio regionale aveva provveduto alla nomina di consiglieri supplenti, individuati in Daniela Cameroni e Claudio Sacchetto, prima e secondo dei non eletti della lista regionale appartenenti al gruppo di Fratelli d’Italia.

L’uscita di Chiorino dalla Giunta ha determinato il rientro automatico in Consiglio a partire dal 31 marzo, con la conseguente cessazione della supplenza di Sacchetto, “secondo dei non eletti” della lista regionale appartenente al gruppo di Fratelli d’Italia. Cessazione da consigliera, poi, per Cameroni, la cui nomina ad assessore, formalizzata l’11 aprile, ha posto fine al suo ruolo di consigliera supplente del collega Maurizio Marrone.

 

IL CONFRONTO POLITICO IN AULA

Le comunicazioni hanno però acceso un confronto politico. Dai banchi dell’opposizione è stata obiettata l’assenza in Aula del presidente Cirio. “Ha fatto una conferenza stampa ma non è mai venuto in Consiglio a riferire di questo rimpasto che deriva da un grave scandalo”, ha detto Vittoria Nallo (Sue).

Alice Ravinale (Avs) ha aggiunto: “Mi sono stufata di sentire Cirio parlare del nonno partigiano e poi dare pesantissime deleghe a Marrone, che è l’anima più nera della Giunta”.

Dubbi anche sul nuovo assetto delle deleghe sono arrivati dal Movimento 5 Stelle. “Perché a Cameroni è stato dato un assessorato depotenziato? Non la ritenete in grado di sostituire Chiorino? Un chiarimento in Consiglio è necessario”, ha dichiarato Sarah Disabato.

Dal Partito Democratico è arrivata una critica generale. “Nemmeno alla bocciofila credo si possa accettare una cosa di questo tipo”, ha affermato Domenico Rossi, sottolineando come il rimpasto derivi da “eventi molto gravi mai discussi in Aula”.

Sulla stessa linea Nadia Conticelli: “Non è mai capitato che con un cambio di Giunta nessuno si presenti in Consiglio. Non si possono umiliare così i piemontesi e la loro principale istituzione”.

Critiche tecniche sono giunte da Emanuela Verzella, che ha evidenziato come lo “spacchettamento delle deleghe” rompa l’unità tra lavoro, formazione e istruzione, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni.

Gianna Pentenero ha denunciato “la gravità dell’intero percorso” e il silenzio della maggioranza: “Non vedo imbarazzo. E resta il tema di come le donne sono state considerate in questa Giunta”.

Il presidente della Giunta per le elezioni Alberto Avetta ha infine ricordato che, ai sensi dell’art. 36 dello Statuto, la Giunta riferisce al Consiglio sulle operazioni elettorali. A seguito della nomina ad assessore di Cameroni, già consigliera supplente di Marrone, la stessa è cessata dalla carica senza necessità di sostituzione. Si rende quindi necessario individuare un nuovo supplente: in base alla graduatoria, la Giunta ha proposto all’unanimità di affidare la supplenza a Claudio Sacchetto, secondo dei non eletti della lista regionale “Per il Piemonte” appartenente allo stesso gruppo del consigliere sospeso.

Ufficio Stampa CRP

Ottimo bilancio per le giornate inaugurali di EXPOSED 

Sono 5 mila le persone che, nei quattro giorni inaugurali, hanno scaricato il pass per visitare le mostre di EXPOSED Torino Photo Festival, molte delle quali inserite nel “Miglio della Fotografia”, il percorso espositivo diffuso che collega alcune tra le principali istituzioni culturali torinesi. Positiva anche la partecipazione del pubblico al calendario di incontri, letture portfolio, screening ed eventi nello spazio urbano dal 9 al 12 aprile.

“Sono felice di questo inizio di festival, del clima che abbiamo respirato nei giorni di inaugurazione tra le tante mostre, gli incontri con grandi della fotografia come Ralph Gibson e le letture portfolio, la serata a Le Roi, dove alla console si sono alternati un grande dj come Eddie Piller e un fotografo del calibro di Dean Chalkley, e le passeggiate per scoprire le foto in città tra commenti del pubblico estremamente positivi – ha dichiarato il direttore artistico del festival, Walter Guadagnini – i dati di download dei pass sono molto buoni, ma non sono tutto, se consideriamo che solo le presenze registrate a CAMERA e alle Gallerie d’Italia, nel weekend inaugurale, sono state di oltre 3 mila e 500 e di oltre 4 mila, ma la grande soddisfazione è stata anche quella di vedere tutte le persone che hanno partecipato agli incontri, alle visite guidate e chi si è imbattuto nelle mostre outdoor sotto i portici di via Po. Poi, il bello del Festival è anche questo: non essere solo numeri, ma una vera e propria esperienza all’interno della città, che invita a scoprire luoghi sotto una nuova luce. Vedere le persone entusiaste davanti al nuovo volto del portico di Palazzo Carignano, con le fotografie giganti della Contessa di Castiglione e Karla Hiraldo Voleau, le facce stupite nello scoprire una fotografia di Bernard Plossu apparire tra le collezioni del Museo Regionale di Scienze Naturali, le persone che aggiustano i visori per godersi i nudi di Auguste Belloc in 3D presso l’Archivio di Stato. Tutto questo vale quanto i numeri, perché significa che il Festival è sempre più parte della città”.

Promossa dalla Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, in sinergia con Fondazione Arte CRT Intesa Sanpaolo e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione del Festival, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, conferma la vocazione di Torino come “città della fotografia”. Fino al 2 giugno 2026, EXPOSED propone un programma articolato che comprende 18 mostre, tra indoor e outdoor, costruendo un percorso diffuso che attraversa alcune delle principali istituzioni culturali cittadine e numerosi spazi urbani. Il cuore del Festival è il Miglio della Fotografia, un itinerari che mette in relazione artisti affermati, pratiche contemporanee e ricerche emergenti, offrendo al pubblico un’ampia prospettiva sul medium fotografico. Le mostre indoor spaziano tra grandi protagonisti della fotografia e progetti di ricerca contemporanea, mentre gli interventi outdoor estendono il festival nello spazio pubblico, trasformando amorino in una piattaforma espositiva a cielo aperto, in dialogo con  la cultura e l’architettura cittadine. Il tema scelto quest’anno, “Mettersi a nudo”, attraversa l’intero programma come chiave di lettura e declinandosi in molteplici prospettive, tra dimensione intima e rappresentazione pubblica, identità e costruzione dell’immagine.

Info: EXPOSED Photo Festival -exposed@camera.to

Mara Martellotta