In programma in Duomo venerdì 10 dicembre
Raggiunge il traguardo dei mille concerti l’Accademia Corale Stefano Tempia, fondata nel lontano 1875 dal maestro di cappella dei Savoia che gli diede il nome. Venerdì 10 dicembre alle 21, si terrà, infatti, in Duomo, a Torino, il concerto che segnerà questo importante traguardo, dopo due anni di forzata pandemia e con un nuovo direttore, il maestro Antonmario Semolini, flautista e vincitore del Premio Pertinace. Direttore del Coro accademico Luigi Cociglio.
Il programma della serata prevede le tre Sinfonie che il giovane Franz Joseph Haydn dedicò ai diversi momenti della giornata, ‘Le matin’, ‘Le midi’, ‘Le soir’, riallacciandosi a quel gusto tutto settecentesco che spinse molti artisti dell’epoca, tra cui Giuseppe Parini con il poema “Il giorno”, a definire con sensibilità e arguzia il susseguirsi e mutare delle ore della giornata quale metafora della condizione della vita umana.
I titoli di queste sinfonie furono probabilmente suggeriti ad Haydn dallo stesso principe Anton Esterhazy, che lo aveva nominato nel maggio 1761 direttore della sua cappella musicale, la quale poteva contare su strumentisti di grande valore, tra cui il violino di spalla Luigi Tomasini.
La forma delle tre Sinfonie n. 6, n. 7 e n. 8 risente sicuramente degli schemi del concerto barocco, anche se rivela qualche concessione al virtuosismo nell’esecuzione. Lo stile è semplice, con alcuni richiami di natura descrittiva. L’Adagio iniziale ne ‘Le matin’ richiama, per esempio, l’iniziale sorgere del sole, anche se si tratta soltanto di un’annotazione di tipo strumentale, che lo stesso Haydn riproporrà diversi anni dopo in un passaggio nella terza parte del celebre oratorio per soli, coro e orchestra, noto come “La creazione”.
Il concerto è a ingresso libero con offerta. Si può scrivere una mail a segreteria@stefanotempia.it o telefonare dalle 9 alle 12 al numero 0110209882.
Mara Martellotta
La regia è di Bruno Colella, le musiche di Eugenio Bennato e la fotografia di Blasco Giurato. Protagonista è la stessa Annalaura di Luggo, intervenuta nella serata torinese (nelle foto di Carlo Patetta Rotta) con la partecipazione di Francesco Gallo Mazzeo, Olindo Preziosi, Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Nino Frassica, Patrizio Rispo e i ragazzi dei Quartieri Spagnoli. Il docufilm racconta il progetto, di Annalaura Di Luggo, di quattro opere d’arte in alluminio riciclato, collocate in luoghi simbolo di Napoli. Partecipano alla realizzazione di questi lavori i ragazzi a rischio dei Quartieri Spagnoli.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
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